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Le opere per Roma nel Recovery Fund

Pubblichiamo le parti contenute nel PNRR  (PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA -Next Generation EU (NGEU) che riguardano progetti per la Capitale  inviato a fine aprile all’Europa dal Governo Draghi, che, come già la versione di gennaio del Governo Conte,  ha di fatto ignorato i progetti contenuti nella Memoria della Giunta Raggi approvata nell’agosto 2020,  con il  Piano  di opere pubbliche e un set di fabbisogni di investimento per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro, che si articolava in ambiti che riguardano l’ inclusione sociale e la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile e integrata, le infrastrutture sicure ed efficienti, la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione (1). Gli unici progetti direttamente identificati per Roma ad oggi sono: 

  • Missione 1 (digitalizzazione PA, cultura, ecc)
  • Riforma TAR Lazio a Roma
  • – Progetto Cinecittà (2)
  • – Progetto Caput Mundi (3)
  • Missione 3 (Mobilità) – Roma-Pescara

Altri fondi (ad esempio efficientamento energetico, economia circolare, digitalizzazione PA, rigenerazione urbana…) riguarderanno Roma come tutte le altre grandi città, ma ad oggi non si sa su che temi, con che fondi e con che modalità di gestione. Importante è che i cittadini chiedano fin d’ora alle istituzioni comunali – attuali e post elezioni di ottobre – di avviare un confronto con le componenti sociali e la società civile per una condivisione allargata e partecipata degli obiettivi degli investimenti (AMBM)  

scarica PNRR_0 25 aprile 2021

CHE COS’E’ IL RECOVERY FUND

Il Recovery Fund è lo strumento individuato dalla Commissione europea per rilanciare le economie dei Paesi membri dopo la crisi causata dall’epidemia di coronavirus.

Il Piano presentato dall’Italia è articolato in 6 missioni*, in cui sono ripartite le risorse:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: 40,32 miliardi dal PNRR + 0,8 miliardi da React-EU + 8,74 dal fondo complementare
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: 59,47 miliardi dal PNRR + 1,31 da React-EU + 9,16 dal fondo complementare
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 25,4 mld da PNRR + 6,06 dal fondo complementare
  • Istruzione e ricerca: 30,88 miliardi dal PNRR + 1,93 mld da React-EU + 1 miliardo dal fondo complementare
  • Inclusione e sociale: 19,81 mld dal PNRR + 7,25 da React-EU + 2,77 dal fondo complementare
  • Salute: 15,63 miliardi dal PNRR + 1,71 da React-eu + 2,89 mld dal fondo complementare

Queste missioni a loro volta comprendono una serie di componenti funzionali per realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, articolate in linee di intervento che comprendono una serie di progetti, investimenti e riforme collegate.

Nel Recovery Plan di tutti i Paesi europei devono essere indicate delle Riforme che sono spiegate nel dettaglio, dal momento che la Commissione europea le considera parte integrante del Piano.  Quelle previste nel Piano di Draghi sono suddivise tra: riforme orizzontali, abilitanti e settoriali. 

Le riforme orizzontali, o di contesto, riguardano innanzitutto Pubblica amministrazione e giustizia. Le riforme abilitanti, devono garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti, tra cui si annoverano le misure di semplificazione e razionalizzazione della legislazione e quelle per la promozione della concorrenza. Le  riforme settoriali, sono misure consistenti in innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali. (dall’articolo su: da www.fasi.biz 5 Maggio 2021 Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi: risorse, mission, progetti e riforme di Marta Bonucci |Il dettaglio sulle risorse a disposizione, i contenuti delle missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, i progetti e le riforme. La versione definitiva del testo inviata a Bruxelles.Per approfondire: Il dettaglio sulle riforme nel Recovery Plan

Vedi anche:

Vedi anche Valigia Blu 1 maggio 2021 Cosa c’è da sapere sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza”: numeri, voci di spesa e critiche

(*) Rispetto alla versione presentata da Conte cambiano le risorse messe a disposizione per ogni missione: si riducono complessivamente i fondi per ogni settore di intervento, eccetto per ‘Istruzione e ricerca’, che guadagna fondi nella nuova versione.

NOTE

(1) VEDI Recovery Fund: le opere pubbliche e gli investimenti proposti da Roma Capitale

(2) (DAL PNRR) M1C3.3 INDUSTRIA CULTURALE E CREATIVA 4.0

La misura prevede due linee di intervento. La prima riguarda gli investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo per migliorarne la competitività. Il rilancio di un polo europeo strategico e celebrato in tutto il mondo per la produzione cinematografica e televisiva a Roma (Cinecittà) è essenziale per l’esistenza stessa della produzione cinematografica in Italia e per aumentare la sua attrattiva per le produzioni cinematografiche e televisive europee e internazionali. Ciò contribuirà all’occupazione e alla crescita nel settore e genererà ricadute (ovvero flussi turistici e commerciali legati alla sistemazione delle compagnie cinematografiche e audiovisive). La seconda linea di intervento si prefigge l’obiettivo di supportare l’evoluzione degli operatori dell’industria culturale e creativa. Questo comporterà di intervenire sia sui processi del settore, rivedendo gli appalti pubblici per gli eventi culturali in logica di maggiore sostenibilità ambientale, sia sulle competenze, supportando il capability building degli operatori su temi green e digitali.

Riforma 3.1: Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali

Lo scopo della riforma è quello di migliorare l’impronta ecologica degli eventi culturali (mostre, festival, eventi culturali, eventi musicali) attraverso l’inclusione di criteri sociali e ambientali negli appalti pubblici per eventi culturali finanziati, promossi o organizzati dal pubblico autorità. L’applicazione sistematica e omogenea di questi criteri consentirà la diffusione di tecnologie/prodotti più sostenibili e supporterà l’evoluzione del modello operativo degli operatori di mercato, spingendoli ad adeguarsi alle nuove esigenze della Pubblica Amministrazione.

Investimento 3.1: Sviluppo industria cinematografica (Progetto Cinecittà)

L’investimento ha l’obiettivo di potenziare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano. Il Progetto è finalizzato all’attenuazione dell’impatto sociale ed economico della crisi con l’obiettivo del potenziamento di crescita economica, occupazionale e competitività, anche agendo sulla formazione, con tre linee di intervento:

  • Potenziare gli studi cinematografici di Cinecittà gestiti da Istituto Luce Cinecittà SRL – società in cui il Ministero dell’Economia delle Finanze detiene il 100% della partecipazione e il Ministero della Cultura esercita i diritti del socio – per migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta produttiva, aumentare la capacità di attrazione delle grandi produzioni nazionali, europee e internazionali e potersi confrontare con i grandi competitor internazionali quali Pinewood, Shepperton, Babelsberg e Korda
  • Rilanciare le attività della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia mediante sviluppo di infrastrutture (“virtual production live set”) ad uso professionale e didattico tramite e-learning, alla digitalizzazione ed alla modernizzazione del parco immobiliare ed impiantistico
  • Rafforzare le capacità e le competenze professionali nel settore audiovisivo legate soprattutto a favorire la transizione tecnologica
  • (…)

(2) Investimento 4.3: Caput Mundi-Next Generation EU per grandi eventi turistici

La terza azione (500 milioni) volge un’attenzione particolare al patrimonio turistico del Paese sfruttando il volano dei grandi eventi che interesseranno. Attraverso Caput Mundi si è inteso cogliere un’importante opportunità per sviluppare un modello di turismo sostenibile in uno dei poli di maggiore interesse turistico a livello nazionale e in connessione anche all’evento giubilare. Si vuole creare un itinerario turistico nazionale che muovendo dalla Capitale porti il turismo lungo i percorsi nazionali spesso meno noti ma non meno unici. L’occasione è preziosa perché le vie che da Roma hanno percorso secoli di storia portano in tutta Italia e non è più possibile non offrire al turista un percorso che lo porti dalla Capitale alle altre meravigliose Regioni nazionali troppo spesso limitate ad un turismo di nicchia. Si proporrà una offerta differenziata per tipologia di turista, dal pellegrino, alla famiglia, al turismo di lavoro, al turismo esperienziale, al turismo di avventura a quello eno-gastronomico. Il progetto mira anche alla formazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore turistico per gestire i complessi restaurati. L’obiettivo è quello di alleviare la congestione delle grandi attrazioni culturali (“over-tourism”), dei principali siti archeologici e musei, ma anche delle chiese dei centri storici. Inoltre sarà sviluppata una app turistica dedicata a tutte le azioni svolte, quale contenitore di informazioni turistiche, culturali e logistiche. Le città avranno l’occasione di presentarsi in una veste rinnovata più verde e più fruibile anche grazie allo sfruttamento delle tecnologie digitali che consentiranno di gestire meglio gli accessi ed i percorsi. Verrà infine riconciliata la vocazione turistica con la vita dei cittadini con progetti di inclusione e partecipazione attiva e con l’ampliamento dei flussi turistici alle zone periferiche. In particolare, le risorse stanziate saranno destinate a:

  • Patrimonio culturale di Roma per Next Generation EU: rigenerazione e restauro del patrimonio cultuale e urbano e dei complessi ad alto valore storico e architettonico;
  • Dalla Roma pagana alla Roma cristiana: interventi di messa in sicurezza, anti-sismica e restauro di luoghi pubblici ed edifici di interesse storico lungo i cammini giubilari della Città;
  • #Lacittàcondivisa: riqualificazione delle aree periferiche della Città e dei siti tematici (aree archeologiche, palazzi) situati nelle ampie zone periferiche al di fuori di Roma;
  • #Mitingodiverde: rinnovo e restauro di parchi, giardini storici, fontane e ville;
  • #Roma4.0: digitalizzazione dei servizi culturali;
  • #Amanotesa: incremento dell’offerta culturale nelle periferie per promuovere l’inclusione sociale (ad es., rimozione delle barriere architettoniche, sensoriali, culturali e cognitive d’accesso ai luoghi di cultura, supporto a famiglie e soggetti fragili).

14 maggio 2021

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

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