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Il faticoso percorso dell’approvazione del Regolamento del Verde di Roma: qualche morale della favola

di Anna Maria Bianchi Missaglia

La lunga vicenda del Regolamento del Verde è anche un’occasione di riflessione su quanta strada si debba ancora fare a tutti i livelli, politico, amministrativo e anche civico, per trovare le giuste modalità di confronto in funzione di un obiettivo di interesse pubblico, che dovrebbe accomunare tutti quanti, pur nelle differenze e divergenze di opinione. [nell’immagine di apertura un collage di post contro il Regolamento del Verde pubblicati su Facebook da una consigliera municipale]

Intendiamoci, nessuno sogna scenari disneyani dove tutti vanno d’accordo, collaborano e approvano all’unanimità. Il conflitto fa parte della vita ed è un motore del cambiamento, e, soprattutto, se affrontato nel modo giusto, può portare a risultati migliori e anche a una crescita delle collettività interessate.

Tuttavia, in questa vicenda ci sono state, insieme a un normale confronto nel merito – che può diventare anche un “sano” conflitto – polemiche inaspettate e esasperate, che talvolta hanno sconfinato persino nelle offese personali, alle quali si è aggiunto un dibattito politico spesso più sulla forma che sulla sostanza del Regolamento, e con uno scontato gioco delle parti che, almeno in questa occasione, avrebbe potuto essere superato; tutti aspetti che hanno avvelenato il dibattito, fino a tingere di sospetto il risultato finale, anzichè festeggiarlo come una conquista di tutti per la città, da portare avanti insieme ai cittadini per renderlo davvero operativo.

Questi alcuni punti che penso meritino qualche riflessione.

Che fatica la partecipazione . Il Regolamento è stato elaborato da un tavolo istituzionale insieme ad associazioni, comitati e ordini professionali (1). Va detto che non è stato facile, in tutti questi anni, portare avanti il lavoro tenendo insieme un gruppo composto da soggetti diversi e di diversa scala: da Italia Nostra all’Istituto Nazionale di Urbanistica, dall’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) a Salviamo il Paesaggio di Roma e Lazio, VAS Roma, Retake Roma e molti altri, e naturalmente Carteinregola, fino a comitati e associazioni di quartiere (2), insieme ai rappresentanti degli Uffici comunali e di vari livelli istituzionali (3). Un confronto dialettico, spesso punteggiato di confilitti tra i diversi punti di vista, e condizionato anche da diversi livelli di impegno, considerando il continuo lavoro di studio e approfondimento richiesto, e i periodi di incontri a cadenza settimanale in orario lavorativo. C’è stato un prevedibile assottigliamento del gruppo di lavoro, e all’interno di questo, c’è stato chi è stato più propositivo e chi si è limitato a seguire, chi, invitato, ha partecipato qualche volta e poi non è più venuto. Così si è creato un gruppo più attivo, di cui molti membri avevano anche competenze tecniche a vari livelli. Infine, nel rush finale, a fronte di una maggioranza concorde (con ancora qualche proposta di modifica), c’è stata una presa di posizione contraria da parte di due associazioni (4), che in particolare contestavano alcune modifiche introdotte nell’ultima versione del Regolamento che ritenevano uno “stravolgimento” del testo precedente, innescando una contrapposizione che si è riverberata su tutto il seguito, scadendo spesso in attacchi personali. Eppure partecipazione vuol dire anche saper accettare che non tutte le proprie proposte e posizioni siano condivise dalla maggioranza.

Com’è difficile coinvolgere i Municipi, e soprattutto far coinvolgere dai Municipi i cittadini. Si è molto parlato – anzi è stato anche questo oggetto di polemiche – del fatto che il testo del Regolamento “Montanari” modificato dopo l’insediamento dell’Assessora Fiorini – circa 300 modifiche – non abbia rifatto il giro dei Municipi per un nuovo parere (non vincolante) (4). Senza entrare nella questione giuridica, che attiene al Segretariato (5), e ricordando ancora una volta che la maggior parte di tali modifiche non era a nostro avviso sostanziale o richiedeva per lo più aggiustamenti (6), va detto che solo 9 municipi su 15 hanno mandato delle Osservazioni sulla prima versione “Montanari”, e che nell’esame della Proposta, nonostante le sollecitazioni di Carteinregola e di altre associazioni, che in certi casi hanno perfino partecipato alle Commissioni municipali dedicate, i Municipi non hanno condiviso con – tantomeno coinvolto – la propria cittadinanza nella discussione sul Regolamento. E vedendo il continuo moltiplicarsi di gruppi spontanei di cittadini che si battono in difesa del verde, è stata senz’altro un’occasione persa.

Qualcosa non ha funzionato neanche nella Commissione Ambiente. Un’altra criticità, sollevata da alcuni consiglieri di opposizione dopo l’approvazione della Proposta di Regolamento da parte della Giunta nel gennaio 2021, è stata la mancata condivisione del testo modificato con la Commissione Ambiente, e il poco tempo – 2 giorni – concesso ai commissari per valutare i cambiamenti. Un passaggio che anche a nostro avviso avrebbe dovuto avere più tempo e disponibilità, che è stato poi affrontato negli stessi giorni della discussione in Aula, cercando un accordo per un voto unanime che poi non c’è stato (7). Un’altra occasione persa.

Su provvedimenti così importanti per la città, è necessario un coinvolgimento della città. Ma soprattutto il dibattito sul Regolamento del Verde, a maggior ragione dopo l’emergere di alcune critiche, avrebbe dovuto trovare risposte su un canale istituzionale, con la pubblicazione della Proposta di Delibera e con tutte le informazioni sul portale di Roma Capitale. Carteinregola ha avuto il permesso di pubblicare il testo sul suo sito, dove ha poi continuato a pubblicare vari materiali prodotti dal gruppo di lavoro del Coordinamento – FAQ, infografiche, risposte ad alcune osservazioni e obiezioni (8) – finendo con il fare un lavoro che avrebbe dovuto svolgere il Comune, con la necessaria trasparenza e soprattutto con l’autorevolezza conferita dall’ufficialità di un canale istituzionale.

Cosa fa l’opposizione? Le varie componenti della minoranza capitolina hanno avanzato critiche soprattutto metodologiche – mancato nuovo passaggio nei Municipi e mancato confronto in Commissione sulla Delibera “Fiorini”- e, anche giustamente, si sono soprattutto fatte canale di trasmissione di emendamenti proposti dalle associazioni (9). Ma forse, su un tema così importante per la città, avrebbero potuto fare molto di più, sia in passato, sia nelle settimane che hanno preceduto il voto in Aula. Nei numerosi periodi in cui il percorso del Regolamento sembrava essersi fermato, antichi e recenti, le diverse opposizioni non hanno mai svolto un ruolo di sollecitazione e proposta (10). E anche prima del voto, chi avrebbe impedito ai partiti di indire un’iniziativa pubblica (on line) spiegando le proprie obiezioni al testo e il perchè degli emendamenti avanzati – più di 300 quelli del PD – con le controproposte? Va comunque riconosciuto che le forze politiche di opposizione alla fine non hanno espresso un voto contrario, ma si sono astenute. Ma l’impressione è stata, sia in Commissione che in Aula, che il Regolamento fosse per alcuni l’ennesimo strumento di una battaglia politica piuttosto che l’oggetto di un confronto nel merito, nell’interesse della città.

Cosa fa la società civile? Anche il gruppo di lavoro del Coordinamento del Regolamento ha proposto degli emendamenti (6), dato che qualunque proposta è sempre migliorabile. Ma alcune associazioni e qualche gruppo di cittadini sono arrivati a sostenere – facendo un martellante battage – che il Regolamento fosse addirittura più dannoso della sua assenza, alimentando una narrazione pubblica che ha amplificato i conflitti, subito ripresi dai media, che hanno spesso restituito una rappresentazione di “ambientalisti divisi”. Come se il lavoro di anni di decine di associazioni e comitati insieme agli Ordini professionali, potesse essere messo sullo stesso piano di un flash mob organizzato da un gruppetto di associazioni e cittadini, sollecitati soprattutto da una consigliera municipale, che ha portato avanti una strenua campagna denigratoria verso il Regolamento e chi lo sosteneva (11). Anche questa un’occasione persa per festeggiare insieme una conquista di tutti quelli che hanno a cuore il verde urbano.

Su cosa si basano le valutazioni dei cittadini? Merita anche una riflessione la facilità con cui si sono propagate molte informazioni allarmistiche che ha segnato il percorso dell’approvazione. La mia impressione è che su temi complessi come un Regolamento del Verde, fatto di molti articoli e allegati, alcuni cittadini che non hanno la possibilità (come detto, il testo non era pubblicato sul sito del Comune) o anche solo il tempo di consultare direttamente la fonte, tendano ad allinearsi alle posizioni di figure, istituzionali e non, che in passato si sono dimostrate “dalla loro parte”, senza verificare personalmente. A questo si aggiunge spesso un’inclinazione “politica”, magari inconscia – favorevole o contraria – nei confronti dell’Amministrazione capitolina. Ma è amaro, per chi si è impegnato per anni per raggiungere un risultato di interesse pubblico, vedere svalutato, o peggio, il proprio lavoro da parte di altri cittadini.

Ma il problema di fondo è soprattutto la diffidenza, ormai dilagante – in molti casi purtroppo giustificata – verso l’Amministrazione comunale, che investe persino i professionisti del settore, anche loro spesso oggetto di sospetto, specialmente rispetto alla cura del verde, per la valutazione degli interventi sulle alberature, per gli abbattimenti e anche per le potature. Ora con il Regolamento tutto dovrebbe essere perlomeno più trasparente e sarà possibile sapere la tempistica e le motivazioni degli interventi, e se le modalità fanno parte di quelle prescritte.

Ma sarà difficile ricostruire un rapporto di fiducia verso le istituzioni capitoline, di qualunque colore: anni di immagini di buche, di rifiuti sparpagliati, di verde abbandonato, viste nella realtà e rilanciate centinaia di volte sui social, hanno reso ormai i romani cittadini assai più inclini a dare per buone le narrazioni negative, così che, anche quando si riescono a varare delle regole, molti temono “trappole” nascoste, o pensano, non a torto, alle difficoltà del farle rispettare, a partire dalla mancanza di controlli, che forse è la piaga principale della nostra città.

Intanto il battesimo del Regolamento tarda ad arrivare, mentre arrivano invece segnali preoccupanti riguardo gli interventi in corso. Appena licenziato il Regolamento – a oggi non ancora vigente – i social si sono riempiti di foto di alberi potati drasticamente, mentre la propaganda pentastellata annunciava trionfalmente di aver aggiudicato appalti per 60 milioni di euro per garantire “la cura del patrimonio arboreo cittadino per i prossimi anni“, anche nelle aree verdi e nelle ville storiche, dove le potature andrebbero fatte il meno possibile (12).

E la conclusione è che le regole sono sempre e solo il primo passo: perchè siano applicate è necessario un controllo rigoroso da parte degli uffici comunali sull’operato dell ditte appaltatrici, che vuol dire più personale al Dipartimento Ambiente, ma anche l’avvio tempestivo delle Consulte del Verde comunale e municipali, previste dal Regolamento, per valorizzare il contributo che possono dare i cittadini.

Per questo il Regolamento è solo un primo passo e la strada è ancora lunga. Ma è un passo storico, per una Capitale che non ha mai avuto regole certe per il patrimonio verde pubblico e privato. Adesso continuiamo a lavorare.

Anna Maria Bianchi Missaglia

8 aprile 2021

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

>Vai a Il lascito del Regolamento del Verde per Roma di Giorgio Osti, Coordinatore del del Coordinamento de l Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano

Vai a Perchè il Regolamento del Verde Urbano farà la differenza di Paola Loche, di Carteinregola, del Gruppo di lavoro del Coordinamento de l Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano

> Vai alla sezione Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano per Roma con il testo della Proposta e tutti i materiali

NOTE

(1) Il tavolo è stato creato dall’Assessora Estella Marino (Giunta Marino); dopo il cambio di maggioranza è ripartito con l’Assessora Montanari (Giunta Raggi), che nel luglio 2017 ha lanciato un Forum a cui inizialmente avrebbero dovuto partecipare solo gli Ordini a le principali associazioni nazionali. Carteinregola all’epoca scrisse all’Assessora chiedendo che il Forum fosse aperto anche alle associazioni dell’area di Roma e ai comitati di quartiere, proposta che l’Assessora accettò, lasciando poi aperto il Forum alle realtà che volevano partecipare. Il lavoro del tavolo si è poi concluso con l’Assessora Fiorini (sempre Giunta Raggi), anche grazie all’ impegno del consigliere Roberto Di Palma (M5S)

(2) Al Forum convocato il 26 luglio 2017 sono stati invitati: OIPA Italia Organizzazione Internazionale Protezione Animali – VAS Verdi Ambiente Società – Comitato Mura Latine – Guardie ambientali d’Italia – EARTH – Carteinregola – Salviamo il paesaggio Roma e Lazio – Società storia della fauna G. Altobello – Touring Club Italiano – Vittime della Caccia – STP LAV Roma Lega antivivisezione – S.O.S. ambiente 10º Municipio – Gruppi Ricerca Ecologica – WWF Roma ed area metropolitana – Federazione Speleologica del Lazio – Gruppo Intervento Giuridico ONLUS – Mare Vivo – Respiro verde Legalberi – Accademia Kronos ONLUS – SIGEA Società italiana di geologia ambientale – Coordinamento popolare PAC Parco archeologico di Centocelle iINU Lazio Istituto nazionale di urbanistica – Associazione italiana per la ingegneria naturalistica; a cui si sono aggiunti successivamente: Italia Nostra Roma, Comitato di Quartiere TorCarbone-Fotografia, AIAPP Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio Sezione Lazio, Abruzzo, Marche, Sardegna (AIAPP – LAMS), AROVAP Associazione Romana Operatori del Verde e Ambiente Pubblico, CdQ ColliAniene BeneComune, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Roma, Collegio interprovinciale di Roma, Rieti e Viterbo degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, Comitato Piazza Vittorio Partecipata (CPVP), Associazione AMUSE (Amici Secondo Municipio) Associazione Italiana Verde Pensile (AIVEP), Associazione Retake Roma, Associazione per Villa Pamphilj, Associazione Italiana Verde pensile (AIVEP), Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre, Legambiente Lazio, Comitato Piazza Don Minzoni.

(3) Al tavolo erano stati invitati anche gli assessori all’ambiente dei Municipi, ma a parte l’assessore del XV Municipio, nessuno ha partecipato

(4) VAS Roma e Assocazione per Villa Pamphilj, che facevano parte del Coordinamento del Regolamento del Verde.

(5) Al parere (solo consultivo) e alle eventuali osservazioni dei Municipi è stata sottoposta la Proposta di delibera con una prima versione del Regolamento, realizzato sotto l’egida dell’ allora Assessora Montanari e approvato dalla Giunta Raggi nel gennaio 2019; la Proposta presentata in Assemblea Capitolina era una seconda versione, portata in Giunta e approvata dalla il 12 gennaio 2021 dall’Assessora Fiorini, con circa trecento modifiche consistenti in parte aggiornamenti normativi, in parte in richieste dei Municipi accolte, in parte in correzioni del testo, in parte modifiche sostanziali operate anche nel confronto con il Coordinamento del Verde. Tra queste ultime, alcune modifiche non inserite nella Proposta di Delibera 2021 sono stati poi proposte dal gruppo di lavoro del Coordinamento ai consiglieri come emendamenti.

(6) Il segretariato ha dichiarato legittima la scelta di portare la Proposta di Delibera all’Assemblea senza ripetere l’iter municipale.

(7) I tempi imposti dalla maggioranza capitolina sono senz’altro stati motivati dalla fretta – incombevano il tour de force dell’approvazione del bilancio e la sospensione pre elettorale -, una scelta che però ha aumentato la frattura con le opposizioni, creando anche in assemblea capitolina e nelle collegate sedute della Commissione Ambiente un clima di conflitto acceso, che si è purtroppo spesso tradotto, nelle sedute della Commissione, in un confronto più che tra le parti politiche, tra associazioni e cittadini “pro” o “contro” il Regolamento in discussione. Vai a Regolamento del Verde: il dibattito in Aula con i video dell’Assemblea e delle Commissioni

(8) Vedi la nostra sezione Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano per Roma

(9) Il gruppo di lavoro ha presentato la richiesta di vari emendamenti a tutti i consiglieri (Vedi Vai a Ecco gli emendamenti che proponiamo per il Coordinamento Regolamento del Verde 27 febbraio 2021 ) e condivideva molti emendamenti presentati sia dalle opposizioni sia dalla stessa maggioranza che gli sono stati inviati; non appena il Regolamento nella sia forma definitiva sarà pubblicato, faremo anche un’analisi delle modifiche accolte o bocciate avanzate dai vari partiti e consiglieri

(10) vedi l’infinita serie di articoli su carteinregola spalmati negli anni, che sollecitavano il Comune ele varie amministrazioni che si sono avvicendate ad adottare un Regolamento del Verde per la Capitale

(11) Alle affermazioni infondate della consigliera e di alcuni comitati e associazioni che hanno sottoscritto una serie di affermazioni abbiamo risposto con Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano per Roma, il Coordinamento del Regolamento risponde punto su punto alle obiezioni (infondate)

(12) vedi Assessora Fiorini, applichiamo il Regolamento del Verde da subito 1 aprile 2021

2 Responses to Il faticoso percorso dell’approvazione del Regolamento del Verde di Roma: qualche morale della favola

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