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Il libro: Roma e l’accoglienza

copertina libro l'accoglienzaPubblichiamo una recensione del libro “La cttà e l’accoglienza” di Ilaria Agostini, Giovanni Attili, Lidia Decandia ed Enzo Scandurra (manifestolibri, 2017) che sarà presentato giovedì 8 febbraio 2018 alle  10.00 nell’Aula 21  della  Facoltà di Ingegneria, “Sapienza” Università di Roma, via Eudossiana 18 con gli interventi di Raniero La Valle e Giulia Li Destri Nicosia

La questione dell’accoglienza dei profughi è una delle sfide principali delle città contemporanee europee e, prima ancora, la questione dove si gioca il destino prossimo futuro della Civiltà europea: «ho un sogno», ha detto Francesco, «che l’Europa torni madre». L’Europa nasce come spazio geoculturale della civitas e la ricchezza dell’Italia, come scrive Carlo Cattaneo, così come di altri paesi europei, fonda nella pluralità e nel pluralismo dei municipi, veri e propri aggregati di ibridazioni multiculturali, culle del cosmopolitismo. Contro il fondamentalismo e il verticismo di un unico Occidente, la storia della nascita delle prime città dimostra come siano esistiti più “Occidenti” prodotti da incessanti transiti, traduzioni e narrazioni. L’ethos delle città fondava proprio negli incroci che avvenivano tra abitanti locali e stranieri, i quali, nel corso dei loro transiti, innescavano incessanti mutamenti nelle mentalità dei “locali” e persino nelle forme fisiche della città (piazza San Marco a Venezia per citare una tra le tantissime forme architettoniche esito di ibridazioni culturali e stili architettonici). Per questi motivi, la ricerca oggi di esperienze concrete di solidarietà non è da considerarsi una dolce utopia o un buonismo di anime belle; semmai il “ritorno”, come ha sostenuto Francesco, a una gloriosa tradizione dalla quale è nato e si è sviluppato il Rinascimento italiano ed europeo.

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