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Comitato per il Parco della Caffarella: finalmente recuperata una zona espropriata sull’Appia Antica

Foto Comitato caffarella sgombero 2Il 30 ottobre 2019 è stato  finalmente sgomberato un immobile di via Appia Antica,  che impediva l’accesso al Parco della Caffarella, così come gli altri 4 soggetti,  espropriati nel 2005 e sempre rimasti nelle  aree perché “dimenticati” dalle Amministrazioni comunali precedenti (*). Proponiamo il comunicato del Comitato per il Parco della Caffarella e una scheda cronologica che ricostruisce questa storia ventennale e la battaglia dell’associazione  per ripristinare la legalità, vinta anche grazie all’Amministrazione comunale, al VII e l’VIII Municipio di Roma, all’Ente Parco dell’Appia Antica, al Parco Archeologico dell’Appia Antica, ma soprattutto grazie ai tanti cittadini che si sono impegnati per riportare la legalità sul primo tratto della via Appia Antica. (AMBM)

(Roma, 9 novembre 2019)

IL COMUNICATO DEL COMITATO (30 OTTOBRE 2019)

aree-espropriate-caffarella-senza-nomi-1Dopo una battaglia da parte dei cittadini durata 4 anni, oggi sono cominciati gli sgomberi delle aree di enorme valore storico-naturalistico, con accesso da via Appia Antica, espropriate da 14 anni e lasciate in detenzione precaria agli ex proprietari. Ora gli sgomberi devono continuare per consentire la piena fruizione della Caffarella. Siamo molto contenti e ringraziamo l’Amministrazione Comunale.

14 ettari di Caffarella di grande valore storico-artistico-naturalistico, con accesso su via Appia Antica, espropriate nel 2005 e dal 2007 lasciate agli ex proprietari, grazie all’iniziale sgombero odierno cominciano a rientrare nella piena fruizione da parte dei legittimi proprietari: i cittadini di Roma.

Dopo un impegno protrattosi per 4 anni, iniziato nel 2015 con il Commissario Tronca, con accessi agli atti al Dipartimento Patrimonio, senza ottenere risposta, richiesta alla vice-segretaria generale del Campidoglio per ottenere l’attivazione dei poteri sostitutivi, centinaia di email inviate, un’interrogazione d’iniziativa popolare alla Sindaca Raggi nel 2017, decine di incontri con le Istituzioni, ecc. Roma Capitale ha finalmente superato le varie problematiche incontrate e oggi avvia gli sgomberi delle aree lasciate dal 2007 in detenzione precaria agli ex proprietari. Si è iniziato proprio da via Appia Antica 43-45, il cui gestore occupava l’area senza titolo ed aveva in precedenza effettuato abusi. Qui, nel sottosuolo, è stata ipotizzata la presenza del Tempio di Marte Gradivo, che è stato impossibile mettere in luce a causa dell’occupazione dell’area.

Ora gli sgomberi degli altri 4 siti espropriati nel 2005 (si veda la mappa soprastante) devono continuare, per consentire la piena fruizione della Caffarella con accesso da via Appia Antica; finalmente potremo visitare il sepolcro di Geta, la zona umida del’Acquataccio e scoprire i tanti tesori nascosti della Caffarella, cioè lo scrigno del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Siamo molto contenti e ringraziamo l’Amministrazione Comunale, il VII e l’VIII Municipio di Roma Capitale, l’Ente Parco dell’Appia Antica e i tanti cittadini che ci hanno seguito in questa annosa vicenda.

La scheda sulla vicenda dell’immobile sgomberato

a cura del Comitato per il Parco della Caffarella

L’immobile e l’area sgomberati erano occupati da una concessionaria automobilistica che si era  stabilita accanto alla chiesetta del Domine Quo Vadis in un fienile risalente al XVII secolo, censito dalla Carta dell’Agro, sul quale esiste una sovrapposizione di vincoli  archeologici e paesistici: decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 (“Testo unico delle disposizione legislative in materia di beni culturali e ambientali”), Legge Regionale 6 ottobre 1997 n. 29 (“Norme in materia di aree naturali protette”), nonché i vincoli di Piano Regolatore che impediscono l’uso non conforme  con le esigenze di conservazione del bene.

Il complesso era fin dal 1991 di proprietà dell’Opera Pia Sanatorio Antonio e Carlo Cartoni, un ente ospedaliero disciolto i cui immobili erano passati alla ASL (cioè alla Regione Lazio) e al Comune di Roma per la gestione ordinaria.

  • Nel 1996 il Dipartimento X (Ambiente) del Comune di Roma redige, il Piano di Utilizzazione del Parco (vedi link https://www.caffarella.it/caffa/wp-content/uploads/2017/01/Piano-di-utilizzazione-Caffarella.pdf) per la realizzazione del Parco della Caffarella, approvato dal Comune di Roma, dall’Ente Parco Appia Antica, dalla Regione Lazio, dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. Il fienile e l’area circostante risultano, in tale Piano, destinati ad “attrezzature museali ed espositive”. Giova ricordare che i 26 miliardi di Lire occorrenti per l’esproprio delle aree e la realizzazione del Parco della Caffarella vennero stanziati dal Parlamento Italiano nella Legge per Roma Capitale d’Italia a seguito della presentazione nel 1988 al Parlamento di una petizione, promossa dal Comitato per il Parco della Caffarella, e sottoscritta da 13.000 cittadini;
  • Nel 1996 i civici 43, 45 di via Appia Antica fanno parte  del territorio dell’allora IX Circoscrizione;
  • All’inizio del 1997 vengono riscontrati abusi edilizi sull’edificio e la presenza di un gran numero di automobili sul piazzale retrostante, proprio all’interno della Caffarella;
  • Nel 1998 i VV.UU. del IX Gruppo accertano l’attività dell’officina senza autorizzazione;
  • Il 17 marzo 1999 l’Unità Organizzativa Amministrative (U.O.A.) della IX Circoscrizione ritiene non conforme con le disposizioni amministrative l’attività di autofficina e di autolavaggio ed emette la Determinazione Dirigenziale con la quale si dispone il divieto di prosecuzione dell’attività;
  • Nella conferenza dei  servizi del 31 maggio 1999, effettuata nella IX Circoscrizione, viene decisa la demolizione d’ufficio dell’immobile abusivo di via Appia Antica, 43; l’Unità Organizzativa Tecnica (U.O.T.) della IX Circoscrizione emette una Determinazione Dirigenziale per la demolizione delle opere realizzate in difformità;
  • La demolizione non ha però luogo, perché l’autoconcessionario risulta avere la  residenza nel manufatto; seguono una serie di azioni legali intraprese dal privato: ricorsi al TAR contro le Determinazioni Dirigenziali, denunce   per abusi e omissione di atti ai dirigenti della IX Circoscrizione, denunce dell’allora direttore dell’Ente Parco per aver negato il permesso di allaccio alla fognatura dell’esercizio commerciale (requisito igienico indispensabile per ottenere la necessaria autorizzazione per la sua attività). Denunce e ricorsi che avranno esito negativo per il concessionario automobilistico (il 13 marzo 2001 anche il Consiglio di Stato respingerà il ricorso contro la sentenza del T.A.R. del Lazio.(vedi link https://www.caffarella.it/caffa/wp-content/uploads/2018/10/Sentenza-consiglio-di-stato.pdf)
  • Nel frattempo però, verso la fine del 2000, l’Ufficio Toponomastica del Comune di Roma si accorge che 25 anni prima aveva erroneamente incluso alcuni civici di via Appia Antica nel territorio della IX Circoscrizione e dispone che il territorio di competenza termini con il civico 41 di via Appia Antica (quello precedente a quello della concessionaria di automobili): tutti gli atti amministrativi della pratica, compresi quelli della U.O.T. e della U.O.A., vengono trasmessi dalla IX Circoscrizione al direttore dell’XI. Si blocca quindi l’iter della demolizione da parte degli Uffici della IX Circoscrizione;
  • Primi giorni di febbraio 2002 il Comitato per il Parco della Caffarella incontra il Sindaco Walter Veltroni per sollecitare un nuovo esproprio, che avverrà nel 2005:  erano infatti ancora presenti nella casse Comunale circa la metà dei 26 miliardi di Lire della Legge per Roma Capitale destinati all’esproprio per la realizzazione del Parco della Caffarella;
Foto Comitato Caffarella incontro Sindaco Veltroni 2002

Foto Comitato Caffarella incontro Sindaco Veltroni 2002

  • Nel 2005 il Comune di Roma espropria l’area (vedi decreto di esproprio al link https://www.caffarella.it/ordinanza-2-esproprio/)
  • 3 marzo 2007 Il Comune immette nel patrimonio comunale i beni espropriati; si verificano difficoltà di notifica al concessionario
  • 24 aprile 2015 nel corso di un incontro del Comitato con Andrea Catarci, presidente VIII Municipio, sulla questione della concessionaria/autofficina, i cittadini apprendono che il Municipio ha inviato i documenti alla Regione Lazio per la delocalizzazione, ma  non vengono prodotti al Comitato i relativi documenti;
  • 2015 l’archeologa Rachele Dubbini pubblica un volume dal titolo “Il paesaggio della via Appia Antica ai confini dell’Urbis – La Valle dell’Almone in età antica”, Editore Edipuglia, Bari, in cui scopre la probabile presenza del Tempio di Marte Gradivo proprio nell’area della concessionaria/autofficina  (per la foto del sito vedi link https://www.caffarella.it/sintesi-aree-della-caffarella-espropriate-e-in-pericolo/), ma non è possibile verificarne la presenza in quanto non viene consentito di fare  i sondaggi;
  • 7 aprile 2015 viene emessa dall’VIII Municipio la Determinazione Dirigenziale n. 521 del 3/4/2015 relativa alla tombatura della Marrana della Cartiera per utilizzarla come parcheggio dei veicoli. Inoltre viene sanzionata l’occupazione dell’area demaniale lungo la riva sinistra dell’Almone;
  • 1° dicembre 2015 il Comitato invia una lettera al Commissario di Governo Francesco Paolo Tronca (vedi link https://www.caffarella.it/lettera-a-francesco-paolo-tronca/);
  • Fine 2015 il Comitato effettua l’accesso agli atti nei confronti dell’Ente Parco Appia Antica, della Soprintendenza Archeologica di Roma e del Dipartimento Patrimonio per chiedere tutti i documenti relativi alle aree espropriate e lasciate agli ex proprietari. Rispondono tutti, fornendo abbondante documentazione, tranne il Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma (vedi richiesta al Dipartimento Patrimonio link https://www.caffarella.it/accesso-agli-atti-2/).
  • 4 aprile 2016 a seguito della mancata risposta del Dipartimento Patrimonio all’accesso agli atti, viene inviata la richiesta di attivazione dei poteri sostitutivi (vedi link https://www.caffarella.it/richiesta-attuazione-dei-poteri-sostitutivi/) alla Vicesegretaria Generale del Campidoglio, che, pochi giorni dopo, sollecita il Direttore del Dipartimento Patrimonio di concedere gli atti richiesti (vedi link https://www.caffarella.it/richiesta-accesso-poteri-sostitutivi/);
  • Novembre 2016 su sollecitazione del Comitato viene convocata la Commissione congiunta Patrimonio e Ambiente del Comune che dà inizio al Tavolo Interdipartimentale per la riappropriazione delle aree.
  • 31 gennaio 2017 il VII Municipio approva la Risoluzione n.3 per la riappropriazione delle aree. (vedi link https://www.caffarella.it/delibera-aree-espropriate-in-caffarella/)
  • Premi mesi del 2017 il Dipartimento Patrimonio invia le lettere di ripresa in possesso delle aree a tutti coloro che le detengono provvisoriamente per impedire che possano avvalersi dell’usucapione;
  • 20 maggio 2017 il Comitato presenta presso l’Ente Parco Appia Antica il libro Parco dell’Appia Antica, una storia lunga 200 anni, in cui si raccontano anche le vicende relative alle aree espropriate e lasciate agli ex proprietari (vedi link https://www.caffarella.it/presentazione-libro-del-comitato/);
  • 21 giugno 2017 dopo la stasi dei lavori del Tavolo Interdipartimentale e lettere senza risposta, il Comitato per il Parco della Caffarella protocolla un’interrogazione d’iniziativa popolare alla Sindaca, sottoscritta da 519 cittadini, sulle aree espropriate e lasciate agli ex proprietari (vedi link https://www.caffarella.it/interrogazione-di-iniziativa-popolare/); la Sindaca risponderà 4 mesi dopo, (vedi link https://www.caffarella.it/risposta-della-sindaca-raggi/) ben oltre i 60 giorni previsti dalla Statuto e solo dopo l’invio di centinaia di email da parte dei cittadini.(vedi link https://www.caffarella.it/sollecito-alla-sindaca-virginia-raggi/);
  • 2017 esce l’articolo dell’archeologa Rachele Dubbini dal titolo, A new Republican temple on the via Appia, at the borders of Rome’s urban space, Journal of Roman Archaeology, 29, 2016, pp.327-347;
  • 6 giugno 2018 il Comitato invia una lettera alla Sindaca, agli assessori e ai presidenti delle Commissioni competenti (vedi link https://www.caffarella.it/lettera-alla-sindaca-sulle-aree-espropriate/), poi avvia un  nuovo invio massiccio  di email per sollecitare gli sgomberi, e, il 12 luglio 2018 invia una nuova lettera alla Sindaca;
  • 8 gennaio 2019 anche l’VIII Municipio approva la Delibera per sollecitare gli sgomberi e la riappropriazione delle aree (vedi link https://www.caffarella.it/anche-lviii-municipio-approva-allunanimita-la-delibera-per-la-fruizione-delle-aree-espropriate-e-lasciate-agli-ex-proprietari/);
  • 20 marzo e 7 maggio 2019 il Comitato per il Parco della Caffarella effettua due incontri con il nuovo capo segreteria dell’assessora al Patrimonio in cui si sollecitano gli sgomberi;
  • Primavera 2019 crolla il tetto del fienile del ‘700 presso la concessionaria/autofficina;
  • 25 giugno 2019 viene inviata una email al capo Staff della Sindaca che risponde dando assicurazioni riguardo alla questione degli sgomberi;
  • Fine Giugno 2019 il Tavolo Interdipartimentale calendarizza gli sgomberi per il successivo mese di settembre. Ma gli sgomberi verranno ancora rinviati. Il Comitato effettua una serie di incontri con la Presidente del VII Municipio Monica Lozzi, con la neo assessora all’ambiente Laura Fiorini e scrive alla neo assessora al Patrimonio Valentina Vivarelli.
  • Il 21 settembre 2019 esce il video, su RAI Regione, della registrazione dell’intervista a Rachele Dubbini sul libro La Valle della Caffarella nei secoli – storia di un paesaggio archeologico della Campagna Romana. Il video termina proprio davanti alla concessionaria d’auto e lì la Dubbini parla della probabile presenza del Tempio di Marte Gradivo;
  • 30 ottobre 2019 il Comune sgombera l’area.

Sono passati 20 anni da quando nella conferenza dei servizi del 31 maggio 1999 era stata decisa la demolizione d’ufficio dell’immobile abusivo di via Appia Antica, 43.

AGGIORNATO Aall’8 novembre 2019

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

> Vai al sito del Comitato per il Parco della Caffarella

NOTE

(*) per la mappa delle aree acquisite dal Comune e ancora in mano ai privati, ad esclusione di quello oggetto del presente dossier, vedi sito del Comitato per il Parco della Caffarella al link https://www.caffarella.it/mappa-abusi/)

 

 

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