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Stadio: Sindaca Raggi, nessun gioco di prestigio su pubblico interesse e diritti acquisiti

stadio puzzleOggi 15 aprile 2019 era in discussione –  il voto è stato però poi rinviato-   alla  Commissione Sport capitolina la Proposta di Delibera consiliare   per l’annullamento in autotutela della dichiarazione di pubblico  interesse  della proposta di realizzazione del nuovo Stadio a Tor di Valle, di cui alla Deliberazione  dell’Assemblea capitolina  132/2014 e 32/2017  dei  consiglieri Fassina (Sinistra per Roma)  e Grancio (DemA)(1), approvata pochi giorni fa nel IX Municipio grazie all’astensione dei consiglieri della maggioranza pentastellata. Un voto non vincolante ma un segnale politico importante, il cui contraltare sono  le dichiarazioni che rimbalzano da settimane   sui media sui presunti “diritti acquisiti” del proponente e  sui minacciosi “risarcimenti a carico dei contribuenti” in caso di marcia indietro del Comune.
Ma se si guarda ai fatti,  il  buon senso dovrebbe suggerire  che, finchè  il proponente non squaderna un   progetto che risponda a tutte le prescrizioni e i requisiti che  gli uffici e gli enti di vario genere hanno comminato   e finchè non sottoscrive la Convenzione, i giochi sono ancora piuttosto  aperti. Soprattutto fino alla Convenzione, che  dovrebbe contenere  tutti i paletti a tutela dell’interesse pubblico, a cominciare dal fatto che non si dovrebbero inaugurare  nè lo Stadio nè il Business Center se non  in contemporanea con la messa in esercizio di tutte le infrastrutture della mobilità necessarie a non fare andare in tilt il quadrante (Politecnico di Torino dixit).
E senza entrare nel merito giuridico della Proposta di deliberazione Grancio/Fassina, che peraltro riprende anche  alcune delle  obiezioni fatte nel tempo da Carteinregola, ancora una volta sollecitiamo la Sindaca e la maggioranza ad affrontare le questioni con trasparenza e franchezza davanti ai cittadini, che hanno il diritto, soprattutto dopo questa serie di colpi di scena giudiziari,  di sapere, e soprattutto di capire. Al di là degli  slogan e degli  hashtag.
“...Io ho chiesto una serie di pareri all’Avvocatura per riuscire a trovare un appiglio per smontare la delibera di Marino. Questo appiglio di fatto l’Avvocatura non ce l’ha dato …cosa hanno detto? Se si va avanti e se annullate, il Comune di Roma è soggetto a richieste risarcitorie da parte dei proponenti… quindi a quel punto tra   tenere un milione di metri cubi e cercare di lavorare il più  possibile per diminuire la cubatura…”… “Io non posso sottoporre l’Amministrazione captiolina Roma Capitale a danno erariale perchè poi paghiamo tutti
La Sindaca Virginia  Raggi a “Non è l’Arena” La 7, 24 marzo 2019
Destano molte perplessità queste affermazioni della Sindaca. Infatti ci risulta che  il parere chiesto all’Avvocatura Capitolina nel febbraio 2017  sulla Delibera n. 132/2014 (Marino/Caudo)  e  in particolare sugli eventuali risarcimenti dovuti a Parnasi in caso di ritiro  del Comune, sia stato  secretato dalla  stessa Sindaca, cancellato dai computer e non portato  a conoscenza neanche dei consiglieri che avevano fatto uno specifico accesso agli atti (2).    Perchè,  se il rischio risarcimenti fosse stato considerato probabile dall’Avvocatura,  non renderlo pubblico allora?
Ma soprattutto, nel dibattito mediatico e non solo,  si continua a dare per scontato che il progetto sia ormai arrivato alle battute finali, che l’approvazione della variante urbanistica in Assemblea Capitolina sia praticamente un atto dovuto e che tornare indietro sia togliere un diritto a qualcuno che ce l’aveva già in tasca.

Ma  non è affatto così.

E’ lì  a dircelo la lunga  sequenza di prescrizioni, comminate  ancora pochi minuti prima della presunta “approvazione” a conclusione della seconda Conferenza dei Servizi nel  dicembre 2017 (3), di cui abbiamo già dato ampiamente conto, e anche, lo ripetiamo, la nota del 25 gennaio 2018,  a firma del Direttore del Dip. Territorio urbanistica e mobilità della Regione Lazio Manetti (già Presidente della CdS) e del Responsabile del procedimento Gianfrancesco ,  in cui si legge che solo ove il progetto sia stato adeguato alle prescrizioni ed alle ottemperanze indicate dalle Amministrazioni ed enti nel corso della Conferenza dei servizi [il procedimento in corso presso l’amministrazione procedente Regione Lazio NDR] potrà concludersi positivamente(4). In buona sostanza,  se il proponente non mettesse in pratica quanto prescritto dai vari enti, il progetto decadrebbe  e quindi  non potrebbe essere approvato dalla Regione. Ergo, i l’approvazione  finale del progetto non  è affatto scontata e al momento affatto   dovuta.

Dice ancora la Sindaca, sempre a La7, che “…noi non volevamo fare  “quel tipo” di Stadio: quando ci siamo seduti, questo forse  va detto,  Paolo Berdini, l’ex assessore all’urbanistica che aveva condiviso un percorso con noi, la prima cosa che ha fatto è stata quella di attivare, non richiesto da nessuno, il processo per la conferenza dei servizi, cioè sostanzialmente per arrivare più velocemente  alla conclusione del procedimento dello Stadio;  cioè  se lui non avesse attivato la conferenza dei servizi, oggi non saremmo qui a parlarne; lui  ha attivato la conferenza, non si è adoperato per inziare a fare una serie di cose, come chiedere il parere dell’avvocatura per vedere se la delibera di Marino potesse essere annullata, se eravamo in tempo per annullarla , se ci fossero dei requisiti …”

Ma è proprio così? Se guardiamo alla sequenza temporale degli  avvenimenti (5), i passi fatti dall’ex assessore all’urbanistica sono molteplici e si stenta a credere  che possano essere stati attivati  non solo  “senza che glielo chiedesse nessuno” , ma anche senza che ci fosse un preciso accordo con la Sindaca e la maggioranza capitolina, visto che la linea del M5S, prima di allora, era sempre stata  di totale opposizione alla Stadio a  Tor di Valle. E che non si sia trattato di iniziative solitarie di un assessore lo testimonia anche la Memoria di Giunta  del 16 settembre 2016 con allegato stringente cronoprogramma (5),  che ci sembra assai improbabile  che  sia stato approvata a insaputa della Sindaca.

Forse sarebbe meglio che, anzichè arrampicarsi sugli specchi, cercando di tamponare maldestramente gli eventi, la Sindaca e la maggioranza pentastellata fermassero tutto, ripercorressero tutti i passi fatti cercando di uscire dal pantano in cui si sono messi loro stessi, con una soluzione  che preservi, oltre all’interesse pubblico, anche  la dignità  della Giunta  e del  MoVimento, rispondendo con trasparenza, dibattito democratico (interno ed esterno)  e – finalmente – una sana  autocritica, agli attacchi che rischiano di  sommergerli definitivamente.

Noi di Carteinregola, con posizioni diverse al nostro interno, siamo sempre stati contrari  all’operazione Stadio della Roma, fin dall’inizio.

E la vera domanda, quella che continuiamo a porre e che dovrebbero porsi  tutti i decisori prima di avallare l’operazione con il loro voto è: l’interesse pubblico – dello Stadio privato, del Business Center e  delle infrastrutture, che dopo la modifica pentastellata saranno probabilmente inadeguate e  tardive – dov’è?

Il dovere dei decisori sarà pure quello di tutelare i cittadini dal rischio risarcimenti – tutto da dimostrare, e alla luce del sole –  ma ancora di più tutelare i romani dal rischio della realizzazione di  strutture assai impattanti calate sui territori senza le dovute garanzie di infrastrutture e di tempistiche, oltre che senza alcuna vera informazione  e condivisione con la città.

Anna Maria Bianchi Missaglia

ultima modifica 17 aprile 2019 ore 10

PER OSSERVAZIONI E PRECISAZIONI:laboratoriocarteinregola@gmail.com

Scarica La proposta di deliberazione Grancio Fassina delibera stadio Fassina Grancio

> Vai a Stadio della Roma cronologia e materiali http://www.carteinregola.it/?p=60320

tavola determinazione stadio 22 12 2017

NOTE

(1)Proposta di Delibera consiliare   per l’annullamento in autotutela della dichiarazione di pubblico  interesse  della proposta di realizzazione del nuovo Stadio a Tor di Valle, di cui alla Deliberazione  dell’Assemblea capitolina  132/2014 e 32/2017  dei  consiglieri Fassina (Sinistra per Roma)  e Grancio (DemA) scarica delibera stadio Fassina Grancio

(2) il 23 marzo 2017, al consigliere De Priamo (FdI), che aveva  chiesto di visionare il parere,  l’Avvocatura  ha risposto che era  stato scritto in copia unica consegnata alla Sindaca e che non era più nella disponibilità degli estensori, dato che la Roma AS era  una società quotata in borsa. In dichiarazioni successive  De Priamo ha anche rivelato di non aver voluto conoscere il parere dopo aver appreso che non avrebbe potuto divulgarne il contenuto

(4) http://www.regione.lazio.it/rl/trasparenzastadio/wp-content/uploads/sites/7/Determinazione-n.-G18433-del-22_12_2017-Conclusione-CDS.pdf

scaricapag. 10 Determina stadio

memoria-di-giunta-stadio-16-9-2016-da-il-tempo-cop16 settembre 2016 Memoria di Giunta dell’Assessore Berdini sul progetto dello Stadio della Roma (le memoria non sono pubblicate sul sito di Roma Capitale) che a stare al documento pubblicato da Il tempo, risulterebbe prevedere che il Comune svolga tutte le attività necessarie all’approvazione del progetto dello Stadio, attività regolate da uno stringente cronoprogramma allegato alla Memoria che prevede che l’assemblea capitolina confermi il pubblico interesse della proposta progettuale e la prevista variante urbanistica, salvo che le osservazioni emerse nel corso della conferenza dei servizi non evidenzino criticità tali da modificarne i presupposti. Alla delibera, pubblicata da Il tempo, è allegato un cronoprogramma molto dettagliato.

da Il tempo 20 settembre 2016

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