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PTPR, quell’emendamento sul recupero dell’abusivismo, poi modificato

regione cosniglio ptprIn Consiglio regionale  un emendamento del PD, condiviso con Fi e Lega, con l’iniziale assenso dell’Assessore all’urbanistica, pretendeva  di inserire  una frase assai sibillina  – “favorendo il recupero dell’abusivismo” – nelle norme del Piano Territoriale Paesaggistico. Una parola – “abusivismo” – che nel mesto panorama del Lazio e della Capitale dovrebbe essere maneggiata con cura e con mille precisazioni. E che invece è stata poi  cancellata  dopo un lungo braccio di ferro, che ha messo  in evidenza l’ambigua posizione di un bel pezzo del Partito Democratico rispetto alla tutela del territorio, che in passato abbiamo già criticato in occasione della proroga del  Piano in casa e della  Legge della Rigenerazione Urbana.
Martedì 30 luglio  è stato discusso l’ emendamento “P2-128″ al PTPR Regionale, presentato dal consigliere regionale Panunzi (PD),  già primo firmatario  dei famosi 9 emendamenti che hanno scardinato la Proposta di Deliberazione del dicembre 2018, riportando il PTPR alla versione adottata nel 2007 (1). Il “P2-128″ del PD era identico a quelli  di FI, “P2 -129″ e Lega,  “P2-130″  tanto che inzialmente erano stati unificati (2). Questo il testo dell’emendamento  proposto  (in grassetto la parte introdotta dall’emendamento):
 Articolo 2  – Contenuti del PTPR

1. Il PTPR è articolato in: [a) b) c) …] h) individuazione delle misure necessarie al corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, alle quali debbono riferirsi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile delle aree interessate (3) favorendo il recupero dell’abusivismo, la riqualificazione e la rigenerazione urbana.

Su quella frase si è scatenato un vero e proprio scontro con  il M5S,  che evocava ombre di possibili condoni e sanatorie, mentre i promotori parlavano  di processi alle intenzioni (4);  alla fine c’è stata  una marcia indietro della maggioranza, a partire dall’Assessore Valeriani, che inizialmente aveva dato parere favorevole : “È evidente che ci riferiamo a tutte quelle situazioni ex abusive legittimate e non si tratta di abusivismi nuovi, perché quelli vanno demoliti. Questo lo prescrive la legge. Propongo ai presentatori dell’emendamento una riformulazione togliendo la parola “abusivismo” favorendo il recupero delle aree degradate e legittimate perché solo quelle sono oggetto di possibile intervento”favorendo il recupero delle aree degradate e legittimate”, continuando poi con “la riqualificazione e la rigenerazione urbana”.

Eppure che si riferisse a situazione ex abusive legittimate, tanto evidente non era affatto.

Anche perchè – va detto –  persino nel Piano casa, sia nella  versione Polverini che nella versione Zingaretti, quando si parla di interventi,   ci si è  premurati di specificare molto bene che “siano edifici legittimamente realizzati ed ultimati (…) ovvero, se non ultimati, abbiano ottenuto il titolo abilitativo edilizio” o che  “siano edifici ultimati per i quali il titolo edilizio in sanatoria sia stato rilasciato ed allegato alla presentazione del progetto”  aggiungendo, al comma successivo che “Le disposizioni del presente capo non si applicano agli interventi di cui al comma 1 da effettuarsi su edifici realizzati abusivamente“.

E dovrebbero saperlo bene i consiglieri, soprattutto quelli di  lunga esperienza negli enti locali,  che inserire la parola “abusivismo” accoppiata alle parole “rigenerazione urbana” e “riqualificazione”, senza ulteriori  specificazioni, è una scelta piuttosto improvvida, perchè  vuol dire aprire un portone all’ambiguità – e “intrpretazioni “creative” – , al contenzioso e anche  a sanatorie più o meno mascherate.

Infatti la nuova formulazione proposta dall’Assessore, con quel “degradate e legittimate“,   non è stata affatto gradita da FI e Lega, che a quel punto hanno prontamente ripescato i propri emendamenti, che sono poi stati bocciati dal Consiglio, anche perchè nella perorazione, immortalata nel resoconto stenografico, si poteva cogliere qualche nota un po’ stonata, come quella del Consigliere Tripodi (Lega) sull'”esigenza che hanno i territori in virtù di quegli abusi che nascono dagli anni Settanta in poi, con alcune sanatorie naturalmente portate avanti, ma tante altre piccole strutture e situazioni che le pubbliche amministrazioni non sanno come risolvere e come mettere le mani“.

Se si guarda all’esito finale –  bocciatura della versione iniziale – possiamo rallegrarci  che alla fine abbia  prevalso il buon senso. Ma noi ci chiediamo come un simile emendamento, che tratta l’abusivismo edilizio  in maniera così generica e superficiale – e quindi assai pericolosa –  possa  essere  stato proposto da esponenti di un partito  che si dichiara paladino dei beni comuni, dell’interesse collettivo, della Costituzione Italiana, dell’ambiente, della giustizia, della messa in sicurezza del territorio, della legalità, della salute, della legge uguale per tutti, e di molto altro.

Quell’emendamento  a quale interesse pubblico rispondeva? A quale visione di futuro, in una Regione devastata dall’abusivismo?  A quale idea di tutela del Paesaggio della Nazione?

E tutto questo avviene in un Consiglio regionale lontanissimo anche fisicamente dai suoi cittadini, che anche se decidessero di  seguire la  diretta streaming del dibattito, (o di leggere i resoconti) difficilmente capirebbero il significato e le ricadute degli emendamenti presentati, visto che i testi che vengono discussi non sono riportati da nessuna parte, se non nella  versione cartacea ad uso  dei consiglieri.

Noi di Carteinregola ci impegneremo per  raccontare dettagliatamente le proposte dei consiglieri che ci sembrano più significative, anche  quelle non approvate, perchè riteniamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere per   quali obiettivi si impegnino i loro rappresentanti: e troppo spesso tra i discorsi  delle campagne elettorali  dai candidati e le iniziative portate avanti quando gli eletti si siedono nei banchi della maggioranza c’è di mezzo il mare.

Anna Maria Bianchi Missaglia

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

Roma, 1 agosto 2019

IL COMMENTO DELL’URBANISTA VEZIO  DE LUCIA

Dopo l’Emilia Romagna favorevole al regionalismo differenziato e il sì al Tav, mancava un nuovo condono mascherato da recupero nel pasticcio del piano paesaggistico del Lazio. Ha ragione Enzo Scandurra (il “manifesto” del 1 agosto) a non meravigliarsi se continuano a crescere i consensi a Salvini. Fra un originale e una contorta imitazione, meglio l’originale.

> vai a Diario PTPR: la discussione in Consiglio regionale e fuori

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XI Legislatura – Resoconto stenografico – seduta n. 38 del 30 luglio 2019 (pag  38/50)

(…)

Siamo ora all’emendamento 128, che ha due subemendamenti, il D02/1 e il D02/2. L’emendamento è a firma del consigliere Panunzi, i subemendamenti a firma Pernarella e Corrado.

Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

AURIGEMMA (FI). Presidente, li volevo unificare, perché anche l’emendamento successivo, quello mio, è identico al 128, quindi almeno fare una trattazione unica.Grazie.

PRESIDENTE. Esatto. Anche il 130, in realtà, è doppio, quello dei Consiglieri della Lega. L’emendamento 128 è presentato dal consigliere Panunzi. Gli emendamenti 129 e 130 sono doppi rispetto all’emendamento presentato dal consigliere Panunzi.Se non ci sono interventi procediamo alla votazione del subemendamento…Ha chiesto di parlare, per l’illustrazione dei due subemendamenti, la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

PERNARELLA (M5s). Ovviamente, ricalcando le parole finora pronunciate, professate, ripetute dall’assessore Valeriani, a manifestazione di quanto asserito in questi mesi, il PTPR non è una norma urbanistica. Quante volte lo abbiamo sentito in Aula e in Commissione? Fino, forse, a due minuti fa questo è stato il roboante grido di guerra del nostro assessore all’urbanistica, Massimiliano Valeriani. Ed ecco qui che il partito del mattone, unito negli intenti, nei propositi e in tutto ciò che di bello e buono questo Piano doveva rappresentare, arriva qui con la sanatoria. Certo. Scusate, quale migliore occasione per recuperare ciò che è irrecuperabile? I condoni edilizi sono finiti, le procedure sono ferme dentro gli uffici comunali, e speriamo che rimangano lì ferme, fino a quando chi di competenza… Effettivamente, un tema c’è. C’è il tema di un territorio martoriato, distrutto da una serie di interventi di abusivismo edilizio che sono rimasti lì a soggiacere nelle pratiche dei Comuni, ma arrivano compatti i Consiglieri di centrodestra e di centrosinistra a fare questo bel salvataggio per il nostro territorio. Va bene la rigenerazione urbana in cui legalizziamo il Piano casa, va bene tutto ciò che va recuperato, ma perché non recuperare anche i nuclei abusivi? Signore e signori, ecco a voi la soluzione ai problemi delterritorio laziale. Penso di aver ascoltato più volte che questa è una norma non urbanistica. Non mi sono preoccupata di fare il subemendamento all’emendamento del centrodestra, ma certo all’emendamento di maggioranza non potevo esimermi dal fare un bel subemendamento, almeno per quanto riguarda il primo caso, quindi mi riferisco all’emendamento D02/1, eliminando la parola “dell’abusivismo”. Per favore, signori, non facciamoci prendere in giro all’articolo 2 e cerchiamo di capire in quale direzione vuole andare questa programmazione.

PRESIDENTE. Chiediamo il parere sui subemendamenti D02/1 e D02/2 e sull’emendamento, Assessore.

VALERIANI, Assessore. Il parere sull’emendamento è favorevole, sui sub è contrario per una ragione molto semplice. L’emendamento non punta a legittimare nuovi abusi, semmai è il contrario. Siccome noi siamo contro il consumo del suolo, puntiamo a recuperare gli ambiti di degrado che hanno avuto anche fenomeni di abusivismo, che nel tempo sono stati legittimati, ma questo non ha nulla a che vedere con quanto è contenuto nell’emendamento e rispetto a quello che ha appena detto la consigliera Pernarella.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

PERNARELLA (M5s). L’assessore Valeriani ci ha consolato. Siamo tranquilli e non stiamo incentivando nuovi abusi. Meno male, Assessore! Un attimo mi ero preoccupata. Sinceramente ho avuto tutto un tremito che mi ha percorso tutta la schiena. In realtà, quello che stiamo facendo è molto peggio. Io ho espresso chiaramente la mia dichiarazione di voto. Lo sappiamo benissimo che c’è un tema. C’è un tema di un territorio stralciato, distrutto, martoriato da opere abusive. Quello che noi oggi stiamo facendo è un tentativo goffo e maldestro di sanatoria. Questo non è ambito. È compito del Piano paesistico della Regione Lazio.

Ovviamente, Assessore, visto e considerato che arriva dai suoi banchi la proposta non è che mi aspettavo che ci desse un parere negativo. Però, diciamo che da qui cominciamo a scoprire le carte, cominciamo a capire di che pasta è questo atto: una bella sanatoria per i nuclei edificati in maniera abusiva, che sono certa che come è successo per il collegato vi verrà impugnato e me lo auguro perché qualcuno dovrà anche richiamare all’ordine questa Regione che più che fare scempi li autorizza. Mi raccomando, cittadini del Lazio, non fate nuovi abusi perché sennò la prossima volta il PD non ve li condona.

PRESIDENTE. Grazie, consigliera Pernarella. Aspetti, consigliere Panunzi, prima abbiamo il consigliere De Paolis.Ha chiesto di parlare il consigliere De Paolis. Ne ha facoltà.

DE PAOLIS (LcZ). Grazie, Presidente. Solo per chiedere, se è possibile, di sospendere per un minuto di confronto.

PRESIDENTE. D’accordo, allora. Si accetta la richiesta. L’Aula riprenderàalle 17,16. La seduta è sospesa.

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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PORRELLO

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell’Aula.Ricordo che siamo all’emendamento P2/128, con i subemendamenti D02/1 e D02/2.I pareri sono già stati dati.Ha chiesto di parlare il consigliere Minnucci. Ne ha facoltà.

MINNUCCI (Pd). Grazie, Presidente.
Molto brevemente, per replicare all’intervento della collega Pernarella, che mette il pilota automatico, parte a testa bassa e lancia in resta ‒ come si dice ‒ appigliandosi ad una questione di carattere terminologico e non entrando nel merito. Vorrei leggere il contenuto dell’articolo 2, comma 1, punto h), laddove venisse emendato così come proponiamo noi: “Il PTPR è articolato in vari punti: h) individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento nel contesto paesaggistico degli interventi di trasformazione del territorio al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate” e qui noi andiamo ad aggiungere “favorendo il recupero dell’abusivismo, la riqualificazione e la rigenerazione urbana”. Come si può vedere e come sa chiunque abbia un minimo di alfabetizzazione in materia urbanistica, non essendo consentite nel nostro Paese sanatorie urbanistiche, ma essendo consentite esclusivamente, da sempre, dal 1985, solo sanatorie edilizie, è ovvio che parliamo di creare le condizioni ‒ l’ho appena letto, se volete lo rileggo, ma non credo serva; sarebbe superfluo ‒ affinché le aree già degradate, già legittimate da questo punto di vista possano essere avviate al recupero, come è sano e sacrosanto che si possa fare e come devono fare le grandi forze popolari che hanno a cuore interi pezzi di tessuto che riguardano migliaia, migliaia e migliaia di cittadini. Ciascuno di noi viene da storie e da tradizioni e penso abbia a cuore la necessità di riqualificare, di recuperare e quant’altro. Se c’è un tema di carattere terminologico, magari l’Assessore lo valuti, lo verifichi, ma non si provi a fare operazioni demagogiche da questo punto di vista, perché non sono consentite. Non sono consentite né politicamente né sul terreno del buonsenso.Quindi, l’Assessore faccia le sue valutazioni, le accoglieremo, le ascolteremo attentamente, ovviamente pronti al confronto, ma non si tenti di impiccare l’interlocutore a una parola, perché questo non può funzionare. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo un intervento sull’ordine dei lavori. Poi abbiamo già iscritti Aurigemma, Parisi, Ghera.Sull’ordine lavori, la collega Pernarella.Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

PERNARELLA (M5s). Non ho capito, questa era la dichiarazione di voto del Partito Democratico?

PRESIDENTE. Sì.

PERNARELLA (M5s). Perché mi sembra che il parere sia stato espresso anche se io non ho ancora illustrato l’altro subemendamento, ma l’Assessore è andato avanti. Da quello che capisco questa è la dichiarazione di voto del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Sì, esatto. Consigliere Aurigemma?

(Interruzione di un Consigliere)Va bene.

Ha chiesto di parlare il consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

PARISI (Laz18). Non è chiaro l’invito alla riflessione all’Assessore che è stato appena fatto. Mi sembra che l’Assessore abbia fatto una dichiarazione molto chiara, facendo riferimento alla norma, all’emendamento che io peraltro neanche ho presentato, ma che hanno presentato dei colleghi sia del PD che del centrodestra, che quando parlano di favorire il recupero dell’abusivismo, ovviamente, siccome questo è un Regolamento che non può andare contro la legge nazionale, non può essere un condono. Aver fatto queste storie e questa retorica sui cementificatori, sul condono strisciante è pura propaganda. E mi meraviglio che ci sono importanti settori della sinistra, subalterni a questa cultura del sospetto del Movimento 5 Stelle, che in questo momento stanno chiedendo all’Assessore di modificare questo emendamento e quindi di contraddire le cose che lui pochi minuti fa ha detto.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Parisi. Ha chiesto di parlare il consigliere Ghera. Ne ha facoltà.

GHERA (FdI). Francamente credo che ci sia su questo emendamento un ragionamento ampio da fare. Il tema della riqualificazione e rigenerazione urbana è un tema ovviamente abbastanza sviscerato, dove un po’ tutti sono concordi. A riqualificare come si fa a essere contrari? Rigenerare magari con interventi che vanno puntualmente intervenire e migliorare l’esistente che magari è vetusto, magari ha in qualche modo subìto l’onta del tempo. In particolare, noi da sempre proponiamo anche la sostituzione edilizia, cioè interventi che vanno a riqualificare alcune aree soprattutto periferiche delle grandi città dove, purtroppo, i furori ideologici degli anni Settanta hanno prodotto dei mostri, come a Corviale e a Tor Bella Monaca a Roma, quindi, intervenire demolendo queste brutture e questi mostri, realizzando dei quartieri, delle aree più a misura d’uomo, che possano in qualche modo aiutare queste persone a vivere una vita migliore e più dignitosa.

Per quanto riguarda invece il tema più politico, favorendo il recupero dell’abusivismo, è singolare che quando è il PD che parla di questi temi, può andare bene; invece, il centrodestra è stato tacciato per anni di aver portato avanti dei condoni e dei ragionamenti. Vediamo come, qualsiasi tipo di proposta venga fatta dal centrodestra, subito si alzano gli scudi e si ragiona sull’abusivo, eccetera. Va poi distinto l’abusivismo di necessità dall’abusivismo di chi pensato di fare i propri comodi e poi magari delle speculazioni. D’altro canto, anche su questo tema, immagino che l’estensore dell’emendamento ragionasse sugli ex nuclei abusivi degli anni Settanta e Ottanta, in alcune aree, in particolare, della nostra regione, soprattutto nelle grandi città, dove anche lo sviluppo demografico ha fatto sì che ci siano stati interventi non regolari, non autorizzati, poi sanati dai condoni, partendo dai vari temi della Bucalossi, e poi dai condoni dei Governi di centrodestra del 1994 e del 2004.Suppongo che la stesura non sia stata obiettivamente delle migliori. Se si tratta di questo, forse andrebbe esplicitato meglio, e poi corretto questo ragionamento. È chiaro che recuperare delle aree… Tra l’altro, abbiamo anche fatto degli emendamenti che aiutano i consorzi di recupero urbano, ad esempio sul tema dei toponimi, queste aree ex abusive, oggi sanate, che hanno usufruito appunto delle sanatorie. Aree che di fatto oggi sono quindi regolarizzate, avendo usufruito di questa procedura, seppur con le lentezze del condono, e che oggi hanno dei problemi tecnici e non si riesce a realizzare.

Lì si tratta di piccoli interventi, non stanno realizzando dei grattacieli o delle brutture. Stiamo parlando di persone che hanno già in qualche modo compromesso delle aree, dove si fanno degli interventi, magari ingrandendo una stanza perché nasce un figlio, o fare la verandina, ove consentito, ove possibile, quindi degli abusi che sono stati sanati. Questi piani danno la possibilità di intervenire per realizzare delle migliorie ulteriori per queste abitazioni.Da quel punto di vista è chiaro che ci si può lavorare…

PRESIDENTE. Consigliere, ha tre minuti. GHERA (FdI). Altri tre minuti…PRESIDENTE. No. Aveva tre minuti, già sono passati.

GHERA (FdI). Da questo punto di vista è un tema importante da sviscerare. Credo che il collega abbia comunque parlato di un tema importante. Probabilmente è stato scritto male. Io francamente stigmatizzo anche quando il Partito Democratico mensilmente si lancia subito ad attaccare chi la pensa diversamente in qualche modo per quanto riguarda questi temi urbanistici e poi fa questi scivoloni. Quindi, benissimo la riqualificazione, benissimo la sostituzione edilizia o la rigenerazione urbana, ovviamente favorendo il recupero dell’abusivismo va chiarito che l’abusivismo ha di necessità che è stato, ovviamente, oggetto di sanatorie negli anni passati.Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, consigliere Ghera.Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

AURIGEMMA (FI). Grazie, Presidente.
Io ho associato e mi sono permesso di dare un contributo per risparmiare il tempo di unificare gli emendamenti di un lavoro che è stato fatto, e con sommo piacere ho visto che ben tre forze politiche avevano lavorato su un concetto e su un criterio importante.
Qui non si tratta di fare condoni o di favorire l’abusivismo, qui si tratta di andare a normare lo sviluppo sostenibile delle aree interessate, favorendo il recupero dell’abusivismo, della riqualificazione e della rigenerazione urbana.
Io comprendo che nella prima esperienza si lavora emendando una semplice parola, pian piano penso che si imparerà a modificare una frase e pian piano si modificherà un concetto. Ecco, noi vorremmo aiutare a contribuire allo sviluppo di queste nuove formazioni politiche e questo emendamento è un invito.

Vede, collega Minnucci, si può cambiare idea. Io sono uno che ha cambiato idea tante volte, a volte ho ritirato anche delibere importanti all’interno dell’Aula consiliare, ma perché qualcuno mi ha convinto che era sbagliata. Io non ho cambiato idea quando qualcuno mi è venuto a minacciare all’interno dell’Aula per gli impegni assunti. È una parola forte, ma la minaccia politica, Assessore, l’abbiamo subita ieri in Commissione Bilancio quando è stato votato, in Commissione, il parere favorevole sulla legge del compostaggio, che era la compensazione da parte di qualcuno per accelerare un percorso di questa legge all’interno dell’Aula. Noi non abbiamo nulla in contrario a confrontarci, ma era sicuramente un discorso che poteva essere fatto tranquillamente nel mese di settembre. Qualcuno, invece, ha voluto mettere il piede sull’acceleratore e ha voluto portare avanti, non confrontandosi, come stiamo facendo noi, su alcune idee che ci vedono anche in comune…Presentare un emendamento identico al suo… Non abbiamo fatto il “copiato”. Le esigenze che lei ha ascoltato dalle categorie e dal territorio sono le stesse che ho ascoltato io. E, vivaddio, dentro quest’Aula c’è lacapacità e la forza di poter condividere un percorso.L’obiettivo di questa legge, anche se il percorso è diverso, è quello di portare un interesse e un’utilità ai cittadini della nostra regione. Se questo percorso ogni volta deve essere sospeso, frainteso, i Visigoti che scendono dai banchi alti per dire che l’accordo era un altro… Non è questo lo spirito che ci porta ad essere all’interno di quest’Aula. L’invito che voglio rivolgere all’Assessore, oltre all’apprezzamento per il suo parere favorevole su questo articolo, è quello di continuare a confrontarci. Io l’ho detto in precedenza. Accetto il suo parere contrario. Accetto un po’ meno quando l’emendamento diventa pesante. L’emendamento o è favorevole o è contrario. Questo non lo metto in dubbio. Ho avuto modo di esprimere apprezzamento sul suo parere favorevole all’interno di quest’Aula. Non accetto la demagogia che viene fatta all’interno di quest’Aula. La demagogia che viene fatta all’interno di quest’Aula forse viene fatta dalle stesse forze politiche che hanno accelerato per portare all’interno di quest’Aula questo Piano, hanno presentato emendamenti sulle parole e vanno fuori a confrontarsi con le varie categorie ambientaliste erigendosi a paladini di una legge che non sanno neanche leggere e non sanno interpretare. Abbiate la forza, all’interno di quest’Aula, di condividere i percorsi…

PRESIDENTE. Consigliere Aurigemma, la invito a concludere.

AURIGEMMA (FI). …che i cittadini portano avanti e ci chiedono di condividere. Se un emendamento viene fatto esprimendo lo stesso concetto, allora vuol dire, forse, che la politica sta incominciando a scendere sul territorio per dare risposte a quei cittadini che ci chiedono di rappresentarli.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Aurigemma. Ha chiesto di parlare la consigliera Blasi. Ne ha facoltà.

BLASI (M5s). Grazie, Presidente. Apprendo da questo dibattito che esiste anche l’abusivismo di necessità, dal consigliere Ghera. Non capisco ancora di che cosa si tratta. Uno vìola la legge perché ha bisogno di violare la legge. Spiegatemi che cos’è l’abusivismo di necessità.

Qua stiamo parlando di situazioni di degrado abitativo che esistono spesso in tanti Comuni, ma queste situazioni di degrado non vengono risolte… I Comuni hanno gli strumenti per poterli risolvere al di là del Piano paesistico regionale, del PTPR. Sapete che penso? Che qualcuno sta facendo propaganda con questo bell’emendamento, sta semplicemente illudendo qualcuno che forse si può fare qualcosa per recuperare i nuclei abusivi. Questa è la propaganda di chi presenta un emendamento simile, non di chi sta cercando di evitare che una parola “abusivismo”, che è una parola che orienta ed è diretta all’illegalità venga scritta in un atto che state per votare.

PRESIDENTE. Grazie, consigliera Blasi. Ha chiesto di parlare l’assessore Valeriani.Ne ha facoltà.

VALERIANI, Assessore. Ho chiesto di intervenire perché provo a dare un contributo, ad uscire da questo dibattito in modo unitario. Penso che non dobbiamo avere paura delle parole. Il giudizio su questo emendamento, lo confermo, è un parere positivo perché punta a recuperare le aree degradate, le aree ovviamente ex abusive per provare a restituire ad ambiti urbani un aspetto dignitoso. Si è discettato se si sta incitando all’abusivismo o meno. È stato rappresentato bene in quest’Aula, l’ho detto anche io quando ho dato il mio parere. È evidente che ci riferiamo a tutte quelle situazioni ex abusive legittimate e non si tratta di abusivismi nuovi, perché quelli vanno demoliti. Questo lo prescrive la legge. Propongo ai presentatori dell’emendamento una riformulazione togliendo la parola “abusivismo” favorendo il recupero delle aree degradate e legittimate perché solo quelle sono oggetto di possibile intervento. Le altre, come prevede la norma, e dico sempre il PTPR tutto può fare tranne che aggirare le norme statali e la Costituzione, era implicito, ma se questo serve a dipanare questo dubbio, mi permetto di dare questa riformulazione. Non so se il proponente, i proponenti, la condividono.

PRESIDENTE. C’è una riformulazione da parte della Giunta. I proponenti accolgono la riformulazione? È accolta. I proponenti accolgono la riformulazione. Facciamo un attimo il punto della situazione e poi vediamo chi deve intervenire.

Assessore, diventa “favorendo il recupero delle aree degradate e legittimate”, continuando poi con “la riqualificazione e la rigenerazione urbana”. Questa è la riformulazione dell’Assessore che i proponenti accettano.

(Interruzione di un Consigliere) I proponenti sono loro, Consigliere. (Interruzione di un Consigliere)

Prego. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

AURIGEMMA (FI). È utile anche poter ascoltare. Io ho fatto un emendamento, e ho chiesto – glielo spiego io, dottore – di unificarlo a quello degli altri colleghi. Naturalmente, riformulando l’emendamento, diventa un altro emendamento. Era partito con buoni propositi, perché ha detto: non sono le parole che fanno la differenza, per poi concludere, l’Assessore, riformulando, quindi le parole fanno la differenza per lei. Per noi no. Per noi fa la differenza il contenuto. Personalmente, il Gruppo di Forza Italia non accetta la modifica del testo, prendendo per buono il primo pezzo dell’intervento dell’Assessore, che non sono le parole che fanno la differenza, però si vede che per lei la fanno, perché poi ha modificato il testo, lasciando l’emendamento così com’è. Casomai facciamo due, se non tre riformulazioni.

PRESIDENTE. Consigliere Aurigemma, capisco il suo punto di vista. Noi abbiamo una fascicolazione d’Aula, quindi abbiamo gli emendamenti posti in un certo ordine. L’ordine è l’emendamento 128, poi il 129 presentato dal suo Gruppo e poi il 130…(Interruzione di un Consigliere)

Certo, certo. La discussione è sempre generale, ma la votazione poi è emendamento per emendamento.

Poi c’è il 130, presentato dal Gruppo della Lega. Ora si sta ragionando sull’emendamento 128, che è identico al 129 e al 130, quindi uniformando la discussione, e sui subemendamenti D02/1 e dD02/2.

L’Assessore propone una riformulazione del 128. Noi porremo in votazione naturalmente gli emendamenti così come sono posti nel fascicolo, partendo dal primo che abbiamo davanti al fascicolo, cioè il 128, di cui è stata proposta una riformulazione che i proponenti hanno accettato. Di conseguenza poi vedremo cosa succede agli emendamenti 129 e 130 in caso di approvazione o non approvazione dell’emendamento 128, che è fascicolato davanti a tutti.Ha chiesto di parlare il consigliere Panunzi. Ne ha facoltà.

PANUNZI (Pd). Grazie, Presidente e grazie Assessore, anche perché credo che un uditore estraneo a questo Consiglio debba capirci qualcosa.

Qui ci sono accuse di essersi creato spontaneamente il “partito del mattone”, tra centrodestra e centrosinistra, di fare condoni che peraltro solo una legge specifica può fare, e che peraltro non sono possibili dopo il codice Urbani, nelle aree vincolate – famosa è la doppia conformità che questa Regione non ha. Dopodiché, ascoltiamo anche qualcuno che dice “siete sudditi di fenomeni demagogici”, poi interviene qualcun altro che dice “ah, quando l’abusivismo lo invoca la destra succede l’iradiddio”, ma se lo invoca il PD non va bene. Poi arriva l’ultimo che ci dice “no, a noi va bene l’abusivismo”. Ora qualcuno ci deve spiegare.

Allora, per chiarire questa cosa, consigliere Ghera, stiamo parlando di condoni, ex condoni, ex condoni, e mi rivolgo a lei perché ha detto “ah, questo abusivismo va spiegato, non sia mai”, lo vogliamo spiegare e l’abbiamo spiegato. Grazie, Assessore.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Panunzi. Ha chiesto di parlare il consigliere Cacciatore. Ne ha facoltà.

CACCIATORE (M5s). Devo dire che la riformulazione è molto più idonea al testo. Voglio sempre ricordare, e non ne faccio una valutazione di sorta sulle intenzioni, perché i processi alle intenzioni non è questa l’aula deputata a farli assolutamente, ognuno chiaramente può avere la sua visuale, che non abbiamo parlato di sospetti su una possibilità di condono o di un accordo cementizio. È chiaro che, però, se noi facciamo un testo normativo e amministrativo in questo caso che lascia dei vuoti, ci potremmo esporre soltanto al rischio.

Poiché il Codice Urbani è ripreso in questo stralcio di PTPR, delle norme, effettivamente le operazioni di recupero dell’abusivismo le mette alla lettera g), che recita “individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree significativamente compromesse o degradate e degli altri interventi di valorizzazione compatibili con le esigenze della tutela”. Assessore, io riconosco gran parte del significato e del contenuto che si esprime con le parole rispetto alla sua riformulazione dell’emendamento, quindi rispetto alla prima disposizione per quanto mi riguarda almeno è molto più accettabile e dichiaro voto di astensione in tal caso.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Cacciatore. Dobbiamo darci anche una regola, Consiglieri. Capisco che l’argomento è interessante ed è anche giusto che sia lasciato il giusto spazio a tutti i Consiglieri, sto cercando di mantenere, comunque, un certo equilibrio. Consigliere Ghera, io la faccio pure intervenire, però sia chiaro che soltanto per l’importanza del tema stiamo lasciando un po’ più di spazio. Tuttavia, chiedo che questo non sia motivo per approfittarsene e non diventi una regola. Ha chiesto di parlare il consigliere Ghera. Ne ha facoltà.

GHERA (FdI). Non c’è intenzione di approfittarsi di nulla. Stiamo discutendo di un tema e, poiché alcuni colleghi hanno richiamato il mio intervento, ritengo ci sia bisogno di maggiori spiegazioni.

Io intendo stigmatizzare molti interventi ai quali abbiamo assistito, in particolare da parte del Partito Democratico e della sinistra, che come parlava di recupero dell’abusivismo si stracciava le vesti, subito attaccava alcuni ragionamenti.

Anche sull’abusivismo va detto qualcosa. Evidentemente, i colleghi del Movimento 5 Stelle o non hanno adeguata esperienza o non conoscono la storia, per esempio, di Roma e delle periferie romane. Abbiamo avuto un incremento demografico molto importante negli anni Sessanta e Settanta, dove c’è stato un abusivismo di persone che magari venivano da regioni del sud Italia e, ahimè, ahinoi, andavano a realizzare ‒ io non ero nemmeno nato ‒ abusi che si chiamavano “abusi di necessità”. Se uno non lo sa, basta che si colleghi a internet. Ci sono proprio studi tecnici di grandissimi professori universitari di sinistra, non di Fratelli d’Italia o di destra, che spiegano questo. Le persone che venivano dall’Abruzzo, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Campania, che magari non potevano comprare un’abitazione, realizzavano abusi edilizi, cosa esecrabile, condannabile, quello che sia, ma si chiamava “abusivismo di necessità”. Non era il costruttore che faceva il palazzo di otto piani.

Io li metterei su due piani diversi, tanto che i condoni edilizi sono venuti più incontro, giustamente, a questo tipo di ragionamento. La stessa Amministrazione attuale del Movimento 5 Stelle sta lavorando le pratiche del condono edilizio. Non è che le ha disintegrate. C’è un ufficio a Via di Decima che si occupa di condono edilizio e lì si lavorano le pratiche di cui si sta parlando. Lo sta facendo l’Amministrazione Cinque Stelle da tre anni a questa parte, come lo hanno fatto anche gli altri, come è giusto che sia, perché era una legge dello Stato che è stata approvata dal Parlamento italiano. Magari su questo è giusto documentarsi e ragionare. Secondo la logica, questa declinazione che l’Assessore ha letto è sicuramente migliore del testo iniziale, che si prestava a qualche interpretazione e a qualche polemica. Dico al collega Panunzi che, chiaramente, noi facciamo la nostra parte. Non è che i testi che fa il PD sono oro colato. Evidentemente è una castroneria, perché di fatto la prima riga… Favorire il recupero dell’abusivismo non è un tema, obiettivamente, così chiaro. È scritto male, è evidente, tanto che è stato corretto. L’Assessore evidentemente ha recepito i vostri desiderata, ma anche in quota parte anche quello che abbiamo detto nel nostro misero intervento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Ghera. Ha chiesto di parlare il consigliere Tripodi. Ne ha facoltà.

TRIPODI (Lega). Grazie, Presidente.
Anche per i lavori d’Aula, come ha detto giustamente lei, inizialmente i tre emendamenti erano diventati un emendamento unico. Naturalmente con questa riformulazione si rimette in piedi un pochino tutta l’ossatura della formazione degli emendamenti stessi, che non vengono da marchette o da altre situazioni, come provano a dire quelli del Movimento 5 Stelle, ma vengono semplicemente da partiti politici che sono presenti sul territorio e su tutto il territorio, non solamente su alcuni dove ascoltano soprattutto le Amministrazioni e dove con questi tre emendamenti si può dareuna risposta alla struttura comune. Noi chiediamo all’Assessore naturalmente di prendere atto che i tre emendamenti, formati da tre partiti che, alla fine, sono composti da 28 presenze all’interno del Consiglio regionale se prendiamo i tre partiti che li hanno formulati, ma si va a ampliare se consideriamo anche altri colleghi che sono presenti in Aula e che sono in accordo con un emendamento simile: cercare di mantenere lo strumento unico unendo i tre emendamenti perché diventerebbe naturalmente una forza più importante e più decisiva su un’esigenza che hanno i territori in virtù di quegli abusi che nascono dagli anni Settanta in poi, con alcune sanatorie naturalmente portate avanti, ma tante altre piccole strutture e situazioni che le pubbliche amministrazioni non sanno come risolvere e come mettere le mani. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Tripodi. Ricordo semplicemente che gli emendamenti sono stati sempre distinti, ma la discussione è unica. Gli emendamenti sono sempre tre, ma racchiusi in un’unica discussione.

Ha chiesto di parlare la consigliera De Vito. Ne ha facoltà.

DE VITO (M5s). Vorrei soltanto aggiungere un commento a noi che non siamo presenti sui territori. Con molto orgoglio non vorremmo proprio leggerla la parola abusivismo. Forse questa è la differenza tra essere sui territori e non esserci mai stati.

PRESIDENTE. Grazie, consigliera De Vito. Con l’accettazione della riformulazione dell’emendamento decade il subemendamento D02/1.
Rimane in piedi solamente il subemendamento D02/2 e naturalmente l’emendamento riformulato.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. È stata avanzata una richiesta di verifica del numero legale. Invito il consigliere segretario Quadrana a procedere alla chiama dei Consiglieri. Si risponde con “presente”.

(Segue l’appello dei Consiglieri)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE BUSCHINI
(ore 18,01)

Comunico l’esito della verifica: Presenti 26 Assenti per motivi istituzionali 1 Presenti ai fini del numero legale 27 Comunico che l’Aula è in numero legale. Consigliere Refrigeri, la prego di assumere un atteggiamento consono all’Aula.

Discussione e votazione degli emendamenti

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione il subemendamento D02/2, con parere contrario

PRESIDENTE. Ci sono dichiarazioni di voto?Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

AURIGEMMA (FI). Mi permetto di fare un plauso all’Assessore, perché il suo intervento poco di sinistra, ma più democristiano, che cerca di far conciliare i vari aspetti, lo apprezziamo, ma pensavamo riuscisse a fare di meglio. Noi rimaniamo convinti della sua opinione, quando lei ha detto che non sono le parole che modificano. Per questo motivo, il sottoscritto insieme agli altri colleghi presentatori hanno voluto ribadire lasciando questo emendamento. Noi siamo qui in Aula non per fare demagogia, ma per cercare di portare un’utilità con il lavoro che è stato fatto. Quello che è stato fatto prima rientra in una pura demagogia e, pur apprezzando lo sforzo che lei ha fatto nell’accettare e nel far votare alla sua maggioranza questo emendamento, visto che il lavoro emendativo che dovrà seguire nella giornata di domani sarà altrettanto lungo, vorremmo evitare di creare precedenti pericolosi che, pur condividendo il testo, bisogna cambiare le parole, sennò qualche demagogo presente all’interno dell’Aula non riesce a strumentalizzare al meglio o a vendere al meglio il prodotto all’esterno.

Per questo motivo abbiamo lasciato questo testo. Mi auguro che anche i colleghi che sostengono la sua maggioranza e che ho sentito molto irritati per questo cambiamento, siano in grado di poter condividere la battaglia che noi stiamo facendo all’interno di quest’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Non ci sono altre dichiarazioni di voto. Mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

(Il Consiglio non approva)

L’emendamento 130 è a questo punto doppio. Emendamento 131, a firma Novelli. Non è della Giunta. Favorevoli? Astenuti?

(Il Consiglio non approva) Contrari?

Emendamento 128, così come riformulato dall’Assessore. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

(Il Consiglio approva)

L’emendamento 129 è doppio. Sulla fascicolazione avete l’emendamento 129, che era doppio, ma essendo stato riformulato il precedente, non lo è più, e ovviamente l’emendamento è “favorendo il recupero dell’abusivismo”.

Ha chiesto di parlare il consigliere Tripodi. Ne ha facoltà.

TRIPODI (Lega). Essendo uguale a quello della Lega, il 130, diventa un emendamento unico.

PRESIDENTE. La discussione è unica, Consigliere. Sono due emendamenti che comunque restano distinti.

Parere della Giunta? (Interruzione di vari Consiglieri) No, perché è stato riformulato il precedente.

Lo specifico ancora meglio. Essendo stato riformulato l’emendamento precedente, nell’emendamento 129 resta la sola parte “favorendo il recupero dell’abusivismo”.

Parere della Giunta?

VALERIANI, Assessore. Avendo fatto io una proposta sull’emendamento precedente con una riformulazione che sarà sottoposta al voto, ovviamente considero questo emendamento nella stessa identica modalità con cui l’ho considerato prima, ma è evidente che adesso mi rimetto all’Aula e non esprimo parere.

PRESIDENTE. Ci sono dichiarazioni di voto? Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

AURIGEMMA (FI). Mi permetto di fare un plauso all’Assessore, perché il suo intervento poco di sinistra, ma più democristiano, che cerca di far conciliare i vari aspetti, lo apprezziamo, ma pensavamo riuscisse a fare di meglio.

Noi rimaniamo convinti della sua opinione, quando lei ha detto che non sono le parole che modificano. Per questo motivo, il sottoscritto insieme agli altri colleghi presentatori hanno voluto ribadire lasciando questo emendamento. Noi siamo qui in Aula non per fare demagogia, ma per cercare di portare un’utilità con il lavoro che è stato fatto. Quello che è stato fatto prima rientra in una pura demagogia e, pur apprezzando lo sforzo che lei ha fatto nell’accettare e nel far votare alla sua maggioranza questo emendamento, visto che il lavoro emendativo che dovrà seguire nella giornata di domani sarà altrettanto lungo, vorremmo evitare di creare precedenti pericolosi che, pur condividendo il testo, bisogna cambiare le parole, sennò qualche demagogo presente all’interno dell’Aula non riesce a strumentalizzare al meglio o a vendere al meglio il prodotto all’esterno.

Per questo motivo abbiamo lasciato questo testo. Mi auguro che anche i colleghi che sostengono la sua maggioranza e che ho sentito molto irritati per questo cambiamento, siano in grado di poter condividere la battaglia che noi stiamo facendo all’interno di quest’Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Non ci sono altre dichiarazioni di voto.Mettiamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

(Il Consiglio non approva)

L’emendamento 130 è a questo punto doppio. Emendamento 131, a firma NovelliNon è presente in Aula. Lo fa proprio la consigliera Lombardi. Parere della Giunta?

VALERIANI, Assessore. Favorevole.

PRESIDENTE. Con il parere favorevole. della Giunta, favorevoli? Contrari? Astenuti?

(Il Consiglio approva)

Emendamento 132, Cacciatore. Parere della Giunta?

VALERIANI, Assessore. Contrario.

PRESIDENTE. Con il parere contrario dellaGiunta, favorevoli? Contrari? Astenuti?

(Il Consiglio non approva)

Sui lavori del Consiglio

PRESIDENTE. Sull’ordine lavori, ha chiesto di parlare il consigliere Ghera. Ne ha facoltà.

GHERA (FdI). Presidente, parlando con gli altri colleghi del centrodestra c’era l’esigenza da parte nostra di confrontarci sul lavoro da portare avanti in questi giorni sul PTPR.

Pertanto, chiediamo di aggiornare la seduta a domani.

PRESIDENTE. Ci sono interventi? No. Aggiorniamo la seduta a domani alle 14,30, ricordando che domani, alle ore 10, ci sarà la seduta straordinaria sulla sanità. Ripeto, domani, alle ore 10, è convocato il Consiglio straordinario sulla sanità. Alle ore 14,30 si aggiorna la seduta di oggi. Buona serata. La seduta è sospesa alle ore 18,09

[in realtà la seduta del 31 luglio sarà interamente occupata dall discussione sulla sanità, la discussione sul PTPR è stata rimandata al 1 agosto NDR]

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NOTE

(1) vedi i nostri articoli e le nostre richieste: > Vai a Ecco perchè siamo andati in Consiglio regionale per difendere la tutela del Paesaggio

(2) dal resoconto: “AURIGEMMA (FI). Presidente, li volevo unificare, perché anche l’emendamento successivo, quello mio [129 NDR] , è identico al 128, quindi almeno fare una trattazione unica. PRESIDENTE. Esatto. Anche il 130, in realtà, è doppio, quello dei Consiglieri della Lega.

(3) All’art. 2 – comma 1 – lettera h)  alla fine periodo aggiungere le parole: favorendo il recupero dell’abusivismo, la riqualificazione e la rigenerazione urbana”   quella inserita è l’articolo nella versione del PTPR adottato,mentre  in quella del PTPR della proposta di delibera del  2018 la verisone sarebbe: Articolo 2 Contenuti del PTPR 1. Il PTPR è articolato in: (….) h) individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate; favorendo il recupero dell’abusivismo, la riqualificazione e la rigenerazione urbana

(4) Il consigliere Aurigemma attribuisce ai  M5s aver  “presentato emendamenti sulle parole” e anche che “vanno fuori a confrontarsi con le varie categorie ambientaliste erigendosi a paladini di una legge che non sanno neanche leggere e non sanno interpretare

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