Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Torri dell’EUR

TORRI DELL’EUR – oltre 52.000 mq tra viale America e viale Europa

IMG_1396_2 EUR TORRI FINANZE

Le Torri Ligini sorgono nel quartiere dell’EUR, dove furono costruite, nell’ambito del progetto di completamento del quartiere (ex E42), su progetto di Cesare Ligini e collaboratori, per ospitarvi gli uffici del Ministero delle Finanze. È un complesso costituito da 5 edifici, tra cui spiccano tre torri di oltre 60 metri, unite da un basamento su due livelli, che si affacciano sul laghetto  (1). Cedute dal Demanio in seguito alle cartolarizzazioni promosse dal Ministro Tremonti, le Torri dovevano essere oggetto di un’operazione di “valorizzazione immobiliare” che prevedeva il loro abbattimento e ricostruzione con una nuova destinazione residenziale. Autore del progetto, promosso dalla proprietaria società “Alfiere spa” (partecipata dalla società statale Fintecna e dalla società  Progetto Alfiere di proprietà di una cordata di costruttori),  Renzo Piano.  Ma il  progetto fu abbandonato dopo lo smantellamento delle pareti esterne, lasciando per anni gli edifici sventrati a pochi metri dall’area dove era in costruzione il nuovo Centro Congressi e l’hotel soprannominato la “lama”. Durante l’amministrazione del Sindaco Marino,  l’Assessore all’urbanistica Giovanni Caudo  si impegna per risolvere il problema delle Torri lasciate inutilizzate.  Viene sottoscritto un protocollo tra il Comune e  Cassa Depositi e Prestiti e Tim/Telecom che,  dopo una serie di passaggi  di quote azionarie, detengono il 50% ciascuno delle quote di Alfiere spa. Mantenendo l’originaria  destinazione direzionale, le Torri diventeranno la sede di Telecom. Viene indetto  un concorso per il restauro conservativo sulla base di linee guida redatte con coordinamento del Laboratorio per il Moderno a Roma de La Sapienza   nel dicembre 2015 il Comune rilascia il Permesso di costruire e cominciano i lavori di ristrutturazione, che dovrebbero terminare entro il dicembre 2016.  Ma nel luglio 2016, poche settimane dopo l’arrivo della nuova Giunta, il Permesso di costruire viene revocato dagli uffici comunali “in autotutela”. La società  Alfiere presenta ricorso al TAR, anche se  Telecom sembra intenzionata a  ritirarsi  dall’operazione. L’8 novembre il TAR annulla l’annullamento del PDC.

mappa-eur-torri-con-didascalieAlla data di aggiornamento di questa scheda, non sono state pubblicate le motivazioni ufficiali delle iniziative del Comune, ricavabili solo da resoconti e dichiarazioni giornalistici, che riportano frammentariamente le argomentazioni fornite, insieme a una memoria, dagli uffici del Dipartimento e dal nuovo Assessore all’urbanistica Paolo Berdini nel corso della Commissione Urbanistica che si è riunita il 28 ottobre 2016. In attesa della pubblicazione del verbale della Commissione e – si spera – della memoria, proponiamo la nostra ricostruzione  dei passi salienti della vicenda, corredati dai documenti a disposizione, che  speriamo  di poter integrare a breve  con gli  atti che non sono ancora disponibili. (AMBM)

IMG_1405  EUR TORRI FINANZE

Foto ambm

LA VICENDA DELLE TORRI DELL’EUR, CRONOLOGIA E MATERIALI

A cura del gruppo urbanistica di di Carteinregola e del Comitato Salute e Ambiente EUR

INTRODUZIONE

Per comprendere perché gli edifici ex Ministero delle Finanze, cosiddette  “Torri dell’Eur”,  si trovano da anni alo stato di scheletri di cemento occorre riassumere gli eventi di oltre un decennio.

In sostanza, negli anni delle “cartolarizzazioni” e “valorizzazioni” degli immobili pubblici, si è portato avanti il tentativo di sostituirle con un costoso edificio firmato dall’archistar Renzo Piano, che avrebbe dovuto consentire di immettere sul mercato –  all’epoca  sicuramente  sovrastimato  – appartamenti residenziali e uffici di altissimo pregio, producendo una consistente plusvalenza. Ma così non è stato, perché il mercato immobiliare è crollato prima che l’operazione potesse andare in porto. Così le Torri scorticate,  insieme ai problemi e ai fortissimi ritardi della realizzazione della Nuvola/Lama, sono diventate l’emblema  del  fallimento di un’idea della città  le cui conseguenze, anche economiche, continuano a gravare sui cittadini di Roma e dell’EUR.

Le Torri ex Ministero delle Finanze all’Eur sono  edifici di grande valenza architettonica e parte saliente della seconda fase di crescita del quartiere Eur (anni 50-60) e della sua trasformazione in centro direzionale e sede di svariati ministeri. I motivi dell’interesse sono documentati da innumerevoli pubblicazioni e sono stati esposti nell’appello a Veltroni a cura della Fondazione Zevi del 2006 (2) e nell’appello ad Alemanno redatto nel 2009 dal prof. Samperi (3); motivi tutti poi riassunti nel parere del 21.09.2010 del Comitato tecnico scientifico per la qualità dell’architettura urbana e per l’arte contemporanea del MiBAC, a firma del prof. Portoghesi, che ha anche evidenziato come esse facciano parte del paesaggio dell’Eur ormai storicizzato (4).

Tali edifici avrebbero dovuto, quindi, essere tutelati almeno per quanto riguarda l’impianto architettonico dell’originario progetto degli architetti Ligini e Cafiero, così come dovrebbe essere tutelato l’intero quartiere Eur anche con un forte vincolo di carattere paesaggistico che lo metta al riparo da ulteriori stravolgimenti.

Peraltro, significativamente, le Torri sono state inserite nel “Censimento nazionale delle architetture del secondo Novecento” realizzato dalla DARC del MiBAC e selezionate dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Piero Ostilio Rossi tra le “architetture di rilevante interesse storico artistico” realizzate a Roma dal 1945 ad oggi e come tali inserite nella Carta per la qualità (5) del NPRG (6). Tra gli interventi possibili su tali edifici, in base al NPRG, non vi è la demolizione e ricostruzione con diversa sagoma e volumetria e nuove caratteristiche architettoniche. Per demolire e sostituire le Torri dell’Eur con un edificio con impianto e caratteristiche del tutto diverse come quello commissionato all’arch. Renzo Piano (7) si era fatto un tentativo, prima della definitiva approvazione del NPRG, con una  variante. Entrato in vigore il NPRG, una delibera del Commissario straordinario Morcone (8) ha usato lo strumento dello stralcio dalla Carta per la Qualità (9) senza quindi approvare la  variante, finalizzato all’intervento in modalità diretta e all’immediato rilascio del Permesso di costruire. La definitiva approvazione da parte del nuovo Consiglio Comunale è poi avvenuta  con una Delibera nel maggio 2010 (10) dopo la  dura opposizione dei comitati cittadini e di esponenti del mondo dell’architettura e della cultura. Tra l’altro la delibera accordava il pagamento del contributo straordinario dovuto per l’edificazione stimato di soli 24 milioni di €, cifra contestata dai comitati che, secondo i loro calcoli, avrebbe dovuto essere  di 50/60 milioni.

Dopo una serie di vicissitudini e passaggi azionari nella società Alfiere spa, che ne detiene la proprietà, nel 2015 sembrava che la vicenda avesse raggiunto finalmente una soluzione positiva: le Torri venivano ripristinate in armonia con la loro architettura originaria, e tornavano uffici – sede centrale della TIM-Telecom. Nessuna cubatura aggiuntiva, nessun cambio di destinazione (fatta eccezione per 1400 mq da destinare a mensa):   quindi nessun contributo straordinario legato alla demolizione e ricostruzione con cambio di destinazione d’uso per il Comune (11), ma nessuna speculazione a scapito della tutela del patrimonio artistico/archittonico e della sostenibilità per il territorio. La soluzione  che cittadini e comitati dell’EUR, insieme ad alcune associazioni ambientaliste, chiedevano da tempo.

Con la revoca  del Permesso di Costruire per il restauro conservativo delle Torri e la rinuncia di Telecom a dare seguito all’impegno di farne la sede dei propri uffici, la situazione diventa di nuovo incerta, e il rischio  che la Beirut dell’EUR continui ancora per anni, tutt’altro che scongiurato.

CRONOLOGIA  E  MATERIALI 

(stiamo ancora impelmentando i documenti disponibili)

a cura di Cristina Lattanzi

modellino delle Torri di Ligini alla mostra sull'EUR

modellino delle Torri di Ligini alla mostra sull’EUR (foto ambm)

  • Tra gli anni ’50 e il 1961 le Torri vengono costruite su progetto di Cesare Ligini e collaboratori, al  fine di ospitarvi gli uffici del Ministero delle Finanze
  • Alla fine degli anni ’90 si parla di trasformare le Torri in alberghi per realizzarvi le infrastrutture di ricettività del nuovo Centro Congressi, il quale verrà localizzato nell’area attigua anche in base alla disponibilità del Ministero delle Finanze a spostare altrove i propri uffici.
  • Legge n. 410 2001 Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare di cui nelle fasi successive della vicenda Torri viene richiamato l’art.3, comma 15[c1]
  • 28 novembre 2002 - Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Comune di Roma, a firma ministro Tremonti e sindaco Veltroni, “in attuazione della L. 410/2001”, relativo agli immobili dello Stato (le Torri dell’Eur, la ex Zecca, la ex Dogana San Lorenzo e altri) di cui tramite l’Agenzia del Demanio il Ministero intende avviare la valorizzazione. Di tali immobili è previsto il cambio di destinazione d’uso mediante accordi di programma. “Per effetto delle operazioni di valorizzazione” il Comune riceverà “una quota” pari al 15% calcolato sul valore degli immobili determinato come base d’asta [NDR infatti all’epoca si riteneva che gli immobili sarebbero stati privatizzati mediante aste; in realtà le Torri fecero parte del blocco di immobili ceduti direttamente a Fintecna a seguito del Decreto 282/2002 e successivamente si dovette affidare ad un arbitro il compito di determinarne il prezzo di cessione da intendersi come valore a base d’asta, come pure l’ulteriore incremento di valore a seguito dell’intervento del Comune che avrebbe reso possibile la valorizzazione), quota “incrementata di un ulteriore 12% calcolato sulla differenza tra il valore a base d’asta e il ricavato effettivo dalla vendita degli immobili valorizzati”. Il Comune si impegna ad acquistare dallo Stato, per realizzarvi Campidoglio due, la ex Manifattura Tabacchi. Il corrispettivo di tale trasferimento immobiliare [ancora da determinare] “verrà compensato con la quota assegnabile al Comune di Roma per effetto delle valorizzazioni”  [C2] > scarica il protocollo (IN ALLESTIMENTO)
  • Decreto-legge 282 del 24.12.2002 – art. 7 – L’agenzia del Demanio è autorizzata a vendere a trattativa privata, anche in blocco, gli immobili di cui all’all. A (tra cui le Torri dell’eur), la cui alienazione è considerata urgente, con prioritario riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato secondo criteri e valori di mercato (scarica documento IN ALLESTIMENTO)
  • 27 dicembre 2002 – L’Agenzia del Demanio trasferisce in blocco la proprietà di un gruppo di edifici statali, tra cui le Torri, alla Società Fintecna S.p.A.(il cui capitale è interamente dello Stato). Nell’atto di cessione “per quanto riguarda il cespite delle Torri (il cui “prezzo provvisorio” di vendita è 121.000.000) si dichiara che è stato avviato un processo di valorizzazione ai sensi della Legge 410/2001”. La Fintecna ne prende atto e si impegna a darvi seguito”.
  • 30 marzo 2004 – La perizia di stima dell’arbitro prof Capaldo–C.B. Richard Ellis stabilisce il prezzo totale della vendita del 27 dicembre 2002 in 507.741.000 € e il prezzo delle Torri in €123.000.000, “nell’assunto che l’immobile possa esser oggetto sia di un intervento di mantenimento che di totale demolizione e ricostruzione con nuove destinazioni d’uso con aumento di SUL e/o volumi fuori terra”.
  • Maggio 2004 – invito di Fintecna a manifestare interesse per l’acquisto delle Torri. Pervengono diverse offerte non vincolanti. Successivamente vengono fatte  offerte vincolanti (tra cui quella degli acquirenti riuniti nella Progetto Alfiere – di cui appresso – corredate anche di alcune ipotesi di valorizzazione).
  • 21 giugno 2004 Il Consiglio comunale approva all’unanimità la DCC n.106 (Attuazione del Piano Campidoglio due) , nelle cui premesse viene citato il Protocollo del 2002 [C3] mentre nel deliberato si approva il Piano da realizzare alla ex Manifattura Tabacchi, si autorizza la vendita di alcuni immobili comunali, viene ratificato il Protocollo d’Intesa del 2002[C4] e disposto in merito ad altri progetti comunali.  > scarica  DCC 106/2004 (IN ALLESTIMENTO)
  • nel 2004-2005 vengono vincolati molti degli edifici dell’Eur, ma il Soprintendente dell’epoca Martines non riesce a completare il procedimento per le Torri; in compenso nel 2006 il nuovo PRG identifica l’Eur come Città Storica e colloca le Torri nella Carta per la qualità, riconoscendone la valenza architettonica e storico-culturale;
  • 8 marzo 2005 La società Fintecna conferma all’assessore del Comune di Roma, Claudio Minelli. l’impegno di dare seguito al protocollo del 28.11.2002. “Come previsto dallo stesso protocollo e dalle vostre comunicazioni, la motivazione a pervenire ad un accordo di programma per la riqualificazione [NdR il primo progetto presentato nel 2004 non prevedeva la demolizione ma la ristrutturazione] delle Torri dell’Eur risiede nel rilevante interesse pubblico connesso all’acquisto di immobili di proprietà statale per realizzare sedi istituzionali del comune di Roma. Al riguardo la scrivente si obbliga a riconoscere al Comune di Roma, ad esito e per effetto del perfezionamento del richiamato accordo di programma un contributo straordinario di 18.000.000 € che potrà essere incrementato di un ulteriore contributo da perimetrarsi al maggior valore del cespite ad esito del processo di valorizzazione per effetto del cambio di destinazione d’uso e delle maggiori quantità edificabili rispetto alle esistenti. Il tutto comunque per un contributo straordinario complessivo che non dovrà eccedere 24.000.000. Tale obbligazione sarà trasferita ad eventuali aventi causa.(scarica documento IN ALLESTIMENTO)
  • 21 marzo 2005 - Alla nota dell’8 marzo l’assessore Minelli risponde che “impropriamente vengono differenziate le due fasi cui si riferisce il contributo straordinario proposto (ovvero i 18 milioni ) e l’ulteriore quota parametrata ecc… In realtà l’esito del processo di valorizzazione è unico e corrisponde al momento del perfezionamento e dell’efficacia dell’accordo di programma da cui derivano “ope legis” sia le varianti urbanistiche che le destinazione d’uso da direzionale a residenziale e attribuiscono l’incremento di superfici utili”. L’assessore inoltre propone di affidare a un soggetto di comune gradimento la stima sull’aumento di valore conseguente alle variazioni di PRG derivanti dall’accordo di programma [NdR ancora in fieri].
  • 30 settembre 2005 – La Società Fintecna cede la proprietà delle Torri alla Società Alfiere, interamente controllata dalla stessa (per cui può ritenersi sussistere indirettamente il controllo dello Stato ai sensi art. 2359 cc [NdR questo particolare è importante ai fini della sussistenza dell’interesse pubblico per realizzare la valorizzazione tramite l’accordo di programma]) per € 160.800.000 (di cui 105.800.000 vengono corrisposti contestualmente, il resto in tre rate di 18.400.000 + 18.300.000 + 18.300.000 nell’arco di 36 mesi; l’operazione avviene tramite finanziamento BNL). Tale acquisizione avviene esercitando l’opzione di acquisto stipulata il 29.03.2005, “a seguito di un contratto di partnership formalizzato il 07.07. 2005” [N.d.R. non si conoscono i termini di questa partnership, ma è plausibile si trattasse della cordata di imprenditori costituente Progetto Alfiere, composta dai costruttori Toti, Ligresti, Marchini, Armellini, Di Amato, Fondo Fimit di cui appresso , che poi rileverà il 50% di Alfiere]. L’acquirente subentrerà a Fintecna negli obblighi derivanti dal protocollo del 2002 tra Comune di Roma e Min. Finanze, compreso quello di corrispondere, all’atto della sottoscrizione dell’accordo di programma, un contributo straordinario di 18.000.000 che potrà essere incrementato da un ulteriore contributo da parametrarsi al maggior valore del cespite ad esito del processo di valorizzazione per effetto del cambio di destinazione d’uso e delle maggiore quantità edificabili rispetto alle esistenti.La parte acquirente subentra ed assume le obbligazioni e gli oneri relativi alla proprietà trasferita compresi quelli di dar seguito al processo di valorizzazione delle Torri dell’Eur avviato con il protocollo d’intesa del 28.11.2002.Più o meno contestualmente il 50% di Alfiere spa viene ceduta a Progetto Alfiere spa, società individuata attraverso una procedura competitiva (invito a offrire pubblicato su diversi giornali, partecipazione di pluralità di operatori, offerte in busta chiusa ecc) per una partnership paritetica nel compendio oggetto di intervento e delle obbligazioni assunte da Fintecna. L’offerta di Progetto Alfiere comprendeva già la proposta del progetto di Renzo Piano. Tale cordata, in considerazione di nuove destinazioni d’uso, valutava il cespite 160.800.000 €: secondo gli Uffici del Comune dipendenti dall’assessore Minelli, tale cifra poteva corrispondere al “ricavato effettivo della vendita derivante dal prospettato progetto di valorizzazione mediante la realizzazione dell’edificio di Renzo Paino. Pertanto al comune sarebbe spettato il 15% di 123 milioni e il 12% della differenza tra 160,8 e 123 milioni [NdR 18.450.000 + 4.536.000 €]
  • 25 ottobre 2005 l’amministratore di Alfiere spa comunica all’assessore Minnelli l’acquisto dalla Fintecna, confermando che Alfiere subentra negli impegni di cui alla nota del 25.03.2005 nei termini e alle condizioni ivi indicate.
Sito della Silvano Toti

Sito della Silvano Toti

Secondo l’ex consigliera Comunale Adriana Spera  “si comincia  a parlare del progetto di Renzo Piano visto che l’immobile è stato ceduto comprensivo del progetto di massima,  se ne legge molto sui giornali, ma al Consiglio Comunale non viene sottoposto alcun progetto. L’opposizione capeggiata da Alemanno taccia di scarsa trasparenza la vendita alla soc. Alfiere(c5).

  • Febbraio 2006 – Si tiene la conferenza dei servizi  per il nuovo progetto da autorizzare con accordo di programma consistente ora in demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione d’uso. Si tratta di un edificio residenziale di grande pregio, con parti destinate a direzionale e commerciale, progettato dall’arch. Renzo Piano. Il dipartimento mobilità evidenzia criticità. Nel contempo la società comunale  Risorse per Roma fornisce il parere di congruità a seguito di incarico conferito da Alfiere e determina il valore dell’immobile valorizzato in 198.000.000 € su cui determinare il contributo al comune di Roma, a fronte di 255.000.000 € di costi da sostenere, con un profitto previsto di 63.000.000 €  (> scarica  tabella RxR delle consistenze dei fabbricati esistenti e del fabbricato ricostruito 11419474torri-parere-di-conformita-dirpr-2006)Ma Alfiere non conviene sulle conclusioni cui giunge RpR e rimane fermo sull’importo massimo di 24.000.000 € da corrispondere per la valorizzazione, come anticipato nella nota dell’8 marzo 2005.
  • 30 luglio 2007 – Mentre è in corso la procedura per arrivare all’accordo di programma previsto dalla Legge 401/2001 s.m.i., ma essendo già assai probabile  (date le intense trattative in corso per produrre la “valorizzazione”) che sarà realizzato il progetto di Renzo Piano a seguito di demolizione dell’esistente complesso, viene presentato al Municipio una DIA per manutenzione straordinaria delle Torri, consistente in sostituzione elementi di facciata, ristrutturazione interna con ridistribuzione funzionale, sostituzione e ammodernamento degli impianti ed eventuale bonifica, esecuzione di indagini idrogeologiche. E’ in base a questa DIA che si realizza l’intervento demolitorio che ha prodotto lo stato delle Torri oggi ancora presente e comunemente definito “Beirut”. La DIA non appare lo strumento adeguato per intervenire con lavori di tale portata, tuttavia nessun organo di controllo interviene. Nel frattempo l’accordo di programma non va in porto, anche per i ritardi dovuti alla forte opposizione al progetto di sostituzione edilizia da parte dei comitati locali, associazioni nazionali ed eminenti personalità della cultura urbanistica e dell’architettura (espressa anche nel c.d. processo di partecipazione tenuto il 26 aprile 2007) nonchè dai partiti di opposizione.
  • Nel febbraio 2008, al momento della definitiva approvazione del PRG di Veltroni, viene bocciata la variante urbanistica predisposta dall’assessore al Patrimonio Claudio Minnelli per le Torri, mediante il recepimento dell’accordo di programma in itinere nelle norme transitorie del PRG. Il sindaco Veltroni si dimette per candidarsi a premier non appena approvato il Piano Regolatore.
  • 11 aprile 2008 qualche giorno prima del voto per il rinnovo del Consiglio Comunale con il quale sarà eletto Alemanno, il Commissario straordinario Morcone, con i poteri del Consiglio comunale, adotta lo stralcio delle Torri dall’elaborato gestionale Carta per la qualità >v. D.C.S. 87/2008 scarica DCS n. 87. Nella stessa deliberazione si afferma nelle premesse che[c 6] l’approvazione del progetto comporta la valorizzazione (prevista dal protocollo d’intesa) e che allo stato attuale è maturato, nei confronti dell’Amministrazione Comunale, il contributo sul valore degli immobili di 123 milioni pari a € 18.450.000,00 e che il contributo straordinario complessivo sarà determinato ad esito del progetto definitivo e corrisposto prima del rilascio del permesso di costruire. Tuttavia nel deliberato nulla viene detto al riguardo di quello che ora viene definito contributo straordinario (non più quota di valorizzazione spettante al comune), limitandosi il commissario ad adottare lo stralcio dalla Carta per la Qualità che ha come effetto  di ricondurre il progetto di demolizione delle Torri e ricostruzione e sostituzione con un edificio con caratteristiche architettoniche ed edilizie completamente diverse. all’art. 25 NTA del nuovo PRG.(c7)
  • Campagna elettorale 2008 – Italia Nostra ottiene che il candidato Sindaco Alemanno si impegni a favore del mantenimento delle Torri. Il sindaco Alemanno, peraltro, appena  eletto definisce l’edificio progettato dall’arch. Piano del tutto estraneo al tessuto architettonico dell’Eur;

giugno 2008  elezioni capitoline, Sindaco Gianni Alemanno (PDL)

  • Nel corso del 2009 la DIA per “la manutenzione straordinaria” delle Torri viene chiusa con una comunicazione della proprietà al Municipio in cui si attesta la volontà di non completarla. Pertanto gli edifici vengono lasciati nello stato in cui si trovano, ma nessun organo di controllo interviene. La DIA è stata utilizzata quindi solo per eseguire alcune delle opere che diventeranno  preliminari della demolizione, che rendono ancora più improbabile  l’apposizione di un eventuale vincolo, dato che  viene eliminato l’elemento più caratteristico delle costruzioni, ossia il courtain wall; vengono anche  eliminati i materiali pericolosi presenti nella struttura, tra cui tonnellate di fibra di vetro e le tubazioni di cemento/amianto. I comitati di cittadini dell’Eur ottengono il vincolo dei parchi dell’Eur e reclamano, inascoltati, il vincolo paesaggistico di tutto l’Eur, secondo le indicazioni dei Comitati di Settore del MIBAC. Il Ministero non interviene, pertanto le Torri sono condannate alla demolizione.
  • 21 luglio 2009 – viene asseverata la perizia del prof. Pellegrino Capaldo di determinare il contributo dovuto da Alfiere al Comune di Roma. L’arbitro – richiamati tutti i passaggi precedenti e fatte le considerazioni del caso tra cui quella per cui “il senso del contributo straordinario, che la legge prima e il protocollo d’intesa poi riconoscono, nasce dal fatto di assegnare al Comune un quid per gli interventi di cui si faccia carico e che comportano vantaggi per i soggetti interessati dal piano di valorizzazione (si veda la Delibera) [ D.C.S./2008]; rilevato che il “ricavato effettivo” previsto dal protocollo non potrà che essere stimato; chiarito che “al comune spetta un “contributo” se aderisce alla richiesta della controparte di modificare il regime giuridico” dell’immobile e si compone di due parti tra loro inscindibili : 15% del valore ante modifica e 12% del valore per effetto della modifica ma che non appaiono chiare le modalità tecniche con cui computare il contributo; appellandosi alla ragionevolezza; fatte molte considerazioni e osservato che gli accordi contrattuali con gli acquirenti non sono del tutto chiari; conclude che il contributo da corrispondere al comune varia tra 23.850.000 e 24.750.000 €.(scarica documento IN ALLESTIMENTO)
  • Il 28 luglio 2009 Alfiere sottoscrive con il Direttore del Dipartimento III (Patrimonio) l’accordo sulla quantificazione del contributo straordinario da riconoscere al Comune sulla base della perizia del prof. Capaldo, che prevede che “gli effetti della valorizzazione si determineranno in un arco temporale corrispondente a quello ordinariamente fissato di efficacia del permesso di costruire, stabilendo che conseguente il contributo fosse corriposto in 4 rate di sei milioni €(scarica documento IN ALLESTIMENTO)
  • Nei mesi successivi Alfiere fa presente che a causa delle già precarie condizioni di sostenibilità economica dell’iniziativa, non è disposta a pagare interessi rispetto ai pagamenti concordati in 4 quote nell’arco di 48 mesi dal ritiro del permesso di costruire. Tuttavia al fine di consentire una sollecita finalizzazione dell’iter urbanistico riguardante il permesso di costruire, il 21.12.2009 comunica di essere disposta a corrispondere interessi legali.
  • Il 22 dicembre 2009 Alfiere sottoscrive l’atto d’obbligo relativo alla realizzazione del progetto di demolizione delle Torri dell’Eur e di ricostruzione di un complesso edilizio di residenze, uffici e commerciale” (dalla sentenza TAR 8 nov.2016: riportante la “quantificazione” del “contributo all’Ente” con specifica subordinazione di “tutti gli impegni ed obblighi assunti” al rilascio del titolo edilizio, ma “il permesso di costruire in questione non è stato mai rilasciato da Roma Capitale”; >(scarica documento IN ALLESTIMENTO)
  • 13 maggio 2010 – Il Consiglio Comunale approva definitivamente lo stralcio delle Torri dalla Carta per la qualità adottato dal Commissario Morcone, malgrado le osservazioni e gli appelli formulati dai Comitati dell’Eur con il supporto del prof. Samperi, l’appello di una vasta schiera di architetti, la forte opposizione in Consiglio Comunale di qualche consigliere comunale del PD e i dubbi su irregolarità di percorso (per es. un emendamento approvato viene eliminato dal testo definitivo). La delibera scarica il DCC n.40 (scarica documento IN ALLESTIMENTO) da’ atto [c8] che il contributo straordinario dovuto al Comune (ex L. n. 410/2001 e protocollo d’intesa) è di 24.000.000,00 (oltre a oneri ordinari stimati sommariamente in Euro9.000.000,00) e approva l’atto d’obbligo nel frattempo sottoscritto da Alfiere spa. Malgrado l’approvazione della delibera e la possibilità acquisita  di demolire e ricostruire le Torri realizzando il progetto di Renzo Piano (la c.d. scatola di cristallo), la proprietà Alfiere srl non ritira il Permesso di costruire: un’ipotesi plausibile è che  la crisi del mercato edilizio, nel frattempo esplosa, rende più prudente l’impresa (di cui è azionista anche la società di Ligresti che si trova in grosse difficoltà a Milano) in attesa di ridefinire il rendimento effettivo dell’investimento.D.A.C. n. 75 del 28.12.2012 – Protocollo d’intesa tra l’agenzia del Demanio e Roma Capitale: attuazione, attraverso scambio di immobili, delle fasi I e II
  • 2010 – 2015 Le Torri restano scheletri di cemento alle porte di uno dei quartieri più prestigiosi della città, mentre EUR spa (90% MEF, 10% Comune di Roma) non riesce a trovare un acquirente per l’albergo cosiddetto “Lama” dall’altro lato della strada, che serve a finanziare il completamento del nuovo Palazzo dei Congressi. A causa dei debiti di EUR spa, nel 2015  si comincia a parlare di cessione di gioielli come l’Archivio centrale, il Museo Pigorini e  persino il cosiddetto “Colosseo quadrato” . Una parte degli immobili pregiati verrà poi venduta all’INAIL nel dicembre successivo

giugno 2013  elezioni capitoline, Sindaco Ignazio Marino (PD)

Da Roma Today Progetto di riqualificazione

Da Roma Today Progetto di riqualificazione

  • 5 agosto 2015 Viene inoltrata formale richiesta di archiviazione dell’originaria istanza di permesso di costruire”  (da Tar 8/11/2016)
  • 21 settembre 2015proclamazione del vincitore  della gara bandita per soli studi di progettazione italiani e con precisi vincoli –  il responsabile del progetto doveva essere under 40 e il progetto doveva essere attento ai fattori bio –  lo studio  Uno-A di Milano.
  • 24 novembre 2015 relazione dell’“Ufficio comunale competente”   in ordine alle caratteristiche dell’intervento (da Tar 8/11/2016)
  • 14 dicembre 2015 sottoscrizione di un nuovo atto d’obbligo (da Tar 8/11/2016)
  • 18 dicembre 2015   rilascio del parere favorevole da parte della Soprintendenza Capitolina (da Tar 8/11/2016)
  • Dicembre 2015 viene rilasciato il Permesso di Costruire  dagli uffici del Dipartimento Urbanistica > Scarica il PDC (scarica documento – Non pervenuto) e  iniziano i lavori.
  • gennaio 2016: Sul Corriere viene descritto il progetto: Nelle tre torri, «ci saranno serre bioclimatiche, palestra, asilo nido e un servizio di delivery per rendere più facile la vita dei dipendenti. Creeremo anche un’area dedicata alla sperimentazione tecnologica ed artistica per ospitare mostre e scolaresche» spiega Pierfrancesco de Martino che per Telecom sta seguendo il progetto”. 
  • 21 febbraio 2016 Sul Messaggero (poi ripreso da Repubblica e Corriere) un articolo annuncia “Un mega business per la società Alfiere spa [quella che ha rilevato le Torri NDR ] che  ha pagato oneri di concessione al Campidoglio come riqualificazione urbana, riuscendo così a risparmiare milioni di euro“,  in quanto sarebbero stati pagati al Comune gli oneri previsti “per la riqualificazione urbanistica e non per l’edilizia residenziale e commerciale“:   per questo, sempre secondo  il quotidiano romano, sarebbero in corso  indagini sull’ex assessore Caudo per presunte “mazzette”.  Caudo puntualizza che   per le Torri si è trattato di autentica riqualificazione, in quanto i palazzi sventrati  torneranno uffici, come sono sempre stati: nessun cambio di destinazione  da uffici a residenziale,  nessuna valorizzazione speculativa come nel progetto precedente e quindi nessun onere straordinario.
  •  10 marzo 2016 determinazione dirigenziale che rilascia l’autorizzazione alla cancellazione delle obbligazioni assunte con l’atto d’obbligo del 22 dicembre 2009 (da Tar 8/11/2016)
  •  15 marzo 2016 la citata Amministrazione adotta provvedimento di annullamento in autotutela di cancellazione dell’atto d’obbligo del 2009” mediante la determinazione dirigenziale del 10 marzo 2016(da Tar 8/11/2016)
  •   La società Alfiere presenta ricorso R.G. n. 5998/2016, “privo di istanza cautelare”, pendente dinanzi alla Sezione II quater del TAR del Lazio;(da Tar 8/11/2016)
  • 21 marzo 2016,  nota degli uffici comunali alla società Alfiere avente ad oggetto “comunicazione avvio procedimento di verifica del Permesso di costruire n. 347 del 22/12/2015″ (da Tar 8/11/2016)
  • 22 marzo 2016 l’amministratore delegato Telecom Marco Patuano, che aveva voluto il progetto,  ufficializza le dimissioni.  Il nuovo amministratore delegato è Flavio Cattaneo, secondo Il fatto quotidiano,  da sempre contrario al progetto di spostare nelle Torri il quartier generale dell’azienda (c9).  L’ex assessore  Caudo interviene sul Corriere della sera,  dicendo di temere uno stop dell’operazione (c10).
  • 16 giugno 2016 nota del Dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione prot. 16292 (richiamata da Roma Capitale a preteso supporto del provvedimento di annullamento d’ufficio poi adottato nel luglio 2016)  circa l’idoneità di tale provvedimento ad inficiare le previsioni del “Protocollo di intesa tra MEF e Comune di Roma” “con particolare riferimento alla corresponsione … del contributo di valorizzazione” e, ancora, dell’interesse pubblico “attuale, concreto e tangibile, alla rimozione di un atto amministrativo che reca un pregiudizio consistente alle finanze dell’Ente e che sotto altro profilo espone l’Amministrazione Capitolina a possibili contestazioni da parte del MEF (alla luce anche dell’impegno assunto dal proponente nel Protocollo d’Intesa sopra citato)”;(da Tar 8/11/2016)

giugno 2016 – elezioni capitoline, Sindaca Virginia Raggi (m5s)

Progetto Torri Telecom (dal Corriere della Sera)

Progetto Torri Telecom (dal Corriere della Sera)

  • 29 Luglio 2016 Il Dipartimento Urbanistica revoca “in autotutela” il Permesso di costruire rilasciato in  dicembre (determinazione dirigenziale prot. n. QI/140469 del 29/07/2016 (n. rep. QI/884/2016), con la quale Roma Capitale dispone  l’annullamento d’ufficio del permesso di costruire n. 347/2015, rilasciato in data 22 dicembre 2015, per un intervento di restauro e risanamento conservativo del complesso immobiliare “Le Torri dell’Eur”, sito in Roma, viale Europa n. 242)
  • 22 settembre 2016 la Società Alfiere deposita ricorso al TAR
  • 28 settembre 2016  Memoria di Giunta Capitolina in cui – da quanto dichiarato negli atti depositati dal Comune al TAR – si “dà espressamente conto di aver riscontrato la necessità “allo stato attuale” di “effettuare una nuova valutazione di quale tipo di intervento” risulti “più coerente con gli obiettivi programmatici di sviluppo urbanistico in un ambito urbano di particolare rilievo, come quello in cui ricade il complesso delle Torri dell’EUR” e, più in particolare, rappresenta “che a tal fine, l’Assessorato all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale ha dato impulso ad effettuare una nuova valutazione per gli sviluppi programmatici in argomento, con la Memoria  del 28/09/2016”, conferendo apposito mandato “per quanto di rispettiva competenza, alle strutture Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica e Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione” di avviare, tra l’altro, “i necessari contatti con l’Agenzia del Demanio” nonché di “avviare “le attività necessarie per la predisposizione di un nuovo provvedimento…” (cfr. nota prot. n. 180453 del 17 ottobre 2016, avente ad oggetto “Relazione per difesa ricorso TAR proposto dalla Soc. Alfiere S.p.A.”, prodotta in data 22 ottobre 2016)”;
  •  4 ottobre 2016 secondo il Messaggero riportato da Radio Colonna, anche se da Telecom non c’è alcuna comunicazione ufficiale,  “…In un recente consiglio di amministrazione, il presidente Giuseppe Recchi ha ratificato la proposta dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, di esercitare il diritto di vendere il 50% di Alfiere, la società proprietaria delle torri, a Cdp Immobiliare che già detiene l’altro 50% o a un soggetto terzo da esso indicato. La possibilità di vendere era inserito nei patti parasociali nel caso in cui non fosse arrivato un valido permesso di costruire rilasciato entro il 30 settembre 2016. Telecom, nel piano industriale, aveva fissato quella data in modo da poter riorganizzare la propria presenza sul territorio romano, attraverso lo spostamento di 5.000 lavoratori all’Eur nel 2017. Data che oggi è irrealizzabile. La partecipazione è in carico nel bilancio della compagnia di tlc per 15 milioni di euro” Il Fatto Quotidiano aveva parlato di “penali per 180 milioni in caso di inadempienza (c11)
  • 23 ottobre 2016 seduta della  Commissione Urbanistica  sulla vicenda delle Torri,  alla presenza dell’Assessore Paolo Berdini  e degli uffici preposti,  che depositano una memoria (c12).  Dai resoconti giornalistici sembra che in quella sede  le motivazioni dichiarate riguardo della revoca del PDC  siano innanzitutto  di tipo giuridico:    «Il protocollo d’intesa tra l’ex assessore Caudo e Fintecna, seppur indicasse una volontà amministrativa e politica, non aveva forza giuridica tale da modificare il protocollo precedente, ratificato da giunta e Assemblea capitolina e che prevedeva il contributo di 24 milioni», ha spiegato la dirigente Angela Mussumeci [la dirigente che ha prima rilasciato poi ritirato il PDC, NDR] (c13). E lo stesso Assessore Berdini sembrerebbe  confermare quella lettura : “In passato ci sono state due deliberazioni del Consiglio comunale che stabilivano che si doveva dare una cifra al Comune di Roma. Nella scorsa amministrazione Caudo ha sottoscritto un protocollo che contraddice ma  non abroga tutto quello che era stato deciso in precedenza dal Consiglio anche perche’ non era giuridicamente in grado di farlo (c14). Tuttavia i giornali riportano che il motivo è da ricercarsi anche nel mancato pagamento da parte della società  Alfiere di un corrispettivo al Comune, che  non sono    più i 24 milioni per la potenziale  valorizzazione immobiliare, dato che adesso si parla  di una cifra “che ammonta a circa 18 milioni per il trasferimento di proprietà’ che  “la societa’ Alfiere deve dare all’ amministrazione comunale”   legata a  un atto “del 2002 sancito da “una legge dello Stato e da una vendita”  (quello della cartolarizzazione delle Torri del Ministro Tremonti) (c13).L’assessore Berdini afferma che la cifra che sarà indicata nella delibera di Giunta e in quella di Assemblea annunciate “entro il 15 novembre” (c13)
  • 8 novembre 2016 Il TAR si esprime sul ricorso presentato da Alfiere e annulla l’annullamento del PDC (non si esprime su eventuali contributi dovuti) scarica la sentenza sentenza-tar-torri-8 novembre 2016 (c14) (c15)

NOTA: quanto pubblicato  è ricavato da articoli giornalistici e documenti che si allegano integralmente. Siamo a disposizione per pubblicare rettifiche, approfondimenti e diversi punti di vista che dovessero pervenirci (laboratoriocarteinregola@gmail.com)