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Perchè cadono gli alberi

Albero caduto in Via Pannini 29 ottobre 2018  al Flaminio Foto AMBM

Albero caduto in Via Pannini 29 ottobre 2018 al Flaminio Foto AMBM

Gli alberi cadono per vari motivi, perchè sono malati, hanno poca stabilità radicale a causa di forte superficialità o rottura delle radici – spesso per scavi stradali effettuati senza cura – ,  hanno uno spazio inadeguato,  hanno subìto potature scorrette o magari sono specie non adatte all’ambiente urbano. Pubblichiamo una circostanziata analisi di Paola Loche, dottore in scienze naturali,  del gruppo Verde urbano di Carteinregola,  che da anni  lavora con AIAPP e altre associazioni perchè anche Roma si doti di un Regolamento del Verde Urbano adeguato. In questi ultimi mesi, anche grazie all’impegno dell’Assessora Montanari che ha lavorato fianco a fianco con le associazioni, il testo del Regolamento è stato definitivamente messo a punto ed ora è al vaglio del Segretariato. Invece sul fronte della trasparenza sulle condizioni e la cura delle alberture cittadine,  la situazione è assai insoddisfacente e le  lettere  di Carteinregola – l’ ultima 10 giorni fa* – non hanno avuto alcuna risposta. (AMBM)

Perchè cadono gli alberi

di Paola Loche

L’albero è un organismo vivente che va considerato e rispettato tenendo conto del suo ciclo vitale. Nell’ecosistema urbano gli alberi non possono essere gestiti come se crescessero all’interno di un bosco, per questo motivo devono essere sottoposti ad un grado di cura più elevato rispetto ad un ambiente naturale.

La presenza degli alberi in città è essenziale, e di questo i cittadini iniziano ad averne piena consapevolezza, riconoscendo  il ruolo fondamentale  che svolgono attraverso varie funzioni, quali:

·      funzione ecologico–ambientale: gli alberi e le aree verdi accrescono il valore ecologico e la biodiversità dell’ambiente urbano;

·      funzione climatica: gli alberi contribuiscono mitigare gli effetti negativi sul clima causati dall’uomo, controbilanciando l’effetto serra tramite la produzione di ossigeno e l’assorbimento di CO2;

·      funzione igienico–sanitaria, legata alla depurazione chimica dell’atmosfera, alla fissazione dei gas tossici, alla depurazione batteriologica e al filtraggio delle polveri sottili e di altri agenti inquinanti;

·      funzione termoregolatrice,grazie all’effetto dell’aumento dell’evapotraspirazione, gli alberi sono capaci di contenere l’aumento delle temperature nelle stagioni estive;

·      funzione di riduzione dell’inquinamento acustico, dato dalla naturale capacità fonoassorbente delle piante;

·      funzione protettiva e di tutela dei suoli, specialmente nelle aree a rischio o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana, ecc.), che gli alberi e le piante proteggono grazie alle loro radici da fenomeni altrimenti incontrastabili di degrado e dissesto idrogeologico;

·      funzione ricreativa, grazie a giardini e parchi urbani che migliorano notevolmente la qualità della vita in città;

·      funzione estetica e paesaggistica, migliorando la qualità degli spazi urbani sotto il profilo della percezione visiva, generando effetti benefici anche sotto il profilo psicologico per i cittadini.

Per questo motivo ne va incentivata la presenza, ma di conseguenza anche la cura e la tutela. Gli alberi, infatti, sono molto resistenti in natura ma deboli  in città. Ciò è dovuto al fatto  che sono spesso costretti a vegetare in ambienti non idonei alle loro specifiche esigenze fisiologiche e sono sottoposti a varie cause di stress alle quali, per la loro immobilità, non possono sottrarsi.

Gli impatti subiti in ambiente urbano sono numerosi:

·      Inquinamento atmosferico e attenuazione della luce solare causata dallo smog

·      Inquinamento dell’acqua che raggiunge il suolo

·      Scarsità di spazio a disposizione per lo sviluppo della chioma

·      Quantità insufficiente di suolo e sua pessima qualità, dal momento che:
a)non contiene humus (la rimozione delle foglie cadute sottrae un importante apporto di materia organica)
b)spesso è così costipato da risultare asfittico

c) presenta sovente cattive condizioni di tessitura ed è spesso attraversato da tubazioni

d)è inquinato  a causa di infiltrazioni nocive

·      danni meccanici di vario tipo.

Tutto ciò comporta evidenti conseguenze quali l’instabilità degli individui di maggiori dimensioni, la crescita stentata dei soggetti di nuovo impianto, la maggiore sensibilità agli attacchi parassitari, condizionandone in maniera evidente lo stato di salute.  L’insieme e anche uno solo di questi fattori possono determinare, anche in presenza di condizioni meteoriche particolarmente avverse, schianti pericolosi. Ne deriva che si tratta di un patrimonio che va tutelato e curato, nel rispetto sia delle piante, sia degli utenti, intervenendo con l’ eliminazione della pianta pericolosa, prima che si evidenzino i segnali della sua fine, ossia la caduta di grossi rami o addirittura lo schianto dell’intera pianta.

Gli alberi cadono per vari motivi, perchè

–       sono malati,

–       hanno poca stabilità radicale a causa di forte superficialità o rottura delle radici,

–       hanno uno spazio inadeguato che non ha consentito uno sviluppo radicale adeguato,

–       hanno subito potature scorrette che hanno creato danni fitosanitari o sbilanciamento della chioma,

–       sono state usate specie non adatte all’ambiente urbano, in particolare  per le alberature stradali.

In  condizioni meteorologiche avverse gli individui più sensibili, per le motivazioni prima elencate, risultano maggiormente a rischio. La situazione critica dei giorni scorsi per i forti venti ha determinato la rottura di rami e numerosi schianti proprio fra quegli individui arborei già fortemente condizionati.

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L’attività di gestione degli alberi e del verde è particolarmente complessa, anzitutto per le responsabilità connesse ed in seconda battuta per la particolare sensibilità dei cittadini rispetto a questo tema

La conoscenza è alla base di una buona gestione delle alberature. Alla base della conoscenza c’è l’esecuzione del censimento attraverso l’individuazione del numero complessivo degli alberi, la classificazione botanica, lo stato di salute, l’ubicazione. Un altro passo fondamentale è la georeferenziazione dei singoli individui e le schedatura di ogni singola pianta. A queste informazioni andrebbero aggiunte note sulle criticità legate alle singole specie, anche per fare un’analisi storica degli schianti per capire quali sono le specie più fragili sotto questo punto di vista.

Molto spesso nei viali alberati delle nostre città vi è un inadeguato uso delle specie arboree. Se non si rispettano le basilari regole di progettazione, si possono verificare disagi e danneggiamenti a carico delle infrastrutture, oltre che problemi di sicurezza ed incolumità del cittadino nonché problemi a carico delle stesse piante.

La maggior parte di questi danni all’interno dell’ambito cittadino sono ad esempio la rottura dei marciapiedi, danni alle fognature, a causa del riempimento dei tombini con i filamenti delle radici, danni a strade ed edifici, schianti su edifici o su strade. Questi problemi sono derivati da varie cause, prima fra tutte il mancato rispetto del principio di garantire lo spazio vitale per gli alberi, che vengono così, stretti dalla morsa dell’asfalto e del cemento. Una regola dettata dall’esperienza ci indica che una pianta d’alto fusto richiede “almeno tre metri quadrati di superficie drenante” per crescere in salute regola quasi sempre totalmente ignorata.

Ma la causa più ricorrente è quella di una mancanza di attenzione nella scelta delle specie utilizzate per le alberature stradali.

Risulta, quindi, necessario orientare le scelte su specie che presentano determinati requisiti, quali: compatibilità ecologica,  resistenza ai diversi inquinanti atmosferici; effetto estetico, capacita di ridurre il rumore, capacita di ridurre la carica batterica dell’aria; ridotte esigenze di manutenzione; resistenza meccanica agli agenti atmosferici avversi; resistenza alla siccità, ecc.

Uno degli aspetti che, molto spesso, non viene considerato in presenza di vincoli alla crescita degli alberi, come accade frequentemente nelle aree urbane, è la necessità di utilizzare specie la cui dimensione finale, anche degli apparati radicali, sia compatibile con lo spazio a disposizione. Considerato che la pianta ideale, che risponda a tutte le esigenze sopraelencate non esiste, si capisce come è fondamentale che le scelte progettuali siano effettuate da tecnici esperti del verde utilizzando le specie che rispondano, quanto più possibile, alle esigenze dell’intervento.

Il punto è che spesso ci si dimentica che gli alberi, sono esseri viventi, hanno delle loro precise caratteristiche ed un percorso di vita che vede un inizio e poi, purtroppo, e per quanto ci possa dispiacere, una fine. In ambito urbano non possiamo certo aspettare che gli alberi cadano da soli o continuino a creare potenziali gravissimi danni a persone o cose, se essi pervengono ad una condizione vegetativa irrecuperabile sotto vari punti di vista, in virtù di scelte e modalità di impianto assolutamente inadeguate. Infatti, la grande fonte di problemi che riguarda la gestione del verde urbano è costituita da modalità di progettazione prive di contenuti scientifici nella specifica materia, che trascurano, quindi, il fatto che l’albero, dal momento della messa a dimora, muterà di forma e di volume lungo il corso della propria esistenza. Gli effetti e le conseguenze di ciò sono davanti agli occhi di tutti spesso anche con tragici risvolti.

La manutenzione è importante e deve essere effettuata bene, in modo razionale e corretto. È necessaria una mappatura della città, per suddividere le varie aree verdi in base al livello di importanza e di immagine che devono fornire.

Un criterio manutentivo importante è la programmazione delle potature degli alberi, specialmente quelli ubicati su alberate stradali: il traffico veicolare, il passaggio di pedoni, la vicinanza agli edifici, la presenza di impianti semaforici, di pensiline per la sosta, ecc. richiedono una costante attenzione per scongiurare ogni possibile pericolo per la pubblica incolumità. Tutti questi elementi impongono ai tecnici del verde l’acquisizione di una grande capacità di osservazione e di organizzazione di un efficace sistema manutentivo. Si tenga sempre presente che la città è un sistema molto complesso e articolato per la presenza di impianti, reti, sopra e sottoservizi di ogni tipo.

Il livello manutentivo è il metro su cui il cittadino può misurare l’efficienza / efficacia della pubblica amministrazione.

Le alberate di una città non si possono considerare come una struttura statica, una sorta di monumento inanimato da conservare, ma una struttura dinamica e viva che può continuare a svolgere le sue importanti funzioni solo prevedendo al momento opportuno le sostituzioni necessarie. Se il processo di cura e sostituzione è graduale e continuo, viene garantita la perpetuazione del patrimonio.

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La nostra città negli ultimi anni ha mostrato una grave carenza nella gestione del verde, nel contempo  però sta prevalendo la consapevolezza presso i cittadini che il verde sia un bene inestimabile, da preservare, curare e tutelare. Il primo passo importante per proteggere e gestire il patrimonio verde di Roma sarà rappresentato dall’applicazione del Regolamento del verde e del paesaggio urbano, lungamente atteso e finalmente in fase di approvazione.  Con il Regolamento si supererà la casualità degli interventi con l’adozione di atti e norme specifiche che consentano di promuovere il coordinamento unitario dell’azione amministrativa nei vari settori della gestione del verde. Il solo Regolamento però non basta ma sarà necessario al più presto predisporre il Piano per il Verde urbano. Con il piano per il verde urbano le proposte pianificatorie verranno coordinate con le altre esigenze di uso del territorio e inserite nel Piano Regolatore Generale, costituendo il più importante strumento per l’orientamento ecologico dello sviluppo urbano

Paola Loche

 

Per approfondimenti scaricada ACER – il Verde editoriale Milano- Un cittadino sconosciuto  Testo ed elaborazioni grafiche di
Giovanni Morelli, agronomo; Pierre Raimbault, esperto di fisio-morfologia delle piante arboree scarica morelli_acer pino

* vedi Verde urbano, nessuna trasparenza. Abbiamo scritto di nuovo alle Assessore  24 ottobre 2018

 

 

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