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Cedimento al Celio: Gelsomini risponde all’assessore Montuori

mappa celio con cedimento 20 1 2020L’assessore all’Urbanistica Montuori, intervistato  da Paolo Boccacci su La Repubblica (*) sulla vicenda del cedimento della strada  al Celio, che ha provocato lo sogmbero del palazzo dove abita il nostro membro Paolo Gelsomini, parla di  “lanciare una campagna tra i condomìni” per  “mettere in sicurezza i palazzi”. Ma, risponde,  Paolo Gelsomini, non è quello il problema… (AMBM)
Caro assessore Montuori, perché oggi su Repubblica, in riferimento al palazzo evacuato di via Marco Aurelio al Celio, Lei  si sofferma solo sulla metro C dichiarando che i sistemi di monitoraggio sono stati continui e positivi? E chi ha detto il contrario, a parte qualche lecito sospetto di alcuni cittadini ai quali non è sfuggita la coincidenza tra il vicino cantiere della metro C e i dissesti dei terreni dell’area? Perché non ha parlato del vero problema, che è quello della mancanza di manutenzione programmata delle strade e delle reti dei servizi sottostradali, nonché della corretta esecuzione dei lavori di ripristino degli scavi stradali dopo interventi di manutenzione (in seguito a  rottura, e non perchè periodicamente previsti ) delle reti sottostradali? Inoltre le manutenzioni dei manti stradali spesso si risolvono con l’alterazione delle pendenze che dovrebbero condurre le acque piovane verso un corretto deflusso in fogna e con l’otturazione delle caditoie,  che spesso sono finte, non essendo collegate a nessun pozzetto. Bisogna parlare  di manutenzione programmata, per cambiare la cultura degli interventi pubblici. Per quanto riguarda invece la messa in sicurezza degli edifici,  sicuramente una politica di incentivi e di persuasione va avviata. Anche se, faccio notare,  il nostro palazzo di via Marco Aurelio è stato consolidato con interventi completi e mirati senza alcun incentivo pubblico e non corre nessun pericolo. È il marciapiede, la sede stradale
ed il terreno sottostante  con le relative tubazioni che destano preoccupazioni. Questo sistema ha bisogno di essere continuamente monitorato all’interno di una programmazione pubblica che deve investire risorse finanziarie, attivare competenze specifiche e responsabilità precise.

Paolo Gelsomini

21 gennaio 2020

Vedi anche  Paolo Gelsomini: evacuato dalla mia casa al Celio 20 gennaio 2020

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

(*) da La Repubblica 21 gennaio 2020 Luca Montuori “Roma fragile, serve un monitoraggio degli edifici privati”
di Paolo Boccacci
« Attenderei i rilievi tecnici, ma il rischio crollo del palazzo al Celio non è dato dalla sua posizione. E i monitoraggi mensili nell’area per la metro che passa a 50 metri di distanza e 30 di profondità erano tutti positivi. Detto questo ormai esistono sistemi satellitari precisi per monitorare spostamenti degli edifici ma non sono nella disponibilità diretta della amministrazione”.
Assessore Luca Montuori, il Comune può lanciare accertamenti nelle aree fragili della città?
«Per legge il Comune non può condurre monitoraggi su complessi edilizi di privati, ma soltanto cercare di favorirli con accordi. Più facile è la situazione in una capitale come Vienna, proprietaria di vaste aree edificate. Ma ad esempio ad Ostia con l’università Roma Tre abbiamo condotto un monitoraggio dinamico sul sistema delle acque per cercare di capire dove costruire in sicurezza».
Che può fare il Campidoglio per prevenire situazioni di rischio?
«Lanciare, ma senza allarmismi, una campagna tra i condomini. Esiste un “sisma bonus” che permette di mettere in sicurezza i palazzi avvalendosi di incentivi governativi, sgravi fiscali anche del 90 per cento».
(…)

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