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Per una economia circolare: rifiuti, da problema ad opportunità economica

cassonetti ottobre 2018 viale pinturicchio foto ambm di Paolo Gelsomini

La questione dei rifiuti a Roma e la situazione igienica di strade, marciapiedi, ville e giardini è drammatica. Non solo non si vedono segni di miglioramento, ma non si percepiscono nemmeno quelle tracce progressive di cambiamento che di solito accompagnano in qualsiasi settore della vita cittadina ogni piano rivoluzionario di transizione in atto. E nel campo dei rifiuti questo piano rivoluzionario si chiama “Economia Circolare”. Ma, più che un Piano, è un’idea sbandierata dalla sindaca Raggi che tale è rimasta, mentre la città soffoca sotto mucchi di “monnezza” maleodorante senza programmi credibili di raccolta differenziata e senza progetti di filiera per il trattamento dei rifiuti  e per il riuso e il riciclo dei materiali con il coinvolgimento dei Municipi e dei cittadini.

I dati parlano chiaro (1): Roma Capitale nel 2012, con la giunta Alemanno, ha registrato un livello di raccolta differenziata pari al 25,7%, ma solo con il cambio di passo attuato dalla giunta Marino da giugno 2013 ad ottobre 2015 si è fatto uno scatto consistente in avanti,  sino a raggiungere l’obiettivo del 41,2%. L’interruzione  anticipata forzata della consiliatura Marino ha sospeso e vanificato questo processo. Con la nuova giunta Raggi l’obiettivo a fine 2016 è stato del 42,9% e dopo tre anni di inerzia si è arrivati a registrare a fine 2019 il solo 44,5%.

dalla relazione dell'Agenzia Controllo Qualità, rpaporto igiene urbana 2019

dalla relazione dell’Agenzia Controllo Qualità, rapporto igiene urbana 2019

Ma a parte che queste percentuali di raccolta differenziata nei cassonetti sono legate a calcoli che hanno come unità di riferimento i cassonetti stessi,  il cui contenuto è pesato al momento della raccolta,  a prescindere da quello che ci si butta dentro, il problema vero, che rende inutile la raccolta differenziata, è il trattamento dei rifiuti, ancora oscillante tra scavare  buche per le discariche e costruire  i termovalorizzatori.

Occorre invece ricostruire tutto il processo, la cosiddetta filiera, dalla produzione del rifiuto (eliminare o ridurre gli imballaggi), al conferimento del rifiuto (superamento dei cassonetti in favore di forme di raccolta porta a porta studiate in base ai tessuti edilizi, urbanistici e sociali dei quartieri e dei rioni), al trattamento finale dei rifiuti.

L’Economia Circolare prevede non una trasformazione di materia in energia o una sepoltura in discarica dei rifiuti indifferenziati, ma una trasformazione su scala industriale sostenibile da materia a materia capace di attivare filiere produttive con tecnologie innovative e nuova occupazione qualificata, nonchè la collocazione di centri urbani di raccolta e riuso degli oggetti di scarto.
Proprio per far fronte a questa situazione è nato nel 2019 Il comitato “DeLiberiamo Roma”  con l’obiettivo di promuovere una delibera di iniziativa popolare per una gestione dei rifiuti decentrata, partecipata ed efficiente a Roma.
La proposta di delibera di iniziativa popolare n.104/2019 (2) depositata presso il Comune fu sostenuta da oltre 9000 cittadini con più di 7000 firme valide (ne occorrevano 5000) raccolte in appena tre mesi.
Il senso della proposta di delibera di iniziativa popolare è sintetizzato nel titolo: “Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale, il conferimento di funzioni di controllo ai Municipi, il decentramento di AMA spa su base municipale, linee guida del piano industriale e attuazione del percorso di partecipazione popolare previsto dalla Delibera di Assemblea Capitolina n. 129/2014(3) (quella trasformata da delibera di iniziativa popolare in delibera consiliare da Estella Marino assessore alle Politiche Ambientali della Giunta guidata dal Sindaco  Ignazio Marino).

La Proposta di Delibera di iniziativa popolare n.104 presentata nell’agosto 2019 sta ancora nei cassetti del Campidoglio, mentre la situazione dei rifiuti peggiora di giorno in giorno senza nessuna prospettiva.
Allora, il Comitato “DeLiberiamo Roma” è passato alla fase due e  sta promuovendo un programma di Economia Circolare per Roma che sarà presentato pubblicamente entro il prossimo mese di settembre.
Il cuore del Programma di Economia Circolare proposto è costituito dalle scelte programmatiche e dallo schema impiantistico. Si punta a realizzare per la prima volta nella storia di Roma Capitale un programma industriale per una filiera di “trattamento autosufficiente” nei propri confini amministrativi, in coerenza con le linee guida sul piano industriale e sul decentramento impiantistico nei tredici Municipi fuori dalla città storica contenute nella proposta di Delibera di iniziativa popolare n. 104/2019.

Tale criterio parte dalla necessità di iniziare a dare attuazione alla Città Metropolitana di Roma Capitale, in cui i Municipi romani sono entità istituzionali rappresentate come “organi amministrativi” al pari di altri Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane.

Sono Enti istituzionali che dovranno diventare nel tempo “Comuni Urbani Metropolitani”, mentre attualmente, pur essendo le istituzioni territoriali “in prima linea”, su cui si riversano le proteste ed i reclami dei cittadini-utenti, i Municipi di Roma Capitale sono privi di qualsiasi funzione o potere in materia di gestione dei rifiuti, pur avendo in molti casi dimensioni superiori  a quelle di tanti piccoli e medi comuni italiani. Il più piccolo Municipio romano è quello di Roma VIII che è equiparato demograficamente a Ferrara o Salerno, capoluoghi di provincia che gestiscono da sempre ed in proprio il ciclo dei rifiuti urbani dalla raccolta al recupero allo smaltimento finale.

In questa ottica,  il processo di attribuzione ai Municipi dei primi poteri di controllo e sorveglianza verso AMA, e/o aziende incaricate della gestione dei rifiuti urbani, e la previsione di implementare un percorso di prossimità rispetto ai propri rifiuti prodotti con una gestione di AMA territoriale,  sia della raccolta che del trattamento di recupero e smaltimento, costituisce il primo passo verso la futura costituzione dei Municipi in “Comuni Urbani Metropolitani”.

Ma questo percorso non potrà avviarsi se non in presenza di una azienda AMA profondamente riorganizzata, con una ripartizione del personale operativo e dirigenziale decentrata ed assegnata ai 15 Municipi per rapportarsi con gli organi politici municipali e con le organizzazioni civiche ed i cittadini-utenti del territorio. Serve riqualificare le mansioni interne e procedere a riscrivere del tutto la pianta organica del personale, che dovrebbe rinforzare con nuove assunzioni i ruoli operativi e ridurre i ruoli impiegatizi e amministrativi.

Dato che il livello qualitativo della raccolta differenziata a Roma è sempre più  preoccupante, per la presenza di frazioni estranee (4), adeve essere rivista tutta la filiera della raccolta dei rifiuti in tutti i Municipi con modalità più flessibile adattate alle tipologie urbanistiche e stradali.  Anche la dotazione impiantistica attiva di cui attualmente AMA dispone oggi è caratterizzata da una situazione di totale de-industrializzazione del trattamento dei rifiuti urbani.

Si può pensare di ripartire da un Nuovo Programma Industriale coerente con le nuove Direttive europee sull’Economia Circolare (5). Tale Programma Industriale sarà quindi basato sulle fasi della Riduzione-Riutilizzo-Recupero di Materia, ma, essendo in una fase di transizione, non possiamo non considerare anche l’impiantistica dedicata allo Smaltimento.

La previsione impiantistica contenuta nella Proposta di Programma di Economia Circolare,  i relativi costi, la programmazione delle fasi di transizione da un modello all’altro di raccolta e di trattamento dei rifiuti, sarà illustrata in un incontro pubblico cittadino nel prossimo mese di settembre.

I contenuti specifici e le scelte progettuali sono state già anticipate in una videoconferenza di fine giugno (dalla pagina Facebook del movimento legge rifiuti zero x l’economia circolare” )

Sarà una proposta che porterà contenuti ed idee all’interno delle schermaglie e dei tatticismi che stanno caratterizzando questa primissima fase della campagna elettorale a dir poco esangue e senza idee.

Paolo Gelsomini

19 agosto 2020

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

NOTE

(1) dalla Relazione 2019 dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma – Cap.II Igiene Urbana. SCARICA relazione_annuale_2019_cap_2_igiene_urbana

(2) Proposta di delibera di iniziativa popolare n.104/2019 “Norme per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale, il conferimento di funzioni di controllo ai Municipi, il decentramento di AMA spa su base municipale, linee guida del piano industriale e attuazione del percorso di partecipazione popolare previsto dalla Delibera di Assemblea Capitolina n. 129/2014”Proposta-Delibera-Iniziativa-Popolare dleiberiamoroma rifiuti-

(3)  Delibera A.C. 129/2014 “Indirizzi per l’avvio del percorso “verso rifiuti zero” attraverso l’introduzione di un programma di gestione dei rifiuti urbani e dei servizi di decoro ed igiene urbana, tra cui la raccolta differenziata “porta a porta spinta” dei rifiuti urbani”. scarica  Delib_AC_129_16_12_2014

 (4) Frazioni estranee sono rifiuti che vengono depositati  dentro ai contenitori delle raccolte differenziate (sacchi o cassonetti) sbagliati, che rovinano la qualità della raccolta differenziata di carta, vetro e imballaggi in plastica e lattine

(5) vedi COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52014DC0398R%2801%29

 

 

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