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Roma 2021, diario elettorale. Virginia Raggi e le sue liste

I nomi dei candidati sono molto importanti. Molto di più dei programmi, dato che le promesse senza la volontà politica non vengono poi mantenute. A denunciare gli annosi problemi della Capitale e a proporre soluzioni sono buoni (quasi) tutti: l’unico indicatore serio sulla attuazione in tempi non biblici dei programmi politici è vedere chi è e cosa ha fatto in passato la candidata o il candidato e, soprattutto, vedere chi sono le persone candidate dai partiti, movimenti e coalizioni e con quali criteri vengono fatte le liste.

Cominciamo dal Movimento Cinque Stelle, che ha governato Roma negli utlimi 5 anni: come diciamo da tempo,  nella Capitale (ma forse ovunque?) il MoVimento non ha saputo creare un meccanismo democratico di collaborazione e confronto – anche critico- con i propri consiglieri comunali e municipali, con gli attivisti e con i semplici cittadini. Il “raggio magico”  che all’inizio sembrava una trovata giornalistica di testate aprioristicamente schierate contro, si è rivelato sempre più rispondente al vero, come una sorta di oligarchia chiusa a qualsiasi contributo non allineato al peana continuo. Oligarchia che in questa vigilia elettorale si sta trasformando in una monarchia. Stando a un documento interno del M5S di qualche settimana fa che abbiamo avuto modo di leggere, persino la costruzione delle due liste capitoline – una pentastellata, l’altra civica – sarebbero sottoposte a una selezione che lascerebbe alla discrezionalità della Sindaca e del suo entourage la scelta della maggior parte dei candidati. Niente più “comunarie” con video e autopresentazioni pubbliche degli aspiranti consiglieri sottoposte al voto degli iscritti, ma solo nomi segnalati dai gruppi territoriali con curricula  da inviare e sottoporre a una commissione (non si sa con quali criteri e con quale trasparenza), con l’attribuzione a Raggi, della facoltà di scegliere personalmente 18 dei 48 candidati per il Comune (nella scorsa tornata, in pieno acme del  M5S, erano stati eletti 29 pentastellati). Speriamo su questo di essere smentiti dai fatti, ma sarebbe una modalità che farebbe seguito all’autocandidatura di Raggi dell’agosto 2020, due giorni prima che gli iscritti si esprimessero sulla possibilità del superamento del doppio mandato per i sindaci, e senza alcuna consultazione con i consiglieri e con la “ base” (1).

E sembra onestamente offensivo il “concorso” lanciato dalla Sindaca tra i cittadini per inviare on line idee e proposte, con in palio,  per chi avanza le idee più interessanti, due posti nella sua lista civica (2). Come se la scelta di un candidato potesse basarsi su un’idea – come quelle raccolte sulla piattaforma per il PUMS ad esempio – e non sulla storia e l’impegno per la città di una persona, o il suo essere espressione di una collettività che lavora per il bene comune. 

Una iniziativa che sembra più di marketing che di sostanza, ma che testimonia la distanza siderale che divide la Raggi e il M5S Capitolino di oggi, con un culto della personalità che in certi post su Facebook di alcuni consiglieri rasenta l’imbarazzante – da quelli entusiasti e un po’ naives della campagna elettorale di 5 anni fa, quando sembrava che il nuovo movimento di comuni cittadini avrebbe portato aria nuova in Campidoglio e nei Municipi, eliminando l’atmosfera stantia della politica politicante.

Se lo scopo del divieto del terzo mandato era evitare la perdita dell’anima e dell’autenticità, evidentemente non è servito a molto.

Anna Maria Bianchi Missaglia

14 agosto 2021

(ultima modifica 6 settembre 2021)

Vai a Le liste a sostegno di Virginia Raggi in Campidoglio

NOTE

(1) Il 10 agosto 2020 Raggi lancia la sua ricandidatura come Sindaca di Roma, pochi giorni prima della consultazione sulla piattaforma Rousseau sulle modifiche al limite dei due mandati, dopo aver incassato il sostegno dei big del M5S, dal capo politico Vito Crimi, all’ex leader Di Maio, all’outsider Di Battista, fino a Beppe Grillo, anche se la sua ricandidatura non era compatibile con il limite dei due mandati, ancora vigente per Statuto, Regolamento e Codice etico del M5S. Il  13 – 14 agosto 2020 sulla Piattaforma Rousseau gli iscritti M5S sono chiamati ad esprimersi sulla proposta di “stabilire che un mandato da consigliere comunale deve intendersi come escluso dal computo dei due mandati”, con una tempistica che sembra cucita su misura per la Sindaca di Roma (vedi Virginia Raggi si è autocandidata al bis come Sindaca – oggi la votazione su Rousseau per cambiare le regole)

(2) vedi (dal post su FB di Virginia Raggi) Tutti noi dobbiamo e possiamo contribuire al bene delle nostre città con le nostre idee. Ho sempre pensato che l’ascolto sia una risorsa indispensabile e che per “cambiare le cose” serva l’aiuto di tutti. Si vince in squadra! Per questo motivo ho fatto in modo che, all’interno della Lista Civica che affiancherà la lista del M5S, due candidature siano riservate a coloro che vogliono contribuire attivamente al nostro progetto per Roma. Questa opportunità è rivolta a tutti coloro che hanno i requisiti per candidarsi a Roma: basta compilare il form e, soprattutto, proporre un’idea per migliorare la nostra città. Devi inviare un piccolo programma o un video, oltre a una scheda dove racconti chi sei. Sceglierò le idee più belle e le integrerò nel nostro programma elettorale. I candidati più meritevoli saranno inseriti in lista e concorreranno al nostro progetto. #AvantiConCoRaggioQui trovate il link per partecipare: https://forms.gle/PuJBNv4d7MpVpoKA8ComitatoXvirginiahttps://www.comitatopervirginia.it/

4 Responses to Roma 2021, diario elettorale. Virginia Raggi e le sue liste

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