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Il Governo Gialloverde predispone un decreto che smonta le garanzie del Codice degli appalti

quadro del pittore scultore Marco Ariè

quadro del pittore scultore Marco Ariè

AGGIORNAMENTO 23 aprile 2019 : vedi Allarme rosso: lo “sbloccacantieri” è in Gazzetta Ufficiale

  Sblocca cantieri, un bel tuffo nel passato dei commissari e dei poteri speciali

(23 marzo 2019)

Mentre l’arresto del Presidente dell’Assemblea Capitolina riapre il dibattito sui rapporti tra politica e imprese, il Governo gialloverde sta per varare un decreto che rischia di smontare il Codice degli appalti negli aspetti più essenziali della prevenzione e contrasto alla corruzione e alla penetrazione delle mafie, dell’applicazione del principio di concorrenza e trasparenza, della tutela dei diritti dei lavoratori. Basta dire che istituisce dei “supercommissari, che,  con l’obiettivo di sveltire i lavori,  potranno “agire in deroga alle leggi in materia di contratti pubblici, ambiente tutela del paesaggio e del ptrimonio artistico” (sono fatte salve solo le norme antimafia e comunitarie). Un film che abbiamo già visto con i poteri conferiti da Berlusconi alla Protezione Civile anche per i Grandi eventi – dal G8 alle sagre paesane (+)- e con quelli attribuiti ai Sindaci diventati commissari straordinari per l’emergenza trafFico e mobilità in molte città italiane, Roma compresa (++)

Da quanto riporta un articolo del Fatto Quotidiano (*) e  da una  nota dei segretari  di Cgil, Cisl e Uil (**) , apprendiamo che  il Consiglio dei ministri avrebbe  approvato “salvo intese”-  cioè senza testo definitivo, per lo scontro tra Lega e M5S sui commissari e le norme sull’edilizia – un decreto che contiene “norme pericolose: dal massimo ribasso al general contractor ai commissari“(*). Un decreto che, secondo i segretari confederali  “avrebbe dovuto sbloccare i cantieri e far ripartire le opere,    che si rivela un semplice bluff da parte del Governo, che lo utilizza, invece, per colpire e disarticolare il codice degli appalti negli aspetti più essenziali, che sono la prevenzione, il contrasto alla corruzione e alla penetrazione delle mafie, l’applicazione del principio di concorrenza e trasparenza, la tutela dei diritti dei lavoratori“(**). Con il solito appello alla semplificazione e contro la burocrazia che ben conosciamo, tormentone di tanti governi di diverso colore ma di condivisa insofferenza alle regole,  anche il Governo gialloverde si appresta a varare un decreto che rischia di scardinare il Codice degli appalti varato dal Governo Renzi nel 2016 (***).

Riassumiamo i principali punti contestati dai sindacati  (**) e segnalati dall’articolo del Fatto (*) della bozza uscita dal CDM

– si rende strutturale, e non più limitata a un anno, la norma della legge di Bilancio che elimina l’obbligo di fare le gare per appalti di lavori fino a 350 mila euro (La Lega puntava ad arrivare a 5 milioni)(*)

– si ritorna al criterio del massimo ribasso fino alla soglia di 5.500.000(**). Si torna indietro  anche rispetto al criterio dell’OEV (Offerta Economica più Vantaggiosa) istituita nel 1994 dalla Legge Merloni e diventata norma nel 2016 per evitare “le varianti che fanno lievitare i costi, visto che il massimo ribasso privilegiano solo questi ultimi “(*) “Il decreto spinge  le stazioni appaltanti a privilegiare il massismo ribasso, che diviene la norma, mentre la OEV l’eccezione. Le stazioni appaltanti infatti possono scegliere l’OEV solo motivandolo” (*)

– si accrescono i livelli di discrezionalità aumentando le soglie per l’affidamento diretto e allargando le procedure negoziate senza bando di gara (**)

– si aggira la norma del limite del subappalto ed i possibili controlli antimafia, facilitando l’assegnazione dei lavori ai cosiddetti consorzi stabili (**).  Il codice 2016 vietava di subappaltare lavori oltre il 30% ad aziende che partecipavano al consorzio vincitore della gara:  si toglie tale limite,  dando mano libera alle aziende più forti per contrattare sconti sui lavori (manodopera e materiali) con le imprese più deboli purchè inserite nei consorzi (*)

– si elimina la norma per evitare cartelli delle imprese: chi perde una gara potrà di nuovo ottenere lavori in subappalto dal vincitore, con il rischio concreto che le gare vengano di fatto falsate da un meccanismo che permette di spartirsi la torta a valle (*)

– si consente alle stazioni appaltanti di  verificare i requisiti delle offerte dopo l’apertura delle buste, così anche chi non ha i requisiti potrà influenzare la media delle offerte (*)

– si elimina l’obbligo di ottenere un secondo via libera dal CIPE per le variazioni che non superano il 30% del valore del progetto approvato (*)

– si evita anche l’obbligatorietà della terna in fase di gara persino nelle categorie di lavori più esposte ad infiltrazione mafiosa (**)

– si riporta la direzione dei lavori sotto l’ombrello del contraente generale compromettendo la trasparenza delle prestazioni, essendo contemporaneamente controllore e controllato (**). Si abolisce l’albo dei direttori e dei collaudatori. Si torna così ai tempi della Legge OBiettivo del governo Berlusconi (…)in cui il general contractor, affidatario dell’opera, si sceglie queste  figure eliminando le barriere tra controllori e controllati(*)

– di fatto si smantella il ruolo e la funzione dell’Autorità Anticorruzione (**)

– non si interviene efficacemente per la riduzione e qualificazione delle stazioni appaltanti (**)

– si istituiscono dei “supercommissari” con l’obiettivo di sveltire i lavori” che potranno “agire in deroga alle leggi in materia di contratti pubblici, ambiente tutela del paesaggio e del ptrimonio artistico (sono fatte salve solo le norme antimafia e comunitarie)(*)

Inoltre, fanno notare i sindacati, nel decreto   non vi è nessuna norma di accelerazione per l’utilizzazione degli investimenti, in quanto nessuna modifica è stata fatta per limitare i tempi dei processi autorizzativi e burocratici (Cipe, consiglio superiore dei lavori pubblici, valutazione di impatto ambientale); le modifiche al codice non avranno nessun impatto immediato sulle opere bloccate, in quanto interesseranno esclusivamente i nuovi bandi di gara i cui effetti ci saranno, nella migliore delle ipotesi, tra quattro, cinque anni,  e non esiste un elenco di opere per una effettiva ed immediata cantierizzazione dei lavori.

(23 marzo 2019)

(AMBM)

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

NOTE

(+) la Protezione civile è istituita dalla legge 225 del 1992, che prevedeva che in caso di «calamità naturali» il Consiglio dei ministri potesse dichiarare lo «stato d’emergenza» con un decreto. Sulla base di questo atto il presidente del Consiglio avrebbe potuto varare, di concerto col capo della Protezione civile, delle ordinanze «in deroga a ogni disposizione vigente» e  dotare di questi poteri incontrollati, un commissario straordinario. Una momentanea sospensione del sistema delle leggi, per garantire un intervento tempestivo su eventi catastrofici. Dopo il  2001,  il governo ha utilizzato questi poteri ben al di là dei casi previsti inizialmente. Con un decreto (343/2001) l’uso delle ordinanze è  stato ampliato ai cosiddetti “grandi eventi” (incontri pubblici, manifestazioni sportive e religiose, summit internazionali).

* da Fatto Quotidiano (Carlo Di Foggia, 22 marzo 2019)

** da «Le modifiche al codice appalti riaprono la strada all’illegalità»* rassegna.it  21 marzo 2019 https://www.rassegna.it/articoli/le-modifiche-al-codice-appalti-riaprono-la-strada-allillegalita

https://www.cisl.it/in-evidenza/12355-appalti-cgil-cisl-uil-le-modifiche-al-codice-riaprono-la-strada-a-illegalita-e-corruzione.html

scarica le  Osservazioni consegnate all’Audizione-Cgil-Cisl-Uil-Codice-Appalti alla

(**+) Vai a https://www.codiceappalti.it/ scarica il Codice appalti (aggiornato al Marzo 2019) CodiceAppalti.it_Ultimo_aggiornamento – scaricato 3 2019

** https://www.rassegna.it/articoli/le-modifiche-al-codice-appalti-riaprono-la-strada-allillegalita

APPROFONDIMENTI

Indagine conoscitiva sull’applicazione del codice dei contratti pubbliciResoconti Seduta n. 60 Mercoledì 13 Marzo 2019 PomeridianaAudizione svolta Res. sommario

 

 

Seduta n.

59

-

Mercoledì 13 Marzo 2019

Antimeridiana

 

Audizioni svolte

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

58

-

Martedì 12 Marzo 2019

Pomeridiana

 

Audizioni svolte

 

Seduta n.

57

-

Martedì 12 Marzo 2019

Antimeridiana

 

Audizione svolta

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

55

-

Giovedì 21 Febbraio 2019

 

Audizione svolta

 

Seduta n.

54

-

Mercoledì 20 Febbraio 2019

 

Audizione svolta

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

52

-

Giovedì 14 Febbraio 2019

Antimeridiana

 

Audizioni svolte.

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

51

-

Mercoledì 13 Febbraio 2019

Pomeridiana

 

Audizioni svolte.

 

Seduta n.

50

-

Mercoledì 13 Febbraio 2019

Antimeridiana

 

Audizioni svolte.

 

Seduta n.

49

-

Martedì 12 Febbraio 2019

 

Audizione svolta.

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

43

-

Martedì 18 Dicembre 2018

 

Audizione svolta.

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

39

-

Giovedì 6 Dicembre 2018

 

Audizione svolta.

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

38

-

Mercoledì 5 Dicembre 2018

 

Audizione svolta.

 

Seduta n.

37

-

Martedì 4 Dicembre 2018

 

Audizione svolta.

 

Seduta n.

36

-

Giovedì 29 Novembre 2018

 

Audizione svolta

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

35

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Mercoledì 28 Novembre 2018

 

Audizione dell’Oice svolta

 

Documentazione acquisita

 

 

Seduta n.

33

-

Martedì 20 Novembre 2018

Pomeridiana

 

Audizione svolta

 

Seduta n.

32

-

Martedì 20 Novembre 2018

Antimeridiana

 

Audizione svolta

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