Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Zingaretti, nelle periferie apriamo i negozi, oltre ai circoli del PD

mosaico negozi casalbruciatoDopo le manifestazioni di protesta dei residenti, fomentati dalla destra di Casa Pound e Fratelli d’Italia,  contro l’assegnazione di un alloggio popolare  a una famiglia Rom a Casal Bruciato, il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha annunciato che oggi 20 maggio  sarà riaperto un circolo PD nel quartiere.

E se sicuramente la presenza di luoghi di aggregazione e discussione politica in zone  da troppo tempo abbandonate dai partiti è un segnale importante, ci vogliamo rivolgere a Nicola Zingaretti  Presidente della Regione Lazio affinchè metta in campo soluzioni assai più concrete ed efficaci contro il degrado sociale che affligge questo come tanti altri quartieri della Capitale.

Quartieri dove sono presenti grandi complessi di edilizia popolare gestita dall’ATER, Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica, caratterizzati dal susseguirsi di interi isolati con negozi e locali al piano terra inutilizzati:  una lunga  soluzione di serrande abbassate, che ben si prestano a rappresentare, non solo il senso di insicurezza e di  degrado in cui vivono gli abitanti della zona, ma anche lo spreco di risorse pubbliche che potrebbero invece essere utilizzate dai giovani, dai disoccupati, dagli artigiani.  Spazi dove avviare attività lavorative e riportare creatività e vitalità  per  tutto il  quartiere.

Spazi finora preclusi alle  categorie che più ne avrebbero bisogno, che  in buona parte  non sono in grado di pagare i canoni richiesti dall’ATER.  E anche se  l’Ater ha già avviato un Bando per 150 locali rivolto ad Associazioni, Start up e artigiani* serve una riflessione  più profonda sul destino di quei  5mila spazi commerciali  di proprietà dell’Ater e di Roma Capitale.

Soprattutto serve una risposta immediata,  un gesto coraggioso  come quello del Cardinale elettricista Krajewski, per ridare la luce a Casal Bruciato e alle tante  periferie dove gli abitanti da troppo tempo hanno perso la speranza. 

Sappiamo che sono necessari  provvedimenti nazionali che riportino l’ente che si occupa di emergenza abitativa alla sua funzione di supporto a chi ne ha bisogno, senza gabbie che ne invalidino l’efficacia,  come la trasformazione, con la  legge regionale 30/2002**, dell’Ater a “Ente Economico” nonostante svolga un ruolo sociale. Inoltre  l’Ente è obbligato al versamento dell’IMU***, come se fosse un qualsiasi operatore economico, tassa  che  grava sul costo dei canoni di locazione,   che incidono sulla desertificazione commerciale di intere aree,  in una spirale involutiva.

Per questo   chiediamo alla Regione Lazio  e a Roma Capitale, in attesa di normative più adeguate ai bisogni della città,  che mettano in atto ogni sinergia per  individuare e  applicare  tempestivamente strumenti amministrativi che consentano l’uso anche temporaneo di tutti gli spazi pubblici abbandonati, soprattutto  nelle periferie, per avviare un piano di interventi  che siano produttivi e inclusivi.

Solo se le strade di tutta la Capitale tornano a illuminarsi si può sconfiggere il buio  che ogni giorno di più entra nella vita delle persone.

Associazione Carteinregola, AGCI Lazio Solidarietà, CILD Centro Italiano per la Legalità Democratica, Comunità Territoriale del VII Municipio,  Coordinamento Periferie, Corviale Domani,   Forum Terzo Settore Lazio

Roma, 20 maggio 2019

Nota:  alcuni ci hanno invitiato commenti sul fatto che nelle periferie non si dovrebbero aprire negozi ma servizi, spazi culturali e luoghi di aggregazione. E’ evidente che si tratta di   necessità primarie e prioritarie,  parte integrante  di questa e delle tante richieste alle istituzioni avanzate da anni  dai firmatari dell’appello, realtà che da tempo lavorano sui territori per costruire o per tenere aperti luoghi a disposizione dei cittadini. Tuttavia  facciamo presente che sono migliaia le serrande abbassate nei quartieri periferici. Per l’esattezza Ater ha circa 3.500 locali commerciali e Roma Capitale 1.500, poco meno di 5000 spazi in città. Che vuol dire isolati interi di buio e degrado nei luoghi più dimenticati della città. Per questo vogliamo  i servizi sociali e e gli spazi culturali, ma vogliamo anche riaccendere le strade delle periferie e dare a tante persone che ci vivono la possibilità di costruirsi un futuro (AMBM)

Vedi anche

Casal Bruciato: il “fuoriscena” delle cronache, che spesso inquadrano solo il luogo degli eventi, senza mostrare il contorno delle case, delle strade, del vivere in quei quartieri…(> LEGGI TUTTO)

Stranieri, rom e case popolari, cosa sta accadendo? di Enrico Puccini (> LEGGI TUTTO)

Schermata 2019-05-19 alle 22.50.09 Schermata 2019-05-19 alle 22.49.53 Schermata 2019-05-19 alle 22.49.43

** Le Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER) sono state istituite con Legge Regionale 3 settembre 2002, n. 30,https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/06/21/003R0152/s3  che ha trasformato gli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) in  aziende, per Roma Città Metropolitana ATER del Comune di Roma – ATER della Provincia di Roma > Vai alla pagina sul sito della Regione Lazio

*** Vai a Aequa Roma con le tabelle degli immobili soggetti al pagamento dell’IMU https://www.aequaroma.it/tributi/imu/imu-immobili_oggetto.html

Share This Post

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>