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Riparteilfuturo: la “corruzione” in Italia secondo gli under 40

copertina sondaggio riparteilfuturo corruzione(da riparteilfuturo)Ammissibili i comportamenti illeciti se si tratta di lavoro e salute: la “corruzione” in Italia secondo gli under 40

Sondaggio di Demopolis per Riparte il futuro: la corruzione è un freno alla crescita del Paese per l’84% degli intervistati

I giovani italiani under 40 sono ben consapevoli dei danni provocati dalla corruzione. È quello che emerge da un’indagine statistica di Demopolis per Riparte il futuro. L’84% degli intervistati, infatti, ritiene che la corruzione influisca negativamente sulle opportunità di crescita economica del Paese e l’83%, pensa che un  tasso di disoccupazione giovanile così alto in Italia sia dovuto alla corruzione. Il 92%, invece, stima che la qualità e il costo dei servizi pubblici risentano delle pesanti conseguenze dei fenomeni corruttivi.

L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 2.000 italiani fra i 18 e i 40 anni, ha fatto emergere però anche un altro dato interessante. Se, da un lato, è rilevante, fra gli under 40, la consapevolezza del danno sociale arrecato dalla corruzione, dall’altra è piuttosto estesa la fetta di popolazione ostaggio del ricatto su lavoro e salute. Un segmento fra il 20 ed il 40%, ritiene ammissibile “intervenire” sul sistema per ottenere beni e servizi cui si ha diritto. In dettaglio, il 19% ritiene accettabile la raccomandazione per un concorso o un esame; il 22% vive come ammissibile la possibilità di fare regali o favori per accelerare prestazioni sanitarie. Per percentuali superiori di intervistati la raccomandazione è accettabile per accelerare una visita medica o un esame (31%) o per un lavoro (40%).

Il quadro che ne emerge è quello di una parte considerevole di under 40 che, pur riconoscendo gli effetti sistemici della corruzione e il suo peso sulla vita delle persone, ritiene comunque ammissibile tenere comportamenti illeciti per rispondere a bisogni primari, come lavorare e curarsi.

In questa discrasia si annida la sfida del cambiamento culturale che Riparte il futuro vuole affrontare: nella ridefinizione dei confini tra lecito e illecito, ma anche nella promozione di consapevolezze attive e non solo dichiarate.

Proprio in questa direzione si inserisce Rif Lab, l’ultima iniziativa lanciata da Riparte il futuro: un laboratorio itinerante gratuito di campaigning e comunicazione sociale contro la corruzione che è partito da Roma l’8 aprile, è appena passato per Genova e sarà presto a Torino (16 e 17 giugno, iscrizioni ancora aperte). Sarà poi la volta di Milano, Napoli, Cagliari, Matera, Bari, Palermo e Reggio Calabria.

Ad ogni tappa partecipano 30 giovani, scelti sulla base delle motivazioni e del curriculum. Durante i workshop formativi tenuti da professionisti del settore, i ragazzi studieranno e si eserciteranno per diventare i propagatori del cambiamento culturale di cui l’Italia ha bisogno per mettere fine alla corruzione.

Consulta tutti i risultati del sondaggio

Nota informativa – L’indagine è stata condotta per Riparte il futuro dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, nel mese di settembre 2017 su un campione di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, stratificato per genere, fascia di età e macro-area di residenza. Supervisione della rilevazione demoscopica con metodologie integrate cawi-cati-cami di Marco E. Tabacchi. Coordinamento della ricerca a cura di  Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

scarica il sondaggio Report_RiparteilFuturo_Demopolis

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