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#Romasenzamafie: le richieste ai candidati Sindaco di Roma

Giovedì 23 settembre abbiamo parlato del protocollo che l’Associazione DaSud e Avviso Pubblico chiedono di sottoscrivere ai candidati Sindaco, con impegni precisi per prevenire e contrastare la presenza e il radicamento delle mafie in città, con Danilo Chirico (Presidente Associazione Dasud), Pier Paolo Romani (coordinatore nazionale di Avviso Pubblico), Guglielmo Muntoni (ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma e ora Presidente dell’Osservatorio sulle politiche di contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio Roma)

APPELLO AI CANDIDATI SINDACO E PROTOCOLLO IN 10 PUNTI PER UN IMPEGNO CONCRETO DELLA FUTURA AMMINISTRAZIONE CAPITOLINA CONTRO CRIMINALITÀ E CORRUZIONE

Inchiesta e vigilanza, appalti, strategie contro la corruzione, beni confiscati, contrasto del gioco d’azzardo e della dispersione scolastica, educazione alla legalità e promozione della responsabilità civica tra le macro aree strategiche del documento. L’invito alla sottoscrizione il 25 settembre, alle ore 12, negli spazi di ÀP a Cinecittà con l’impegno per il candidato che sarà eletto di adottare una delibera apposita nei primi 100 giorni di governo e di attuare almeno tre punti del protocollo

Roma, 7 settembre 2021 – Contro mafie, criminalità e corruzione non c’è più tempo da perdere. È l’appello che Associazione antimafie daSud e Avviso Pubblico rivolgono ai candidati sindaco della città di Roma con l’invito a sottoscrivere il 25 settembre, alle ore 12, negli spazi di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti di Cinecittà-Don Bosco, ROMA SENZA MAFIE: il primo protocollo a livello comunale per un impegno concreto della futura amministrazione capitolina a prevenire e contrastare la presenza e il radicamento delle mafie in città (1).

Appalti truccati, tangenti, cambi di proprietà sempre più frequenti, quasi 1.300 attività cedute, centinaia di società a rischio usura e riciclaggio, fiumi di soldi sporchi investiti in nuovi modelli di business, omicidi, gambizzazioni, estorsioni e più di 200 beni immobili sottratti alla criminalità organizzata. Così le mafie agiscono a Roma, città d’Italia che registra da tempo la presenza radicata di diverse organizzazioni mafiose, italiane e straniere, dove da tempo l’economia e la tenuta sociale di interi territori sono minacciate e intaccate dalla presenza di vecchi e nuovi clan che oggi traggono ulteriore vantaggio dalle nuove difficoltà, disuguaglianze e forme di povertà provocate dalla pandemia.

Dieci i punti individuati nel protocollo a partire da alcune macro aree strategiche per il futuro della Capitale. Tra queste: inchiesta e vigilanza, gestione degli appalti e dei contratti pubblici, strategie contro la corruzione, valorizzazione dei beni confiscati, contrasto del gioco d’azzardo e della dispersione scolastica, educazione alla legalità e promozione della responsabilità civica.

Non solo promesse simboliche, ma impegni concreti e verificabili. Come l’obbligo di istituire una commissione comunale antimafia permanente con compiti di inchiesta e vigilanza e di un comitato sulla legalità con funzioni consultive e propositive, finalizzato a co-progettare una strategia di prevenzione e contrasto alle mafie e ai fenomeni criminali favorendo il dialogo tra istituzioni, enti e associazioni; l’immediata applicazione della delibera comunale del 2018 sul regolamento dei beni confiscati (2); l’obbligo di richiesta di informazioni alla prefettura per tutti gli appalti anche inferiori alla soglia attualmente prevista dal codice degli appalti e da estendere anche alle aziende in subappalto; l’istituzione di un ufficio antiriciclaggio; l’utilizzo dei “Patti di integrità” (3) in materia di contratti pubblici; mappatura, in materia di gioco d’azzardo, dei luoghi sensibili in vista dell’entrata in vigore del “distanziometro” (4); presentazione di un piano con finanziamenti ad hoc per il contrasto della dispersione scolastica.

Il 3 e 4 ottobre con le elezioni amministrative affermano i promotori – si giocherà una partita molto importante per il futuro della Capitale e le sfide che attendono il prossimo primo cittadino di Roma sono tante e complesse. Fra tutte, quella per il contrasto delle mafie è dal nostro punto di vista la più difficile e al contempo urgente che, ancora una volta, non trova sufficiente spazio nei proclami e programmi elettorali, nonché nel dibattito pubblico. Ci auguriamo che tutti i candidati apprezzino l’iniziativa e manifestino la volontà di aderire, discutere e sottoscrivere il documento il prossimo 25 settembre”.

Roma Senza Mafie” rappresenta il primo documento nel suo genere a Roma, il secondo in ordine di tempo se si considera “Municipi Senza Mafie”: la carta d’intenti promossa a livello municipale dall’associazione daSud e sottoscritta nel 2013 da tutti i minisindaci (5). Come quest’ultima, anche il nuovo protocollo punta a essere un modello di collaborazione tra le istituzioni locali e nazionali e le realtà sociali e territoriali, per mettere in pratica azioni concrete di prevenzione e contrasto del radicamento mafioso.

Firmando il protocollo “Roma Senza Mafie”, la candidata o il candidato che sarà eletto si impegnerà formalmente ad approvare una delibera di indirizzo e almeno tre dei punti programmatici del protocollo nei primi cento giorni di governo al fine di segnare in maniera chiara e netta l’indirizzo della nuova amministrazione capitolina. L’impegno dovrà proseguire con l’approvazione di ulteriori quattro punti entro un anno e progressivamente dei restanti nel corso della consiliatura. I promotori si impegnano a fare una prima verifica dopo un anno dalla sottoscrizione.

Con questa iniziativa si apre la settima edizione di Restart, il tradizionale festival della creatività antimafia e dei diritti promosso e organizzato da daSud fino al 2 ottobre negli spazi di ÀP, l’Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti presso l’IIS Enzo Ferrari di Cinecittà-Don-Bosco, nella periferia del quadrante Est di Roma. “Il tempo di maleducare” è il titolo che caratterizzerà la nuova edizione.

scarica IL PROTOCOLLO ROMA SENZA MAFIE

Scarica l’ALLEGATO AL PROTOCOLLO

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

ALLEGATO 1 – Protocollo “Roma Senza Mafie”

In caso di elezione, i/le candidati/e si impegnano concretamente ad attuare quanto segue:

  1. Istituire una commissione comunale permanente antimafia
  2. Costituirsi automaticamente parte civile nei processi legati a clan di natura mafiosa e/o riconducibili a fenomeni di criminalità organizzata con particolare attenzione a soggetti dediti a pratiche di tipo usurario o racket. Le somme ottenute dai processi saranno reinvestite in attività progettuali di educazione alla legalità e di attivazione della responsabilità civica.
  3. Utilizzare per fini sociali e istituzionali i beni confiscati presenti sul territorio. A tal fine, applicare con immediatezza il regolamento sui beni confiscati approvato nel 2018 e pubblicare sul sito del Comune l’elenco degli immobili sottratti alle mafie, come previsto dalla normativa in vigore.
  4. Assumere l’obbligo di richiesta di informazioni alla prefettura per tutti gli appalti, anche inferiori alla soglia prevista del codice degli appalti. La medesima richiesta di informazioni deve essere estesa anche alle aziende in subappalto.
  5. Istituire un Ufficio Antiriciclaggio al fine di rilevare anomalie significative ed effettuare segnalazioni di operazioni finanziarie sospette all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Curare la formazione di dirigenti e funzionari e impiegati dell’ente sulle dinamiche del riciclaggio, evasione e elusione fiscale, sulla prevenzione della corruzione e sui possibili indicatori di anomalia di rischio individuabili dagli Enti Locali.
  1. Utilizzare lo strumento dei “Patti di integrità” per introdurre nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e nelle concessioni amministrative, anche in materia urbanistica, di edilizia privata nonché di raccolta e smaltimento dei rifiuti, specifiche clausole che integrino quelle normativamente previste e responsabilizzino i privati che entrano in rapporto con l’Ente. Valorizzare l’uso della documentazione antimafia, nel rispetto delle previsioni di legge integrandola con “protocolli di legalità” eventualmente predisposti dalla Prefettura competente quale strumento di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni criminali nell’attività amministrativa.
  2. In materia di gioco d’azzardo, verificare attraverso la Polizia locale l’utilizzo dell’applicativo SMART, quest’ultimo messo a disposizione dei Comuni dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il rispetto dell’ordinanza sindacale di limitazione degli orari (n.111 del 2018). Inoltre, mappare i luoghi sensibili in vista dell’entrata in vigore del “distanziometro” che, dall’agosto 2022, si applicherà anche alle licenze in essere, come previsto dalla normativa regionale. Da ultimo, organizzare campagne informative rispetto ai rischi connessi al gioco e di supporto per le persone e le famiglie maggiormente in difficoltà.
  3. Presentare un piano con finanziamenti ad hoc per la realizzazione di progetti pluriennali di apertura delle scuole al territorio e di realizzazione di attività sportive per favorire l’inclusione sociale, contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa.
  4. Istituire un Comitato sulla legalità, con funzioni consultive e propositive, finalizzato a co-progettare una strategia di prevenzione e contrasto alle mafie e ai fenomeni criminali, favorendo il dialogo e il confronto tra istituzioni, associazioni, enti, ordini professionali che svolgono attività nel settore dell’antimafia sociale e nella promozione della cittadinanza attiva e responsabile.
  5. Istituire un concorso rivolto alle scuole cittadine sui temi della legalità costituzionale e della giustizia sociale.

Per osservazioni e precisazioni: lboratoriocarteinregola@gmail.com

9 settembre 2021 ULTIMO AGGIORNAMENTO 18 settembre 2021

NOTE

(1) SCARICA IL PROTOCOLLO e l’allegatoCS_PROTOCOLLO ROMA SENZA MAFIE_DEF Allegato 1_Protocollo-RSM-daSud-AvvisoPubblico

(2) scarica Regolamento per la gestione dei beni confiscati Deliberazione Assemblea Capitolina n.80 2018

(3) il  Patto d’Integrità è uno strumento che mira a rendere più trasparente il processo di una gara d’appalto, istituendo un “patto” di fiducia e reciproco impegno a principi di correttezza, lealtà e trasparenza tra tutti gli attori in gara.

(4) vedi la battaglia di Carteinregola contro lo sciagurato rinvio, dalla Regione Lazio, del distanziomen tro che doveva diventare vigente il 1 settembre 2021 Slot Machine: l’emendamento che chiediamo ai consiglieri regionaliSlot Machine: l’emendamento che chiediamo ai consiglieri regionali23 Giugno 2021 Continua#

(5) Vedi http://www.dasud.it/municipi-senza-mafie-18-novembre-firma-del-primo-protocollo-antimafia-di-roma/

2 Responses to #Romasenzamafie: le richieste ai candidati Sindaco di Roma

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