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ProgettoFlaminio

aggiornato al 20 aprile 2019

Il progetto vincitore dello Studio Viganò per il Quartiere Città della scienza

Il progetto vincitore dello Studio Viganò

IL PROGETTO del QUARTIERE CITTA’ DELLA SCIENZA negli  EX STABILIMENTI MILITARI di Via Guido Reni (II Municipio)

Il  “Progetto Flaminio” prevede di realizzare negli ex stabilimenti militari di Via Guido Reni,  di fronte al MAXXI e a pochi passi dall’Auditorium,  il quartiere della “Città della Scienza”. Un nuovo pezzo di  città  che dovrebbe sorgere su un’area passata dal Demanio(*1) alla proprietà di Cassa Depositi e Prestiti (CDP Sgr) (*2) , con quasi metà della superficie  destinata  all’uso pubblico, attraverso  la  realizzazione, a fianco di  residenze,  negozi e  un albergo privati, di una piazza pubblica,  servizi per il quartiere, una quota di alloggi per housing sociale e, secondo il progetto della Giunta Marino, la Città della Scienza.(*3)

Dopo un fermo di mesi, nel settembre 2016  gli uffici comunali hanno avviato l’istruttoria sul Piano di recupero (gli elaborati tecnici necessari per l’approvazione) consegnato nel dicembre 2015  dallo Studio Viganò, vincitore del concorso  per il masterplan (*4)

Le associazioni e i comitati di quartiere che hanno fatto parte di un tavolo partecipato per le linee guida per il masterplan (*5), dopo l’insediamento della Giunta Raggi(*6) hanno invitato il Comune e il Municipio a un confronto pubblico per conoscere quali sviluppi l’Amministrazione intendesse dare al progetto e per chiedere la continuazione  del confronto con i cittadini. Ma dopo un incontro con l’allora assessore all’urbanistica Paolo Berdini nel novembre 2016, nessuna risposta alle lettere  è più pervenuta dagli assessori Montuori (urbanistica) e Bergamo (cultura).

Un secondo tavolo con le associazioni, promosso dal II Municipio – alla presenza di un rappresentante di Cassa Depositi e Crediti – nella primavera 2017, ha messo a punto un progetto per la parte dei servizi locali, cioè per il quartiere, giungendo a elaborare una proposta  per i due capannoni degli stabilimenti che sarebbero rimasti a memoria dell’archeologia industriale, dove si è prpoposto di realizzare una biblioteca e un centro polifunzionale/Casa del quartiere, con spazi destinati alla socializzazione degli abitanti.

La delibera di Giunta e la successiva Delibera di Assemblea Capitolina per l’ approvazione del Piano di recupero, avrebbero dovuto essere approvate entro i primi di agosto del 2017, ma per due anni la procedura non ha raggiunto quel traguardo, per motivi mai resi ufficialmente noti. Nè  sono più stati pubblicati dall’Amministrazione e da CDPI SGR, nonostante le numerose sollecitazioni dei cittadini,   gli elaborati del progetto consegnati nel dicembre 2015 dallo Studio Viganò, nè i vari aggiornamenti, nè i documenti riguardanti la procedura e gli accordi con CDP, nonostante si tratti di un’operazione che prevede l’approvazione di una variante urbanistica in quanto di interesse pubblico (*7).

Nell’ottobre 2019 si apprende dai giornali  che la Giunta ha finalmente approvato una Proposta di Deliberazione,  che ricalca l’impostazione della precedente Delibera dell’agosto  2014, ma con una modifica e una mancanza: infatti la progettazione dei servizi locali, che  CDP avrebbe sostenuto senza oneri per il Comune, diventa oggetto di un concorso, da mettere  a  bilancio di Roma Capitale per un costo di 100.000 euro. Mentre non si parla di un concorso per  quella quasi metà  dell’area  pubblica destinata a spazio culturale di livello metropolitano (dove inizialmente era previsto il Museo della Scienza),  nè si fornisce  alcuna descrizione del progetto e della destinazione decisi dall’ attuale Amministrazione, nè di come si intendano impiegare i 43 milioni di contributo straordinario versato da CDP.

Così, a più di 5 anni dall’avvio, con buona probabilità,  il progetto, perso il treno della contestualità degli interventi pubblici e privati,  rischia di imboccare  due strade diverse: quella delle edificazioni  private – appartamenti, albergo, spazi commerciali –  che prenderà  la corsia veloce degli investimenti che devono “rientrare”, mentre  quella delle edificazioni pubbliche, tra tempi di indizione dei concorsi (a un anno e mezzo della fine della consiliatura),  e rinvio delle decisioni sulla Città della Scienza,   potrebbe finire  su un binario a scarto ridotto, se non su un binario morto (con il rischio che  le scelte pubbliche possano essere rimesse in discussione da qualche prossima amministrazione).

ultimo aggiornamento: 14 novembre 2019

QUARTIERE CITTA’ DELLA SCIENZA, CRONOLOGIA e MATERIALI

(ULTIMO AGGIORNAMENTO- 14 NOVEMBRE 2019)

GLI EX STABILIMENTI MILITARI  E IL QUARTIERE FLAMINIO

Lo “Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione”(SMMEP) (in altra versione  “Macchine elettriche”) di  Via Guido Reni,  un complesso industriale dell’inizio del ‘900 (1),  si trova nel quartiere Flaminio (II Municipio) in un’area che negli anni si è arricchita di nuove strutture al servizio della città – basti citare MAXXI e Auditorium – in una zona che già vantava opere architettoniche di eccellenza come lo Stadio Flaminio e  il Palazzetto dello Sport, a ridosso del polo sportivo (e di grande pregio) del Foro Italico, a cui è collegata da qualche anno dal Ponte della Musica. Si tratta quindi di un pezzo di città  a grande valenza culturale, già dotato di numerose infrastrutture della mobilità pubblica,  con  un quartiere sicuramente privilegiato rispetto ad altre zone cittadine,  che tuttavia risente di vari problemi, dalla sosta selvaggia, alle sacche di degrado, a un’abbondanza di verde  scarsamente utilizzabile perchè poco mantenuto, alla carenza di servizi per i residenti (luoghi di incontro, servizi sanitari etc). Inoltre gli stessi ex stabilimenti militari, e  i  numerosi grandi edifici contigui (2), hanno creato di fatto una cesura nel quartiere, che rende un lungo  tratto di Via Guido Reni una “landa” desolata  e destinata prevalentemente al parcheggio, da cui emergono le “isole” del MAXXI e della Chiesa, completamente staccata dall’altra metà di quartiere, quella del Villaggio Olimpico e dell’Auditorium.

LA STORIA

[le informazioni contraddistinte dal’asterisco* sono ricavate dal testo della Proposta di delibera del 15 maggio 2019, scaricata dal sito comunale nel novembre 2019, sezione Convocazioni e proposte Assemblea Capitolina, file denominato CB20190139105-Prot.+n.+23842-19]

Sui progetti sulle ex caserme girano molte “leggende metropolitane”, a partire da quella che appartenessero  al Comune. Invece gli stabilimenti di Via Reni sono passati dalla Difesa al Demanio (statale) (3) e non sono mai entrati nella disponibilità di Roma Capitale.

Il 4 giugno del 2010 viene siglato   un  Protocollo d’Intesa fra il Comune di Roma (Giunta Alemanno)  e il Ministero della Difesa, che prevede la “valorizzazione” di 15 caserme della Capitale, tra cui lo SMMEP, che viene poi approvato dall’Assemblea Capitolina con  la Delibera 8/2010 (4), che “per fare cassa” prevede la realizzazione di cubature private con una risicata quota di strutture pubbliche, anche tramite demolizione e ricostruzione.  In realtà – si scoprirà in seguito –  la Delibera   è  puramente virtuale, essendo nata come escamotage, concordato tra  il Sindaco Alemanno e l’allora Ministro della Difesa La Russa, per  trovare una “contropartita” all’intervento del Governo sul debito della Capitale,  tanto che il Protocollo non viene neanche rinnovato alla  scadenza della validità di un anno dalla sottoscrizione (nè vengono  “controdedotte” dall’Assemblea Capitolina le osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione della variante approvata nel 2010)

Il 25 settembre 2013 la nuova Giunta Marino  approva una  memoria con il seguente indirizzo per le utilizzazioni degli ex stabilmenti militari  di Via Guido Reni: “Museo della Scienza 30 mila mq. di S.U.L., residenziale, compresi gli alloggi sociali, pari al 20% della superficie utile complessiva; quota flessibile, da definire nell’ambito della formulazione del progetto di fattibilità, 35 mila mq. di S.U.L., servizi pubblici anche di quartiere

Ma con il Salvaroma del 2013, l’allora ministro Saccomanni inserisce  gli stabilimenti tra gli edifici pubblici da “valorizzare” per riportare il debito italiano nei parametri europei, da cedere  a Cassa Depositi e Prestiti investimenti SGR, probabilmente con l’intenzione di  confermare quel florilegio di cubature private virtualmente piazzate dalla delibera di  Alemanno nel 2010 (5) . Invece l’accordo poi raggiunto dal Comune di Roma  (6) prevede che quasi metà della superficie diventi pubblica, e che, con  il contributo straordinario di urbanizzazione, venga finanziata la costruzione di opere pubbliche, quindi a costo zero per il Comune e per i cittadini. Un risultato che si differenzia nettamente da quello delle altre “valorizzazioni” operate su altri immobili pubblici del resto d’Italia da Cassa Depositi e Prestiti (7).  Dopo una  nota di Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR che comunica  a Roma Capitale “la condivisione degli scenari di trasformazione edilizia e urbanistica e conferma  la disponibilità ad assumersi gli obblighi e gli oneri previsti dalle norme urbanistiche di Roma Capitale“, il 27 dicembre,  la Giunta approva la Proposta 84/2013, che   prevede, da un lato di revocare la Delibera “farlocca” del Sindaco Alemanno, dall’altro di introdurre una variante del PRG che permetta di avviare la trasformazione degli ex stabilimenti militari (8)

[il 24 dicembre 2013 il MIBACT , ad esito del procedimento di Verifica di Interesse Culturale attesta che gli immobili non hanno rilevanza storico/artistica. Nella “Carta per la Qualità del PRG, i beni dell’area sono individuati nelle famiglie: 1. “Edifici con tipologia edilizia speciale ad impainto seriale” relativamente ai capannoni dell’ex SMMEP (tav. G1b); 2 “Morfologie degli impianti urbani dell’espansione otto/novecentesca/impianti con progetto unitario e disegno urbano  a struttura geometrica regolare (TAV. G1a); nel PTPR , nella Tav. A  l’area è classificata come “Paesaggio degli insediamenti urbani” (disciplinato dall’art.27 del PTPR adottato del 2008) ma non sono presenti vincoli; nella tavola B “Beni Paesaggistici” l’immobile è classificato come Aree urbanizzate del PTPR; nella Tavola C “Beni del patrimonio culturale”, l’area dell’attuale Hangar [a sinistra dell’ingresso, in corrispondenza dell’area pubblica a destinazione culturale] è classificata come bene puntuale (con fascia di rispetto di 100 mt) facente parte dell’insediamento contemporaneo.*]

IL PROGETTO DEL SINDACO MARINO E DELL’ASSESSORE CAUDO

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L’Assessorato alla Trasformazione Urbana dichiara  che  il Progetto Flaminio deve rispondere a tre requisiti fondamentali: l’interesse pubblico dell’operazione, il governo pubblico della trasformazione e la democraticità del percorso. Interesse pubblico e governo pubblico per utilizzare  capitali privati per la rigenerazione urbana, ma soprattutto per assicurare il vantaggio dell’operazione per la città. In questo caso restituire  metà della superficie dell’area a un uso pubblico, costruendo una città della Scienza, una piazza, servizi per il quartiere e alloggi a canone calmierato per giovani coppie, assicurando la sostenibilità degli interventi rispetto alla vivibilità del quartiere. Democraticità del percorso, attraverso il coinvolgimento dei cittadini (non solo residenti) nella stesura  dei criteri per il Masterplan e nella istituzione di un concorso per la sua elaborazione, con una serie di tappe che garantiscano il “governo” di tutte le fasi, in  sinergia con i cittadini.

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Da Roma Today, l’assessore Caudo all’assemble al  Flaminio gennaio 2014

LA DELIBERA APPROVATA DAL  II MUNICIPIO E IL TAVOLO DI LAVORO PARTECIPATO CON LE ASSOCIAZIONI E I CITTADINI

Dopo la presentazione dell’Assessore Caudo, che il 28 gennaio 2014 illustra  il progetto alla cittadinanza (9), comincia un percorso  di vari incontri pubblici su diverse tematiche (10) e soprattutto  un tavolo di lavoro condiviso tra l’Assessorato, il II Municipio e i rappresentanti di varie associazioni (11), che nel luglio 2014  porta all’elaborazione di un documento comune che raccoglie le dettagliate proposte delle realtà del territorio (scarica tavolo Via Guido Reni luglio 2014 documento-finale-07072014). Dal canto suo  il Consiglio Municipale, l’11 febbraio 2014, dà  parere favorevole alla proposta allegando alcune osservazioni/raccomandazioni (12)

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LA DELIBERA  SI FERMA
Intanto però, la Proposta 84,  che era arrivata  in Commissione Urbanistica a inizio gennaio, resta ferma sei mesi, e viene inviata all’Assemblea Capitolina solo il 20 giugno 2014: la sua approvazione da parte dell’Assemblea è il presupposto indispensabile per l’avanzamento del progetto, cioè il passaggio a Roma Capitale dell’area destinata all’uso pubblico e il lancio del concorso per la stesura del masterplan (13)

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Il cammino della Delibera in Aula Giulio Cesare, tuttavia è decisamente accidentato. Alcuni esponenti del PD (14) a quel punto  mettono in dubbio la formula scelta dall’assessorato della variante,   avanzando proposte alternative – accordi di programma(15) e PRINT (16)–  a loro giudizio  più efficaci. Il capogruppo PD D’Ausilio  e il presidente della Commissione urbanistica Stampete il 2 luglio chiedono il ritiro del provvedimento (17) e  la  proposta non viene più  portata al voto in attesa di approfondimenti. Il Presidente del Municipio II Giuseppe Gerace  conferma la sua posizione  a favore del progetto (18) e molti cittadini e comitati intervengono sollecitando un impegno della maggioranza (19).  Comitati e le associazioni del tavolo partecipato diramano un comunicato in cui chiedono ai consiglieri comunali di procedere al più presto all’approvazione della delibera (20)

I PUNTI  MESSI IN DISCUSSIONE DA ALCUNI CONSIGLIERI – agosto 2014 I punti su cui si concentrano le critiche o le perplessità riguardano alcuni aspetti che l’Assessore Caudo chiarisce poi in varie occasioni, come  l’incontro con le associazioni del tavolo partecipato che si svolge il 15 luglio,  e la Commissione  Urbanistica del II Municipio che si tiene il 23 luglio.(21)

tavolo partecipato Flaminio ex caserme

LA DELIBERA VIENE APPROVATA

Il 6 agosto 2014 viene approvata dall’Assemblea Capitolina la Delibera 54,  con l’inserimento di un  emendamento che  prevede nel percorso da seguire, dopo il Concorso Internazionale, il ricorso al Piano di Recupero e un contributo straordinario versato da  Cassa Depositi e Prestiti che non potrà in ogni caso essere inferiore ai 43.000.000 di euro, con destinazione pubblica volta alla realizzazione del Museo della Scienza e di Attività ed Attrezzature di quartiere (22). Gli accordi con CDP ed il Protocollo d’intesa che dovranno essere resi ufficiali dopo l’approvazione della Delibera contengono,  secondo l’Assessore Caudo, altre due cose importanti:

  1. la prima è che si faccia un “Concorso Internazionale” per elaborare il progetto del Masterplan dell’Area intera degli Stabilimenti Militari e che le linee guida per il Concorso vengano “tracciate” dai responsabili degli uffici tecnici competenti del Comune di Roma, insieme ad un “Laboratorio di progettazione partecipata” formato da cittadini, movimenti ed associazioni del quartiere Flaminio.
  2. la seconda è che il costo relativo al Concorso Internazionale di Progettazione sarà completamente a carico di Cassa Depositi e Prestiti, e non peserà sulle risorse economiche del Comune di Roma.

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Il 3 ottobre 2014 è stipulato un protocollo di intesa  (in base al punto 4) della DAC 54/20149) tra Roma Capitale  e Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR (prot. QI 149398). All’articolo 5 il   Protocollo  prevede  che “…successivamente alla redazione del Masterplan e in relaizone all’approvazione della Variante Urbanistica relativa all’area, Roma Capitale e CDPI procederanno in maniera autonoma all’attuazione degli interventi di rispettiva competenza, in base alle norme applicabili ad ognuno di essi. In particolare il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica bandirà concorsi di progettazione per gli edifici e gli spazi pubblici e per la Città della Scienza e CDPI sgr affiderà l’incarico di progettazione defintiiva ed esecutiva di edifici e spazi privati direttamente o mediante concorsi ad inviti a soggetti vincitori assumendo ogni conseguente onere di natura economica e procedurale…”*.

IL CONCORSO INTERNAZIONALE  E LE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI E DEI COMITATI

A fine  dicembre 2014 viene pubblicato il bando indetto da Cassa Depositi e Prestiti, a cui viene dedicato un sito, Progetto Flaminio. Il 14 gennaio 2015 viene presentato il concorso a una conferenza stampa al MAXXI > vai ai video della  presentazione

Il 7 febbraio 2015 i  rappresentanti dei comitati e delle associazioni del tavolo partecipato che ha elaborato  le Linee Guida del Masterplan scrivono all’Assessore Caudo, chiedendo approfondimenti sul ruolo e sul rapporto del tavolo e dei suoi elaborati rispetto allo sviluppo del concorso (> vai a Progetto Flaminio: la lettera dei comitati),  esprimendo alcune preoccupazioni  sugli esiti concreti del lavoro del  tavolo partecipato e riprendendo in parte alcune obiezioni avanzate in una lettera aperta da Amate l’Architettura in merito alle modalità del concorso, suddiviso in due fasi, in cui si l’associazione rivendicava  una giuria dedicata anche per la prima fase  e criteri più chiari e  stringenti di quelli illustrati nel bando (>Vai all’articolo e alla letteraProgetto Flaminio: critiche, domande e preoccupazioni)

I SEI FINALISTI

L’11 marzo 2015  sono resi noti i nomi dei vincitori della prima fase del concorso: sono sei i progetti selezionati che accederanno alla fase finale del concorso internazionale per il quartiere della Città della Scienza. I vincitori sono stati scelti tra 246 candidature provenienti da 20 paesi, in maggioranza europei, con gruppi di progettisti anche da Stati Uniti, Medio Oriente e Australia. Scarica il database con tutti i partecipanti (dal sito Progetto Flaminio)  Progetto Flaminio -Elenco-partecipanti1

I sei finalisti:

 

IMG_1598 MAXXI 23 marzo 2015Il 23 e il 24 marzo 2015 i finalisti intraprendono   un percorso guidato con la giuria, composta da Paola Di Biagi (presidente), Christian Sumi, Giacomo Borella, Marco Sangiorgio, Giovanni D’Onofrio, Béatrice Jullien (membro supplente), Francesco Garofalo (membro supplente) attraverso il quale sviluppare le diverse visioni per poi elaborare il masterplan, che dovrà essere consegnato il 16 Giugno. Sempre il  23 marzo i finalisti incontrano  alcuni rappresentanti dei comitati e delle associazioni che hanno elaborato le linee guida per il masterplan nel tavolo partecipato.(> vai alla pagina con le registrazioni degli interventi) Un successivo  incontro delle associazioni  con la giuria  si tiene il 28  aprile. .[Sul sito  Progetto Flaminio sono stati inseriti i materiali per la seconda fase del Concorso con il DPP, Documento di Progettazione Preliminare (scarica il Progetto-Flaminio-DPP) posto a base dell’elaborazione dei progetti che saranno presentati dai 6 finalisti.

Il 24 giugno 2015 Viene proclamato in Campidoglio il progetto vincitore del concorso internazionale: si tratta di quello dello 

Studio
015
 Viganò
 (Paola
Viganò)
  di Milano (23) .

Progetto Viganò Flaminio citta della scienza

Progetto Viganò Flaminio citta della scienza

PROGETTO VIGANO' FLAMINIO al MAXXI ambm IMG_2771

Il plastico esposto al MAXXI all’interno della mostra dei progetti dei 6 finalisti

Il 4 agosto 2015,  secondo quanto previsto  dal “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana” ( Allegato A alla Deliberazione C.C. n. 57 del 2.03.2006 ), per “garantire la conoscenza dei contenuti qualificanti del piano di recupero, l’Assessorato alla Trasformazione Urbana e il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica avviano formalmente  la prima fase del processo partecipativo riguardante la Proposta di “a) Revoca della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 8 del 28/29 ottobre 2010 – b) Individuazione della zona di recupero del patrimonio edilizio esistente e dell’ambito per la formazione del Piano di Recupero ai sensi degli artt. 27 e 28 della L. n. 457/1978 dell’ex “Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione” sito in Via Guido Reni – c) Indirizzi urbanistici prescrittivi per la successiva adozione del Piano di Recupero in variante al PRG vigente.
Il 7 settembre 2015 si tiene  il primo incontro pubblico  presso la Casa della Città, in cui viene  illustrato alla cittadinanza il programma urbanistico e sono stati raccolti i contributi partecipativi (osservazioni e proposte, anche scritte), che saranno  recepiti nel Documento della Partecipazione, che accompagnerà la Proposta di deliberazione in tutto l’iter procedurale.(Vai all’ascolto dell’incontro pubblico del 7 settembre 2015)

incontro del 28 ottobre 2015

Paola Viganò – incontro del 28 ottobre 2015 (foto AMBM)

28 ottobre si tiene il secondo incontro pubblico  per il Piano di recupero del Quartiere Città della Scienza presso l’ex Stabilimento militare in via Guido Reni (>Vai all’ascolto dell’incontro pubblico del 28 ottobre 2015). Alcuni rappresentanti dei comitati del tavolo partecipato presentano una nota all’assessorato con  osservazioni e richieste di approfondimento riguardo le soluzioni adottate   dal Progetto rispetto alle linee guida del Documento Finale del tavolo partecipativo.

[il 1 novembre  2015 si insedia in Campidoglio il Commissario Tronca, dopo lo scioglimento dell’Assemblea Capitolina in  seguito alle dimissioni di 24 consiglieri capitolini: i poteri di Sindaco, Giunta e Assemblea capitolina passano al Commissario ]

il 19 dicembre 2015 Il deputato PD Umberto Marroni, capogruppo del PD all’opposizione durante la consigliatura Alemanno, a distanza di due anni dal protocollo tra Comune e CDP, presenta un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per conoscere (…) “per quale motivo non sia stato ancora avviato l’urgente e necessario procedimento di dichiarazione di interesse culturale… per il complesso di archeologia industriale dell’ex stabilimento macchine elettriche di precisione…” (24). Il percorso torna accidentato…(25)

30 dicembre 2015 Lo Studio Viganò, vincitore del concorso per il masterplan e incaricato da CdP investimenti sgr della redazione del Piano di recupero (ai sensi della legge 457/1978), consegna il progetto al Comune (prot. QI 213396)*.

Così scrivevamo nel dicembre 2015:  Se il progetto non verrà bloccato, modificato o abbandonato,  dovrebbe essere completato il Piano di Recupero,  che dovrebbe poi   essere approvato –   dall’Assemblea Capitolina o – essendo stata sciolta  alla  fine di novembre – dal Commissario Tronca (26).Invece, nonostante lo Studio Viganò abbia consegnato gli elaborati richiesti nel dicembre 2015, per mesi  l’iter non fa  passi avanti, anche se nel settembre 2015 è  stata aperta la conferenza dei servizi. (la dead line era l’agosto 2017)

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sole-24-h-25-sette-cdp-vende-casermeIL PROGETTO DELLA GIUNTA RAGGI

25 settembre 2016 Su Il Sole 24 ore appare  un articolo in cui si dice che “secondo indiscrezioni, CdP starebbe per mettere sul mercato un portafoglio di alcuni asset immobiliari adatti a investitori opportunistici” in cui ci sarebbe anche “la caserma di Via Guido Reni di Roma“.

Il 12 settembre 2016 viene convocata la Conferenza dei Servizi (la riunione conclusiva si terrà il 12 dicembre 2016)

29 settembre 2016 Cittadinanzattiva Flaminio e le altre associazioni che hanno partecipato al tavolo scrivono alla Sindaca, all’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini,  alla Presidente del II Municipio Del Blocandina-30-nov-2016-incontro-berdiniello e all’assessore Giovannelli,  invitandoli a partecipare  a un incontro pubblico per  fare il punto della situazione, e chiedendo  il proseguimento del  percorso partecipativo avviato, oltre alla pubblicazione degli elaborati  dello Studio Viganò . L’incontro avviene il 30 novembre presso il MAXXI.

Il 26 ottobre 2016 l’Assessore Berdini partecipa  all’ incontro al MAXXI sul tema della rigenerazione urbana degli ex stabilimenti militari  e si dichiara  favorevole al proseguimento del progetto, ma dice di  non condividere la destinazione della parte pubblica a Città della Scienza, senza tuttavia precisare quale altra destinazione abbia in mente la Giunta Raggi. Secondo l’Assessore Berdini il Flaminio  ha già molti poli di eccellenza, a differenza delle periferie e anche  oneri e contributi ricavati dalle nuove urbanizzazioni dovrebbero essere spesi in quartieri meno privilegiati  (> Vai al video)

Nel dicembre 2016 si chiude la conferenza dei servizi, con una serie di riunioni operative  a cui partecipano  rappresentanti della Direzione regionale Territorio urbanistica e Moivlità,  della Città Metropolitana di Roma capitale, del Dipartimento Urbanistica, della Sovrintendenza Capitolina.

Il 30 dicembre  2016 viene redatto il verbale conclusivo  della CdS in cui si introduce il ricorso alla procedura del Programma Integrato di Intervento (PII) (27)quale “più idoneo strumento urbanistico esecutivo particolareggiato per l’attuazione degli interventi di riqualificazione del tessuto edilizio, urbanistico ed ambientale in variante del PRG dell’ex SMMEP, in luogo dell’adozione del “Piano di recupero (28) in variante”  (previsto dalla Delibera 54/2014). L’immobile assume la destinazione di un nuovo “Ambito di valorizzazione B19″ della Città Storica, disciplinato dall’art. 43 delle  NTA  del PRG“*.  Il motivo è in particolare è che “Il programma integrato di intervento ai sensi della normativa regionale 22 1997 a valere quale piano attuativo dello strumento urbanistico generale, consiste in un progetto operativo complesso, con rilevante valenza urbanistica ed edilizia, caratterizzato dalla presenza di pluralità di funzioni, dall’integrazione di diverse tipologie, ivi comprese le opere di urbanizzazione e le infrastrutture necessarie per assicurare la completezza e la piena funzionalità dell’intervento stesso, ed a dimensioni tali da incidere sulla riorganizzazione del tessuto urbano interessando immobili e aree con destinazioni produttive o terziarie dismesse, parzialmente utilizzati o degradate, ma con una forte capacità di polarizzazione urbana”*; “La deliberazione 54/2014…ha, tra le premesse, individuato la necessità di “imprimere all’area ex stabilimenti una diversa destinazione urbanistica in quanto quello attuale risulta incompatibile con il nuovo impianto urbanistico e limitativa delle potenzialità dell’area”, senza tuttavia provvedere a tale nuova definizione; di conseguenza, per il complesso immobiliare di che trattasi, con la variante oggetto del presente provvedimento si prevede la variazione della destinazione urbanistica da “Sistema insediativo – città storica  – edifici complessi speciali – grandi attrezzature ed impianti post unitari (C3)” ad “Ambito di valorizzazione  B 19″ della città storica sito in via Guido reni per il quale valgono le indicazioni derivate dalla data 54 2014 come meglio descritto nella relazione tecnica urbanistica d’Ufficio“*

> Vedi il Programma Integrato di Intervento PII ai sensi della normativa regionale (LR 22/1997) (27)

> vedi il Piano di Recupero Piano di Recupero ai sensi degli artt. 27 e 28 della L. n. 457/1978 (28)

(> NOTA SU STRALCIO CARTA DELLA QUALITA’ IN COSTRUZIONE)

L’Assessore Berdini lascia l’incarico il 14 febbraio 2017; il 6 marzo  viene nominato al suo posto Luca Montuori.

Intanto, a partire dal 10 gennaio 2017 (fino al 3 aprile 2017)  si svolge  una nuova serie di incontri organizzati dal Municipio II con i rappresentanti delle associazioni del quartiere e di CDP per la progettazione della parte riguardante i servizi locali. I cittadini propongono che nel “capannone e mezzo” che dovrebbe essere mantenuto nella  sagoma originale a memoria del complesso industriale/militare,  sia realizzata una Casa del quartiere  con una Biblioteca polifunzionale,  una sala per eventi pubblici,  un punto ristoro e  un’area a verde destinata alla convivialità di quartiere.

Il 24 febbraio 2017 il Municipio organizza un incontro pubblico al MAXXI  dove vengono illustrate le ipotesi  alla cittadinanza sugli spazi destinati al quartiere (scarica la presentazione dell’intervento di Stefano  Brancaccio (Cassa Depositi e prestiti sgr) CDP 20170224 Servizi Guido Reni)slide roma insieme parti pubbliche via reni   (Scarica la presentazione realizzata  dall’Associazione PROGETTO ROMA INSIEME ed esposte da arch. Antonio Gagliardi servizi municipali quartiere Città della Scienza Roma insieme). Segue un incontro organizzato dalla Presidente del Bello sulle tematiche del Flaminio il 5 marzo, in cui un progettista dello Studio Viganò illustra il progetto (Scarica il progetto generale presentato da Alessio Tamiazzo (Studio Viganò) 05_b progetto studio vigano 5 marzo 2017) Vai ai video degli interventi dell’incontro del 24 febbraio 2017 al MAXXI e del 5 marzo 2017 al Cinema Tiziano

Il 23 marzo 2017 viene consegnato da CDP il progetto con le modifiche richieste dalla Conferenza dei servizi. Viene dato incarico da CDP Investimenti sgr della progettazione delle parti pubbliche al servizio del quartiere allo studio Viganò.

3 aprile 2017 il  II Municipio trasmette al Dipartimento PAU il verbale della conferenza conclusiva del processo di partecipazione di iniziativa municipale relativa alla progettazione dei servizi pubblici a livello locale di pertinenza del Municipio: “Nell’ambito del processo partecipativo municipale sono stati indicati per la prevista dotazione pari a mq 3172 di SF e mq 2045 di SUL necessari per il fabbisogno del quadrante territoriale e dell’intero quartiere, una biblioteca di nuova concezione che integri e razionalizzi la biblioteca Flaminio attualmente ospitata nella scuola Alessi, da realizzare in una porzione del padiglione 16, ed una struttura di servizio denominata a “casa del quartiere” da realizzare in una porzione del magazzino 20″*

[31 luglio 2017 Il responsabile del procedimento predispone il Documento di partecipazione che riassume le informazioni sui temi emersi e le trascrizioni degli interventi istituzionali, di cittadini singoli e  associazioni*]

Il Piano di Recupero dovrebbe essere approvato entro luglio 2017 dalla Giunta, poi dovrebbe passare all’Assemblea, ma diventa evidente che non sarà rispettato il  termine fissato dalla  delibera dell’inizio  agosto;  continua a non essere pubblicato il progetto definitivo  nè sul sito del Dipartimento urbanistica, nè su quello dedicato di CDP. I comitati di quartiere  tentano più volte – invano – di organizzare un nuovo incontro pubblico a giugno con gli assessori Bergamo e Montuori, per capire la destinazione dello spazio inzialmente indicato come Città della Scienza, che sembra ormai  decaduto.Tentativo rinnovato nel settembre 2017, senza alcun esito

 22-11-2017 si tiene  presso l’area  una seduta congiunta delle Commissioni VIII (Urbanistica) ,VI (Cultura, poltiche giovanili e lavoro) e III (Mobilità), con la presenza dell’assessore del Municipio II. la  Presidente della Commissione urbanistica conferma l’indirizzo di un recupero degli immobili ricadenti nella parte dell’area destinata alla Città della Scienza invece di una loro demolizione e ricostruzione. Il presidente della Commissione Mobilità conferma che il  progetto del “Tram della Scienza”, un collegamento fra l’Auditorium e Piazza Risorgimento, per il quale da Roma Servizi per la Mobilità ha  presentato elaborati fin dal 2010, è stato inserito dalla presente amministrazione nel PUMS (Piano urbano per la Mobilità Sostenibile) . I rappresentanti del tavolo delle associazioni ribadiscono la necessità di un incontro sulla destinazione della parte pubblica degli ex stabilimenti.

Per i successivi due anni, non viene più data alcuna informazione sullo stato del progetto e della relatica Delibera di variante che doveva essere approvata dall’Assemblea. Intanto CDPI affitta i locali a mostre, fiere ed eventi,  per un periodo viene installato un piaino bar che provoca proteste dei residenti per la musica ad alto volume fino a tarda ora nel periodo estivo.

Gli uffici continuano l’iter delle varie autorizzazioni e pareri per il progetto, in particolare per la viabilità, i parcheggi e le problematiche  per il rischio idraulico  della zona, inizialmente classificata R3 nel   PAI (Piano Assetto idrogeologico) e in attesa di deprimetrazione dopo la costruzione del “muretto di sponda” tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio (sintesi da Proposta delibera*).

19 gennaio 2018 Viene trasmessa al Comune da CDP la bozza di Atto d’obbligo e la stima el contributo straordinario* La parte che sarà ceduta al pubblico – “Comparto B” – è aumentata a scapito di quella privata per motivi funzionali di organizzazione dei lavori: sul 27000 mq, che prevede revede un “programma funzionale” in 3 fasi di attuazione: “la fase zero, che prevede il riuso delle strutture esistenti, la fase uno, che realizza il programma fino a 12.000 mq di S.U.L., la fase 2 che prevede il completamento fino a  27.000 mq di S.U.L., fasi che prevedono la  demolizione/sostituzione degli edifici esistenti, anche per realizzare i parcheggi e gli archivi interrati“*.

21 febbraio 2019 Viene sottoscritto l’Atto d’obbligo tra Comune e CDP (prot. QI314) nel quale si stabiliscono le modalità attuative per la progettazione e realizzazione degli spazi pubblici a livello locale, che adesso si prevde di “assoggettare a concorso di progettazione ai sensi dell’art.5 della DAC 54/2015*[la realizzazione, a scomputo, delle urbanizzazioni primarie e secondarie sono comunque a carico di SGR NDR]. Nello specifico Roma Capitale ha concordato che “L’individuazione del progettista a cui a fare affidare la progettazione definitiva dei servizi pubblici di livello con locale [biblioteca casa del quartiere, opere di urbanizzazione secondaria NDR] e della porzione di verde pubblico  prospiciente via del Vignola individuata nella tavola 3.2. C bis, sarà operata da Roma capitale mediante concorso di progettazione svolto a sua cura e spese della medesima …” e che “la realizzazione delle medesime opere sarebbe rimasta a totale carico del soggetto attuatore [CDP]” ; quanto “ ai tempi di attuazione dei comparti privati che necessitano della ultimazione dell’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria [strade, fognature, illuminazione NDR] dell’avvio della procedura di affidamento dell’appalto per le opere di urbanizzazione secondaria scomputo, CDP investimenti sgr  ha precisato che, nel caso in cui la procedura concorsuale a cura e spese dell’amministrazione capitolina non fosse risultata completata la data di approvazione del Programma integrato di intervento, avrebbe proceduto tramite il versamento in contanti dei relativi oneri secondo le modalità indicate nella nell’atto d’obbligo”*

30 aprile 2019 Diretta della trasmissione “Buongiorno Regione (RaiTre) agli Stabilimenti militari di Via Guido Reni,  durante la quale intervengono Marco Sangiorgio, Direttore Generale di CDP sgr, el’Assessore all’urbanistica Luca Montuori, che assicurano che il progetto sta andando avanti. e che a breve la Delibera con il Piano particolareggiato, che secondo Montuori non presenta variazioni rispetto alla prima delibera dell’amministrazione Marino,  dovrebbe essere  portata in Assemblea Capitolina per l’adozione, per poi continuare il suo iter con la raccolta delle osservazioni e l’approvazione del progetto e delle controdeduzioni. Sangiorgio parla di possibile inizio dei lavori nel 2021, ma c’è l’incognita di quale privato acquisterà da CDP l’area e il progetto, e se tale soggetto rispetterà il masterplan selezionato dal concorso del 2014/2015, del vincitore Studio Viganò,  che aveva in parte tenuto conto anche delle indicazioni del tavolo partecipato dei cittadini. Nessuna indicazione viene data da Montuori  invece per la parte a destinazione pubblica dove Ignazio Marino prevedeva una Città  della Scienza,  mentre per la parte dei servizi per il quartiere, oggetto di un progetto partecipato con le associazioni civiche nel 2016/2017, si parla di un concorso per individuare i progettisti per il mettere a punto il progetto esecutivo, che  dovrebbe rispettare  le indicazioni dei cittadini.

Video: Stralcio degli interventi di Montuori Sangiorgi e e Antonio Gagliardi dell’Associazione Progetto Roma Insieme del 30 aprile 2019

Vai  alla diretta completa  di BuongiornoRegione Lazio del 30 aprile 2019 (inizio 3’43”) https://www.rainews.it/tgr/lazio/notiziari/video/2019/04/ContentItem-4a181c7c-b3ee-4c1e-9e46-4571725509a0.html

LA DELIBERA DELLA GIUNTA RAGGI

repubblica via reni 19 ottobre 2019

IL 10 maggio 2019 gli uffici predispongono la nuova Proposta di deliberazione (prot. 49089)

Il 18 (?) ottobre 2019 la Giunta Raggi approva la Proposta con una Decsione di Giunta.

19 ottobre 2019 Su La Repubblica appare un articolo di Paolo Boccacci che comunica l’approvazione della Delibera di Giunta e alcune dichiarazioni dell’assessore Montuori, che resta sul vago per la parte Museo della Scienza, parlando di un  “intervento dedicato alla diffusione della cultura scientifica intorno a cui apriremo una discussione” precisando che si tratta di “capire bene se farne un luogo espositivo qualcosa di più interattivo come si vede in tante città del mondo”. Montuori informa invece  dell’intenzione di istituire un Concorso “Internazionale” (sic) per la parte di servizi al quartiere. La destinazione di “un centro civico di nuova generazione” e della biblioteca viene riferita nell’ambito di un dialogo con la “rete delle biblioteche”, nessun cenno alla proposta avanzata due anni prima dal tavolo aprtecipato dei cittadini.

Alla lettura della nuova Proposta di deliberazione, queste le novità presenti (o assenti):

– Adozione da parte dell’assemblea capitolina del Programma integrato di intervento (27)in variante luogo dell’adozione del Piano di recupero in variante (28)

– lo stralcio dei fabbricati ex SMMEP dalla Carta della qualità elaborato  G1b, anche sulla scorta dei pareri resi dal MIBACT (…) (29)

– l’introduzione di una flessibilità nel mix funzionale delle destinazioni residenziali pari al 20% della SUL  (Superficie Utile Lorda) richiesta da  CDP e giudicata compatibile con la flessibilità del PRG  (…) per consentire la realizzazione di una struttura ricettiva rispondente agli standard dimensionali dei gestori internazionale di alberghi  (10.000 m quadri di SUL  non residenziale riallocata in 3900 mq circa per commerciale  ca 6000 per ricettivo anziché 5000 m  e 5000 mq) . L’albergo previsto avrà un’altezza massima di 32 mt (il più alto degli edifici previsti dal Programma) in  deroga al regolamento edilizio;

– sono previste deroghe agli standard urbanistici con riduzione di quelli relativi ai parcheggi pubblici, al verde  e ai servizi pubblici (si dicono  soddisfatte le dotazioni dei parcheggi pubblici e privati ai sensi delle normative e del PRG, le specifiche si trovano nella Relazione tecnico urbanistica dell’Ufficio)

– il ricorso a una procedura concorsuale (vedi atto d’obbligo)  per individuare il “progettista a cui a fare affidare la progettazione definitiva dei servizi pubblici di livello con locale” cioè la biblioteca e casa del quartiere (opere di urbanizzazione secondaria), a spese di Roma capitale (100.000 euro) che risultano già stanziati nel bilancio comunale(30)

Inoltre:

  • Nella Delibera si sottolinea che il Masterplan del nuovo quartiere, oggetto del concorso internazionale del 2015 “riveste solamente ed esclusivamente natura di documento di indirizzo” e che sarà “necessario con successivo e separato atto, espletare la procedura di evidenza pubblica concorsuale di inziativa di Roma Capitale” per l’area che diventerà pubblica dopo la cessione di CDP sgr.
  • Non sono presenti nella Delibera indicazioni e approfondimenti circostanziati sulla destinazione dell’area Città della Scienza (comparto B): in poche righe vengono solo elencate una serie di generiche funzioni collegate al precedente progetto della “Città della scienza”:”La città della scienza, servizio culturale urbano altamente specializzato, dovrà rappresentare tutti gli aspetti multidimensionali della scienza: logico/filosofico e metodologico, sperimentale, applicativo, storico sociale e svolgere un fondamentale ruolo aggregativo, sia per la comunità scientifica cittadina, offrendo luoghi di confronto e condivisione, spazi  di co-working e laboratori transitori, incubazione di impresa e assistenza, sia per la partecipazione e l’ascolto del territorio, a servizio dei  cittadini e delle strutture scolastiche, come luogo per la formazione-educazione e per l’apprendimento permanente”.Dal punto di vista urbanistico la Delibera si limita a dichiarare che il comparto destinato a “attrezzatura culturale – città della scienza” prevede un “programma funzionale” in 3 fasi di attuazione: “la fase zero, che prevede il riuso delle strutture esistenti, la fase uno, che realizza il programma fino a 12.000 mq di S.U.L., la fase 2 che prevede il completamento fino a  27.000 mq di S.U.L., fasi che prevedono la  demolizione/sostituzione degli edifici esistenti, anche per realizzare i parcheggi e gli archivi interrati
  • Nell’elenco degli elaborati inserito nella Proposta di delibera sono presenti anche gli elaborati che riguardano un progetto preliminare fornito da CDP in seguito al processo partecipativo municipale della primavera 2017: Tav. 6.14 Servizi pubblici di livello locale, centro civico: Padiglione 16Tav. 6.15 Servizi pubblici di livello locale, centro civico: Magazzino 20
  • nell’elenco degli oneri a favore dell’Amministrazione capitolina, è inserito un “contributo straordinario  di urbanizzazione stimato in euro 36.129.000” (importo definitivo da stabilire in seguito) che, viene specificato “...sarà obbligatoriamente  utilizzato per finalità di riqualificazione urbana nello stesso ambito in cui ricade l’intervento, di intesa con il competente municipio da formalizzarsi con successivo provvedimento” ; è anche indicato un “contributo straordinario volontario di euro 6.871.000 da incamerare in denaro, di cui quota parte sarà corrisposto quale obbligazione sostitutiva mediante realizzazione delle opere di sistemazione di via Guido Reni nel tratto prospiciente l’intervento, la cui progettazione sarà inviata successivamente all’adozione del Programma“. (31)

7 novembre 2019 Il Consiglio del II Municipio dà   parere favorevole (solo consultivo) alla delibera, ma con molte osservazioni critiche, in particolare sulla mancata proposta di un progetto articolato –  più  culturale che urbanistico – per lo spazio pubblico della  Città della Scienza e per il rischio di mancata contestualità tra opere pubbliche e private.  I consiglieri Cinque Stelle votano contro,  spiegando la loro contrarietà per la possibilità, da sempre avversata dal Movimento,che  nell’operazione urbanistica vengano portate avanti le edificazioni private lasciando indietro quelle pubbliche, e anche per la mancanza di un progetto chiaro e dettagliato per lo spazio pubblico più rilevante, che questi tre anni  e mezzo di  guida pentastellata della città avrebbero consentito di elaborare un progetto “dal basso” coinvolgendo la cittadinanza e anche gli stessi consiglieri municipali.

8 novembre 2019 La  Commissione Urbanistica capitolina, riunita per la seconda volta  (la prima il 6 novembre) esprime parere favorevole alal Delibera, anche se dopo un lungo dibattito, che ancora una volta ruota intorno  agli stessi punti:  la preoccupazione che si crei una divaricazione tra il completamento delle opere private e quello delle opere pubbliche, che, come ribadito anche dal capogruppo del PD Pelonzi, sono quelle che conferiscono l’interesse pubblico all’operazione, a partire dalla parte destinata alla Città della scienza.  E la stessa Presidente  Iorio e i consiglieri  pentastellati, pur avendo dato parere favorevole,    riconosce  la necessità di un “supplemento di lavoro” della Commissione per  garantire maggiormente  i tempi di realizzazione delle parti pubbliche,  e anche quella di avviare un confronto sul progetto della Città della scienza, annunciando l’intenzione di convocare una riunione congiunta della commissione urbanistica con la commissione cultura, alla presenza dell’assessore alla crescita culturale Bergamo. Nel corso della Commissione, sia l’assessore Montuori che  la Presidente Iorio   assicurano ai membri delle associazioni che le proposte del tavolo partecipativo per i servizi di quartiere  saranno tenute in considerazione e poste come  base del concorso, anche se dalla delibera non risultano indicazioni in questo senso.

GLI SVILUPPI FUTURI

La Proposta di Deliberazione, dopo il voto dell’Assemblea  capitolina (che potrebbe modificare il testo con emendamenti) che costituisce l’adozione della variante al PRG , come previsto dalla legge verrà pubblicata per un periodo durante il quale  i cittadini e tutti i soggetti interessati potranno inviare le proprie osservazioni e opposizioni. Successivamente si avvia la fase delle controdeduzioni con successivi rigetti e accoglimenti delle osservazioni avanzate. Il progetto del Piano passa poi per l’approvazione della Giunta Regionale, dopo di che torna al Comune per l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina.

(ultimo aggiornamento 14 novembre 2019)

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

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* Rispetto al profilo pubblico/privato di CDP, molti hanno sollevato dubbi,  tuttavia a oggi non è stato individuato alcun elemento a sostegno dell’obbligo  per CDP di rispettare  quanto previsto dalle normative per gli enti pubblici,  ad esempio – come nel caso del Progetto Flaminio – delle mopdalità di indizione e gestione dei concorsi pubblici

PER APPROFONDIRE:

SCARICA IL DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE – DPP Progetto-Flaminio-DPP

SCARICA IL PROGETTO VIGANO’ Studio015 Vigano relazione

Scarica la Delibera approvata e gli allegati

 

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Progetto Flaminio: incontro dei cittadini e dei comitati con la giuria e i finalisti-25 marzo 2015

E conferenza stampa successiva con l’Assessore Caudo, il Presidente Gerace e il Direttore Generale di  CDP Investimenti Sgr Marco Sangiorgio (video in calce) > vai al sito Progetto Flaminio

Progetto Flaminio: la lettera dei comitati-24 febbraio 2015

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NOTE SCHEDA

(*1)l’area e gli edifici  non sono (nè sono mai stati) di proprietà del Comune di Roma, ma sono stati  ceduti dal Demanio direttamente  a Cassa Depositi e Prestiti (insieme a molte altre proprietà pubbliche) alla fine del 2013, perchè lo Stato aveve bisogno di   “fare cassa” per  mantenere gli impegni del Patto di Stabilità.

(*2) CDP Sgr, pur esessendo un ente pubblico,  è una società per azioni che si occupa di gestione del risparmio,  che persegue   la sua attività di investimento secondo modalità privatistiche(*), e che in genere  effettua operazioni di mera “valorizzazione”  delle proprietà acquisite, trasformando i beni pubblici   in strutture pressochè totalmente private.

(*3)I costi di realizzazione delle parti  pubbliche – compresa la struttura della Città della Scienza – avrebbero dovuto  essere coperti dal contributo strarordinario versato da CDP, che non può  in ogni caso essere inferiore ai 43.000.000 di euro

(*4) Il progetto del  masterplan del Quartiere della Città della Scienza – e il concorso con cui è stato selezionato – non riguardava gli aspetti  architettonici degli edifici  del nuovo quartiere (la rappresentazione proposta  dal rendering è puramente indicativa), ma, apunto,  il masterplan, che rappresenta un’ipotesi  di distribuzione dei volumi,  degli spazi e delle funzioni nell’area, secondo la suddivisione stabilita dalla Delibera comunale, che prevedeva che,  su una superficie   di circa 51.000 mq, 24000 mq  fossero  destinati a spazi e  funzioni  pubbliche (di cui 14.000 mq alla Città della Scienza e 10.000 mq a strutture per il quartiere) e 27.000 mq a strutture private (su un totale di 72.000 mq di SUL, Superficie Utile Lorda edificata, la parte pubblica è di 28.000 mq, la parte privata di  45.000 mq,  in cui sono compresi 6000 mq di alloggi per housing sociale,  29.000 mq di residenziale, 5000 mq di ricettivo – un albergo – , 5000 mq di piccole e medie strutture di vendita).

(*5) A partire dal gennaio 2014 si è costituito un tavolo partecipato che ha messo a punto delle “Linee Guida del Masterplan” consegnate nel luglio 2014 che sono  state inserite nei materiali  del concorso. L’interlocuzione delle associazioni e dei comitati del tavolo sono proseguiti  anche durante i lavori della commissione esaminatrice e successivamente con lo Studio Viganò, vincitore del concorso (anche se con risultati complessivi   che alcuni hanno giudicato troppo esigui se non inesistenti)

(*6) Dopo la fine della consiliatura Marino, nel dicembre  2015 lo Studio Viganò  ha consegnato al Dipartimento Urbanistica   il Piano di Recupero (gli elaborati tecnici necessari per l’approvazione), che avrebbe dovuto essere votato  dall’Assemblea Capitolina, dopo essere stato oggetto di istruttoria da parte degli uffici comunali. Tuttavia ci risulta che nel periodo di commissariamento l’iter si sia fermato, fino al settembre 2016, quando l’istruttoria  è stata avviata  dalla nuova amministrazione.

(*7)Sul sito  del Dipartimento Urbanistica sono presenti gli elaborati (e i documenti relativi anche agli incontri e ai materiali del tavolo partecipato) fino all’ottobre 2015. Nonostante le ripetute richieste dei comitati sia al Commissario Tronca, sia ai successivi Assessori Berdini e Montuori,  non sono stati resi pubblici  gli elaborati consegnati a fine 2015 nè i documenti successivi.

NOTE CRONOLOGIA

(1) (dalla proposta 84) scarica la proposta-rc-2013-22497-guido-reni :l’area del complesso dell’ex SMMEP allo stato attuale si estende su di una superficie territoriale di 55.480 mq., su cui insistono fabbricati per una volumetria totale di 267.003 mc. con edifici di altezza variabile da 1 a 4 piani, disposti parallelamente ed ortogonalmente all’asse di Via Guido Reni

(2) come la Scuola di polizia, la caserma PS che ospita il “113”e altre strutture militari ancora in uso alla Difesa

(3) le altre caserme della Capitale sono invece ancora di proprietà e in uso alla Difesa, tranne Papareschi,  ceduta alla Corte dei Conti. Ma in seguito saranno  siglati altri  protocolli  tra Difesa e Demanio per la trasformazione di altre quattro caserme: la Ruffo sulla Tiburtina, la Donato al Trullo, quella su viale Angelico e la caserma Ulivelli”. A cui si aggiungono Forte Boccea e l’ex magazzino dell’aeronautica al porto Fluviale. Vedi l’articolo di Roma Today del 28 luglio 2014 Urbanistica, al Comune sei caserme da valorizzare: pronto un protocollo con Difesa e Demanio

(4) Sulla  delibera di Alemanno, la n.8 del 28/29 ottobre 2010, che aveva previsto una colata dì cemento sulle quindici caserme , scarica Piano alienazioni immobili militari Deliberazione-dellAssemblea-Capitolina-n.-8-del-28-29-ottobre-2010

Questo il voto dei consiglieri:

Voto deliberazione alienazione edifici militari 28 ottobre 2010

(5) (dalla proposta 84)  “Il 12 novembre 2013 il Ministro dell’Economia e delle Finanze comunicava al Sindaco di Roma Capitale la possibilità di attivare le procedure di dismissione secondo le modalità previste dall’art. 11 quinquies del Decreto Legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 relativamente agli immobili di Via Guido Reni e dell’ex Palazzo degli esami di Via Induno. E che l’operazione vede come parte acquirente Cassa Depositi e Prestiti”

(6) (dalla proposta 84) “ in incontri successivi, svoltisi il 13, 14 e 15 novembre 2013 presso l’Agenzia del Demanio con la partecipazione dell’Assessorato alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale e di Cassa Depositi e Prestiti investimenti SGR, si definivano gli scenari di trasformazione edilizia e urbanistica per gli immobili in questione che prevedevano per l’immobile di Via Guido Reni la possibilità di predisporre un piano di valorizzazione per una superficie utile lorda di 72.000 mq. così suddivisi: 29.000 mq. di residenziale libero, 6.000 mq. di residenziale di alloggi sociali, 5.000 mq. di commerciale e 5.000 mq. di ricettivo. I restanti 27.000 mq. destinati alla Città della Scienza; Che tali scenari venivano comunicati da Roma Capitale con nota n. 76158 del 16 novembre 2013 al Ministro dell’Economia e delle Finanze; Che in data 9 dicembre 2013 l’Agenzia del Demanio ha manifestato a Roma Capitale (prot. n. 119871) la piena condivisione degli scenari di trasformazione edilizia ed urbanistica prospettati da Roma Capitale e definiti in sede di concertazione istituzionale e invitava l’Amministrazione Capitolina ad avviare le conseguenti e necessarie procedure amministrative per addivenire all’approvazione di una variante alla pianificazione urbanistica vigente, auspicandone l’avvio del processo di formazione, con una prima sessione deliberativa, entro la conclusione del corrente anno 2013;

(7) Si veda sul sito dedicato le destinazioni riservate agli altri immobili di altre regioni d’Italia, nella stragrande maggioranza dei casi residenziali e  ricettive http://www.cdpisgr.it/valorizzazione-immobili-pubblici/immobili-in-portafoglio/index.html

(8)  SULLA VARIANTE AL PRG (dalla proposta 84): la suddetta area dell’ex SMMEP conserva l’impianto originario delineato nel Piano Regolatore del 1909 e negli elaborati prescrittivi Sistemi e regole 1:5.000 e 1:10.000 del PRG vigente è classificata con la destinazione urbanistica “Sistema insediativo – Città Storica – Edifici Complessi Speciali – Grandi attrezzature ed impianti post unitari; Che la suddetta area dell’ex SMMEP è individuata nell’elaborato gestionale G1 Carta per la Qualità di PRG vigente, esclusivamente nella famiglia Edifici con Tipologia Edilizia Speciale ad impianto seriale – Caserma (CA), e nella famiglia Morfologie degli Impianti Urbani classificato come Morfologie degli impianti urbani dell’espansione otto novecentesca, Impianti con progetto unitario e disegno urbano a struttura geometrica regolare; Che, sempre nel PRG vigente, l’area è individuata nell’elaborato indicativo l7, denominato: Ambito di Programmazione strategica Flaminio-Fori-Eur; Che nella considerazione delle peculiarità definite dal PRG vigente per gli “Ambiti di programmazione strategica” essi individuano tutte quelle aree/ambiti strutturanti che nel tempo hanno marcato lo sviluppo della città ed i suoi piani di trasformazione e, pertanto, sono ritenuti strategici per la possibile attivazione di dinamiche trasformative; Che, secondo il PRG vigente, in tali ambiti, viene data una particolare rilevanza ad una serie di trasformazioni da definirsi con progetti mirati, identificati come “Ambiti di valorizzazione” finalizzati ad assumere un ruolo centrale di promozione dello sviluppo; Che la classificazione degli “Ambiti di valorizzazione” riguarda luoghi che sono caratterizzati dalla presenza di edifici e manufatti non più utilizzati e riconvertibili a nuovi usi o che presentano fenomeni evidenti di degrado fisico e funzionale; Che tali “Ambiti di valorizzazione” per i contesti in cui sono collocati e per il loro valore posizionale, costituiscono rilevanti occasioni di riqualificazione a scala locale e urbana, sia attraverso un innalzamento della qualità morfologica, sia attraverso l’inserimento di funzioni strategiche; Che, in particolare, gli Ambiti di valorizzazione di tipo C, giusto art. 43 comma 2 lett. c) delle NTA, sono “ … costituiti da aree dismesse e insediamenti prevalentemente non residenziali, caratterizzati dalla decadenza dell’uso originario o dalla incongruenza tra gli usi attuali e quelli auspicabili e comunque compatibili con le caratteristiche storiche, fisiche e socio-economiche della Città Storica, alla scala locale e a quella urbana, nei quali si opererà con progetti di completamento/trasformazione finalizzati al raggiungimento di nuove condizioni di qualità morfologico-ambientale e di complessità funzionale, attraverso la localizzazione di funzioni residenziali e non residenziali e di nuovi spazi pubblici”; Che l’intervento di trasformazione dell’ex SMMEP di Via Guido Reni è finalizzato a generare spazio pubblico ed a consentire la realizzazione di funzioni a servizio della città e delle sue prospettive internazionali facendosi carico delle esigenze di prossimità degli abitanti; Che tra gli obiettivi dell’intervento vi è quello di realizzare “un nuovo impianto urbano identificato come cerniera funzionale dei diversi caratteri dei luoghi: culturale, ricettivo, ricreativo, turistico e residenziale. Tutte le nuove funzioni previste devono essere inserite in spazi progettati, in modo organico, con uno sviluppo che parta dalla valorizzazione dello spazio aperto, qualificato nella configurazione architettonica e del verde”; Che, pertanto, sulla base di quanto precede, è stata elaborata una specifica variante al PRG vigente con l’attribuzione della seguente destinazione: “Ambito di Valorizzazione della Città Storica C/15 – Stabilimento militare materiali elettrici di precisione” (come meglio descritta dagli  elaborati parte integrante del provvedimento)

(9) Si veda la pagina del Dipartimento Urbanistica http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza.html, la presentazione dell’Assessore Caudo del 28 gennaio 2013 e le relative slides scaricate dal sito del Dip. Urbanistica https://cittadinanzattivaflaminio.wordpress.com/progettoflaminio/casermadiviareni/ex-caserma-discorso-caudo-28-gennaio/presentazione-progetto-ex-caserme-le-slides/

(10) 8 aprile 2014 Servizi e funzioni pubbliche, 17 aprile “Mobilità”, 29 maggio “Città della Scienza”> vai alla pagina del Dipartimento urbanistica con tutti gli interventi http://www.urbanistica.comune.roma.it/partec-quart-scienza/incontro-mobilita.html

(11) Amate l’Architettura – Amici dell’Auditorium – Amuse – Associaione Cittadini Flaminio – Associazione Culturale Gropius – Cittadinanzattiva Flaminio – Cittadini Utenti Comitato Attivo Flaminio – Consumatori Utenti di Roma – Cromas Flaminio – Flaminio Beni Comuni – Italia Nostra Roma – Movimento Cittadino Flaminio Parioli Villaggio Olimpico – Progetto Roma Insieme – SAP Silvicoltura Agricoltura Paesaggio – Seniores Italia – Villaggio dei Bambini – Villaggio Olimpico 1960

(12) Scarica la delibera deliberazione Municipio II Ex caserme 11 febbraio 2014

(13) (dalla proposta 84) [L’Assemblea Capitolina delibera]

(…)

  1. di adottare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 comma 9 della legge 17 agosto 1942 n. 1150 e ss.mm.ii. così come meglio descritto negli elaborati allegati, la variante al PRG consistente nella:
    1. a)  modifica della destinazione impressa dal PRG all’ex Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione in Via Guido Reni, da “Grandi attrezzature ed impianti post unitari – Edifici Complessi Speciali della Città Storica” a “Ambiti di valorizzazione della Città storica”;
    2. b)  modifica dell’“Appendice 1 alle Norme Tecniche di Attuazione Schede degli ambiti di valorizzazione” con l’introduzione della Scheda “Ambito di valorizzazione C/15 – Stabilimento militare materiali elettrici di precisione – Via Guido Reni”, di cui alla pagina 4 del documento al punto 2) degli Allegati;
    3. c)  modifica dell’art. 43 delle NTA del PRG, comma 5, lettera c), secondo quanto sotto indicato:

“Ambiti di valorizzazione di tipo C (da C1 a C15)

  • -  Grandezze urbanistiche:
  • -  S.U.L. realizzabile: S.U.L. o SUV dell’edilizia esistente, salvo l’Ambito C/15, dotato di Scheda in Appendice 1, per il quale valgono le indicazioni in essa contenute e non si applicano le disposizioni dei successivi commi 6-7-8-9;
  • -  Mix funzionale, salvo l’Ambito C/15, dotato di Scheda in Appendice 1, per il quale valgono le indicazioni in essa contenute e non si applicano le disposizioni dei successivi commi 6-7-8-9;
  • -  Abitative: minimo 20% S.U.L.;
  • -  Commerciali, Servizi, Turistico-Ricettive: minimo 50% S.U.L.;
  • -  Produttive: 10% S.U.L.;
  • -  Quota flessibile: 20% S.U.L.;
  • Destinazione escluse: “commercio all’ingrosso” “depositi e magazzini”;
  • Categorie d’intervento ammesse: MO, MS, RC, RE, DR, RU.”;

(14) Si veda ad esempio http://www.romatoday.it/politica/citta-scienza-dubbi-antonio-stampete.html“Città della Scienza come la Nuvola di Fuksas? Manca il piano finanziario”

(15) ACCORDO DI PROGRAMMA con i privati.  L’accordo di programma è uno strumento atto a coordinare l’azione di più Enti pubblici per realizzare opere, programmi o interventi pubblici o privati di rilevante interesse e complessità, utilizzando procedure semplificate. Gli enti pubblici locali possono concludere anche accordi con i privati per assumere proposte e progetti di interesse per la comunità. In questo caso, questi costituiscono parte dello strumento di pianificazione e pertanto ne determinano previsioni ed effetti solo all’atto dell’approvazione dello stesso strumento. In teoria l’interesse pubblico dovrebbe essere sempre presente e prevalente (da http://www.celestini.it)

(16) PRINT (Programma Integrato): L’Art. 14 delle norme Tecniche di Attuazione (NTA) Stabilisce che “Il Programma integrato ha la finalità di sollecitare, coordinare e integrare soggetti, finanziamenti, interventi pubblici e privati, diretti e indiretti. Il Programma integrato prevede, di norma, incentivi di tipo urbanistico volti a favorire l’integrazione degli interventi, la qualità urbana e ambientale, e il finanziamento privato di opere pubbliche. Il Programma integrato è di iniziativa pubblica, fatto salvo l’intervento sostitutivo dei proprietari . . .”.
In altri termini il PRG introduce incentivi (in genere premi di edificabilità e/o possibilità di destinazioni d’uso più remunerative) purché il soggetto privato proponente che risponde al bando con proprie proposte di intervento, contribuisca alla realizzazione di opere pubbliche attraverso il “contributo straordinario”. Inoltre, pur dichiarando che i Programmi integrati sono di iniziativa pubblica, il PRG stabilisce che se il Comune non assume l’iniziativa questa può essere assunta dai proprietari privati che rappresentino la maggioranza assoluta (invece del 75 % del Comparto urbanistico previsto dai Piani attuativi tradizionali) del valore catastale degli immobili interessati dal programma.

(17) Repubblica 3 luglio 2014 Stop al “sogno urbanistico” della Città della Scienza GIOVANNA VITALE

(18)Repubblica 4 luglio 2014 “Per la Città della Scienza ora si approvi il progetto” di Paolo Boccacci

(19) “Alla procedura aperta alla partecipazione e controllata attivamente dall’opinione dei cittadini si preferisce tornare ai metodi di sempre: accordi di programma, piuttosto che concorsi, progetti integrati (PRINT, vale a dire trattative dirette tra amministratori e imprenditori), piuttosto che garanzie di interesse pubblico tramite classiche procedure di piano. Si preferisce insomma la presunta scorciatoia dell’accordo di programma col privato piuttosto che l’impegno a mantener fede alle garanzie offerte al pubblico?” da Ex caserme di via Reni: si torna ai metodi di sempre?”Vieri Quilici, Architetto e docente Roma 3, Cittadinanzattiva Flaminio

(20) Ex caserme: le associazioni chiedono che venga votata subito la delibera
Pubblicato il luglio 16, 2014

Le nostre associazioni, che hanno partecipato al tavolo di lavoro condiviso con l’Assessorato alla Trasformazione Urbana, il II° Municipio e gli incaricati di Risorse per Roma, per l’elaborazione delle linee guida del progetto, in questi giorni hanno sottoscritto un documento comune che raccoglie le numerose e dettagliate proposte emerse e anche alcune obiezioni, come è normale nella dialettica amministrazione/cittadini.
Di fronte alle impreviste difficoltà che si stanno addensando sull’iter della delibera, teniamo a sottolineare la nostra totale adesione alla linea perseguita finora perseguita dall’Assessorato e al percorso a cui con impegno, creatività e convinzione abbiamo dato e continueremo a dare il nostro contributo, consapevoli di essere diventati protagonisti di una procedura che per Roma si può considerare straordinaria, basata sulla partecipazione dei cittadini alle scelte da compiere e su un concorso internazionale a garanzia della ricerca dell’eccellenza e delle regole uguali per tutti.
Chiediamo quindi che i consiglieri capitolini mettano subito al voto e approvino la delibera, oppure che si prendano le proprie responsabilità davanti alla città, che giudicherà se hanno perseguito quegli obiettivi che, magari con visioni differenti, tutti condividiamo:
-restituire l’area degli ex stabilimenti militari al quartiere e a Roma,
-realizzare opere pubbliche che apportino un effettivo vantaggio alla collettività,
-vigilare perché le opere private siano compatibili e sostenibili per quelli che vivono e lavorano al Flaminio/Villaggio Olimpico.
Soprattutto fare in modo che tutto ciò sia raggiunto con la partecipazione attiva dei cittadini, e con regole certe e operazioni alla luce del sole

Amate l’Architettura – Amuse – Cittadinanzattiva Flaminio – Italia Nostra Roma – Movimento Cittadino Flaminio Parioli Villaggio Olimpico – Seniores Italia – Villaggio Olimpico 1960 – Villaggio dei bambini – Cromas Flalminio – Carteinregola

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(21)I PUNTI IN DISCUSSIONE _ SINTESI AGOSTO 2014

I PUNTI  IN DISCUSSIONE- agosto 2014

I punti su cui si concentrano le critiche o le perplessità riguardano alcuni aspetti che l’Assessore Caudo chiarisce poi in varie occasioni, come  l’incontro con le associazioni del tavolo partecipato che si svolge il 15 luglio,  e la Commissione  Urbanistica del II Municipio che si tiene il 23 luglio.

LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA DEL PROGETTO

L’assessore ha sottolineato la grande opportunità  che per la prima volta viene data  alla Capitale: acquisire un’area statale senza nessun esborso (a1): l’unico precedente di cessione di un edificio militare dallo Stato al Comune è  quello della caserma Sepe  all’Esquilino, una quindicina di anni fa, per il quale però  il Comune ha dovuto corrispondere  il valore di mercato dello stabile al Ministero della Difesa.

In questo caso invece tutta l’operazione non costerà alla città neanche un euro:  la proprietà di circa metà del terreno passa al Comune, e il costo della costruzione  degli edifici pubblici sarà finanziata dal contributo straordinario. Tale contributo è costituito dalla cifra che ogni privato versa  per una trasformazione urbanistica (a2), e proprio la nuova amministrazione, con una delibera,  recentemente ha fissato i criteri di calcolo  in modo da renderli oggettivi e trasparenti (a3). La cifra esatta  che Cassa Depositi e prestiti dovrà versare  sarà calcolabile solo sulle cubature previste dal progetto definitivo, che verrà elaborato dopo il concorso per il masterplan. Tuttavia, secondo le previsioni del Dipartimento all’Urbanistica e di Cassa Depositi e Prestiti  – che tra l’altro, come soggetto “privato”,  investe solo nelle operazioni  che ritiene convenienti -,  l’importo minimo dovrebbe aggirarsi intorno ai  43 milioni di euro, a cui  si sommano i contributi di urbanizzazione. L’assessore tiene a sottolineare che gli obblighi che assumerà Cassa Depositi e Prestiti, in caso di subentro di un altro soggetto, dovranno essere sottoscritti anche dal subentrante, e che lo Schema di Convenzione tra Roma Capitale e Cassa Depositi e Prestiti sarà redatto all’insegna della trasparenza, e sottoposto preliminarmente ai comitati del tavolo partecipativo.
E che in ogni caso, se per qualunque motivo il Comune  dovesse rinunciare a realizzare  il Museo della scienza, le risorse del contributo straordinario saranno obbligatoriamente  investite nel quartiere.

LA CITTA’ DELLA SCIENZA

L‘assessore risponde  anche   a chi gli chiede se il progetto della Città della Scienza e il Museo non rischino  di diventare un costo per la città, nel caso che i circa 43 milioni di Cassa Depositi e Prestiti si rivelassero  insufficienti. Per   Caudo i fondi  per la costruzione  dell’edificio ci sono (a4). Per l’allestimento interno del Museo è prevista una superficie di  9000 mq espositivi, la stessa quantità, ad esempio, del Museo della Scienza di Trento, dove accanto alle cubature destinate all’esposizione, sono presenti  molte cubature dedicate a uffici, ricettivo etc.(a5)

Per i costi di allestimento della parte museale (a6) l’assessore prefigura varie possibilità progettuali, anche in sinergia con altri soggetti che potrebbero intervenire nella realizzazione degli altri  18000 mq che sarebbero dedicati a laboratori e centri ricerche, come ad esempio  il CNR.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO DEL NUOVO QUARTIERE, PUBBLICO E PRIVATO

Dopo il concorso per il masterplan i vari “pezzi” del nuovo quartiere  potranno essere affidati a progettisti diversi. L’assessore ricorda che la costruzione degli  edifici privati  rientra in un’operazione immobiliare,  è che è quindi  nell’interesse di  Cassa Depositi e Prestiti realizzare edifici di alta qualità  per ottenere il massimo rendimento. E precisa che  le  opere pubbliche  non saranno “ a scomputo”, cioè non sarà l’operatore privato titolare degli altri interventi a realizzarle, ma sarà il Comune stesso, con procedure di evidenza pubblica (Cassa Depositi e Prestiti verserà il corrispettivo  direttamente a Roma Capitale). In ogni caso ogni “pezzo”  – pubblico o privato – progettato dovrà essere coerente con il masterplan.

I TEMPI E LE PROCEDURE ALTERNATIVE

L’assessore ha spiegato che la scelta  della   variante al PRG  come strumento per l’avvio di tutto il percorso è stata valutata proprio in base alla necessità di portare avanti la procedura nei tempi più brevi possibile,  anche perché  l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti del  17 dicembre  aveva tempi di ratifica molto stretti (entro la fine del 2013) , e la delibera di variante  dava le garanzie necessarie (dentro la delibera  è stato già “messo dentro” tutto il  “contenuto pubblico”(a7).

Al contrario, le  alternative ventilate in questi ultimi giorni, come l’Accordo di Programma, potrebbero non garantire  la medesima celerità procedurale;  gli stessi uffici del Dipartimento hanno avuto modo di verificare che tutti gli accordi di programma fatti in passato a Roma  non hanno snellito i passaggi burocratici né accelerato i tempi di realizzazione delle opere (a8):  valga  per tutti l’esempio dell’ex Poligrafico dello Stato di  Piazza Verdi, oggetto di un  accordo di programma fin dal 2002, che a distanza di 12 anni è ancora in alto mare (a9)

GLI STEP

Il problema, per l’assessore non è lo strumento, ma la condivisione politica. Ed effettivamente  i comitati si sono chiesti come mai  siano passati – invano – sei mesi, dato che  la delibera poteva andare in assemblea già a marzo, chiedendo a questo punto quali siano i passaggi e i relativi tempi.

L’assessore ha dichiarato che  dopo l’ approvazione in assemblea, la delibera dovrà  essere pubblicata per raccogliere le osservazioni dei cittadini; poi, con le controdeduzioni dell’amministrazione alle osservazioni pervenute,  dovrà tornare all’ Assemblea, che approverà il masterplan definitivo. Quindi la Delibera dovrà essere sottoposta alla Regione, e  proprio per accelerare i tempi,  l’assessore intende proporre  alla Regione una conferenza di copianificazione Regione/Comune (è una pratica che i due enti stanno già applicando sui cosiddetti “Toponimi”). Se tutto va bene,  a maggio del 2015 il masterplan dovrebbe essere definitivamente approvato.

Sollecitato a esprimersi sulle alternative ventilate, Caudo ha detto chiaramente che introdurre ora uno strumento come l’accordo di programma vorrebbe dire essere obbligati a predisporre subito  un progetto, uccidendo tutto il percorso fatto finora e il concorso internazionale.

Assicurando però che  proseguire con la variante non esclude che si possano fare modifiche anche al momento dell’approvazione in Aula: lo stesso assessore ha proposto degli emendamenti da presentare subito, come quello  che  fissa un minimo per il contributo straordinario che dovrà essere versato da Cassa Depositi e Prestiti (43 milioni), fermo restando che altre modifiche ed emendamenti potranno sempre essere introdotti nel corso dei passaggi approvativi successivi.

L’importante per Caudo  è non permettere  che il progetto si areni o si trasformi in una cosa diversa: portare fino in fondo e con i  tempi giusti la procedura  sarebbe senz’altro un segnale positivo e incoraggiante per la Difesa, che potrebbe concedere al Comune altri immobili di sua proprietà, come le altre ex caserme, permettendo di  ripetere in altri quartieri l’esperienza “apripista”  che si va mettendo a punto al Flaminio. Come di fatto sta accadendo…(a10)

(a1) I Nonostante  quello che pensano molti cittadini,  le proprietà di enti pubblici diversi possono “passare” da un’amministrazione all’altra solo in seguito a precisi accordi economici, come quelli che intercorrono tra privati.

(a2) Il “contributo straordinario di urbanizzazione» è previsto dal Prg di Roma come onere, «a carico del soggetto attuatore», fissato nella misura massima del 66% «del maggior valore immobiliare conseguibile a fronte di rilevanti valorizzazioni generate dallo strumento urbanistico generale», e destinato alla realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale nel territorio interessato dagli interventi.

(a3) Sole24ore 19 marzo 2014 Rigenerazione urbana, Roma fa chiarezza sugli oneri a carico dei promotori privati Approvata dalla giunta la regolamentazione dell’onere da applicare alle operazioni di rigenerazione urbana. L’assessore all’Urbanistica, Gianni Caudo: «Ora è possibile applicare la norma in modo univoco» – I costruttori: «Finalmente si comincia a fare chiarezza»http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/citta/2014-03-18/rigenerazione-urbana-roma-chiarezza-202733.php?uuid=AbtDQEVJ

(a4) Calcolando,  per  27000 mq di SUL (Superficie Utile Lorda), un costo di costruzione di circa  1600 euro mq, si raggiunge appunto una cifra intorno ai 43 milioni di euro (43.200.000)

(a5) Museo della Scienza di Trento Presentazione Museo della Scienza di Trento  http://www.muse.it/it/Pagine/default.aspx scarica la presentazione

(a6) Il progetto scientifico del Museo è  affidato  aun gruppo coordinato da Paco Lanciano, già vincitore di un concorso indetto qualche anno fa per la realizzazione del Museo della Scienza della Città di Roma

(a7) scarica la Deliberaproposta-rc-2013-22497-guido-reni

(a8) si veda l’elenco degli accordi di programma sulla pagina del sito del dipartimento http://www.urbanistica.comune.roma.it/uo-conso-accordi.html

(a9) si veda l’articolo del  tempo del 2005 PIAZZA Verdi, non più sede del Poligrafico e della Zecca dello stato http://www.iltempo.it/2005/10/07/di-susanna-novelli-piazza-verdi-non-pi-ugrave-sede-del-poligrafico-e-della-zecca-dello-1.1052330

(a10) Roma Today 28 luglio 2014 Urbanistica, al Comune sei caserme da valorizzare: pronto un protocollo con Difesa e DemanioLa giunta capitolina ha approvato la delibera che contiene lo schema di protocollo che verrà firmato il prossimo 7 agosto. Soddisfatto l’assessore Caudo: “Con Guido Reni fanno sette, svolta epocale”http://www.romatoday.it/politica/caserme-comune-roma-valorizzazione.html

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(22) DACDelib. N 54 del 06.08.2014

(23) Le immagini e il testo del progetto sono  presi dalla sezione “press” del sito Progetto Flaminio > VAI ALLA PAGINA CON GLI ALTRI PROGETTI- Progetto Città della Scienza: ha vinto lo studio Viganò 

(24) http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/xhtml/sed0540/leg.17.sed0540.allegato_b.html#si.4-11519

(25) vedi Carteinregola”L’on. Marroni contro il Progetto Flaminio

vedi anche unfilorosso La Città della scienza, l’archeologia industriale e l’on. Marroni

 (26) e continuavamo con un estratto preso dall’intervento dell’ex Assessore GioVanni Caudo:  Avendo chiarito l’assetto unitario di tutta l’area, in seguito possono essere redatti progetti singoli di architettura, nella parte residenziale anche da parte di più progettisti, nella parte pubblica invece si potrebbe  dare l’incarico a chi ha vinto il concorso per il masterplan,I  diversi progetti di architettura possono essere fatti da soggetti diversi, purchè si attengano alla definizione del masterplan.

Mettiamo in calce il testo ricavato dal video di un intervento dell’Assessore Caudo  sui prossimi “steps” a margine di una  conferenza che si è tenuta al MAXXI  l’11 giugno 2015 per presentare il progetto, questa volta cittadino “IN TOTO – ROMA 2025″

Domanda: Assessore, a che punto è il progetto della Città della Scienza e delle ex caserme di Via Guido Reni?

Assessore Caudo: Martedì prossimo si concluderanno i laboratori di partecipazione con gli abitanti del Flaminio, tra l’altro mi è arrivato uno schema  che è lo schema grafico finale, che rappresenta i contributi che sono stati dati, che mi è sembrato particolarmente significativo come esito. Avevamo detto che avremmo indetto un concorso sul lavoro fatto insieme agli abitanti, e questo documento con i “desiderata” sarà allegato al bando di progettazione.  Sul bando  c’è un impegno con  Cassa Depositi e Prestiti  [che ha ottenuto l’area dal Demanio qualche mese fa ndr]: proprio lunedì prossimo abbiamo la riunione con il direttore per siglare il testo  che contiene le modalità con cui si svolgerà il concorso… “chi paga le cose”… e paga Cassa depositi e prestiti, il rimborso spese ai gruppi che verranno selezionato è a carico di Cassa depositi e prestiti. In quell’accordo si fa riferimento al progetto che oggi abbiamo presentato con il Maxxi, che farà parte della giuria ci assisterà nella stesura del bando vero e proprio. Il concorso non è un concorso in cui “lanciamo la bottiglia nel mare e poi vediamo che succede”, noi selezioneremo , un numero limitato, 6 gruppi probabilmente,  e questi gruppi verranno chiamati a fare delle sessioni di lavoro anche tematiche nell’ambito di 90 /120 giorni che daremo di tempo per il progetto,  in modo tale che il percorso di progettazione sia conosciuto e sia guidato sulle tematiche che di volta in volta verranno presentate. Ci sarà anche la possibilità di reincotrare il gruppo dell’assemblea dei partecipanti che ha redatto questo documento [il laboratorio dei comitati ndr], quindi il percorso del concorso sarà assistito e poi alla fine i progettisti consegneranno una proposta unitaria sull’area, un masterplan, che comprenderà la parte pubblica e la parte privata, il contenitore (non il progetto) della Città della scienza, e  nella selezione sarà individuato il progettista che poi farà il master plan vero e proprio, con cui si conclude la parte urbanistica.  L’approvazione definitiva del masterplan costituirà l’esito finale.

A quel punto è previsto, nell’accordo con Cassa Depositi e Prestiti, avendo chiarito l’assetto unitario di tutta l’area, che poi  possano essere redatti progetti singoli di architettura, nella parte residenziale anche da parte di più progettisti, nella parte pubblica invece potremmo decidere di dare l’incarico a chi ha vinto il [concorso per] il masterplan, siamo liberi di procedere, un po’  – necessariamente –  insieme a Cassa Depositi, ma anche separatemente.

Il modello è alla francese, una volta arrivati al masterplan,  i diversi progetti di architettura possono essere fatti da soggetti diversi, purchè si attengano alla definizione del masterplan. Questo lo stato dell’arte. Prima dell’estate dovremmo riuscire a pubblicare il bando vero e proprio, per avere entro l’anno la definizione del masterplan

(27) Il 30 dicembre  2016 viene redatto il verbale conclusivo  della CdS in cui si introduce il ricorso alla procedura del Programma Integrato di Intervento (PII) (*)quale “più idoneo strumento urbanistico esecutivo particolareggiato per l’attuazione degli interventi di riqualificazione del tessuto edilizio, urbanistico ed ambientale in variante del PRG dell’ex SMMEP, in luogo dell’adozione del “Piano di recupero (**) in variante”  (previsto dalla Delibera 54/2014). L’immobile assume la destinazione di un nuovo “Ambito di valorizzazione B19″ della Città Storica, disciplinato dall’art. 43 delle  NTA  del PRG“*.  Il motivo è in particolare è che “Il programma integrato di intervento ai sensi della normativa regionale 22 1997 a valere quale piano attuativo dello strumento urbanistico generale, consiste in un progetto operativo complesso, con rilevante valenza urbanistica ed edilizia, caratterizzato dalla presenza di pluralità di funzioni, dall’integrazione di diverse tipologie, ivi comprese le opere di urbanizzazione e le infrastrutture necessarie per assicurare la completezza e la piena funzionalità dell’intervento stesso, ed a dimensioni tali da incidere sulla riorganizzazione del tessuto urbano interessando immobili e aree con destinazioni produttive o terziarie dismesse, parzialmente utilizzati o degradate, ma con una forte capacità di polarizzazione urbana”*; “La deliberazione 54/2014…ha, tra le premesse, individuato la necessità di “imprimere all’area ex stabilimenti una diversa destinazione urbanistica in quanto quello attuale risulta incompatibile con il nuovo impianto urbanistico e limitativa delle potenzialità dell’area”, senza tuttavia provvedere a tale nuova definizione; di conseguenza, per il complesso immobiliare di che trattasi, con la variante oggetto del presente provvedimento si prevede la variazione della destinazione urbanistica da “Sistema insediativo – città storica  – edifici complessi speciali – grandi attrezzature ed impianti post unitari (C3)” ad “Ambito di valorizzazione  B 19″ della città storica sito in via Guido reni per il quale valgono le indicazioni derivate dalla data 54 2014 come meglio descritto nella relazione tecnica urbanistica d’Ufficio“*

(*) NORME IN MATERIA DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA, EDILIZIA ED AMBIENTALE DEL TERRITORIO DELLA REGIONENumero della legge: 22 Data: 26 giugno 1997Numero BUR: 19 Data BUR: 10/07/1997http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=1420&sv=storico

(**)  il Piano di Recupero Piano di Recupero ai sensi degli artt. 27 e 28 della L. n. 457/1978 Legge 5 agosto 1978, n. 457 Norme per l’edilizia residenziale https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1978_0457.htm Art. 27. Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente Art. 28. Piani per il recupero del patrimonio edilizio esistente

(27) vedi NORME IN MATERIA DI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA, EDILIZIA ED AMBIENTALE DEL TERRITORIO DELLA REGIONENumero della legge: 22 Data: 26 giugno 1997Numero BUR: 19 Data BUR: 10/07/1997http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=1420&sv=storico

La legge disciplina,… la formazione e la realizzazione di programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale finalizzati ad una piu’ razionale utilizzazione e riorganizzazione del territorio della Regione, ed in particolare del patrimonio edilizio e delle infrastrutture in esso presenti.
Il programma integrato, disciplinato dalla presente legge, costituisce piano attuativo dello strumento urbanistico generale.

(28)Legge 5 agosto 1978, n. 457 Norme per l’edilizia residenziale https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1978_0457.htm

Art. 27. Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente

1. I comuni individuano, nell’ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone ove, per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. Dette zone possono comprendere singoli immobili, complessi edilizi, isolati ed aree, nonché edifici da destinare ad attrezzature.

2. Le zone sono individuate in sede di formazione dello strumento urbanistico generale ovvero, per i comuni che, alla data di entrata in vigore della presente legge ne sono dotati, con deliberazione del consiglio comunale [sottoposta al controllo di cui all’art. 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62] (controllo soppresso dalla legge n. 127 del 1997).

3, Nell’ambito delle zone, con la deliberazione di cui al precedente comma o successivamente con le stesse modalità di approvazione, possono essere individuati gli immobili, i complessi edilizi, gli isolati e le aree per i quali il rilascio della concessione è subordinato alla formazione dei piani di recupero di cui al successivo art. 28.

4. Per le aree e gli immobili non assoggettati al piano di recupero e comunque non compresi in questo, si attuano gli interventi edilizi che non siano in contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici generali. Ove gli strumenti urbanistici generali subordinino il rilascio della concessione alla formazione degli strumenti attuativi, ovvero nell’ambito delle zone destinate a servizi i cui vincoli risultano scaduti, sono sempre consentiti, in attesa di tali strumenti urbanistici attuativi, gli interventi previsti dalle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell’art. 31 che riguardino singole unità immobiliari o parti di esse. Inoltre sono consentiti gli interventi di cui alla lettera d) del primo comma dell’art. 31 che riguardino globalmente uno o più edifici anche se modifichino fino al 25 per cento delle destinazioni preesistenti purché il concessionario si impegni, con atto trascritto a favore del comune e a cura e spese dell’interessato, a praticare, limitatamente alla percentuale mantenuta ad uso residenziale, prezzi di vendita e canoni di locazione concordati con il comune ed a concorrere negli oneri di urbanizzazione ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni.
(il comma 4 ha sostituito gli originari commi quarto e quinto per effetto dell’articolo 14 della legge n. 179 del 1992)

Art. 28. Piani per il recupero del patrimonio edilizio esistente

1. I piani di recupero prevedono la disciplina per il recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree di cui al terzo comma del precedente articolo 27, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica, individuando le unità minime di intervento.

2. I piani di recupero sono approvati con la deliberazione del consiglio comunale con la quale vengono decise le opposizioni presentate al piano, [ed hanno efficacia dal momento in cui questa abbia riportato il visto di legittimità di cui all’articolo 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62]

3. Ove la deliberazione del consiglio comunale di cui al comma precedente non sia assunta, per ciascun piano di recupero, entro tre anni dalla individuazione di cui al terzo comma del precedente articolo 27 ovvero non sia divenuta esecutiva entro il termine di un anno dalla predetta scadenza, l’individuazione stessa decade ad ogni effetto. In tal caso, sono consentiti gli interventi edilizi previsti dal quarto e quinto comma del precedente articolo 27.

4. Per quanto non stabilito dal presente titolo si applicano ai piani di recupero le disposizioni previste per i piani particolareggiati dalla vigente legislazione regionale e, in mancanza, da quella statale.

5. I piani di recupero sono attuati:
(il comma 5 ha sostituito gli originari commi quinto, sesto e settimo per effetto dell’art.13, comma 1, della legge n. 179 del 1992)

a) dai proprietari singoli o riuniti in consorzio o dalle cooperative edilizie di cui siano soci, dalle imprese di costruzione o dalle cooperative edilizie cui i proprie tari o i soci abbiano conferito il mandato all’esecuzione delle opere, dai condomini o loro consorzi, dai consorzi fra i primi ed i secondi, nonché dagli I.A.C.P o loro consorzi, da imprese di costruzione o loro associazioni temporanee o consorzi e da cooperative o loro consorzi;
b) dai comuni, direttamente ovvero mediante apposite convenzioni con i soggetti di cui alla lettera a) nei seguenti casi:

1) per gli interventi che essi intendono eseguire direttamente per il recupero del patrimonio edilizio esistente nonché, limitatamente agli interventi di rilevante interesse pubblico, con interventi diretti;
2) per l’adeguamento delle urbanizzazioni;
3) per gli interventi da attuare, mediante cessione volontaria, espropriazione od occupazione temporanea, previa diffida nei confronti dei proprietari delle unità minime di intervento, in caso di inerzia dei medesimi, o in sostituzione dei medesimi nell’ipotesi di interventi assistiti da contributo. La diffida può essere effettuata anche prima della decorrenza del termine di scadenza del programma pluriennale di attuazione nel quale il piano di recupero sia stato eventualmente incluso.

6. I comuni, sempre previa diffida, possono provvedere all’esecuzione delle opere previste dal piano di recupero, anche mediante occupazione temporanea, con diritto di rivalsa, nei confronti dei proprietari, delle spese sostenute.

7. I comuni possono affidare la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ai proprietari singoli o riuniti in consorzio che eseguano gli interventi previsti dal piano di recupero.

(29) Sul punto Carta della qualità verranno fatti ulteriori approfondimenti

(30)per la progettazione e realizzazione degli spazi pubblici a livello locale [biblioteca ecc],  si prevede di “assoggettare a concorso di progettazione ai sensi dell’art.5 della DAC 54/2015 art. 5 del protocollo d’intesa siglato   il 3 ottobre 2014  (punto 4 DAC 54/20149) tra Roma Capitale  e Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR (prot. QI 149398 vedi successiva nota (9)

(31) la realizzazione, a scomputo, delle urbanizzazioni primarie e secondarie sono comunque a carico di  CDP SGR. Nello specifico Roma Capitale  concorda che “L’individuazione del progettista a cui a fare affidare la progettazione definitiva dei servizi pubblici di livello con locale [biblioteca casa del quartiere, opere di urbanizzazione secondaria NDR] e della porzione di verde pubblico  prospiciente via del Vignola individuata nella tavola 3.2. C bis, sarà operata da Roma capitale mediante concorso di progettazione svolto a sua cura e spese della medesima …” e che “la realizzazione delle medesime opere sarebbe rimasta a totale carico del soggetto attuatore [CDP]”