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L’emergenza acqua della Capitale vista dal lago di Bracciano

lago bracciano da corriere della sera

 

Aggiornamento: la sindaca ha emesso un’Ordinanza di divieto di utilizzo, nel territorio di Roma Capitale, dell’acqua potabile della Rete ACEA ATO 2 S.P.A. per scopi diversi da quello potabile. scarica l’ordinanzaODS acqua Capitale – N. 89

22 giugno 2017 E’ finalmente esploso sui media l’allarme per la siccità e per la drammatica riduzione delle scorte idriche anche per la Capitale. In molti quartieri di Roma infatti l’acqua è contingentata e spesso non disponibile negli orari di maggiore consumo. La Sindaca ha finalmente firmato un’ordinanza che pone dei limiti al consumo idrico domestico (1),  ma rischia di essere  “acqua fresca”. Riferiscono alcuni iscritti di Cittadinanzattiva Flaminio che hanno partecipato a una riunione al II Municipio,  che i tecnici ACEA hanno consigliato di utilizzare i cassoni (e a chi non li ha di installarli),  spiegando che il vero problema è la dispersione idrica (a quanto pare circa  il 40%) dovuta alla mancanza di investimenti per la manutenzione delle condutture da parte dell’azienda –  a maggioranza di proprietà comunale (51%) –  ammettendo  che la situazione  sia  assai lontana dalla soluzione, anche se a luglio cominceranno dei lavori, che però  non presenteranno vantaggi a breve termine, data l’estensione della rete da controllare e  la pausa agostana (2). Ci si chiede  come sia possibile che l’ACEA non abbia preso  per tempo i provvedimenti necessari, e anche perchè un’Amministrazione che vanta una delle 5 stelle dedicate all’acqua pubblica (e un’altra all’ambiente) non lanci una campagna articolata su larga scala contro gli sprechi idrici. Con affissioni e dépliant, istruzioni e comunicazioni.  Soprattutto  per salvaguardare un patrimonio comune come il Lago di Bracciano, negli ultimi mesi talmente sfruttato  da provocare un danno ambientale consistente, che potrebbe ulteriormente aggravarsi (3). Come hanno scritto gli abitanti dell’Associazione Progetto alla Sindaca  – in questo caso di Roma Città Metropolitana  – Raggi, “Il lago versa in condizioni critiche a causa delle indiscriminate captazioni di acqua per fini idropotabili da parte di Acea Ato2 Spa  (…) l’azienda di servizi del Comune di Roma non ha alcuna intenzione di ridurre la captazione e questo, in vista dell’estate e quindi dell’aumento delle temperature che accelereranno il processo di evaporazione, rappresenta una vera condanna a morte dell’ecosistema lacustre(4) Un appello che speriamo sia rilanciato e condiviso dall’Amministrazione capitolina e compreso dai cittadini romani. Che potrebbero usare l’occasione per riflettere sull’uso indiscriminato di risorse che si rivelano sempre più limitate e adottare abitudini più rispettose dell’ambiente e del patrimonio da preservare per le future genrazioni (AMBM)

Vedi anche Repubblica 24 giugno (da Eddyburg):Vecchi e abbandonati negli acquedotti colabrodo si perdono quattro litri su 10 di Cristina Nadotti   

«L’Italia non sa trovare i soldi per ristrutturare la sua rete idrica, servirebbero 5 miliardi di investimenti per fare la manutenzione ordinaria e per renderla più moderna». Ma sa benissimo dove trovarne 31 per salvare le banche. la Repubblica, 24 giugno 2017 (m.p.r.)

(1) dal sito del Comune Uso acqua potabile da rete Acea Ato 2. Ordinanza Sindaca per preservare lago di Bracciano e prevenire rischio siccità

A causa del perdurare di condizioni climatiche di siccità, con precipitazioni nettamente inferiori alle medie stagionali, che producono un incremento dei consumi di acqua potabile a fronte di una diminuzione delle risorse idriche disponibili, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza per regolamentare l’uso dell’acqua potabile, proveniente dalla rete idrica comunale gestita da Acea Ato 2. Il provvedimento, in linea con quello già adottato da altre amministrazioni comunali del territorio laziale, fa riferimento all’uso dell’acqua per scopi diversi da quelli domestici e sarà in vigore fino a settembre.

L’ordinanza mira soprattutto a preservare il livello delle acque del lago di Bracciano notevolmente abbassatosi  nel corso degli scorsi anni a causa della mancanza di una politica di tutela della risorsa idrica del lago e delle scarse piogge.

L’ordinanza sarà in vigore sull’intero territorio di Roma Capitale. Il provvedimento consente i prelievi di acqua potabile per i normali usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici di igiene urbana. Limita invece l’utilizzo delle risorse idriche in questione per irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine mobili, lavaggio di automobili o altri veicoli, qualunque uso ludico che non sia quello del servizio personale.

Acea Ato 2, congiuntamente con Polizia Locale e forze dell’ordine, effettuerà controlli per verificare il rispetto del provvedimento.

“L’acqua è un bene prezioso che va sempre tutelato – dichiara Raggi – soprattutto nei momenti in cui si assiste a un riduzione delle fonti di approvvigionamento. Vogliamo evitare che i cittadini subiscano, durante il periodo estivo, possibili disagi causati dalla scarsa disponibilità di risorse idriche. E quindi con questa ordinanza intendiamo contrastare ogni possibile spreco o utilizzo superfluo dell’acqua potabile, consentendone il consumo per i soli scopi personali e domestici”.

22 GIU 2017 – RED

(2)Analoghe considerazioni sono riportate in un articolo di Il Fatto quotidiano del 5 giugno 2017 : (…)I nuovi vertici di Acea Spa, nominati ufficialmente da Virginia Raggi durante la riunione del cda del 27 aprile, si sarebbero resi disponibili a modificare il piano industriale ereditato dalla precedente governance. L’obiettivo è quello di effettuare lavori di ammodernamento delle tubature, oggi ridotte a colabrodo, con una dispersione di acqua che si aggira fra il 41% (fonte Acea) e il 44% (fonte Istat). L’investimento complessivo dovrebbe essere di circa 50 milioni in due anni, cosi’ da ridurre gli sprechi fino a quota 25%. “La siccità è un fatto – spiega al FattoQuotidiano.it Federica Daga, deputata del M5S – ma il nostro obiettivo deve essere per prima cosa la riduzione degli sprechi. I dati Istat sono allarmanti, perché ci dicono che quasi la metà dell’acqua va buttata per colpa di una tubatura obsoleta”. Colpa, secondo la parlamentare pentastellata, “delle politiche delle multiutility idriche” e, nel caso specifico, “delle passate gestioni di Acea, che hanno preferito effettuare investimenti sicuri sulla parte informatica che combattere seriamente la dispersione idrica”. Effettivamente, sul piano industriale 2016-2020 – rintracciabile sul sito Acea.it – non c’e’ traccia di investimenti dedicati alla manutenzione straordinaria delle tubature. “I nuovi vertici nominati da Virginia Raggi – afferma ancora Daga – mi sono invece sembrati disponibili a un’inversione di tendenza, che porterà certo a vantaggi anche economici per la società e per i cittadini romani, e a una modifica del piano già approvato”.I COMUNI DEL LAGO SUL PIEDE DI GUERRAGli interventi previsti da Acea, tuttavia, potrebbero iniziare a portare dei risultati a giugno 2018, data entro la quale si spera di abbassare la dispersione idrica dal 41% odierno fino al 32% circa (o anche di più). Nel frattempo, però, è probabile che non ci sia altra soluzione che procedere all’aumento della captazione dal Lago di Bracciano…

leggi tutto https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/05/roma-crisi-idrica-il-piano-di-acea-per-evitare-il-disastro-ambientale-del-lago-di-bracciano/3631900/

(3) Il Fatto quotidiano 22 giugno 2017 Roma, la crisi idrica arriva anche nella Capitale: Acea vuole raddoppiare approvvigionamento dal lago di Bracciano

(4) da terzo Binario 7 giugno 2017

Abbassamento lago di Bracciano, Progetto Comune: “Anselmo inviti la Raggi per un giro in barca”
La lettera al sindaco inviata tramite Pec nella giornata di ieri. Intanto a Vigna di Valle segnalata la nascita di un primo isolotto dentro al bacino

“Invitare la sindaca di Roma e della Città Metropolitana di Roma Capitale, l’avvocato Virginia Raggi, a fare un giro in barca per vedere con i suoi occhi, da un punto di vista diverso e più efficace, quali sono le condizioni del nostro lago”.

Una richiesta semplice ma allo stesso tempo piena di speranza. La speranza di riuscire a salvare il lago di Bracciano dalla scomparsa definitiva. La speranza di portare il maggior azionista di Acea Ato2 (il Comune di Roma) a optare per la sospensione immediata delle captazioni delle acque del bacino fino all’arrivo di tempi migliori. Una richiesta che ancora una volta parte dai cittadini, dalle associazioni, dai comitati.

A firmare la lettera inviata al sindaco di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo, è l’associazione ‘Progetto Comune’. La lettera è stata inviata tramite Pec proprio ieri all’amministrazione comunale, e assunta al protocollo del Comune nella giornata di oggi con numero 17622/2017.

“Il lago versa in condizioni critiche a causa delle indiscriminate captazioni di acqua per fini idropotabili da parte di Acea Ato2 Spa – si legge nella lettera che porta la firma del presidente dell’associazione Enrico Stronati – (…) l’azienda di servizi del Comune di Roma non ha alcuna intenzione di ridurre la captazione e questo, in vista dell’estate e quindi dell’aumento delle temperature che accelereranno il processo di evaporazione, rappresenta una vera condanna a morte dell’ecosistema lacustre”
Stronati ricorda anche come Acea Ato2, proprio qualche giorno fa (era il 23 maggio, ndr), ha informato l’amministrazione comunale lacustre della sua intenzione di aumentare “il volume di acqua che sarà prelevato dal lago per poter compensare i maggiori bisogni della Città di Roma e dei Comuni dell’Ambito territoriale ottimale”. Una comunicazione, quella di Acea, arrivata contestualmente a quella effettuata ai sindaci dei comuni gestiti dalla Spa, in cui si spiegava che l’estate che arriverà potrà essere caratterizzata da notevoli disagi idrici a causa della siccità da un lato e dall’abbassamento del lago di Bracciano dall’altro.

“Le comunità locali – prosegue Stronati nella lettera al sindaco Anselmo – sono preoccupate, la comunità scientifica riunitasi lo scorso marzo presso la Porta del Parco durante l’evento #openlake, organizzato dalla scrivente associazione, ha documentato che il percorso intrapreso potrebbe comportare un disastro ambientale senza precedenti. Per queste  ragioni riteniamo doveroso, da parte Sua, procedere con ogni mezzo a difendere il lago, la sua vita, le comunità che su esso e con esso vivono. Soprattutto riteniamo necessario porre in essere ogni azione possibile per non passare alla storia come la generazione che avrà “ucciso” una risorsa naturale che ha visto passare tutte le culture e le civiltà che su queste sponde hanno sempre trovato ciò che serviva loro per vivere”
Da qui l’invito al sindaco Anselmo di portare sul lago la ‘collega’ Raggi per farle verificare con i propri occhi quanto sta accadendo: il lago si sta prosciugando.

“Noi ci occuperemo di organizzare la logistica, noleggiare una barca e una guida (come abbiamo fatto in occasione delle riprese video del breve documentario mostrato durante l’#openlake) e accompagneremo Lei e la Sindaca Raggi in un giro che, ci creda, riuscirà a far percepire meglio, alla prima cittadina di Roma e della Città Metropolitana, il livello di criticità e l’agonia del nostro splendido lago”.
Una preoccupazione, quella che assale l’associazione ‘Progetto Comune’, insita nell’anima di tutti i cittadini. Non solo quelli di Anguillara. A Vigna di Valle, ‘strane’ increspature dell’acqua fanno presagire la ‘nascita’ a breve di un primo isolotto in mezzo al lago.

“Primo isolotto a Vigna di Valle. In almeno altri due punti – si legge su Facebook – l’acqua si increspa in modo strano quindi immagino che ne stiano per spuntare altri… e siamo solo ai primi di giugno”

da Corriere della Sera 24 aprile 2017: …il lago di Bracciano è un’attrazione turistica inestimabile per una decina di paesi, ma è anche la risorsa idrica della Capitale (più cento comuni), da cui infatti l’Acea preleva acqua al ritmo di 1100 litri al secondo, milioni in rifornimenti quotidiani. Tra le captazioni costanti e la terribile siccità dell’ultimo anno, ecco lo stato di emergenza attuale. Lo specchio d’acqua della Tuscia – ottavo per grandezza in Italia – rischia così seri danni all’ecosistema ambientale. Meno acqua significa minori spazi di riproduzione dei pesci e quindi mutamenti nella catena alimentare, rifiuti che affiorano, stress biologico e incremento dei cattivi odori, come per le aree umide vicino Trevignano, una Zona a Protezione Speciale dove già proliferano gli insetti

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