Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L’urbanistica serve ancora? Dibattito da Il Manifesto e Eddyburg

foto ambm

foto ambm

L’urbanistica serve ancora?Discutiamone

da Eddyburg 3 agosto 2018

Ricordiamo qui una serie di articoli comparsi su eddyburg.it e il manifesto sullo stato di salute dell’urbanistica, la sua mutazione genetica, le sue prospettive e invitiamo a continuare il dibattito.Per inviare contributi  scrivere a: ilaboniburini@gmail.com, inserendo nell’oggetto “eddyburg:urbanistica”
Il 13 luglio 2018 abbiamo pubblicato l’ articolo “Morte dell’urbanistica” di Alessandro Dal Piaz, un commento ad una tesi di Marco Assennato sul ruolo e rilevanza della pianificazione pubblica espressa nell’articolo “Il miraggio della pianificazione nel sacco di Roma”, pubblicata dal manifesto il 22 giugno 2018.

Questi articoli si inseriscono in un dibattito sullo stato di salute dell’urbanistica, la sua mutazione genetica, le sue prospettive, che prendeva che prendeva spunto da due precedenti articoli: “Roma, se questa è una città” di Enzo Scandurra, pubblicato su eddyburg il 23 gennaio 2018; “Una disciplina «orfana di padri»” di Paola Bonora pubblicato su il manifesto il 15 giugno 2018, a cui hanno replicato Ilaria Agostini e Enzo Scandurra con l’articolo “Nella mutazione genetica neocapitalista” del 26 giugno sempre sul manifesto.
Sarebbe importante che tale dibattito proseguisse.

.
Contributo al dibattito di Angelo Ferrari   

5 agosto 2018. Contributo al dibattito cominciato sul «il manifesto» e ripreso da eddyburg.it, il quale ci invita a «volgarizzare» l’urbanistica per raggiungere un pubblico più ambio per poi sollecitare rivendicazioni di massa. Qui i riferimenti al dibattito.


Saluto con rispetto tutti i tentativi di animare il dibattito sul ruolo dell’urbanistica in Italia, ma la forma e i contenuti mi sembrano troppo spesso miopi e stereotipati.

Mentre i sindaci di Londra e Barcellona parlano di controllare il mercato immobiliare costruendo case popolari, noi continuiamo a parlare di concetti astratti in un linguaggio specialistico. Mi domando se questo atteggiamento, altrove definito “aristocratico”, non sia frutto della strategia degli intellettuali di sinistra per ritagliarsi un ruolo di prestigio nella classe dirigente.
I ricchi capitalisti si servono della comunicazione di tecnici e intellettuali per mantenere i privilegi acquisiti con metodi d’ingegneria dell’opinione.
La classe dirigente di sinistra dovrebbe smettere di preoccuparsi di problemi etici o civili di secondo piano, di esprimere opinioni ambigue o incomprensibili, per assicurarsi i favori dei ricchi capitalisti assicurando loro un alibi culturale.

Bisogna dire le cose come stanno.

L’urbanistica è la progettazione del futuro delle nostre città e la pianificazione degli interventi di trasformazione. Il diritto alla città verrà sicuramente calpestato dagli interessi dei più ricchi se il pubblico non interviene con strumenti normativi, fiscali, economici.
Il problema vero è che la gente non ha più consapevolezza dei soprusi che sta subendo e non lo ritiene più un problema fondamentale.
Credo che occorra volgarizzare l’urbanistica per raggiungere un pubblico più vasto, in grado ri reclamare il proprio diritto alla città con gli strumenti democratici.

Firenze, 5 agosto 2018
Angelo Ferrari
architetto, urbanista, paesaggista

Share This Post