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Giunta capitolina: i nuovi assessori si presentano e gli ex raccontano

Pubblichiamo il video dell’Assemblea Capitolina del 24 settembre scorso, con  lo streaming  video degli interventi della Sindaca e dei neo assessori, dopo il rimpasto di Giunta (1). In calce il lungo post pubblicato su Facebook dalla ex assessora alle politiche sociali Laura Baldassarre. (AMBM)

Per informazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

1 ottobre 2019

Il video dell’Assemblea del 24 settembre 2019 dalla pagina youtube di Roma Capitale

  • a 1 h 8′ 50″ dall’inizio l’intervento della Sindaca Virginia Raggi
  • 1h 12′ 12″ dall’inizio intervento dell’Assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative Valentina Vivarelli (1h 15’17”)
  •  1 h 15′ 20″  dall’inizio intervento dell’Assessora ai Lavori Pubblici Linda Meleo (1h 16’30”)
  • 1h 16’40” dall’inizio intervento dell’Assessora alle poltiiche sociali Veronica Mammì (1h 18′)
  • 1h 18′ 10″ dall’inizio intervento dell’Assessore a Città in movimento Pietro Calabrese (1h 21′ 55″)

fb baldassarre 2019-9-26dalla pagina Fb di Laura Baldassarre 26 settembre 2019

https://www.facebook.com/baldassarrelaura/posts/2760331170646609?__tn__=K-R

Questo non è un post semplice da scrivere. E mi scuso fin da subito per la lunghezza ma, per citare un grande classico, non ho avuto il tempo per fare una sintesi.

Vorrei innanzitutto ringraziare tutti e ciascuno.

Questi tre anni di lavoro sono stati molto intensi, un’esperienza assolutizzante per chi come me è stata “prestata” per un periodo alla politica istituzionale. Vorrei prima di tutto dire che ne è valsa la pena. Lo dico soprattutto a chi da sempre rifugge dalla politica attiva, dall’impegno nelle istituzioni. La democrazia è partecipazione, ed anche in questo modo si partecipa.

Ho cercato di fare del mio meglio, sapendo che sarebbe stato l’impegno di un periodo: non mi sono risparmiata, mettendo tutto quello che ho imparato in “trentacinque anni di esperienza nel settore” a disposizione. Mi scuso con chi ha lavorato a più stretto contatto con me per i ritmi e la mole di lavoro che abbiamo dovuto portare avanti, ed anche per essere un po’ troppo esigente, ma, lo sapete, non ho mai chiesto agli altri quello che non sono io per prima a garantire.

Non è stato assolutamente facile arrivare fin qui, e soltanto con un lavoro di squadra ci siamo arrivati. Vi ringrazio.

E aggiungo che fin da subito ho voluto dare importanza ai dipendenti di Roma Capitale che hanno lavorato nella segreteria sia tecnica che organizzativa, riducendo al minimo l’apporto di persone chiamate direttamente da me (e facendo così risparmiare al Comune decine di migliaia di euro ogni anno): ci sono tante professionalità nel Comune che vanno valorizzate, è parte della ricchezza di questa città.

Insieme ad Emanuele Montini, con il quale ho condiviso quest’avventura che ha fatto incrociare, fortunatamente, i nostri percorsi professionali, abbiamo ripercorso i risultati di tanto impegno.

Provo a raccontarvi come abbiamo lavorato, con quale metodo, a fornirvi alcuni esempi di quanto realizzato e lasciare traccia del lavoro in corso.

Abbiamo insieme seguito le linee programmatiche e rispettato gli impegni presi con i cittadini confrontandoci quotidianamente con gli assessori capitolini e municipali, i presidenti di Commissione (in particolare, Agnese Catini e Teresa Zotta per tutti, con le quali ci siamo confrontate passo passo, sempre lealmente e costruttivamente), gli attivisti riuniti nei vari Tavoli (non sottovalutate l’importanza del vostro ruolo, la politica sarà diversa se si fa diversamente!).

Costruito luoghi permanenti di incontro come i Forum (quelli su infanzia e adolescenza e accoglienza e inclusione persone di origine straniera già attivati, quelli su violenza e povertà solo da approvare in Giunta), e costantemente interloquito in particolare con la Consulta cittadina sulla disabilità, la Consulta Cittadina sulla salute mentale, il Coordinamento Centro Sociali anziani, oltre ai tanti incontri con singole realtà e persone (in particolare i genitori e le famiglie: grazie per il confronto serrato). Questo per dar loro un ruolo principe nella promozione dei diritti, nell’advocacy, nel formulare in modo trasparente proposte e suggerimenti.

Un impegno che ha cercato prima di tutto di tracciare un metodo, l’ascolto e la partecipazione hanno consentito di sviluppare un’intelligenza collettiva in tanti degli atti adottati: abbiamo raccolto le istanze sui territori, le abbiamo trasformate in atti quindi in azioni. RomaAscoltaRoma ha coinvolto migliaia di persone sui principali atti di programmazione, con percorsi realizzati nei Municipi.
Quanto siamo riusciti a realizzare è frutto di un lavoro collettivo, l’unico che potrà cambiare radicalmente questa città.

Abbiamo poi perseguito una forte collaborazione interistituzionale, a partire proprio dal lavoro condiviso con gli altri Assessorati capitolini e dal coordinamento mensile con tutti gli Assessori municipali al sociale e alla scuola; per poi siglare Protocolli d’intesa con realtà quali, ad esempio, la Presidenza della Repubblica (per le attività estive per persone disabili e anziane presso la tenuta presidenziale, iniziativa che presto verrà ampliata con percorsi ippici a partire dal prossimo mese), il Tribunale Ordinario di Roma (sia la sezione Famiglia per la collaborazione all’attivazione di uno Sportello, che per i lavori socialmente utili per le persone messe alla prova), il Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza ( con il quale siamo andati regolarmente a visitare a sorpresa case famiglia, abbiamo collaborato alla formazione dei tutori volontari e prevedendo che fossero non soltanto per i minorenni stranieri non accompagnati ma anche per gli italiani), con l’Ufficio Scolastico Regionale, con l’Ordine degli Psicologi. Con l’Autorità Nazionale Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza stavamo organizzando a Roma il trentennale della Convenzione sui diritti d’infanzia, il prossimo novembre.

Abbiamo inaugurato una nuova stagione grazie ad accordi con le IPAB (realtà troppo poco conosciute al grande pubblico), con un grande patrimonio immobiliare, che spero possa sempre più essere messo a disposizione delle persone più bisognose. Noi lo abbiamo fatto con i primi accordi per residenze per gli anziani, per i neomaggiorenni che escono dalle case famiglia, per le donne che sono state vittima di violenza.

Rifuggire dall’approccio emergenziale, pur dovendo gestire le emergenze. Ci siamo riusciti: abbiamo messo in campo una radicale riforma, bandito gli affidamenti diretti, messo tutto a bando e programmato le azioni e ripensato gli interventi grazie ad un approccio fondato sulla trasparenza e la programmazione.

Uso strategico dei fondi, partecipazione a Bandi dei vari Ministeri competenti in materi, abbiamo così oggi le risorse per assumere assistenti sociali anche a tempo indeterminato (e spero si mantenga l’impegno preso per un nuovo concorso), oltre a funzionari amministrativi, da inviare presso i Municipi e rafforzare così la rete dei servizi territoriali, evitando quanto più possibile le esternalizzazioni su servizi così cruciali per le persone. Questo è previsto dal Piano nazionale sulla Povertà, cha abbiamo contribuito a scrivere partecipando alla Rete della protezione e dell’inclusione sociale, così come abbiamo partecipato ai lavori di stesura del Piano per la non autosufficienza e al Piano nazionale per le Politiche sociali.

Finalmente anche Roma Capitale ha dati e analisi su temi quali tutta la spesa sociale, i nidi e le scuole d’infanzia, il servizio OEPA. Per chi legge da fuori potrà sembrare assurdo ma la mancanza di una cultura della programmazione in questi ambiti ha portato a non avere informazioni che sono alla base di qualsiasi programmazione. Grazie alla preziosa collaborazione di Liliana Leone ora i Dipartimenti hanno strumenti di lavoro migliori.

Per la parte sociale, il lavoro è partito dal bloccare alcuni bandi già pubblicati, come quelli per i campi nomadi, e sostituirli con un Piano per il superamento dei campi rom, con l’utilizzo di fondi europei e un approccio innovativo basato sulle indicazioni nazionali su scuola, lavoro, salute e abitare.

Poi abbiamo dato priorità al tema delle persone con disabilità operando una radicale trasformazione: non solo le politiche sociali devono occuparsi di loro, ma tutte le politiche della città ed abbiamo innovato, prevedendo la figura dei disability manager. Così grazie al fondamentale lavoro del delegato all’accessibilità universale Andrea Venuto (davvero un incontro quello con te!) si sta riformando tutto: dal trasporto all’assistenza domiciliare, dai laboratori socio occupazioni alla comunicazione. Un praticare nel concreto quanto la Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità ci impone di fare.

Proprio sulle violenza contro le donne abbiamo impostato un lavoro che va solo portato avanti: creare un Centro Antiviolenza in ogni Municipio (già i primi cinque sono attivi), aumentare i posti per le case rifugio e le case per la semi autonomia (già finanziati posti in immobili confiscati alla criminalità). Finalmente i dati raccolti sistematicamente e delle Linee guida operative condivise sulla presa in carico delle vittime, ora partiranno le attività di formazione per tutti gli operatori coinvolti.

Sul volontariato, oltre al lavoro della Casa del Volontariato, abbiamo creato nuove opportunità attraverso bandi regolari a sostegno di piccole associazioni di volontariato (i progetti dell’ultima edizione sono tuttora in corso) e organizzato nuove azioni come il volontariato degli stranieri o le due edizioni di RomaAiutaRoma, che ha formato persone per sostenere in strada le persone più fragili.

Questo è stato realizzato grazie all’interlocuzione costante con il Forum del volontariato per la strada e la Caritas: il confronto periodico ha aiutato il Comune e i volontari a diventare più efficaci nel sostegno ai più fragili.

Proprio la settimana scorsa i Coordinatori municipali e cittadino dei Centri Sociali Anziani hanno dato il loro nulla osta alla sperimentazione di un’attività di volontariato anziani per gli anziani, per contrastare la solitudine degli anziani nei nostri quartieri (il passo successivo di questa settimana sarebbe stato inviare alla Comunità di Sant’Egidio la bozza finale del Protocollo per l’attuazione di questa sperimentazione). Centri sociali anziani che – in attesa del nuovo Regolamento – abbiamo dotato per la prima volta di un’assicurazione (incredibile ma non ce l’avevano mai avuta!), di defibrillatori, di attività gratuite per l’estate, di una voce di bilancio municipale dedicata e di una richiesta da parte nostra di prevedere fondi per loro a partire già dalla variazione di bilancio in corso di approvazione.

Tutto questo viene riassunto nel Piano sociale cittadino (già approvato in Giunta che ora sta facendo i passaggi per l’adozione in Assemblea Capitolina: anche Roma avrà ora dei servizi uniformi in tutti i Municipi grazie alla definizione dei livelli essenziali di servizi), il Piano è già tutto finanziato grazie in particolare all’analisi fatta dei fondi vincolati negli anni non utilizzati e alle risorse europee.

Nel frattempo, come previsto dal Programma, abbiamo ripensato le azioni per i bambini e gli adolescenti finanziate con i fondi della legge 285/97, individuando servizi che devono essere presenti in tutti i Municipi (dalle Ludoteche ai Poli ragazzi, dai Centri per le Famiglie di Primo Livello), fino alla delibera di Assemblea in fase di approvazione che istituirà il Garante cittadino per l’infanzia e l’adolescenza. Grazie all’adesione al Programma dell’UNICEF “Città amiche dei bambini e delle bambine” le azioni realizzate hanno ora un quadro di riferimento fondato sui diritti. Proprio venerdì in Giunta abbiamo approvato la memoria per l’adesione alla Giornata dei diritti delle bambine, promossa da Terre des Hommes.

Non voglio qui entrare in dettagli tecnici, ma dirvi che abbiamo rafforzato tutti i servizi per le persone senza dimora: dalla Sala Operativa sociale (attivabile gratuitamente 24 ore al giorno grazie ad un numero verde -gli operatori sono le nostre vedette) al Servizio Roxanne per le vittime di tratta, al Circuito cittadino per i migranti fragili al nuovo servizio specializzato per i minorenni vittime di sfruttamento. Abbiamo inventato e trovato il modo di finanziare le Stazioni di posta, vero modello innovativo di comunità solidale a livello municipale, dovrebbero essere attivate a breve (qui ringrazio Alberto Castagnola, la mia vita senza l’incontro con lui sarebbe stata diversa). Grazie ai finanziamenti del Pon inclusione Fead tutto il sistema verrà ulteriormente rafforzato: nei prossimi giorni verrà aperto a San Lorenzo un immobile sequestrato alla criminalità destinato ora al percorso dei senza dimora verso l’autonomia, altri immobili sono in fase di predisposizioni intorno alla Stazione Termini, per creare una foresteria. Deve essere solo approvato in Giunta il Protocollo con l’Ospedale San Giovanni per la creazione di un reparto dedicato alla de ospedalizzazione delle persone senza dimora, per evitare la storica carenza di posti loro dedicati. Auspico possa essere un esempio anche per tutti gli altri Ospedali romani.

Via Marsala è la via della solidarietà, due servizi nuovi verranno a breve attivati (un magazzino per le masserie e, finalmente, i servizi igienici) per riuscire a togliere dalla strada le ultime persone, le più irriducibili, che storicamente vivono in quella zona, era prevista anche l’attivazione di una sperimentazione per una presa in carico specializzata per chi ha problemi di salute mentale.

Tra pochi giorni verrà attuata la Convenzione siglata con l’INPS, che prevede di rendere i loro servizi vicini alle persone, a partire da quelle che frequentano le mense sociali gestite in convenzione con Roma Capitale gestiti da Caritas, Centro Astalli, Opera Don Calabria, la Comunità di Sant’Egidio. Un modo per dare un aiuto concreto verso l’autonomia e uscire dall’assistenzialismo.

Abbiamo lavorato come avevamo detto per un’accoglienza “diffusa e sostenibile” dei migranti (inserendo nei bandi per i nuovi centri nei quartieri sotto pressione) favorendone non solo l’accoglienza ma anche l’inclusione (finalmente il Servizio elabora un report statistico periodico), migliorando l’operato dello Sportello Immigrazione, continuando a sostenere lo SPRAR poi SIPROIMI, creando una cabina permanente con gli Enti gestori. In queste settimane si sta sperimentando a Roma l’accoglienza dei migranti in famiglia grazie ad un progetto FAMI coordinato da Refugees Welcome, l’evoluzione prevista è estendere questa modalità a tutti.
Sul reddito di cittadinanza, in attesa del completamento degli atti nazionali, è in corso la raccolta delle proposte su quali lavori di pubblica utilità potremo organizzare su Roma, grazie anche al rafforzamento dei servizi municipali, insieme ai COL finalmente valorizzati, che è possibile grazie al finanziamento del Pon Inclusione e del Fondo Povertà. Su questo c’è già un atto in preparazione sugli ulteriori fondi da destinare direttamente ai Municipi.

Circa quattro milioni del PON Metro sono utilizzabile grazie alla delibera sul Sassat, un nuovo servizio per l’emergenza abitativa, il regolamento è ora da approvare, già pronto nei tempi previsti.

Abbiamo riformato il sistema della residenzialità per le persone anziane, prevedendo altre formule oltre le Case di Riposo, in modo da promuovere l’autonomia degli anziani stessi: tutto già deliberato e finanziato, utilizzando beni confiscati e accordi tra istituzioni. L’inaugurazione di due co-housing è prevista nei prossimi giorni.

Lo stesso per la disabilità gravissima: dalla sperimentazione siamo passati alle Linee guida e ora gli utenti sanno con certezza tempi e modi di erogazione di questo importante contributo, che si aggiunge agli altri già erogati.

Sulla salute mentale, tutti i servizi sono stati rivisti e rafforzati, il confronto con gli operatori di questo settore è stato serrato: l’Expo sulla salute mentale è stata l’occasione per intrecciare rapporti anche con il resto d’Italia, la sperimentazione del budget di salute è già prevista e finanziata ed a questo tema verrà dedicata la Conferenza cittadina sulla salute mentale, prevista per il mese di ottobre.

Dei lavori in corso cito soltanto alcuni atti di riforma che stavamo per portare in Giunta, frutto di percorsi di approfondimento e condivisione: la riforma dell’assistenza domiciliare, le linee guida sul “Dopo di noi”, il Regolamento sull’ affidamento familiare, la delibera sul sistema di accreditamento, la delibera sul co-housing delle persone senza fissa dimora, il Regolamento sui servizi sociali (a Roma non c’è mai stato!), così come una direttiva ha previsto finalmente la realizzazione di una Guida cittadina ai servizi sociali.

Infine sugli sgomberi. Si parla del “Modello Carlo Felice”, l’abbiamo inventato e praticato, può essere valido per tutta Roma: una forte regia interistituzionale, la collaborazione degli abitanti dell’immobile occupato e delle associazioni presenti, il censimento delle fragilità l’individuazione di soluzioni alternative valide, la liberazione concordata senza alcun uso della forza pubblica. Sono questi gli ingredienti. E’ possibile ripeterlo, ma ognuno deve fare la propria parte, Governo nazionale compreso. A proposito, mi scuso con Marco Bersani per non avergli risposto direttamente).

Sui Nidi e le Scuole d’infanzia, finalmente abbiamo i dati: il Dipartimento grazie alla collaborazione con i Municipi ha realizzato una geolocalizzazione di tutti i servizi educativi e scolastici, creato delle analisi permanenti su tutti i trend, è ora possibile una programmazione puntuale, e stavamo appunto lavorando anche a nuovi servizi educativi per migliorare la frequenza, a partire dalle famiglie più disagiate. Anche i fondi per diminuire le rette che i genitori pagano per i nidi sono stati trovati per i prossimi tre anni, la delibera è pronta, deve solo essere approvata.

Sul personale molto è stato fatto, grazie alle possibilità date dalla normativa nazionale. Ma un atto abbiamo voluto, quello di prevedere l’istituzione del ruolo per le insegnanti di religione nelle scuole d’infanzia: Roma Capitale non si era mai attrezzata e così anche in questo ambito era fuori dalle norme del diritto del lavoro, almeno secondo i Tribunali. Con il Vicariato abbiamo intessuto un dialogo che ha portato alla soluzione, nel rispetto dei reciproci ruoli, già due anni fa, che questo mese si è concretizzata.

Servizi intesi tutti come aspetti cruciali per il diritto allo studio (dalla refezione scolastica agli Oepa, ai servizi di pulizia ecc.), tutto riformato, riorganizzato, finanziato, messo a bando e in via di aggiudicazione.

La direttiva per il nuovo bando mense è pronta: per avere sempre più prodotto di qualità, cibo biologico, dal commercio equo e solidale, dalle zone terremotate, per rendere le mense ancora più sostenibili ambientalmente e socialmente. Sono stati, anche in queste ultime settimane, siglati gli accordi con le sigle sindacali, al fine di perseguire sia la qualità dei servizi che la tutela dei lavoratori (Ringrazio i Sindacati per leale interlocuzione su questo come sulle altre tematiche che abbiamo affrontato insieme).

Manutenzione ordinaria e piccola manutenzione, negli ultimi anni si è investito (solo quest’anno 11 milioni nei soli nidi e scuole d’infanzia capitolini) per questi di lavori, fondamentali per evitare di dover intervenire successivamente in modo più massiccio. I fondi sono stati trovati anche per realizzare i giardini sensoriali nei nidi e nelle scuole d’infanzia: un importante opportunità di renderli più accessibili alle diverse forme di disabilità.

Le famiglie possono gratuitamente accedere alle Scuole aperte, a partire da una prima sperimentazione, nel 2017, poi messe a sistema durante le festività natalizie, pasquali e le vacanze estive: ora ci sono i fondi per aprirne ancora di più e dare quindi a più bambini e ragazzi la possibilità di trasformare il tempo della non scuola in attività per loro interessanti e stimolanti (gioco, arte, sport, ecc.), a prescindere dal reddito della propria famiglia, realmente per tutti. L’evoluzione prevista è il sostegno all’apertura pomeridiana, sulla base delle esperienze già in corso.

Con la Mappatura dei progetti didattici, a seguito di un avviso pubblico, Partecipate, Istituzioni, Associazioni entrano in contatto diretto con chi opera nel mondo della scuola. Il prossimo 4 e 5 ottobre nel corso dell’Open Day, potranno incontrarsi su tematiche quali i diritti, l’ambiente, storia e memoria, le scienze e, da quest’anno, anche sull’idea di città.

Abbiamo inventato i Sabati in Campidoglio, uno spazio di pensiero e riflessione comune in Protomoteca il sabato mattina, per scambiare e far conoscere le tante esperienze positive realizzate nella nostra città. I prossimi tre previsti erano sulla scuola nel bosco, sull’educazione musicale diffusa e sui Comitati mense, per creare un vademecum per i genitori.
I Viaggi della memoria, sono stati ripensati e rinnovati (dovevo essere proprio in questi con gli studenti e gli insegnanti in visita a Fossoli, Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema), stavamo lavorando all’evoluzione possibile prevedendo un viaggio nei campi profughi, con la previsione di un viaggio in un Paese del Mediterraneo, grazie alla collaborazione con la Regione. Abbiamo poi proposto un ruolo più attivo dei ragazzi, e l’esperienza positiva dei Testimoni dei Testimoni ci sta dando ragione.

Nel corso dei viaggi, della loro preparazione e dei seguiti, il privilegio di poter condividere del tempo con i testimoni, di essere al loro fianco nell’impegno per la trasmissione di una memoria ancora troppo poco patrimonio collettivo (saluto qui la Comunità ebraica e la Fondazione Museo della Shoah, insieme all’ANPI e all’ANED ringraziandoli per il tanto lavoro realizzato insieme).

Ringrazio anche per “Buon compleanno Costituzione!” (il titolo è del prof. Giovanni Maria Flick che ci ha seguiti con la sua impareggiabile disponibilità, grazie ancora), un esercizio di democrazia in giro per i Municipi che ha consentito di far incontrare virtuosamente Scuola e Università, in particolare Roma Tre. E proprio nelle prossime settimane inizieranno gli incontri nelle scuole del Preside e dei Docenti della Facoltà di Scienze dell’Università la Sapienza (quando l’Università va a scuola abbiamo creato un ponte prezioso). I Docenti universitari che ho incontrato in questo periodo rendono onore ad un’Istituzione così centrale per una città come Roma: grazie alla disponibilità anche dei Rettori, loro delegati sono entrati nei Comitati per produrre gli atti di programmazione più significativi.

Come nel caso del Comitato tecnico scientifico sta chiudendo i lavori per la stesura del Regolamento dei servizi educativi e scolastici 0-6 anni: le Università pubbliche, l’Ufficio scolastico regionale, il CNR e il Gruppo Nazionale Nidi e Scuole d’Infanzia: tutte persone che a titolo gratuito stanno scrivendo il futuro di servizi cruciali non solo per i bambini e le famiglie, ma per la città tutta.

Abbiamo dato fondi alle scuole per sostenere la partecipazione dei ragazzi ( due edizioni del progetto Get up!, progetti proposti dai ragazzi, con gli adulti al loro servizio!), ora si stanno definendo i primi Laboratori interculturali per le scuole primarie, parallelamente al lavoro per i ragazzi delle secondarie che dovrebbe essere finanziato nell’ambito del Progetto ABC Scuola ( la lettera per le scuole in collaborazione con la Regione era in partenza) e il lavoro per l’evoluzione dei Centri interculturali in Servizi educativi interculturali, da rendere fruibili gratuitamente su tutto il territorio.

Nei prossimi mesi avevamo in programma azioni quali, in rete con Scuole, le Istituzioni e Associazioni musicali realizzare un sistema di cori e orchestre di bambini e ragazzi, in ogni Municipio ( e qui ringrazio l’Associazione Nazionale Presidi per la prima iniziativa di Musica in Piazza, con le scuole e con loro le tante realtà con le quali abbiamo collaborato per iniziative congiunte. Spero davvero sia stato dato il “la”.) I fondi ci sono e la musica d’insieme cambia la vita per sempre, dei bambini, delle persone e della città.

E’ attivo un tavolo che ha creato un prototipo di sportelli municipali contro il bullismo, il Protocollo è solo da siglare. Anche qui, sempre un lavoro di rete (Istituzioni, Università, Associazioni, ecc.), a titolo gratuito per la città. E’ in questa sede, durante uno degli incontri, che abbiamo riflettuto su come la gratuità selezioni le persone e anche le iniziative: partecipa chi è realmente interessato alla tematica.
Nelle prossime settimane si avvieranno i corsi di formazione per le POSES per la prevenzione dei maltrattamenti, grazie al Protocollo siglato con Save the children: un modo positivo per lavorare sulla prevenzione, sulla base delle migliori esperienze internazionali.

Sulla Dispersione scolastica è in corso un lavoro innovativo coordinato dal Dipartimento, sempre in rete, avevamo in programma di trasformarlo in Piano, spero possa essere fatto, c’è bisogno anche su questo di una raccolta sistematica dei dati, delle pratiche più efficaci, delle reti territoriali.

Per il prossimo anno è programmato a Roma il Festival della filosofia per i bambini, un vero incontro quello con il CRIF che propone questa pratica filosofica fin dalla più tenera età ( e grazie a loro mi sono riconciliata con la perdita prematura del mio insegnante di storia e filosofia Ari De Recin e ho avuto modo di comprendere quanto la mia professoressa delle medie, Lia Longo, nell’augurarmi di continuare a pormi domande mi avesse lasciato con il migliore viatico).

Dirigenti scolastici (come non citare per tutte l’esperienza in corso con gli Istituti Agrari di Roma – in Collaborazione con il Miur e l’Università di Tor Vergata per rivoluzionare le attività per i ragazzi autistici), le insegnanti, i bambini ed i ragazzi. Ho imparato molto da voi, per tutti ricordo un ragazzino: quando sono arrivata in visita nella sua scuola mi ha chiesto dove fosse l’assessore, perché, mi ha detto, si aspettava un uomo. Per questo dovremmo sempre declinare al femminile anche le cariche istituzionali.

Ringrazio le persone a me più vicine per avermi supportato e sopportato, questi tipi di incarichi non si portano mai avanti da soli.

Ringrazio anche tutti coloro che in questi ultimissimi giorni mi hanno espresso stima e affetto, davvero tanti, mi avete resa più salda.

Chiudo con le parole di un ragazzo a me molto caro: “Guarda che non hai fatto un lavoro tecnico, hai fatto un vero lavoro politico, in un altro modo.” Spero abbia ragione.

NOTE

(1) vedi Rimpasto in Campidoglio: il monocolore pentastellato 24 settembre 2019

Rimpasto in Campidoglio: il monocolore pentastellato

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