Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Difendere la Costituzione per difendere la nostra anima. No alla secessione dei ricchi

italia risorgimentoLa Costituzione  sta per essere  snaturata alla chetichella, nell’inconsapevolezza e nell’indifferenza di tanti  appartenenti proprio a quello stesso schieramento politico che  accomunava le tante  forze civiche e politiche che nel dicembre 2016 la difesero strenuamente e vittoriosamente. Carteinregola ha scritto alla Segreteria del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, alal Giunta e ai  Consiglieri regionali, alla Giunta e ai Consiglieri capitolini, ai Presidenti dei Municipi, con la speranza  che i rappresentanti di  ogni livello istituzionale si facciano parte attiva per evitare un danno pressochè irreparabile, che  crea un pericoloso precedente e che offende la memoria di chi si è battuto per un Paese unito e per l’uguaglianza di tutti i cittadini*.

In calce l’appello L’autonomia “differenziata” alle Regioni ricche  avvia lo smantellamento dell’Unità d’Italia promosso da Vittorio Emiliani Presidente del Comitato della Bellezza, che ha raccolto in poche ore 150 firme di esponenti della cultura e della società civile. Qui  il link allaPetizione di cui è primo firmatario il  prof. Viesti, autore del saggio Verso la secessione dei ricchi?”scaricabile gratuitamente  sul sito del’Editore Laterza. Clicca qui per scaricare gratuitamente il volumeVai ai documenti e materiali a  http://www.carteinregola.it/index.php/secessione-dei-ricchi-dal-resto-del-paese/

(14 febbraio 2019)

Anna Maria Bianchi Missaglia

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

*AGGIORNAMENTI 15 febbraio: (da Sole24ore 14 febbraio 2019 Autonomia differenziata, stallo in Cdm. Salvini: non ci saranno cittadini di serie A e B) si è concluso il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno l’avvio dell’esame dei tre disegni di legge destinati a recepire le intese per l’Autonomia differenziata di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna; il governo ha trovato l’accordo sul testo sotto la regia del sottosegretario al Mef Massimo Garavaglia e della ministra per gli Affari regionali Erika Stefani, ma il provvedimento, non a caso promosso e fortemente sostenuto dalla Lega, non è invece sostenuto dai palramentari  M5S, che uavevano diffuso ieri un dossier sul regionalismo differenziato: «Ogni percorso di autonomia non può prescindere dalla prioritaria individuazione dei Lep», cioè dei livelli essenziali delle prestazioni per evitare che «ci siano cittadini di serie A e di serie B». E il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha annunciato che il « testo finale» delle tre intese «verrà vagliato dalle Camere che saranno coinvolte in maniera adeguata nell’iter di approvazione, con i modi e i tempi che il Parlamento riterrà opportuno». Il problema è anche l’iter di aprovazione: I testi in entrata del dossier Autonomie regionali rafforzate prevedono che l’approvazione da parte delle Camere avvenga «in conformità» del procedimento «per l’approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose» che per prassi parlamentare sono inemendabili. «In mancanza di una disciplina attuativa dell’art. 116, comma terzo, della Costituzione – si legge nelle bozze delle Intese il cui esame inizierà oggi – alla sottoscrizione dell’Intesa tra il Governo e la Regione interessata deve conseguire l’approvazione di una legge rinforzata, l’iniziativa su tale provvedimento legislativo spetta al Governo». «A tale scopo – prosegue il testo – il Governo presenta alle Camere un apposito disegno di legge che recepisce i contenuti dell’Intesa da approvare a maggioranza assoluta dai componenti di entrambe i rami del Parlamento». «L’approvazione da parte delle Camere dell’Intesa – si legge poi – avverrà in conformità al procedimento, ormai consolidato in via di prassi, per l’approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose, di cui all’art. 8, terzo comma, della Costituzione».

Vedi anche  Sole24ore 15 febbraio 2019 Autonomia, che cosa cambia con l’ok alle tasse che restano al Nord di

_________________________________________________________________________________________________________

L’autonomia “differenziata” alle Regioni ricche  avvia lo smantellamento dell’Unità d’Italia

Appello promosso da Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza e Firmato da centocinquanta esponenti della cultura e della società civile*

Venerdì 15 febbraio, dopodomani, l’Unità d’Italia comincia a sgretolarsi: la ratifica dell’intesa fra il governo Conte-Salvini-Di Maio e le prime tre Regioni – Veneto e Lombardia,a maggioranza Lega (con referendum), Emilia-Romagna a maggioranza Pd (con voto del Consiglio Regionale) – che in modi diversi hanno chiesto di accrescere notevolmente le competenze che già detengono sancirà la sostanziale dissoluzione dello Stato unitario, dello stesso Stato regionale, con una divaricazione sempre più forte fra Regioni ricche e Regioni povere.

Un atto costituzionale che assesta un colpo mortale allo Stato unitario, alla Repubblica voluta nel 1946 dal popolo italiano, destinato a portare al massimo il caos politico-amministrativo del Paese anche nei suoi rapporti con l’UE e col resto del mondo. Reso possibile dalla sussistenza del disastroso Titolo V della Costituzione voluto dal centrosinistra nel 2001 e purtroppo mai riformato.

In quanti firmano questo documento suscita grandissima preoccupazione il fatto che fra le prime competenze rivendicate “in esclusiva” vi sono Ambiente, Beni Culturali, Urbanistica (ma non solo). Grandissima preoccupazione giustificata dai fatti, cioè dalla pessima attuazione o dalla inattuazione delle deleghe già ricevute in materia dalle Regioni a statuto ordinario quarant’anni fa (per non parlare della Regione Siciliana a statuto speciale, dove gli abusi non si contano). Per esempio la sostanziale renitenza o addirittura il pratico rifiuto della stragrande maggioranza delle Regioni di attuare leggi dello Stato sul Paesaggio come la legge Galasso del 1985 sui piani paesaggistici, ribadito ostinatamente nei confronti del Codice per il Paesaggio del 2008 con appena 3 piani co-pianificati e approvati, spesso fra furibonde polemiche locali. Tutto ciò mentre nel paesaggio italiano, palinsesto fondamentale della nostra storia (come lo definì Giulio Carlo Argan discutendosi al Senato la legge Galasso approvata, si badi bene, quasi alla unanimità), si stavano attuando autentici massacri, con la cementificazione e l’asfaltatura di decine di migliaia di ettari all’anno, 30 ettari al giorno nel 2018 !

Non è un caso che le tre Regioni le quali pretendono mano libera su ambiente, paesaggio, beni culturali (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) risultino le più massacrate dalla speculazione fondiaria ed edilizia, quelle dove il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione dei suoli agricoli raggiungono i livelli più esasperati in Italia e fra i più alti in Europa. Quelle dove gli stessi Parchi Nazionali sono stati già smembrati (vedi lo Stelvio) o non si riescono a costituire (vedi il Delta del Po, fra Veneto ed Emilia) per opposizione delle Regioni. Con leggi urbanistiche regionali al ribasso fondate sulla contrattazione coi privati e non più sull’interesse generale dei cittadini.

Ma altre Regioni chiedono già di avere più autonomia e più competenze esclusive. La Campania – regione record dell’abusivismo – le vuole per ambiente, ecosistema, paesaggio. La Regione Lazio, a quanto  si apprende, le chiede – pur avendo al suo interno la Capitale del Paese – anche per i rapporti internazionali e con la UE. La Liguria le esige per le grandi reti di trasporto e di navigazione (assolutamente impensabili anche nella federale Germania). E’ soprattutto la Lega a volere con forza questa sostanziale secessione delle Regioni più forti da essa controllate e la fine dell’Unità d’Italia.

Tale disegno è assolutamente, drammaticamente inaccettabile. Eppure esso sta andando avanti col pieno avallo della maggioranza di governo e con la sostanziale ignavia della opposizione Pd. Eppure esso sta procedendo nel silenzio dei Tg e delle reti televisive. Nella sommessa protesta, quando c’è, della stampa distratta da altri argomenti.

Come atto di testimonianza culturale, eleviamo la più forte e argomentata protesta contro una operazione che smantella lo stesso Stato regionale, dissolve un governo centrale già debole che invece negli Stati regionali è forte e deciso. Un vento di follia sta investendo il Paese, quanto resta dello Stato viene sbriciolato a favore di Regioni che, in quasi mezzo secolo, hanno spesso dimostrato inerzia, incapacità, opacità a danno della comunità, della Nazione italiana.

Firme in calce*

_________________________________________________________________________________________________________

La Lettera di Carteinregola inviata alla Segreteria del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, ai Consiglieri regionali, ai Consiglieri capitolini, ai Presidenti dei Municipi il 14 febbraio 2019

Oggi  14 febbraio il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo Conte, la leghista Erika Stefani,  porterà in Consiglio dei Ministri  i testi delle intese che conferiranno una maggiore autonomia ad alcune Regioni.

Autonomia  che per il Veneto e la Lombardia, che l’hanno chiesta con un referendum popolare (in Lombardia hanno votato il 38% degli aventi diritto), ha un contenuto prevalentemente economico: trattenere il cosiddetto residuo fiscale nella misura di 9/10 dei tributi riscossi. Solo per la Lombardia si tratta di 27 miliardi di euro che verranno trattenuti e sottratti al bilancio statale.

 Una decisione che non  riguarda solo i cittadini di quelle regioni, ma che è una grande questione politica, che riguarda tutti gli italiani.

Che può portare ad una vera e propria “secessione dei ricchi” creando cittadini con diritti di cittadinanza di serie A e di serie B a seconda della regione in cui vivono. In pratica i diritti (quanta e quale istruzione, quanta e quale protezione civile, quanta e quale tutela della salute) saranno come beni di cui le Regioni potranno disporre a seconda del reddito dei loro residenti. Quindi, per averne tanti e di qualità, non basterà  essere cittadini italiani, ma cittadini italiani che abitano in una regione ricca.

Tutto ciò è in aperta violazione con i principi di uguaglianza scolpiti nella Costituzione”. Una riforma   che una  volta approvata sarà senza ritorno.

Lo spiega bene Gianfranco Viesti, professore ordinario di economia all’Università di  Bari,  che ha lanciato un grido d’allarme con  il  saggio “Verso la secessione dei ricchi?” scaricabile gratuitamente sul sito Editori Laterza: “Se le intese sono approvate dal Parlamento, tutto il potere di definizione degli specifici contenuti normativi e finanziari del trasferimento di competenze e risorse è demandato a Commissioni paritetiche Stato-Regione, sottratte a qualsiasi controllo parlamentare. Non è possibile tornare indietro, per dieci anni. Queste decisioni non possono essere oggetto di referendum abrogativo. Parlamento e Governo non possono modificarle se non con il consenso delle regioni interessate; ed è assai difficile immaginare che esse, una volta ottenute competenze, risorse, personale, accettino di tornare indietro.(…)”

A chi, eletto dai cittadini, sente di avere la  responsabilità  verso il Paese di difendere i diritti e l’uguaglianza,  chiediamo di leggere il libro “Verso la secessione dei ricchi?” del prof Viesti,  scaricabile gratuitamente  sul sito del’Editore Laterza. Clicca qui per scaricare gratuitamente il volume

______________________________________________________________________________________________________
*Le firme dell’Appello L’autonomia “differenziata” alle Regioni ricche  avvia lo smantellamento dell’Unità d’Italia

*Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza

Rita Paris, presidente Ass. Ranuccio Bianchi Bandinelli

Adriano La Regina, presidente Inasa, archeologo, Accademico dei Lincei

Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra

Maria Rita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra

Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario WWF Italia

Mario Torelli, archeologo, Accademico dei Lincei

Licia Vlad Borrelli, archeologa, medaglia d’oro della cultura

Andrea Emiliani, storico dell’arte, Accademico dei Lincei

Fausto Zevi, archeologo, Accademico dei Lincei

Anna Gallina Zevi, archeologa, già Sopr. Ostia Antica

Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, Accademico dei Lincei

Jadranka Bentini, già Soprintendente, presidente Italia Nostra Bologna

Piero Bevilacqua, storico delle campagne e del paesaggio, La Sapienza

Edoardo Zanchini, vice-presidente nazionale Legambiente

Luigi Manconi, presidente A Buon diritto, Comitato per la Bellezza

Pier Luigi Cervellati, architetto urbanista

Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia, storico dell’arte

Pancho Pardi, paesaggista, già Università di Firenze

Cristiana Mancinelli Scotti, Salviamo il Paesaggio, Roma

Bernardo Rossi Doria, architetto, già segretario gen. Italia Nostra

Maria Pia Guermandi, archeologa, Emergenza Cultura, Eddyburg

Vezio De Lucia, urbanista, Bianchi Bandinelli

Paolo Berdini, urbanista, Comitato per la Bellezza

Andrea Costa, presidente Comitato per Roma 150

Irene Berlingò, archeologa, già funzionaria Mibac

Antonio Pinelli, emerito di Storia dell’Arte Contemporanea, Firenze

Sauro Turroni, architetto, consigliere Federazione Naz. Verdi

on. Roberto Speranza, coordinatore nazionale Mdp-Art.1

Luigi Piccioni, storico dei Parchi, Università di Calabria

Giorgio Boscagli, biologo, già direttore Parchi Naz, coord. Gruppo dei 30

Francesco Mezzatesta, fondatore Lipu, naturalista, Gruppo dei 30

Lucinia Speciale, storica dell’arte, Bianchi Bandinelli

Nino Criscenti, giornalista e autore televisivo

Edoardo Zanchini, vice-presidente nazionale Legambiente

Corrado Morgia, saggista e scrittore

Carlo Pavolini, archeologo, già docente Università della Tuscia

Fulvio Cervini, storico dell’arte, presidente CUNSTA

Teresa Liguori, vice-presidente nazionale Italia Nostra

Paolo Liverani, ordinario archeologia, Università di Firenze

Giuseppe Cederna, attore e scrittore

Carlo Troilo, giornalista, Roma Nuovo Secolo

Enzo Marzo, direttore di Critica Liberale

Eleonora Ferrazza, Reparto Antichità, Musei Vaticani

Mirella Belvisi, vice-pres. Italia Nostra Roma

Giampiero Arrigo, Circolo Tor Margana, Nuova Sinistra

Paola Paesano, direttore Biblioteca Vallicelliana Roma

Valerio Magrelli, poeta, docente Università di Cassino

Massimo Teodori , storico, già parlamentare

Fausto Martino, già sopr. Cagliari, Oristano, Sardegna meridionale

Riccardo Mastrolillo, Area Libera

Giovanni Merola, Ass. Bianchi Bandinelli

Carlo Cellamare, docenti di Urbanistica, La Sapienza

Francesco Gandolfo, storico, già docente Roma 2

Associazione Libero Pensiero

Federica Graziani, operatrice culturale

Gabriele Gattiglia, coordinatore ArchAIDE Project Pisa

Massimiliana Pozzi, Soc. coop. archeologica

Ilaria Lisigiani, operatrice culturale

Nicoletta Cassieri, già Sopr. Unica Frosinone, Latina, Rieti

Daniela Candilio, già funzionaria Sopr. Archeologica Roma

Anna Pergola, archeologa

Francesca Hilgram, operatrice culturale, Londra

Clementina Sforzini, archeologa

Maria Teresa Iannelli, già funzionaria Sopr. Reggio Calabria, Vibo Valentia

Arturo Scotto, MdP Art.1

Elisabetta Mangani, archeologa, già funzionaria Mibac

M. Chiara Ceriotti, restauratrice Consorzio Archè Roma

Sandra Gatti, archeologa, già funzionaria Mibac

Pietro Folena, a nome del Laboratorio Politico per la Sinistra

Benedetta Brison, storica dell’arte, funzionaria Mibac

Maria Cappelletti, operatrice culturale

Elisabetta Ruffia, già ispettore centrale Mibac

Giuliana Cavalieri Manasse, già funzionaria Mibac

Maria Silvestrini, archeologa

Stefania Furelli, storica dell’arte, Sopr. Unica Umbria

Gaia Pallottino, Coord. Residenti Roma Storica

Fabrizio Vistoli, archeologo

Mirella Marini Calvani, già soprintendente archelogico

Lina Persichelli, restauratrice

Floriana Cantarelli, docente

Pino Coscetta, giornalista scrittore

Carmelina Ariosto, Parco Archeologico dell’Appia antica

Maria Rosaria Jacono, cons, naz. Italia Nostra

Paola D’Amore, già al Museo d’Arti Orientali “G.Tucci” Roma

Maria Fenelli, associato Topografia Antica, Sapienza

Annalisa Zarattini, già Sopr. archeologica Calabria

Paola Ciancio Rossetto, archeologa, scrittrice

Maria Luisa Nava, archeologa

Anna Paola Zaccaria, archeologa

Angela Pontrandolfo, emerito Archeologia Classica Salerno

Paola Elisabetta Simoni, antropologa culturale, ex Mibac

Alberto Jacovacci, pres. Iaco Group

Paola Torniai, storica dell’arte moderna

Anna Maria Rotella, archeologa

Antonio Salerno, archeologo, Polo Museale Campano

Elisabetta Silvestrini, docente di Museologia

Marcello Paolozza, ambientalista

Mauro Geraci, associato Antropologia, Università di Messina

Mario Rigoni, funzionario Mibac

Luciana Borrello

Almalinda Giacummo, archeologa

Coordinamento Ass.Lazio per la Mobilità Alternativa (CALMA)

Associazione Rossoverde

Amici Parco delle Valli

Massimo Piras, coordinatore naz. movimento Rifiuti Zero

Maria Micozzi, artista

Raul Strani

Rosalba Antonini, già docente Università Urbino

Mara Letizia Sebastiani, direttore della Biblioteca Marciana di Venezia

Rosanna Vitiello, segretariato Mibac Liguria

Massimiliano Candela

ZWL- Zero Waste Lazio

Marianne Vibeck

Massimo De Vico Fallani, specialista Giardini

Giovanna Bandini, restauratore Museo Naz. Romano

Paolo Pocetti, docente di Linguistica

Antonella Bonini, archeologa Mibac

Loretta Paderni, funzionaria Mibac

Flavia Trucco, funzionaria Mibac

Luca Cherstich, archeologo, libero professionista

Anna De Santis, scrittrice

Alina Grattarola, archeologa

Valentina Castiglione Morelli, operatrice, e culturale

Giuliana De Rose,

Mariolina Cataldi

Carla Maria Amici, associato di Topografia Antica Università di Salerno

Mirella Miccolis, studentessa di archeologia

Debora Lagatta, archeologa libero professionista

Cristina Papa, già docente di Antropologia Culturale

Daniela Rovina, saggista

Milva D’Amadio

Simonetta Massimi

Roberto Pittarello, consulting

Laura Vendittelli, saggista archeologa

Luigi De Falco, vice-pres. sezione “A.Ianello” Italia Nostra Napoli

Marisa Corrente, funzionario archeologo Mibac Friuli-Venezia Giulia

Cristina Lattanzi, cons.naz. Italia Nostra

Vania Di Stefano, già docente Epigrafia latina, Viterbo

Fulvia Soffrè, funzionario Mibac

Flavia Corsano, ufficio stampa Italia Nostra

Carmine Mocerino. collaboratore uffici Mibac

Teodora Cicchelli, archeologa specializzanda

Filippo Pizzoni, architetto

Pietro Luciano, direttore di Meridiano.net

Share This Post