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Piediperterra – materiali

Corviale, foto AMBM

Corviale, foto AMBM

logo piediperterra 2018Abbiamo creato una sezione di Piediperterra con materiali di riflessione  sui territori di Roma. Articoli, materiali e bibliografie per conoscere la città con la testa e con i piedi.

> vai a Piediperterra, il progetto

Vai a Siamo Noi, 12 febbraio 2019 – Periferie d’Italia, la città di Roma Viaggio di Siamo Noi di TV 2000 . Roma: come si combatte l’isolamento nella Capitale? Quali progetti sono attivi? Siamo Noi ne parla con: Duilio Giammaria, giornalista e conduttore Rai; Carlo Cellamare, urbanista; Don Luca Centurioni, vice parroco di Santa Maria della Fiducia a Roma.

Confini al centro 12 maggio 2018: abitare Dibattito  “I diversi volti della povertà urbana”  Intervento Carlo Cellamare, Professore associato di Urbanistica presso l’Università La sapienza di Roma, Intervento Mario Cecchetti Centro sociale El Chentro Roma , Intervento Enrico Puccini  (l’intervento, sullo stesso tema della tavola rotonda di Confini al Centro, è stato rgeistrato il 6 giugno 2019 in occasione di un seminario organizzato da Coordinamento periferie)

Confini al centro 12 maggio 2018: Andrea Colafranceschi Tor più Bella

Confini al centro 12 maggio 2018 Dibattito: lo sgombero di Piazza Indipendenza, lo spartiacque di una città intollerante  Intervento Federico Bonadonna

Rai Report La grande scommessa di Michele Buono  15 maggio 2017

he idea ci faremmo di un individuo che ci tiene a vestirsi bene ma che ha i calzini bucati? Non è molto diverso il rapporto tra il centro delle città e le sue periferie luogo di scontri e di sfogo delle intolleranze. Ci sarebbero ancora se si migliorasse la qualità della loro vita? La scommessa è quella di abbattere le differenze introducendo nuove attività economiche avanzate. Report ha modulato una simulazione di un progetto di rigenerazione su scala nazionale, prendendo esempi positivi da varie parti del mondo: Baltimora, Ottawa, Olanda. Gli attori coinvolti nella simulazione di progetti e investimenti sono veri. Alcuni esempi: laboratori di ricerca sulle plastiche bio originate da scarti vegetali e del caffè attirano investimenti per uno sviluppo industriale sul territorio che dà vita a startup tra i giovani. Quindi necessità di nuove infrastrutture: l’associazione costruttori edili del Lazio s’impegna a utilizzare metodologie dell’industria 4.0 applicata alle costruzioni per abbassare i costi industriali con un’efficienza energetica del costruito a livello A+. Mentre si innescano opportunità per l’apertura di servizi (bar, ristoranti ecc.) per far fronte alla richiesta delle nuove attività produttive. Report porterà in scena anche una proposta per ristrutturare 18 milioni di appartamenti nel nostro Paese, senza spendere un euro, ma mettendo in moto l’edilizia. I soldi verrebbero presi dai 42 miliardi di euro delle bollette per l’energia che gli italiani spendono ogni anno. Il risparmio della bolletta, una volta reso più efficiente l’appartamento, diventa il guadagno per le imprese. Report ha presentato la sua simulazione alla Commissione Europea: il portavoce, Iakub Adamowicz, ha dichiarato che il progetto è in linea con i requisiti richiesti dalla Ue e che, di fronte al progetto concreto, sarebbero disponibili anche i fondi strutturali.

> Vai a Rai Report la grande scommessa  http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-11d40bff-e9f5-4130-a999-d55d8bd54ee4.html

In collaborazione con Carlo Cellamare*cellamare-fuori-raccordo

Fuori raccordo. Abitare l’altra Roma  è  frutto di un gruppo di lavoro interdisciplinare e  prova a mettere al centro il punto di vista dell’abitare, inteso come casa e abitazione e come organizzazione spaziale e temporale nella vita di ogni giorno, come forma di appropriazione dei territori. comune-info, 22 dicembre 2016

Periferie epifaniche, riappropriazione della città e qualità dell’abitare

I quaderni #14 giornale on-line di urbanisticaTRE

Planning for all generations Per una pianificazione multigenerazionale settembre_dicembre 2017 Edited by GU | Generazione Urbana

Le periferie, e soprattutto quelle romane, sono spesso associate all’idea del degrado. In realtà, la realtà delle periferie è molto più complessa. In primo luogo esistono molte situazioni diverse di periferia. Inoltre è superata la semplice dicotomia centro-periferia e l’idea di Roma come un centro storico circondato da una corona di periferie degradate. Ancor più bisogna discutere l’idea stessa di degrado e la sua associazione automatica alle periferie. Le periferie sono luoghi molto vitali, ricchi di iniziative e di protagonismo sociale, dove il senso di appartenenza può essere molto forte, così come le progettualità e le capacità di autorganizzazione. Sono, allo stesso tempo, laboratori sociali della convivenza e luoghi di produzione culturale. La qualità dell’abitare è qui associata alla qualità delle relazioni sociali. I problemi e i conflitti però non mancano, spesso associati ad una assenza delle istituzioni e della politica. Non bisogna quindi cadere in un “romanticismo” della periferia, quanto lavorare per una valorizzazione delle energie sociali, delle progettualità locali e del protagonismo degli abitanti al fine di superare i grandi problemi ancora esistenti. Questo pone compiti impegnativi all’urbanistica ed un suo ripensamento.

scaricaCellamare_periferie roma e autorganizzazione

ANANKE, n. 82, 2017

AUTORGANIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE

di Carlo Cellamare

Cosa abbiamo imparato dal lavoro nelle periferie

Le periferie delle nostre città sono tradizionalmente considerate aree degradate, spesso non solo dal punto di vista urbanistico ed edilizio, ma anche sociale e culturale, per le quali sono richiesti interventi radicali di riqualificazione. E poiché raramente l’operatore privato è disposto ad investire su queste aree, dovrà essere il soggetto pubblico a farsi carico degli interventi; prospettiva che, nell’attuale fase di difficoltà delle amministrazioni pubbliche, sicuramente diventa sempre più difficile e si allontana. Oppure bisogna concedere al soggetto privato una serie di vantaggi – generalmente in termini di volumetrie edilizie da realizzare – che poi hanno conseguenti effetti negativi sulla struttura e sull’organizzazione della città, soprattutto se assumono caratteri speculativi. Spesso si sviluppano processi di stigmatizzazione e di ghettizzazione nei confronti dei quartieri più in difficoltà, che generalmente non sono giustificati e che acuiscono i problemi piuttosto che aiutare a risolverli….

scarica ANANKE cellamare2017

Le diverse periferie di Roma e le forme di autorganizzazione di  Carlo Cellamare

Rapporto sulle città 2016 LE AGENDE URBANE DELLE CITTÀ ITALIANE ottobre 2016 Urban@it Background Papers

scarica  Cellamare_periferie roma e autorganizzazione

Abstract

A partire dalla considerazione delle periferie romane, il contributo intende sia evidenziare la loro diversificazione sia ridiscutere l’immagine della periferia associata tout court al degrado edilizio e al disagio sociale e quindi portare ad un ripensamento dell’idea stessa di periferia e del binomio tradizionale centro-periferia che spesso non è utile a ripensare i problemi. Le periferie romane saranno illustrate attraverso tre principali situazioni. In primo luogo, la periferia abusiva, che ha caratterizzato così fortemente la nascita e la strutturazione, non solo della periferia romana, ma dell’intera città. Si tratta di un sistema socio-economico complessivo di costruzione della città e di definizione della società locale. Una seconda situazione, che segna in maniera innovativa lo sviluppo urbano di Roma, è quella delle grandi centralità e del sistema delle polarità commerciali connesse. Esse rappresentano il modello della città del mercato e l’affermazione del modello neoliberista a Roma, con la riduzione del policentrismo ad un sistema di polarità commerciali e per il loisir. Tale situazione è emblematica anche di un modello di sviluppo insediativo extraurbano che sta attraversando Roma. Infine, le situazioni realmente problematiche si ritrovano in una terza situazione, quella dei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Luoghi di conflitto, ma anche di produzione culturale e di socialità; luoghi dove il protagonismo sociale emerge e si afferma attraverso le forme di autorganizzazione e le pratiche di appropriazione e riappropriazione della città.

*Carlo Cellamare è docente di Urbanistica presso l’Università «La Sapienza» di Roma, direttore del Critevat e del Laboratorio di studi urbani «Territori dell’abitare». Responsabile scientifico di diverse ricerche a carattere nazionale e internazionale, si occupa del rapporto tra urbanistica e vita quotidiana, tra pratiche sociali e trasformazione urbana. Tra le sue pubblicazioni: Fare città. Pratiche urbane e storie di luoghi (Elèuthera, 2008), Progettualità dell’agire urbano. Processi e pratiche urbane (Carocci, 2011), e la cura del volume Roma città autoprodotta. Ricerca urbana e linguaggi artistici (Manifesto libri, 2014). Fuori raccordo (Donzelli 2016)

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