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Stadio della Roma

Mosaico Stadio 2017-12-03

(SOTTO LA CRONOLOGIA E I MATERIALI al 2 FEBBRAIO 2018)

Fin dal 2012, la AS Roma aveva presentato il progetto al Sindaco Gianni Alemanno per la realizzazione dello Stadio a Tor di Valle, in un’ansa del Tevere a sud ovest della città, dove esiste l’omonimo ippodromo da tempo abbandonato, su terreni acquistati dell’imprenditore Luca Parnasi. In seguito all’approvazione di tre commi (art. 1 commi 303-304-305) inseriti nella legge 147 del 2013, “di stabilità”, che consentono a privati di avanzare all’amministrazione progetti per realizzare nuovi complessi sportivi, il Presidente della Roma, James Pallotta, e il Sindaco Marino, il 26 marzo 2014, presentano in Campidoglio il progetto per il nuovo stadio, che dovrebbe essere realizzato da Eurnova, la società immobiliare di Luca Parnasi. Il 29 maggio Eurnova presenta lo studio di fattibilità. La proposta, che viene sottoposta alla conferenza dei servizi preliminare, prevede una zona “A” , con il mix funzionale dei nuovi grandi impianti sportivi (oltre allo stadio da 52.500 posti espandibili fino a 60mila, la sede della Roma AS, un centro tecnico per gli allenamenti, un maxistore Nike, un “Roma village” con 245 negozi, boutique, ristoranti; uno spazio per eventi con un monitor a 360 gradi) e una zona “B”, chiamata “Business park”, costituita da tre grattacieli ed edifici ecosostenibili (Leed gold) destinati a direzionale, ricettivo, commerciale (ma non appartamenti, esplicitamente esclusi dai commi) tra la Via Ostiense/Via del Mare e lo Stadio. L’area destinata allo stadio (49.000mq) costituisce il 14% della sola parte edificata (354.000mq). Moltiplicando i 305.000mq di SUL (la superficie totale edificata meno l’area dello stadio) per l’altezza convenzionale di calcolo delle cubature pari a 3,20m si ottiene un totale di 976.000 mc; tali cubature sono state inserite per “compensare” i costi dei privati per le infrastrutture e le opere di pubblica utilità che il Comune – Sindaco Ignazio Marino e Assessore all’urbanistica Giovanni Caudo – ha posto come condizione per conferire l’interesse pubblico all’operazione, che viene approvato con la Deliberazione n.132 votata dall’Assemblea Capitolina il 22 dicembre 2014.

Le opere infrastrutturali ammontano a ca 270 milioni, suddivise in opere a compensazione (asse di collegamento Ostiense-A91, ponte carrabile sul Tevere e viadotto di approccio, svincolo autostradale Roma-Fiumicino, riunificazione e messa in sicurezza Ostiense, ponte ciclopedonale Magliana, stazione Tor di Valle con ponte, metro B e messa in sicurezza del fosso di Vallerano) per 195 milioni; opere a standard (parcheggi a raso, multipiano, circolazione interna, passerella pedonale, verde pubblico e sistema smaltimento acque idrovore) per 124 milioni; opere da realizzare con contributo di costo di costruzione (parco fluviale Ovest, pontile Est-pontile Ovest, intervento su via dei Dasti, videosorveglianza) per ca 44 milioni. La progettazione viene affidata dai proponenti a Dan Meis, Daniel Libeskind e Andreas Kipar. L’area comprenderebbe 63 gli ettari di verde pubblico ( il secondo polmone di Roma dopo Villa Pamphili)*.

Gli elaborati del progetto definitivo vengono consegnati una prima volta dalla società al Comune e trasmessi dal Comune alla Regione Lazio nell’estate 2015, con la segnalazione “delle carenze progettuali rilevate dagli Uffici comunali”; la Regione invita il proponente a completare e perfezionare il progetto definitivo, che sarà poi presentato solo il 30 maggio 2016, poco prima delle ultime elezioni comunali.

Nel giugno 2016 diventa Sindaco Virginia Raggi, che, insieme agli altri consiglieri M5S, dai banchi dell’opposizione aveva duramente contrastato il progetto dello Stadio, così come l’urbanista Paolo Berdini, nominato Assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici. Dopo l’insediamento della nuova Giunta, la Delibera non viene ritirata, ma il Comune trasmette gli elaborati del progetto definitivo alla Regione Lazio, accompagnati da una nota in cui si evidenziano ancora carenze e controindicazioni.

Il 3 novembre 2016 si apre la Conferenza dei Servizi decisoria in Regione per l’approvazione del progetto (Marino/Caudo): mentre si susseguono le riunioni con i rappresentanti dei soggetti pubblici a cui partecipano – in parte – i cittadini e le associazioni che ne hanno fatto richiesta, si susseguono anche le indiscrezioni giornalistiche e le dichiarazioni ufficiali, sulla richiesta, da parte del Comune, di modificare le stesso progetto, restringendolo allo Stadio e ai suoi annessi, o tagliando cubature dalle Torri di uffici e dagli spazi commerciali che la precedente Giunta aveva previsto a compensazione delle opere e infrastrutture pubbliche. Il 31 gennaio si tiene la quinta seduta della Conferenza, che dovrebbe concludere il procedimento: il Comune chiede una proroga di 30 giorni, poi deposita, insieme a Roma Città Metropolitana, un parere unico “non favorevole”, che tuttavia lascia aperta la possibilità al proponente di modificare il progetto e consegnare ulteriori elaborati per “addivenire a un parere favorevole”. Intanto l’assessore Berdini, da sempre contrario all’operazione, si dimette, dopo un incidente diplomatico causato da alcune sue confidenze a un giornalista. Riprendono le trattative del Comune con Eurnova, mentre il MoVimento si divide tra molti attivisti e alcuni consiglieri che vorrebbero il ritiro della Delibera della Giunta Marino, e Beppe Grillo e i vertici che, probabilmente temendo l’impopolarità della rinuncia, premono per trovare una soluzione per portare avanti il progetto. Si apprende della richiesta della Soprintendenza di apporre un vincolo sull’ Ippodromo e su una fascia di rispetto intorno all’impianto. Beppe Grillo cala sulla Capitale, rilasciando una girandola di dichiarazioni piuttosto contrastanti, fino a ipotizzare che l’impianto venga spostato in un’altra zona di Roma. Poi, a sorpresa, il 24 febbraio 2017, dopo l’incontro in Campidoglio tra Comune e rappresentanti di Eurnova e AS Roma, l’annuncio: lo Stadio a Tor di Valle si farà, ma con un drastico taglio delle cubature. Sul suo profilo Facebook Virginia Raggi titola #UnoStadioFattoBene, spiegando che le tre torri sono state eliminate e che la parte relativa al Business Park è addirittura il 60% in meno, vantando misure “green” già anticipate da Beppe Grillo. Il 3 marzo si riunisce la conferenza dei servizi decisoria in Regione, che dovrebbe essere quella di chiusura del procedimento; la richiesta del proponente Eurnova di un’altra sospensione, appoggiata da una lettera della Sindaca, viene respinta. Vengono depositati anche i pareri unici di Stato (parere favorevole con prescrizioni) e Regione Lazio (parere contrario), ma, vista la complessità “sia in presenza di atti d’assenso che di dissenso” del procedimento, si assegnano altri 30 giorni (già previsti nel regolamento della CdS) “per la redazione dell’atto finale di conclusione del procedimento”.

Il 5 aprile 2017 la Regione Lazio procede “alla conclusione NEGATIVA della Conferenza di servizi, ma contrariamente alle previsioni di durata prescritte dalle norme, che ai sensi dell’art. 10-bis della L. 241/1990″; il procedimento che avrebbe dovuto restare aperto per 10 giorni (cioè fino al 15 aprile), per recepire le osservazioni del proponente , viene invece inspiegabilmente lasciato prolungato fino al 15 giugno, data in cui scade il termine massimo di chiusura del procedimento relativo al vincolo del MiBACT sull’Ippodromo e aree limitrofe. E in questa “finestra” il proponente potrà presentare le sue “controdeduzioni”, non solo sul vincolo ma anche ai “dissensi espressi” dagli uffici, dato che potrà fornire ” idonea documentazione, anche progettuale, tendente al superamento dei dissensi espressi in ordine al progetto esaminato, mediante una diversa formulazione che, mantenendo le opere pubbliche e di interesse generale e garantendone la contestuale esecuzione con quelle private, da sottoporre all’esame in una nuova conferenza di servizi” (Vedi http://www.carteinregola.it/index.php/stadio-della-roma-le-cose-non-stanno-proprio-cosi/). Quindi Il 6 giugno la Giunta Raggi approva una Proposta di delibera che conferisce il pubblico interesse al nuovo progetto, l’8 e il 9 giugno viene sottoposta al parere delle 5 Commissioni, il 9 giugno stesso viene pubblicato il nuovo progetto, che viene denominato ““Conferma di dichiarazione del pubblico interesse alla Proposta di realizzazione del Nuovo Stadio a Tor di Valle di cui alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina 32/2014 [Delibera Marino/Caudo] adeguata al mutato quadro delle condizioni ed obiettivi prioritari indicati nella Delibera di Giunta Capitolina [Raggi/Montuori] 48/2017″.” E sempre il 9 e domenica 11 giugno la delibera viene sottoposta a solo uno dei due Municipi interessati, il IX. Dal 12 giugno alle 17 la Delibera passa al voto dell’Assemblea Capitolina e viene approvata il 14 giugno. E il 15 giugno il MIBACT si esprime per l’archiviazione del vincolo all’Ippodromo ( Italia Nostra impugnerà l’archiviazione). Tra metà giugno e i primi di agosto Ivengono inviati a più riprese dalla Regione agli enti coinvolti nuovi elaborati di un progetto denominato Progetto allegato alle Osservazioni del proponente, su cui ai primi di agosto si esprimono tutti i soggetti unici che hanno partecipato alla Conferenza dei servizi decisoria. I tasti dolenti sono sempre gli stessi, a partire dalla mobilità e dagli accessi allo stadio (e la cancellazione del Ponte di Traiano previsto dal progetto Marino/Caudo per l’accesso dall’autostrada Roma Fiumicino). Il 15 settembre la Regione Lazio indice una nuova Conferenza dei servizi decisoria, la prima riunione è fissata il 29 settembre, il termine per la consegna dei nuovi elaborati che dovrebbero rispondere alle richieste degli enti (che Eurnova continua a consegnare) è il 16 ottobre. Gli enti partecipanti alla CdS dovranno depositare i pareri finali entro il 22 novembre. Ma alla riunione della CdS del 24 novembre si accerta che i 4 pareri consegnati dai rappresentanti unici di Stato, Regione, Città metropolitana e Comune di Roma, sono sì favorevoli, ma ancora pieni di “prescrizioni e raccomandazioni”, il cui adeguamento da parte del proponente rischia di slittare addirittura a dopo la conclusione – scontatamente positiva – della Conferenza, insieme a quelle certezze minime – chi pagherà alcune opere pubbliche ribadite come indispensabili, chi garantirà la contestualità delle opere pubbliche e private, chi vigilerà sull’effettivo rispetto degli impegni – che i cittadini si aspettavano di avere prima del punto di non ritorno della decisione finale.

Il 5 dicembre 2017 è stato approvato dalla Conferenza dei servizi il progetto definitivo (quello “adeguato” alle nuove richieste della giunta pentastellata) con tutte le prescrizioni, alcune emerse nei giorni immediatamente precedenti e non ancora sottoposte a verifica tecnica ed economica. Prescrizioni la cui implementazione e valutazione sono rimandate alla fase della stesura del progetto esecutivo, con gli eventuali (e probabili) costi aggiuntivi che – si è detto – dovranno essere a carico del proponente. Tuttavia il Ponte di Traiano, secondo accesso/uscita dall’area circondata per 3/4 dal Tevere, che è stato il “convitato di pietra” di tutta la CdS, perchè anche se non faceva parte della Conferenza (tagliato dall’accordo tra Roma Capitale e Eurnova per tagliare le cubature che sarebbero servite a finanziarlo), è rimasto in sospeso, dopo alcune ipotesi della sua realizzazione con un finanziamento pubblico.

Il 22 dicembre la Regione Lazio con una determina ha chiuso la conferenza dei servizi, trasmettendola alle amministrazioni partecipanti per la verifica della corretta rappresentazione delle prescrizioni impartite negli elaborati progettuali adeguati caricati dal proponente su una piattaforma. Dopo tale verifica, il progetto adeguato dovrebbe essere trasmesso a Roma Capitale per la fase pubblicistica della variante urbanistica.(2 febbraio 2018)

Nello specchietto sottostante il confronto delle cubature previste dalla delibera 132/2o14 e dalla delibera 32/2017

speccheitto cubature 132:2914 32:2917

CRONOLOGIA E MATERIALI

(> Via a Stadio della Roma Elaborati e documenti con i documenti in download e/o i link agli elaborati pubblicati sui siti istituzionali da Roma Capitale e Regione Lazio in ordine cronologico)

(> Vai a Stadio della Roma, il dibattito spazio aperto ai contributi che vorranno inviarci amministratori, assessori, associazioni e comitati e tutti i soggetti coinvolti)

(ultimo aggiornamento 2 FEBBRAIO 2018)

La preistoria

2006 Il patron della Lazio Lotito presenta un progetto per la costruzione di uno “stadio delle Aquile” al km 9,4 della Via Tiberina su terreni di sua proprietà (secondo Legambiente l’area si trova in area di esondazione del Fiume Tevere, vincolata dal punto di vista idrogeologico ed archeologico). Il progetto sarà ripresentato anche durante la consiliatura Alemanno, ma sarà bocciato in entrambe le occasioni, secondo la ricostruzione su Laziofamily.it del 21 febbraio 2017 del consigliere Giulio Pelonzi (PD) all’epoca già consigliere comunale, in quanto “c’erano 1,8 milioni di metri cubi privati in compensazione rispetto allo stadio. La maggior parte dei quali, circa l’80%, unità abitative private. Pari a circa 10mila nuovi abitanti. Superata tale soglia le istituzioni pubbliche devono per legge portare lì tutti i servizi come ospedali, vigili e altro. Poi non era chiaro il rapporto tra la società che prende il mutuo erogato dal credito sportivo e la Lazio(…)Il terzo scoglio riguardava l’ubicazione. Quell’area era in parte sotto il livello del Tevere con relative problematiche idrogeologiche. La Tiberina andava raddoppiata. Una fermata della Ferrovia e uno svincolo autostradale da realizzare ex novo. (…)

6 novembre 2008 viene presentato alla Camera dei Deputati, dal senatore Alessio Butti del Pdl e dall’on.le Giovanni Lolli del Pd, un disegno di legge sugli stadi. Così lo presenta il sito “Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni sportive” del Ministero dell’Interno: ” strutturato in soli 9 articoli, il testo cerca di risolvere il problema della burocrazia e dei tempi procedurali che hanno frenato sinora chi voleva ammodernare gli stadi o costruirne di nuovi…un passo avanti verso la privatizzazione degli impianti e la loro polifunzionalità, inseriti nel tessuto urbano e attrezzati con centri commerciali e aree ricreative

2010 Il costruttore Parnasi sottoscrive un preliminare di acquisto dell’area di Tor di Valle dove progetta di realizzare – e sottopone il progetto alla XII Circoscrizione – un insediamento residenziale.

16 febbraio 2011 La Repubblica riporta, a proposito della legge sugli stadi: “Alla commissione Cultura della Camera con un colpo di mano la maggioranza [di centro destra NDR] ha proposto un nuovo testo per la legge sulla costruzione dei nuovi impianti che premette “oltre alla struttura sportiva ogni altro insediamento edilizio ritenuto necessario ai fini del complessivo equilibrio economico e finanziario della realizzazione e gestione del complesso immobiliare”. Non solo. Stabilisce anche che la conferenza dei servizi dei Comuni può dare il via libera a maggioranza anche in presenza di vincoli“, segnalando la durissima reazione del Pd e del deputato Roberto Morassut (ex assessore all’urbanistica di Roma con Veltroni) che la definisce “una legge sbagliata e ingiusta“.

rendering dal sito AMA goup del progetto stadio delle aquile (lazio)

rendering dal sito AMA goup del progetto stadio delle aquile (lazio)http://www.amagroup.it/portfolio-item/s-s-lazio-stadium/

27 aprile 2011 Il tempo sul progetto Stadio della Lazio di Lotito : “...Il plastico del famoso «stadio delle aquile», è fermo nel cassetto ma è chiaro che Lotito è pronto a tornare alla carica non appena ci sarà l’ok del Parlamento. La speranza resta quella di realizzarlo sui terreni di sua proprietà sulla Tiberina, a nord di Roma. Il presidente donerebbe alla Lazio lo stadio (il club non pagherebbe un euro) ma è chiaro che il progetto prevede intorno all’impianto calcistico, altre strutture sportive per la polisportiva (campi di volley, basket e rugby, per esempio). Una cittadella biancoceleste con supermercato, cinema e unità abitative in grado di essere vissute per 365 all’anno. In pratica, si riuscirebbe finalmente ad esportare in Italia un nuovo modo di vivere in simbiosi col club per il quale si fa il tifo....” (> vai al progetto del 2009)

30 maggio 2012 Comunicato dell’INU sulla Legge stadi “Forti perplessità e preoccupazione” “...A fronte di un territorio in dissesto paesaggistico, geologico, sociale il provvedimento incoraggia, all’insegna di una «dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere», la costruzione, intorno agli stadi, di zone residenziali e di servizi alberghieri e del terziario, il tutto velocizzando al massimo «le necessarie varianti urbanistiche e commerciali...».

12 luglio 2012 l’On. Roberto Morassut (Responsabile urbanistica del Partito Democratico e membro della Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei deputati) è contrario al provvedimento che “…apre la strada a modalità di interventi di ristrutturazione degli impianti che produrranno nuove pesanti edificazioni nelle aree urbane con consistenti ulteriori consumi di suolo libero. L’intero costo degli interventi sarà pagato attraverso concessioni edificatorie aggiuntive ed espansive…”

24 luglio 2012 Legambiente presenta un dossier “Non chiamatela Legge stadi” (> vai al comunicato)

13 dicembre 2012 si tiene il convegno Legge sugli Stadi: ultima chiamata’ presso la ‘Sala D’Armi’ di Palazzo Vecchio a Firenze promosso dal vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Firenze Dario Nardella, con la partecipazione del primo firmatario della legge sugli stadi Giovanni Lolli, il direttore generale della Lega di A Marco Brunelli, il presidente della Lega B Andrea Abodi, il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli, il direttore generale della Figc Antonello Valentini, il vicesindaco di Palermo Cesare Lapiana, l’assessore allo sport di Udine Kristian Franzil

LA STORIA

30 dicembre 2012Il sindaco Gianni Alemanno in collegamento con il presidente della Roma, James Pallotta, dalla Florida dà la notizia che Tor di Valle è l’area scelta dalla Roma per far nascere il nuovo stadio della società giallorossa, sui terreni acquistati dal costruttore Luca Parnasi.

Tra il luglio 2013 e il dicembre 2013 si discute di nuovo animatamente in parlamento del disegno di legge sugli stadi, che si trasformerà poi in tre commi nella Legge di Stabilità (147/2013). L’oggetto del contendere è l’esclusione di cubature “residenziali” dai progetti di nuovi impianti sportivi. Una clausola – come riporta il Fatto Quotidiano” “espressamente inserita da Nardella nella sua proposta originaria, la cui mancanza apre il fianco a ogni tipo di speculazione edilizia e devastazione ambientale“.Alla fine la clausola resterà (saranno ammesse solo cubature commerciali, ricettive- alberghi – e direzionali – uffici)

Il primo progetto – la Delibera Marino/Caudo

9 dicembre 2013 la Roma AS presenta al Sindaco Marino il progetto dello stadio “da tenere aperto tutta la settimana per ospitare anche concerti ed eventi culturali, con una capienza base da 52mila posti espandibile a 60mila” con ristoranti, negozi, il museo

progetto stadio roma23 dicembre 2013 Approvazione della “legge degli stadi”, in realtà tre commi inseriti nella legge 147 del 2013, “di stabilità”, il 304 e 305 scarica LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147 art. 1 commi 303 304 305

26 marzo 2014 Presentazione del Sindaco Marino e del Presidente della Roma Pallotta del progetto del nuovo Stadio della Roma in Campidoglio: Marino: “Tanto entusiasmo, ma valuteremo con rigore l’interesse pubblico”

26 maggio 2014 accordo AS Roma – Società Eurnova S.r.l., promotore del progetto

29 maggio 2014 viene depositato in Campidoglio (protocollo n. 824) lo studio di fattibilità del nuovo Stadio redatto con con il coordinamento e il monitoraggio di Protos S.p.A. e di KPMG Advisory S.p.A

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Il plastico del nuovo stadio alla Casa della città dal 14 luglio scorso

Il plastico del nuovo stadio alla Casa della città dal 14 luglio 2014

4 luglio 2014 lo studio di fattibilità viene presentato alla Casa della Città dove resta esposto durante tutta l’estate. Nel progetto sono previste tre torri di uffici, alberghi e strutture commerciali come compensazione alle opere pubbliche necessarie allo stadio. Scarica lo studio fattibilità stadio luglio 2014

14 luglio 2014 L’Assessore Caudo, nel corso di un incontro per la presentazione della conferenza urbanistica municipale del IX Municipio, assicura che verranno richieste modifiche sopratutto dal punto di vista delle infrastrutture per la mobilità, dato che ritiene fortemente insufficiente la previsione del trasporto pubblico (a fronte di un eccessivo ricorso al mezzo privato) > Vai alla trascrizione della parte di intervento sullo stadio

agosto 2014 Si svolge la conferenza dei servizi sullo studio di fattibilità : viene presentata la variante richiesta dalla Regione Lazio a tutela dell’area protetta della Tenuta dei Massimi, l’area sarà collegata alla Roma-Fiumicino attraverso la rotatoria del Parco dei Medici

25 agosto 2014 Il Sindaco Marino e l’Assessore Caudo incontrano a N.Y. il presidente giallorosso Pallotta

4 settembre 2014 Si conclude la conferenza dei srevizi preliminare sullo studio di fattivilità presentato dal proponente

4 settembre 2014 veine approvato il pubblico interesse dell’operazione con una Delibera dalla Giunta in cui vengono inserite le condizioni a cui è subordinato il progetto, tra cui la trasformazione della ferrovia Roma-Lido in metropolitana, l’unificazione e la messa in sicurezza della Via Ostiense/Via del Mare, lavori per il rischio esondazione del Arnone, un parco fluviale, il prolungamento di un ramo della metro B fino a Tor di Valle e altro. scarica la a Proposta Stadio Tor di Valle n.163 con relazione tecnica 4-9-2014

La Delibera passa poi all’esame delle Commissioni interessate (Sport, Urbanistica, Ambiente, Lavori Pubblici)- una commissione congiunta si svolge il 2 ottobre 2014 (> vai all’intervento dell’assessore Caudo) – e ai Municipi (IX e XI)>vai alla trascrizione dell’intervento dell’assessore Caudo alle Commissioni congiunte del 2 ottobre 2014 e agli altri interventi

Commissioni congiunte sullo Stadio della Roma 2 ottobre 2014

Commissioni congiunte sullo Stadio della Roma 2 ottobre 2014

22 dicembre 2014 l’Assemblea Capitolina approva la Delibera sancendo l’interesse pubblico del progetto dello Stadio subordinato alle opere pubbliche da realizzare a Tor di Valle (> vai alla presentazione dell’Assessore Caudo con slides del 16 dicembre 2014) Scarica la delibera approvatastadio della roma DACDelib. N 132 del 22.12.2014

L'assessore Caudo illustra la Proposta all'Assemblea il 17 dicembre foto AMBM

L’assessore Caudo illustra la Proposta all’Assemblea il 17 dicembre foto AMBM

dicembre 2014 M5S e il comitato Salviamo Tor di Valle presentano due esposti sia alla magistratura penale sia a quella contabile, per il progetto dello Stadio. L’esposto dei consiglieri M5S riguarda un presunto ” riconoscimento alla proprietà di una cubatura di circa 300 mila metri cubi calcolata non sulla destinazione effettiva dell’area a verde privato attrezzato, quale era, ma su quella «parco a tema», quale mai è stata, che prevede una densità maggiore e concedendo, quindi, 100 mila metri cubi in più del dovuto». Gli esposti saranno poi archiviati.

sito beppegrillo ragioni contro stadio della roma 22 dicembre 2014

dal sito http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/2014/12/favorevoli-allo-stadio-per-le-squadre-di-calcio-romane.html 22 dicembre 2014

22 dicemnbre 2014 Sul sito del M5S vengono pubblicati 10 MOTIVI CONTRO LA DELIBERA “STADIO DELLA ROMA TOR DI VALLE”. STADIO SI, FREGATURE NO!

Un momento dell'Assemblea del 20 marzo a cui ha partecipato l'assessore Caudo

Un momento dell’Assemblea del 20 marzo a cui ha partecipato l’assessore Caudo

31 marzo 2015 L’Assessore Caudo nel corso di un’Assemblea Pubblica annuncia che non è sicuro che il proponente intenda portare avanti l’operazione. Il Sindaco scrive al Presidente Pallotta, che gli risponde a stretto giro l’intenzione di consegnare i progetti entro il 15 giugno.

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light corriere dello sport perchè lo stadio si farà4 aprile 2015 In un’intervista al Corriere dello Sport il Sindaco Marino conferma di aver avuto rassicurazioni dal presidente giallorosso che il progetto sarà consegnato entro il 15 giugno

11 aprile 2015 secondo il Il Tempo la società EUR Nova ha iniziato le indagini geognostiche e sismiche. Lo stesso quotidiano il 15 aprile riferisce alcuni nomi di alcuni di progettisti che stanno iniziando a lavorare sui diversi edifici: Oltre gli arcinoti Dan Meis e Daniel Libeskind, sarà Paolo Desideri, ordinario di Composizione architettonica e urbana a Roma 3, a occuparsi del progetto dello svincolo autostradale sul Tevere, del ponte ciclopedonale e della nuova stazione della metro. Lorenzo Busnengo, invece, insieme alla Gesvim, società strettamente legata a Errico Stravato, ex direttore del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma sotto la Giunta Alemanno, procederà alla progettazione delle opere di urbanizzazione. Altro fiore all’occhiello: la Arup, una delle più importanti società internazionali di progettazione strutturale (sua, fra le varie, la progettazione dell’Allianz Arena e dello Stadio del Valencia, per il quale ha curato anche il disegno architettonico e l’antincendio). A supervisionare e coordinare il tutto la Lend Lease, società australiana specializzata proprio nell’attività di coordinamento di progetti complessi

15 aprile 2015 Repubblica riferisce incontro in campidoglio tra Marino, Pannes, Parnasi e Caudo

20 aprile 2015: spunta l’ipotesi spostamento a Tor Vergata ma subito piovono le smentite.. Il Nuovo Corriere laziale pubblica la notizia che il nuovo impianto dell’as Roma potrebbe sorgere a Tor Vergata, su terreni appartenenti all’Ateneo di Tor Vergata dove ad oggi sorge, in mezzo a una distesa di verde e terreni incolti, soltanto l’incompiuto Pala Nuoto progettato da Santiago Calatrava. L’area “che ospitò la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000, misura in totale 150 ettari. A questi vanno aggiunti circa 200 ettari derivanti dalla “centralità Romanina” prevista del Piano regolatore [proprietà del costruttore Scarpellini], quindi terreni del Comune di Roma più altri 50 ettari di proprietà del Comune di Frascati. Ma l’assessore Giovanni Caudo precisa il 20 aprile che “Ad oggi non c’è stata nessuna richiesta da parte della Roma al Comune per le aree di Tor Vergata”.

“Siamo quindi in attesa dei progetti definitivi sull’area di Tor di Valle. Attualmente si possono candidare tutte le aree possibili e se la Roma decidesse di cambiarla allora bisognerebbe rifare la procedura prevista dalla norma – prosegue Caudo – Nel caso in cui l’area fosse di proprietà del Comune bisogna fare un bando e comunque la Roma dovrebbe rinunciare al percorso fatto fino ad ora” leggi (FORZAROMA.INFO ) Stadio Roma, Caudo: “Nessuna richiesta per l’area di Tor Vergata

15 giugno 2015 Il presidente della Roma James Pallotta presenta il progetto ‘Rigenerazione urbana Tor di Valle – Stadio della Roma’(protocollo Dipartimento PAU n. QI99548): contiene circa 800 elaborati dei quali 213 dedicati alle opere pubbliche di interesse generale. Viene riattivato il gruppo di lavoro inter assessorile – gia’ istituito per l’esame del progetto di fattibilita’ -. per verificare la coerenza fra il progetto presentato e le prescrizioni contenute nella delibera numero 132 approvata dalla Assemblea capitolina il 22 dicembre 2014.
Secondo dichiarazioni dell’Assessore Caudo dal 3 luglio sarà possibile vedere il progetto del nuovo stadio presso la casa della città (Via della Moletta 85)

giugno 2015 I consiglieri capitolini del gruppo M5S guidati da Daniele Frongia presentno un’interrogazione urgente a risposta scritta al sindaco Marino e all’assessore all’urbanistica Giovanni Caudo in merito alla delibera di pubblica utilità approvata dall’aula Giulia Cesare il 22 dicembre

24 giugno 2015: Il Sindaco Marino e l’Assessore Caudo presentano il progetto al ministro Graziano Delrio. Si riunisce il gruppo tecnico di lavoro interassessoriale, coordinato dall’Urbanistica, formato da sei assessoriche studia la documentazione per inviarla in Regione e con una relazione che metterà in evidenza eventuali carenze . L’assessore caudo rileva che manca la quantificazione dei costi delle opere pubbliche.(> leggi interv. Caudo Corriere dello sport)

dal sito dan meis stadio giugno 2015

Dal sito di Dan Meis http://www.meisstudio.com/roma-master-plan

7 luglio 2015 Il plastico del nuovo stadio, questa volta con le tre torri del Business center, viene esposto alla Casa della Città, dove resterà fino a dicembre. Gli elaborati del progetto sono a disposizione del pubblico in versione cartacea e sul sito del Dipartimento Urbanistica.http://www.urbanistica.comune.roma.it/stadio-roma-tordivalle.html Il Dipartimento promuove un Osservatorio insieme a Municipi IX e XI e ai comitati di quartiere che si propone di esaminare e proporre miglioramenti dal punto di vista di chi vive nel territorio.

Il modellino dello Stadio e del Business center esposto alla casa della Città

Il modellino dello Stadio e del Business center esposto alla casa della Città dal 7 luglio 2015

20 luglio 2015 Dopo la disamina del gruppo tecnico inter assessorile, formato dai dirigenti apicali di sei assessorati.Il progetto defintiivo del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle viene trasmesso dal Comune all’esame della Regione Lazio per gli ulteriori adempimenti [previsti dalla lettera b) comma 304, art. 1 legge 147/2013],insieme a una nota che evidenzia “alcune carenze documentali segnalate dal gruppo di lavoro interdisciplinare di Roma Capitale“. Nella relazione consegnata alla Regione infatti si scrive che il progetto tiene conto delle prescrizioni dettate dalla Assemblea capitolina per il pubblico interesse ma tuttavia “ci sono «carenze» dovute a «una certa fretta nella fase finale». Allo stato attuale è chiaro in tutte le sue parti, lo stadio, il business district, il grande sistema ambientale che lo circonda e le infrastrutture per i collegamenti su ferro, stradali, ciclopedonali e di messa in sicurezza idraulica di Decima. Dei circa 90 ettari di superficie interessata, la metà è destinata a parco e aree verdi, l’11 per cento a edifici. Il gruppo interassessorile resterà attivo per tutto il tempo della durata dei lavori della Regione Lazio, per la disamina del progetto e delle integrazioni che verranno presentate nella relazione del Comune. Contemporaneamente sarà redatto lo schema di Convenzione urbanistica che, se la Regione approverà in via definitiva il progetto, dovrà essere portata all’approvazione dell’ Assemblea capitolina (la Convenzione regola gli obblighi reciproci tra Roma Capitale e il proponente, fissando i tempi e le fasi di attuazione che prevedono l’obbligo che le opere pubbliche siano realizzate contemporaneamente allo stadio) (> vai all’articolo del Corriere della sera da cui sono tratte le informazioni)-

5 agosto 2015 La Regione Lazio, con lettera protocollo n.399600, invita la proponente Eurnova a “perfezionare e completare il progetto definitivo di tutti gli interventi previsti, così come integrati e modficati ad esito della conferenza preliminare conclusasi in data 4/9/2014 ed in conformità con al Deliberazione dell’Assemblea Capitolina 132/2014

L’assessore Caudo il 6 agosto ribadisce che “La procedura prevista dalla legge si conclude con l’approvazione del progetto da parte della conferenza dei servizi con delibera regionale. Fino a quel momento in ogni istante può decadere il pubblico interesse. Questo è bene precisarlo perchè in questo momento non c’è alcuna variante urbanistica e nessun obbligo” e aggiunge: “Noi abbiamo fatto il lavoro con grande rigore e abbiamo trasferito alla Regione il progetto con tutte le nostre sottolineature e quello che manca. Se lo stadio si farà sarà un bene per la città, se non si farà vorrà dire che l’imprenditore non è stato all’altezza della sfida di qualità che gli abbiamo posto»

22 settembre 2015 Parte L’Osservatorio sullo Stadio Tor di Valle, primo incontro alla Casa della Città con i cittadini e i rappresentanti di alcuni comitati di quartiere. Si comincia con il Parco Fluviale: l’architetto Andreas Kipar, paesaggista, racconta il suo progetto che interesserà un’area grande due volte quella di Villa Borghese. L‘osservatorio continuerà poi con un sopralluogo nell’area e all’Ippodromo il 22 ottobre e con una serie di incontri presso il Municipio (> Vai alla pagina del Dipartimento urbanistica con i materiali) (> vai al resconto su Urloweb)

sopralluogo tor di valle 2015 stadio foto ambm15 ottobre 2015 La procura archivia l’indagine per la cubatura del progetto dello Stadio, aperta come atto dovuto dagli esposti M5S

1 novembre 2015: dopo la caduta della Giunta Marino il governo della città viene affidato a un Commissario, il prefetto Francesco Paolo Tronca.

26 maggio 2016 Data più volte per imminente, la consegna del progetto definitivo all’amministrazione da parte dei proponenti privati avviene solo a maggio, nel pieno della campagna elettorale.

campagna elettorale 2016 : Schierati a favore del nuovo Stadio della Roma Roberto Giachetti (PD) (se si rispettano i paletti di sicurezza e legalità, è un ottimo affare”) Alfio Marchini (lista Marchini Forza Italia) che pur avendo votato contro la delibera dai banchi dell’opposizione afferma che con alcune modifiche si debba fare, Giorgia Meloni (F d’I – NcS) subordinando però il suo parere a quello della Regione Lazio , contrario Stefano Fassina (Sinistra x Roma) (sarebbe da rilocalizzare senza speculazioni). In evoluzione la posizione della candidata Raggi (M5S): dalla netta contrarietà affermata ancora il 4 marzo ” Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni” a una posizione più possibilista, il 20 maggio “siamo favorevoli allo stadio della Roma e faremo il possibile affinché sia realizzato nel rispetto della legge secondo cui o si recupera uno stadio esistente oppure si costruisce in un’area già urbanizzata”.

30 maggio 2016 la documentazione definitiva del nuovo stadio della Roma viene consegnata agli uffici del Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale all’Eur e in Regione Lazio Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport,i documenti, depositati e protocollati in formato cartaceo ed elettronico, contengono oltre 3.500 disegni progettuali, 60.000 elaborati e più di 50.000 pagine di relazioni specialistiche. Sono stati scaricati presso gli uffici 72 scatoloni. Il dossier definitivo è il risultato del lavoro congiunto e delle competenze di oltre 500 specialisti del settore tra ingegneri, architetti e consulenti appartenenti a più di 50 studi professionali nazionali e internazionali. E’ stato questo l’ultimo atto formale (…) La Regione Lazio resta ora in attesa della conferma del pubblico interesse da parte di Roma Capitale per avviare, come prevedono le disposizioni normative, la Conferenza dei servizi, dando piena e trasparente pubblicità a tutte le fasi dell’iter amministrativo». Per rendere effettivo e corretto il passaggio alla Regione erano necessarie le integrazioni. Il Comune ora deve solo prendere atto degli inserimenti e poi trasmettere il materiale in Regione con parere positivo”.

5 giugno/19 giugno elezioni amministrative per il Comune e i Municipi di Roma: Virginia Raggi, M5S è il nuovo Sindaco e 12 Presidenti di Municipio su 14 sono Cinque Stelle, tra cui quelli dei Municipi interessati dall’intervento, il IX – Alessandra Tallarico – e l’XI – Silvio Patrizi.

15 giugno 2016 Il dg Baldissoni dell’As Roma avvisa la nuova amministrazione “Se il progetto si blocca faremo causa da milioni di euro”.

17 giugno 2016 al comizio finale a Ostia Virginia Raggi ufficializza i primi nomi della sua futura Giunta: come Assessore all’urbanistica indica il prof. Paolo Berdini, da sempre contrario all’operazione Stadio della Roma a Tor di Valle. Nei giorni successivi il progetto sarà al centro di un acceso dibattito, che culmina in un confronto su Radio Radicale il 22 giugno, andato in onda il 26 giugno, tra Paolo Berdini e l’ex assessore all’urbanistica Giovanni Caudo. Nella trasmissione Berdini afferma “Rispetterò le leggi, ma userò ogni mezzo consentito per impedirlo ” avanzando l’ipotesi di ” indire un referendum per chiedere ai cittadini la loro opinione”. Sui siti internet e sui social arrivano molti commenti di tifosi contro il futuro assessore e la stessa Raggi, tanto che, secondo Il tempo, “lo staff del sindaco e dei 5Stelle, dopo un contatto informale con la Roma, si è affrettato a gettare acqua sul fuoco: lo stadio non è uno «scempio ma può essere una grande opportunità di crescita per la città, a patto che rispetti i principi di legge di fronte ai quali il M5S non transige»Lo stesso Berdini il giorno dopo precisa : “Non c’è nessun pregiudizio nei confronti dello stadio della Roma, ma sarà mio dovere, nel rispetto della città e dei romani, approfondire ogni singolo aspetto del progetto insieme al sindaco”. Una precisazione che potrebbe indicare che le posizioni all’interno M5S siano molto più articolate e inclini alla mediazione.

Come specificato in una nota della Regione Lazio, il Campidoglio dovrà dichiarare la conformità del progetto dello Stadio, consegnato dal proponente nel maggio scorso, alla delibera sull’interesse pubblico votato dal Consiglio comunale di Roma e quindi trasmetterlo per la Conferenza dei Servizi decisoria.Vedi anche il Dossier di Il tempo di Ferdinando Magliaro pubblicato il 10 giugno 2016

(da Sole24ore 29 giugno 2016) La legge sugli stadi prevede che in caso di superamento dei tempi da parte degli enti pubblici, «il presidente del Consiglio dei ministri, su istanza del soggetto proponente, assegna all’ente interessato 30 giorni per adottare i provvedimenti necessari. Decorso inutilmente questo termine, il Consiglio dei ministri, al quale è invitato a partecipare il presidente della Regione interessata, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, adotta entro 60 giorni i provvedimenti necessari».

Si scatenano polemiche tra Comune – ora a guida M5S – e Regione Lazio – a guida PD. Si veda lo scambio di dichiarazioni tra l’Assessore all’urbanistica di Roma Paolo Berdini e l’Assessore regionale Michele Civita:

30 agosto 2016 Stadio della Roma, il progetto arriva in Regione tra le polemicheSecondo via della Pisana manca la pubblica utilità. Il Comune: «Se ne parlerà in Conferenza dei Servizi»
02/09/2016 Stadio, Berdini: “Se la Regione vuole una conferma del pubblico interesse, deve chiederlo formalmente e concedere un congruo lasso di tempo”
02/09/2016 Stadio Roma, Civita risponde a Berdini: “La verifica sul pubblico interesse non deve essere fatta dall’Assemblea capitolina”
3 /9/2016 Nuovo stadio, martedì la svolta In assenza di sorprese dell’ultima ora, il prossimo martedì 6 settembre verrà convocata la Conferenza di Servizi regionale per esaminare il progetto dello Stadio della Roma di...http://www.iltempo.it/sport/calcio/2016/09/03/nuovo-stadio-martedi-la-svolta-1.1570417

6 settembre 2016 Gli uffici comunali mandano alla Regione una nota con tutte le criticità presenti nel progetto, riportate da un documentato articolo di Fernando Magliaro [Il tempo: “Il Comune fa melina sullo Stadio” (dal blog Athos o della limpidezza] > vedi post Lo Stadio delle cose

12 settembre 2016 (AGENPARL riprendendo nota dell’assessore regionale alle Politiche del Territorio Michele Civita.) –gli Uffici della Regione Lazio formalizzano l’avvio della procedura per l’esame del progetto definitivo “Stadio della Roma” trasmesso da Roma Capitale, dandone comunicazione alle amministrazioni competenti. Nei prossimi 15 giorni, le amministrazioni potranno chiedere integrazioni documentali e chiarimenti. Ai sensi della legge 147/2013, il procedimento avrà la durata di 180 giorni a partire dalla trasmissione definitiva avvenuta in data 6 settembre 2016. Al termine dei lavori, previsto per il 6 marzo 2017, si assumerà una determinazione motivata con una relativa delibera di Giunta regionale, che chiuderà l’intero procedimento. Il prossimo 20 settembre avrà luogo la presentazione del progetto alla presenza di tutte le amministrazioni competenti e per il 3 novembre è stata fissata la prima seduta della Conferenza dei Servizi decisoria. In quella sede si dovrà verificare l’iter della variante urbanistica legata al progetto (per questo motivo la Conferenza è di competenza regionale e non comunale), che dovrà essere adottata dall’Assemblea capitolina e approvata entro il termine dei 180 giorni. Sempre nel termine dei 180 giorni dovranno essere espletate anche le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)”

memoria-di-giunta-stadio-16-9-2016-da-il-tempo-cop16 settembre 2016 Memoria di Giunta dell’Assessore Berdini sul progetto dello Stadio della Roma (le memoria non sono pubblicate sul sito di Roma Capitale) che a stare al documento pubblicato da Il tempo, risulterebbe prevedere che il Comune svolga tutte le attività necessarie all’approvazione del progetto dello Stadio, attività regolate da uno stringente cronoprogramma allegato alla Memoria che prevede che l’assemblea capitolina confermi il pubblico interesse della proposta progettuale e la prevista variante urbanistica, salvo che le osservazioni emerse nel corso della conferenza dei servizi non evidenzino criticità tali da modificarne i presupposti. Alla delibera, pubblicata da Il tempo, è allegato un cronoprogramma molto dettagliato.

da Il tempo 20 settembre 2016

da Il tempo 20 settembre 2016

5 ottobre 2016 la Regione Lazio [con nota prot. n. 0498615] trasmette alla Società proponente Euronova S.r.l., “le richieste di integrazioni, chiarimenti e contributi avanzate dalle Amministrazioni chiamate a partecipare alla CdS decisoria…individuando per la trasmissione degli stessi, il termine anteriore all’effettivo avvio della CdS, al fine di consentire una preliminare verifica circa l’esaustività di quanto trasmesso

21 ottobre 2016 L’assessore Berdini dichiara alla radio che intende modificare il progetto, restringendolo allo Stadio e ai suoi annessi, tagliando quindi le cubature che la precdente Giunta aveva previsto a compensazione di alcune opere pubbliche.

La Conferenza dei servizi decisoria 3 novembre 2016 – 3 marzo 2017

sito-regione-lazio-stadio-della-romaIl 3 novembre 2016 si apre la conferenza dei servizi in Regione Lazio. La Regione crea un sito dedicato con tutti gli elaborati del progetto definitivo.

alla Conferenza di servizi sullo Stadio della Roma partecipano: il Presidente della conferenza, Manuela Manetti Direttore regionale Territorio, Urbanistica e mobilità e i Responsabili Unici delle amministrazioni che, nello specifico sono: per la Regione Lazio Demetrio Carini, Carlo Notarmuzzi per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vittoria Crisostomi per Roma Capitale e Massimo Piacenza per la Città Metropolitana.

Nella prima seduta, oltre a dare lettura del regolamento della conferenza dei servizi, si è analizzato il cronoprogramma: le riunioni avranno cadenza settimanale, in parallelo con le procedure urbanistiche, di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), associazioni e comitati di cittadini potranno partecipare alle sedute della conferenza come uditori e successivamente produrre le loro osservazioni al progettoi lavori dovranno terminare il 1 febbraio 2017, > Vai al resoconto e al verbale della seduta sul sito dedicato della Regione Lazio

Nel sito regionale tuttavia non vengono pubblicati molti elaborati del progetto (> vedi nostro post)

specchietto Stadio della Roma elaborati mancanti 47 novembre 2016 Nel corso di un incontro con alcune associazioni, l’assessore Berdini ribadisce la sua intenzione di modificare il progetto al solo impianto sportivo, rinunciando alle opere pubbliche che prevedevano una compensazione in cubature (> Vai al video dell’intervento di Paolo Berdini)

10 novembre 2016 seconda riunione della Conferenza dei servizi in Regione. Si affrontano i temi dei sottoservizi (in particolare delle problematiche Acea e AMA) e della mobilità su ferro e su strada. Il resoconto riporta che “Roma Capitale si impegna ad adottare la variante urbanistica al piano regolatore vigente, necessaria per approvare il progetto in conferenza di Servizi, entro il giorno 17 dicembre“. > Vai al resoconto sul sito dedicato della Regione Lazio

10 novembre 2016 L’ex assessore Caudo dedica la sua terza conferenza del ciclo “Conversazioni romane” al progetto dello Stadio della Roma Dallo stadio della Roma ad una romanella di stadio”; all’incontro interviene anche l’Assessore regionale Michele Civita: “…Alla Raggi abbiamo detto: se pensi sia uno scempio, vai in consiglio comunale e chiudi la partita. Questo non è stato fatto, su altre questioni sono state fatte delle modifiche, sullo stadio della Roma no. Di conseguenza, è partita la Conferenza dei Servizi. Ora serve la delibera del Comune. Ovviamente questa delibera deve essere coerente con quello di cui si è discusso. Se si pensa che il progetto sia uno scempio il Comune di Roma ha il dovere di fermare questo iter. Se invece pensa che si possa migliorare il progetto allora deve lavorare nella Conferenza dei Servizi, che sta lavorando abbastanza bene. Cosa succederà? Vediamo, dipende molto dalla volontà politica del Comune. Noi dobbiamo dare certezza dei sì e dei no a chi vuole investire a Roma. Seconda cosa, solo lo stadio lì non va bene. Il nostro interesse è portare strade e infrastrutture dove prima non c’erano. Lo stadio da solo non conviene farlo. O si fanno i servizi o saremo noi a dire che lo stadio non si può fare”. (> Vai alla pagina con i video degli interventi)

15 novembre 1016 incontro in Campidoglio tra i rappresentanti della società giallorossa, il vicesindaco Daniele Frongia e gli assessori Berdini (urbanistica) e Meleo (Trasporti) Vedi Corriere della Sera 15 novembre 2016 Nuovo stadio della Roma, Frongia: «Il progetto va avanti» Incontro in Campidoglio tra i vertici della società sportiva e la giunta capitolina. Baldissoni: «Vedremo se c’è da fare qualche modifica che comunque non andrà ad interferire col procedimento amministrativo che va avanti in Conferenza di servizi»di Gianluca Piacentini

17 novembre 2016 si svolge la Consiliare Permanente Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica sulla realizzazione del progetto del nuovo . Isoggetti auditi dalla commissione del Consiglio Regionale: l’assessore Michele Civita, l’assessore Paolo Berdini, la dottoressa Annamaria Graziano (direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma Capitale) e la dottoressa Manuela Manetti (direttore regionale politiche territorio Mobilità e Urbanistica). In questa sede l’assessore Berdini dichiara ufficialmente che al Giunta raggi intende riportare l’operazione immobiliare all’interno delle cubature consentite dal PRG. Si restringerà il progetto allo Stadio e allae sue pertinenze anche ricettive e commerciali, ma si cancelleranno le tre torri di uffici, rinunciando alle infrastrutture pubbliche di cui costituivano la compensazione. Nell’ambito dell’incontro vengono sollevate numerose obiezioni dalla Soprintendenza all’ Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma, sia rispetto alle procedure seguite da Comune e Regione, che su alcune prescrizioni delle Belle arti che non sarebbero state rispettate dai proponenti durante la stesura degli elaborati” vedi Il Tempo Stadio Roma, rischio stop: parere negativo della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma

24 Novembre 2016 Nella terza seduta della Conferenza dei servizi si discute delle tematiche del paesaggio e della vincolistica relativi all’area interessata dall’intervento nel suo complesso (> vai al resoconto)

Il 23 dicembre 2016 alla trasmissione di La 7 “Otto e mezzo” l’assessore all’Urbanistica Berdini dichiara di essere favorevole allo Stadio e anche ad alcune strutture collegate, ma di essere contrario a qualunque aumento di cubatura che ecceda quella prevista dal Piano Regolatore, affermando che se dal progetto non dovessero essere cancellate le tre torri direzionali e commerciali è pronto a dimettersi. Il 30 dicembre intervistato dal Corriere ribadisce che “…la giunta è compatta nel pretendere il rispetto assoluto del piano regolatore. Basta con le deroghe” ( Berdini e lo stadio della Roma «Sì solo se tagliano il progetto» di Sergio Rizzo)

La 7 Otto e mezzo 23 dicembre 2016

30 dicembre 2016 Incontro a sorpresa in Campidoglio tra la sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, l’assessore allo sport Daniele Frongia, il dg della Roma Mauro Baldissoni e l’imprenditore Luca Parnasi, alla presenza dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e il capogruppo del M5S in Campidoglio Paolo Ferrara .Secondo Fernado Magliaro, giornalista ben informato di il Tempola Roma accetterebbe una riduzione delle cubature globali del progetto (le tre torri più basse o una in meno, stadio senza estensione a 60mila posti) e una diminuzione delle superfici destinate ai parcheggi, andando così incontro alle richieste del Campidoglio. Rimangono, di fatto, invariate le opere pubbliche oggetto dello scontro: e cioè il ponte carrabile con complanari e svincolo sull’autostrada Roma-Fiumicino e i fondi per il trasporto pubblico su ferro (che saranno dirottati sulla Roma-Lido anziché andare sulla diramazione della metro B) con la nuova stazione di Tor di Valle” Resterebbe “da capire se l’adeguamento della via del Mare/Ostiense, con la prevista unificazione delle due strade fra il Raccordo e lo Stadio, sarà prolungato anche fino al nodo Marconi. Dall’altro lato, però, la Roma ha chiesto che l’iter non si interrompa e, men che meno, ricominci e che l’accordo sia redatto in modo giuridicamente inattaccabile da quanti – associazioni ambientaliste varie, etc

10 gennaio 2017 Nuovo incontro in Campidoglio tra Raggi e Baldissoni e Luca Parnasi, alla presenza del vicesindaco Luca Bergamo e al presidente dell’assemblea capitolina de Vito. Secondo Il sole24 ore si tratta su ipotesi “cubature ridotte di circa il 20%, a spese del centro direzionale, ma tutte le opere pubbliche essenziali salve. È questo il progetto sullo stadio della Roma a Tor Di Valle aggiornato dal Campidoglio”

12 Gennaio 2017 quarta convocazione CdS All’ordine del giorno l’esame delle integrazioni progettuali e documentali presentate dalla società proponente in base alle richieste avanzate dagli enti nelle scorse sedute.(> vai al resoconto)

Il 16 gennaio 2017 secondo l’agenzia AdnKronos L’assessore all’urbanistica di Roma Paolo Berdini pronuncia queste parole: “Lo ? Fino al 31 gennaio c’è tempo, oggi è 16 gennaio, non vi preoccupate. Stiamo costruendo un tavolo tecnico con la Roma, nessuno dell’amministrazione o politico e stiamo andando avanti nella interlocuzione. Le cubature? Se ne parlerà in quel tavolo lì. Una riduzione tra il 20 e 40%? Vediamo. L’eliminazione di una torre o la riduzione di tutte e tre? L’indirizzo lo decide il tavolo tecnico che sarà istituito. Lo stiamo costituendo, mercoledì o giovedì ci sarà la prima riunione, entro questa settimana già si vedranno. Se la Roma dice che vuole 7 milioni di metri cubi e noi diciamo zero…poi vediamo la trattativa e vediamo di trovare un punto d’incontro. Lavoreremo a oltranza per arrivare al 31 gennaio. Se si sono tranquillizzati i rapporti tra me e la sindaca Raggi? Assolutamente, sono sempre stati tranquilli, non c’è mai stato disaccordo tra me e il sindaco

23 gennaio 2017 Le associazioni scrivono a Comune e Regione Lazio chiedendo che vengano pubblicati tutti gli elaborati del progetto, compresi quelli omessi sul sito dedicato

Sul sito della Regione si comunica che il Soggetto Proponente, Eurnova s.r.l., ha consegnato in data 12/01/2017 tramite posta certificata – acquisita al Protocollo della Regione Lazio – al n. 0013372 del 12/01/2017 – le ulteriori integrazioni documentali richieste dagli Enti e Amministrazioni nonché gli approfondimenti richiesti in sede di Conferenza di servizi. Inoltre, sempre in data 12/01/2017, è stata consegnata anche alla Regione Lazio – prot. n. 0016711 del 13/01/2017 – la documentazione e gli elaborati relativi al Progetto definitivo, già consegnati al Prefetto di Roma ed alla Commissione Provinciale di Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo, per il rilascio dei relativi pareri, secondo quanto comunicato da questa Amministrazione con nota prot. n. 0000365 del 02/01/2017.

Il 31 gennaio 2017 si tiene la quinta seduta della conferenza, che dovrebbe essere quella decisoria. (> Vai al resconto della Conferenza del 31 gennaio)

il 2 febbraio scade il temine per la conclusione della c.d.s Il Comune chiede una proroga di 30 giorni, poi deposita, insieme a Roma Città Metropolitana, un parere unico “non favorevole”, che tuttavia lascia aperta la possibilità al proponente di modificare il progetto e consegnare ulteriori elaborati per “addivenire a un parere favorevole”… (> vai a http://www.carteinregola.it/index.php/stadio-della-roma-adesso-che-succede/

PAI AREA TOR DI VALLE 2015Nel parere del Dipartimento urbanistica si parla di rischio idraulico R4 (il massimo)e R3, e di Fascia A (la più a rischio), B e C, ma in realtà secondo la mappa del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) la zona esposta al rischio massimo è quella adiacente di Decima, a causa del Fosso del Vallerano, mentre Tor di Valle è classificata R3 e fascia B (> Vedi post Stadio della Roma: la verità sul rischio idrogeologico)

8 febbraio La stampa pubblica dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica Berdini “La sindaca è impreparata. Dall’inizio si è circondata di una corte dei miracoli” con rivelazioni sulla vita privata della Raggi. L’assessore smentisce, ma quando il quotidiano pubblica la registrazione, ammette l’infortunio, dichiarando di non essere a conoscenza del fatto che il suo interlocutore fosse un giornalista e presenta le sue dimissioni, che la Raggi respinge con riserva. La Stampa però pubblica un ulteriore brano della registrazione, in cui Berdini chiede al giornalista che le sue indiscrezioni siano pubblicate in forma anonima. Dopo l’annuncio dell’esito positivo di un ulteriore incontro in Campidoglio il 9 febbraio tra la Sindaca Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni e l’imprenditore Luca Parnasi, in cui si sarebbe data un’accelerazione al progetto dello Stadio e dopo che indiscrezioni giornalistiche rivelano che l’operato dell’assessore sarebbe stato oggetto di due diligence, Paolo Berdini rassegna dimmissioni irrevocabili (> vai all’articolo di Roma Today il resoconto dell’incontro sullo stadio e il comunicato dell’ex assessore)

Intanto si moltiplicano le prese di posizione di urbanisti e esponenti della cultura di solidarietà con Paolo Berdini e contro l’operazione stadio (> Vai alla Rassegna Stampa)

Contemporaneamente all’interno del MoVimento si fanno sentire anche voci contrastanti: qualcuno chiede un referendum tra gli iscritti romani, mentre il tavolo dell’urbanistica del M5S, da sempre contrario al progetto, attraverso Francesco Sanvitto, scrive alla Sindaca chiedendo la revoca dell’interesse pubblico tramite una delibera predisposta dal tavolo (faranno anche una manifestazione il 21 febbraio)

Dopo indiscrezioni su un accordo tra Campidoglio e proponenti di un taglio delle cubature direzionali e commerciali del Business Center a fronte dell’eliminazione dal progetto di alcune infrastrutture previste nella Delibera di Marino, il 16 febbraio la Sindaca pubblica sul blog di Beppe Grillo un’assicurazione che a Tor di valle non vi saranno colate di cemento.

raggi blog su stadio 16 febbraio 217
Tor di valle mappa vincolo soprintendenza febbr 2017
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Il nuovo progetto e la Delibera Raggi/Montuori

24 febbraio 2017 dopo l’incontro in Campidoglio tra La Sindaca e i rappresentanti di Eurnova e AS Roma, con l’annuncio che lo Stadio a Tor di Valle si farà. Sul suo profilo Facebook Virginia Raggi titola #UnoStadioFattoBene (1), spiegando che le tre torri sono state eliminate e che la parte relativa al Business Park è addirittura il 60% in meno, oltre alle misure “green” già anticipate da Beppe Grillo (> leggi l’articolo)
rendering nuovo progetto stadio
1 marzo 2017: si rifà vivo anche il Presidente della Lazio Lotito con il progetto dello Stadio delle Aquile: Così Il tempo il 1 marzo 2017: “L’accelerata per lo stadio della Roma ha spinto il presidente biancoceleste a rilanciare il suo progetto che era stato bloccato dodici anni fa dalla Giunta Veltroni. Ora c’è l’apertura del sindaco Raggi ad ascoltare la proposta di Lotito. Difficile fare previsioni, inviti in Campidoglio sono arrivati negli ultimi giorni, l’incontro si farà e in quella sede si tornerà a parlare anche dello stadio Flaminio che i 5Stelle vorrebbero offrire a Lotito: complicato per non dire impossibile a meno che non ci sia una reale convenienza per la Lazio. Dunque il presidente biancoceleste ci riproverà con lo Stadio delle Aquile: oltre allo stadio da 45-50mila posti, 40 ettari di parcheggi e la cittadella dello sport per tutte le sezioni della Polisportiva Lazio che si svilupperà su 28 ettari e da un punto di vista energetico sarà indipendente. Previsti tre campi da calcio, uno da baseball, uno da rugby, uno da football americano, uno per l’hockey su prato, sei campi da tennis, un campo di atletica leggera con pista, un campo per il tiro con l’arco, quattro piscine di cui tre olimpioniche, scoperte da 50 metri, e un palazzetto per il basket e il volley. Poi gli uffici per il club, il museo della Lazio, un centro commerciale su due piani, ristoranti, un cinema, negozi ufficiali della Lazio e poi un albergo a 4 stelle e 25 ettari per un parco giochi che potrà diventare area concerti. Tutto questo solo se arriverà l’ok del Comune: Lotito spera. Ma potrebbero tornare in ballo anche altre aree come Tor Vergata, Centrale del Latte, Montespaccato oltre al sogno dei tifosi, il Flaminio, ristrutturato e con una capienza maggiore”.
Il 3 marzo 2017 si tiene l’ultima riunione prevista della Conferenza dei servizi decisoria sul progetto definitivo dello “Stadio della Roma e Business Park” (> Vai alla convocazione sul sito della Regione Lazio) , in cui, dopo aver dato lettura integrale di una lettera della Sindaca Raggi al Presidente Nicola Zingaretti, nella quale si fornisce parere favorevole alla richiesta di sospensiva da parte del proponente Eurnova e si chiede di considerare non definitivo il parere già espresso in precedenza (> Vai al post Stadio della Roma, che confusione tra scelte politiche e pareri tecnici), viene rigettata la richiesta di sospensiva e si chiede l’espressione e il deposito dei pareri mancanti. Dal resoconto ufficiale della riunione sul sito regionale apprendiamo che:
  • Roma Capitale conferma il parere non favorevole già espresso e non fa propria la richiesta del proponente riguardo la sospensione. Ribadisce altresì che l’amministrazione capitolina ha intrapreso un procedimento di verifica/ridefinizione dell’interesse pubblico relativo alla delibera 132/2014.
  • La Città Metropolitana conferma il proprio parere, già rilasciato di dissenso motivato e di non avere competenze nell’esprimersi sulla sospensione.
  • Lo Stato si dichiara favorevole alla sospensione e, pur avendo il parere espresso, afferma che lo depositerà solo a conclusione della seduta e in seguito alle decisioni relative alla sospensione.
  • La Regione Lazio concorda con quanto espresso dalla Stato.
Alla fine vengono chiusi i lavori della CdS, differendo il termine della determinazione, che sarà comunque espresso entro il 5 aprile 2017, data di chiusura del procedimento relativo al progetto “Stadio della Roma”, in base alla legge 147/2013. Quindi Conferenza dei Servizi resta aperta unicamente per la redazione dell’atto conclusivo a cura della Presidenza. La cristallizzazione al 3 Marzo implica che l’unico atto da acquisire sia la conferma delle intenzioni del Comune sul cambiamento o meno del progetto. (> Vai al resoconto sul sito della Regione)
Sugli scenari possibili ci sono varie ipotesi, tra cui quella, piuttosto circostanziata, di Alberto Mencarelli su Next quotidiano
Il 4 marzo 2017 viene pubblicato on line un video in cui un’infografica dovrebbe spiegare i capisaldi del nuovo accordo con Eurnova. Una presentazione propagandistica che lascia nel vago diversi snodi fondamentali, per di più attribuendo come conquiste della nuova amministrazione alcune contropartite pubbliche già presenti nella delibera Marino/Caudo (> vedi articolo di Fernando Magliaro su Il tempo del 4 marzo Stadio della Roma, tutti gli errori del video del MoVimento 5 Stelle)

(9 marzo Il fatto quotidiano da Eddybuburg Stadio Roma, col piano di Marino calcio d’inizio solo a opere pubbliche finite. Ora in campo anche senza ponte e svincolo «Un puntuale confronto tra la delibera del 2014 e la bozza di accordo raggiunto fra Raggi e l’As Roma». di Vincenzo Bisbiglia Il Fatto Quotidiano online, 9 marzo 2017 (c.m.c.)]

9 marzo Vengono pubblicati sul sito della regione Lazio i pareri unici depositati il 3 marzo di Regione Lazio (contrario) e Stato (favorevole con prescrizioni) (> Vai all’articolo) 2017.03.03_0113699_Parere_Unico_Regione_Lazio – 2017.03.03_113776_PCM-DICA_Parere Unico Stato

20 marzo 2017 Secondo un articolo di Il Tempo, i proponenti consegnano agli assessori Montuori e Meleo due planimetrie, una più generale e una più dettagliata, e la lista delle opere pubbliche, divise per tipologia di finanziamento (evidenziando quali opere producano cubature “a compensazione”). Rispetto alla Delibera Marino/Caudo restano solo due opere: la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano (costo circa 16 milioni di euro), opera che prevede compensazioni, e l’idrovora, che insieme alla sua gestione è previsto che sia a completo carico del proponente. Cambiano le urbanizzazioni e le opere a standard (che si riducono in proporzione alla riduzione della capienza dello stadio e del volume degli uffici) ma che non producono compensazioni. Per le altre opere previste dalla delibera 132/2014, alcune dovrebbero essere realizate in un secondo tempo, altre cambiano fonte di finanziamento, altre prevedono riduzione dei costi http://fmmagliaro.blogspot.it/2017/03/ponti-strade-treni-ecco-lo-stadio.html

23 marzo 2017 Assemblea Capitolina straordinaria con all’ODG il nuovo stadio. Il video della seduta con gli interventi del neo assessore all’urbanistica Montuori (inziio a 1h 46′ ca) di vari consiglieri. (> vai alla pagina con i nomi e l’orario dell’intervento e con gli ODG presentati da M5S (approvato) PD e FdI)

scarica ODG M5S ODG M5S 23 3 2017

venerdì 29 marzo mentre è in corso una riunione tra assessori del Comune e della Regione, il rappresentante unico del Comune fa pervenire un ulteriore parere scritto in cui dichiara che “non si possono ritenere completamente soddisfatte le condizioni per superare il dissenso di cui al parere unico“.IL TEMPO 1 aprile 2017 Il Campidoglio boccia il vecchio piano di Fernando Magliaro

30 marzo 2017 Delibera di Giunta Sul sito comunale il 30 marzo viene resa nota l’approvazione di una Delibera di Giunta in cui “si conferma l’interesse alla realizzazione del progetto dello stadio a Tor di Valle e si conferisce mandato al Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di procedere alla revisione della determinazione del pubblico interesse, dichiarato con deliberazione dell’Assemblea capitolina n.132/2014“. (dal sito del Comune: Stadio Roma: da Giunta ok linee guida per revisione pubblico interesse delibera n.132/2014) La delibera viene poi pubblicata il 10 aprile scarica deliberazione di Giunta Capitolina n. 48 del 30 marzo 2017

articolo  Repubblica del 31 marzo 2017

articolo Repubblica del 31 marzo 2017

31 marzo 2017 Repubblica pubblica alcune anticipazioni sul presunto nuovo progetto Stadio della Roma Parcheggi, negozi, hotel: ecco come sarà lo stadio della Roma a Tor di Valle La prima cartina del progetto presentato dalla Roma. Via libera dalla Giunta, ma è rebus su trasporti e ponti di LORENZO D’ALBERGO

5 aprile 2017 Si chiude la conferenza decisoria (ma si sospende il procedimento) L’Assessore regionale Michele Civita diffonde una nota sull’esito finale della conferenza che dichiara che la conferenza chiusa con esito negativo annunciando però che il proponente “avrà tempo fino al 15/06/2017, data ultima per l’eventuale apposizione del vincolo da parte del Mibact, per presentare le controdeduzioni, anche mediante una diversa formulazione che, mantenendo le opere pubbliche e di interesse generale e garantendone la contestuale esecuzione con quelle private, potrà determinare l’avvio di una nuova conferenza dei servizi”. Rimane quindi aperta la possibilità che il nuovo progetto non debba ripetere l’iter del precedente, ma venga innestato nello procedimento. vedi anche Il tempo Stadio della Roma, la conferenza si chiude con il “no” ma spunta la proroga La Regione tiene vive le speranze dei giallorossi: giochi aperti fino al 15 giugno.

La determinazione di chiusura della Conferenza dei servizi (Scarica la Stadio chiusura cds_DETERMINAZIONE-G04342-del-05042017) alle pag. 52/53 contiene il dispositivo finale con la sintesi della motivazione da cui si evince che il proponente avrà tempo fino al 15 giugno non solo per inviare le controdeduzioni rispetto all’apposizione del vincolo, ma anche per presentare nuovi elaborati e materiali che rispondano alle prescrizioni ricevute da tutti gli uffici: la conferenza sul vecchio progetto potrebbe quindi passare all’esame del nuovo e diverso (ancora non depositato al 12 aprile 2017) senza ripetere l’iter della delibera 132/2014 (Vedi http://www.carteinregola.it/index.php/stadio-della-roma-le-cose-non-stanno-proprio-cosi/)

Un nuovo progetto “adeguato” alle nuove esigenze politiche che prosegue con il vecchio procedimento

12 aprile 2017. Su La Repubblica un articolo di Daniele Autieri riporta che la Consob (Commissione nazionale per le Società e la Borsa) avrebbe chiesto chiarimenti ai “protagonisti della vicenda Stadio” per capire “se il taglio delle cubature influenzerà in qualche modo i rapproti di forza tra le parti e soprattuto la solvibilità finanziaria di Luca Parnasi [l’imprenditore di Eurnova]” e che l’ente avrebbe anche posto quattro quesiti a Unicredit, cheidendo che l’istituto di credito “chiarisca una volta per tutte i suoi rapporti tanto con la società di James Pallotta quanto con le aziende di Parnasi”

2o aprile 2017 alla Commissione Trasparenza sullo Stadio interviene Fabio Pacciani, direttore della direzione Pianificazione generale del dipartimento Urbanistica, checonferma che la Delibera che conferisce interesse pubblico al nuovo progetto dovrà ripercorrrere gran parte dell’iter e che le controdeduzioni del proponente entro metà giugno riguardano esclusivamente il vincolo architettonico. Secondo Pacciani entro il 30 giugno però si dovrebbe “arrivare alla conclusione dell’iter che consentirà all’Assemblea capitolina di esprimersi [votando la delibera di interesse pubblicoNDR], dopo le consultazioni dei Municipi e delle commissioni capitoline interessate” (> leggi l’articolo http://www.vocegiallorossa.it/nuovo-stadio/stadio-urbanistica-pacciani-entro-il-30-giugno-si-esprimera-l-assemblea-143732)

21 aprile nella “manovrina” approvata dal Governo (Schema di decreto legge recante DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA FINANZIARIA, INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ENTI TERRITORIALI ULTERIORI INTERVENTI PER LE ZONE COLPITE DA EVENTI SISMICI E MISURE PER LO SVILUPPO)viene inserito un articolo (Art.62 – Costruzione di impianti sportivi) che rimette mano ai commi della 147/2013 (Vai alla pagina con l’art. 62 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) (vedi Il Messaggero 21 aprile 2017: “Manovra, regalo su Tor di valle. Il Governo forza le procedure” Repubblica 21 aprile 2017 “Roma, nella manovrina sui conti del governo spunta la norma sugli stadi La norma sembra ritagliata sul caso dell’arena giallorossa: le novità, dalla conferenza dei servizi alla realizzazione di immobili non sportivi attorno all’arena” Il fatto quotidiano 27 aprile 2017 Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport> vai al nostro post del 4 maggio: Nuovi commi sugli stadi: una vecchia storia)

28 aprile 2017 L’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Luca Montuori interviene ai microfoni dell’emittente radiofonica Radio radio per parlare del progetto del nuovo Stadio della Roma, annunciando entro il 15 maggio l’approvazione in Giunta di “una memoria che servirà per costruire la nuova delibera integrativa da sottoporre all’Assemblea capitolina. La memoria conterrà il perimetro delle opere di interesse pubblico, i volumi e le tipologie costruttive. Sempre nel provvedimento sarà esplicitato il termine entro cui gli uffici dovranno elaborare la nuova delibera. La deadline è fissata al 30 giugno. [come da noi sostenuto, il 15 giugno è il termine entro il quale il proponente può inviare le proprie osservazioni esclusivamente rispetto all’apposizione del vincolo sull’Ipodromo da parte della Soprintendenza. Il Comune ha invece fissato i termini per la presentazione di un nuovo progetto entro 90 giorni dalla Delibera di Giunta, quindi il 30 giugno NDR]

12 maggio 2017 la Giunta capitolina approva una Memoria con gli indirizzi per la Deliberache deve conferire l’interesse pubblico, così sintetizzati dal comunicato: Riduzione di oltre il 50% delle cubature del Business Park con l’eliminazione delle tre torri inizialmente previste, il superamento del rischio idrogeologico, il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, l’unificazione e la messa in sicurezza di via Ostiense-Via del Mare e la realizzazione di edifici a basso impatto ambientale e alti standard energetici. Questi gli indirizzi dell’Amministrazione (> vai al comunicato sul sito del ComuneStadio Roma, da Giunta ok a memoria per nuova delibera interesse pubblico) scarica la Memoria di Giunta Memoria della Giunta Capitolina n.27 del 12 maggio 2017

22 maggio 2017 Eurnova consegna i primi elaborati del nuovo progetto con alcuni rendering (vai all’articolo di Leggo con i rendering)> vai alla pagina del Dipartimento Urbanistica con gli elaborati pubblicati il 9 giugno (Dal sito del Dip. urbanisticaultimo aggiornamento: 09/06/2017)

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L’Assessore all’urbanistica Montuori durante la Commissione del 1 giugno 2017 (foto ambm)

1 giugno 2017 Commissione urbanistica alla presenza degli Assessori Meleo e Montuori, che presenta le slides con la presentazione del nuovo progetto e un raffronto con le infrastrutture pubbliche del precedente progetto. Nel corso della riunione due consigliere capitoline M5S contestano il progetto chiedendo approfondimenti sullo stato della proprietà dei terreni e sulla sostenibilità econonomica della ditta proponente.

1 giugno 2017 Con 218 voti a favore e 127 contrari, la Camera dei Deputati approva maxiemendamento al disegno di legge di conversione della c.d. manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro approvata con D.L. 24 aprile 2017, n. 50 e recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo e, nella specie, sul testo già varato dalla commissione Bilancio della stessa Camera. Il testo,da convertire entro il 23 giugno 2017 passa quindi all’esame del Senato (scarica la versione dell’art. 62 licenziata dalla Camera ( scarica art 162 manovra (stadi) approvato Camera 1 giugno 2017)

5 giugno 2017 L’associazione Do.Co.Mo.Mo. Italia onlus – che ha come obiettivo la documentazione, la conservazione e la valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento in Italia – scrive agli Uffici dirigenziali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in merito alla proposta di vincolo per l’Ippodromo di Tor di Valle (1959), avanzata tre mesi prima dall’allora Soprintendente Margherita Eichberg, su cui lo stesso Ministero dovrà esprimersi entro il 15 giugno, a favore dell’apposizione del vincolo (> vai alla sintesi della lettera)

6 giugno 2017 Il 6 giugno la Giunta Raggi approva una Proposta di delibera 38a Proposta (Dee. G.C. n. 18 del 6 giugno 2017) che conferisce il pubblico interesse al nuovo progetto (> vai al nostro articolo con sintesi e articoli giornalisticiEcco il progetto del Nuovo Stadio della Roma (e si riparla di novazione del vecchio), che dopo il parere di 5 Commissioni e dei Municipi, verrà portata al voto dell’Assemblea Capitolina. Le Commissioni vengono fissate l’8 e il 9 giugno. Sul sito del Comune non viene pubblicata la proposta, ma solo un comunicato e una sintesi. Non vengono pubblicate nemmeno le slides della presentazione di Montuori sul sito del Dipartimento Urbanistica [Carteinregola l’aveva chiesto ufficialmente nel corso della Commissione, chiedendo la stessa trasparenza della precedente Amministrazione, che aveva esposto alla Casa della Città a inziio luglio 2014 (e messo on line dopo l’estate) lo studio di impatto ambientale pochi giorni dopo il ricevimento da parte del proponente e due mesi prima della Delibera di Giunta] (> vai al comunicato sul sito del Comune) (> vai al nostro articolo http://www.carteinregola.it/index.php/stadio-della-roma-le-tappe-e-confronto-trasparenza-marinoraggi/)

Il 9 giugno 2017 viene pubblicato sul sito del Dipartimento Urbanistica il progetto depositato da Eurnova il 22 maggio, dopo la pronuncia, il giorno prima, del parere della Commissione Sport, e mentre sono in corso le altre 4 Commissioni interessate e il Consiglio del IX Municipio. La Relazione ha il significativo titolo “Relazione generale di aggiornamento del progetto” e nella presentazione del Dipartimento si legge che “la società Eurnova srl ha depositato la documentazione di adeguamento della proposta di intervento di cui alla deliberazione di A. C. n. 132/2014“. E’ quindi evidente che l’intenzione dei proponenti, ma anche del Comune di Roma, è quella di riaprire il capitolo chiuso della conferenza dei servizi decisoria senza ricominciare la procedura daccapo, anche se l’attuale progetto è completamente diverso dal precedente nella maggior parte dei suoi risvolti e ricadute, anche economiche. (> vai al nostro articolo http://www.carteinregola.it/index.php/ecco-il-progetto-del-nuovo-stadio-della-roma-e-si-riparla-di-novazione-del-vecchio/

Nei 4 giorni successivi alla approvazione in Giunta la Delibera ottiene il parere favorevole di 5 commissioni. Per quello del IX Muncipio, dopo un primo Consiglio finito nel nulla , il parlamentino viene convocato di domenica). La Consigliera capitolina ed ex vicepresidente della Commissione urbanistica Cristina Grancio che chiede più tempo per approfondimenti e lascia la Commissione senza votare, viene sospesa (Vedi: Cattiva consigliera, la fretta)

Il 9 e domenica 11 giugno la delibera viene sottoposta a solo uno dei due Municipi interessati, il IX (l’altro viene considerato non competente).

12 giugno 2017 Comincia il dibattito in aula sulla Proposta di Delibera 38/2017 Secondo il Tempo il testo consegnato ai consiglieri è incpmpleto perchè mancherebbero le risultanze delle osservazioni del Municipio e le controdeduzioni della Giunta. In Aula è presente la Consigliera Grancio, sospesa, mentre sono assenti le Consigliere Montella e Guerrini, che in passato avevano espresso forti perplessità sull’operazione stadio. Il Dibattito prosegue anche il 13 giugno

14 giugno – Viene approvata la Delibera di “Conferma di dichiarazione del pubblico interesse alla Proposta di realizzazione del Nuovo Stadio a Tor di Valle di cui alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina 32/2014 [Delibera Marino/Caudo] adeguata al mutato quadro delle condizioni ed obiettivi prioritari indicati nella Delibera di Giunta Capitolina [Raggi/Montuori] 48/2017″.Votano a favore i consiglieri M5S e il consigliere FI Bordoni, mentre si astiene il Consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato. Voto contrario Partito Democratico e Lista civica Roma torna Roma, Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana.Vai a Stadio della Roma, riepilogo con i video delle altre sedute e i link a tutti gli articoli Scarica la Delibera approrovata (pubblicata dal Comune il 15 giugno 2017) Deliberazione Assemblea Capitolina n. 32-2017 (stadio della Roma)
Qui sotto il video della seduta finale [a circa 4h e 44′ da inizio le dichiarazioni di voto, a cominciare dall’intervento dell’assessore all’urbanistica Montuori, seguono i consiglieri dei vari gruppi : Pelonzi (PD) a (5 ore 2’43′ ) , De Priamo (FdI) (5 ore 13’ 16”) Onorato (Lista Marchini) (5 ore 20 37”) Iorio (M5S) (5 ore 27′) Celli (civica Giachetti) (5 ore 32’20”) Bordoni (FI) (5 ore 37) ; la votazione (5 ore 40’)]

comunicato MIBACT vincolo ippodromo 15 giugno 2017

comunicato MIBACT vincolo ippodromo

scarica il confronto a cura dell’ Osservatorio SdR a TdV tra le delibere 132/2014 (Marino Caudo) e 18/2017 (Raggi Montuori) scarica Osservatorio SdR confronto DAC 132-2014 e DAC 32-2017

scarica confronto su Tabella Costi OOPP tra DAC 132_14 e DGC 18_17-2Osservatorio SdR a TdV Tabella Costi OOPP confronto DAC 132_14 e DGC 18_17-2 http://www.osservatoriostadioroma.it/2017/06/09/delibera-1322014-e-decisione-182017-un-confronto/

Legambiente Lazio dirama un durissimo comunicato in cui boccia il preteso ambientalismo della nuova delibera, definendola un passo indietro rispetto al già pessimo progetto precedente.

15 giugno 2017 Il Senato vota, con ricorso alla fiducia,la cosiddetta “manovrina”, che diventa legge, con l’articolo 62, leggermente modificato che rigaurda gli impianti sportivi scarica art. 62 impianti sportivi TESTO COORDINATO DEL DECRETO vers gazzetta ufficiale (> leggi l’articolo

Il 15 giugno 2017 La Commissione dei Soprintendenti che deve esprimersi sull’apposizione del vincolo sull’Ippodromo in una nota fa sapere che “ha deciso l’archiviazione del procedimento di vincolo, sulla base di profili di illegittimità rilevati in ordine sia allo strumento normativo prescelto per l’apposizione del vincolo, sia ad elementi di contraddittorietà delle decisioni assunte nel tempo dall’Amministrazione“[per il sibillino parere dell’allora Soprintendente galloni durante la conferenza dei servizi preliminare NDR] . Codacons e Italia Nostra preannunciano ricorsi contro la decisione del Mibact.

15 giugno 2017 Secondo quanto riportato da Fernando Magliaro su Il Tempo (da ForzaRoma.info) il Comune inoltra alla Regione Lazio, “presentandole come controdeduzioni al procedimento di chiusura con esito negativo della Conferenza di Servizi decisoria, le nuove carte prodotte, sia le integrazioni progettuali che la nuova delibera approvata in Consiglio comunale“; sempre secondo Magliaro ci sono 15 giorni a disposizione di tutti gli Enti che avevano partecipato alla Conferenza dei mesi scorsi, per richiedere formalmente ai proponenti eventuali chiarimenti o ulteriori integrazioni progettuali” “dopo di che, scatteranno i 90 giorni che la legge assegna agli uffici regionali per decidere quale strada intraprendere”. Secondo il giornalista di Il tempo le possibilità sarebbero tre: “aprire una nuova conferenza di servizi decisoria, approvare il progetto così com’è stato riformulato oppure, in ultimo, respingerlo, ovviamente con delle forti motivazioni” e “forti perplessità sarebbero state espresse dai funzionari della Prefettura in merito alle procedure seguite: in sostanza, secondo Palazzo Valentini, l’iter corretto avrebbe dovuto prevedere una nuova Conferenza di servizi preliminare (analoga a quella del 2014) visto che, con la nuova delibera, il progetto è totalmente cambiato e, quindi, sarebbe stato necessario ricominciare l’iter da capo”

15 giugno 2017 Eurnova consegna alla Regione le OSSERVAZIONI DEL PROPONENTE CON ALLEGATO ” PROGETTO DEFINITIVO ADEGUATO” (che sarannno poi pibblicate il 4 agosto 2017 insieme a successive “integrazioni”) con una nota (REGIONE.LAZIO.REGISTRO UFFICIALE.I.0305789.15-06-2017 senza allegati) inviata da Eurnova alla Direzione regionale Territorio Urbanistica e Mobilità della Regione, chiedendo che “la nuova soluzione progettuale venga esaminata epositivamente valutata da tutte le amministrazioni interessate in una nuova conferenza dei servizi decisoria

19 giugno 2017 Italia Nostra presenta un ricorso amministrativo (ai sensi dell’ex art 16C. lgs 42/2004 ) avverso l’archiviazione della proposta di vincolo della Soprintenzenza sull’ippodromo Tor di Valle assunta dalla Commissione regionale nella sessione del 15 giugno. Come si evince da una nota di Caterina Bon Valsassina della Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio, la proposizione del ricorso comporta la sospensione degli effetti del provvedimento impugnato (in pratica il ricorso dovrebbe bloccare fino al 19 settembre ogni determinazione) .

Il 22 giugno 2017 con prot. 0317238, il proponente deposita ulteriori elaborati integrativi del “progetto adeguato”.

Il 22 giugno 2017 La Direzione Territorio urbanistica e mobilità della Regione Lazio invia a tutti i soggetti unici che hanno partecipato alla conferenza dei serivizi decisoria le osservazioni presentate dal proponente Eurnova con una nota (http://www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/wp-content/uploads/sites/7/REGLAZIO.REGISTRO-UFFICIALE.2017.0319478.pdf): in cui chiede di valutare, nel termine di 45 giorni:

  1. - la rispondenza alle prescrizioni indicate nei pareri depositati in conferenza dei servizi ai fini del superamento dei dissensi espressi
  2. - la coerenza delle modifiche progettuali, rese necessarie pe rils uepramento dei dissensi espressi e per l’adeguamento a prescrizioni e condizioni, con la soluzione progettuale già sottoposta all’esame della conferenza dei servizi decisoria, al fine di verificare, con specifico riferimento alle opere pubbliche e di interesse generale e alla loro contestuale esecuzione con quelle private, se la diversa formulazione proposta consenta la prosecuzione nell’ambito del medesimo procedimento ex L.147/2013
  3. le ulteriori e diverse proposte progettuali, con riferimento alla D.A.C. 132/2014 di dichiarazione dell’interesse pubblico, tenendo conto anche delle modifiche progettuali determinate dalla revisione della D.A.C. 132/2014 con la DAC 32 del 14.6.2017

La Regione invia comunicazione a Associazioni Comitati e soggetti interessati, dell’avvenuta trasmissione da parte di Eurnova delle osservazioni alla Determinazione del 5-4-2017REGLAZIO.REGISTRO UFFICIALE.2017.0324363

28 giugno 2017 Eurnova invia una nota (REGIONE.LAZIO.REGISTRO UFFICIALE.I.0329172.28-06-2017 SENZA ALLEGATI) con ulteriori elaborati (prot. 329172)alla Direzione regiona le Territorio Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio a “chiarimento e integrazione delle Osservazioni” già presentate (anche all’istanza VIA), in relazione a 4 interventi: 1) cd Ponte di traiano, svincolo A91 e Viadotto di approccio 2) cd Pontili Est e ovest 3) cd Aree golenali e Parco Fluviale 4) Asse di collegamento A9

il 25 luglio con prot. 382356 e il 26 luglio con prot. 386876, il proponente consegna alla Regione Lazio ulteriori elaborati, che vengono trasmessi ai responsabili unici della Conferenza dei servizi

nel luglio vengono prodotti vari docuemnti a proposito del ricorso di Italia Nostra rispetto all’espressione del MIBACT rispetto al VINCOLO ALL’IPPODROMO

3 agosto 2017 Un gruppo di attivisti del tavolo della Libera urbanistica M5S invia un esposto alla Corte dei Conti (vedi Il fatto quotidiano Stadio Roma, attivista M5S impugna la delibera di interesse pubblico davanti alla Corte dei Conti Francesco Sanvitto, coordinatore del tavolo della “libera urbanistica” del Movimento, ha presentato un esposto contro la realizzazione dell’impianto sportivo di Tor di Valle e del progetto proposto dalla società Eurnova di Vincenzo Bisbiglia )

4 AGOSTO 2017 – Pubblicati nuovi elaborati sul sito della Regione Lazio dedicato alla trasparenza sul progetto dello Stadio : il “Progetto allegato alle Osservazioni del proponente” e il “Progetto Definitivo esaminato in Conferenza dei Servizi (> vai alla pagina con i link agli elaborati allegati alle Osservazioni del Proponente)

4 agocopertina art magliaro 6 agosto 2017 stadio confusionalesto 2017 consegnato il parere del Comune sul nuovo progetto – o meglio sul “progetto allegato alle osservazioni del proponente”, secondo Ferdinando Magliaro de Il tempo, si tratta di 3 pagine firmate dell’Ing.Pacciani in qualità di rappresentante unico di Roma Capitale e di sostituto del Direttore del Dip.Ubanistica, in ferie. Sempre secondo Magliaro, il parere del Comune, che nella conferenza decisoria sul progetto originale dello Stadio Marino/Caudo il 4 aprile 2017 aveva dato parere negativo (“non favorevole”) sul nuovo progetto diventa positivo anche se con molte prescrizioni vincolanti (lo stesso fa poi anche la ex provincia, Roma città metropolitana) allegate nei pareri dei vari dipartimenti, più Sovrintendenza capitolina e Municipio IX. Nelle tre pagine di Pacciani secondo il Tempo sarebbe esplicitata l’intenzione di avvalersi della nuova normativa introdotta dalla cosiddetta “manovrina” del 21 aprile (vedi sopra) che di fatto consente l’approvazione della variante urbanistica con il solo verbale di chiusura della conferenza dei servizi decisoria, con la trasmissione del verbale alla Sindaca che lo invierebbe all’Assemblea capitolina per l’avallo amministrativo, ben diverso dall’avallo “politico” che era richeisto in precedenza. L’articolo di Magliaro propone anche una serie di specchietti riepilogativi che evidenzierebbero varie discrepanze con quanto affermato urbi et orbi dalla Sindaca. Ad esempio l’unificazione della Via Ostiense/Via del Mare , per la tratta dallo Stadio a Viale Marconi sarebbe un “risanamento e non di nuova realizzazione come per la tratta» dal Raccordo allo Stadio. Un problema irrisolto anche quello della connessione fra la nuova via Ostiense e il futuro Ponte dei Congressi e la soppressione del Ponte di Traiano – previsto dal progetto Marino/Caudo e cancellato da quello Raggi/Montuori – che avrebbe dovuto scavalcare il Tevere e connettere l’area di Tor di Valle con l’autostrada Roma-Fiumicino – come (sempre fonte Il tempo) risulterebbe alla pagina 11 del parere del Dipartimento Mobilità: «La documentazione presenta molteplici discrepanze sul Ponte di Traiano: in alcuni punti è parte integrante del sistema, in altre viene considerata opera da realizzare successivamente, in altri ancora non viene rappresentata». Altre obiezioni riguarderebbero l’area commerciale – non può essere una zona di filtro da e verso lo Stadio – e la mancanza di indicazioni chiare delle fasi di cantierizzazione, soprattutto sulla via del Mare/Ostiense, unite alla necessità «di acquisire lo schema di convenzione urbanistica» (il contratto fra proponenti e Comune che dovrà essere stilato all’interno della Conferenza di Servizi e poi recepito dal Consiglio comunale, ndr) e quella di disciplinare in modo definitivo le percentuali di cubature da destinare ai diversi settori del progetto. (> Vai alla pagina)

ferrara su stadio Schermata 2017-08-09 alle 00.28.117 agosto 2017 polemiche politiche sui pareri rilasciati da Roma capitale e Roma città metropolitana, entrambe guidate dalla Sindaca Raggi, con l’opposizione PD: il capogruppo capitolino cinquestelle Paolo Ferrara, in un post su Fb accusa il partito democratico e la Regione di Zingaretti di dire falsità non volere lo Stadio (Vedi Cinquequotidiano)

9 agosto 2017 Secondo il Ministro allo sport Lotti (e gli fa eco anche il Ministro delle Infrastrutture Del Rio), il parere del Governo [in realtà dello Stato NDR] è positivo: “Fatto importante, è passo avanti. Affrontare insieme criticità” e esprime “massima disponibilità del Governo” a sedersi intorno ad un tavolo con Comune, Regione e Roma Calcio per individuare possibili soluzioni condivise. “Lo Stadio della Roma rappresenta un’infrastruttura sportiva di interesse pubblico. Aspettiamo settembre per la conferenza dei servizi decisiva. Noi ci siamo”. In realtà quello del rappresentante unico dello Stato depositato in Regione, come osserva Magliaro su Il tempo,è un parere tecnico e non politico che semplicemente non è espresso, limitandosi il rappresentante unico dello Stato a «fornire le valutazioni di competenza delle Amministrazioni» statali coinvolte. E, in più, non considerando né quanto redatto dal Capo dipartimento del MIT, Elisa Grande (“si comunica il parere negativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla nuova soluzione progettuale dello Stadio della Roma») né quanto scritto dal direttore generale della Direzione Strade dello stesso IT («si esprime parere negativo”)

9 agosto 2017 l’ANSA riporta che l’assessore Michele Civita ha annunciato per “settembre” una “nuova conferenza” dei servizi che “dovrà esprimersi in via definitiva sull’intero progetto, integrato dalle modifiche già recepite ed adeguato in base alle osservazioni delle varie amministrazioni”.

10 agosto 2017 in un comunicato sul sito comunale l’assessore Montuori dichiara che “è per noi fondamentale proseguire questo lavoro in un confronto costruttivo e sereno tra le diverse istituzioni che, dando parere positivo, hanno anche evidenziato alcuni elementi da approfondire che saranno oggetto della prossima conferenza dei servizi di settembre annunciata dalla Regione Lazio. Roma Capitale – aggiunge Montuori – porterà al tavolo con determinazione i principi irrinunciabili che hanno guidato l’interesse pubblico, e che definiscono anche la nuova visione del territorio e del bene comune che questa amministrazione ha, a partire dalla riduzione delle cubature, dal raggiungimento degli elevati standard di qualità a tutela dell’ambiente e ad un sistema di mobilità rivolto all’interesse generale della città integrando in questa visione le opere già previste“.

10 agosto 2017 Pubblicati sul sito della Regione Lazio dedicato alla trasparenza sul progetto dello Stadio i “Pareri finali” che comprendono Atti ulteriori procedimento, le osservazioni del proponente Eurnova ai pareri espressi nella conferenza decisoria (e quelle della Soprintendenza riguardo all’apposizione del vincolo sull’Ippodromo), i contributi del Comitato Salviamo Tor di valle e le note delle amministrazioni alle osservazioni di Eurnova) (> Vai alla pagina)

8 settembre la proponente Eurnova consegna alla Regione un ulteriore adeguamento del progetto definitivo, acquisito con prot. 452031 dell’11.09, con richiesta di “procedere alla valutazione in sede di c.d.s. della proposta progettuale ai fini della sua approvazione”.

il 9 settembre 2017, il giornalista Ferdinando M. Magliaro annuncia su il Tempo che, nella metà pomeriggio del giorno precedente alla Regione Lazio è stato consegnato “tutto il nuovo progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle

12 settembre 2017 Il sito Forza Roma segnala che “ l’assessore Michele Civita, intervenuto ai microfoni dei cronisti a margine un evento a Ladispoli ha confermato che “I proponenti hanno presentato il progetto definitivo nel pomeriggio di venerdì [9 settembre] e adesso gli uffici stanno esaminando la grande mole di materiale, visto che il progetto definitivo sono migliaia e migliaia di pagine. A breve, nei prossimi giorni, come abbiamo già comunicato, trasmetteremo questo questo materiale alle istituzioni competenti per l’indizione della Conferenza dei servizi. “

15 settembre 2017 Roma, La Regione Lazio, a seguito della presentazione, lo scorso 8 settembre, dell’adeguamento del progetto definitivo relativo allo Stadio della Roma a Tor di Valle da parte della società Eurnova srl e della relativa richiesta ‘di procedere alla valutazione in sede di Conferenza dei Servizi della proposta progettuale’, convoca le amministrazioni coinvolte fissando la prima riunione di una nuova Conferenza dei Servizi decisoria per il 29 settembre. Nel termine perentorio di 10 giorni le amministrazioni coinvolte possono richiedere integrazioni documentali o chiarimenti. I lavori della Conferenza dei Servizi termineranno entro 90 giorni dalla data della prima riunione”. Così in una nota la Regione Lazio. scarica sito stadio REGLAZIO.REGISTRO UFFICIALE.2017.0461802

15 settembre 2017 l’Associazione Carteinregola, Cittadinanzattiva Lazio, CILD, OPA, scrivono al Responsabile del procedimento chiedendo di pubblicare i riferimenti di legge alla base della scelta di mantenere aperto lo stesso procedimento di un progetto già bocciato dalla CdS per un progetto “adeguato”, non solo alle obiezioni e le prescrizioni, ma a una diversa line apolitica – quella della nuova amministrazione M5S – che ha chiesto al proponente di cambiare completamente il progetto dello Stadio e dei suoi annessi, comprese le infrastutture pubbliche previste. (> vai al nostro articolo Stadio della Roma: la Regione convoca una nuova conferenza dei servizi, le associazioni chiedono trasparenza sulle procedure)

La prima pagina delle 173 della Relazione Generale con l'indice degli elaborati a settembre 2017

La prima pagina delle 173 della Relazione Generale con l’indice degli elaborati a settembre 2017

Dopo pochi giorni dall’indizione della c.d.s., alcuni degli elaborati della versione del progetto definitivo consegnata in data 08.09 con prot. dell’11.09 vengono pubblicati, assieme all’ “elenco degli elaborati generale” di 176 pagg. (circa 4.000 elaborati) ( scarica la Relaz generale stadio sette 2017 170905 DEF_G_GEN_00_GE_0000_1000_G00,00_LEL_02) nel sito trasparenza Stadio. Vengono però rimossi o comunque resi non più separatamente consultabili gli elaborati consegnati in precedenza. Le associazioni scrivono di nuovo alla Regione, facendo presente che “risulta impossibile un confronto tra gli elaborati progettuali relativi alle diverse fasi del procedimento, così come è impossibile ricostruire quali siano stati i successivi aggiornamenti. Ed è evidente che tale scelta deprime notevolmente il diritto del cittadino di poter verificare direttamente le modifiche introdotte e in quale fase procedurale da parte dal proponente”.

26 settembre 2017 con una nota alla società proponente la direzione territorio urbanistica e mobilità della Regione Lazio invia le richieste di integrazioni documentali dei 4 enti partecipanti (scarica stadio tdv Richiesta integrazioni)

29 settembre 2017 prima seduta della seconda Conferenza dei servizi (> vai al resoconto sul sito trasparenza Stadio della Regione Lazio) vedi nostro report e commento Stadio: a chi resta il cerino (dalla Conferenza qualche risposta e qualche scoperta)

2 ottobre 2017 con una nota alla società proponente la direzione territorio urbanistica e mobilità della Regione Lazio invia ulteriori richieste di integrazioni documentali dei 4 enti partecipanti (scarica stadio tdv Ulteriori richieste integrazioni)

16 ottobre 2017 termine fissato per il deposito degli elaborati integrativi da parte del proponente. Vengono depositati i nuovi elaborati(scarica TDV integrazioni Elenco pubb. stadio 16-10)

22 novembre 2017 termine fissato per il deposito dei pareri da parte degli enti, la direzione della CdS dichiara che “ciascuna amministrazione è chiamata ad esprimere in modo chiaro, univoco e vincolante, in termini di assenso o dissenso, la posizione dell’amministrazione stessa su tutte le decisioni di competenza, attraverso la redazione di un unico atto che espliciti ogni autorizzazione, permesso o atto di assenso, comunque denominato, che tale posizione, se favorevole, sostituisce ed esplicitando, in caso di dissenso, le motivazioni. Si ricorda altresì – prosegue la lettera – che le prescrizioni o condizioni eventualmente indicate ai fini dell’assenso (o del superamento del dissenso) siano espresse in modo chiaro e analitico

20-24 novembre i 4 rappresentanti unici depositano i pareri (tutti favorevoli con prescrizioni)

24 novembre 2017 seconda seduta della seconda Conferenza dei servizi. La seduta viene sospesa alle 19 in vista di una riconvocazione nei giorni successivi (> leggi il nostro post Stadio della Roma: sulla pelle dei cittadini)

30 novembre 2017 il MIBACT (Ministero dei Beni Culturali) respinge il ricorso di Italia Nostra contro l’archiviazione del vincolo architettonico sulle Tribune dell’Ippodromo, sul sedime della pista e sull’area circostante richeisto dall’allora Soprintendente Margherita Eichberg, e archivia anche il vincolo che avrebbe riconosciuto le tutele legate alle norme di salvaguardia del diritto d’autore a Clara Lafuente, erede dell’architetto Julio Lafuente, uno dei progettisti dell’Ippodromo di Tor di Valle, avviato dall’architetto Federica Galloni, oggi alla guida della Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane.

1 dicembre 2017 pubblicata la VIA (Valutazione Impatto Ambientale) (> vai alla pagina sul sito della Regione Lazio) Pronuncia di Valutazione di Impatto Ambientale, resa ai sensi dell’art. 23, parte II del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. sul progetto di “Realizzazione dello Stadio della Roma – Tor di Valle, sito in Roma Capitale, Provincia di Roma, in località Municipio IX e Municipio XI” a seguito della richiesta inoltrata dalla Soc. Eurnova S.r.l. – Registro Elenco Progetti: n. 46/2017.

4-5 dicembre 2017 convocata la riunione della Conferenza dei servizi decisoria: il 4 dicembre per l’esame di : ambiente, paesaggio, urbanistica e servizi interferenti; il 5 dicembre per: mobilità viabilità, infrastrutture e servizi interferenti, residue tematiche. SCARICA Verbale seduta CDS 4_12_2017_prosecuzione

fb virginia raggi stadio 5 dicembre 2017

Il post di Virginia Raggi sulla sua pagina fb il 5 dicembre 2017

Il 5 dicembre 2017 è stato approvato dalla Conferenza dei servizi il progetto definitivo (quello “adeguato” alle nuove richieste della giunta pentastellata) con tutte le prescrizioni, alcune emerse nei giorni immediatamente precedenti e non ancora sottoposte a verifica tecnica ed economica. Prescrizioni la cui implementazione e valutazione sono rimandate alla fase della stesura del progetto esecutivo, con gli eventuali (e probabili) costi aggiuntivi che – si è detto – dovranno essere a carico del proponente. Tuttavia il Ponte di Traiano, secondo accesso/uscita dall’area circondata per 3/4 dal Tevere, che è stato il “convitato di pietra” di tutta la CdS, anche se non ne faceva parte (tagliato in seguito all’accordo tra Roma Capitale e Eurnova e al taglio delle cubature che sarebbero servite a finanziarlo), adesso è diventato un’opera a spese della collettività, perchè prima il Ministro Lotti, poi – ieri – il Ministro alle Infrastrutture Delrio, hanno dichiarato che i circa 100 milioni di euro necessari a realizzarlo se li accollerà lo Stato, cioè i cittadini. Tifosi della Roma e non. Sono invece tutt’altro che risolti gli altri nodi: quello che riguarda la mobilità – “50% trasporto pubblico e 50% trasporto privato” è una chimera – la contestualità delle opere pubbliche e private – l’apertura dello stadio solo dopo l’ulitmazione delle opere pubbliche è un’altra chimera – e non è stata messa sul tavolo alcuna bozza di Convenzione, il contratto che dovrebbe regolare tuti gli impegni del proponente privato, dalle opere da realizzare al cronoprogramma. In pratica la conferenza si è chiusa per la gioia dei tifosi, ma è ancora spalancata per i problemi da risolvere per i cittadini…Verbale seduta CDS 5_12_2017_conclusiva

22 dicembre 2017 Eurnova mette a disposizione delle Amministrazioni su piattaforma digitale dedicata gli elaborati progettuali “adeguati” , insieme a tutti i pareri ed osservazioni depositati in conferenza

22 dicembre 2017 La determina di chiusura con esito positivo della Conferenza di servizi Determinazione n. G18433 del 22/12/2017 Conclusione CDS viene trasmessa  dalla Regione Lazio  Direzione Territorio urbanistica e mobilità alle Amministrazioni ed al proponente il 2 gennaio 2018. Amministrazioni ed Enti intervenuti alla Conferenza hanno tempo fino al 12 gennaio per verificare la corretta rappresentazione delle prescrizioni impartite negli elaborati progettuali “adeguati” trasmessi da Eurnova.

25 gennaio 2018 La Regione Lazio  Direzione Territorio urbanistica e mobilità invia al Proponente e ai rappresnetanti unici che hanno aprtecipato alla CdS la Determinazione conclusiva CdS- Adempimenti  scarica Stadio determinaz conclusiva adempimenti CDS-REGLAZIO.REGISTRO-UFFICIALE.2018.0043659

(IN AGGIORNAMENTO  PERIODO 1 GENNAIO – 25 MARZO)

15 marzo 2018  esattamente 100 giorni dopo la chiusura della Conferenza dei Servizi - anticipa  Il Tempo - il proponente  consegna  in Campidoglio l’adeguamento del progetto Stadio di Tor di Valle alle diverse prescrizioni emerse dalla Conferenza stessa. Questo è il primo passaggio pr l’avvio  del percorso di approvazione della variante urbanistica. Che prevede una fase di verifica da parte degli uffici del Dipartimento Urbanistica (nel frattempo sono cambiati il Direttore del Dipartimento e il Responsabile del procedimento)  e successivamente la fase pubblicistica della variante urbanistica con la raccolta delle osservazioni di tutti i soggetti interessati e anche dei cittadini e delle associazioni.

Come osserva Ferdinando Magliaro, “gli uffici capitolini dovranno verificare che le tavole presentate siano effettivamente complete ed esaustive: non deve mancare nulla e tutte le prescrizioni devono essere state inserite al posto giusto. Questo perché il dossier che è entrato in Campidoglio è quello che dovrà essere definitivo, senza più correzioni in corsa [sarà davvero, finalmente, il “punto a capo” finale? NDR], quanto meno per quanto riguarda la parte di opere di pubblico interesse (i due ponti ciclopedonali dalla stazione Fs di Magliana e da quella Tor di Valle della Roma-Lido di Ostia; la nuova via del Mare/Ostiense e la messa in sicurezza idraulica del Fosso del Vallerano e dell’Acqua Acetosa) che dovranno andare a bando di gara europeo. Resta aperto  - ricorda sempre Magliaro – il nodo irrisolto  della “raccomandazione B07”, quella con cui la Regione ha reinserito il Ponte di Traiano fra le opere da fare “concedendo” al Campidoglio la possibilità di sostituirlo con provvedimenti di pari efficacia.  E si “scopriranno le carte” anche rispetto  all’impegno del Governo – la famosa telefonata del Ministro (uscente) allo Sport, Luca Lotti confrmata poi dal Ministro Delrio – di realizzare il ponte come opera pubblica a spese dei contribuenti.

COSA SUCCEDERA’

Esperita la fase di pubblicazione e di raccolta delle osservazioni, l’assemblea Capitolina dovrà pronunciarsi sulle eventuali controdeduzioni e sulla Convenzione urbanistica in cui dovranno essere esplicitati gli obblighi a carico del proponente in coerenza con le prescrizioni ricevute, con una Delibera di Assemblea.

Come stabilito dalla legge 147/2013 e successive modifiche, il provvedimento conclusivo del procedimento sarà una deliberazione della Giunta regionale che approva la variante e costituisce permesso di costruire, sostituendo ogni altra autorizzazione acquisita in Conferenza.

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Stadio della Roma: riepilogo sul merito e sul metodo

Stadio e Forte: l’interesse pubblico, il leone e la formica

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caudo montuori pres progetto stadio

Pubblichiamo un post dell’ex Assessore all’urbanistica Giovanni Caudo, che denuncia i rischi economici che la nuova delibera comporterebbe. Secondo Caudo, i conti non tornano: infatti il surplus che ricaverà il privato dalle previste palazzine (sempre cubature per pagare infrastrutture), in proporzione è assai più alto di quello che avrebbe ricavato dalle Torri

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Stadio della Roma: la differenza tra voltafaccia e ripensamentoMa lo Stadio Tor di Valle è una torta da cui si può togliere una fetta di cubature? L”Amministrazione deve prendersi le sue responsabilità. Le scelte sono solo 3: andare…

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Stadio della Roma: le nostre ragioni (e le leggende metropolitane)

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Siamo cittadini o tifosi?

Lunedì 22 dicembre dalle 9 alle 14 continua il dibattito all’ Assemblea Capitolina sulla Proposta “Stadio della Roma a Tor di Valle” – Studio di fattibilità. Dichiarazione di pubblico interesse della proposta”. Una riflessione a margine dell’invito del Sindaco ai … Continua a leggere

Progetto stadio della Roma: si discute il pubblico interesse della Proposta

Carteinregola pubblica le slides della presentazione dell’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo, il 17 dicembre in Aula Giulio Cesare, della Delibera relativa allo Stadio a Tor di Valle, il cui pubblico interesse è in discussione all’Assemblea Capitolina. Un progetto … Continua a leggere

Panem et circenses

Due riflessioni sulla candidatura della Capitale alle Olimpiadi 2024. Mentre in Assemblea Capitolina si decide il pubblico interesse dell’operazione “Stadio Tor di Valle”. Il ragionamento corre sui giornali e nei notiziari: come si può parlare di Olimpiadi in un paese … Continua a leggere

Mentre… (cronache romane)

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5 domande a Giovanni Caudo

Le risposte di Giovanni Caudo Assessore alla Trasformazione Urbana > Vai alla biografia sul sito del Comune 2 dicembre 2014 Obiettivi di mandato e prime realizzazioni Che cosa abbiamo fatto e che cosa stiamo facendo I singoli atti e interventi … Continua a leggere

Stadio Tor di Valle – il documento dell’INU

L’INU Lazio (Istituto Nazionale di Urbanistica) ha pubblicato qualche giorno fa un documento in cui fa una dettagliata disamina di molte problematiche legate al progetto dello Stadio della Roma e soprattutto al “Business Park”, che nascerebbe come “compensazione” dei costi … Continua a leggere

Stadio Tor Di Valle: Caudo alle Commissioni congiunte

Pubblichiamo il testo dell’intervento dell’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo a conclusione delle commissioni congiunte del 2 ottobre 2014 sul progetto del Nuovo Stadio della Roma. Ascolta l’intervento audio assessore Caudo L’apertura è una risposta alle richieste di Carteinregola e … Continua a leggere

Stadio a Tor di Valle: Appunti di Carteinregola per le Commissioni congiunte

Riflessioni a margine della dichiarazione di interesse pubblico del progetto del nuovo stadio della Roma di Carteinregola 2 ottobre 2014 scarica la versione stampabile Carteinregola sullo stadio roma 3 ottobre 2014 Una premessa Difficile entrare nel dibattito in corso sul … Continua a leggere

Stadio della Roma: IL DIBATTITO CONTINUA

Il 2 ottobre si sono svolte le Commissioni congiunte Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Sport, in vista del parere che dovranno dare sull’ “interesse pubblico” della Delibera del nuovo Stadio della Roma(> vai alla pagina con la Delibera). Pubblichiamo il testo dell’intervento … Continua a leggere

Nuovo Stadio della Lazio

PIU’ STADI PER TUTTI. 10 SETTEMBRE 2014. Come era prevedibile, partendo dal dibattito sul nuovo stadio della Roma, si sta aprendo un nuovo fronte: il nuovo Stadio della Lazio. Secondo Fabrizio Panecaldo (PD, coordinatore della maggioranza capitolina), “se noi riuscissimo … Continua a leggere

Non solo stadio della Roma: carte in tavola

In questo agosto di serrato e rovente dibattito sul nuovo stadio della Roma, abbiamo raccolto accorati appelli per la prevalenza del pubblico interesse anche da fronti piuttosto inaspettati. Parliamo del “Messaggero” , editore l’ Ing. Caltagirone, ma anche di politici … Continua a leggere

La delibera del Campidoglio per la costruzione dello stadio

(Il testo è stato pubblicato sul sito del quotidiano IL TEMPO, nella sezione SPORT il 6 settembre 2014) Premesso: che in data 1 gennaio 2014 èentrata in vigore la legge 27 dicembre 2013 n. 147 che stabilisce, al comma 304, … Continua a leggere

Lo stadio della Roma diventa la “Centralità- stadio della Roma”

Pubblichiamo il testo della Delibera approvata il 4 settembre all’unanimità dalla Giunta di Roma Capitale (ma assente l’assessore Improta), che riconosce la pubblica utilità al progetto presentato per la realizzazione dello stadio della A.S. Roma a Tor di Valle. In … Continua a leggere

Stadio della Roma, ultim’ora

Aggiornamento ore 20.15 (dal sito Inside Roma) La riunione si è conclusa da poco portando un esito favorevole. La giunta ha deliberato l’interesse pubblico relativo allo stadio della Roma.Il progetto è stato approvato all’unanimità. Il sindaco Marino si è mostrato … Continua a leggere

Stadio della Roma: ascoltate la città

Carteinregola chiede ancora una volta al Sindaco Marino e all’Assessore Caudo di mantenere la parola data in campagna elettorale e di estendere il confronto sul nuovo stadio della Roma e annessi alla cittadinanza, mettendo on line tutti i materiali relativi … Continua a leggere

Stadio della Roma e oneri aggiuntivi

Riflessioni sugli oneri aggiuntivi e sull’ammontare delle somme concordate per le opere di pubblica utilità. Ma chi paga? di Paolo Gelsomini* “Il 4 settembre sarà dato l’ok della giunta alla pubblica utilità delle opere relative allo Stadio di Tor di … Continua a leggere

Stadio della Roma: fermate la macchina e discutiamone con la città

Si avvicina il termine (4 settembre) in cui il Comune di Roma dovrà esprimersi sul progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle, dopo la “bocciatura” dello studio di fattibilità presentato a luglio da James Pallotta, presidente della A.S … Continua a leggere

Stadio Roma e quotidiani: consigli ai consiglieri

Mancava Marroni… (Aggiornamento 27 agosto): Ieri mattina, con un comunicato all’Agenzia “Dire”*, Tommaso Giuntella, presidente del Pd di Roma, ha fatto un intervento che echeggia molto la nostra ironica nota del giorno prima (vedi sotto) : “Il Partito democratico di Roma non ha nessuna intenzione di essere … Continua a leggere

Nuovo stadio della Roma: una questione di interesse pubblico (e di regole)

AGGIORNAMENTI 11 agosto 2014: La Regione Lazio prescrive di cercare una soluzione diversa e alternativa per lo svincolo della Roma-Fiumicino “Ci si è posto un problema: nel parere della Regione, che ci è giunto venerdì scorso e con il quale … Continua a leggere

I DOSSIER

 

Riflessioni a margine della dichiarazione di interesse pubblico del progetto del nuovo stadio della Roma

Appunti per le Commissioni Capitoline congiunte di Carteinregola

 

2 ottobre 2014

14 L'ippodromo  Tor di Valle visto dalla  pista ciclabile

Una premessa

Difficile entrare nel dibattito in corso sul progetto del nuovo Stadio: perché è un tema complesso, in cui si accavallano, confondendosi, molti aspetti che invece andrebbero affrontati separatamente, e soprattutto perché è difficilissimo distinguere i dati oggettivi dalle opinioni, oltretutto avendo a disposizione informazioni decisamente insufficienti.

Proveremo lo stesso ad affrontare il tema e a prendere una posizione, soprattutto perchè siamo consapevoli che il nostro gruppo di lavoro è diventato in qualche modo un riferimento per chi vuol sapere e capire, e si aspetta che non ci tiriamo indietro quando si presentano nuove e spinose questioni. Ci accolliamo la responsabilità, scegliendo come sempre la linea della serietà e della “saggezza”, senza lasciarci condizionare dalle convenienze né dalle facili demagogie. Fermo restando che anche noi siamo perennemente alla ricerca della verità, e non diamo mai per scontato di averla in tasca.

E siccome il tema è a “tanti strati”, di cui molti vanno ben al di là del caso specifico, e aprono scenari assai più generali e complessi, e poiché diverse sono le esperienze e i punti di vista dei comitati e delle persone aderenti a Carteinregola, metteremo “in chiaro” sul sito il nostro dibattito interno, così quelli che ci seguono avranno anche modo di farsi un’idea di chi siamo e cosa pensiamo.

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Lo stadio della Roma diventa la “Centralità- stadio della Roma”

Pubblichiamo il testo della Delibera approvata il 4 settembre all’unanimità dalla Giunta di Roma Capitale (ma assente l’assessore Improta), che riconosce la pubblica utilità al progetto presentato per la realizzazione dello stadio della A.S. Roma a Tor di Valle. I

 

Ora vedremo come il Sindaco, l’Assessore e l’amministrazione in genere sapranno condividere l’iniziativa con la città, al di là dei trionfalismi e della retorica calcistica…

> vai alla pagina con la Delibera pubblicata dal quotidiano Il Tempo, nella sezione del sito dedicata allo Sport

> vai al materiale della conferenza stampa di presentazione

8 ingresso tor di valle

8 ingresso tor di valle

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=-uw2OmKc4vU]

Stadio della Roma, ultim’ora

Pubblicato il04/09/2014 di

Tre considerazioni e una richiesta:

  1. Anche i ricchi piangono.

Se non fosse in ballo la costruzione di un consistente pezzo di città, il suo impatto sulla vita di migliaia di cittadini che vivono o utilizzano quel quadrante, e un’operazione privata da centinaia di milioni di euro la cui pubblica utilità è tutta da dimostrare (nel vero senso della parola), la vicenda dello stadio si potrebbe definire una telenovela, che si arricchisce ogni giorno di nuovi personaggi (anche del mondo dello spettacolo, come gli attori Ghini e Banfi e il cantautore Venditti) e soprattutto di nuovi colpi di scena. La “serie” si svolge soprattutto sulle pagine del “Messaggero”, che nella “messa in onda” quotidiana tira fuori sempre nuovi spunti, anche sotto forma di “flash back”: è il caso della dichiarazione della Regione Lazio riportata il 31 agosto – “Tor di Valle, altolà della Regione” – come “fresca di giornata”, mentre il parere ci risulta sia stato espresso in occasione della conferenza dei servizi avvenuta a fine luglio. E, come in ogni feuilleton che si rispetti, c’è la suspence finale, a un passo dall’approvazione della delibera in giunta, prevista oggi alle 17, che, a quanto riportato dai giornali, potrebbe essere rimessa in discussione per la mancata disponibilità del Presidente Pallotta ad accettare alcune condizioni (vedi sotto).

Saremmo grati se in questo feuilleton, qualcuno riservasse ai cittadini di Roma un ruolo che non sia solo quello di spettatori passivi di trame e rivalità tra competitor economici e fazioni politiche, ritornando al più consono stile del “cinéma verité”, con un dibattito chiaro e lineare, dove le scelte e le ragioni siano raccontate e condivise. E anche con un finale aperto, da scrivere tutti insieme.

2. L’amico americano

3.Una decisione irrevocabile?

Un principio generale

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10 strada di collegamento ippodromo- via del mare

10 strada di collegamento ippodromo- via del mare

Stadio della Roma: ascoltate la città

Pubblicato il03/09/2014 di

Carteinregola chiede ancora una volta al Sindaco Marino e all’Assessore Caudo di mantenere la parola data in campagna elettorale e di estendere il confronto sul nuovo stadio della Roma e annessi alla cittadinanza, mettendo on line tutti i materiali relativi al progetto e convocando al più presto un’assemblea pubblica, per allargare il discorso avviato con le conferenze urbanistiche nei Municipi anche a questa trasformazione di portata metropolitana.La qualità è anche aprirsi alla partecipazione. I Laboratori di Città e l’Agenzia di rigenerazione urbana serviranno anche a costruire nuovi percorsi di partecipazione informata dei cittadini alle scelte urbanistiche della città. Vanno poi aperti nuovi canali di comunicazione e dibattito pubblico, gestiti dall’amministrazione pubblica, che devono svolgersi sia in maniera decentrata, nei luoghi della città dove le cose avvengono, ma anche in uno spazio da creare al centro, un “forum” dedicato, perché molte di queste trasformazioni interessano l’intera comunità urbana.” Così si conclude il capitolo dedicato all’urbanistica del Sindaco Marino, scritto dall’Assessore Caudo. E noi, nel giorno in cui – ormai è cosa certa – la giunta dichiarerà l’interesse pubblico del progetto dello stadio e dei suoi annessi (alle nuove condizioni dettate dal Comune e integrate – a quanto pare – dai summit con le forze politiche capitoline), ci chiediamo quale sarà il ruolo della cittadinanza in tutto ciò.

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13 ippodromo da pista ciclabile

13 ippodromo da pista ciclabile

Stadio della Roma e oneri aggiuntivi

Pubblicato il03/09/2014 di

Riflessioni sugli oneri aggiuntivi e sull’ammontare delle somme concordate per le opere di pubblica utilità. Ma chi paga?

di Paolo Gelsomini*

illustrazione del sito Lo stadio della Roma

“Il 4 settembre sarà dato l’ok della giunta alla pubblica utilità delle opere relative allo Stadio di Tor di Valle” – dice il coordinatore della maggioranza in Campidoglio Fabrizio Panecaldo. Questa delibera di giunta sarà subordinata alla certificazione dell’esistenza di integrazioni al progetto che la proprietà ha però già depositato in Campidoglio lo scorso 29 agosto.

Le opere aggiuntive di pubblico interesse formalizzate nell’accordo raggiunto a New York tra il sindaco Marino ed il presidente della Roma Pallotta consistono nella realizzazione di una tratta della metropolitana tra la fermata Magliana della linea B e Tor di Valle, il ponte pedonale sul Tevere che collegherà la stazione ferroviaria Magliana con l’area sportiva, un parco fluviale, lavori sulla rete fognaria, manutenzione del verde, per un totale di 320 milioni di investimenti contro i 270 inizialmente previsti. Quindi 50 milioni in più di opere chiesti ed ottenuti dal Comune. Ma come è stato stabilito il quantum?

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7 piazzale ingresso tor di valle

7 piazzale ingresso tor di valle

Stadio della Roma: fermate la macchina e discutiamone con la città

Si avvicina il termine (4 settembre) in cui il Comune di Roma dovrà esprimersi sul progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle, dopo la “bocciatura” dello studio di fattibilità presentato a luglio da James Pallotta, presidente della A.S Roma, e dal costruttore Parnasi, e le condizioni “sine qua non” consegnate alla Newco, la settimana scorsa a New York, dal Sindaco e dall’Assessore Caudo, che dovrebbero essere state accettate dai proponenti (1).

Un progetto che resta fortemente osteggiato da un fronte decisamente eterogeneo, che spazia dai “competitors” Caltagirone e Bonifaci, che dalle colonne dei quotidiani di proprietà sparano a zero sulla proposta della A.S Roma e della Eurnova di Parnasi, ai politici soprattutto di centrosinistra, alle associazioni ambientaliste (2). E se noi continuiamo a non essere affatto convinti dell’operazione, dobbiamo dire che non ci convincono neanche le tante “conversioni” alla causa, a partire da quella dell’editore del Messaggero. E, come al solito, continuiamo a ragionare sui fatti e sui dati, sgombrando il campo dalle strumentalizzazioni, e soprattutto ponendo le domande indispensabili per capire come stanno davvero le cose.

Ma fin da ora rivolgiamo un nuovo appello al Sindaco affinchè “fermi la macchina” e sospenda la decisione sul pubblico interesse della proposta, avviando immediatamente un confronto con tutte le istituzioni – compresi i Municipi – e soprattutto con la città, intesa come cittadini e realtà dei territori. In ballo non c’è la messa in sicurezza di un impianto sportivo di provincia, ma un’operazione urbanistica e immobiliare di grande portata, che interessa una consistente fetta di territorio della Capitale d’Italia. E che è anche il primo “banco di prova” di una iniziativa legislativa del Governo Letta assolutamente inaccettabile, che consiste in due commi ambigui e generici, che sono già stati interpretati in maniera opposta da diversi esponenti della stessa maggioranza.

Un appello perché:

  • È impensabile che due commi di una legge che tratta di tutt’altro possano permettere la costruzione a tappe forzate di un consistente pezzo della Capitale per “compensare” i costi di uno stadio, che è comunque un’opera privata
  • Non si può ridurre l’indispensabile regia pubblica per una rilevante trasformazione urbana alla semplice decisione di quali opere infrastrutturali siano necessarie per rendere vantaggiosa la realizzazione dello stadio
  • Non si può decidere una trasformazione così gravida di conseguenze in pochi giorni, senza dare il tempo per svolgere un dibattito con la città e aprire alla partecipazione dei cittadini.

Chiediamo a Ignazio Marino di utilizzare tutta la sua autorevolezza di Sindaco di Roma Capitale per chiedere al Presidente Matteo Renzi di garantire l’interesse della nostra città: per regolare un progetto complesso come quello della costruzione e della sostenibilità economica di uno stadio è necessaria una legge dedicata, esaustiva e soprattutto univoca. Sul fronte dell’urbanistica, Roma ha già pagato altissimi prezzi, con focolai di insostenibilità sparsi in ogni municipio, a cui l’assessore Caudo lavora instancabilmente da più di un anno, per rilanciare un’altra idea di città. Continuiamo su questo percorso. Cambiamo tutto, insieme ai cittadini.

Continuiamo il discorso dell’articolo/dossier del 2 agosto Nuovo stadio della Roma: una questione di interesse pubblico (e di regole) con aggiornamenti e ragionamenti…

LE CONDIZIONI DEL SINDACO E DELL’ASSESSORE

ippodromo tor di valle map

Da quanto riportato dai giornali – e in particolare dal “Messaggero” – le condizioni poste dal Sindaco e dall’Assessore, e accettate da Pallotta e Parnasi, per spostare l’ago della bilancia nella direzione dell’interesse pubblico, dovrebbero essere le seguenti (3):

1) Portare allo stadio almeno il 50% delle persone con i mezzi pubblici, aumentando il contributo a carico dei proponenti con i seguenti interventi:

  • METRO B: vengono aggiunti 50 milioni di euro di investimenti privati per il prolungamento della metro B da EUR Magliana a Tor di Valle
  • PONTE PEDONALE : sarà realizzato un ponte pedonale per chi arriverà allo stadio usando la linea ferroviaria FL1, Roma-Fiumicino.
  • ADEGUAMENTO DELLA FERROVIA ROMA LIDO

(a cui si aggiunge la modifica prescritta dalla Regione Lazio relativa allo svincolo autostradale della Roma Fiumicino, inizialmente previsto nell’area vincolata del Parco dei Massimi (4)

2) Realizzare nell’area un parco del Tevere

3) Modificare la ripartizione dell’investimento totale di “opere pubbliche” sul quadrante tra privato e pubblico (quest’ultimo senza alcun finanziamento diretto ma attraverso la autorizzazione alla realizzazione di nuove cubature direzionali e commerciali), con la conseguenza di diminuire di circa il 10% il milione di cubature previsto nello studio di fattibilità intorno allo stadio (-102.400 metricubi).

ANCORA “SULL’INTERESSE PUBBLICO”

La centralità delle scelte urbanistiche deve tornare nella potestà del pubblico e non rispondere più alla sola logica dell’offerta.

Da “Roma è vita”, il programma elettorale di Ignazio Marino, esattamente l’opposto di quanto previsto dai commi sugli stadi della legge nazionale

Prima di entrare nel merito delle modifiche e delle nostre obiezioni al progetto, aggiungiamo ancora qualche considerazione sull’ “interesse pubblico”, un concetto inevitabilmente arbitrario, dato che in suo nome si possono promuovere le iniziative più diverse, da quella promossa dall’Amministrazione Veltroni, Assessore Morassut (5), del nodo di scambio Marconi, che assomiglia in modo impressionante a quella dello stadio, ma senza lo stadio (6) a quella dell’Amministrazione Rutelli, Assessore Cecchini , di autorizzare la costruzione di quattro milioni di metri cubi di edifici nell’area verde di Tor Marancia(7), a quella successiva, sempre Assessore Morassut, di spostare altrove quelle edificazioni, moltiplicandole esponenzialmente in base alla distanza dal centro, anziché cancellarle semplicemente, dando inizio così alla famigerata pratica delle “compensazioni” (8).

In questo caso però sono i commi sugli stadi della legge di stabilità (9), a parlare di “interesse pubblico”, che evidentemente a uno stadio non viene attribuito di per sé (altrimenti il Comune non dovrebbe dichiararlo), e che quindi per essere riconosciuto deve portare vantaggi alla collettività che vadano oltre le semplici infrastrutture al servizio dei tifosi o dei clienti/frequentatori delle strutture sportivo/turistico/direzionali/commerciali connesse, come del resto sempre ricordato più volte dall’Assessore Caudo (10). Tuttavia la formula di compromesso nella stesura dei commi, raggiunta in Parlamento, dopo molte polemiche, nel dicembre scorso, e consegnata alla Gazzetta ufficiale (11), è assolutamente inadeguata – se si pensa che a poche righe sono affidate le sorti di importanti “pezzi di città” – e soprattutto ambigua. Infatti già due deputati dello stesso schieramento, sostengono due diverse interpretazioni: l’on. Marroni, PD, della Commissione Urbanistica della Camera, sul “Messaggero” (12) sostiene che « le cubature aggiuntive non rientrano nello spirito della legge» perché «Tolti i volumi per lo stadio, questa tecnicamente è una variante urbanistica bella e buona, non prevista dal Piano regolatore» e che quindi «A Tor di Valle si sta tentando di fare un’operazione ordinaria attraverso una legge straordinaria ». Invece il collega di partito Morassut (a cui va peraltro riconosciuto il merito di aver segnalato i rischi della legge già a suo tempo) in una intervista a “Repubblica” (13) sostiene che la legge «consente di compensare tutte le opere previste per lo stadio con un’ambigua espressione su “l’equilibrio economico e finanziario”» con il risultato che «tutte le opere, anche quelle pubbliche, possono essere pagate dal Comune rilasciando concessioni edilizie per i relativi valori», con la conseguenza che «le concessioni aumentano a dismisura i metri cubi da costruire oltre lo stadio». L’ex Assessore conferma quindi che, anche se la decisione di pubblico interesse spetta al Comune, i margini stabiliti dalla legge sono a favore dell’ “iniziativa” privata: «Naturalmente il privato fa il suo gioco appoggiandosi ad una legge approvata, una legge voluta dal gruppo di potere che si è impadronito del calcio italiano…» e le sue conclusioni – «tra il Comune e la Roma si creino le condizioni per un confronto esplicito e serio che garantisca alla collettività un vantaggio pubblico non astratto, ma quantificabile» – sono le stesse a cui ci sembra siano giunti Marino e il suo assessore: se la legge nazionale consente e favorisce questo tipo di operazioni, il compito del Comune è portarsi a casa il risultato più vantaggioso per la città.

Ma noi che siamo semplici cittadini, possiamo dire ancora una volta che questa legge è profondamente sbagliata e dovrebbe essere respinta al mittente, in quanto dà una corsia preferenziale a opere non necessarie come uno stadio di calcio, mentre dovrebbero avere somma priorità interventi di autentico interesse pubblico come la messa in sicurezza di ospedali e scuole, e soprattutto del territorio, per la prevenzione dei dissesti idrogeologici, per non parlare della tutela del nostro patrimonio archeologico e culturale. Ed è soprattutto è sbagliata perché è l’ennesimo marchingegno che permette di regalare cubature ai privati, e bypassando di fatto l’amministrazione nel governo dei territorio: secondo noi non dovrebbe essere il privato a scegliere dove realizzare lo stadio – e soprattutto le cubature aggiunte – lasciando al Comune solo il compito di esprimersi sul vantaggio pubblico sulla base delle opere che riesce a ottenere, per di più in buona parte attraverso “compensazioni” edilizie. Per questa, come per ogni opera che comporta trasformazioni urbanistiche rilevanti, la regia dovrebbe essere completamente pubblica: dovrebbe essere il Comune a indicare l’area, valutando “a monte” dove il nuovo stadio e le strutture connesse (cioè al servizio dello stadio) possono essere più sostenibili, dove si può usufruire di infrastrutture per la mobilità già esistenti, dove le nuove strutture sportive possono contribuire allo sviluppo dell’area stessa e dell’intera città. E soprattutto le eventuali edificazioni per “compensare” i costi delle opere di pubblica utilità dovrebbero derivare da un’attenta pianificazione, che i due miseri commi – abbastanza ambigui per permettere di fare “di tutto di più” – non prospettano neanche lontanamente (basterebbe la somma fretta con minacce di intervento governativo se non si rispettano le tabelle tempistiche prefissate!). Un’opinione che a giudicare da quanto riportato da fonti giornalistiche (14) è condivisa anche dall’Assessore Caudo: «…In linea generale, ritengo che l’azione della legge sugli stadi che consente ai privati di trovare forme di finanziamento innovativo per le strutture sportive non possa essere vista solo dal punto di vista urbanistico e che metta in difficoltà la regia pubblica. A Roma però – commenta l’Assessore – abbiamo ottenuto di far emergere un più chiaro interesse pubblico».

Una consolazione a nostro avviso però piuttosto magra, che non mette al riparo dal rischio che in un futuro più o meno prossimo altri soggetti privati (magari gli stessi che oggi strillano a gran voce contro la speculazione dei concorrenti) possano avanzare analoghi progetti per altre società di calcio (e, perché no? di baseball, rugby etc) e continuare indisturbati a costruire pezzi di città che rispondono più alle leggi del profitto che a quelle di una vita decente per i suoi abitanti.

Chiediamo quindi ai tanti politici di centrosinistra che in questi giorni si sono eretti a paladini dell’interesse pubblico sulle pagine dei giornali, di dimostrare che non si tratta dell’ennesima partita sotterranea tra la maggioranza capitolina e partiti annessi e il suo Sindaco, prendendo una posizione forte rispetto alla legge sugli stadi, e chiedendo l’intervento del Presidente Renzi per fare chiarezza sui commi e rimettere l’interesse pubblico al centro dell’azione del governo nazionale (e magari, già che ci sono, facendosi sentire anche con il Presidente Zingaretti (PD) e il vicepresidente Smeriglio (SEL) per quanto riguarda il “Piano casa”, in dirittura di arrivo e di proroga al Consiglio Regionale del Lazio, che ha effetti ben più devastanti delle edificazioni previste dallo stadio, e senza alcuna possibilità di dibattito) (15)

LE COMPENSAZIONI IN EDIFICI DIREZIONALI/COMMERCIALI

E a nostro avviso, il vero problema del progetto dello Stadio, non è tanto lo stadio con il suo contorno di infrastrutture commerciali e turistiche (comunque la si pensi, non va dimenticato che su quell’area insiste già un ippodromo e che la nuova struttura sportiva è compatibile con la destinazione del Piano Regolatore) (16), quanto le nuove cubature previste “a compensazione” di parte delle infrastrutture pubbliche che dovrebbero essere realizzate al servizio di tutta la città. Diamo per scontata l’obiezione alla costruzione di nuovi edifici in un desolante panorama di cubature residenziali/direzionali/commerciali invendute e deserte (17), e andiamo oltre, consapevoli della difficoltà ad affrontare in modo equilibrato argomenti che toccano nervi giustamente scoperti dopo decenni di speculazioni.

IL PUBBLICO INTERESSE DEVE COMPRENDERE ANCHE LE NUOVE EDIFICAZIONI

La domanda a cui bisognerebbe rispondere a monte è: se non si costruisse lo Stadio, sarebbe utile alla collettività realizzare in quell’area quelle infrastrutture per la mobilità e soprattutto quelle torri con uffici e centri commerciali? E anche: dotando quell’area maggiori infrastrutture per la mobilità (per lo stadio), è nell’interesse generale costruire uffici che possano “sollevare” il centro da funzioni che attraggono persone e mezzi privati?

È chiaro l’interesse privato a realizzare un nuovo pezzo di città che graviti intorno a un “pezzo forte” come lo stadio, le strutture connesse e le infrastrutture previste. Ma potrebbe essere sensato anche dal punto di vista dell’interesse pubblico creare una nuova “centralità” in un’area che sarà ben collegata, e più periferica. Però il ragionamento dovrebbe essere fatto alla rovescia: cioè non pensando a cosa/quanto costruire per permettere all’ “operazione stadio” di andare in porto, ma verificando se lo stadio possa offrire la possibilità di costruire un pezzo di città che sia nell’interesse generale realizzare (18). Cioè l’asse dovrebbe spostarsi da “quante cubature per compensare le infrastrutture dello stadio”, a “quali costruzioni”, “fatte come” e “con quale vantaggio pubblico”. Ed è fondamentale che i cittadini siano portati a conoscenza di ogni dettaglio del progetto, che tutto sia disponibile on line, nella totale trasparenza (19), e soprattutto che siano portati a conoscenza dei cittadini le destinazioni commerciali e gli standard previsti (parcheggi, verde pubblico, servizi etc). E anche per quanto riguarda la realizzazione delle nuove infrastrutture per la mobilità, devono essere forniti i numeri, i dati, i flussi etc a giustificazione delle esigenze e dei vantaggi che porterà anche a chi non va allo stadio e non frequenta il nuovo quartiere direzionale.

Infine deve essere consentito alla cittadinanza e alle realtà territoriali di potersi esprimere sul progetto, dibatterlo pubblicamente, far pervenire le proprie osservazioni. Che la legge nazionale lo preveda o no, il programma per l’urbanistica del Sindaco (e dell’assessore Caudo) si conclude così: “La qualità è anche aprirsi alla partecipazione. I Laboratori di Città e l’Agenzia di rigenerazione urbana serviranno anche a costruire nuovi percorsi di partecipazione informata dei cittadini alle scelte urbanistiche della città. Vanno poi aperti nuovi canali di comunicazione e dibattito pubblico, gestiti dall’amministrazione pubblica, che devono svolgersi sia in maniera decentrata, nei luoghi della città dove le cose avvengono, ma anche in uno spazio da creare al centro, un “forum” dedicato, perché molte di queste trasformazioni interessano l’intera comunità urbana.” Mantenere la parola data ci sembra un buon motivo per chiedere più tempo al Governo.

I CONTI IN TASCA

Dice l’Assessore Caudo (20) “Avevamo ricevuto una proposta … l’abbiamo esaminata e abbiamo chiesto delle modifiche. La cordata AS Roma pensava di spendere 270 milioni investendo solo il 4% in trasporti su ferro, e abbiamo ottenuto che ne spendano 319, di cui 60 (il 20%) andranno ai trasporti su ferro”…“pensavano di vedersi compensati tutti i 270 milioni di opere e invece …nonostante l’incremento delle opere a 319 gli riconosciamo di interesse pubblico solo 195 milioni, di cui 60 appunto sono per i trasporti pubblici

Ma a parte gli argomenti sopra riportati, che rimangono per noi gli aspetti dirimenti per la valutazione dell’interesse pubblico dello stadio, è necessario affrontare la questione anche con un approccio economico/quantitativo, facendo un po’ di “conti in tasca” ai proponenti e al Comune, per chiarire:

– quali opere “standard” (parcheggi, servizi, mitigazioni ambientali etc) sono previste dalle normative vigenti per la realizzazione dello stadio e delle strutture annesse (come per qualsiasi altra edificazione)

– quali infrastrutture siano necessarie a garantire la sostenibilità dello stadio per i tifosi e i frequentatori delle strutture annesse e anche per i territori contermini, soprattutto in termini di mobilità, e di queste quale percentuale sia destinata alla sola fruizione dello stadio e quale comporti invece un beneficio per la città, per il quadrante interessato ma soprattutto per i tanti cittadini che vengono dalle periferie o da fuori città e che possono sfruttare i nuovi segmenti intermodali realizzati per lo stadio.

Si tratta poi di calcolare il costo delle opere ritenute indispensabili dal Comune (escluse quelle il cui costo rientra negli standard urbanistici obbligatori), e stabilire quale sia la giusta ripartizione dei costi tra privato e pubblico (21). E questo è il punto, conti alla mano: quanto deve essere messo dal privato e quanto dal Comune, che ne cederebbe il valore corrispondente attraverso l’autorizzazione alla realizzazione di cubature direzionali/commerciali?

Se la compensazione prevista corrispondesse solo al costo delle opere di utilità generale, non si capirebbe quale sarebbe il vantaggio offerto dalla realizzazione dello stadio, dato che il Comune per realizzare quelle opere potrebbe cedere i diritti edificatori a qualsiasi altro soggetto privato interessato a realizzare quelle opere in cambio di cubature. È quindi evidente che l’interesse pubblico scatta solo oltre una certa soglia, che prevede in prima battuta che anche per le opere al servizio della città una fetta consistente sia pagata “cash” da chi costruisce lo stadio, e in seconda battuta che – trattandosi dello stesso soggetto – sia garantita la totale simultaneità della realizzazione dell’impianto e delle infrastrutture necessarie.

Un conteggio che secondo Cecchini dovrebbe essere ricavato dalle norme del PRG (22) e che secondo l’Assessore Caudo prevede un contributo pubblico ancora superiore…

MA QUANTO COSTA LA METRO?

Ultimamente lo sport comunale (e non solo) sembra diventato quello di sparare cifre sui presunti costi del prolungamento della metro B EUR Magliana- Tor di Valle per dimostrare che i 50 milioni chiesti dal Sindaco e dall’assessore sono una miseria. E se anche noi vorremmo sapere più dettagliatamente i parametri usati dell’Assessore Caudo, vorremmo anche sapere su che basi abbiano fatto i loro calcoli i più o meno “addetti ai lavori” intervenuti sull’argomento (23) considerando che il tratto in questione è lungo circa 2 km in linea d’aria (24).

Discorso diverso, ma collegato, è la necessità di non ripetere gli errori del passato, con un accordo sulla realizzazione della metropolitana “blindato”, per non dare la possibilità di levitazione di costi e conseguente levitazione di diritti edificatori…

Per quanto riguarda le infrastrutture per la mobilità, riservandoci di valutare i progetti che saranno presentati, bisogna dire che sicuramente nella zona, a prescindere dallo stadio, è oltremodo necessario un invetsimento per migliorare i collegamenti intermodali di trasporto pubblico. Ma anche su questo è necessario elaborare un progetto discusso con i comitati e con i cittadini dell’EUR, che da tempo chiedono il prolungamento della metro B sul lato Laurentina (direzione Trigoria /tor Pagnotta) e che con lo “sfioccamento” a Magliana per arrivare a Tor di Valle subirebbero anche un diradamento dei treni in direzione Laurentina (e a cui il prolungamento della metro alla sola stazione di Tor di Valle sembra una scelta a esclusivo vantaggio dello stadio). D’altra parte è doveroso ricordare che il sindaco Alemanno aveva promesso agli abitanti di Decima e di Torrino il filobus, il corridoio di trasporto Eur /Tor de’ Cenci, che sappiamo come è andato a finire. E, in generale, le nuove infrastrutture per la mobilità, previste dalle modifiche del Comune al progetto del proponente, dovrebbero servire una parte di città cresciuta negli ultimi venti anni tra L’Eur e il raccordo anulare, che è ancora a piedi. E anche l’ adeguamento di via Ostiense /via del Mare è previsto da lustri, in tutti i piani triennali delle opere pubbliche del comune degli ultimi 40 anni , e non è mai stato realizzato…

IL RISCHIO “PIANO CASA” Anche se i commi sugli stadi escludono le compensazioni in edifici residenziali (ma dopo un lungo braccio di ferro: inizialmente erano previsti anche in aree non contigue agli impianti sportivi!), non si possono escludere sviluppi di cubature imprevisti grazie al “Piano casa Zingaretti” in approvazione a settembre (25) che consente, come nel precedente Piano Polverini, il cambio di destinazione da non residenziale a non residenziale e aumenti di cubature anche su edifici ancora da costruire, in barba alle previsioni del Comune e del PRG. E non è detto che qualche “manina” in parlamento, in uno dei prossimi decreti “blindati” dal voto di fiducia, cancelli il divieto di costruire case per garantire “l’equilibrio economico” della costruzione degli stadi. È quindi indispensabile che sia inserito nell’accordo con Pallotta/Parnasi una precisa clausola che escluda il rischio dell’applicazione del Piano casa al “Business District”.

UN DISCORSO SINCERO

Quello che nessuno ha il coraggio di sostenere apertamente, ma che si intravede nel sottotesto di tutto il battage, è una domanda che porremo in modo crudo: questa amministrazione (Sindaco Marino e Assessore Caudo) sta facendo i soliti regali ai costruttori?

Domanda particolarmente angosciosa soprattutto per i cittadini, i comitati e le associazioni (Carteinregola compresa) che in questi mesi hanno seguito passo passo il lavoro dell’Assessore e apprezzato il suo approccio completamente diverso dai suoi predecessori, a partire dal lungo viaggio nei Municipi a incontrare e coinvolgere le istituzioni, i cittadini e le realtà territoriali per raccontare le trasformazioni di cui intendeva renderli protagonisti.

Un lavoro fortemente improntato nel perseguimento dell’interesse pubblico, come quello sulle convenzioni urbanistiche, per fare in modo che non succeda mai più quello che a Roma succede da sempre – interi quartieri di case costruite e vendute che restano senza strade, fognature e servizi- avversato dal fronte bipartisan di quei tanti a cui vanno strette regole e garanzie a tutela dell’interesse pubblico perché “impediscono il superamento della crisi edilizia”…

E poiché siamo convinti che l’Assessore Caudo non sia uomo da favori (tanto meno da regali), riteniamo che si possa essere contrari al progetto dello Stadio e criticare duramente anche la filosofia di utilizzare una legge sbagliata per portare a casa il massimo risultato pubblico, ma senza che venga meno il rispetto dovuto a chi ha finora dimostrato di sapersi prendere le proprie responsabilità davanti ai cittadini. E che ha posto condizioni che – se saranno confermate – dovrebbero distribuire in interventi per la città quasi il 30% dell”investimento privato (200M€ su 700M€) (26). Si muova quindi battaglia, ma alla luce del sole, sui fatti e con gli argomenti, senza sottotesti e soprattutto senza insinuazioni. Se lo meritano.

LE NOSTRE DOMANDE ALL’ASSESSORE CAUDO

 

  • Le norme sugli stadi prevedono l’obbligo di compensazione – per l’equilibrio economico – in cubature di destinazione direzionale che nulla hanno a che fare con le strutture sportive/commerciali al servizio dello stadio stesso?
  • Le infrastrutture necessarie per la pubblica utilità dello stadio, secondo le norme sugli stadi, possono rientrare in tali compensazioni?
  • Le norme sugli stadi prevedono varianti “in automatico” al Piano Regolatore?
  • Le norme sugli stadi consentono al Comune di indicare ai proponenti un’altra area di maggiore interesse pubblico? Se sì, sono state prese in considerazione delle alternative?
  • Quali criteri sono stati utilizzati per conteggiare la parte di finanziamento dei privati delle opere pubbliche?
  • Se lo stadio (privato) genera nuova rendita fondiaria solo per un operatore privato non lede il principio di uguaglianza anche dal punto di vista commerciale?
  • La parte di infrastrutture a “carico del Comune” – in termini di “compensazioni” – per realizzare le infrastrutture pubbliche, non dovrebbe essere deve affidata con una gara pubblica?
  • Come sono stati conteggiati i 50 milioni per il prolungamento della metro B Eur Magliana/ Tor di Valle? Che fine ha fatto l’inizialmente previsto prolungamento a Muratella?

QUALE ALTERNATIVA PER QUELL’AREA? Un’ultima considerazione : se il progetto dello stadio venisse cancellato o ricollocato, quali sarebbero i vantaggi per l’interesse pubblico? Fare una battaglia per mantenere lo “status quo” non ci sembra nell’interesse dei cittadini. A chi giustamente avanza proposte di locations alternative per lo stadio, chiediamo di lavorare anche su proposte di alternative (e sostenibili economicamente) per l’ippodromo (privato) oggi in rovina e per l’area (privata) tutto intorno (27), che permettano e prevedano in primis la messa in sicurezza della situazione idrogeologica che oggi, senza fare nulla, mette a rischio una consistente fetta di territorio. Forse basterebbe ripartire dai progetti e dalle proposte su cui si lavorava per il Velodromo, prima che la precedente amministrazione lo facesse saltare in aria per dare avvio a una sciagurata speculazione immobiliare che fortunatamente non si è fatta e che la nuova amministrazione ha cancellato…

(in pubblicazione :

  • nota sul contributo starordinario a cura di Paolo Gelsomini
  • Nota del Comitato saluteambienteEUR)

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* Per tutti gli aspetti che qui non approfondiamo (criticità ambientali, proprietà dello stadio etc rimandiamo al nostro articolo/dossier pubblicato il 2 agosto e aggiornato all’11 agosto https://carteinregola.wordpress.com/urbanistica/progetti-in-corso/nuovo-stadio-della-roma-una-questione-di-interesse-pubblico-e-di-regole/ scarica la versione PDF Nuovo stadio della Roma 3 AGOSTO 2014

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(1) entro la fine della settimana i proponenti dovrebbero presentare un aggiornamento dello studio di fattibilità in cui sono inserite le modifiche richieste

(2) La campagna mediatica che ogni giorno si arricchisce di nuovi volti e nuovi interventi, da Consiglieri della maggioranza capitolina, a Presidenti di commissione, ad ex Assessori come Cecchini e Morassut, all’ex capogruppo del PD capitolino Marroni, oggi deputato, al Prefetto Pecoraro, cui forse sarebbero più confacenti vie esclusivamente istituzionali.

(3)http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/tor_di_valle_stadio_roma_marino_pallotta_luca_parnasi/notizie/859637.shtml

(4) Meridiana Notizie 11 agosto 2014: La Regione Lazio prescrive di cercare una soluzione diversa e alternativa per lo svincolo della Roma-Fiumicino “Ci si è posto un problema: nel parere della Regione, che ci è giunto venerdì scorso e con il quale si sono chiusi i pareri dei 18 enti esterni, ci viene prescritto di ricercare una soluzione diversa e alternativa per lo svincolo della Roma-Fiumicino“. Così l’Assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale Giovanni Caudo, durante il punto stampa in Campidoglio sul progetto dellostadio dell’A.S. Roma (> vai alla pagina di Meridiana notizie 11 agosto)

(5) Roberto Morassut, oggi deputato PD, responsabile dell’Urbanistica del Partito Democratico, è stato Assessore all’urbanistica delle Giunte Veltroni dal 2001 al 2008,

(6) la giunta Veltroni aveva varato il progetto del “Nodo di scambio Marconi”, poi portato avanti, seppure parzialmente ridimensionato, dalla giunta Alemanno, che prevedeva la realizzazione di un nodo di scambio in corrispondenza della fermata della metro B Marconi (area dell’attuale deposito delle auto rimosse), e di un tunnel per la circolazione automobilistica a 4 corsie che avrebbe dovuto essere scavato lungo l”ansa del Tevere fino al Ponte Marconi, in una zona che ci risulta ricca di preesistenze archeologiche, vincolata sia dal punto di vista paesaggistico/naturalistico che idrogeologico. Inoltre per reperire le risorse necessarie alla costruzione del tunnel, l’ISVEUR che aveva avanzato il progetto di finanza, avrebbe potuto costruire due torri di uffici, residenze e strutture commerciali, nonché parcheggi sotterranei al servizio di queste nuove cubature immobiliari. Un’operazione che sarebbe stata, a nostro avviso, a somma negativa per quanto riguarda l’interesse pubblico, e volta alla sola speculazione privata, che avrebbe deturpato un’area attualmente occupata da verde e campi sportivi, nell’area di rispetto del fiume Tevere, per realizzare un’infrastruttura – il tunnel – che va nella direzione opposta alla linea sempre sbandierata dalle amministrazioni di centro sinistra rispetto alle scelte che riguardano la mobilità, in quanto sarebbe stato dell’ennesimo incentivo all’utilizzo dei mezzi privati, e alla ulteriore trasformazione dei lungo Tevere in autostrade urbane, aumentando il traffico di attraversamento del centro storico. Ci risulta che fosse stata già addirittura effettuata la conferenza dei servizi nel 2013, ma nella recente conferenza urbanistica nell’VIII Municipio l’assessore Caudo e il Presidente Catarci hanno assicurato che il progetto è decaduto

(7) Domenico Cecchini, Professore di Urbanistica presso La Sapienza, oggi Presidente INU Lazio, è stato Assessore alle politiche del Territorio della Giunta Rutelli, dal dicembre 1993 al gennaio 2001 ed ha promosso il nuovo Piano Regolatore tuttora vigente.

In seguito alla pubblicazione del nostro articolo, il porf. Cecchini ha inviato al seguente precisazione, relativa ai quattro milioni di metri cubi di edifici a Tor Marancia che noi abbiamo riportato, traendolo da un articolo del Corriere della Sera dell’8 dicembre 2006: Parco di Tormarancia, per «compensazione» una colata di cemento Undici palazzi di 27 metri a Grotta Perfetta, a firma Carlo Brogi, in cui era riportato: “…non è stato possibile «colare» quattro milioni di metri cubi di cemento [nell’area di Tor Marancia] com’ era previsto dieci anni fa nel progetto della giunta Rutelli e dell’ assessorato Cecchini, quel piano è stato bloccato e al suo posto è nato un parco di 200 ettari che ancora non è stato però minimamente messo a punto e che giace lì abbondanato a se stesso, ma ora ecco la beffa….”. In ogni caso faremo le verifiche necessarie e correggeremo il testo al più presto (AMBM)

 

Gentile redazione di Carte in regola,

nell’articolo “Stadio della Roma: fermate la macchina e discutiamone con la città” pubblicato oggi leggo la seguente frase “… a quella dell’Amministrazione Rutelli, Assessore Cecchini (7), di autorizzare la costruzione di quattro milioni di metri cubi di edifici nell’area verde di Tor Marancia, …” Né io né l’amministrazione di cui ho fatto parte, abbiamo mai autorizzato la costruzione di quattro milioni di metri cubi nell’area verde di Tor Marancia. Al contrario, già con le controdeduzioni alla Variante di Salvaguardia, fermate dalla precedente Amministrazione e che noi invece fortemente volemmo e portammo in Consiglio che le approvò (CC n. 40 del 22/2/1995 e CC n. 20/ 1996), avevamo più che dimezzato la vecchia previsione del PRG del 1962/65 (da 4 a 1,9 milioni di metri cubi). Negli anni successivi avviammo i lavori per un accordo istituzionale con Regione Lazio e Soprintendenza archeologica per garantire interesse pubblico, ulteriori riduzioni e qualità progettuale. L’accordo non si concluse per l’anticipata chiusura della seconda Amministrazione Rutelli; la successiva Amministrazione Veltroni scelse una strada diversa.L’intera vicenda è stata dettagliatamente descritta da Maurizio Marcelloni in un ampio articolo (Urbanistica Informazioni n 185 del 2002) e da me ripresa in una lettera aperta a Italo Insolera, nella quale ho anche ricostruito la vicenda delle “compensazioni” (Urbanistica Informazioni n 239-240 del 2011).Speravo (illudendomi ?) che la stagione delle polemiche costruite su false informazioni fosse finita. Cordiali saluti. Domenico Cecchini

(8) Il parco è stato acquisito dal Comune, dopo una battaglia delle associazioni ambientaliste ma anche di esponenti del centrodestra (si veda http://www.rampelli.it/content-43.html) si veda http://archiviostorico.corriere.it/2006/dicembre/08/Parco_Tormarancia_per_compensazione_una_co_10_061208056.shtmlhttps://lacapitaledeiconflitti.wordpress.com/tag/tor-marancia/

(9) scarica i commi della legge sugli stadi Legge 27 dicembre 2013 – commi 304-305 stadi

(10) Si vedano le dichiarazioni riportate nel nostro precedente articolo/dossier Nuovo stadio della Roma: una questione di interesse pubblico (e di regole) https://carteinregola.wordpress.com/urbanistica/progetti-in-corso/nuovo-stadio-della-roma-una-questione-di-interesse-pubblico-e-di-regole/

(11) sulla travagliata vicenda della legge sugli stadi si veda il nostro articolo/dossier citato

(12) “Il Messaggero” 27 agosto 2014 , Stadio Roma: Marroni (Pd): “Operazione immobiliare, serviva una gara riportato in http://www.gazzettagiallorossa.it/2014/08/il-messaggero-stadio-roma-marroni-pd-operazione-immobiliare-serviva-una-gara/

(13) “La Repubblica”, 21 agosto 2014 Morassut: «Quella legge favorisce i costruttori col gioco delle concessioni» http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/08/21/news/morassut_quella_legge_favorisce_i_costruttori_col_gioco_delle_concessioni-94296480/

(14) L’intervento dell’Assessore Caudo è tratto da http://www.asromalive.it/2014/08/stadio-roma-marino-investimenti-privati-circa-miliardo-mezzo-caudo-60-milioni-verranno-investiti-in-trasporto-ferro http://ppan.it/stories/stadio-roma/

(15) Si veda il nostro recente post “Piano Casa: approvato il pezzo facile, con danno collaterale Pubblicato il 07/08/2014

(16) Si veda il nostro articolo/dossier già citato https://carteinregola.wordpress.com/urbanistica/progetti-in-corso/nuovo-stadio-della-roma-una-questione-di-interesse-pubblico-e-di-regole/

(17) lasciamo da parte per il momento le obiezioni, che verificheremo, mosse da varie associazioni ambientaliste sui vincoli e le problematiche idrogeologiche (ma vogliamo dare per scontato che non verranno autorizzate costruzioni in zone con vincolo di inedificabilità assoluta, o in aree a rischio esondazione, quantomeno senza le necessarie misure di sicurezza!)

(18) Sempre nel programma “Roma è vita” del Sindaco Marino, in vari passaggi si “mette in conto” la possibilità di densificare e riorganizzare la città intorno a nodi del trasporto pubblico. Tuttavia le modalità dei commi sugli stadi non sono certo adatti a mettere in pratica, se non “di rimessa” e a tappe forzate, quanto potrebbe essere invece pianificato e valutato insieme alla città.

Si vedano i seguenti paragrafi:

5.3. UNO SVILUPPO URBANO PIÙ CONCENTRATO

La città è ormai diffusa su un territorio sempre più vasto che va ben oltre il grande raccordo anulare e si estende verso i comuni confinanti. Realizzare uno sviluppo urbano a maggiore concentrazione di funzioni e di edificato in alcune aree strategiche è fattore essenziale per uno sviluppo della città ordinato e meno dissipativo in termini di risorse.

L’armatura di questa strategia sarà il sistema di trasporto su ferro, a partire da quello già esistente, sia interno al territorio comunale che a scala di città metropolitana. Uno sviluppo urbano più ordinato e un sistema di trasporto pubblico più efficiente non possono che essere conseguiti attraverso la loro integrazione, soprattutto in una città come Roma già particolarmente estesa.

(…)

Densificare nei nodi del ferro è la strategia di sviluppo urbano che intendiamo perseguire per ottenere un duplice vantaggio: l’efficienza della rete di trasporto pubblico su ferro e il rafforzamento della struttura policentrica della città.

(…)

Roma-Fiumicino. La direttrice tra Roma, l’Eur, e l’Aeroporto di Fiumicino è infrastrutturata dalla Ferrovia regionale (la FR1) e dall’omonima autostrada. Negli ultimi venti anni questa direttrice è stata oggetto di un progressivo consolidamento edilizio e funzionale (Commercity, la Fiera di Roma, Parco Leonardo) che ha portato alla formazione di quello che è l’asse direzionale-produttivo- commerciale più importante della città. Alcune di queste realizzazioni e alcune previsioni di sviluppo, a distanza di tempo e in uno scenario economico profondamente mutato, richiedono la messa in campo di un nuovo progetto di rifunzionalizzazione e di ristrutturazione insieme alla salvaguardia dell’importante sistema ambientale fluviale e del litorale romano.

> vai al programma urbanistico del Sindaco https://carteinregola.wordpress.com/urbanistica/il-programma-di-marino-per-lurbanistica/

(19) Finora lo studio di fattibilità presentato a luglio dai proponenti era consultabile solo nella Casa della Città, alla Garbatella, su alcuni tablet messi a disposizione del pubblico. E’ una scelta suggestiva, ma che taglia fuori la maggior parte della popolazione romana: ci auguriamo che tutto il materiale venga al più presto, e man mano, messo sul sito del Dipartimento Urbanistica e dei Municipi interessati…

(20) Si dovrebbero considerare anche le conseguenze sull’economia della città, che in tempi di crisi è come una coperta che tiri da una parte e diventa corta dall’altra: la costruzione di nuovi uffici infatti potrebbe comportare prima o poi l’abbassamento del valore degli altri già costruiti e invenduti/inaffittati. E i nuovi centri commerciali potrebbero stornare clientela a centri commerciali già esistenti con rischio chiusura/perdita posti di lavoro.

(21) L’intervento dell’Assessore Caudo è tratto da http://www.asromalive.it/2014/08/stadio-roma-marino-investimenti-privati-circa-miliardo-mezzo-caudo-60-milioni-verranno-investiti-in-trasporto-ferro

(22) La questione è comunque complessa: se da un lato il Comune non può certamente chiedere ai proponenti, in cambio della dichiarazione di pubblico interesse, opere spropositate che graverebbero sui costi dello stadio talmente tanto da renderne non conveniente la costruzione, dall’altro c’è da dire che nessuno obbliga la Roma e il suo presidente Pallotta a costruire lo stadio proprio lì, in una zona della città con scarse infrastrutture per la mobilità e con varie problematiche ambientali, e quindi con la necessità di investimenti molto consistenti per non renderlo drammaticamente impattante. Se ad esempio la società scegliesse un’area già maggiormente infrastrutturata – ad esempio a minore distanza da tracciati metro già esistenti – i costi potrebbero essere decisamente inferiori. E il pubblico interesse potrebbe essere ben maggiore in altre situazioni come tante periferie in cerca di riscatto dal degrado…

(23) secondo l’art. 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG, il “contributo straordinario, da sommare agli oneri ordinari che devono essere versati dal soggetto attuatore al Comune” è “pari al 66% del plusvalore immobiliare conseguibile a seguito della trasformazione”. ‘Tale misura può essere ridotta fino ad un minimo del 60% al fine di incentivare la qualità progettuale degli interventi’ > vai al comunicato di Cecchini dell’INU Calcio: Inu Lazio, su nuovo stadio Roma applicare regole prg http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11676364/Calcio–Inu-Lazio–su.html

Roma, 22 ago. (Adnkronos) – “Secondo le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dall’Assessore Caudo le sorti del progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle dipenderebbero dalla disponibilità o meno dei promotori a pagare un contributo di 50 milioni di euro, necessario (e sufficiente ?) a realizzare un nuovo tratto di metropolitana in superficie per collegare lo stadio alla fermata Eur Magliana della linea B. Sempre secondo notizie di stampa a questa cifra si dovrebbero aggiungere 270 milioni già destinati a opere pubbliche nel settore urbano, a carico dei promotori, per un totale complessivo di 320 milioni. È tanto? È poco? La valutazione non può essere soggettiva. Il Piano regolatore vigente dà una risposta chiara: il contributo straordinario, da sommare agli oneri ordinari che devono essere versati dal soggetto attuatore al Comune, è pari al 66% del plusvalore immobiliare conseguibile a seguito della trasformazione. ‘Tale misura può essere ridotta fino ad un minimo del 60% al fine di incentivare la qualità progettuale degli interventi’ (art. 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano)“. Lo afferma Domenico Cecchini presidente sezione Lazio Istituto Nazionale di Urbanistica Daniel Modigliani membro del Direttivo INU Lazio.

«La regola è chiara – aggiunge – Il Comune ha tutti gli strumenti per calcolare il plusvalore conseguibile e applicare la norma del Piano. Naturalmente tutto ciò a prescindere dalle garanzie indispensabili sotto i profili ambientali e funzionali che dovranno esser attentamente valutati. In una vicenda così complessa e importante per la città non sarebbero ammissibili né valutazioni soggettive né omissioni di verifiche e di controlli».

(24) La Presidente della Commissione Mobilità Anna Maria Cesaretti (SEL) sul “Messaggero” del 24 agosto: «Aspettiamo di vedere il progetto di fattibilità, ma da una prima analisi 50 milioni di euro non basteranno per collegare la fermata Eur-Magliana a Tor di Valle. Personalmente ho più di un dubbio». Lorenza Bonaccorsi, deputata del Partito democratico e presidente del Pd Lazio, dice che «a fronte dei 50 milioni in più chiesti dal Comune, si parla di costi totali ben più alti, fino a 110 milioni di euro con tempi di realizzazione fino a cinque anni». http://www.ilvelino.it/it/article/2014/08/25/stadio-roma-bonaccorsi-pd-su-costi-opere-mobilita-sindaco-chiarisca/91d7592f-5eba-4150-8391-6f47eb3d8eaf/…

(25) Va controcorrente invece il consigliere Panecaldo, che in tempi di appelli alla “cura del ferro”, preferisce gli spostamenti in automobile: «chiediamo un ulteriore sforzo di 50 milioni, non la luna, per la messa in sicurezza della via del Mare e per il ricongiungimento con l’Ostiense, da Tor di Valle a ponte Marconi», “Roma Today” del 25 agosto.

http://www.romatoday.it/politica/stadio-roma-fabrizio-panecaldo-via-del-mare.html

(26) questo almeno in base a quanto riportato dalla stampa, ci riserviamo di analizzare e commentare il nuovo progetto che sarà presentato dai proponenti in questi giorni

(27) Fanno giustamente presente i comitati del territorio che si potrebbe farne un parco, affidandolo al WWF, come in altre analoghe situazioni, mentre l’ippodromo d Tor di Valle potrebbe essere riutilizzato lasciandone inalterate (o con lieve incremento) le cubature (come appunto prevedeva l’ipotesi che era stata fatta per il Velodromo dalla stessa amministrazione di sinistra in situazione assai simile). Oppure si potrebbe adottare una soluzione come quella che i comitati dell’Eur con AIAPP avevano prospettato sempre per il Velodromo: al posto delle palazzine private una location per esposizione pubblica di giardini temporanei (cosa diffusissima nel reato del mondo). Tutte soluzioni che non si basano su speculazioni edilizie ma sull’uso del territorio compatibile con la vocazione dell’area. Tuttavia – non dimentichiamolo – anche su quell’area, in cui il PRG prevede verde privato attrezzato, incombe lo spettro del Piano Casa Polverini /Zingaretti, con cambi di destinazione e moltiplicazione di cubature che non sono soggette ai dettami del PRG…

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stadio romaLo Stadio si deve fare solo se porta vantaggi all’interesse pubblico. Senza se e senza ma. Ma sul progetto si è creata – ad arte – troppa confusione. Carteinregola cerca di fare chiarezza, per distinguere nella battaglia in corso le ragioni dei cittadini e delle associazioni da quelle delle cordate dei costruttori. E soprattutto per denunciare gli effetti devastanti che una furbesca interpretazione delle norme della legge di stabilità potrebbe avere sulla città: infatti nei commi che riguardano la ristrutturazione o la costruzioni degli stadi non c’è traccia nè di “moneta urbanistica” per finanziare le opere private nè di deroghe al PRG, anche se ormai abbiamo capito che una normativa poco dettagliata è la base di partenza per molte “mutazioni genetiche” urbanistiche… All’indomani della conferenza dei servizi che si è svolta il 31 luglio (il Comune però si esprimerà sulla pubblica utilità della proposta entro il 27 agosto) Carteinregola lancia un appello al Sindaco Marino, perchè le ragioni della città non vengano superate dalla logica della speculazione.

 

[questo dossier è un “work in progress” che sarà man mano integrato con nuovi approfondimenti, a partire dalle problematiche della mobilità e uno studio dei costi- siamo a disposizione per pubblicaretutte le precisazioni e i contributi che si rendessero necessari per una più corretta informazione] SCARICA IL PDF CON LO STUDIO DI FATTIBILITA’ consultabile alla Casa della Città (via della Moletta 85 Roma) studio fattibilità stadio luglio 2014

Scarica la versione PDF del dossier Nuovo stadio della Roma 3 AGOSTO 2014

ippodromo tor di valle map

La partita che si sta giocando sul nuovo Stadio della Roma è diventata una sorta di polverone in cui succede e si dice di tutto, e tutti combattono contro tutti. Come quelle risse disegnate nei fumetti, un turbine da cui emerge un pugno, un calcio, scritte e stelle. Così Legambiente, che pone sacrosante questioni sull’ipotesi della costruzione dello Stadio nell’area dell’ex Ippodromo di Tor di Valle e quel quasi milione di metri cubi che sorgerebbero in un’ansa del Tevere a sud ovest dell’EUR (1), trova un inaspettato alleato nel quotidiano Il Messaggero (2) dell’imprenditore–costruttore- editore Francesco Gaetano Caltagirone (3), “competitor” del proponente costruttore Parnasi (4). E il PD capitolino, che da mesi avanza alla Giunta Marino critiche di immobilismo nel campo urbanistico, invocando soccorsi per l’edilizia romana, a partire da provvedimenti per “snellire e velocizzare le procedure di attuazione del Piano Casa” – una normativa che ha la caratteristica di bypassare qualunque pianificazione pubblica e qualunque valutazione di interesse pubblico degli interventi (5) – adesso lancia comunicati proprio in difesa dell’interesse pubblico (6). Il Movimento Cinquestelle – dall’opposizione – accusa l’assessore Caudo di nascondere che i costi dello stadio graverebbero per buona parte sulle finanze pubbliche (7), mentre Italia Nostra lancia l’allarme sui vincoli paesaggistici e archeologici e i problemi idrogeologici (8). Dal canto suo l’assessore Caudo – in varie occasioni e in un’intervista sul Corriere della Sera del 14 luglio – continua a ripetere che “l’amministrazione non può ridursi al ruolo di passacarte, nell’operazione deve esserci spazio per l’utilità pubblica” e che “il progetto…non può ridursi a dare un magnifico stadio alla squadra ma deve incontrare un definizione più chiara dei tanti vantaggi che Roma deve avere”, in primis arrivare allo Stadio in metropolitana (9). Ma il turbine di dichiarazioni si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo…(10)

In tutto ciò, come al solito, noi facciamo il nostro lavoro. Cioè cerchiamo di ricostruire la verità e porre le domande che servono a fare chiarezza. Cominciando a dare alcune risposte dell’Assessore Caudo che abbiamo raccolto direttamente in occasione del primo incontro della Conferenza Urbanistica del IX Municipio il 14 luglio (11).

E soprattutto distinguendo tutti gli aspetti in gioco – troppo mescolati per poter essere affrontati adeguatamente – per trovare le risposte alle domande collegate:

      1. La proposta: che cosa prevede esattamente lo studio di fattibilità del proponente?
      2. Uno stadio privato è un’opera di interesse pubblico? Cosa stabilisce la “legge degli stadi” – due commi inseriti nella legge 147 del 2013, “di stabilità” nel dicembre scorso – che è alla base della proposta? Il Comune può bocciare o cambiare la proposta del privato? E’ lo stadio dei romani, della Roma o dell’investitore privato?
      3. Chi paga lo stadio e le infrastrutture necessarie? Ci saranno costi a carico della collettività? Ci saranno vantaggi per la città e il quartiere o l’operazione sarà “a somma zero”, cioè permetterà la costruzione delle sole infrastrutture al servizio dello stadio?
      4. La scelta del luogo: pro e contro dal punto di vista dell’ambiente e della sostenibilità del territorio
      5. Chi garantisce che i patti saranno rispettati (sopratutto rispetto al rischio “Piano casa”)?
      6. Quali potrebbero essere le alternative? E come sarebbero praticabili?
      7. Ma all’estero fanno così?
      8. Come sono stati/verranno coinvolti i cittadini?

Che si riassumono in un’unica domanda fondamentale: l’attuale proposta risponde all’interesse pubblico?

Più oltre analizziamo punto per punto tutte le questioni, ma fin da ora diciamo chiaramente che, se valutiamo lo studio di fattibilità presentato del proponente qualche settimana fa, la risposta è no. E vogliamo anticipare una premessa e un appello finale.

progetto stadio roma 1

Rendering tratto dal sito www.nuovostadiodellaroma.it

La premessa: nell’intervento al IX Municipio l’assessore Caudo è stato molto chiaro (11): “non c’è nessun progetto che l’amministrazione approva, c’è una proposta, uno studio di fattibilità che un privato ha presentato in virtù di una legge nazionale e l’amministrazione valuterà quali sono le condizioni perché questa possa essere approvata”. Ma soprattutto per Caudo se “l’interesse del tifoso è chiaro, l’interesse del proponente privato è altrettanto chiaro, dobbiamo fare emergere quello che è l’interesse dei cittadini” e “se si fa un’operazione in quell’area (e ci tiene a sottolineare “ammesso che sia fattibile, dopo tutte le prescrizioni, comprese quelle per i rischi idrogeologici etc”) il sistema delle infrastrutture deve risolvere parte dei problemi che oggi ha quell’area, non deve essere funzionale solo allo stadio”. Una conferma che il progetto è ancora tutto da discutere e da rivedere, e che il percorso sarà gestito in modo totalmente trasparente .

Foto da Giornalettismo

Foto da Giornalettismo

L’appello lo inoltriamo al Sindaco Marino, affinchè respinga al mittente la moltiplicazione delle cubature edilizie come “moneta urbanistica” per finanziare la costruzione dello Stadio privato, che non ha alcuna giustificazione nei commi della legge riguardanti la costruzione degli stadi. E vogliamo ricordare, a lui che ha messo al primo punto del suo programma elettorale per l’urbanistica “trasformare la città esistente(12), che il coraggio di un Sindaco spesso non si vede da cosa fa, ma da cosa non fa. I suoi predecessori sono tristemente ricordati per grandi ambizioni trasformatesi in giganteschi fallimenti pagati a duro prezzo dai romani, come le Vele di Calatrava, le opere farlocche per i mondiali di nuoto, le torri smantellate diventate un pezzo di Beirut conficcato nel cuore dell’EUR, la distruzione di un capolavoro architettonico come il Velodromo per una speculazione (fortunatamente) abortita, la moltiplicazione delle cubature private alla Bufalotta, i tanti nuovi quartieri lanciati da fantastici rendering che oggi non hanno neanche le fognature perché nessuno si è premurato di controllare che i costruttori rispettassero i patti. L’epoca delle operazioni di immagine è passata da un pezzo. Ai cittadini non importa un fico secco delle “grandi opere”, che troppo spesso si sono rivelate contenitori di varie illegalità, né delle roboanti promesse di nuovi posti di lavoro, che troppo spesso si sono rivelate la foglia di fico della speculazione privata. Le persone oggi hanno esigenze minimali: non passare due ore al giorno in macchina per il tragitto casa-posto di lavoro; non avere le strade piene di buche e di immondizia; servizi pubblici che rendono la vita un po’ più facile (asili, assistenza agli anziani etc); spazi comuni dignitosi, dove sia garantita la giusta dose di verde, un’ aria respirabile e soprattutto il rispetto delle regole, che vuol dire anche sicurezza e una nuova solidarietà sociale.

Quindi, lo stadio si deve fare solo in un luogo che non comporti danni o rischi, con un progetto che non preveda abnormi carichi urbanistici per finanziare l’equilibrio economico di un’impresa privata, con infrastrutture che portino vantaggi al quartiere e alla città e non solo ai frequentatori dello stadio. In pratica, si deve fare solo se risponde a un interesse pubblico. E se non ci sono le condizioni e le garanzie, si deve avere la serietà e il senso di responsabilità di rimettere tutto in discussione, prendere il tempo che serve, e se necessario dire che non è un’opera utile per la città.

dal sito lo stadio della Roma

dal sito lo stadio della Roma

TUTTI I PUNTI IN DISCUSSIONE

“Immaginiamo per un momento di abitare in un paese normale, dove si vuole costruire un nuovo stadio che sia in grado di garantire adeguati guadagni di esercizio alla società di gestione. Il piano regolatore della città o dell’area metropolitana ne ha stabilito la localizzazione in stretto coordinamento con un programma di investimento nei trasporti, tenendo conto di sinergie e possibili conflitti con altre attività. Il nuovo stadio ha tutti i requisiti per diventare una parte della città, collegandosi a un sistema di parchi ed essendo ben servito dai mezzi pubblici. I progetti, presentati in accordo con il piano regolatore, sono discussi con la partecipazione dei cittadini; i tempi sono rispettati perché tutto avviene secondo programmi e regole … in un paese normale.

In un paese anormale, dove vige sempre l’eccezione, l’emergenza come metodo per affrontare gli investimenti in grandi opere – ma ormai qualsiasi trasformazione urbana di qualche entità – si approva invece una “legge degli stadi”, due commi inseriti nella legge 147 del 2013, “di stabilità”. Secondo la legge, i nuovi stadi non nasceranno da soli, ma saranno accompagnati da interventi “strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa…” (comma 304). Quali siano questi interventi ce lo spiega il Commissario Straordinario dell’Istituto per il Credito Sportivo; sono:” bar, ristoranti, musei dello sport, fun shop, ma anche alberghi o centri commerciali, il tutto per ottenere ricavi integrativi e diversificati, funzionali al conseguimento del complessivo equilibrio economico finanziario dell’iniziativa”. La legge stabilisce un percorso di approvazione dei progetti a tappe forzate, se questi sono presentati da società sportive e costruttori associati tra loro e d’accordo con il Comune; ne prevede, inoltre, la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza – sollecitudine che non ha uguali nelle opere di difesa del territorio da alluvione e catastrofi…”

 

DA “La legge sugli stadi in un paese anormale” di Paolo Baldeschi

su EDDYBURG, 8 Maggio 2014

progetto stadio roma 2

Rendering tratto dal sito www.nuovostadiodellaroma.it

1) La proposta della AS Roma

 

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Il progetto del nuovo stadio è stato presentato dal Presidente della Roma, James Pallotta, il 26 marzo scorso. Ideato dall’architetto statunitense Dan Meis, dovrebbe essere costruito da Eurnova, la società immobiliare dell’imprenditore Luca Parnasi, nella zona di Tor di Valle, a sud ovest della città, dove esiste l’omonimo ippodromo attualmente abbandonato (13) Il progetto prevede una struttura (acciaio e vetro) sollevata e con un muro esterno che richiama il profilo del Colosseo, che oltre allo Stadio da 60.218 posti ospita la sede della Roma AS, un centro tecnico per gli allenamenti, un maxistore Nike, un “Roma village” con 245 negozi, boutique, ristoranti; uno spazio per eventi con un monitor a 360 gradi. E questa è la parte che potremmo chiamare zona “A” , con il mix funzionale che ormai troviamo in tutti i nuovi grandi impianti sportivi, che ne garantiscono la fruibilità, ma soprattutto la sostenibilità economica.

 

Tuttavia in occasione della presentazione dello studio di fattibilità, il 4 luglio scorso, alla Casa della Città, è improvvisamente spuntata una zona “B”, chiamata “Business park”, costituita da una serie di torri destinate ad uffici sul lato Via Ostiense/Via del Mare, che non avrebbero nulla a che fare con lo stadio, ma sarebbero necessarie a “compensare” i costi che devono sostenere i privati per le opere di urbanizzazione e le infrastrutture previste.

Questa la “lista della spesa” dello studio di fattibilità:

      • 270 milioni costi complessivi per le opere di urbanizzazione funzionali alla costruzione dello stadio
      • 93 milioni per le opere stradali
      • 60 milioni per i parcheggi
      • 64.5 milioni per i collegamenti esterni

Eurnova però intende coprire solo 50 milioni come “contributo massimo” per la realizzazione di queste opere, chiedendo “a titolo di compensazione” per la differenza di 220 milioni, la realizzazione appunto del Business Park, con una volumetria aggiuntiva di quasi 1 milione di metri cubi.

 

Le tribune dell'Ippodro Tor di Valle, opera di Julio Lafuente

Le tribune dell’Ippodromo Tor di Valle, opera di Julio Lafuente

2) Uno stadio privato – con tutte le strutture annesse – è un’opera di pubblica utilità? Uno stadio è sicuramente una struttura che interessa una parte consistente della cittadinanza, ma a nostro avviso questo non è sufficiente per dichiararla un’opera di “pubblica utilità” (allora dovrebbero esserlo anche i cinema, i teatri e magari i parchi a tema) . E infatti la legge stabilisce che sia il Comune a valutarne “l’interesse pubblico”. Che, per quanto sia un concetto arbitrario, è tanto più individuabile quanto più la proposta del nuovo impianto affronta e risolve questioni di rilevanza strutturale che non si limitino solo alla fruizione dello stadio. L’unica possibilità è quindi indirizzare la legge nazionale nella direzione dei vantaggi e soluzioni – non solo alle infrastrutture, ma ad esempio anche a problemi ambientali preesistenti – che la costruzione dello stadio può portare senza costi per l’amministrazione pubblica.

Resta il fatto che ci sono decine di tipologie di strutture altrettanto importanti per la città – e anche di più – che necessiterebbero di provvedimenti e normative a sostegno. Invece da anni in Parlamento ciclicamente si tirano fuori leggi per ” favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi” con lo scopo – secondo le circostanze – del “sostegno della candidatura dell’Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale” (2012)(14) o di “favorire… l’ammodernamento o la costruzione di impianti sportivi, con particolare riguardo alla sicurezza degli impianti e degli spettatori” unendo interventi “per la valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici“(commi sugli stadi della Legge 27 dicembre 2013, n. 147) (15), mentre non si muove foglia per incentivare la ristrutturazione delle scuole e degli ospedali, risollevare le iniziative culturali, tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico . E scriveva Vezio De Lucia nel 2009, intervenendo nel dibattito su una delle tante proposte di legge avanzate per costruire stadi: “… Gli europei di calcio, i tifosi, lo sport sono un paravento, il cuore del provvedimento sono i “complessi multifunzionali” che si possono costruire insieme agli stadi e possono comprendere interi pezzi di città: attività commerciali, residenziali, ricettive, direzionali, di svago, culturali e di servizio. Perfino in aree non contigue allo stadio che dovrebbe legittimarle. Tutto ciò con procedure derogatorie, come al solito e più del solito. A promuovere le iniziative sono le società sportive o soggetti a esse collegati che presentano uno studio di fattibilità, il sindaco promuove un accordo di programma che determina le necessarie varianti urbanistiche e, nientemeno, la “dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza”, quasi fossero opere pubbliche…”(16).

Nei due commi sugli stadi di cui parliamo, approvati a dicembre 2013 dopo una lunga serie di polemiche, sono poi cadute le ipotesi più “a rischio speculazione” ed è stata esplicitamente introdotta l’“esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale(17). Ma resta il fatto che sembra incredibile che sia stata affidata a due commi di poche righe la funzione di regolare operazioni economiche gigantesche con fortissimi impatti sul territorio, che avrebbero meritato un ben diverso dispositivo normativo, organico e concreto. La cosa giusta da fare sarebbe cancellare i tre commi e fare una legge come si deve…

 

La normativa a nostro avviso è quindi fortemente carente, ma nel caso dello studio di fattibilità dello Stadio Tor di Valle, è necessario sgombrare subito il campo dagli equivoci su due punti fondamentali:

1) i limiti e le condizioni per garantire l'”equilibrio economico: secondo il comma 304 ” l’ammodernamento o la costruzione di impianti sportivi” deve avvenire anche “attraverso la previsione di modalita’ innovative di finanziamento” , però “Lo studio di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa e concorrenti alla valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici”. Che secondo noi vuol dire che chi costruisce lo stadio deve avere la possibilità – come accade in tutti gli stadi del mondo – di costruire strutture sportive collegate, qualche ufficio, qualche albergo, un bel po’ di spazi commerciali, per non creare un’isola nel deserto, ma soprattutto per rendere più remunerativo l’investimento. In pratica tutto quello che rientrerebbe nella “zona A”. Invece a noi sembra che i proponenti dello studio abbiano inteso come “equilibrio economico” la possibilità di costruire un surplus di cemento – il Business Park , la “zona B” – con cui coprire tutti i costi delle infrastrutture necessarie allo stadio e magari delle stesse opere di urbanizzazione.

Una sorta di nuova versione della sciagurata “moneta urbanistica”, che però questa volta non serve a pagare metropolitane e infrastrutture pubbliche, ma opere private realizzate da privati (18). E che si tratti di una interpretazione piuttosto paradossale lo si intuisce facilmente se si pensa che a qualsiasi altro imprenditore privato non verrebbe mai concessa dallo Stato e dal Comune la possibilità di costruire torri di uffici per ripagarsi dei soldi investiti in una multisala o in un parco divertimenti. E anche che se altre squadre di calcio (o di altro sport) decidessero di avvalersi degli stessi incentivi – milioni di metri cubi per finanziare nuovi stadi – le conseguenze per la città potrebbero essere disastrose , con interi nuovi complessi edilizi sorti con l’esclusiva finalità di finanziare le edificande strutture sportive…

 

2) La difformità da quanto stabilito dal Piano Regolatore. Abbiamo letto e riletto quei commi, ma non c’è scritto da nessuna parte che per costruire gli stadi si può cambiare “in automatico” la destinazione delle aree prevista dal PRG. E’ vero che si dice che “il provvedimento finale” sostituisce “ogni autorizzazione o permesso comunque denominato necessario alla realizzazione dell’opera e determina la dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ e urgenza dell’opera medesima”. Ma il riferimento è ai tempi contingentati della procedura, non a deroghe alle normative e ai piani vigenti. Che poi sarebbero di assai difficile giustificazione, trattandosi di opere private. E a maggior ragione appare del tutto arbitrario prevedere che si possano applicare varianti al PRG non per costruire lo stadio e le strutture connesse (“zona A”), ma addirittura per costruire un nuovo “centro direzionale” fuori da ogni pianificazione pubblica, da approvare in quattro e quattr’otto per rispettare i tempi procedurali fissati dalla legge degli stadi. E’ quindi assolutamente urgente sciogliere questi due nodi stabilendo le regole, considerando – come si dovrebbe sempre fare – che non saranno applicate solo per lo Stadio della Roma, ma su tutto il territorio nazionale…

Facciamo comunque notare che, nel caso dello Stadio della Roma, la “zona A” sorgerebbe su un’area già destinata dal PRG a verde sportivo, addirittura in parte al posto di una struttura sportiva già edificata, mentre la “zona B” – verde privato attrezzato – richiederebbe una variante pesante..

Vogliamo infine rilevare che secondo il comma 305, gli impianti “laddove possibile, sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già edificate”. Un “prioritariamente” che – come al solito – è assolutamente pleonastico.

Ma la legge permette all’amministrazione che non ravvisasse il pubblico interesse della proposta di respingerla, magari a favore di un’alternativa che si basi sul recupero e sulla rigenerazione urbana? Su questo punto il testo della legge non lascia dubbi: “Il comune, previa conferenza di servizi preliminare convocata su istanza dell’interessato [il proponente privato NDR] in ordine allo studio di fattibilità, ove ne valuti positivamente la rispondenza, dichiara, entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello studio medesimo, il pubblico interesse della proposta, motivando l’eventuale mancato rispetto delle priorità di cui al comma 305 [la rigenerazione di strutture esistenti NDR] ed eventualmente indicando le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso sul progetto”.

E’ quindi il Comune il soggetto decisore, che può valutare positivamente e approvare, o valutare negativamente e respingere, o valutare positivamente con prescrizioni. Addirittura dovrebbe giustificare – in caso di parere positivo a una nuova costruzione – il fatto di non scegliere “prioritariamente” la strada del recupero degli stadi già esistenti.

E secondo le parole dell’assessore Caudo, l’amministrazione intende verificare attraverso la conferenza dei servizi le eventuali controindicazioni al progetto e soprattutto definire le condizioni che possono rendere l’opera di interesse pubblico: “Se il privato reputerà che, nonostante le prescrizioni, il progetto si può fare, prosegue, se dice che è troppo complicato per lui, ci rinuncia(11)

Nel ragionamento sulla pubblica utilità dello stadio non può mancare una riflessione su chi ne sarebbe il proprietario: certo non i romani, e neanche la Roma, ma la società che detiene le quote di maggioranza della squadra, che, nel caso di un cambio di proprietà, potrebbe anche “sfrattare” la Roma (19)

progetto stadio roma 3

Rendering tratto dal sito www.nuovostadiodellaroma.it

3) Chi paga lo stadio e le infrastrutture necessarie? Ci saranno costi a carico della collettività? Tutti i costi dovrebbero essere a spese del privato, non solo quelli dello Stadio, ma anche delle opere di urbanizzazione (20). Ma è evidente che se l’intervento deve garantire un interesse pubblico, le opere e le infrastrutture realizzate non possono essere “a somma zero”, cioè solo funzionali alla gestione del nuovo stadio e delle nuove strutture, ma anche e soprattutto al servizio del quartiere e della città già esistente. Ed è comununque altrettanto evidente che, se il privato pretende “moneta urbanistica” per pagare una parte delle strutture, pur non trattandosi di un esborso diretto da parte della città, i risvolti economici dell’operazione avrebbero comunque ricadute dirette e indirette sull’economia della città: non solo sui “costi” dell’impatto sulla città (ad esempio se le infrastrutture per la mobilità fossero inadeguate), ma anche sull’economia generale, dato che l’immissione sul mercato di nuove cubature, in un momento di crisi dell’edilizia, a poca distanza da altri nuovi complessi, rischia di aumentare la forbice tra domanda – nel caso degli uffici ancora più scarsa delle abitazioni – e offerta (21)

Nella marzo scorso lo stesso Pallotta aveva assicurato che “il nuovo stadio sarà finanziato interamente da privati, non ci saranno fondi pubblici(22) E così è ancora, ma anche se la collettività non sborserà un euro, dovrà concedere molte più cubature per ottenere delle infrastrutture della mobilità che attualmente non prevedono neanche più il prolungamento della Linea B della metro alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM. Alla presentazione dello studio di fattibilità alla Casa della Città infatti si sono appresi i particolari economici del progetto già ricordati: 270 milioni i costi complessivi per le opere di urbanizzazione; 93 per le opere stradali, 60 per i parcheggi, 64.5 per i collegamenti esterni, di cui circa 40 per il nuovo ponte sul Tevere che dovrà collegare l’autostrada Roma-Fiumicino e via Ostiense (23) Ma Caudo ha ribadito(24), che – ammesso che l’operazione sia considerata fattibile all’esito della conferenza dei servizi – il sistema delle infrastrutture deve risolvere parte dei problemi che oggi ha quell’area, non deve essere funzionale solo allo stadio. E il collegamento conl a metropolitana è una “conditio sine qua non” dell’interesse pubblico dell’operazione.

Resta il problema che a Roma troppo spesso sono state costruite prima le opere e mai le infrastrutture, abbandonando i cittadini a se stessi. L’amministrazione deve in ogni caso garantire che non sarà inaugurata neanche una palestra del nuovo stadio senza che siano stati terminati i programmati interventi, specialmente sulla mobilità (25).

4) La scelta del luogo: rispetta il Piano Regolatore? L’ambiente? La sostenibilità del territorio? L’assessore assicura che nella conferenza dei servizi verranno analizzati tutti gli aspetti dagli enti competenti, che formuleranno divieti e prescrizioni. Tuttavia è molto difficile per i cittadini che hanno toccato con mano la spregiudicatezza con cui spesso sono stati aggirati vincoli e normative (basti l’esempio di tante edificazioni per i mondiali di nuoto) fidarsi del parere degli uffici. Su questo fronte in particolare l’amministrazione dovrà fare la massima chiarezza… E soprattutto sarebbe stato indispensabile che fosse avviata la procedura di VIA VAS (19). Ci aspettiamo che utte le questioni ambientali siano risolte in maniera convincente (e diffuse in modo trasparente)

Rispetto alla scelta della collocazione vi sono argomenti a favore e argomenti contro.

 

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La tavola del PRG

CONTRO:

      • Viene consumato Agro Romano ? Nel PRG l’area della “zona A”non è classificata come agricola, ma “verde sportivo”, nella “zona B” verde privato. Quindi ha una destinazione compatibile con lo stadio, ma non con le cubature aggiuntive. E dove oggi c’è un ippodromo immerso nel verde, domani potrebbe erigersi – anche a prescindere dal centro direzionale – uno stadio circondato da una landa di parcheggi e strade.
      • Vincoli paesaggistici e archeologici: Cosa dice il PTPR?

STADIO ROMA PTP 15 E1

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      • Criticità idrogeologiche : Molte obiezioni riguardano il rischio esondazione (26) che dovrebbe essere approfondito nel relativo stralcio del PAI (n. 5). Restiamo in attesa della conferma del parere dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere espresso nella conferenza dei servizi del 31 luglio, anticipato da fonti di stampa: “il rischio esondazione, scongiurato nella zona di Tor di Valle, è invece concreto nella fossa di Valleranello, uno degli affluenti del Tevere, all’altezza della Roma-Fiumicino, e il problema sarebbe aggirabile impermealizzando la zona o innalzando la strada(27) facendo presente che ci risulta che la proposta preveda misure di messa in sicurezza del rio che dovrebbero portare benefici anche al quartiere circostante, riducendo il rischio ( con incidenza di queste opere in termini di costi del tutto marginale).STADIO ROMA ASSETTO IDRAULICO

 

      • La proprietà dell’area: è in corso un contenzioso sulla proprietà su cui dovrebbe pronunciarsi il TAR Lazio: la precedente proprietaria dell’area – Soc. Sais Spa di proprietà di Papalia – è fallita e secondo alcuni potrebbe essere revocata la vendita dell’area alla Eurnova(8). L’udienza per verificare la consistenza della situazione debitoria della Soc. Sais è fissata per il 14 dicembre 2014 (la Eurnova ha già fatto sapere che non comporta alcun rischio rispetto al progetto) (28). Invece non è neanche sicuro che l’intervento si limiti all’area di proprietà di Eurnova.
      • L’impianto di depurazione ACEA: un grande impianto di depurazione sorge a breve distanza dall’area e alcuni hanno sollevato obiezioni non è chiaro se per i miasmi o per l’estetica. In ogni caso sembra che la presenza del depuratore non influisca sul progetto (29). In ogni caso se dovessero essere fatti interventi deve essere chiaro che eventuali lavori di adeguamento non devono gravare sulle casse pubbliche
      • Per quanto riguarda la costruzione di nuovi uffici e nuovi centri commerciali a parte le obiezioni già esposte, l’invenduto e inaffittato in tutta Roma di uffici e locali commerciali non dà alcuna garanzia che il nuovo quartiere risponda a un bisogno della città, e non solo a una speculazione che porterà ulteriori cubature inutilizzate. Per quanto riguarda i centri commerciali, un settore anch’esso in crisi, ci chiediamo: è sopportabile per l’economia romana un ulteriore polo? Se le famose “famiglie” che dovrebbero frequentare lietamente lo stadio e il suo centro commerciale tutta la settimana effettuano lì i loro acquisti, non li effettueranno più negli esercizi da cui si servivano in precedenza. E ciò significa che se il nuovo centro funziona e crea nuovi posti di lavoro, si rischiano di perdere posti di lavoro altrove (la solita storia della “coperta”…)
      • La mobilità (su questo argomento il gruppo di lavoro di Carteinregola sta predisponendo un approfondimento a parte)

PRO:

      • la vicinanza con l’autostrada Roma-Fiumicino, con l’aereoporto e la Nuova Fiera di Roma
      • I quartieri di Roma Nord e soprattutto il Foro Italico non subirebbero più l’insostenbibile impatto delle partite e dei grandi eventi (vedi oltre)

DA DEFINIRE:

      • Le nuove costruzioni potrebbero incentivare il decentramento di alcune funzioni contribuendo al decongestionamento della città storica: ma una nuova centralità terziaria così rilevante (1 milione di metri cubi) sposterebbe i pesi terziari verso sud, con la conseguenza di “entrare in competizione con altre previsioni direzionali (SDO di Pietralata, in primis). Ma è anche vero che la linea Metro B potrebbe diventare il connettore tra due poli direzionali (SDO e EUR). In ogni caso, con i tempi strettissimi fissati dai commi citatiper la procedura approvativa , non ci sarebbe modo e tempo per valutare i pro e contro di questa soluzione.

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5) Chi garantisce che i patti saranno rispettati (rischio “Piano casa”)? E’ particolarmente difficile da credere che saranno rispettati i vincoli imposti dalla legge rispetto al’impossibilità di realizzare interi quartieri residenziali per pagare i nuovi stadi, dato che una legge regionale del Lazio tuttora vigente prevede l’applicazione del cosiddetto “piano casa”, con aumento di cubature e cambio di destinazione da uffici a residenze anche di edifici non ancora costruiti e senza alcuna discrezionalità pianificatrice del Comune interessato(e la nuova maggioranza, dopo una strenua battaglia contro il “piano casa Polverini” si accinge a modificarlo mantenendo pressoché inalterati i punti più contestati.) e succede continuamente che il Governo e/o qualche parlamentare infilino un piccolo comma in leggi che non c’entrano niente per dare sempre nuovi benefit cementificatori. Ma in ogni caso un articolo del Piano Polverini (confermato anche dalla nuova versione Zingaretti) permette già ora il cambio di destinazione anche da “non residenziale a non residenziale”, che vuol dire che gli eventuali uffici potranno trasformarsi praticamente subito ( anche con premi di cubatura ?) in centri commerciali o altro.

6) Quali potrebbero essere le alternative? E come sarebbero praticabili ? Alcuni critici dell’operazione “Stadio a Tor di Valle” hanno giustamente fatto notare che un nuovo stadio della Roma anziché in quel quadrante potrebbe essere realizzato altrove, magari in quartieri periferici e degradati che potrebbero avere un’occasione di rinascita grazie all’inclusione fisica e sociale che deriverebbe dall’insediamento della nuova struttura. Senza contare il fatto che in altre zone più marginali i nuovi collegamenti per lo stadio potrebbero risolvere sensibilmente la situazione delle mobilità. Per noi è un’ipotesi interessante, che speriamo l’amministrazione intenda valutare e, soprattutto, che quegli esponenti della società civile con le necessarie competenze vogliano concretamente avanzare.

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sosta selvaggia sul Lungo Tevere durante le partite (foto AMBM)

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Mosaico del Foro Italico (foto AMBM)

Invece rispetto all’ipotesi di non costruire nessuno stadio, apriamo il dibattito con alcune osservazioni. Alla città serve un nuovo stadio? Dei due stadi già esistenti, il Flaminio da qualche anno versa nel degrado, e ci risulta che si sia arenata la trattativa tra Comune e CONI per il suo rilancio…Quanto allo Stadio Olimpico, molti comitati e associazioni, non solo dei quartieri limitrofi, da tempo chiedono che non venga più utilizzato per i grandi eventi sportivi (o grandi eventi in generale), a partire dal campionato di calcio: intanto perché per la stessa confromazione dell’area – l’Olimpico si trova in uno stretto lembo di terra chiuso tra la collina di Monte Mario e il Tevere, circondato da quartieri densamente abitati come Prati e il Flaminio –la rende totalmente inadatta a ospitare grandi masse di persone e a garantire la sicurezza degli stessi tifosi e dei residenti (15). Ma soprattutto perché lo Stadio Flaminio è incastonato nel Foro Italico, un luogo di grandissimo pregio, con mosaici riportati nei libri di storia dell’arte che ogni domenica vengono progressivamente distrutti dalle spazzole dei mezzi dell’AMA nel dopo partita. Uno sperpero di bellezza che non può continuare. E bisogna ricordare che l’area da tempo è a rischio speculazione: qualche anno fa – epoca Veltroni – era stato avanzato un progetto che prevedeva la realizzazione di centinaia di parcheggi interrati sotto il Foro Italico, e l’inserimento di centri commerciali a gogo. Un’ipotesi che rispunterebbe sicuramente se qualcuno decidesse incautamente di “riqualificare” lo Stadio Flaminio. Con il rischio di un’operazione “dalla padella alla brace”.

7) Ma all’estero fanno così?

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Stadio Bayern di Monaco

Uno stadio che tutti considerano un esempio virtuoso sia per il risultato sia per il percorso con cui è stato raggiunto è il Bayern di Monaco (30): nel 1997 il Consiglio di amministrazione della FC Bayern Monaco decide di realizzare un nuovo stadio. La proposta apre una discussione politica sulla necessità di realizzare un nuovo stadio dedicato al calcio nella città. Il Consiglio comunale delibera di approfondire la questione, fissando dei criteri. Nel frattempo le due società di calcio di Monaco (FC Bayern e TSV 1860) si consorziano per la costruzione e gestione del nuovo stadio. Nel 2001 tra le cinque aree individuate come più adatte viene scelta l’area di Frottmaning, come la più adatta per l’accessibilità su ferro e l’immediata vicinanza all’autostrada. A quel punto, viene addirittura realizzato un referendum tra i cittadini di Monaco dove prevale con il 65% dei voti una maggioranza favorevole alla realizzazione. A questo punto per la scelta del progetto viene indetto un concorso di architettura che vede vincere lo studio svizzero Herzog and DeMeuron. Nel 2002 termina la fase di adeguamento della pianificazione urbanistica comunale e regionale e iniziano i lavori che termineranno nel 2005n più… Riporta Legambiente in un dossier di qualche tempo fa: “a Monaco nessuna speculazione edilizia (area occupata dall’intervento 14 ettari, parcheggi di auto, pullman compresi), nessun’altra destinazione urbanistica (niente case e centri commerciali, insomma), nessun investimento pubblico, ma ritorno dell’investimento privato attraverso la gestione e la sponsorizzazione, 500 metri dalla fermata Metro “Frottmaning” della U-bahn “

 

Anche lo Juventus Stadium, costruito a Torino al posto dello Stadio delle Alpi (31) non ha comportato finora spargimenti di cemento che non fossero quelli delle strutture in qualche modo funzionali all’impianto sportivo.

 

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Il modellino dello stadio esposto alla Casa della città (foto AMBM)

8) Come sono stati/verranno coinvolti i cittadini? Rendiamo merito al Sindaco e all’Assessore Caudo di aver messo la proposta del privato a disposizione dei cittadini, offrendo così il fianco alla valanga di critiche che sono arrivate all’amministrazione. Tuttavia l’informazione non è sufficiente, è necessario che i cittadini e i comitati di quartiere siano attivamente coinvolti nel progetto come soggetto interessato, come del resto più volte ribadito nel programma elettorale del Sindaco (32)

In ogni caso il progetto, oltre che alla Casa della città, dovrebbe essere messo on line, e soprattutto dovrebbe essere offerta una possibilità ai cittadini e alle associazioni di esprimere le proprie osservazioni in uno spazio che non siano le pagine del Messaggero…

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GLI STEP

Secondo il resoconto di Romadailynews il 31 luglio si sono svolte due conferenze dei servizi: “la prima, che si è conclusa nel primo pomeriggio, ha visto confrontarsi i tecnici del dipartimento del Comune alla presenza di quelli della Eurnova di Parnasi. La seconda, ha visto invece la partecipazione di soggetti “esterni”, a partire dai rappresentanti dei municipi interessati (IX e XI), la soprintendenza del ministero per il Comune di Roma, la direzione regionale beni architettonici e paesaggistici e la soprintendenza per i beni archeologici di Roma. Per la Regione Lazio: la direzione urbanistica e la direzione ambiente e infrastrutture. Per la Provincia: la direzione governo del territorio e mobilità; Autorità di bacino fiume Tevere; Ardis; Consorzio di bonifica Tevere, Asl Roma C; Acea Ato 2; Acea energie; Atac; Roma Natura ed Enac.

La Conferenza dei servizi servirà a raccogliere le osservazioni dei tecnici sul progetto preliminare, questi ultimi dovranno poi verificare l’esistenza, sulla base della documentazione disponibile, di elementi preclusivi della realizzazione del progetto e/o indicare le condizioni necessarie per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso del Comune.

Il 27 agosto è il termine entro il quale queste prime conferenze dei servizi potranno esprimere il loro parere sullo studio di fattibilita’ e dovrà essere approvata l’eventuale delibera che definisce lo stadio “opera di interesse pubblico”, così come previsto dalla normativa nazionale vigente sugli stadi, predisposta dal Segretariato generale.

In seguito il progetto dovrebbe passare alla Regione Lazio e successivamente alla conferenza dei servizi decisoria che dovra’ esprimersi entro ulteriori sei mesi. Infine l’ultimo passaggio (minimo tra a 8 mesi), che sara’ quello della convenzione urbanistica in cui verranno definiti gli step della realizzazione definitiva del progetto.

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PER APPROFONDIRE:

La pubblica (in)utilità del nuovo stadio della Roma Il dossier dei Verdi. «Sì all’impianto, no alla cementificazione» [4 agosto 2014]

> vai agli interventi e alle slides della Presentazione della Conferenza urbanistica al IX Municipio gli interventi dell’Assessore Caudo dal sito del Dip. Urbanistica

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(1) scarica il comunicato di Legambiente comunicato legambiente 10 luglio 2014 stadio_roma Secondo l’associazione ambientalista rispetto alla presentazione del progetto del marzo scorso sono cambiate due condizioni assai rilevanti. La prima riguarda la dimensione urbanistica, dove accanto allo stadio e alle sue attrezzature, sono “spuntate” previsioni edificatorie a destinazione uffici per 920mila metri cubi e turistico/alberghiere per 48mila. (escludendo le previsioni commerciali, per ristoranti e bar, pari a 62mila metri cubi proprie dello stadio), “960mila metri cubi di nuove previsioni che nulla hanno a che fare con lo stadio; la seconda la “sparizione” del prolungamento della Linea B della metro alla stazione Muratella, con l’interscambio con la linea FM3, di cui avevano parlato sia l’assessore Caudo che l’imprenditore Parnasi. Così l’accessibilità pubblica prevista sarà solo quella possibile con la Linea Roma-Lido alla fermata Tor di Valle, tant’è che si stima che il 75% sarà con mezzi privati.

(2) Il Messaggero 11 luglio 2014 «Fermate l’ecomostro di Tor di Valle» Legambiente boccia il nuovo stadio della Roma di Lorenzo De Cicco http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/stadio_roma_tor_di_valle_legambiente_luca_parnasi/notizie/792384.shtml Nota sapendo come funzionano i giornali, che molto spesso “mettono in bocca” agli intervistati parole non esattamente uguali a quelle pronunciate, ci auguriamo che Zanchini non abbia davvero espresso considerazioni come quella riportata sul fatto che “questo imprenditore[Parnasi ndr] sta avendo troppi benefici”, dato che il tema non può essere che quello del rispetto delle regole uguali per tutti e della legalità: se Zanchini ritiene che all’imprenditore siano stati concessi benefici non dovuti ci aspettiamo una denuncia agli organi competenti [AMBM]

(3) si veda l’articolo de Il Tempo del 18 luglio 2014 che ricostruisce con una certa precisione il “back stage”: Immondizia, pallone e palazzine Guerra mediatica all’ultimo stadio di Matteo Vincenzoni, in cui è scritto senza giri di parole: “…Può il giovane Parnasi realizzare il sogno della Curva sud senza mettersi a tavolino con il vecchio Caltagirone? Oppure: ha la forza economica per mettere in campo quest’operazione? Secondo indiscrezioni di palazzo, tra l’altro, il suo ascendente sui democrat sarebbe al minimo storico. E ancora. Permetterà Caltagirone, che deve ancora realizzare più di mezzo milione di metri cubi di appartamenti a Tor Pagnotta (un chilometro da Tor di Valle) la concorrenza di una nuova cittadina in vendita a pochi passi dallo stadio e da una fermata della metropolitana? Un particolare, questo del metrò, sottolineato ancora dal Corsera, in un fondo pubblicato mercoledì proprio sul duro braccio di ferro tra Parnasi e Caltagirone. Nell’articolo si ricorda come l’Ingegnere abbia realizzato a Tor Pagnotta «migliaia di appartamenti senza dover allestire la tratta di metrò che aveva richiesto il Comune per collegare il quartiere» [NOTA: a continuare il gioco si potrebbe ricordare che anche IL tempo è un quotidiano “targato costruttori”]

(4) si veda anche l’articolo su Europa del 12 luglio “Partita di potere” di Stefano Menichinihttp://www.europaquotidiano.it/2014/07/12/partita-di-potere-nello-stadio-di-roma/

(5) si veda il nostro post “Mozione “bipartisan” sull’urbanistica” del 10 aprile 2014 che riporta le richieste inserite in una mozione – poi ritirata – a firma di alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione, di misure per “avviare nella città progetti, risorse ed interventi” la cui “attuazione è indispensabile per rivitalizzare l’economia cittadina e per portare qualità urbana e riqualificazione territoriale” a partire dai Programmi urbanistici previsti dal PRG vigente”, da un “piano di valorizzazione del Tevere per la bonifica, la navigabilità e l’utilizzazione delle sponde” , per proseguire con una “deliberazione per snellire e velocizzare le procedure di attuazione del Piano Casa”

(6) Agenzia Dire – 16 luglio 2014 “Il progetto del nuovo stadio della Roma, cosi’ com’e’ stato presentato, “non va”. E il motivo e’ semplice: secondo i consiglieri della maggioranza in Assemblea capitolina – che oggi hanno spiegato la loro posizione in una riunione riservata con l’assessore comunale all’Urbanistica, Giovanni Caudo – l’interesse pubblico dell’opera non e’ evidente, o meglio “proprio non c’e’”. Perche’ “e’ chiaro ed evidente che non si puo’ raggiungere un interesse pubblico effettuando i necessari interventi in cambio di 1 milione di metri cubi di cemento”. Il vulnus infatti non e’ l’impianto in se’ ma la questione infrastrutture, che i proprietari americani della Roma (e il costruttore proprietario del terreno di Tor di Valle, Luca Parnasi) sono disposti a finanziare cash solamente per 50 milioni sui 270 totali necessari gli interventi riguardanti il solo stadio e la connessa viabilita’, e chiedendo per coprire la restante parte cubature pari a 1,2 milioni di metri cubi di nuovo cemento – che per i consiglieri di centrosinistra sono “un’enormita’” – con l’intento di realizzare un centro direzionale, sempre in quell’area, creando cosi’ una nuova centralita’. E, di fatto, un ulteriore fabbisogno di infrastrutture. Il risultato e’ che ora il progetto potrebbe subire un brusco rallentamento, visto che la maggioranza capitolina ha chiesto di effettuare ulteriori approfondimenti. E, ha lamentato qualcuno, di farlo “in maniera trasversale e interassessorile, e non solo con l’Urbanistica”.

(7) Comunicato stampa M5S Roma 17 luglio 2014 : SI allo stadio, NO alla speculazione in cui si dice tra l’altro che “I costi dell’opera in questione non saranno interamente a carico dei privati, come ha cercato di lasciar intendere l’Assessore Giovanni Caudo in più occasioni, ma saranno (in buona parte) sostenuti dalla collettività”

(8) COMUNICATO ITALIA NOSTRA 15 LUGLIO 2014 Le criticità dello stadio della Roma a Tor di Valle Aumentano le criticità ed è sempre più evidente la vera operazione immobiliare . Italia Nostra Roma ha sostenuto la necessità di liberare il complesso monumentale del Foro Italico dalle funzioni devastanti delle partite di calcio delle due società romane, ma il pasticcio della costruzione del nuovo stadio a Tor di Valle è insuperabile. La Soc. Sais Spa di proprietà di Papalia è fallita e nessuno parla dei problemi che potrebbero sorgere se venisse revocata la vendita dell’area alla Eurnova. L’udienza per verificare la consistenza della situazione debitoria della Soc. Sais è fissata per il 14 dicembre 2014. Come è possibile decidere con tanta fretta? L’operazione ha contorni opachi e poco trasparenti. L’area è la più infelice tra le scelte possibili. E’ un cul-de-sac completamente intercluso tra l’ansa del Tevere e la via del Mare-via Ostiense senza vie di fuga con 22 ettari inedificabili e gravata da vincoli paesaggistici e archeologici che sembrano non interessare nessuno. Inoltre il terreno risulterebbe presentare le stesse caratteristiche di quello che ha provocato i cedimenti del Palazzaccio a Piazza Cavour. Sono state prodotte serie indagini idrogeologiche? Per ottenere le necessarie opere pubbliche si tornano a prevedere le famigerate “compensazioni”per ben 220 milioni di euro per un centro direzionale o comunque per uffici che oggi a Roma vengono trasformati in abitazioni dal “Piano casa” regionale senza neanche potere avere l’avvallo dall’Assemblea capitolina. A giugno in un incontro a New York nel quale era presente l’arch. Daniel Libeskind si sono proposti ben tre grattacieli in un’area adiacente allo stadio. L’operazione si presenta sempre più come una bella ben confezionata speculazione con la ricerca disperata, per giustificarla, di un”pubblico interesse”. Il “pubblico interesse” deve essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio e non può invece servire per privilegiare gli interessi grandi e potenti che stanno governando senza “paletti” questo progetto.

(9) Corriere della Sera 14 luglio 2014 Stadio della Roma, così non va Le condizioni di Caudo: stazione metro e uffici per le multinazionali > scarica l’articolo Corriere della sera Caudo Cs_Rm_14_7_14_ stadio

(10) Sempre dalle colonne del Messaggero, dubbi sull’opera sarebbero sollevati da ben tre assessori, Paolo Masini (Lavori Pubblici), Marta Leonori (Attività Produttive) e Luca Pancalli (Sport),Il Messaggero 16 luglio: Stadio Tor di Valle, così non va: tutti i dubbi del Comune sul progetto di Simone Cannettieri e Lorenzo De Cicco . Il giorno dopo in una nota congiunta comunicano che le loro parole sono state travisate 17 luglio Roma Today Marino spegne le polemiche:”Nessuna bocciatura al progetto”Il dibattito politico dopo alcune dichiarazioni degli assessori Leonori,Masinie Pancalli riportate dalla stampa. Puntuale la rettifica “non corrette”. Anche Panecaldo e D’Ausilio buttano acqua sul fuoco e correggono il tiro 16 luglio: Stadio Roma: nessuna pregiudiziale sul nuovo impianto”Con una nota Fabrizio Panecaldo E il 20 luglio sempre sul Messaggero – ormai diventato evidentemente lo spazio deputato del dibattito sulla questione – dice la sua l’assessore Improta scarica l’articolo del Messaggero con la lettera di ImprotaMessaggero _Rm_20_7_14_ stadio lettera Improta

(11) guarda il video o leggi il testo dell’intervento dell’assessore Caudo 14 luglio al IX Municipio sullo Stadio della Roma su Romasperimenta

(12) Da il programma di Marino per l’Urbanistica: 5.11. GLI STRUMENTI DELL’URBANISTICA Negli ultimi anni l’amministrazione pubblica è apparsa debole dinanzi alle pretese del mercato e talvolta ha subito le regole della trasformazione urbanistica dettate dagli interessi di pochi. La centralità delle scelte urbanistiche deve tornare nella potestà del pubblico e non rispondere più alla sola logica dell’offerta. Lo scambio tra pubblico e privato è stato ineguale, le infrastrutture necessarie per i nuovi quartieri costano molto di più degli oneri ricevuti e hanno come effetto l’aumento del deficit comunale alimentando una spirale perversa e sempre più dannosa. Occorre che l’amministrazione pubblica sappia valutare con rigore e senza ambiguità l’utilità sociale che ci deve essere in ogni trasformazione urbanistica per costruire la città pubblica (attrezzature pubbliche, infrastrutture ecc.). SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO Programma_MarinoSindaco

(13) da DO.CO.MO.MO: IPPODROMO DI TOR DI VALLE, ROMA

L’Ippodromo di Tor di Valle è stato realizzato in occasione dei Giochi Olimpici del 1960 da Julio Lafuente, Aicardo Birago, Gaetano Rebecchini, Paolo Vietti Violi, Calogero Benedetti.

Caratterizzato dall’espressiva struttura in cemento armato delle tribune, è inserito nella ‘Carta per la qualità’ del Piano regolatore generale in vigore, ed è compreso tra le opere di rilevante interesse storico-artistico realizzate dal dopoguerra alla contemporaneità, e censite in base a un progetto curato dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee, PaBAAC del MiBACT al fine di promuovere e avviare su di esse operazioni di protezione e valorizzazione.Esperti e studiosi hanno più volte espresso perplessità di fronte all’ipotesi di abbattimento di quest’opera romana del secondo Novecento. Clara Lafuente, figlia del progettista, ha lanciato un appello contro la demolizione delle tribune dell’ippodromo, e a favore della loro integrazione all’interno del più piccolo campo di calcio destinato agli allenamenti, previsto nel nuovo impianto sportivo: “Le tribune, progettate da Julio Lafuente nel 1957, sono uno degli esempi più brillanti di architettura del novecento romano, perderle sarebbe un delitto, trasformarle invece, come proposto dall’architetto Clara Lafuente, figlia di Julio, nelle tribune dei futuri campi di allenamento della Roma, previsti vicino al nuovo stadio, consentirebbe di salvaguardare quest’opera e allo stesso tempo di costruire sia il nuovo impianto sia la nuova cittadella della società giallorossa che sarebbe arricchita da questa splendida opera funzionale all’attività sportiva(> vai all’appello)

(14) si veda ad esempio l’articolo de Il fatto quotidiano del 12 luglio 2012 Legge sugli stadi, da Montecitorio ecco il via libera. Ora tocca al Senato Il testo [poi fermato NDR ] è stato approvato in sede legislativa dalla commissione Cultura. Il Pdl punta ad una approvazione definitiva entro fine anno. Positivi i commenti del governo e dei berlusconiani, ma non del Pd, che parla di norma “sbagliata e contraddittoria”

(15) Legge 27 dicembre 2013, n. 147 Articolo 1, commi 304-305 scarica il testo con i link alle normative citate Legge 27 dicembre 2013 (commi 304-305 stadi)

(16) L’unanime e immonda proposta di legge sugli stadi di Vezio De Lucia Eddyburg, 11.12.2009

(17) SCARICA Legge 27 dicembre 2013 (commi 304-305 stadi)

Si veda anche il dettagliato articolo del Sole24 ore del 4 aprile 2014 Ecco come funziona la legge sugli stadi e i club interessati (tra cui Samp e Chievo): l’Udinese avrebbe impiegato 315 giorni e non sei anni

(18) Una pratica che nel programma citato del Sindaco Marino è esplicitamente criticata: “La giunta Alemanno ha utilizzato l’espansione urbanistica solo come “moneta”, continuando a consumare suolo

(19) I “soggetti attuatori” dello Stadio, cioé le società che prenderanno parte alla costruzione dell’impianto sono: la Associazione Sportiva Roma e la società che ha presentato il progetto, la Eurnova S.r.L, proprietaria di una fetta consistente dei terreni di terreno di Tor Di Valle, del Gruppo Parsitalia, il cui amministratore delegato è Luca Parnasi. Dice ad esempio la deputata del Partito democratico e presidente del Pd Lazio, Lorenza Bonaccorsi “…è opportuno che ci siano certezze anche sul fronte societario. Lo stadio deve appartenere alla As Roma e non alla società che detiene le quote di maggioranza della squadra oppure ad altre società. I tifosi devono avere la garanzia che lo stadio diventa patrimonio della società sportiva, non sarebbe comprensibile autorizzare una struttura del genere per darla ad un semplice privato. Nel caso in cui la proprietà della Roma dovesse cambiare, lo stadio deve rimanere alla squadra. Su questo è opportuno che il Comune introduca clausole chiare nell’operazione(Gazzetta giallorossa) Si veda anche: Sole24ore 2 luglio 2014 As Roma: per il nuovo stadio (per ora) si profila una proprietà Pallotta-Parnasi; dalla Nike una “base” annua di 4/5 milioni

LINKiesta 27 luglio 2014 Il nuovo stadio della Roma non sarà della Roma

(20 La Nota 26/2013 del Senato (pp 89-90) afferma che la Relazione Tecnica non prevede effetti di spesa pubblica, quindi non c’è possibilità di alcuna “contropartita” economico-patrimoniale obbligatoria da parte degli enti pubblici, altrimenti l’articolo avrebbe dovuto prevedere una copertura finanziaria ex art. 81 Cost:

Commi 304 e 305 (Ammodernamento e sviluppo dell’impiantistica sportiva)I commi in esame introducono una nuova procedura per la realizzazione el’ammodernamento degli impianti sportivi, nonché per assicurare l’equilibrio economico e finanziario degli interventi anche sulla scorta di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di finanza di progetto. In particolare, si interviene in materia di presentazione dei progetti da parte di soggetti proponenti nonché di tempistica per le necessarie delibere da parte degli enti locali interessati. Si stabilisce inoltre che gli interventi siano realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già edificate. La RT afferma che le disposizioni definiscono le procedure amministrative per l’ammodernamento e la costruzione di nuovi impianti sportivi a fini di semplificazione e non determinano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Al riguardo, non vi sono osservazioni da formulare.

(21) Forse anche a questo aspetto è da attribuire la campagna in corso da parte dei quotidiani di proprietà dei “concorrenti”…

(22) 26 marzo Repubblica http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/26/news/roma_pallotta_presenta_il_nuovo_stadio_impianto_da_52mila_posti_con_fondi_privati-81931717/

(23) si veda anche : STADIO: IL BUSINESS PARK, LA MONETA DI SCAMBIO di fmmagliaro

(24)Se lo stadio ci risolve anche dei problemi che noi oggi abbiamo, e che facendo lo stadio li risolviamo, allora comincio a intravvedere l’interesse pubblico, altrimenti… Ad esempio il collegamento con l’autostrada e l’aeroporto di Fiumicino che consenta di avere un immediato collegamento con l’altra parte del fiume, è sicuramente un aiuto, oggi tutti si mettono in coda su quel ponticello della Magliana che risale agli anni ’50, questo in parte risolve quel problema ovviamente bisogna rifare tutta l’Ostiense e la via del Mare e ristruttura. E’ sufficiente? No perché noi abbiamo detto che allo stadio ci si deve andare anche con la Metropolitana, come in molti paesi d’Europa. Su questo ci hanno ascoltato fino a un certo punto [gli autori dello studio di fattibilità ndr], vedremo nel prosieguo se riescono a fare uno sforzo e ad ascoltarci un po’ di più…(14)

(25) Tuttosport 26 marzo 2014 Serie A Roma, Pallotta: «Il nuovo stadio della Roma costerà un miliardo» Non si aprirà lo stadio se non verranno completate tutte le opere infrastrutturali che noi chiediamo assieme allo stadio. Forse non si è capito, noi abbiamo cambiato pagina”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, interpellato durante la presentazione del progetto del nuovo stadio della Roma, in Campidoglio.

(26)Si veda: Stadio Roma, Papalia in esclusiva: “Non ostacolerò il progetto di Tor di Valle” Lunedì, 28 Ottobre 2013 17:48 – Laroma2 27 marzo 2014 Parnasi: ”Rispetteremo i tempi” (…) Sul terreno di Tor di Valle non c’é nessun problema di proprietà. C’é un problema di natura legale di cui si stanno occupando gli avvocati. Siamo i legittimi proprietari e abbiamo un accordo molto chiaro con la Roma

(27) (da Ilfattoquotidiano Stadio Roma, i punti oscuri: dai rischi idrogeologici ai tempi di realizzazione di Marco Quarantelli | 6 aprile 2014 (…) L’AREA E’ ESONDABILE

In prossimità del luogo in cui lo stadio dovrebbe sorgere, il Tevere fa un’ampia ansa. “Nel Piano di Stralcio numero 5 al Piano di assetto idrogeologico – spiega al fattoquotidiano.it Giorgio Cesari, segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Tevere – per Tor di Valle si parla di ‘possibili rincolli del livello del corso d’acqua’”. Il che significa che se aumenta la portata d’acqua del fiume, l’area rischia di essere inondata. “Ma non c’è una possibilità significativa che accada – precisa Cesari – i dati di cui disponiamo sono vecchi di un decennio: a giugno presenteremo un nuovo studio sul reticolo idrografico minore di cui quell’area fa parte e sapremo dire se il rischio esiste ancora”. Intanto il dubbio rimane.”Sarà rialzato di 7 metri”, spiegava Meis mercoledì, sollevando il velo che copriva il plastico. “Il problema è che un intervento di rinforzo degli argini – risponde Edoardo Zanchini, vicepresidente e responsabile dei settori energia e trasporti di Legambiente - e gli interventi urbanistici previsti nell’area possono creare un aumento del rischio”. I fatti dicono già che l’intera zona si allaga facilmente. A inizio febbraio quel tratto della via del Mare era finito sott’acqua dopo l’ondata di maltempo che aveva paralizzato diverse zone della Capitale, con gli abitanti che hanno vissuto giorni di terrore con gli occhi fissi sul fiume. “Non nego che l’area di Tor di Valle è più delicata delle altre – spiegava Andrea Santoro, presidente del IX municipio, alla Gazzetta dello Sport – quando vedremo il progetto dello stadio dovremo tenere di più conto dell’aspetto idrogeologico”.

(28) Calcio e finanza 31 luglio Stadio della Roma, lo studio di fattibilità inizia a scricchiolare

(29)da Ilfattoquotidiano Stadio Roma, i punti oscuri: dai rischi idrogeologici ai tempi di realizzazione di Marco Quarantelli | 6 aprile 2014 (…)IL DEPURATORE E I MIASMI

E’ uno dei più grandi d’Europa. Averlo in prossimità di quello che è stato annunciato come il più bello e avveniristico degli stadi italiani non è una bella prospettiva, specie dal punto di vista visivo. Eppure l’impianto di depurazione gestito da Acea sorge a breve distanza dal “nuovo Colosseo”, come lo chiama già qualcuno. Il toto-soluzioni è scattato da tempo. “Andrà interrato”, suggeriva il 26 marzo Luciano Ciocchetti, ex assessore forzista alle Politiche del Territorio e dell’Urbanistica della Regione Lazio, perché è “causa continua di miasmi e cattivi odori subiti dai cittadini del Torrino sud”. C’è la possibilità che l’impianto possa essere spostato?”, è stata la domanda rivolta lo stesso giorno in Commissione Bilancio a Paolo Grillo, direttore generale di Acea Spa. “Ritengo sia complicato- la risposta – bisogna considerare che quell’impianto tratta i reflui di un milione di abitanti, quindi circa un terzo di Roma. Sicuramente abbiamo questo progetto in mente, ovvero oltre a migliorare ulteriormente da un punto di vista fisico il trattamento, anche un miglioramento in termini di impatto visivo facendo degli interventi per renderlo più gradevole, più accettabile visivamente”.

(30)dal dossier Stadi di Legambiente – scarica il dossier Legambiente Lazio – Dossier stadi

(31) http://it.wikipedia.org/wiki/Juventus_Stadium

(32) Dal programma urbanistico del Sindaco Marino: “I processi di rigenerazione devono avvenire promuovendo il più ampio coinvolgimento dei soggetti interessati al fine di assicurare che gli interventi migliorino la vivibilità e la qualità delle parti di città coinvolte e ne sia garantita la sostenibilità sociale ed economica. A tal fine istituiremo i Laboratori di Città che descriviamo più avanti con i quali promuoviamo non la solita partecipazione ma il protagonismo di cittadini e anche delle imprese che in forme civiche prendono parte ai processi di rigenerazione”La qualità è anche aprirsi alla partecipazione. I Laboratori di Città e l’Agenzia di rigenerazione urbana serviranno anche a costruire nuovi percorsi di partecipazione informata dei cittadini alle scelte urbanistiche della città. Vanno poi aperti nuovi canali di comunicazione e dibattito pubblico, gestiti dall’amministrazione pubblica, che devono svolgersi sia in maniera decentrata, nei luoghi della città dove le cose avvengono, ma anche in uno spazio da creare al centro, un “forum” dedicato, perché molte di queste trasformazioni interessano l’intera comunità urbana”

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sovrapposizione ippodromo:stadio

Imprecisa sovrapposizione dell’area attuale dell’ippodromo con quella interessata dal progetto del 2014/2015

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