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ASSOCIAZIONE “AMICI DI VILLA ADA”

CHI SIAMO

A cura di Maria Teresa Carani

 

Il 13 aprile 1987 un gruppo di cittadini costituì l’ Associazione “Amici di Villa Ada” con l’obiettivo di:

  1. tutelare il Parco ed in particolare… la sua salvaguardia da ogni tentativo di speculazione o di uso improprio;
  2. promuovere adeguate iniziative per la sua integrale destinazione a parco pubblico;
  3. valorizzare il Casale della Finanziera, edificio del Parco pubblico restaurato ma non aperto al pubblico.

La Villa, infatti, nel 1957 era per 66 ettari di proprietà dello Stato Italiano, mentre i rimanenti 84 ettari erano ancora di proprietà degli eredi Savoia di sesso femminile.

Cercheremo in questa nota di chiarire gli aspetti più importanti della vicenda

  1. il perché del nome dato alla villa, “Ada”;
  2. come sia stato sventato il progetto di lottizzazione delle eredi Savoia;
  3. come si sia arrivati all’acquisizione pubblica dell’intero parco nel 1996.

Antonio Cederna il principale protagonista della battaglia per “Villa Ada tutta pubblica”, con il suo impegno da deputato in Commissione per Roma Capitale, è stato il risolutore di questa vicenda, riuscendo ad inserire nella famosa “Legge per Roma Capitale” sia la riunificazione dell’intero comprensorio, che un finanziamento di 26 miliardi di lire per tale obiettivo.

La sua azione è stata appoggiata da un gruppo di persone e da un intero quartiere, che si sono presi cura del parco, fino a quando nel 1996 si è arrivati a ricongiungere tutti i 150 ettari di parco.

La Legge per Roma Capitale non è però stata sufficiente a realizzare l’obiettivo della riunificazione dell’intero comprensorio: infatti, il Comune di Roma non ha impedito la vendita della Palazzina Reale allo Stato Egiziano.

Questo documento sulle vicende storiche del comprensorio di Villa Ada Savoia che inizia a partire dai secoli diciottesimo e diciannovesimo, è stato elaborato selezionando documenti dall’archivio dell’Associazione Amici di Villa Ada.

Tra tutti gli Amici di Villa Ada, siamo particolarmente grati ad Antonio Cederna per aver sempre sottolineato il grande valore archeologico, storico ed ambientale della Villa e per essersi prodigato per ottenerne l’acquisizione pubblica. In difesa della Villa dalla possibile speculazione di Renato Bocchi,  ha scritto numerosi articoli su grandi quotidiani; e quando ha capito che per arrivare all’obiettivo dell’acquisizione pubblica della Villa non era sufficiente la legge ordinaria da lui proposta, ha scelto di utilizzare la legge speciale che prevedeva fondi particolari per Roma Capitale. In tal modo è riuscito a vincere la sua e la nostra battaglia, e la lezione che ci ha lasciato è quella che, per la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale comune, è necessario battersi sempre ma occorre farlo molto bene.

http://amicidivillaada.blogspot.com/

 

 

 

 

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