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Patate bollenti: 12 domande che nessuno fa ai candidati Sindaco

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Sono molti i temi su cui i candidati  Sindaco della  Capitale  sono stati intervistati, o che sono stati inseriti nei punti, linee guida o  programmi presentati.  Ma ci sono degli argomenti con cui pochi si sono misurati, quantomeno entrando   davvero nel merito degli aspetti più scottanti. Argomenti  che riguardano situazioni complesse, che pongono di fronte a  decisioni sul continuare o meno su strade – anche molto diverse – imboccate  dalle amministrazioni precedenti. O  a scelte  tra  le ragioni  della legalità e quelle dell’interesse economico del Comune.  O  a  realtà  nascoste  dietro gli slogan o i luoghi comuni.   Tutte questioni che pesano  parecchio  sul futuro della città e di molti cittadini.

Carteinregola pone 12 domande  ai candidati Sindaco, ai loro annunciati potenziali assessori, e anche ai giornalisti che vorranno farsene portavoce.

> VAI ALLE RISPOSTE PERVENUTE

PATATE BOLLENTI: 12 domande che nessuno fa ai candidati Sindaco

1) Progetti urbani precedenti

La nuova amministrazione continuerà il percorso avviato dalla precedente per quanto riguarda le conferenze urbanistiche nei Municipi, il progetto Roma 2025 con le università italiane e straniere, il progetto Roma città Resiliente?

Quali decisioni prenderà (continuità – prosecuzione con modifiche (quali) – cancellazione) riguardo a:

Stadio della Roma a Tor di Valle
Progetto Flaminio – Città della Scienza (ex stabilimenti militari di Via Guido Reni)
Ex caserme: quale prosieguo alle trasformazioni delle caserme Ulivelli e del Trullo
Ex rimesse ATAC: l’amministrazione Alemanno prevedeva una consistente valorizzazione immobiliare, che l’amministrazione Marino ha fermato senza tuttavia individuare nuove soluzioni e destinazioni.
Prolungamento Metro B a Casal Monastero con cospicue previsioni edificatorie per finanziare la tratta che una delibera della precedente amministrazione (non ancora approvata dal commissario Tronca) aveva drasticamente ridimensionato
Print – programmi integrati (140 proposte di interventi di privati, tre con delibere già adottate)
Progetto Fori: sarà portato avanti il progetto proposto negli anni dell’amministrazione Petroselli e ripreso dall’amministrazione Marino? La nuova amministrazione è favorevole alla ipotizzata demolizione della via dei Fori Imperiali per ripristinare la continuità del tessuto archeologico sottostante?
Piano Regolatore Generale: si continua, si cambia (dove), si ferma, si cancella? Lo strumento della compensazione urbanistica: è uno strumento utile che si deve continuare ad adottare, è un’eccezione che va cancellata appena esaurito quanto previsto dal PRG, è una soluzione che va rimessa in discussione anche per quanto riguarda gli interventi non ancora completati? Con quali strumenti anche partecipativi la nuova amministrazione intende aggiornare o rivedere da qui ai prossimi cinque anni il Piano Regolatore Generale?
2) Olimpiadi: la nuova amministrazione si adopererà perché i cittadini romani possano partecipare a un referendum sulle Olimpiadi? Quali ambiti decisionali ritiene che spettino al Comitato Promotore delle Olimpiadi e quali alla città di Roma nella persona del suo Sindaco? Ritiene che le decisioni che riguardano quale eredità debbano lasciare i giochi olimpici alla città – quali infrastrutture, quale sviluppo urbanistico – debbano essere prese attraverso un dibattito pubblico con la città o nelle segrete stanze di commissioni a cui partecipa qualche rappresentante dell’amministrazione capitolina? La nuova amministrazione entrerà nel merito di quelle scelte prettamente urbanistiche, come la collocazione del villaggio olimpico, riconsiderando l’orientamento finora seguito dal Comitato olimpico?

3) Piano Urbano Parcheggi: l’Autorità di vigilanza sugli appalti (oggi ANAC) nel 2012 ha dichiarato che i parcheggi privati su suolo pubblico sono opere pubbliche a tutti gli effetti e che pertanto devono seguire le normative vigenti in materia di gare di evidenza pubblica. Il vigente Piano Urbano Parcheggi (Delibera 129/2008 dell’amministrazione Alemanno) non è stato modificato né rivisto in base a tale parere durante l’amministrazione Marino, per cui il prossimo Sindaco e il prossimo Assessore alla Mobilità si troveranno di fronte a centinaia di interventi di dubbia utilità pubblica, di cui buona parte non è mai ancora stata oggetto di convenzione tra privati e Comune. La nuova amministrazione intende rielaborare il Piano Parcheggi sulla base delle attuali normative? I parcheggi previsti che non hanno raggiunto la convenzione con il Comune, se ritenuti non utili al piano della mobilità cittadina, saranno cancellati? Sarà finalmente rielaborato l’attuale schema di convenzione, tenendo conto delle maggiori tutele per i cittadini presenti nelle convenzioni di altre città e delle linee guida stilate dall’Ordine dei Geologi del Lazio?

4) Punti Verde Qualità. Un’esposizione bancaria per il Comune di Roma di circa 550 milioni, frutto delle fideiussioni assicurate da tre delibere di tre amministrazioni diverse: Rutelli, Veltroni, Alemanno. Una colpevole mancanza di vigilanza da parte dell’amministrazione per molti anni. Una relazione del Comune di Roma che descrive una situazione drammatica, con molte strutture mai realizzate, nonostante i cospicui contributi erogati, e molte altre realizzate in modo irregolare o illegale. Il Comune ha proposto all’ANAC nel settembre scorso una sorta di sanatoria, che il Presidente Cantone ha ritenuto non applicabile. Il Commissario Tronca, con i poteri assembleari, nell’aprile scorso ha approvato una delibera che ipotizza una nuova valutazione, in nome dell’interesse pubblico, delle strutture già ultimate e funzionanti (spesso non collaudate e “incollaudabili”) e, per altri interventi eseguiti o ancora in corso, l’istituzione di una conferenza dei servizi interna all’amministrazione con l’obiettivo di approfondire la “possibile regolarizzazione degli interventi e il riconoscimento dell’immanenza dell’interesse pubblico”. Come sarà affrontata dalla nuova amministrazione la situazione dei Punti Verde Qualità? Si sceglierà la strada del rispetto delle norme e della legalità o si privilegeranno soluzioni che “riducano il danno” economico alla città di Roma attraverso lo strumento della sanatoria? Per evitare al Comune l’esborso delle cospicue fideiussioni, la nuova amministrazione, come già ventilato in passato, è disposta a dare in concessione a privati per decine di anni, o addirittura a cedere definitivamente, le aree e le strutture pubbliche che inizialmente dovevano essere rese fruibili ai cittadini con gli interventi?

5) Piani di Zona. Esistono pezzi di città dove da anni non si rispettano le regole. Dove cittadini che avrebbero dovuto avere alloggi di edilizia agevolata a canoni o prezzi di acquisto inferiori hanno pagato più del necessario. Dove da anni i residenti vivono in quartieri senza strade, fognature, luce, servizi. Ed esiste un’amministrazione che dopo anni di immobilismo ha cominciato a fare ordine, per imporre a chi ha costruito quei quartieri, a chi ha chiesto prezzi superiori, a chi non ha consegnato tutta la documentazione necessaria per stabilire prezzi equi, di mettersi in regola. La nuova amministrazione come intende affrontare e risolvere i tanti drammatici aspetti dei Piani di Zona? Intende far pagare le sanzioni previste ai consorzi e ai costruttori che non rispettano i prezzi massimi di cessione? Intende continuare l’opera di verifica da parte degli uffici anche per quanto riguarda le cosiddette “migliorie” e i consuntivi dei piani economici finanziari? Poiché fin dalla approvazione delle delibere di attuazione dei Pdz l’amministrazione era a conoscenza che gli oneri concessori non avrebbero coperto se non mediamente al 60/70% i costi di quanto progettato per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, come e in che tempi la nuova amministrazione intende reperire le risorse necessarie a dare finalmente vivibilità a quartieri che ancora oggi dopo oltre 7/10 anni sono ancora privi di molti servizi essenziali?

6) Proprietà pubbliche. L’enorme patrimonio pubblico della città di Roma appare completamente fuori controllo. Le informazioni non sono accessibili, spesso neanche alla stessa amministrazione; i privati a cui sono stati affidati appartamenti, locali, immobili, terreni, impianti sportivi, etc spesso pagano canoni ben al di sotto del valore di mercato, in molti casi hanno concessioni che prevedono servizi alla cittadinanza mai attivati e/o sono morosi da anni e soprattutto quasi sempre hanno avuto l’assegnazione di un bene pubblico senza alcun procedimento di evidenza pubblica. Nello stesso tempo vengono sfrattati da proprietà pubbliche cittadini e associazioni che hanno utilizzato quei beni, spesso in abbandono, per offrire servizi alla collettività. Come pensa la nuova amministrazione di riportare il patrimonio pubblico all’interno di un sistema di regole eque e trasparenti, rendendo le proprietà pubbliche un patrimonio al servizio dei cittadini e non degli speculatori privati?

7) Poteri speciali. La nostra città ha subito la sospensione delle regole per 6 anni, dal 2006 al 2012, perché il Sindaco di Roma, prima Veltroni e poi Alemanno, ha ottenuto poteri speciali per la mobilità , con la possibilità di utilizzare deroghe normalmente attivate per fronteggiare le calamità naturali. Tali poteri commissariali sono stati poi esercitati quasi esclusivamente per le ordinanze del Piano Urbano Parcheggi con risultati insignificanti (e mai accertati nonostante la legge lo preveda): su quasi 400 interventi previsti ne sono stati realizzati meno del 10%, a fronte di un notevole esborso di fondi pubblici per la gestione dell’ufficio speciale. La nuova amministrazione ritiene che i problemi della città debbano essere risolti con gli strumenti ordinari della pianificazione e della razionalizzazione della macchina amministrativa, o intende chiedere di nuovo poteri che permettano di bypassare leggi vigenti e regolamenti posti a tutela del patrimonio pubblico e dei cittadini?

8) Per la tutela del verde urbano. Roma non ha, né ha mai avuto, un regolamento del verde urbano. Ciò comporta che il sistema del verde pubblico e privato, caratterizzato da alberate, viali, giardini e parchi di ville e altri elementi identitari di inestimabile valore storico e paesaggistico, siano costantemente minacciati. Con la precedente amministrazione si era giunti all’elaborazione di un regolamento condiviso con comitati, associazioni ambientaliste cittadine e professionisti del settore, dopo un percorso caratterizzato da confronti e verifiche continue con gli uffici dell’Assessorato. Purtroppo l’imprevisto precipitare della situazione politica cittadina ha determinato il blocco di tutte le iniziative in corso, compreso il Regolamento. Il rischio è che il lavoro svolto venga, ancora una volta, accantonato e dimenticato, con un grave danno per Roma e per i tanti che hanno a cuore il patrimonio verde della città. La nuova amministrazione varerà in tempi rapidi un regolamento del verde per la città di Roma? Riprenderà in mano il lavoro già svolto, o ricomincerà da capo, rimandando a chissà quando l’approvazione dell’unico strumento a salvaguardia delle aree verdi di Roma?

9) Partecipazione dei cittadini La partecipazione è una delle parole più inflazionate ma anche meno praticate dalla politica. Esiste una partecipazione di facciata, che coinvolge la cittadinanza solo nelle ultime decisioni, coprendo il fatto che le decisioni a monte sono state prese senza consultare nessuno. Esiste una partecipazione sulle trasformazioni urbanistiche, prevista dalle normative vigenti, ma i cittadini non vengono coinvolti né consultati in tanti altri aspetti della vita cittadina, come le scelte che riguardano il bilancio, i servizi, la gestione del patrimonio pubblico. Quale forma di partecipazione e consultazione dei cittadini la nuova amministrazione intende adottare? Su quali aspetti della vita collettiva e con quali modalità?

10) Procedure trasparenti Come la vera partecipazione, anche la vera trasparenza è di difficile attuazione. Soprattutto nel rendere disponili e accessibili a tutti le informazioni, ma ancora di più nel rendere tracciabili tutte le scelte e i provvedimenti dell’amministrazione. La nuova amministrazione renderà pubblici i documenti anche per i procedimenti nel corso delle istruttorie o intende mettere i cittadini a conoscenza solo degli atti approvati e irreversibili? Le scelte della Giunta, le delibere dell’Assemblea capitolina saranno messe a disposizione affinchè i cittadini possano conoscere le decisioni prima che vengano prese?

11) Per una corretta gestione dei rifiuti urbani. Dal momento che la normativa vigente (legge 152/2006 art. 205) prevede che si raggiunga almeno l’obiettivo 65% di raccolta differenziata e dato che la precedente Aula Capitolina ha approvato la deliberazione n. 129/2014 relativa al percorso “Roma verso rifiuti zero” che oltre a ribadire lo stesso obiettivo del 65% per il 2016 ha previsto sia azioni concrete in merito alla Riduzione del 10% entro il 2016 e l’attivazione di Centri di riuso che la riconversione del sistema impiantistico verso il recupero di materia senza combustione e l’abbandono progressivo dell’incenerimento dei rifiuti urbani, quali sono le vostre proposte in merito al contraddittorio Piano Industriale di AMA che invece punta ancora al CDR da incenerire a Colleferro – a S. Vittore ed ora anche al previsto raddoppio del gassificatore di Malagrotta ?

12) Per la tutela e il rilancio dei mercati rionali Roma ha un sistema di mercati rionali distribuiti sia nei quartieri del centro sia nelle periferie. Fra i 29 coperti, molti sono ubicati in aree prestigiose della città, e, in passato, sono stati oggetto di progetti che, in nome della riqualificazione, intendevano consegnarli a privati, spesso con la prospettiva del loro abbattimento e ricostruzione, infarcendoli di cubature edilizie di tutt’altra natura. Quali misure la nuova amministrazione intende adottare per la riqualificazione e il rilancio dei mercati rionali coperti? Si continuerà la politica della progressiva privatizzazione per ricavare nuove cubature commerciali, direzionali e residenziali (come nel caso di Testaccio, Trionfale, Milvio ecc.) o quella, meno vistosa, della loro consegna a società pubblico/private, oppure verrà conservata la piena proprietà pubblica, riorganizzando il rapporto fra mercati e territorio?

scarica la versione stampabile  PATATE BOLLENTI 26 maggio DOMANDE a candidati sindaci e assessori definitivo

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