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Chiosco di Parco Nemorense: ogni tanto un happy end

bar-ristoro-nemorenseCi eravamo occupati della vicenda del chiosco bar  raccontando la battaglia portata avanti fin dal 2010 dai comitati di quartiere* per il ripristino della legalità e dell’interesse pubblico. Oggi finalmente i cittadini – e il II Municipio – ce l’hanno fatta.

La struttura, un immobile di circa 90 metri quadri con cento metri quadri di spazio aperto  all’interno del  parco  Virgiliano (Nemorense) nel prestigioso Quartiere Trieste (II Municipio), era di proprietà comunale e dal 1989  era affidata ad una società  a un canone risibile  (negli ultimi anni 500 euro al mese). E  a leggere  tutta la storia, che abbiamo ricostruito  nel nostro articolo del giugno 2014: Una piccola grande questione di regolec’è da  restare allibiti: infatti,  nonostante  la società non pagasse  il canone da 14 anni, e  nonostante la  concessione fosse ultrascaduta,   nessun ufficio, se non dopo le caparbie richieste di trasparenza dei cittadini, che hanno trovato  finalmente l’appoggio del Municipio,  aveva  ritenuto di intervenire.  Adesso finalmente il chiosco è stato affidato attraverso un bando pubblico, per sei anni, con possibilità di rinnovo per altri sei anni, a un’associazione temporanea di imprese di cui fanno parte una cooperativa sociale che impiegherà giovani immigrati africani,  una società di quattro giovani ristoratori  e un’azienda agricola di prodotti bio. Un lieto fine quindi, anche se resta l’amaro in bocca per tutti quei soldi che non sono entrati per anni nelle casse pubbliche, e per il solito andazzo della Capitale, dove è già tanto se si riescono a raddrizzare le illegalità, e non si accertano mai le responsabilità individuali di chi, non facendo il suo dovere, le ha avallate  per decenni. La solita  “pietra sopra”, ancora più inquietante se si pensa che questo è un caso che è venuto fuori grazie alla mobilitazione dei cittadini. A Roma  ci sono  centinaia di proprietà pubbliche – chioschi, impianti sportivi, immobili, terreni – : quanti ancora sono nella disponibilità di privati che non ne hanno titolo, con concessioni scadute, con canoni irrisori, con morosità accumulate da anni?

AMBM annaemmebi@gmail.com

* in particolare si sono impegnati il Comitato Quelli che il parco… e il Comitato Panama Verbano

PARCO NEMORENSE, TORNA IL PUNTO DI RISTORO. ED È GIOVANE, BIO E SOLIDALE
Roma Daily News ottobre 07

Assegnato in concessione il punto di ristoro all’interno del Parco Nemorense (Municipio II), dopo che – ricorda Alessandra Cattoi, assessora al Patrimonio – il chiosco bar era rimasto chiuso ‘per oltre un anno, a causa delle illegalità riscontrate nella precedente gestione’.

Si tratta, spiega Cattoi, di un immobile di circa 90 metri quadri in via del Parco Virgiliano 5, con cento metri quadri di spazio aperto di fronte all’ingresso. ‘Un fabbricato di pregio, utilizzato anche per girare alcuni film, rimasto aperto per molti anni abusivamente nonostante la precedente concessione fosse da tempo scaduta’.

La nuova concessione è stata messa a bando lo scorso maggio. 14 le proposte pervenute. Vincitrice, un’associazione temporanea d’imprese con capofila una cooperativa sociale costituita, in base a un progetto di microcredito, tra ‘ragazzi africani sfuggiti allo sfruttamento nelle campagne dopo la rivolta di Rosarno del 2010’; giovani africani che hanno raggiunto Roma ‘per avviare un’attività nel campo della produzione alimentare’. Con loro lavoreranno nell’a.t.i. ‘una società di ristorazione fondata nel 2011 da quattro giovani non ancora trentenni, con l’apertura di un piccolo locale nel cuore del vecchio Quadraro all’insegna della stagionalità e dell’autoproduzione’; e ‘l’azienda agricola che gestisce il casale di Martignano’, quest’ultima deputata a fornire la materia prima a base ‘di prodotti dop e biologici’.

La concessione dura sei anni, con possibilità di rinnovo per altri sei anni. ‘Il risultato del bando di Parco Nemorense’, commenta Cattoi, conferma ‘la correttezza della strada intrapresa nella gestione del patrimonio capitolino’. Una strada all’insegna ‘della legalità e dell’assoluta trasparenza delle procedure’, che premia ‘i progetti migliori’ e consente di ‘sviluppare nuove opportunità di lavoro e di integrazione sociale per chi ha idee valide da mettere al servizio della città’.

Soddisfazione ha espresso anche il presidente del II Municipio, Giuseppe Gerace, che esprime ai nuovi gestori del punto di ristoro ‘il più vivo augurio di lavorare al meglio e non deludere le aspettative dei cittadini e dell’Amministrazione

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