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Stadio della Roma: fermate il progetto e accertate le illegittimità (e responsabilità)

bomba stadio

Apprendiamo  che “nelle prossime settimane l’Amministrazione  capitolina avvierà due diligence sul progetto dello Stadio dell’AS Roma  e che …i tecnici passeranno al setaccio i documenti del dossier sull’impianto di Tor di Valle per fugare dubbi su possibili irregolarità amministrative”(Il fatto quotidiano, 16 giugno);  Carteinregola pubblicherà delle  circostanziate disamine degli interrogativi che da sempre ha sollevato sul progetto e sulle procedure,  sperando che finalmente l’Amministrazione li  affronti  fino in fondo,   varando “un’operazione trasparenza” e avviando un dibattito pubblico che finora non ci sono stati.

Una vicenda di indagini giudiziarie e di arresti eccellenti  si abbatte ancora una volta sulla nostra sfortunata città.  Questa volta nasce dagli interessi che ruotano intorno al  nuovo  Stadio della Roma e dalle ipotesi di una allargata e trasversale rete corruttiva messa in atto dal costruttore Luca Parnasi per portare a compimento la più grande operazione immobiliare della Capitale degli ultimi anni (1).

La situazione è grave. L’accertamento dei reati e delle responsabilità individuali spetta alla magistratura e arriverà alla fine di un probabilmente  lungo iter processuale. Ma, sulla base di quanto riportato dalle fonti giornalistiche – brani di significative intercettazioni –  chiediamo fin da ora che il progetto sia fermato,   che siano  rivisti i passaggi procedurali e riconsiderate le scelte fatte, per valutare l’eventuale condizionamento delle pressioni indebite per portare avanti gli interessi privati a discapito dell’interesse pubblico. E, soprattutto, che venga fatta un’analisi delle responsabilità politiche, in un dibattito pubblico e trasparente.

Come già per l’indagine “Mondo di mezzo” che ha portato alla luce una realtà diffusa di connivenze trasversali  – non tutte con profili o esiti penali – che noi di Carteinregola avevamo intravisto durante il nostro presidio in Campidoglio contro le delibere urbanistiche di Alemanno, anche per la vicenda dello Stadio avevamo  – come tante altre associazioni e comitati –    lanciato più volte allarmi e sollevato interrogativi, soprattutto sulla legittimità delle procedure seguite.Scrivendo decine di articoli, il cui leitmotiv era “sembra che lo Stadio s’abbia da fare a tutti i costi”.

La  chiusura,  nel dicembre scorso, della seconda Conferenza dei servizi sul progetto dello Stadio,  è stato il momento più eclatante di un percorso pieno di contraddizioni e forzature, che abbiamo  tramandato a futura memoria nel nostro amaro resoconto (2). Un percorso costellato di tanti  passaggi inquietanti. Come  la  giravolta dell’Amministrazione pentastellata, passata dal NO allo Stadio a #unostadiofattobene dopo un  tira e molla di contrattazioni  con il proponente nelle segrete stanze,  senza nessun dibattito pubblico (trattazione in  cui ha giocato  il ruolo di risolutore  l’Avvocato Lanzalone, ora agli arresti domiciliari). Il ricorso al secretamento del parere dell’avvocatura comunale sugli eventuali risarcimenti dovuti a Parnasi in caso di rinuncia allo Stadio (3).   Una Memoria di Giunta capitolina  che rovesciava  i termini della questione, passando dal privato che propone al Comune il  progetto,  al Comune che chiede  a Parnasi un nuovo progetto che risponda alla nuova linea dell’Amministrazione (4).  Le tappe forzate imposte dalle istituzioni comunali e regionali per riavviare il progetto e arrivare rapidamente  alla conclusione dell’iter, fino a convocare  commissioni domenicali e a chiudere la seconda conferenza dei servizi con l’inserimento di nuove prescrizioni senza il preventivo  accertamento della loro fattibilità.  La cacciata dalla maggioranza  della  consigliera capitolina che aveva espresso posizioni  critiche. Il primo  progetto bocciato e il secondo, completamente diverso,  battezzato  “progetto adeguato” e   ripartito saltando  il prescritto studio di fattibilità,  di cui avrebbe dovuto fare parte anche un nuovo piano economico finanziario. E molto altro ancora.

Il tutto con un gravissimo deficit di trasparenza e la totale assenza di partecipazione della cittadinanza (5), dalla creazione di un sito regionale intitolato “trasparenza stadio” dove l’affastellamento degli elaborati inseriti rendeva  impossibile orientarsi ai più, alla pubblicazione delle  centinaia di files del progetto sul sito comunale per raccogliere osservazioni sulla Variante urbanistica, senza un testo comprensibile  e accessibile che permettesse ai cittadini di  esercitare un  diritto previsto dalla legge (6). E ancora pochi giorni fa, quando tutto sembrava in dirittura d’arrivo  per l’approvazione della Variante e della Convenzione in Assemblea capitolina, nessuna informazione accessibile  sulle  prescrizioni comminate alla  chiusura della CdS –  sono  state recepite?   gli uffici preposti si sono dichiarati soddisfatti ?- nè sugli impegni e sui tempi che il costruttore privato avrebbe dovuto  rispettare con la Convenzione.

La Procura ha escluso il coinvolgimento della Roma AS, e ha  dichiarando  che  gli atti amministrativi prodotti dalla Giunta capitolina sul progetto dello stadio dell’ As. Roma non sono oggetto dell’indagine. Infatti spetterà all’Amministrazione la verifica di eventuali vizi e illegittimità che possono aver  inquinato la procedura in seguito agli episodi corruttivi che saranno accertati.

Ma  già da ora si possono fare alcune riflessioni sul piano strettamente politico.

Al di là dei battibecchi sull’appartenenza o meno dell’Avvocato Luca Lanzalone al M5S – sembra ormai accertato che fosse un uomo di fiducia dei vertici del MoVimento e che abbia giocato un ruolo di rilievo anche nelle ultime vicende nazionali rispetto all’accordo Lega -M5S   – le circostanze che lo portano a occuparsi di situazioni di primissimo piano della Capitale come la trattativa per lo Stadio e la presidenza della partecipata ACEA (7),  testimoniano la fragilità, se non la sudditanza,  di una Sindaca che avalla passivamente consulenze e nomine  indicate dai big  del “gruppo enti locali” M5S. Big  che evidentemente hanno  occupato un  notevole spazio decisionale in  Campidoglio,  senza alcuna investitura da parte dei cittadini.  E la vicenda Lanzalone  stride anche con  l’impegno  sottoscritto in campagna elettorale da Virginia Raggi con Sai chi voti   di introdurre nei primi 100 giorni  di mandato bandi  online,  la pubblicazione dei cv dei candidati e audizioni pubbliche aperte alla stampa per  garantire nomine trasparenti  nelle municipalizzate  (8)

Nuvole minacciose si addensano  anche sulla Regione di Nicola Zingaretti, con l’arresto (ai domiciliari) dell’ex assessore all’Urbanistica Michele Civita, accanto al Presidente fin dai tempi della Provincia di Roma (9) e autore di molti discutibili provvedimenti, come il famigerato Piano casa 2, la versione quasi identica del Piano casa Polverini, e la Legge Urbanistica regionale varata nel luglio scorso.  Carteinregola nel 2014 aveva organizzato inutilmente un presidio di un mese e mezzo, contro quel  Piano casa,  che  era stato invece prorogato di due anni, con gli effetti che hanno cominciato ad emergere solo negli ultimi mesi del 2017, tra i quali la possibile demolizione di villini  in quartieri storici della Capitale (10). E ancora aspetta che sia dato seguito alla sua richiesta di rimettere mano alla Legge di rigenerazione, che in parte ne riproduce i rischi.

E  preoccupa leggere tra i nomi degli indagati quello del Soprintendente  Francesco Prosperetti, che  ha avuto un ruolo di primo piano nella vicenda del vincolo sull’Ippodromo, richiesto nel febbraio 2017 dall’allora Soprintendente  Margherita Eichberg  e mai  apposto, dopo la decisione  di una Commissione spaccata (11). Vicenda su cui offriremo a breve ulteriori approfondimenti. (12)

Quello che più colpisce, al di là della conferma della fondatezza delle accuse o dell’estraneità ai fatti, che solo la magistratura potrà appurare, è il perdurare della palude di  intrecci ed interessi che unisce realtà imprenditoriali a forze politiche trasversali –  anche se in misura diversa-   a pezzi  istituzionali importanti (13).

Mostrando ancora una volta una città a strati, dove la realtà fisica delle strade dissestate, delle aiuole non sfalciate, degli alberi crollati, dell’immondizia sui marciapiedi,  dei servizi al collasso,  si riflette  in una comunità umana  dispersa, nei legami sociali spezzati, nella povertà che non suscita più alcuna solidarietà, nella paura. E, ancora sotto, un sistema predatorio che toglie la linfa vitale agli altri,  spolpando risorse, succhiando ore di vita, salute, possibilità di sviluppo e  felicità ai cittadini.

Oggi più che mai nessuno può più dire che si tratti di un episodio, di qualche mela marcia. E’ un sistema che va avanti da troppo tempo. “Sistema” come Saviano ci racconta che i mafiosi chiamano la mafia.

Chissà se tutto questo porterà alla reazione e all’impegno tanti cittadini per bene indignati, o se  ucciderà le ultime fiammelle di speranza nel cambiamento.

Noi continuiamo a batterci. Anche se vuol dire ricominciare sempre tutto daccapo.

E chiediamo che, finalmente, Regione, Comune e tutti gli enti interessati aprano le finestre e facciano chiarezza davanti ai cittadini su quanto accaduto.

Carteinregola

Post scriptum: il capogruppo capitolino  Paolo Ferrara  ha  prontamente dato le  dimissioni dal MoVimento (ma non da consigliere). A  quelli che sarebbero  tentati dal distinguo, quasi che –  se fosse confermata l’accusa  – chiedendo  al costruttore non soldi per sè ma il progetto di  restyling del lungomare di Ostia, avesse commesso  un errore  non tanto grave, trattandosi di un’opera destinata alla comunità, bisogna ricordare che  esistono delle regole e delle procedure istituzionali, per questo genere di richieste, che passano dalla giunta o dall’assessorato competente e da una trattativa ufficiale con un “dare e avere” legale e  trasparente. E che i finanziamenti elettorali non consistono solo  in dazioni di denaro,  ma possono essere offerti anche  direttamente con  opere o altre utilità  finalizzate al consenso…

> Vai a Stadio della Roma – la storia in sintesi

(1) Vedi: Stadio: è scoppiata la bomba del 13 giugno 2018

(2) vedi Cosa scrivevamo 6 mesi fa: Stadio della Roma, il buio della ragione6 dicembre 2017 (LEGGI TUTTO)

(3)Nel dibattito in Aula Capitolina  sulla vicenda Stadio della Roma del 23 marzo 2017, i consiglieri di opposizione (come De Priamo,  capogruppo di Fratelli d’Italia – che ha chiesto l’assemblea straordinaria –  e Fassina di Sinistra Italiana) hanno chiesto conto dell’inspiegabile  segretezza del parere dell’Avvocatura Comunale sul rischio risarcimenti a Parnasi e Pallotta  nel caso che Roma Capitale revocasse la delibera 132/2014 (la Delibera Marino/Caudo che conferisce il pubblico interesse all’operazione)  cancellando il progetto Nuovo Stadio della Roma. Secondo quanto riferito dal consigliere De Priamo, l’Avvocatura ha risposto che il parere è stato scritto in copia unica consegnata alla Sindaca e che non più nella disponibilità degli estensori, dato che la Roma AS è una società quotata in borsa.  Scrivevamo allora: stupisce la riservatezza, non tanto degli avvocati comunali che rispondono all’amministrazione richiedente, quanto della stessa Sindaca, che, lo ricordiamo ancora una volta, è stata eletta dopo una martellante campagna sulla trasparenza e sul dovere di  informazione  ai cittadini. Anche se ci si può fare comunque un’idea del responso giuridico  già dal fatto che viene  mantenuto  riservato :  se il rischio risarcimenti fosse considerato  probabile perchè non renderlo pubblico ?

(4) Sul sito comunale il 30 marzo viene resa nota l’approvazione di una Delibera di Giunta in cui “si conferma l’interesse alla realizzazione del progetto dello stadio a Tor di Valle e si conferisce mandato al Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di procedere alla revisione della determinazione del pubblico interesse, dichiarato con deliberazione dell’Assemblea capitolina n.132/2014“. (dal sito del Comune: Stadio Roma: da Giunta ok linee guida per revisione pubblico interesse delibera n.132/2014) La delibera viene poi pubblicata il 10 aprile scarica deliberazione di Giunta Capitolina n. 48 del 30 marzo 2017. Scrivevamo il 5 aprile (La conferenza è chiusa o socchiusa?) : perchè si è approvata  una  delibera di Giunta con   le linee guida  su cui  gli uffici comunali  dovrebbero basarsi per predisporre una nuova  delibera con le nuove condizioni per il pubblico interesse, anzichè seguire quanto stabilito  dai commi della legge 147/2013  sugli stadi   che prevedono che sia il privato  a sottoporre uno studio di fattibilità al Comune, il quale, dopo una conferenza dei servizi preliminare,  decide  se approvarne o meno il pubblico interesse?

(5) Va riconosciuto però alla Regione Lazio l’aver dato la possibilità alle associazioni che si sono iscritte di partecipare alla Conferenza dei servizi con (ampia) possibilità di intervento e l’aver pubblicato sul sito dedicato i contributi presentati

(6) vedi   Stadio della Roma: l’unica cosa chiara è che non è chiaro niente- 4 giugno 2018

(7) vedi Il fatto quotidiano 13 giugno 2018 Stadio Roma, chi è Luca Lanzalone: il consulente del M5s che risolveva problemi adesso è finito ai domiciliari

Nel gennaio febbraio 2017 la Sindaca Raggi affida all’avvocato genovese Luca Lanzalone il compito di gestire la trattativa con Eurnova per la modifica del progetto. Considerato vicino a Davide Casaleggio e secondo la capogruppo del M5s alla Regione Lazio Roberta Lombardi “portato a Roma dal gruppo che si occupava degli enti locali” (cioé Di Maio, Fraccaro e Bonafede), assume un ruolo chiave nell’amministrazione capitolina. Agli incontri partecipa anche il capogruppo capitolino M5S Paolo Ferrara. Qualche settimana dopo, il 2 aprile 2018, Lanzalone sarà nominato Direttore della partecipata comunale ACEA

(8) Saichivoti è  una campagna promossa da  Riparte il futuro e altre associazioni tra cui Carteinregola, che alle elezioni comunali del 2016 aveva proposto ai candidati di sottoscrivere alcuni impegni. Virginia Raggi aveva aderito, ma non ha poi dato seguito alle promesse, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni* questo un estratto del comunicato di Riparte il futuro del 15 giugno 2018: Il caso dell’avvocato Luca Lanzalone, catapultato a Roma da Genova, dimostra inoltre che la sindaca Virginia Raggi avrebbe fatto meglio a selezionare in maniera più accorta i suoi collaboratori e i manager promossi ai vertici delle società partecipate. La stessa sindaca, sottoscrivendo la campagna Sai Chi Voti di Riparte il futuro e di altre 12 organizzazioni della società civile, aveva promesso in campagna elettorale di introdurre meccanismi trasparenti di scelta dei ruoli apicali delle partecipate, prevedendo un bando online, la pubblicazione dei cv dei candidati e audizioni pubbliche aperte alla stampa per scegliere i migliori. Inutile dire che dopo le promesse iniziali, l’impegno sia stato del tutto disatteso”, conclude Anghelé

*Carteinregola in questi anni ha più volte sollecitato la Sindaca a  mantenere la parola data, ma Virginia Raggi non ha mai nemmeno risposto vedi  Saichivoti: 2 sindaci promossi e 10 bocciati che non hanno mantenuto la promessa elettorale

Saichivoti: 2 sindaci promossi e 10 bocciati che non hanno mantenuto la promessa elettorale

(13) al momento – 16 giugno 2018) risultano agli arresti, oltre a Parnasi e alcuni suoi collaboratori: Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente per M5S sullo stadio, Pier Michele Civita, ex assessore regionale del Pde  attuale cosnigliere , Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio Regionale di Forza Italia. Risultano indagati Paolo Ferrara (consigliere capitolino e caogruppo M5S)  Davide Bordoni (consigliere capitolino e coordinatore Forza Italia Roma) , Giampaolo Gola (l’assessore allo Sport  M5S del Municipio X) Mauro Vaglio (presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma), l’avvocato Daniele Piva, ,  Daniele Leoni (funzionario comunale) Claudio Santini (ex capo segreteria del ministro ai Beni culturali ( e altri). Secondo Il fatto quotidiano (16 giugno) è indagato anche il patron del CONI  Malagò

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