Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Il colpo di grazia al Progetto Fori

FORI VIA ALESSANDRINA foto ambm IMG_9840

(foto AMBM)

 

Stanno proseguendo i lavori di abbattimento di parte della Via Alessandrina. Un  abbandono annunciato e pressochè definitivo del Progetto Fori, il  sogno di Benevolo, La Regina, Cederna e Petroselli,  che volevano  ricostituire la  continuità della grande area archeologica centrale di Roma spezzata da  Via dei Fori Imperiali abbattendo lo stradone che congiunge Piazza Venezia e Largo Ricci.  E conservando  la storica via Alessandrina,  che poggia su arcate  (“fornici”) che avrebbero potuto essere riaperte, permettendo   il  ricongiungimento delle due aree archeologiche  e nello stesso tempo mantendo  una passerella sui Fori, oltre al  ricordo di un quartiere demolito per fare posto alla mussoliniana “Via dell’Impero”. Pubblichiamo  un articolo  di Vezio De Lucia, preceduto da una nostra ricostruzione delle vicende più recenti

slide della presentazione del Progetto Fori

slide della presentazione del Progetto Fori dell’Assessore Caudo marzo 2014

Ignazio  Marino  aveva inserito il progetto Fori nel suo  programma,  in quanto “ha rappresentato fin dalla sua prima proposizione nel 1979 l’insegna del rinnovamento urbanistico della capitale(1);  il suo assessore all’urbanistica Giovanni Caudo aveva   confermato le intenzioni della Giunta di portare a compimento il progetto   in un convegno del marzo 2014, in cui aveva presentato il “Programma operativo generale degli interventi prioritari nell’area archeologica centrale”  predisposto dai suoi uffici, in cui era  previsto l’abbattimento di un tratto di Via dei Fori imperiali e la conservazione di Via  Alessandrina (2). Ma  nel luglio 2014 il Sindaco Marino annuncia  la firma di un accordo con il presidente dell’Azerbaijan per  la donazione di un  milione di euro, destinato all’anastilosi (3) di  sette colonne del Foro della Pace e   alla “rimozione del tratto settentrionale della via Alessandrina”  per permettere  “finalmente la riunificazione di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai Fori di Traiano, Augusto e Nerva(4).   Cioè si intende abbattere parte della Via Alessandrina – già su arcate “apribili” – per riunire alcuni  Fori lasciando  il muraglione autostradale che taglia l’intero complesso archeologico. Pochi giorni dopo,  con un  decreto governativo, viene istituita una  “Commissione paritetica”di esperti, designati dal MiBACT e da Roma Capitale, con il compito di elaborare un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma (5). Il risultato, reso noto nel gennaio 2015, è l’ennesima pietra tombale  sul progetto Fori. Con l’eccezione di Adriano La Regina, infatti gli esperti, pur prevedendo la messa in discussione del vincolo apposto nel 2001 su Via dei Fori (per una sua revisione che apre  alla trasformazione dell’asse stradale), sulla rimozione della strada mantengono una posizione contraddittoria e piuttosto vaga, ipotizzando  la sua sostituzione con  una “passerella” carrabile e pedonale, poggiata sul livello archeologico,  che mantenga il “segno” di via dei Fori (6).  Ma  soprattutto la maggioranza della Commssione si esprime a favore della  “rimozione di un tratto della via Alessandrina, cogliendo l’opportunità degli scavi previsti con fondi del Governo dell’Azerbaigian (da integrare con altri fondi se non sufficienti)” che   “permetterà la riunificazione di un ampio settore del Foro di Traiano“. Anzi, la Commissione va oltre,  e   “sottolinea la necessità di predisporre un progetto organico, non limitato solo all’eliminazione di un tratto, con la realizzazione di una passerella, ma dell’intero tracciato” della Via Alessandrina (7). Si levano molte voci contrarie (8):  il 9 marzo  2015 lo stesso Adriano La Regina  ripropone il progetto Fori e la necessità dell’eliminazione di Via dei Fori imperiali e del mantenimento di Via Alessandrina  in una conferenza organizzata dall’Associazione Bianchi Bandinelli (9).  Anche  l’Assessore Caudo difende il suo progetto, dichiarando, il 15 marzo 2015, chein vista del prossimo Giubileo” , “al posto di demolire un troncone” di Via Alessandrina, è possibile” bucare gli archi al di sotto”,  aggiungendo che anche «sotto via dei Fori Imperiali  ci sono dei varchi che si possono aprire completamente al pubblico per assecondare i tracciati trasversali con la città moderna» e ribadendo che “il Progetto Fori non è la pedonalizzazione di una strada, è la riunificazione del complesso archeologico composto dal Foro di Traiano, dal Foro di Augusto, dal Foro di Nerva, dal Foro di Cesare e dal Tempio della Pace. Riunificare i Fori significa smantellare la strada, un nastro di asfalto ormai sovradimensionato e poggiato sull’area archeologica, da piazza Venezia a largo Corrado Ricci(10)

Inutilmente: pochi giorni dopo,  il 20 marzo  2015,  il Sindaco Marino, a margine di un sopralluogo al Foro della Pace, conferma  che una parte dei fondi sarà destinata   alla “rimozione del tratto settentrionale della via Alessandrina”  ripetendo ancora una volta che finalmente la riunificazione di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai Fori di Traiano, Augusto e Nerva(11).  

Ma nei mesi successivi, la caduta della Giunta Marino, il Commissariamento, le nuove elezioni, fanno dimenticare l’operazione, che rispunta in sordina sul sito del Comune lo scorso   25 novembre, a   vari mesi dall’inizio dell’ amministrazione Raggi, con un trafiletto che  annuncia che gli scavi della Via Alessandrina riprendono “dopo una interruzione di alcuni mesi dovuta allo spostamento di un cavo elettrico di media tensione” informando  che  “il progetto, diretto dalla Sovrintendenza Capitolina, entra così nella sua fase esecutiva per ricostituire nella sua interezza una delle più importanti aree archeologiche esistenti a livello mondiale” e che  “verrà rimosso il tratto iniziale di via Alessandrina“, “compreso tra il muro di Pio VII e la passerella di Campo Carleo”  “costituito da una sezione stradale lunga 30 metri e larga 13 metri che verrà scavata per una profondità di 4,50 metri fino al piano di calpestio romano(11). 

Evidenziando  così una inspiegabile continuità nella opposizione a un progetto che aspetta da anni di essere realizzato e che tutte le amministrazioni – compreso quella targata M5S – alla fine preferiscono archiviare.

Anna Maria Bianchi Missaglia

per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

(dal sito dell’Associazione Bianchi Bandinelli)

Sos Via Alessandrina: che ne sarà del Progetto Fori

di Vezio De Lucia

5 maggio, 2017

Stanno demolendo la via Alessandrina. È il colpo di grazia al Progetto Fori, la più straordinaria proposta di rinnovamento dell’urbanistica romana messa a punto tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta del secolo scorso.

Il progetto consiste, in primo luogo, nell’eliminazione della via dei Fori Imperiali, la strada voluta da Benito Mussolini, “dritta come la spada di un legionario”, per collegare piazza Venezia al Colosseo e, sul piano retorico, per collegare l’impero romano al nascente impero fascista.

La prima idea di eliminare la strada era stata di Leonardo Benevolo che, in un libro del 1971, aveva suggerito di cancellare tutte le manomissioni operate ai danni del centro storico di Roma dopo l’unità d’Italia. Fu poi l’allora soprintendente archeologico Adriano La Regina che, nel denunciare i danni prodotti dal traffico ai monumenti romani, propose prima di eliminare le auto dalla via dei Fori Imperiali e subito dopo di demolire la stessa strada. La proposta fu raccolta dal sindaco Giulio Carlo Argan, da Antonio Cederna, Italo Insolera e da un grande numero di studiosi e intellettuali non solo italiani.

Ma a imporre il Progetto Fori al centro del dibattito politico, urbanistico e culturale fu l’elezione a sindaco nel settembre 1979 di Luigi Petroselli, quando Argan si dimise. L’esordio di Petroselli sui problemi dell’archeologia fu lo smantellamento di via della Consolazione che da un secolo separava il Campidoglio dal Foro romano. Subito dopo il Comune eliminò il piazzale che separava il Colosseo dall’arco di Costantino e dal resto del complesso Foro-Palatino. Si ricostituì così l’unità Colosseo-Foro Romano-Campidoglio e la continuità dell’antica via Sacra. L’azione di Petroselli era collocata in uno spazio politico-concettuale più ampio di quello urbanistico, voleva accorciare le distanze fra il mondo marginale delle periferie e la città riconosciuta come tale, voleva che la storia dell’antica Roma non fosse patrimonio degli studiosi e dei ceti borghesi ma di tutto il popolo di Roma, anche quello più sfavorito. Perciò l’elaborazione del progetto fu accompagnata dall’esperienza delle domeniche pedonali di via dei Fori cominciata senza grande clamore nel febbraio del 1981, e continuata nelle domeniche successive, con crescente partecipazione popolare, nello stesso clima festoso dell’Estate romana di Renato Nicolini.

Ma improvvisamente, il 7 ottobre del 1981, solo due anni dopo la sua elezione, Petroselli morì, a quarantanove anni. Con lui cominciarono a morire il Progetto Fori e l’immaginazione al potere. Con la scomparsa del sindaco, veli sottili di opportunismo e di circospezione avvolsero lentamente il progetto, i tempi si prolungarono all’infinito. Il parco archeologico centrale a mano a mano ha perso senso. In verità tutti gli amministratori degli ultimi trent’anni hanno continuato a evocare il Progetto Fori, che non aveva però più niente a che fare con l’idea geniale e originaria di Adriano La Regina, Antonio Cederna e Luigi Petroselli di demolire la strada fascista e ricostituire l’unitarietà dell’area archeologica (Foro Romano e Fori Imperiali), non più intesa come monumento né come quinta evocatrice di illustri memorie, ma come spazio pedonale nel cuore della città moderna.

Non è possibile adesso – in questo momento di emergenza determinato dallo smantellamento della via Alessandrina, mentre è in corso una mobilitazione di intellettuali – riprendere il dibattito sui necessari aggiornamenti all’originario Progetto Fori. Interessa solo ricordare che negli ultimi anni si è realizzata un’ampia convergenza sul fatto che nulla impedisce di mettere mano allo smontaggio della via dei Fori Imperiali, sapendo che per le esigenze transitorie di ordine logistico fra piazza Venezia e largo Corrado Ricci si può utilizzare la via Alessandrina, l’unica strada storica sopravvissuta alla tabula rasa voluta da Benito Mussolini. Che oggi la sindaca Raggi e il ministro Franceschini stanno cancellando. Definitivamente cancellando il Progetto Fori e la più bella idea per l’urbanistica di Roma da quando è capitale d’Italia.

fori via alessandrina (foro ambm) IMG_9836

(foto AMBM)

 

(1) 5) DA “ROMA E’ VITA” IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL SINDACO MARINO- maggio 2013 SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO Programma_MarinoSindaco

5.5. L’APPIA ANTICA E IL PROGETTO FORI

Il rapporto tra Archeologia e Città è costitutivo della Roma moderna, il progetto Fori ha rappresentato fin dalla sua prima proposizione nel 1979 l’insegna del rinnovamento urbanistico della capitale. Leonardo Benevolo, storico dell’architettura e urbanista, così descrive questo rapporto:

“A Roma abbiamo un’immensa fortuna: una delle zone archeologiche, più grandi e pregiate del mondo è collocata esattamente nel centro della città moderna. Un’area viva, che fa parte del tessuto più vitale della città e che contemporaneamente documenta la sua continuità storica, che procede ininterrotta da secoli “ (…) Il centro monumentale della città antica, quello dei Fori, del Colosseo e del Teatro Marcello, del Palatino, del Circo Massimo, del Celio e del Colle Oppio, si trova al limite fra la zona costruita nei secoli successivi all’età classica e il verde della campagna che sfila verso l’Appia Antica e che, è a tutti gli effetti, una campagna intra moenia. È un immenso spazio libero che si incunea nella compagine edificata fino alla sistemazione michelangiolesca del Campidoglio. Quest’area funziona come raccordo fra i due paesaggi della città, quello vivo e quello morto.”

Rispondendo poi alla domanda su come far convivere le diverse città che si sono stratificate nel tempo dice: “Il mito culturale di Roma si fonda su un doppio confronto. Di tipo diacronico, il primo: la magnificenza del passato si confronta con la rovina del presente. E di tipo sincronico: da una parte la dimensione urbana colossale, perduta e silenziosa, dall’altra la dimensione ordinaria, quotidiana e vissuta. Il confronto ha sempre suggerito l’idea di quanto le imprese umane avessero dei limiti. Roma da questo punto di vista non è la città eterna. È anzi il luogo di meditazione sull’impossibilità dell’eterno nel mondo di qua. Queste sono le riflessioni di Goethe, di Stendhal e di Mommsen; le ritroviamo persino in quel rispetto popolare per le rovine che viene colto da Gioacchino Belli e da Trilussa”. (da: Leonardo Benevolo, La fine della Città, Laterza 2011, pp.97-98) Per la Roma di oggi e di domani, la fruizione collettiva dei beni culturali e ambientali può essere ritenuta un elemento peculiare della dimensione pubblica, attraverso la quale rafforzare l’idea stessa di cittadinanza: i beni culturali e ambientali devono essere “vissuti” non devono essere percepiti come “estranei” e non devono essere recintati. Per questo, ci impegniamo a fare di questo luogo magnifico e unico un luogo vissuto da tutti, il cuore del futuro della città.

La storia al posto delle auto. Cominceremo con allontanare le automobili e poi proseguiremocon il progetto di sistemazione. Realizzeremo l’integrazione culturale, simbolica e funzionale dell’area archeologica centrale con l’Appia Antica. Il più grande parco archeologico del pianeta.

Il parco sarà gestito ricercando la massima cooperazione tra i tanti soggetti che operano perla tutela e la conservazione, proprio perché le importanti ricadute socio-economiche che questo progetto può avere per la città, sono più che evidenti. Per la sua realizzazione rafforzeremo le sinergie tra Stato, Regione e Comune anche alla luce del decreto che fissa i poteri di Roma Capitale. In questo ambito sarà necessario in coordinamento con la Regione Lazio e il Ministero dei Beni culturali rafforzare gli strumenti di pianificazione del territorio con una visione complessiva capace di dare continuità all’azione amministrativa.

(2) Convegno Archeologia e città: dal progetto Fori all’Appia Antica organizzato dall’Associazione Bianchi Bandinelli del 21 marzo 2014 scarica le slides dell’assessore Caudo con la presentazione del progetto PROGETTO FORI PRESENTAZIONE CAUDO 21 3 2014 (> VAI ALLE SLIDES DELL’INTERVENTO)

(3) anastilosi: in archeologia, ricostruzione di edifici ottenuta mediante la ricomposizione, con i pezzi originali, delle antiche strutture.

(4) dal sito del Comune di Roma 15 luglio 2014 Accordo tra Roma Capitale e Azerbaijan per interventi ai Fori Imperiali  Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha incontrato il presidente della Repubblica dell’Azerbaijan Ilham Aliyev …in occasione della firma di una convenzione che impegna il Ministero della Cultura azero a donare a Roma Capitale 1.000.000 di euro per l’intervento di scavo archeologico e valorizzazione nell’area dei Fori Imperiali – Via Alessandrina. (…) La rimozione del tratto settentrionale della via Alessandrina permetterà finalmente la riunificazione di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai fori di Traiano, Augusto e Nerva. http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW681325

(5) Con D.M. del 1 agosto 2014, modificato e integrato con D.M. del 12 settembre 2014, èstata istituita una commissione paritetica di esperti designati dal MiBACT e da RomaCapitale con il compito di elaborare, a partire dalleLineeGuida elaborate nel2008, unostudio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma. La commissione è presieduta da Giuliano Volpe e composta da Michel Gras, Tiziana Ferrante, Adriano La Regina, Eugenio La Rocca, Laura Ricci, Claudio Strinati e Jane Thompson

(6)Dalla Relazione finale della Commissione  scarica Commissione paritetica MiBACT relazione_finale b

4.2.1.1. Via dei Fori Imperiali

Come si è già detto, via dei Fori Imperiali è l’esito di un progetto risalente già al Sette-Ottocento e poi realizzata, carica anche di finalità ideologiche e retoriche, in epoca fascista. Si tratta dunque di unasse che oramai è parte integrante del paesaggio urbano, oltre ad aver svolto e a continuare a svolgere, sia pure in maniera ridotta e limitata al trasporto pubblico, una funzione di collegamento essenziale nella Città. Dopo che se ne è per molto tempo auspicata da più parti l’eliminazione, nel 2001 è stata oggetto, insieme alla Piazza del Colosseo e alla via delle Terme di Caracalla, Porta Ardeatina e ad aree contermini, di un Decreto di vincolo, ai sensi del Dlgs 490/99 da parte dell’allora Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali del Lazio, in ossequio – a parere della Commissione – a una visione esageratamente storicistica. Il vincolo, peraltro oramai superato dal Dlgs 42/2004 (art. 10, c. 4, g, relativo a “le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico”), non impedisce di apportare modifiche, aggiustamenti e miglioramenti, con le relative autorizzazioni delle Soprintendenze competenti.

Sinergie e coordinamenti sono doverosi se si vogliono raggiungere gli obiettivi che questo documento si pone. A tal proposito la Commissione, esprimendo un giudizio fortemente negativo sull’attuale stato della via e consapevole che interventi più radicali necessitino di risorse significative, al momento non disponibili, e di tempi alquanto lunghi, oltre che di progetti di alto profilo, proponedi adottare soluzioni progressive; suggerisce di revisionare opportunamente il Decreto di vincolop er consentire nell’immediato di:

•Articolare la sede stradale in due differenti sistemi di percorrenzaspecializzati, uno per la mobilità carrabile dei mezzi di trasporto pubblico, di pubblica utilità e dei mezzi autorizzati (funzionali alle attività di tutela e valorizzazione in corso nell’AACR), l’altro per quella pedonale dei visitatori e frequentatori a vario titolo; inoltre va previsto un adeguamento, una delimitazione e una riduzione della sezione della parte carrabile della strada, verificando  l’opportunità anche dell’utilizzo di sistemi che consentano un’attenuazione dei livelli di rumorosità, delle vibrazioni e dell’inquinamento da polveri.

•Prevedere nella parte carrabile un sistema di trasporto pubblico con autobus elettrici, ad altissima frequenza.

•Accrescere e migliorare ulteriormente la pedonalizzazione, oggi molto sacrificata e resa problematica dall’attuale confuso assetto.

•Eliminare ogni forma di barriera architettonica, ampliando e rendendo sicuro lo spazio pedonale.

•Migliorare la funzione di dorsale per le strade barocche che si dipartono a pettine e che, mediante scalinate, potrebbero consentire l’accesso all’AACR (in direzione divia Baccina, via Madonna dei Monti, etc.).

•Migliorare il sistema del verde e dotare questo asse di servizi(punti di sosta, di ristoro, bagni, etc.) e di sistemi di informazione e comunicazione capaci di rendere comprensibile anche con la visione dall’alto.

•Migliorare il decoro, eliminare ogni forma di abusivismo e di degrado; implementare adeguatamente ilsistema di videosorveglianza e di controllo costante della legalità.

La Commissione, altresì, ritiene che non si debba rinunciare alla progettazione  e  sperimentazione  di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate, che consentano di conciliare due esigenze solo apparentemente in contrapposizione: la ricomposizione del contesto archeologico dei Fori Imperiali, attualmente frammentato e reso incomprensibile dalla presenza della strada, e, al tempo stesso, la conservazione del ‘segno’1 costituito dall’asse della via dei Fori Imperiali, a parere della maggioranza della Commissione ineludibile non solo per la sua storia secolare collegata con i Piani Regolatori della città, ma anche per l’ormai definitivo rapporto visivo tra Colosseo e Piazza Venezia, a seguito della eliminazione della Velia, che la strada accentua ed enfatizza monumentalmente. Tale concezione è in linea con le proposte contenute nei progetti proposti, sia pure con un diverso livello di approfondimento, prima dall’arch. M.Fuksas e più recentemente dal prof. R. Panella. Quest’ultimo, ad esempio,prevede un viadotto tra il Foro di Cesare e Largo Corrado Ricci-Templum Pacis carrabile e pedonale, poggiato sul livello archeologico, e dunque non invasivo, dotato di un elevato livello di “temporaneità” e, in tal senso, rimovibile in caso di realizzazione di soluzioni diverse e più confacenti. Tale struttura “sospesa”, leggera e dall’impatto molto ridotto, disposta alla stessa quota dell’attuale Via dei Fori, prevede passerelle che consentirebbero il collegamento con la chiesa dei Santi Luca e Martina, con il Clivo Argentario, la Suburra e con delle discese per raggiungere la quota archeologica.

Tale prospettiva, o anche altre possibili, che garantiscano ugualmente i due obiettivi di ricomposizione dei Fori e di mantenimento dell’asse, appare non solo auspicabile ma anche possibile a medio termine, nel quadro del completamento della Linea C della Metropolitana e del miglioramento del servizio di trasporto pubblico in tutta l’area centrale. Prescindendo dai progetti già elaborati, la Commissione intende sottolineare la necessità di non abbandonare la prospettiva di elaborare una soluzione innovativa che porti alla sostituzione dell’attuale via, mantenendone il tracciato e la funzione, e alla ricomposizione del contesto archeologico.

(7) Dalla Relazione finale della Commissione  scarica Commissione paritetica MiBACT relazione_finale b

4.2.1.2.

Via Alessandrina, Via Bonella, Via Baccina e altri collegamenti trasversali

La via Alessandrina, recentemente riaperta al pubblico, costituisce la sola testimonianza superstite dell’esteso quartiere che, a partire dal XVI secolo, si formò nell’area dei Fori Imperiali, e fu poi completamente distrutto negli anni Trenta per l’apertura di Via

dell’Impero, ora Via dei Fori Imperiali.

Al momento essa rappresenta una sorta di viadotto, posto tra vuoti (essendo stati eliminati gli edifici che la costeggiavano)oltre che un

ostacolo alla comprensione dell’area dei Fori Imperiali. Peraltro, essa determina due modi diversi di vedere gli scavi: la parte risistemata da Gismondi e la parte residua che ha conosciuto circa vent’anni fa solo alcune delle opere strettamente necessarie per la messa in sicurezza delle scarpate, caratterizzate da una scarsa qualità rispetto all’intero complesso dei Fori imperiali. La rimozione di un tratto della via Alessandrina, cogliendo l’opportunità degli scavi previsti con fondi del Governo dell’Azerbaigian (da integrare con altri fondi se non sufficienti), permetterà la riunificazione di un ampio settore del Foro di Traiano.

Per tali motivi, la Commissione, accogliendo quanto già proposto nelle Linee Guida 2008, ritiene opportuna la rimozione della via, ma,al tempo stesso, sottolinea la necessità di predisporre un progetto organico, non limitato solo all’eliminazione di un tratto, con la realizzazione di una passerella, ma dell’intero tracciato. Infatti, una volta ricostituiti nella loro integrità gli spazi dei Fori, sarà possibileconsentire la continuità fra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva e sfruttare i collegamenti con il quartiere Monti, rispristinando il percorso dell’Argileto dal Foro di Nerva.

(8) vedi Progetto Fori: le osservazioni della Associazione Bianchi Bandinelli  alla Commissione Paritetica 12 gennaio 2015Continua#

vedi anche Repubblica 3 gennaio 2014 “Così demoliremo via dei Fori imperiali”Dopo il parere del tavolo degli esperti l’assessore Caudo pronto a abbattere la strada del Ventennio di PAOLO BOCCACCI  (9) Vedi Roma Moderna, i Fori e la Città – Conferenza di Adriano La Regina organizzata dall’ Associazione Bianchi Bandinelli 9 marzo 2015. (video e testi)(10) Giubileo, la proposta dell’assessore Caudo: “Apriamo i varchi pedonali su via dei Fori Imperiali”«Gli ostacoli stanno nel fatto che questo è un ‘territoriò che divide – spiega -, bisogna costruire unità di intenti ma bisogna anche decidere sulla base di un progetto d’insieme, l’ambiguità non paga».http://www.corrierediroma-news.it/2015/03/15/giubileo-proposta-dellassessore-caudo-apriamo-i-varchi-pedonali-via-dei-fori-imperiali/

(11) vedi  Roma Today del  20 marzo 2015 :” Fori, entro l’estate via agli scavi della via Alessandrina…Verrà utilizzato entro l’estate il milione di euro donato dal presidente dell’Azerbaijan per riprendere gli scavi di via Alessandrina. Il sindaco Ignazio Marino questa mattina, nel corso della presentazione dell’inizio dei lavori di anastilosi di sette colonne del Foro della Pace, ha annunciato di aver “pubblicato in queste ore la gara per la manifestazione di interesse da parte delle aziende che vogliono partecipare”. I lavori dovrebbero partire “entro l’estate del 2015” ha continuato Marino.” e ancoraLa rimozione del tratto settentrionale della via Alessandrina permetterà finalmente la riunificazione di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai Fori di Traiano, Augusto e Nerva.“

(12) (dal sito del Comune di Roma 25 novembre 2016 ) Progetto Via Alessandrina. Riprendono scavi area per riunire Foro di Traiano https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1272920

Materiali

— STORIA DI VIA ALESSANDRINA E DEGLI SCAVI DEI FORI IMPERIALI, Comune di Roma (31/10/2013) [PDF. pp. 1-3]. http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/via_alessandrina_storia.pdf

La storia dettagliata del progetto Fori, si può leggere  oltre che su eddyburg.it, in due volumi recenti: E.Baffoni, V. De Lucia, La Roma di Petroselli, Roma 2011 e V. De Lucia, Nella città dolente, Roma 2013.

In Eddyburg, in particolare:
V. De Lucia, Antonio Cederna, Luigi Petroselli, il progetto Fori
V. De Lucia, L’Appia antica e il Progetto Fori

 

Share This Post