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Ciao Brunello

Brunello Berardi3 aprile 2017 – Brunello è uno degli amici che ha partecipato  alla fondazione del Laboratorio Carteinregola, di cui è stato uno dei membri più attivi. Ha combattuto tutte le nostre battaglie, da quella per il Mercato Metronio a quella per la Metro C, dal presidio in Campidoglio contro le delibere urbanistiche di Alemanno a quello in Consiglio regionale contro il Piano casa Polverini/Zingaretti. A ogni riunione si presentava con rotoli,  schizzi e cartelline che illustravano nuove idee che avrebbero dovuto rendere il suo quartiere, San Giovanni,  ma più spesso tutta la città,  migliore. Idee sagge e creative, che ci raccontava con la passione senza età di chi crede che con l’impegno si possano scalare le montagne.

Brunello purtroppo non c’è più. Ma – e non è un modo di dire – vive e lotta insieme a noi.

Il ricordo  di Paolo Gelsomini

Brunello Berardi ci ha lasciato. Brunello il creativo, l’immaginifico, il colto architetto.

Fino all’ultimo, disteso sul suo lettino dell’Ospedale San Giovanni,  parlava con passione del Progetto Mura Aureliane, delle alternative al tracciato della metro C, della riqualificazione dello spazio antistante alla Porta Asinaria.

Un giorno ad una riunione dell’Associazione Carteinregola, forse l’ultima volta che ha partecipato ad una riunione prima di soccombere al male, ci sorprese tutti inchiodandoci alle sedie mentre stavamo per alzarci parlandoci fuori ordine del giorno della necessità di adottare una tecnica nuova per salvare gli alberi a Roma.

Brunello sfornava continuamente progetti, idee, proposte che traduceva in schizzi e disegni con mirabile maestria. Era un anziano maestro saggio con l’anima e l’entusiasmo di un bambino. Brunello credeva nell’amicizia, si accorgeva delle gentilezze e mostrava la sua riconoscenza. Brunello, tra tante cose serie che condividevamo, amava scherzare e “cazzeggiare” tra un disegno e l’altro, tra una discussione e l’altra. Brunello ci credeva a quello che diceva e che faceva. Quel suo leggero senso di incompiutezza e di inadeguatezza lo rendeva ancor più umano. Aveva il culto del Bello, amava l’Architettura che concepiva però non disgiunta dal disegno del Territorio. La sua modestia era pari al suo ingegno.

Ciao Brunello! Ciao Maestro! Ci mancherai……. Arrivederci!

Il ricordo di Paola Loche

Ciao Brunello,

te ne sei andato in maniera discreta,  senza poterci incontrare  per  portare avanti il tuo progetto, a cui tenevi tantissimo,  per salvare gli alberi di Roma.

Nella nostra ultima conversazione avevamo fissato un appuntamento per  una riunione che poi non c’è stata, per la mia poca disponibilità di tempo e per le tue precarie condizioni di salute che non permettevano che ti stancassi troppo.

Un giorno, quando venni al tuo studio per una riunione, mi regalasti alcune stampe di tuoi vecchi quadri, fu un regalo gradito e inaspettato. Una stampa con una bellissima veduta di Roma dal Campidoglio ora è incorniciata nella mia casa. Eri, tra le altre tue infinite qualità, anche un bravissimo pittore, una persona colta e vivace e con un entusiasmo contagioso.

Il nostro discorso si è bruscamente interrotto, mi rimarrà sempre il ricordo delle nostre conversazioni e il tuo quadro appeso alle pareti della mia stanza.

Un abbraccio

In calce il ricordo di  persone che gli sono state  vicine, a cominciare da Oreste Rutigliano di Italia Nostra

inizio presidio piano casa 10 settembre 2014

Brunello al Presidio in Regione contro il Piano Casa Polverini Zingaretti

Brunello BerardiCosì Brunello si è descritto per la scheda trasparenza di Carteinregola: Brunello Berardi. Laurea in architettura, ex dirigente del Comune di Roma e della Regione Lazio. Si è da sempre occupato di problematiche urbanistiche, di assetto territoriale e di mobilità. Dal 2001 ha svolto attività politica quale consigliere del IX Municipio contribuendo, con la partecipazione dei cittadini, ad approfondire studi e progetti inerenti infrastrutture stradali, ferroviarie e la mobilità in generale. Da diversi anni in pensione, è impegnato con Italia Nostra nella difesa del territorio e contro l’alterazione del tessuto urbano e sociale.In collaborazione con diversi Comitati Cittadini è attivo su proposte di riqualificazione territoriale contro il degrado cittadino ed il caos del traffico.

Lettera di Oreste Rutigliano alla figlia di Brunello a nome di tutta la sezione di Italia Nostra di Roma

Cara Fabiana
Ho appreso la notizia nell ambito di Italia Nostra.
Ora trovo qui sul suo profilo Facebook l’amara conferma.
Sono quello che è stato più vicino a Brunello.
E credo di averlo convinto anche ad entrare molti anni fa nel direttivo nel Direttivo della Sezione.
Brunello è stato onestà e passione.
Preparato ed accurato. E spesso un maestro.
Mi fu riconoscente per aver condiviso con lui la sua più bella creatura: il progetto URBIS.
Con esso dimostrò il suo amore per Roma e per le aree più disagiate.
Un architetto. Un grande architetto che parlava chiaro e che voleva farsi capire da tutti.
Quel progetto era fantastico e finalmente degno di Roma, portatore di qualità bellezza e tutela.
Il vallo ferroviario coperto e trasformato in boulevard tra la Prenestina e l’Ostiense, confluente da entrambe le parti nel parco dell Appia.
È stata una vicinanza di molti anni. Penso a partire dal 1993 94.
Ha dato costantemente testimonianza in ogni occasione e presso chiunque.
Ancora un mese fa era con noi a resocontare quanto sapeva o aveva scoperto in merito alla stazione S.Giovanni della Metro C.
Quel giorno era molto teso e nervoso. Per la prima volta ci maltratto’ perché non volevamo attardarci per parlare invece della auspicata deviazione ad Amdaradam.
Se ne andò prima della fine della riunione turbato.
Rimasi male.
E avendo successivamente conosciuto l AD di Metroroma gli telefonai per dirgli che avrebbe potuto spiegare il suo ennesimo progetto, volto al bene pubblico, a chi contava più di noi.
Era in ospedale ed anche quella sera era nervoso.
Gli chiesi di promettermi di di telefonarmi appena fosse uscito dall Ospedale.
Non mi ha più chiamato.
Avendo questa gramde passione di cui vi ho detto non poteva e non voleva smettere.
Forse sentiva che qualcosa lo avrebbe interrotto e aveva fretta e rabbia.
La morte è stata ingiusta ad interrompere il suo impegno civile e lui sentiva questa ingiustizia.
Queste le ultime esperienze. Un uomo ansioso di farsi ascoltare. Di utilizzare ogni residua energia per la città che conosceva così a fondo.
Mentre prima era paziente e modesto sereno e riconoscente verso le gioie della vita e della famiglia. Amichevole e scherzoso.
Spero che sappia ricordarci con affetto tutti noi con cui tante volte si è confrontato e che ogni volta che ha potuto ha aiutato.
Anche noi non lo dimenticheremo.
Quando si condividono insieme tante idee e sogni meravigliosi non ci si può dividere mai.

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