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Al Borghetto Flaminio il primo passo di Gualtieri e della città pubblica

Pubblichiamo l’articolo di Maurizio Geusa su Romainpiazza.it, con la premessa che la Delibera di Giunta approvata dall’Assemblea Capitolina il 9 dicembre scorso, a firma di Luca Montuori Assessore all’Urbanistica e Valentina Vivarelli Assessora al Patrimonio era stata approvata dalla Giunta Raggi il 24 settembre 2021*

(da romainpiazza.it) Il 9 dicembre scorso con la delibera numero 111 l’Assemblea Capitolina ha approvato, senza voti contrari, il progetto di recupero e valorizzazione del Borghetto Flaminio  promosso dall’Università “La Sapienza”. Un segnale importante, in quanto questa è stata la prima delibera  in tema urbanistico della nuova amministrazione guidata dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri con  Maurizio Veloccia Assessore proprio all’urbanistica.

Il progetto di recupero predisposto dall’Università potenzia il polo di Architettura, in quanto si trova al centro fra la sede storica di Valle Giulia e il complesso della ex Fabbrica del Ghiaccio di via Flaminia. 

Nel parlare di questo progetto non possiamo dimenticare l’impegno profuso dal prof. Giuseppe Rebecchini, mancato nel 2018. La sua perseveranza ha mantenuto sempre viva la fiducia che in fondo al tunnel di una infinita istruttoria durata per ben 8 anni da 2013 al 2021 non si spegnesse la speranza nel progetto spazzata dal vento degli infiniti rinvii.

L’intervento prevede la trasformazione di circa 2.500 mq di edifici oggi abbandonati in aule e laboratori. A corredo di queste superfici didattiche altri 6.000 mq saranno bonificati e destinati a verde e parcheggi. Si realizza così, dopo “appena” 19 anni, la prima parte del Protocollo siglato nel 2002 fra Università e Comune di Roma per il recupero di tutta l’area del Borghetto Flaminio di proprietà comunale.

Questo nuovo l’intervento dell’Università, realizzato a pochi passi da Piazza del Popolo, incrina il mondo delle occupazioni senza titolo cristallizzato da ormai da 83 anni. Infatti è dal 1938 che la Società Immobiliare Anonima ha ceduto tutta l’area di circa 22.000 mq al Comune di Roma. In quasi un secolo, su quest’area è cresciuto di tutto e di più. Tutto nascosto e dimenticato dietro l’alto muro su Via Flaminia. Dal punto di vista urbanistico, l’area era stata destinata ad ospitare l’Auditorium, salvo poi rivelarsi del tutto inutilizzabile per le consistenti preesistenze archeologiche che hanno costretto anche l’attuale progetto sui sedimi già trasformati.

Questo è solo un primo passo, in quanto rappresenta poco più di un terzo dell’intera area di proprietà pubblica che occorre recuperare contrastando l’inesorabile processo di privatizzazione che caratterizza il patrimonio pubblico abbandonato.

Infatti, anche nel nostro caso ci sono circa 3.000 mq di terreno comunale di cui era stata riconosciuta l’usucapione, ovvero la proprietà, a favore dell’occupante senza titolo in sede di Tribunale di primo grado. La sentenza è stata annullata in Appello ma pende il ricorso in Cassazione. Caso vuole che il nuovo proprietario dopo la prima sentenza sia riuscito a vendere il terreno e sullo stesso sia stato subito presentato un progetto di parcheggio multipiano interrato. Vedere per credere alla pagina: http://www.giombinispa.it/it/progetti-edili_3/futuri_3/parcheggio-borghetto-flaminio_16.html.

Sempre nel nostro caso ci sono in Catasto circa altri 3.000 mq intestati al Comune di Roma con rilevanti preesistenze storiche come la Camera Egizia di Luigi Canina in cui è in corso l’”usucapione vegetazionale” che rende inaccessibile l’intera area.

Infine, rimangono gli altri lotti con occupanti senza titolo, ognuno con una sua storia infinita di sgomberi inattuati che finiscono solo per creare l’immagine di degrado che ben conosciamo.

In conclusione, il progetto di recupero dell’Università è solo un primo passo che spalanca una porta verso questo tesoro di area pubblica fino a oggi dimenticato che grazie all’Università sarà una piacevole scoperta per tutti i romani.

Maurizio Geusa

Vai alla pagina con la Delibera 111 del 9 dicembre 2021 con gli allegati e le immagini del progetto

(*) C 0032102_CG 2021 n.114 del 24/09/2021 – (da approvare in Aula Capitolina) – Autorizzazione all’alienazione di parte delle aree inserite nel complesso denominato Borghetto Flaminio – Università di Roma “La Sapienza” già in consegna all’Università e Indirizzi al Sindaco in merito all’intervento di recupero e valorizzazione dell’area denominata Borghetto Flaminio – Università di Roma “La Sapienza”, ai sensi dell’articolo 3 del D.P.R. 3 8 3 d e l 18.04.1994.

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

27 dicembre 2021

Il comunicato del Comune di Roma del 26 settembre 2021

Da Giunta ok a variante per valorizzazione Borghetto Flaminio con progetto Università Sapienza

La Giunta capitolina ha dato l’ok alla variante per l’alienazione dei beni immobili all’interno del complesso “Borghetto Flaminio” all’Università Sapienza di Roma così come previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto tra Roma Capitale e l’Università.

L’area di Borghetto Flaminio si inserisce in un contesto fortemente urbanizzato all’interno della città storica. L’intervento consiste quindi nella riqualificazione e valorizzazione di parte delle aree del cosiddetto “Borghetto Flaminio” di Roma Capitale attraverso l’acquisizione delle stesse da parte dell’Università e la realizzazione di nuove unità edilizie da destinare alla Facoltà di Architettura con funzioni sia didattiche che culturali.

Nello specifico sono previsti due insiemi edilizi costituiti da un unico piano, coperti entrambi da un tetto-giardino e collegati tra loro. Il primo, in sostituzione dell’ex deposito carburante prevede la mensa universitaria. Il secondo, in sostituzione dell’ex Siar, comprende spazi per la didattica, spazi per lo studio libero, per la biblioteca e spazi per esposizioni temporanee.

Il progetto prevede quindi la realizzazione di un piccolo campus con funzioni didattiche e culturali, aperte ai cittadini.

E’ prevista l’integrazione delle aule con spazi per lo studio libero, mensa e bar e spazi aperti e allestire spazi per workshop, mostre e manifestazioni culturali e di intrattenimento con un edificio ad energia zero (NZEB) con altissimi standard di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale.

I nuovi spazi in progetto e quelli in fase di realizzazione presso il sito di Via Fortuny (ex deposito ATAC) permetteranno l’abbandono di alcuni spazi non idonei alla didattica di laboratorio, attualmente in esercizio nella sede di Via Gianturco, che gradualmente sarà trasformata in sede per attività amministrative, di ricerca e di comunicazione di piccolo gruppo e seminariali (corsi master, perfezionamento, specializzazione e di dottorato).

vedi anche:

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(aggiornamento dal sito di Roma capitale 9 dicembre 2021): L’Assemblea Capitolina ha approvato con 31 voti favorevoli e 5 astenuti la delibera n.153 del 2021 che prevede l’alienazione di alcune aree del…

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One Response to Al Borghetto Flaminio il primo passo di Gualtieri e della città pubblica

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