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Proviamo a fare chiarezza sul caso Tor Marancia

Rispondiamo  alle contestazioni che ci ha mosso il comunicato dei Cinquestelle di Roma per il nostro precedente articolo, Il misterioso caso del sequestro di Tor Marancia, mettendo insieme le informazioni raccolte,  e dopo un sopraluogo “sul campo” (> vai alle foto del 25 novembre), non per alimentare sterili polemiche, ma perché la questione ci sembra una buona occasione  per approfondire  la riflessione comune sul bene pubblico, in una situazione che richiede il massimo sforzo per distinguere tutti gli aspetti in gioco e utilizzare quelli pertinenti per accertare la verità  e per individuare possibili soluzioni.

IMG_4924Tor Marancia 25 -11

Diciamo subito che Carteinregola non è “contro il sequestro”, ma è favorevole alla realizzazione del parco pubblico di  Tor Marancia, realizzato nel rispetto delle regole. A nostro avviso è importante la  tutela del paesaggio ma anche  l’accertamento della verità e la correttezza dell’agire. E in questo caso l’obiettivo di tutti dovrebbe essere coniugare l’imprescindibile  tutela del paesaggio con  la restituzione di un pezzo del patrimonio collettivo  alla fruizione della cittadinanza (1).

IMG-20131123-00108 forestale tor maranciaCominciamo da quella che abbiamo definito “malainformazione”(2): ci riferiamo  al titolo e al contenuto  dell’articolo del Corriere della Sera (3), ma sicuramente il comunicato della Forestale non brilla per chiarezza: infatti  crea confusione l’ultimo paragrafo: “Inoltre, proprio all’interno della Tenuta Ceribelli…”, che non si capisce a che titolo tiri  in ballo ritrovamenti archeologici in un’area dall’altro lato della stradacerofolini roma today,  su cui non è stata effettuata alcuna operazione della Forestale stessa, con il rischio di insinuare che siano state commesse quantomeno delle irregolarità, che non ci risultano contestate e che nulla hanno a che fare con l’intervento oggetto del comunicato (fermo restando che – se fossero state commesse – i cittadini e  i comitati hanno tutti i diritti di inviare le segnalazioni agli organi competenti) (> vai al servizio video di Roma Today). Ma soprattutto, secondo le  nostre informazioni, non corrisponde a verità che gli interventi edilizi del comprensorio I-60 fossero subordinati dalla Convenzione alla realizzazione delle opere  nell’area sequestrata. I lavori previsti consistono nell’”attrezzaggio” del parco, un  onere a carico del Consorzio Tor  Marancio, che non è la“conditio sine qua non” per le edificazioni (4): infatti sono ben 24 le convenzioni  per le compensazioni atterrate in varie zone di Roma in cambio della cessione del comprensorio di Tor Marancia, convenzioni  che sono state  stipulate  non a fronte della realizzazione dei lavori nel parco (non si tratta infatti  né di opere  di urbanizzazione né di opere “a scomputo”) ma a  fronte del pagamento degli oneri,  come nel caso dell’I-60. E a questo punto al Consorzio nulla cambia se l’attrezzaggio prescritto sia  a parco  pubblico, con parcheggio e area giochi, o ad oasi naturalistica, quindi senza opere che ne permettano la fruizione pubblica. Mentre per i cittadini è una bella differenza…

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In ogni caso riaffermiamo con decisione che  nell’area non è prevista alcuna edificazione (5) : né chioschi – come sembra ventilare il comunicato della Forestale – né altre costruzioni, se non pergolati per l’ombreggiatura del parco giochi e per dividere le zone accessibili al pubblico dalle zone chiuse. E nemmeno è previsto dal progetto- nè ci risulta avvenuto – alcun abbattimento di alberi. Sicuramente sono state danneggiate le radici di alcuni pini(6), ma questa è una conseguenza – oltre  che della  scelta infelice a monte di realizzare i parcheggi a raso in un’area alberata –  della mancanza di professionalità   di chi ha eseguito i lavori (la ditta che ha avuto l’appalto) e di chi non ha vigilato adeguatamente (ci risulta – ma bisognerebbe approfondire – che il compito sarebbe stato dell’ente parco).

map tor marancia 2003

L’area dei lavori nel 2003

map tormarancia 2005

2005

map tor marancia oggi

Ultima rilevazione Google map 2012/2013

[Dal confronto delle  foto aeree estratte da Istella  risultano escluse operazioni di taglio o abbattimento di impianti arborei e che non esistono formazioni arbustive tipiche del sottobosco]

 

Quanto alle motivazioni del sequestro (7), secondo il  comunicato della Forestale[8] le opere in corso sono stato contestate  perché incompatibili con i vincoli sussistenti su un “bosco di alto fusto nel Parco regionale dell’Appia Antica”. Dovrà essere certamente il giudice a stabilire la fondatezza delle accuse, ma per il momento a noi risulta che il progetto sia stato autorizzato in quanto rispondente ai vincoli di tutela esistenti nel territorio in questione, sottoposto a specifica normativa ai sensi del PTP.  E per la porzione di territorio interna al Comune di Roma nelle località Valle della Caffarella, Appia Antica e Acquedotti, il PTPR rinvia a quanto previsto dal PTP di Roma ambito 15/12 Valle della Caffarella, Appia Antica ed Acquedotti.[9].

Come già detto, noi speriamo che la magistratura faccia le opportune verifiche, che condanni chi è da condannare a risponderne  nelle sedi opportune,  ma soprattutto che prescriva le soluzioni praticabili per preservare l’ambiente naturale e nello stesso tempo  rendere accessibili ai cittadini le parti previste per l’uso pubblico. Non vorremmo polemizzare, ma ci pare che le contestazioni che ci hanno mosso i Cinquestelle, più che dagli interessi della collettività, siano mosse dalla speranza – sicuramente in buona fede – che il sequestro di Tor Marancia riesca bloccare la  famigerata cementificazione dell’I-60 [10].  Speranza che vorremmo condividere, ma nello stesso tempo  non possiamo condividere le affermazioni di quei cittadini della zona che sostengono che “non ci sia alcuna fretta” per  dissequestrare il cantiere [11].

Da sempre siamo al fianco dei comitati che si battono contro la  sconsiderata moltiplicazione di palazzi e cemento  nella Capitale (vorremmo ricordare di essere stati i promotori del presidio di 4 mesi in Campidoglio contro le delibere urbanistiche della giunta Alemanno), ma  senza prescindere – lo diremo fino alla nausea –  dal rispetto delle regole a tutela dell’interesse pubblico. E  proprio per questo speriamo che il magistrato sappia indicare una strada rispettosa dell’ambiente e della giustizia per restituire ai cittadini un patrimonio di tutti.

IMG_4915 Tor Marancia 25 -11

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(1) dal comunicato Cinquestelle Roma: (alcune) Associazioni contro il sequestro di Tor Marancia? Dopo il sequestro del cantiere del Parco di Tor Marancia per gravi ipotesi di reato come danno ambientale e lottizzazione abusiva, abbiamo assistito al solito scarica barile italiano, con il presidente del Municipio Catarci che attribuisce le responsabilità all’assessore Caudo. Ebbene, come possiamo ampiamente dimostrare, Catarci e l’assessore Estella Marino erano stati informati. Per esempio in occasione della presentazione pubblica del 9 ottobre 2013. Pensiamo che tutte le associazioni dovrebbero concentrarsi sulla tutela del paesaggio; sorprende, dunque, la posizione di alcune associazioni che hanno prodotto osservazioni che poco hanno a che vedere con i reati contestati;

(2) dal comunicato Cinquestelle Roma:a tal proposito, vogliamo precisare alcune questioni: 1) “Bloccati 32 palazzi a Tor Marancia“: FALSO, sia nel comunicato del Corpo Forestale che in quello nostro (unica forza politica che ha seguito il sequestro) non si è parlato di blocco dei palazzi ma dell’area di Tor Marancia.

(3) 23 novembre 2013 Corriere della Sera Colata di cemento nel parco dell’Appia Antica Bloccati 32 palazzi a Tor MaranciaSequestrati 26 ettari. La lottizzazione abusiva con l’avallo di Regione e Comune. I reperti archeologici ricoperti con il nullaosta della sovrintendenza. Cinque indagati

(5) dal comunicato Cinquestelle Roma: 2) “E le proteste dei cittadini e dei comitati della zona, tra cui il comitato Stop I-60 in realtà non hanno a che fare con il sequestro, nè con il Parco di Tor Marancia, ma con le edificazioni previste in un’area contigua, che fanno parte delle compensazioni che il Comune ha riconosciuto in passato ai proprietari dei terreni di Tor Marancia per acquisirli al patrimonio pubblico“:FALSO, come dimostra l’esito delle nostre richieste di accesso agli atti e le nostre comunicazioni al Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale, i lavori del Parco costituiscono condicio sine qua non e parte integrante della Convenzione Urbanistica del 5/10/2011 che definisce e formalizza l’accordo tra il consorzio di Costruttori “GrottaPerfetta” e Roma Capitale.

(5) dal comunicato Cinquestelle Roma: 3) “E possiamo già anticipare alcune precisazioni necessarie: intanto che l’area sequestrata è una zona destinata a parco pubblico, in cui quindi non vi è prevista alcuna edificazione…“,FALSO, l’autorità giudiziaria ha chiarito che “i lavori realizzati non sono opere di pubblico interesse idonee a salvaguardare l’integrità dei luoghi e dell’ambiente naturale del comprensorio del Parco e pertanto non potevano essere autorizzati“.

(6) dal comunicato Cinquestelle Roma:4) “Non vi sono stati danni al Parco“, FALSO, chi abita lì può testimoniare il contrario, come anche il materiale fotografico raccolto nel tempo dall’Autorità Giudiziaria. NOTA : Se si rilegge quanto da noi pubblicato, la frase che ci è attribuita  non esiste. Abbiamo scritto che non sono stati abbattuti alberi, e che il progetto, approvato dalle conferenze dei servizi a cui hanno partecipato gli enti comunali e regionali preposti, non prevedeva alcun  abbattimento.

(7) dal comunicato Cinquestelle Roma:Inoltre, il Corpo Forestale ha comunicato che “su disposizione della Procura della Repubblica e convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma, che ha portato alla sospensione dei lavori della Tenuta di Tor Marancia, all’interno dell’area naturale protetta a sud della Capitale, a causa dell’alterazione del paesaggio rurale e forestale“.Infine: “Sono stati realizzati, infatti, due ampi parcheggi, un parco giochi, fognature e reti di irrigazione, la base di una pista ciclo-pedonale lunga oltre tre chilometri ed estese recinzioni di reti metalliche. Per realizzare tali opere sono stati sbancati diversi ettari di terreno, recise le radici di numerosi pini di alto fusto, compromettendone la stabilità, cementificato un sottobosco e sono state danneggiate numerose specie vegetali“.


[8] dal comunicato della Forestale:“…dentro un bosco, all’interno di un’area naturale protetta, sono presenti dei vincoli inderogabili e, pertanto, non si possono né autorizzare né costruire strade, parcheggi, muri in cemento armato, chioschi e parchi giochi. L’intera zona è, infatti, sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e inoltre, sullo stesso territorio, nelle ‘aree ricoperte da soprassuoli boschivi, si applicano le misure di salvaguardia previste per le aree forestali…”

[9] dei vincoli esistenti sulle  “aree boscate”  si occupa l’art. 142, co.1, lett.g del DLgs. 42/2004 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42!vig

il  Piano Paesistico di quest’area definisce  “aree boscate” le superfici coperte da vegetazione forestale non inferiori a 5.000 mq. con grado di copertura delle chiome superiore al 50%. (sono quindi escluse le piante sparse e  i filari) (vedi art. 9 del PTP/15/12 “Valle della Caffarella, Appia Antica ed Acquedotti”, ribadito anche nell’art. 38 del PTPR Regione Lazio). http://www.regione.lazio.it/rl_urbanistica/?vw=contenutiElenco&id=8

scaricanorme_tecniche art. 9 del PTP:15:12 “Valle della Caffarella, Appia Antica ed Acquedotti”

[10] dal comunicato Cinquestelle Roma:In conclusione, si potrebbe ipotizzare che la “confusione” sia stata creata ad hoc: come si dice a Roma, “si prova a buttare tutto in caciara” con un intento politico più che ambientalistico, ma i fatti sono chiari e auto-esplicativi

[11] Un articolo di Roma Today che riportava la conferenza stampa del 25 novembre scorso del Presidente Catarci inseriva nel titolo: Ma per i cittadini “Non c’è alcuna fretta, anzi”.  E nell’articolo: Tenuta Tor Marancia: il Municipio chiede indagini rapide e scrupolose ….„I CITTADINI NON HANNO FRETTA – Una Convenzione come “stella polare” , che si attende di capire se sia stata disattesa. Con una certa fretta, per il presidente Catarci, che non è corrisposta però dai cittadini. Durante l’Assemblea, l’intervento di Giovanna Arcangeli,  portavoce dello Sportello per il Disagio Abitativo, e poi quello di Giuseppina Granito, del Coordinamento Stop I-60, hanno teso a sottolineare come, a loro avviso, tutta quella fretta  non sia auspicabile. “Non è vero che i cittadini stanno aspettando con il fiato sul collo questo parco – ha ricordato Arcangeli  –  che sarà finito tra molti anni e sarà fruito solo in minima parte, come ci è stato detto nei tre incontri all’Urban Center.Tutta questa fretta verso la magistratura, io direi proprio che non c’è. I lavori vanno fatti con calma, perché quella è un’area archeologica – ha poi ricordato riferendosi all’I-60  – e come tale è stata sventrata”.“ http://garbatella.romatoday.it/sequestro-parco-tor-marancia-conferenza-stampa-catarci.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email

39 Responses to Proviamo a fare chiarezza sul caso Tor Marancia

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