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Le regole, i tassisti e gli ambulanti

FILA A TERMINI PER TAXI 15 NOVEMBRE 2016

foto ambm

Pubblichiamo alcune considerazioni di Paolo Gelsomini a margine delle proteste dei giorni scorsi di due diverse categorie, che riguardano le regole e il bene pubblico.   Cominciamo con TAXI, UBER, NCC: un mondo che cambia senza il governo della politica , rimandando al successivo articolo Regole e ambulanti

Servizi della mobilita’ urbana e commercio su strada : Quando la tecnologia delle piattaforme e le direttive europee corrono più veloci della politica nazionale

di Paolo Gelsomini

I tassisti hanno contestato, talvolta violentemente, l’emendamento al decreto Milleproroghe che rinvia al 31 dicembre 2017 la regolamentazione dei servizi taxi e ncc (noleggio con conducente), temendo che nelle maglie di questo periodo di attesa si potessero  infilare  tutte le piattaforme digitali che offrono noleggio con conducente come quella della multinazionale Uber.

Poi, il 21 febbraio c’è stato l’incontro tra il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio ed i Sindacati che ha portato all’intesa su due decreti, uno per il riordino del settore e l’altro per la lotta all’abusivismo. Una soluzione che supera di fatto il contenuto dell’emendamento che ha scatenato la protesta. I decreti riguarderanno il miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, la regolazione di tutti i servizi e la salvaguardia del servizio pubblico, la gestione ed il controllo dell’ evoluzione tecnologica del settore, la lotta all’abusivismo, un migliore incontro tra domanda e offerta.

Un’altra questione agita le piazze in questi giorni,  ed anche in questo caso si tratta di nuove regole da applicare e di vecchi privilegi da sostituire con ammortizzatori sociali e nuove ricollocazioni. Si tratta della direttiva “Bolkestein”. Anche in questo caso la politica segna forti ritardi, rimandando continuamente la sua applicazione che permette un largo margine di interpretazione e di adattamento alle esigenze dei luoghi e delle categorie.

La direttiva 2006/123/CE, conosciuta come direttiva Bolkestein, è una norma comunitaria nata con l’obiettivo di facilitare la circolazione dei servizi all’interno dell’Unione Europea, che s’inserisce nello sforzo generale di far crescere competitività e dinamismo in Europa. La Bolkestein non intende disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi,  ma si propone come una direttiva-quadro, che pone poche regole molto generali e lascia agli Stati membri la decisione su come meglio applicare i principi da essa enunciati. Questa direttiva è stata recepita dall’Italia con il decreto legislativo n. 59 del 2010 e la sua attuazione era prevista entro il 2017 ma la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato il primo ok al rinvio delle nuove norme sulla “liberalizzazione” del commercio in strada, prorogando tutte le concessioni in essere fino al 31 dicembre 2018, comprese quelle per cui erano già state avviate le procedure di assegnazione.

TAXI, UBER, NCC: un mondo che cambia senza il governo della politica

(sul tema abbiamo creato anche uno spazio con alcuni interventi che ci sembra possano ben rappresentare i vari punti di vista Tassisti e regole)

Il  grave ritardo della politica è stato ben rappresentato martedì 21 febbraio dalla protesta vivacissima dei tassisti, con appendice di bombe carta e saluti romani, in pieno centro a Roma.

Ma perché i tassisti protestavano? Il motivo scatenante è stato un emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, prima firma quella della senatrice del Pd Linda Lanzillotta. L’emendamento prevede la sospensione di una serie di disposizioni che, secondo i tassisti, sono necessarie per mettere ordine tra le varie offerte di trasporto pubblico e privato e tra le offerte alternative a quelle di categoria.([1])

E’ bastato  un giorno ai tassisti per essere ricevuti dal Ministro dei Trasporti Delrio e per avere l’assicurazione di un celere  riordino del settore e  per la lotta all’abusivismo entro  un mese. Così l’emendamento Lanzillotta è stato di fatto superato.

E anche se gli annunciati decreti sono tardivi ma sacrosanti, si tratta di un  pessimo segnale perché manda il messaggio che solo con le bombe carta e le manifestazioni violente si possono ottenere risposte. Ma tant’è, e la strada imboccata finalmente dal Ministro Delrio sembra essere quella giusta. Del resto il settore del trasporto pubblico e privato con autista non poteva continuare a restare  in preda alla deregulation più selvaggia.

Ma sono necessarie anche altre considerazioni, a partire dalle innovazioni tecnologiche e dalle liberalizzazioni del mercato che portano ad una rapida obsolescenza di molti lavori, finora protetti da norme anacronistiche che andavano contro l’efficienza dei servizi al cittadino. I taxi ne sono un esempio, non tanto per l’impostazione del servizio quanto   per le  rigidità e i protezionismi che, almeno a Roma,  hanno sempre accompagnato questo servizio.

Sono proprio questi protezionismi ad aver creato un’area di garanzia e di monopolio del mercato che ha sempre tenuto alte le tariffe, sia del costo delle corse, sia delle licenze vendute e comperate a prezzi elevatissimi.

E così la concessione di nuove licenze, l’istituzione del taxi collettivo e tante altre innovazioni si sono sempre trovate davanti la protesta di piazza delle auto bianche.

Un altro punto di discordia  riguarda il servizio concorrente  degli Ncc, noleggiatori con conducente, che, secondo la normativa,  avrebbero  l’obbligo di attivarsi  solo su prenotazione e  tornare alla rimessa dopo aver accompagnato il cliente, con il divieto quindi di sostare nei posteggi su suolo pubblico. Aspetti che sono in attesa  di una nuova regolamentazione  per non essere causa di concorrenza sleale ai taxi. Secondo i tassisti, fino ad ora gli Ncc hanno scorrazzato impunemente e parcheggiato liberamente, in barba a tutti gli obblighi.

Infine c’è Uber,  un servizio nato dopo  l’introduzione della piattaforma digitale e dello smartphone. La società californiana ha introdotto non solo la nuova tecnologia che permette di prenotare un’auto con conducente tramite App, ma ha anche messo in pratica un sistema contributivo che le permette di scegliere il Paese meno oneroso come prelievo fiscale (si dice che sia l’Irlanda); inoltre  ha introdotto nuovi sistemi di relazione con una forza lavoro che eroga il servizio di raccolta clienti previa una sottoscrizione di un accordo con l’azienda.

Agli autisti, ai quali è prelevata una commissione fino al 25% su ogni servizio erogato, è accollato ogni costo di assicurazione, di rischio incidente, di carburante, di manutenzione dell’autovettura.

Ma lo scontro tra tassisti e Uber, presentato come scontro tra passato e futuro, forse ci dice altre cose.

Ad  esempio che da parte di una multinazionale, in assenza di definizioni di regole fiscali, contributive e contrattuali, si possono creare fenomeni di monopolio di un bene pubblico come quello della mobilità dei cittadini e di espropriazione dei diritti dei lavoratori, con tutto quello che ne consegue.

Ma non ci sono  solo Uber e Ncc. Ci sono anche  Enjoy, Car2go, ZigZag e Scooterino, e,  in un futuro prossimo robotizzato che sembra avere un orizzonte di un massimo di 15 anni, arriveremo all’auto che si guida da sola.

Il  quadro è dunque molto complesso. Non si tratta semplicemente di schierarsi a favore o contro i tassisti, né di essere passatisti o modernisti (antichissima polemica), né di difendere indifendibili corporazioni,  ma neanche di sostituire semplicemente le vecchie corporazioni  con le futuriste multinazionali monopoli del bene pubblico “mobilità” e dello sfruttamento del nuovo proletariato urbano.

La politica, ed in particolare la politica dei trasporti, deve essere in grado di elaborare dei piani integrati di trasporti urbani, tradizionali e multimediali, pubblici e privati su gomma, in rete con il servizio pubblico collettivo dei bus, dei tram e delle metropolitane, delle ferrovie metropolitane e degli autobus regionali. E di farlo  in un’ottica di area vasta metropolitana,  dove anche i taxi, ed i vari Uber , Enjoy, Car2go e gli  altri servizi sempre nuovi che verranno, possano convivere sotto la programmazione e le regole delle istituzioni a tutti i livelli.

Questa è la vera modernità: la politica integrata del servizio pubblico e privato,  al servizio del cittadino, nel rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.

[1] Obbligo di ritorno nella “rimessa”: i noleggiatori con conducente, dopo aver accompagnato il cliente, devono tornare nella rimessa, come prevede la legge quadro del 1992.

Prenotazione: deve avvenire obbligatoriamente “presso la rimessa”, quindi divieto di stazionamento sul suolo pubblico.

Rimessa: la sede del vettore e la rimessa devono essere situate esclusivamente nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione, che deve mettere comunque a disposizione una sede, una rimessa o un pontile di attracco.

Posteggio: le auto a noleggio con conducente non possono sostare in posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei comuni dove sia esercitato il servizio di taxi.

La corsa: l’inizio e il termine di ogni singolo servizio devono avvenire nel garage situato nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, con ritorno alla stesso, mentre il prelevamento e l’arrivo a destinazione dell’utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni.

“Foglio di servizio”: i conducenti sono obbligati a compilare e tenere un “foglio di servizio” completo di una serie di dati tra cui il timbro dell’azienda e/o società titolare della licenza.

Sanzioni: in caso di violazione sono poi previste una serie di sanzioni tra cui la sospensione o la cancellazione della licenza.

(1) scarica decreto milleproroghe 244_2016 (taxi)

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