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Stadio: a chi resta il cerino (dalla Conferenza qualche risposta e qualche scoperta)

stadio opere pubbliche ago 2017 Schermata 2017-09-28 alle 13.57.36Pubblichiamo il nostro report (e quello ufficiale) della prima riunione della nuova Conferenza dei servizi decisoria sullo Stadio della Roma. Riunione che  è stata per noi un’occasione per ottenere qualche risposta, ma anche per toccare con mano che la vicenda  è sempre più complicata, e che sarà assai difficile da mantenere “sotto controllo”, non solo da parte della cittadinanza, ma anche di un’Amministrazione che abbia a cuore l’interesse pubblico.

Si è tenuta il 29 settembre in Regione  la prima riunione della nuova Conferenza dei servizi sul nuovo progetto, che tutti chiamano “nuovo progetto” anche se  ufficialmente si chiama “progetto adeguato“. Infatti durante gli interventi dei partecipanti  è stato un lapsus continuo. Del resto l’irrisolta contraddizione è certificata persino nella Home page del sito regionale, che in 3 righe riesce a chiamarlo in entrambi i modi: “a seguito della presentazione di un nuovo progetto, la Regione Lazio ha indetto una nuova Conferenza di servizi per la valutazione del progetto adeguato(1). Quanto agli elaborati del progetto nuovo/adeguato ivi pubblicati, forse per togliersi dagli impicci si è preferito non dargli un nome  (o chiamarlo:”Sfoglia le cartelle di seguito, puoi leggere e consultare tutti i documenti“)

Comunque almeno questo aspetto è stato chiarito  nel corso della riunione, dopo  che, grazie alla disponibilità della presidente della Conferenza dei Servizi, abbiamo potuto rivolgere  direttamente alcune delle domande che avevamo inviato in precedenza insieme ad  altre associazioni (2).

Alla domanda sul perchè non si sia chiuso  il procedimento sul vecchio progetto – bocciato in CdS – aprendo  un nuovo e procedimento sul nuovo progetto,  arrivando quindi  ad una nuova Conferenza dei servizi decisoria solo dopo aver ripercorso le tappe previste dallo studio di fattibilità in poi, è stato risposto in prima battuta  che la  nuova conferenza all’interno del vecchio procedimento è stata un’esigenza dovuta alla variante molto “consistente” del progetto. Quanto alla scelta di definire “adeguamento del vecchio progetto” un progetto cambiato per volontà politica, la posizione della CdS, ma anche della Regione come soggetto procedente,  è molto chiara: LA RESPONSABILITA’ E’ TUTTA DI ROMA CAPITALE. Se Roma Capitale ha deciso,  nella Delibera 32/2017 (3), di chiamare il nuovo progetto “progetto adeguato”,  omettendo così  la  prevista fase preliminare,  la Conferenza non può che prenderne atto. Cioè  non sta alla Conferenza nè alla Regione mettere in discussione quanto deliberato da un’Assemblea di eletti dai cittadini.

E se alla richiesta di indicare le fonti normative alla base delle scelte sull’iter  del procedimento e sul suo termine  sono state date risposte piuttosto vaghe (4) –  è stato detto che  la legge di riferimento (5), non è sufficientemente chiara, per cui si è stabilito di dare 45 giorni, che comunque non sono perentori – non si capisce su quali basi  si sia continuato e si continui a dare  “tempi supplementari” al proponente per la consegna di sempre nuovi elaborati. Infatti  come in una conferenza dei servizi “a fisarmonica”, il proponente ha consegnato un progetto definitivo nell’agosto 2015 (6); un altro nel maggio 2016; svariate integrazioni  nel corso della Cds tra il 3 novembre 2016 e il 3 marzo 2017; nuovi elaborati di un progetto “adeguato” al Comune di Roma il 9 giugno 2017; un “progetto adeguato (lo stesso?) allegato alle osservazioni” consegnato alla Regione il 15 giugno; varie integrazioni il 22 giugno, il 28 giugno, il 25 e il 26 luglio,  l’11 settembre… (7) e avrà tempo per presentarne ancora ulteriori fino al 16 ottobre.

Ma l’aspetto più preoccupante di tutti, a questo punto, è LO SPACCHETTAMENTO DI ELEMENTI PRIMA STRETTAMENTE VINCOLANTI PER LA REALIZZAZIONE DELLO STADIO. Infatti mentre prima, nel progetto Marino/Caudo,  gli interventi pubblici e privati erano in qualche modo incernierati ed era esplicitamente previsto che il progetto potesse superare tutti i passaggi amministrativi solo se tutte le condizioni per l’interesse pubblico – le infrastrutture previste – fossero state portate a termine contestualmente allo Stadio e al Business Center (8), adesso quasi ogni cosa viaggia su un binario a sè stante, risponde a soggetti diversi, ha fonti di finanziamento diverse, tempi diversi,  con la conseguenza che ci sono  ben poche garanzie di conclusioni sincrone (e, temiamo, anche di conclusioni tout court…).

Diciamo subito che, come  ribadito in più occasioni dal Presidente della Conferenza, il Ponte di Traiano, che doveva garantire  un secondo accesso/uscita dall’area, non fa più parte del progetto e non sarà preso in considerazione nella Conferenza dei servizi decisoria; ma la cui necessità è stata messa in evidenza dal rappresentante dell’Osservatorio Stadio  Tor di Valle in un intervento che sarà oggetto di approfondimento. Il Ponte dei Congressi, che secondo  la Giunta Raggi può ben sostituire il Ponte di Traiano, in realtà oltre a immettere il traffico veicolare sempre dallo stesso unico accesso  sulla Via Ostiense/Via del Mare, ha tempi di realizzazione molto lunghi (si parla del 2022), che per di più  dipendono dallo Stato, che lo finanzia. Quindi nè dal proponente nè dal Comune di Roma. Oltretutto, aspetto che prima forse non era emerso in tutta la sua consistenza, il Ponte dei Congressi è a senso unico  (il progetto comunale prevede infatti che il ponte della Magliana e il ponte dei Congressi  siano transitabili solo per un verso di marcia – uno in uscita, l’altro in entrata- formando un anello),  circostanza  che rende ancora più riduttivo il suo contributo allo snellimento del traffico da e verso Stadio e  Business center.

Secondo il Presidente della CdS,  la Conferenza può solo fare valutazioni sugli elaborati del nuovo progetto, mentre non ha titolo per valutare elementi che non ne fanno più parte come il Ponte di Traiano, che è stato escluso  perchè il proponente, dopo il taglio delle cubature operato dalla Giunta Raggi, non  avrebbe più le risorse per pagarlo (costa circa 95 milioni di euro). Tuttavia  il ponte è, seppure ipoteticamente, contemplato nel progetto, sia dal punto di vista progettuale che delle simulazioni di traffico, e dunque  la conferenza dovrebbe avere  tutto il potere di valutarne l’utilità/necessità ai fini della determinazione finale (9).   Poichè  il Ministero dei Trasporti ha già inviato una  valutazione in cui segnala la criticità di un progetto senza ponte di Traiano (10), la bocciatura definitiva sarebbe già scritta, a  meno che lo Stadio si voglia fare a qualunque costo, lasciando definitivamente intasata la Via Ostiense, oppure trovando altrove  i fondi per realizzare il ponte,  cioè, con buona probabilità,  a spese dei contribuenti (qualcuno parla di fondi europei, ma campa cavallo…)

ponte congressi Schermata 2017-10-07 alle 00.30.51 ponte congressi @Corriere-Web-Roma-593x443

 

Un altro intervento,  di fatto,   “spacchettato” è quello sulla  ferrovia  Roma- Lido, tratta  di competenza regionale: anche su questo seguiranno ulteriori approfondimenti, ma va sottolinenato  che, anche in questo caso,  la maggior parte delle problematiche che riguardano la mobilità su ferro si sposta dalla CdS  a un altro “tavolo”, parallelo e indipendente dai tempi e dalle valutazioni della Conferenza decisoria (11).

Quanto alla fase pubblicistica e partecipativa – obbligatoria per legge – connessa all’approvazione della variante urbanistica, il Presidente della Conferenza ha risposto che ancora non  è stata chiarita   questa parte dell’iter procedurale, che può avere due esiti diversi: se si decide che l’impianto è da considerarsi un’opera prevalentemente  privata, il verbale finale della Cds varrà  come adozione e il  Comune (dopo la ratifica in Assemblea Capitolina) procederà alla fase pubblicistica (raccogliendo le  osservazioni  a cui rispondere con le controdeduzioni etc) per poi approvare la variante; se invece  si decide che l’impianto è opera pubblica,  dopo l’adozione (e la ratifica in Assemblea capitolina),  la pubblicazione e le osservazioni dovrebbero essere  valutate e controdedotte dalla Conferenza dei servizi. Un’incertezza che in realtà pensavamo superata, dato che,  per la natura del procedimento in corso (e per il fatto che lo stesso origina da una dichiarazione di pubblico interesse dell’assemblea capitolina ed è destinato a sfociare, in caso di esito positivo dei lavori della CdS, nella dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell’opera), siamo, a fini urbanistici, in presenza di un’opera equiparabile alle opere pubbliche.  In ogni caso, la fase pubblicistica non può che svolgersi prima dell’approvazione finale della variante da parte del consiglio comunale e dunque necessariamente in seno alla CdS, in ossequio al principio di concentrazione procedimentale che caratterizza la riforma Madia, e dunque necessariamente entro i 90 giorni prescritti della Conferenza (12)

Infine, Carteinregola ha sollevato anche il tema della trasparenza, in particolare riguardo ad atti e elaborati mancanti nell’ambito della passata conferenza dei servizi e alla scarsa accessibilità dei materiali inseriti  sul sito a cura regionale, a causa di un’impostazione decisamente ermetica, a partire dai titoli “alfanumerici” degli elaborati. In proposito il Presidente della CdS  ha precisato che alcuni atti ed  elaborati non sono pubblicabili per motivi di sicurezza (13), ma  si è detta disponibile a recepire suggerimenti circostanziati per rendere il sito “trasparenza stadio”  uno strumento più facilmente consultabile  dai cittadini.

Per il resto, aspettiamo le prossime due riunioni pubbliche  della Conferenza, una prevista alla fine dei 90 giorni, una intermedia.

Ma sembra ormai chiaro a chi “resterà il cerino”, qualunque sia la conclusione. Se il progetto sarà approvato,  resterà ai cittadini romani, che difficilmente vedranno realizzate tutte le infrastrutture necessarie a sostenere gli impatti dell’intervento, quanto meno nei tempi necessari. Se non sarà approvato, sarà il Comune di Roma a doversi prendere la responsabilità di aver fatto “lavorare”  a vuoto il proponente, chiedendo modifiche sostanziali al progetto per scelta politica, senza poter offrire alcuna garanzia che tali cambiamenti sarebbero stati approvati dalla conferenza dei valutatori  tecnici. Che vuol dire, a nostro avviso, possibili risarcimenti. E che vuol dire che il cerino resta comunque in mano ai cittadini romani.
(in seguito trattteremo più approfonditamente le tematiche della mobilità sollevate da Osservatorio Tor di Valle e Pendolari Roma-Lido, nonchè gli aspetti che riguardano l’archeologia preventiva, il vincolo sull’Ippodromo  e l’area di rispetto del Fiume Tevere)

Anna Maria Bianchi Missaglia

Vedi anche: “ Stadio della Roma – elaborati e materiali” e Stadio della Roma- cronologia

(1) http://www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/

home page sito regione stadio Schermata 2017-10-06 alle 23.19.41

(2) vedi il nostro post del 15 settembre 2017 Stadio della Roma: la Regione convoca una nuova conferenza dei servizi, le associazioni chiedono trasparenza sulle procedure

(3) Scarica la Delibera approvata dall’Assemblea Capitolina il 14 giugno 2017  Deliberazione Assemblea Capitolina n. 32-2017 (stadio della Roma)

(4) Legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme sul procedimento amministrativo

(5) Alla richiesta di indicare dove siano state esplicitate dalla Regione le motivazioni per mantenere aperto il vecchio procedimento inserendovi una nuova conferenza dei servizi e dove siano indicati i termini del procedimento interrotto il 5 aprile e ripresi a decorrere dal 15 giugno (ai sensi della determina regionale di chiusura della conferenza dei servizi con esito negativo), è stato risposto che tutto è ricavabile dalla sequenza dei provvedimenti regionali. In realtà non risulta così chiaro come dovrebbe e non sembra tutto così facilmente riconducibile al principio generale della economicità e semplificazione del procedimento, tanto più che, nel caso specifico, è stata costantemente richiamata la specialità della normativa applicabile (L. 147 /2013) e i relativi termini tassativi.

(6) Senza contare , quanto prodotto in sede di conferenza dei servizi preliminare

(7) Si veda la nostra sezione “ Stadio della Roma – elaborati e materiali” e Stadio della Roma- cronologia

(8) Scarica La Delibera Marino/Caudo stadio della roma DACDelib. N 132 del 22.12.2014

(9)  Ciò sulla base della previsione del comma 304 della legge 147/2013 (scarica LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147 art. 1 commi 303 304 305) che, anche dopo la novella dell’art. 62 della  DL 50/2017 (scarica art. 62 impianti sportiviGgazzetta ufficiale ), continua a prevedere  la possibilità che la CdS apporti “modifiche strettamente necessarie” al progetto (dove, per “strettamente necessarie”, non può intendersi modifiche limitate sotto un profilo meramente quantitativo,  ma “limitate” in quanto rivolte a risolvere le sole criticità che possono determinare  la  bocciatura del progetto sotto il profilo tecnico).

(10) Tra  le “valutazioni” sul “progetto adeguato”consegnate all’inizio di agosto alla Regione, quella  del rappresentante unico dello Stato, che comprende la valutazione del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che comprende quanto redatto dal Capo dipartimento del MIT, Elisa Grande :“si comunica il parere negativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla nuova soluzione progettuale dello Stadio della Roma»; parere che la stessa Grande ribadisce durante la prima riunione della Conferenza, attribuendo alla scomparsa del Ponte di Traiano uno dei motivi delle criticità riscontrate nel nuovo progetto, chiedendo nuovi studi sulla mobilità del quadrante.

(11) Alla richiesta del rappresentante dell’Osservatorio Stadio Tor di Valle che chiedeva informazioni  sulla tempistica del  “tronchetto”, della stazione Acilia, etc , la Presidente delal CdS  ha risposto che la CdS non c’entra, perchè  “lo stadio non c’entra nulla, sono altre opere, altri soldi” e bisogna rivolgersi agli uffici competenti  della Regione Lazio

scarica il documento  dell’ Osservatorio SdR confronto  DAC 132-2014 e DAC 32-2017

(12) Dunque come fase propedeutica alla determinazione conclusiva, che – per l’art. 62 DL 50 – varrà anche come adozione della variante; ne deriva che occorrerebbe accelerare i lavori della CdS e arrivare alla conclusione ben prima che scada i termine dei 90 gg., in modo che resti, in coda, ius congruo lasso di tempo per l’espletamento della fase pubblicistica

(13) difficile reperire ragioni di sicurezza nelle numerose  carenze nella pubblicazione sul sito del progetto definitivo sottoposto alla prima CdS, in seguito alle quali Carteinregola e altre associazioni hanno scritto alla Regione Lazio e all’ANAC nel gennaio 2017

specchietto Stadio della Roma elaborati mancanti 4

( dal sito trasparenza Stadio della Roma http://www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/conferenza-dei-servizi-del-29-settembre-2017-2/) resoconto  Conferenza dei servizi del 29 settembre 2017
La Conferenza di Servizi apre indicando l’ordine dei lavori e ricordando che il procedimento si dovrà chiudere entro i 90 giorni previsti dalla legge. Rispetto al numero delle sedute il Presidente prospetta un percorso che consiste nel realizzare in totale circa tre sedute della Conferenza.

Nella seduta odierna si procede ad una ricognizione generale tra gli Enti rispetto alle modalità di svolgimento della conferenza, delle integrazioni richieste alla società proponente e le eventuali ulteriori specifiche in merito al nuovo progetto presentato. Rispetto alle ulteriori richieste di integrazioni si ricorda che il termine ultimo è il giorno 16 ottobre.

I rappresentanti unici degli enti approvano l’ordine dei lavori della conferenza così come proposto nel prenderne atto si evidenzia che qualora sorgessero particolari necessità sarà possibile affrontare determinate questione in riunioni tematiche a latere della Conferenza di Servizi.

Si passa la parola ai rappresentanti unici per sapere se sussistono ulteriori richieste alla società proponente rispetto al progetto presentato. Roma Capitale, l’Area Metropolitana di Roma, la Regione Lazio e lo Stato, con una posizione più articolata, ribadiscono che le richieste di integrazioni sono già state avanzate e non ne sono necessarie altre. All’interno della posizione espressa dallo Stato, il Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) fa sapere che ha richiesto maggiori dettagli sugli svincoli che riguardano il raccordo anulare e più in generale un approfondimento sullo studio del traffico. L’Area Metropolitana di Roma invece chiede se ci sarà un approfondimento sul tema della mobilità. Il Presidente ribadisce che ogni approfondimento dovrà partire dal nuovo progetto presentato dalla Società proponente.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) esplicita la richiesta già avanzata di integrazioni relative alla fascia di rispetto del Tevere e il conseguente impatto paesaggistico e quelle sulla vicenda delle indagini archeologiche preventive.

Successivamente si è chiesto agli enti gestori se le richieste relative alle loro competenze sul progetto sono state recepite. Rete gas risponde positivamente. L’Anas richiede ulteriori approfondimenti per tutti gli aspetti connessi alla viabilità. L’Acea fa presente che l’interferenza sui collettori è risolta e che per quanto riguarda l’alimentazione idrica sarà necessaria l’apposizione di una tubazione sul ponte pedonale, inoltre, la questione delle emissioni odorigene è in parte risolta dall’aumento della parte arborea ma necessita ancora di un approfondimento. Gli altri enti gestori non avanzano ulteriori richieste.

La società proponente risponde che le richieste avanzate sono sufficientemente chiare ed invita gli Enti a formalizzare quelle non ancora presentate ufficialmente.

Infine si è chiesto alle associazioni e ai comitati di cittadini presenti se ci sono quesiti da rivolgere rispetto al progetto e dopo un lungo e articolato ascolto si è dichiarata conclusa la prima seduta della nuova Conferenza di Servizi.

 

 

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