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Covid-19, la vertigine dei numeri

covid LuanaNell’interrogarci su quanto sta accadendo a causa del Coronavirus e con quali scenari si debbano e dovranno fare i conti, pubblichiamo una serie di contributi dei nostri soci.(grafica di Luana Firmani)

Covid-19, la vertigine dei numeri

di Luana Firmani

In questo momento difficile mi sono messa alla ricerca di numeri generati il Covid-19 relativi  all’impatto che esso ha sull’economia e la conseguente perdita di posti di lavoro. Nel panorama futuro il mondo del lavoro, subirà un’inevitabile recessione e di conseguenza cambierà  il nostro pensiero sulle modalità e sul lavoro.
Tutte le imprese, a prescindere dalle dimensioni, oggi si trovano in affanno a mantenere in vita la propria attività, quelle ancora aperte hanno dovuto adeguarsi in tempi record a nuove norme di sicurezza. Le perdite e i cali significativi di entrate economiche, insolvenze, perdite di posti di lavoro, sono la visione di questo futuro. Navigando tra le Organizzazioni governative e quelle di categoria, ho raccolto dati che non ci risparmiano, anzi  ci condannano ad un futuro di disoccupazione, o meglio a un basso reddito salariale. Se non verranno messe in campo subito leggi che comportino  veri aiuti, per uscire dal pantano della burocrazia. In questo un momento difficile per le imprese e gli imprenditori che si ritrovano a far fronte, a obblighi amministrativi, la velocità di accesso al credito, oggi sarebbe un bene primario, deve essere la priorità degli istituti bancari. I diversi settori commerciali,  colpiti della pandemia, come la ristorazione, lo spettacolo, lo sport e il turismo, sono alcune delle attività che hanno chiuso, lasciando a casa i lavoratori e che ora sono a rischio di chiusura definitiva per colpa delle ingenti perdite economiche. Il reale panorama è appena accennato dai numeri stilati delle diverse categorie dei settori che ho in parte qui raccolti.

La situazione tra gennaio e marzo del 2020 vede sparire 30.000 imprese in Italia (10.000 in più rispetto al primo trimestre del 2019), per le limitazioni imposte a contenere il contagio Covid-19, con  la chiusura delle attività lavorative dettata dal governo, e con la conseguente perdita di posti di lavoro (1).

Ristorazione: bar, ristoranti, catering, intrattenimenti, stabilimenti balneari, sono il settore più colpito dagli effetti del Covid-19. Dall’inizio dell’anno hanno già perso 12 miliardi di euro e a fine 2020 la perdita complessiva è stimata in 21 miliardi di euro, sono a rischio 50.000 imprese. L’indagine è stata effettuata su un campione di 640 imprese (principalmente micro) del mondo della ristorazione, del turismo e del tempo libero nel periodo 27 marzo al 2 aprile (2).

Turismo: gli ultimi dati del WTTC (World Travel and Tourism Council), che rappresenta il settore privato globale dei viaggi e del turismo, Travel & Tourism, mostrano che i viaggi potrebbero essere influenzati negativamente fino al 25% nel 2020. Ciò equivale a una perdita economica dei primi tre mesi, con la conseguente corrispondenza della riduzione dei posti di lavoro tra il 12 e il 14% (3).

Il CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) stima che la perdita economica dei ricavi del primo semestre 2020 del comparto turistico, subirà una contrazione del 73% tra trasporti, agenzie di viaggio, cultura e sport, un giro d’affari che raggiungerà 16 miliardi, contro i 57 miliardi dello stesso periodo del 2019. La proiezione del futuro vedrà il mancato arrivo turistico, tra luglio e settembre, di circa 25 milioni di stranieri. Nel nostro paese le perdite economiche relative al turismo derivate dagli effetti del Coronavirus, per il 1° trimestre del 2020 ammontano, secondo le stime effettuate da CNA Turismo e Commercio, a 15,6 MLD di euro. Nel primo semestre, i turisti stranieri spendono in Italia, complessivamente 48 MLD, mentre i turisti italiani 64,2 MLD. Vanno aggiunte le voci della spesa turistica che ammontano a 33,9 MLD. (4)

Il turismo in Italia contribuisce per il 12% al PIL e il 15% all’occupazione; nel 2018 l’Italia ha visto un nuovo record di presenze con 428,8 milioni di clienti + 2,0% sull’anno 2017, Roma è la principale destinazione con 29 milioni di presenze. (5)

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD)ha pubblicato, il 2 marzo 2020, un documento per fare il punto della situazione sulla crescita globale tenendo conto dell’impatto del COVID-19, con la conseguenza che i mercati finanziari rifletteranno l’incertezza della situazione, con una riduzione del PIL globale – e dei PIL dei singoli stati – nel prossimo trimestre del 2020. Nel documento L’OECD chiede un’azione immediata e coordinata tra le potenze mondiali, a garantire un risultato certo, e traccia così le line guida per una cooperazione congiunta attraverso 4 punti che riporto nella loro interezza(6):

  1. I governi dovrebbero promuovere politiche comuni, piuttosto che prenderle in modo non coordinato. Dovrebbero finanziare un cuscinetto immediato per le economie per attutire l’impatto negativo e accelerare la ripresa. Ciò include la spesa immediata per:
  2. I governi dovrebbero garantire una maggiore cooperazione internazionale nel rispondere alla sfida sanitaria. E’ in corso un impressionante coordinamento nello sforzo scientifico, ma deve essere integrato da misure per garantire che i vaccini e i trattamenti, dopo essere stati sviluppati e prodotti, raggiungano le persone il più rapidamente possibile. Se un vaccino per SARS-CoV-1 fosse stato sviluppato all’epoca, avrebbe accelerato lo sviluppo di un vaccino  per l’epidemia attuale, dato che i due virus sono simili all’80%. Oggi, le agenzie di regolamentazione (la FDA negli Stati Uniti, l’EMA europea, tra gli altri) dovrebbero lavorare insieme per rimuovere gli ostacoli normativi per i vaccini e i trattamenti.

a) Assistenza sanitaria: test approfonditi, trattamento per tutti i pazienti, indipendentemente dal fatto che siano assicurati o meno, sostegno agli operatori sanitari, rimpatrio dei pensionati sanitari, proteggendo nel contempo i gruppi ad alto rischio, il potenziamento della fornitura di maschere, ICU e respiratori, tra gli altri.

b) Persone: regimi di lavoro a breve termine, requisiti ridotti per beneficiare dell’assicurazione contro la disoccupazione, trasferimenti di denaro ai lavoratori autonomi e sostegno ai più vulnerabili

c) imprese: oneri e dilazioni  nel pagamento delle tasse, riduzioni temporanee o differimenti dell’IVA , migliore accesso al capitale circolante attraverso linee di credito o garanzie statali, pacchetti speciali di sostegno per le PMI, in particolare quelle nei servizi e nel turismo.

3. Un programma di investimenti ben pianificato, coordinato tra i paesi, in particolare nella ricerca, nello sviluppo e nelle infrastrutture della salute, che dovrebbe avere la priorità dopo il culmine della crisi.
4. Le banche centrali hanno gia’ avviato azioni coraggiose a sostegno dell’economia, ma la regolamentazione e la vigilanza finanziarie sono un altro settore in cui il coordinamento potrebbe produrre risultati migliori. La dislocazione economica causata dalla crisi COVID-19 sta colpendo il funzionamento dei mercati finanziari, delle entrate e dei bilanci delle banche. Un approccio coordinato per il monitoraggio, la diagnosi dei ceppi emergenti e l’adozione di azioni normative produrrebbe risultati molto più positivi delle risposte disgiunte e incoerenti. (7)

Anche l’International Labour Organization (ILO)  aggiorna analisi e stime in tempo reale sulla perdita di posti di lavoro nel mondo dovuta alla pandemia, denunciando che sono 25 milioni, e  che  la perdita riguarda l’ 81% della forza lavoro globale,  che ammonta a 3,3 miliardi di lavoratori  oggi coinvolti nella chiusura totale o parziale delle attività produttive. Questo si tradurrà nella riduzione delle ore lavorate, pari del 6,7%  nel secondo trimestre 2020, che equivale a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno.

Sulla base di questa stima, molti settori economici-commerciali affronteranno un calo drastico di produzione, come le attività di ristorazione, manifatturiere e del commercio,  settori dove è  impegnato un alto numero di manodopera, spesso mal retribuita;  questo comporterà un taglio occupazionale e una drastica riduzione delle ore lavorative, che si tradurranno in riduzione dei salari. Una stima che si traduce in 860 miliardi di dollari e 3,4 trilioni di dollari entro la fine del 2020.  (8)

Per inquadrare lo scenario, ILO riporta uno studio, svolto da McKibbin, W. e R. Fernando (2020) (9) che  propone tre potenziali scenari basati sulla forza degli effetti del virus (basso, medio e alto). Ciascuno di questi tre scenari comporta tre serie di stime della disoccupazione:

• Scenario “basso” in cui la crescita del PIL diminuisce del 2% circa: la disoccupazione globale aumenterebbe di 5,3 milioni, con un’incertezza da 3,5 a 7 milioni.14

• Scenario “medio” in cui la crescita del PIL diminuisce del 4%: la disoccupazione globale aumenterebbe di 13 milioni (7,4 milioni nei paesi ad alto reddito), con un’incertezza compresa tra 7,7 e 18,3 milioni.

• Scenario “elevato” in cui COVID-19 ha gravi effetti perturbatori, riducendo la crescita del PIL dell’8% circa: la disoccupazione globale aumenterebbe di 24,7 milioni, con un’incertezza compresa tra 13 e 36 milioni.

(McKibbin, W. e R. Fernando (2020) The Global Macroeconomic Impacts of COVID-19: Seven Scenarios).

Oggi Il Covid-19 ha ucciso 22.745 persone in Italia e 139,515 in tutto il mondo (10), interrotto l’attività produttiva e lavorativa, costretto i lavoratori, gli imprenditori e i governi a misure urgenti e di contenimento, per la salute e per il mantenimento dei posti di lavoro. Un evento catastrofico che è anche una sfida e una riflessione, per gli uomini e le donne che devono capire che  il proprio destino e quello del pianeta è fondato sul benessere di ognuno e che il lavoro è indispensabile a garantire una vita dignitosa.

 Luana Firmani

21 aprile 2020

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

NOTE

(1)  17 – 4- 2020 Unioncamere: -30mila imprese nel primo trimestre (-21mila nel 2019)http://www.unioncamere.gov.it/P42A4440C160S123/unioncamere—30mila-imprese-nel-primo-trimestre—21mila-nel-2019-.htm

(2) FIPE 4 Aprile 2020 21:53 Coronavirus: l’impatto sui pubblici esercizi https://www.fipe.it/centro-studi/news-centro-studi/item/7062-coronavirus-l-impatto-sui-pubblici-esercizi.html

(3) The World Travel & Tourism Council (WTTC) represents the Travel & Tourism sector globally.https://wttc.org/en-gb/

(5) www.istat.it PDF 27 nov 2019
(6)OECD updates G20 summit on outlook for global economy 27/03/2020 – Updated 15 April 2020
(7) www.oecd.org 2 marzo 2020 Coronavirus (COVID-19): Azioni congiunte per vincere la guerra https://www.oecd.org/about/secretary-general/Coronavirus-COVID-19-Azioni-congiunte-per-vincere-la-guerra.pdf

 

 

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2 Responses to Covid-19, la vertigine dei numeri

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