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Il Progetto Fori richiede coraggio e condivisione con la città

di Anna Maria Bianchi Missaglia

Sulla scia delle polemiche sul progetto di Walter Tocci sui Fori sollevate dal quotidiano Il Messaggero, un incontro tra il Ministro Sangiuliano e il Sindaco Gualtieri sembra aver messo una serie di paletti che impediscono qualunque modifica allo stradone che taglia in due l’area. Un progetto di cui i romani non sanno nulla. Chiediamo al Sindaco di pubblicare il progetto e aprire un dibattito con la città.

Via dei Fori Imperiali è un’anacronistica autostrada nel cuore di Roma che da quasi un secolo divide le straordinarie testimonianze monumentali, spazio destinato prima al traffico automobilistico e da sempre alle celebrazioni militari, che impedisce ai romani e ai visitatori di vivere nella quotidianità la Roma antica. Per tanto tempo illustri predecessori hanno coltivato il sogno di togliere lo stradone dal paesaggio della Capitale, restituendo dignità e bellezza ai suoi bordi. Ma in un’alternanza di tentativi e di ripensamenti, polemiche e progetti riposti nel cassetto, nessuno ha avuto finora il coraggio.

Sembrava la volta buona, questa, quando il Sindaco Gualtieri ha incaricato Walter Tocci di occuparsi del progetto per il Centro Archeologico Monumentale di Roma (CArMe), anche considerando i fondi inseriti nel PNRR e gli interventi per l’imminente Giubileo.

Come Carteinregola ad aprile 2022 ci apprestavamo a organizzare uno dei nostri “Piediperterra”, le esplorazioni urbane insieme ai cittadini e ai comitati di quartiere, ai Fori/Celio, sperando di poter raccontare anche il nuovo CArMe, che pensavamo sarebbe stato di lì a poco annunciato dal Sindaco in persona. Ma abbiamo dovuto rimandare, prima all’autunno, poi a data da destinarsi: nonostante l’accenno nell’intervento del Sindaco “Rapporto alla città – un anno per Roma” nel novembre 2022 il progetto non è a oggi stato approvato dalla Giunta, nè presentato pubblicamente (1).

Eppure molti di quegli interventi avevano cominciato a camminare, nel PNRR e nell’elenco degli interventi inseriti, proprio su proposta del Sindaco Gualtieri, commissario straordinario per il Giubileo 2025, prima nel DPCM del dicembre 2022, poi in quello approvato l’8 giugno 2023 (> vai a PNRR e Giubileo, gli interventi nell’Area archeologica centrale).

Poi è piombato l’articolo del quotidiano il Messaggero, il 12 luglio scorso, con quel titolo a caratteri cubitali “L’oltraggio ai Fori – E il cuore di Roma diventa un Luna Park con il catenaccio : “Bagni chimici – che ci risultano una invenzione dell’autore – baretti, gazebo: il Piano operativo del Comune degrada l’area archeologica con installazioni che la snaturano“, a cui fanno seguito altri articoli dello stesso tenore, con interventi critici di alcuni illustri intellettuali.

Noi non siamo in grado di entrare nel merito del progetto, che conosciamo a grandi linee, ma onestamente stentiamo a credere che un uomo di cultura come Walter Tocci, profondo conoscitore della Capitale fin dai tempi in cui ha ricoperto la carica di vice Sindaco, e soprattutto uomo innamorato della sua città, che ha scritto molti saggi con proposte per affrontare gli annosi problemi di Roma, possa avere la paternità di un progetto che trasforma il suo patrimonio più prezioso in luna park per turisti.

Ma siamo molto sorpresi anche per il fatto che a distanza di più di un anno da quando il lavoro è stato avviato, il progetto non sia stato condiviso con la città, rendendolo pubblico e ampliando il dibattito su un’area che, non dimentichiamolo, prima che dei turisti è luogo identitario dei cittadini di Roma, del centro come delle periferie. Un dibattito necessario, che avrebbe potuto ridare il senso smarrito a una città che si dibatte tra rifiuti e traffico, senza più sollevare lo sguardo sulla propria identità e sulla propria vocazione.

Invece il Sindaco ha preferito lasciare ai giornali – e soprattutto all’interpretazione più o meno strumentale che ne hanno fatto – l’informazione su un progetto in cui aveva creduto lui stesso, se nel suo programma elettorale prometteva:”Ripresa e attuazione del piano del grande parco dei Fori Appia, pensato da Antonio Cederna, che dal Campidoglio colleghi il Parco dell’Appia antica, unendo un vasto triangolo paesaggistico-archeologico che dal centro storico, passando per l’Appia Antica, arrivi ai Castelli Romani. Un grande parco archeologico che comprende l’intera area dei Fori, tra il Campidoglio e il Colosseo e si protende verso la campagna romana, lungo il tracciato della via Appia“.

Cederna che nel 1982 scriveva “Il destino di Via dei Fori appare segnato. la sfida è cambiare Roma con l’archeologia. E’ ormai certo che la strada sarà gradualmente eleiminta: ciò che un anno fa sembrava una generosa utopia comincia a prendere i lineamenti della realtà“. Invece è bastata una campagna stampa del Messaggero ed è stata convocata una riunione tra il Ministro della Cultura Sangiuliano e il Sindaco Gualtieri, il 2 agosto scorso, per imporre alcuni cambiamenti agli interventi previsti dal piano PNRR-Caput Mundi e a quelli del Giubileo 2025 che riguardano il Centro Archeologico Monumentale e in particolare l’area dei Fori Imperiali.

Non possiamo nè potremo fare una valutazione diretta, visto che non è disponibile il progetto originario ma lo sarà solo quello modificato. Ma se come chiesto – per usare un eufemismo – dal Ministro al Sindaco non sarà più possibile alcun restringimento della carreggiata di Via dei Fori Imperiali, non si potranno inserire delle piazze, nè modificare l’ampiezza dei marciapiedi, è certo che si manterrà l’autostrada di oggi. E dispiace che il Sindaco della Capitale d’Italia, turbocommissario per il Giubileo e per il termovalorizzatore, su un tema così rilevante per la città abbia scelto la strada del compromesso.

Noi continuiamo lo stesso sulla strada della “generosa utopia” e della speranza nel cambiamento.

Anna Maria Bianchi Missaglia

13 agosto 2023

Post scriptum

Il Palco accanto all’arco di Costantino (foto ambm)

Nel luglio 2017, ad avviso di chi scrive (e non solo) si consumò un vero e proprio sfregio all’area archeologica centrale, con un’enorme installazione – palcoscenico, impianto luci e amplificazione – sul Palatino, a ridosso del Colosseo, per il musical “Il Divo Nerone”, spettacolo – flop finanziato da un bando regionale, poi interrotto per le conseguenze acustiche sul vicino convento. Allora il Ministero della Cultura, guidato da Franceschini, aveva dato il via libera.

vedi anche

Sul Progetto Fori e sul tavolo che lo ha affossato di Paolo Gelsomini 13 agosto 2023

PNRR e Giubileo, gli interventi nell’Area archeologica centrale 13 agosto 2023

Progetto per il Centro Archeologico Monumentale di Roma, la lettera aperta delle associazioni al Sindaco 13 agosto 2023

Giubileo 2025 cronologia e materiali

NOTE

(1) Il 7 novembre 2022 il sito istituzionale di Roma Capitale annunciava; Il 10 novembre presentazione piano pedonalizzazione dei Fori Imperiali Il grande progetto di pedonalizzazione integrale di via dei Fori imperiali sta per diventare realtà: giovedì 10 novembre il responsabile del Comune di Roma per il progetto, Walter Tocci, presenterà in anteprima il piano degli interventi nell’aula del Consiglio del Municipio Roma I Centro, in via della Greca 5.La presentazione del progetto di pedonalizzazione è prevista alle ore 11.30 nel novembre 2022 nel calendario delle Commissioni capitoline sul sito istituzionale è inserita al 10 novembre la seduta delle Commissioni congiunte Cultura, Urbanistica, Mobilità, PNRR con ODG “Relazione programmatica Walter Tocci”; la seduta viene annullata, poi non si è più tenuta.(scarica l’ODG)

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Maurizio Geusa
Maurizio Geusa
6 mesi fa

Premesso che si tratta di “Un progetto di cui i romani non sanno nulla” credo che ogni epoca abbia il suo modo di costruire la città ed in particolare lo spazio pubblico. Poi la storia si fa carico di vivere e interpretare questi spazi pubblici in base alle esigenze che ogni epoca si porta dietro. In questo senso eviterei l’abituale lettura binaria favorevoli/contrari quando, se capisco bene, ci sarà anche un concorso di architettura. Di solito la buona architettura risolve i problemi senza crearne di nuovi.

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