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Il MIBACT fermi il Piano LED: appello al Ministro

luce led centro storico via Brunetti (foto ambm)

luce led centro storico via Brunetti (foto ambm)

Pubblichiamo i numerosi appelli inviati da Associazioni e cittadini, a partire da quello al Ministro Franceschini, promosso da  Carteinregola, a proposito del Piano Led che sta stravolgendo l’illuminazione storica della Capitale. Giovedì  scorso il comitato Vivere Trastevere  ha invitato i cittadini  a mettere un lumino alla finestra dal tramonto per manifestare la propria protesta

Appello al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini

per l’immediata moratoria del Piano Led e della distruzione delle lampade tradizionali nell’illuminazione della Capitale

Roma cambia luce e perde l’anima

(5 aprile 2017)

L’impianto d’illuminazione costituisce un elemento essenziale degli spazi pubblici. In molte zone della Capitale,  le caratteristiche della  luce artificiale,  oltre a  rendere  fruibile la città  di notte, aggiungono   atmosfera e bellezza, trasformando le quinte urbane in luoghi caratteristici e suggestivi.

Appare quindi fondamentale e indispensabile che la Soprintendenza, ente preposto a vigilare sui beni culturali e sul paesaggio,   sia chiamata ad esprimersi su ogni trasformazione che modifichi l’aspetto della  città pubblica,  soprattutto  per quegli ambiti urbani che rientrano a pieno titolo nel  nostro  patrimonio culturale.

Un patrimonio che la normativa del Dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) ha inteso tutelare sottoponendo al parere della Soprintendenza le scelte dell’amministrazione che riguardano il decoro urbano – a Roma è stato istituito un apposito tavolo e resa obbligatoria l’ autorizzazione del MIBACT persino per le istallazioni di tende, arredi, tavolini di bar e ristoranti e dei camion bar – e che  nostro avviso dovrebbe essere applicata  anche alle fonti e alla tipologia di illuminazione che incidono direttamente  sui beni culturali e  paesaggistici.

Di  fronte  a una  modifica estesa e  radicale dell’impianto di illuminazione pubblica come quella attualmente  in atto, il “Progetto Led”, con  la sostituzione delle lampadine  tradizionali e, in molti casi, con la sostituzione dei corpi illuminanti – le tradizionali  lampade  a sospensione introdotte nella Capitale dal 1924 –  con piastre di plastica e metallo,  ci chiediamo se il piano sia stato condiviso e autorizzato dalla Soprintendenza fin dalla fase progettuale, sia per quanto riguarda la compatibilità  dei nuovi elementi di arredo urbano, sia per quanto riguarda la valutazione degli effetti della diversa temperatura colore della luce  (la tradizionale tonalità dorata è stata sostituita da una luce fredda e azzurrina di 4000 gradi kelvin) sul paesaggio cittadino e sulla percezione della città, rispetto alla  sua rappresentazione  radicata nell’immaginario collettivo.

Per questo chiediamo il tempestivo intervento  del MIBACT, affinchè siano  fermate  le sostituzioni,  evitando  l’ulteriore compromissione del patrimonio culturale, e sia disposto il ripristino delle condizioni precedenti, laddove ritenuto necessario per esigenze di tutela, individuando eventuali soluzioni alternative che permettano il risparmio energetico ed economico nel rispetto dell’ identità  della città e dei suoi quartieri.

Riteniamo inoltre urgente che Roma si doti di un Piano della luce (Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale – PRIC) per la programmazione degli  interventi sull’illuminazione pubblica  e per   garantire, oltre al risparmio energetico ed economico, alla sicurezza stradale,  alla sostenibilità ambientale, alla qualità della vita notturna e all’aggregazione sociale, il decoro e la valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali (singolarmente ed a livello di sistema urbano)

Associazione Carteinregola, C.A.L.M.A., Cittadinanzattiva Lazio, Comitato per la Bellezza, Comitato Vivere Trastevere, Coordinamento Residenti Città Storica, Innovazione Sociale, Osservatorio Pubblica Amministrazione, Emergenza cultura

Vittorio Emiliani, Tomaso Montanari, Paolo Liverani, Lucinia Speciale, Vezio De Lucia, Maria Pia Guermandi, Roberto Liorni, Paolo Zacca,  Nathalie Naim, Luciano Manuzzi, Giorgio Nebbia, Maria Paola Morittu… [le adesioni, in ordine di arrivo, saranno via via inserite in calce all’appello]

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Trastevere dice no all’installazione delle nuove luci al led fredda nei lampioni della capitale e alla sostituzione delle lanterne nelle strade del nostro rione

Giovedi’  prossimo 6 aprile a partire dal tramonto invitiamo ad esporre davanti alle nostre finestre  una candela accesa .

Molti cittadini si saranno accorti delle luci a led bianche che stanno sostituendo le vecchie lampade nelle strade del nostro rione e letto delle polemiche suscitate da Italia Nostra, FAI e numerosi intellettuali. Come in altri rioni del Centro Storico anche a Trastevere hanno iniziato a sostituirle (vedere effetto negativo a Piazza Santa Maria in Trastevere).

Abbiamo partecipato ad una commissione in Municipio alla presenza di due dirigenti dell’ACEA, la società incaricata del piano illuminazione di Roma e abbiamo chiesto che almeno siano sostituite con lampade a led “calde” in modo da diminuire l’effetto inquinante.

 

Il fatto è noto : dopo l’interrogazione parlamentare di novembre 2010 al Ministro della Sanità Fazio sulla problematica derivante dall’utilizzo dei Led sulla Salute Pubblica, il 27 aprile 2011 il Ministro ha risposto riportando le valutazioni acquisite dall’Istituto superiore di Sanità e affermando che la situazione, a danno della Salute Pubblica, è rilevante.

Dal rapporto è emerso infatti che i Led non sono oggi eco-compatibili ed eco-sostenibili poiché :
– la luce bianco-blu dei Led è sino a 3-4 volte più inquinante di quella di sorgenti calde (inquinamento ambientale);
– la luce bianco-blu ha effetti anche sull’uomo : in particolare inibirebbe la produzione di melatonina fino a 5 volte in più rispetto alla luce calda.

Altro problema gravissimo è quello della rimozione delle lanterne sospese al centro dei viali, dei vicoli, delle vie; queste lanterne si chiamano “Roma”, sono in vetro e ghisa, risalenti come modello al 1925. Hanno iniziato a sostituirle con dei congegni usa e getta indecorosi, di fatto delle lampadine al led bianco accecante, contornate di materiale plastico. (vedere effetto a viale Trastevere di fronte alla chiesa di San Crisogono). E’ prevista una rimozione di 70mila di queste lanterne sospese, gettate in discarica come rifiuti speciali. Noi chiediamo di non toglierle poiché  sono belle e a norma CE e possono essere adattate al led caldo per il risparmio energetico.

Pertanto riteniamo inaccettabile che si spendano 54 milioni di euro pubblici per rendere Roma più brutta e degradata. Inoltre è stato comprovato che il 4000 kelvin utilizzati, invece dei 2500, sono anche dannosi alla salute.

Comitato “Vivere Trastevere”

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Appello urgente al Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, alla Sindaca Virginia Raggi, all’Assessore alla Cultura Luca Bergamo, al Soprintendente Francesco Prosperetti, al Sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce

Promosso dal “Comitato per la bellezza” e a cui aderiscono “SOS Via dei Coronari e dintorni” e numerose altre Associazioni civiche romane.

L’illuminazione notturna di una città antica è, tanto più a Roma – così diversa nella sua bellezza – una vera opera d’arte. Come ha più volte dimostrato Vittorio Storaro, premio Oscar. Deve essere efficace, ma anche ricca di sfumature. Sciaguratamente l’illuminazione che sta diffondendo l’Acea, evidentemente in pieno accordo col Comune e, temiamo, con la Soprintendenza, è di una tale bruttezza, inadeguatezza, inefficienza da far rimpiangere subito quella preesistente versata su un giallo antico adatto ai rioni storici.

Si ribatte che essa fa risparmiare soldi, che è praticamente imposta da norme europee e altro. Se così è, bisognava subito protestare a Bruxelles rivendicando il diritto di una città come Roma di darsi,in modo economico certo, l’illuminazione che la sua grande e diversa bellezza merita. Invece l’effetto disturbante è molto evidente anche per chi gira in auto. Fastidioso guidare per il Muro Torto. Quanto ai monumenti, essi vengono oscurati dall’abbaglio. Se cercate di rintracciarli, provate un evidente fastidio agli occhi perché a voi si oppone un fascio di luce. Le sfumature di prima sono scomparse. Piccole strade fra le più tipiche, come Via Margutta, o Via Tor di Nona ne escono devastate. Per non parlare dei vecchi lampioni a sbraccio senza più vetri.

I lampioni poi collocati su alcuni ponti sono di un ridicolo penoso rispetto a quelli vecchi di decenni, alcuni dei quali opera, non a caso, di un artista vero quale Duilio Cambellotti (ma non erano vincolati?). Si può ben dire che con questa illuminazione – la quale fra l’altro illumina assai poco oltre che in modo esteticamente sbagliatissimo strade e piazze – la Roma dei turisti subisca, assieme a quella dei cittadini, un nuovo, duro colpo.

Ci comunicano che questo piano scellerato Acea-Comune risale al 2015, quindi alla Giunta Marino o al commissario Tronca. Possibile che non vi sia stata collaborazione con la Soprintendenza competente? Possibile che non ci sia stata una conferenza dei servizi col Ministero per i Beni Culturali? E chi vi ha partecipato, chi ha detto sì a questa illuminazione inadeguata, anzi dannosa per tutti e per l’immagine di Roma?

Questa povera città sta sopportando di tutto: locali abusivi, mercatini illegali, parcheggi camionistici  in piazza Farnese o attorno al Pantheon, locali e localetti mangiaebevi ovunque, orrendi dehors, suolo pubblico occupato ben al di là dei limiti, insegne volgarissime, outlet in vie un tempo rese nobili dagli antiquari e dalle gallerie d’arte o da boutiques note in tutto il mondo. Ma che aspettano gli stessi operatori turistici e commerciali qualificati a ribellarsi civilmente a questo andazzo che non accenna a scemare? La Giunta Raggi deve intervenire subito per arginarlo. Come deve fermare immediatamente l’attentato in corso alla luce notturna di Roma, attentato del quale non ha responsabilità. Agisca quindi. Al più presto

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