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I Pini di Roma rischiano di scomparire e nessuno interviene. Una proposta

AGGIORNAMENTO 17 settembre 2020: si è tenuta una Commissione Ambiente con ODG Presenza parassita Crisoccosus pini (detto Cocciniglia Tartaruga); (> guarda il video) https://webtvromacapitale.it/portal/watch/commission/00fb1337-d94d-4d56-b482-c9baadec7fb1

 

I pini di Roma rischiano di scomparire  a causa della cocciniglia tartaruga che ha colpito circa l’80% degli esemplari della Capitale (1). La cocciniglia  si riproduce in maniera esponenziale con effetti  devastanti, che si sono già prodotti nei dintorni di Napoli e ora attacca  i pini del litorale romano, quelli lungo la via Cristoforo Colombo e zone limitrofe,  in alcune aree Roma nord intorno al parco di Veio (in particolare a Saxa Rubra), e anche Villa Borghese. Un disastro ambientale annunciato che finora non è stato affrontato dai Ministeri competenti, a cui con una recente interrogazione (2) è stato chiesto di “mettere a punto un protocollo unitario per gli interventi fitoterapici a cui possano adeguarsi tutti i Comuni interessati e garantire, con le necessarie iniziative, anche economiche, uno sviluppo durevole e sostenibile delle aree verdi urbane”, “al fine di tutelare il patrimonio arboreo e paesaggistico del nostro intero Paese”. E va detto che la Regione Campania si è attivata da tempo, non solo rispondendo alle segnalazioni, ma sollecitando i cittadini che scoprissero piante infette a rivolgersi immediatamente alla Regione (3). A Roma, a Saxa Rubra, da due mesi c’è chi si sta impegnando molto attivamente sulla questione,  un socio di Carteinregola, Paolo Salonia, di cui pubblichiamo una lettera con una proposta civica, in calce al punto della situazione di Paola Loche, del direttivo di Carteinregola, che da anni partecipa al Coordinamento per il regolamento del Verde e del Paesaggio urbano di Roma,  che dopo un primo obiettivo raggiunto nel gennaio 2019, con l’approvazione in Giunta,  è di nuovo scomparso dai radar dopo l’avvicendamento al vertice dell’assessorato all’ambiente. (AMBM)

Pinus pinea e  Toumeyella parvicornis  

di Paola Loche

toumeyella_parvicornis Pinus Pinea L., comunemente chiamato pino domestico, è un albero maestoso e di aspetto inconfondibile che può raggiungere anche 30 metri di altezza. In natura è piuttosto longevo, può arrivare a circa 200-250 anni, mentre in ambiente urbano l’aspettativa di vita si dimezza. E’ originario delle regioni mediterranee e oggi lo troviamo diffuso in tutta l’Europa centro-meridionale.

Il suo indigenato in Italia è dubbio, con molta probabilità è stato introdotto dagli Etruschi, ma la sua diffusione è avvenuta per opera dei Romani.

La sua antica introduzione ne fa un elemento caratterizzante il nostro paesaggio mediterraneo ed ormai è perfettamente connaturato con l’ambiente urbano, extraurbano e delle aree litoranee.

E’ una specie che rappresenta e contraddistingue,  in particolare,  il paesaggio di Roma, dove per rintracciare la sua presenza bisogna risalire all’età imperiale e al boschetto di pini sacro alla dea Cibele. In epoca fascista è stato poi adottato come simbolo di romanità e il suo utilizzo si è ulteriolmente diffuso.

Da un pò di tempo si parla dei pini soltanto per questioni legate alla pericolosità dovuta a schianti improvvisi (dovuti a vari fattori come ad es.  malattie che non vengono curate a dovere, interventi di tranciatura delle radici principali ad opera di lavori di scavo eseguiti senza criterio, squilibrio nella chioma, agenti atmosferici avversi, marciume delle radici, tipologia di terreno su cui gli alberi radicano)  o per la moria causata da agenti patogeni e insetti dannosi, dimenticando che, come tutti gli alberi che vivono in ambiente urbano, necessitano di tutela e cura. La mancanza di tutela e cura accorciano l’aspettativa di vita dell’individuo arboreo, determinano un danno ecologico e paesaggistico  per la nostra città,  oltre che un aumento del rischio oggettivo per gli abitanti a causa della perdita di stabilità e conseguente caduta.

Attualmente, a Roma, circa l’80% dei pini è stato attaccato da una cocciniglia alloctona, originaria del Nord America e passata per i Caraibi , dove ha provocato numerosi danni. A Roma la prima ondata aveva colpito solo pochi pini; la scorsa primavera, invece, la presenza di questo insetto è diventata più massiccia.

La specie Toumeyella parvicornis, nota anche come cocciniglia tartaruga del pino, è stata segnalata in Italia per la prima volta nel 2015. Sta contribuendo al declino e alla mortalità del pino domestico (Pinus pinea) nell’area urbana e periurbana della città di Roma.

Il regolamento del verde e del paesaggio urbano, ancora non approvato  (4), permetterebbe attraverso le sue norme di affrontare con efficacia la tutela e la cura dell’inestimabile patrimonio arboreo di Roma, comprese le problematiche fitosanitarie dei pini.

In assenza di tale strumento è necessario un intervento normativo urgente che interessi non solo il nostro Comune ma l’intera Provincia e le altre provincie dell’Italia Meridionale che risultano coinvolte da questa infestazione.

Il Servizio Fitosanitario Regionale della Regione Lazio riporta la segnalazione della presenza della cocciniglia dei pini in Italia già da 2015 e la Regione Campania con D.R. 52 29/07/2015 (5) ha definito  un Piano d’Azione per il Controllo della Cocciniglia Toumeyella parvicornis. Si richiede quindi un coordinamento tra regioni e l’applicazione di un piano d’azione che si dimostri efficace nell’affrontare l’infestazione in corso, il monitoraggio e il contrasto alla diffusione attraverso opportuni interventi di prevenzione.

I pini romani, la cocciniglia tartaruga e il senso civico. L’esempio di Saxa Rubra.

di Paolo Salonia

mappa saxa rubra pini coccinigliaA Saxa Rubra, in una pineta in un’area al confine  con il Parco di Veio  compresa tra via di Quarto Peperino, via Carlo Angela, via Flaminia e il GRA per la massima parte pubblica, in minore percentuale ricadente all’interno di un Comprensorio Residenziale e in alcuni giardini privati, oltre che in poche zone all’interno del Parco, in una zona a bassissima densità residenziale, all’inizio luglio 2020 mi sono  accorto che i pini cominciavano a dare evidenti segni di sofferenza e,  dopo qualche approfondimento, si è consolidata l’ipotesi che si trattasse di un attacco della cosiddetta “cocciniglia tartaruga”,   prendendo a quel punto coscienza della vastità dell’emergenza che inevitabilmente sta colpendo il paesaggio romano in modo irreversibile.

Immediatamente sono stati investiti del problema diversi soggetti istituzionali locali,  dai Dipartimenti Tutela Ambientale del Comune e della Regione Lazio al Parco di Veio, dall’ARPA all’Assessore all’Ambiente del Municipio XV e molti altri ancora, con  email e scambi telefonici che non hanno pressochè avuto risposta.   Il Presidente del Parco di Veio, come l’assessore municipale,  si è detto non responsabile per questa tipologia di problemi, ma va detto che, vista la prossimità dell’infezione, il Parco è esposto a un notevole rischio.   Unica risposta ricevuta, quella del Dirigente del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio,  che ha confermato l’infausta diagnosi informandomi che la  problematica era allo studio del Comitato Fitosanitario Nazionale, senza però dare tempistiche certe per eventuali provvedimenti.  Ho allora  lanciato una campagna informativa tra i residenti della zona,  nel tentativo di un loro coinvolgimento  per dare vita ad una azione congiunta pubblico/privato, creando una sorta di task-force composta dalla stessa Amministrazione e da quanti dei privati avessero ritenuto di imbarcarsi anche economicamente nel sacrosanto salvataggio dei pini.

L’ipotesi era procedere  alla  stesura di un apposito Contratto tra la parte pubblica e le parti private nel quale stabilire con chiarezza il chi-fa-cosa e le relative ripartizioni di spesa, ipotesi peraltro presente nel “Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale”, approvato il 16 gennaio 2019 dalla Giunta  Raggi su proposta dell’allora Assessora all’ambiente Pinuccia Montanari, dopo un lungo lavoro con il Coordinamento delle Associazioni per il Regolamento del Verde. Tuttavia tale Regolamento non è a oggi vigente perché, dopo l’avvicendamento in assessorato e la nomina della nuova assessora Laura Fiorini,  l’Assemblea capitolina in un anno e mezzo non l’ha mai portato in Aula e approvato, nonostante l’emergenza che la città vive da anni, anche per la mancanza di regole per  il verde orizzontale e verticale.

Ho quindi   deciso di intervenire direttamente  e ho preso contatti  con una ditta specializzata, che aveva eseguito numerosi interventi di endoterapia (6)  sui pini domestici afflitti dalla  cocciniglia tartaruga in zone a sud di Roma, conducendo una serie di sperimentazioni insieme a ricercatori e tecnici dell’Università Federico II di Napoli, ditta che ha confermato la diagnosi del parassita che aveva attaccato i pini.

Vista l’inerzia delle istituzioni, ho  quindi deciso di procedere comunque all’intervento sulle alberature, lanciando un tam tam mediatico per trovare dei  sostenitori privati per  contribuire alle eventuali spese. L’obiettivo, oltre che intervenire sui pini di Saxa Rubra, è rendere nota l’emergenza  della cocciniglia tartaruga che attacca i famosi “pini di Roma”, emergenza non solo ecologica e ambientale, ma soprattutto paesaggistica e culturale, che interessa tutta la Capitale, a fronte di un colpevole  disinteresse dell’Amministrazione che non risponde nemmeno agli allarmi lanciati dai cittadini.

Eppure, come già per il punteruolo rosso delle palme, se non si interviene tempestivamente il danno paesaggistico e ambientale rischia di essere irreversibile.

La  ditta  ha eseguito un accurato e approfondito sopralluogo dell’intera zona a Saxa Rubra, concludendo che il numero totale dei pini da sottoporre ad endoterapia è di 501 esemplari,  poiché, secondo gli agronomi, un trattamento efficace deve essere applicato a tutti gli alberi all’interno di un’area dove la diffusione del parassita è endemica.

Ora si tratta solo di ricevere il preventivo della Ditta: il passo successivo sarà avviare un  confronto tra tutti i residenti, organizzando un’assemblea pubblica al fine di decidere come procedere operativamente. L’idea è dare vita ad un intervento civico che si configuri come esercizio del fondamentale diritto costituzionale sancito dall’Art. 118 della Costituzione sulla “sussidiarietà”, sostituendosi a quella Pubblica Amministrazione che non ha voluto finora affrontare il problema, sia a Saxa Rubra, sia in generale, per il rischio che corrono i pini di Roma e del Paese.

Per questo, considerando il carattere di emergenza che investe una percentuale altissima del patrimonio urbano costituito dai pini domestici, si intende promuovere  un vasto movimento d’opinione attraverso il lancio di un appello alle associazioni e ai privati cittadini, per creare un network di associazioni – da interfacciare con quelle del già citato Coordinamento per il Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano –  per individuare soluzioni  e iniziative  analoghe in tutta la città.

Senza escludere iniziative per valutare l’eventuale danno erariale che l’inazione o il tardivo intervento delle istituzioni preposte potrebbe provocare (i costi per il taglio di migliaia di piante, per la discarica speciale e a norma di legge della legna infetta tagliata, il danno ambientale, paesaggistico e culturale, le necessarie ripiantumazioni di nuovi alberi, ecc. ecc.)

Data la prevedibile penuria di risorse, si è già ipotizzata una proposta,  che  è quella di stornare i fondi del Progetto Ossigeno della Regione Lazio (7) (12 milioni di € per piantare sei milioni di nuovi alberi)  dato che “salvare le alberature esistenti” è sicuramente un obiettivo analogo se non prioritario rispetto a  quello di piantare nuovi alberelli.

Le azioni fin qui messe in campo sono fortemente ispirate e armonizzate con l’insieme dei più importanti documenti e raccomandazioni cogenti nel panorama internazionale e ai quali gli Stati si dovrebbero allineare, dalla Carta di Aalborg sulle Città Europee  a quella di Lipsia fino all’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 sulla sostenibilità, dalla New Urban Agenda Habitat III dell’ONU alle Raccomandazioni UNESCO sull’Historic Urban Landscape, la Convenzione Europea sul paesaggio,la Carta di Firenze sui giardini storici, solo per limitarsi a pochi significativi esempi (8).

Si tratta di un problema ambientale, ma ancora di  più paesaggistico e, quindi, culturale.

Roma, non dimentichiamo che il suo Centro Storico compreso nella Mura Aureliane lo Stato del Vaticano e San Paolo Fuori le Mura sono  sito riconosciuto nella WHL UNESCO, rappresenta ancora un irripetibile unicum. Non intervenire per fermare questa ennesima piaga per il verde urbano vuol dire andare inesorabilmente verso un aggravamento dell’attuale disastrosa devastazione: del nostro caratteristico patrimonio arboreo:  pensiamo ai pini dell’Appia Antica, alle Ville storiche, Borghese, Glori, Ada, Pamphili, Pineta Sacchetti e altre ancora e al paesaggio prossimo venturo.

Se non si attivano tutte le istituzioni preposte, in primis il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, quello dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e quello per i beni e le attività culturali e per il turismo, e sopratutto la Regione Lazio, rischiano di essere voci nel deserto.

Solamente riuscendo a formare un fronte comune sarà possibile salvare questa città, il suo patrimonio arboreo, il suo paesaggio, la sua identità, la sua cultura.

Si tratta di una battaglia di civiltà.

Paolo Salonia

 Per osservazioni  e precisazioni: laboratoriocarteinegola@gmail.com

INIZIATIVE IN CORSO: Oltre alla citata interrogazione parlamentare della senatrice De Petris (2)  il  1 settembre sarà presentato dalla Consigliera Comunale Nathalie Naim in Commissione Capitolina Ambiente un “atto consiliare” con la richiesta di interventi urgenti per la prevenzione e la cura dei pini di Roma gravemente colpiti dalla Toumeyella parvicornis (9); il gruppo capitolino Fratelli d’Italia ha protocollato una interrogazione urgente il 25 agosto (10)

 NOTE

(1) 04 agosto 2020  Roma Today Pini di Roma, è allarme cocciniglia: “Già colpito l’80% degli alberi”La “cocciniglia tartarugata”, arrivata a Roma sud nel 2018, si è radicata in tutta la capitale. In assenza di linee guida sui trattamenti fitoterapici è a rischio il patrimonio forestale cittadino di Fabio Grilli

(2) VEDI Atto n. 3-01853 (con carattere d’urgenza)  Pubblicato il 5 agosto 2020, nella seduta n. 248

LOREDANA DE PETRIS – Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –

Premesso che:

la cocciniglia tartaruga del pino (Tourneyella parvicornis) è stata segnalata in Italia per la prima volta nel 2015. Sta contribuendo al declino e alla mortalità del pino domestico (Pinus pinea) nei dintorni di Napoli, in particolare nelle aree urbane. E ora attacca anche i pini del litorale romano partendo da quelli lungo la via Cristoforo Colombo e zone limitrofe e ora le aree Roma nord, intorno al parco di Veio, in particolare a Saxa Rubra, e ora l’infestazione si è manifestata anche a villa Borghese;

la specie è originaria della zona sud-orientale del nord America dove però viene indicata raramente come insetto dannoso. È risultato essere altamente invasivo nei Caraibi, dove nell’ultimo decennio ha decimato il pino di Caicos (Pinus caribaea var. bahamensis) nelle foreste dell’arcipelago di Turks e Caicos, causando la morte del 95 per cento delle piante e modificando radicalmente l’ecologia delle isole;

negli ultimi anni l’agricoltura italiana e il patrimonio paesaggistico e ambientale sono sempre più minacciati dalla presenza di insetti alieni, anche conosciuti come parassiti alloctoni, ovvero quegli insetti parassiti che sono estranei al nostro ecosistema e che, poiché non esistono loro nemici naturali, possono agire indisturbati e provocare gravi danni, talvolta irreversibili, alle coltivazioni che infestano;

considerato che, a causa dell’attacco della cocciniglia, che si riproduce in maniera esponenziale, si sta profilando una situazione di emergenza per la massiccia infestazione che mette a rischio il nostro patrimonio di pini e di pinete di alto valore ambientale e paesaggistico,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano di intervenire con urgenza, con atti di competenza, per scongiurare tale disastro ambientale con opportune risorse finanziarie da investire per la ricerca e la al fine di tutelare il patrimonio arboreo e paesaggistico del nostro intero Paese;

se non intendano altresì mettere a punto un protocollo unitario per gli interventi fitoterapici a cui possano adeguarsi tutti i Comuni interessati e garantire, con le necessarie iniziative, anche economiche, uno sviluppo durevole e sostenibile delle aree verdi urbane, così come richiamato dalla Carta di Aalborg, approvata dai partecipanti alla conferenza europea sulle città sostenibili tenutasi nell’omonima città danese il 27 maggio 1994.

(3) scarica PIANO D’AZIONE PER IL CONTROLLO DELLA COCCINIGLIA TOUMEYELLA PARVICORNIS (COCKERELL) della Regione Campania  Regione campania cocciniglia pini Allegato_109778

sito regione campania cocciniglia pini Schermata 2020-08-31 alle 16.14.02

(4) vedi l’ultimo di decine di nostri articoli Roma senza Regolamento del verde e senza trasparenza-5 febbraio 2020 Continua#

(5) scarica le delibere della Regione Campania Regione Campania cocciniglia pini DRD_09(13-03-15 )Regione Campania cocciniglia pini DRD_52 (29-07-15)

(6) Si tratta della più promettente tecnica di lotta disponibile. Il trattamento endoterapico, mediante l’utilizzo di specifiche attrezzature permette di iniettare direttamente all’interno dei vasi linfatici dell’albero una miscela composta da un’insetticida, con specifico principio attivo anticoccidico (abamectina), ed un formulato veicolante studiato appositamente per facilitare ed ottimizzare la distribuzione del principio attivo in tutta la chioma. (P.S.)

(7)  vedi AMBIENTE: CON PROGETTO OSSIGENO 12 MLN INVESTITI SUL TERRITORIOApprovata la delibera operativa del progetto Ossigeno, che stanzia 12 milioni di euro in 3 anni per la piantumazione su tutto il territorio regionale di alberi e arbusti autoctoni certificati.Gli alberi piantati garantiranno la qualità dell’aria, producendo ossigeno e assorbendo anidride carbonica, e il benessere collettivo della popolazione del Laziohttp://www.regione.lazio.it/rl/ossigeno/

(8) https://www.minambiente.it/normative/carta-di-aalborg-carta-delle-citta-europee-uno-sviluppo-durevole-e-sostenibile-aalborg 

https://www.minambiente.it/normative/carta-di-aalborg-carta-delle-citta-europee-uno-sviluppo-durevole-e-sostenibile-aalborg;

http://www.pdc.minambiente.it/sites/default/files/allegati/CdR_163_2007 EN_COM_SAB_lc.pdf

http://www.pdc.minambiente.it/sites/default/files/allegati/CdR_163_2007%20EN_COM_SAB_lc.pdf;

https://sdgs.un.org/goals/goal11″https://sdgs.un.org/goals/goal11

http://habitat3.org/wp-content/uploads/NUA-English.pdf

https://whc.unesco.org/en/hul/”https://whc.unesco.org/en/hul/

http://www.convenzioneeuropeapaesaggio.beniculturali.it/uploads/2010_10_12_11_22_02.pdf

http://www.convenzioneeuropeapaesaggio.beniculturali.it/uploads/2010_10_12_11_22_02.pdf

http://www.comune.genova.it/sites/default/files/reg_parchi_storici_allegato_c_carta_di_firenze.pdf

(9)vai al sito di VAS Roma con il testo http://www.vasroma.it/proposta-di-risoluzione-per-la-prevenzione-e-la-cura-dei-pini-di-roma-gravemente-colpiti-dalla-toumeyella-parvicornis-denominata-anche-cocciniglia-dei-caraibi/  ( Una volta approvato in Commissione, l’atto dovrebbe andare in Aula Consiliare per la definitiva approvazione)

scarica RISOLUZIONE Naim Per il Contrasto tempestivo e la cura dei pini colpiti dalla Toumayella pavicornis.

(10) scarica l’interrogazione di FdI RQ20200014287- interrogazione cocciniglia FdI campidoglio

 

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