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Sono passati 150 giorni dalla richiesta di Spiazziamoli di un’Assemblea Capitolina aperta…

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un mosaico di immagini della manifestazione “spiazziamoli! del 9 marzo 2015

Pubblichiamo una riflessione di Guido Marinelli, Presidente del Comitato di Quartiere StatuarioCapannelle, che ha partecipato   a Spiazziamoli – l‘iniziativa contro le mafie dello scorso 9 marzo in 50 piazze della città organizzata da  decine di associazioni e comitati cittadini (e anche da circoli di partiti) –  a  proposito della manifestazione del 3 settembre scorso. Con una postilla.

 Spiazziamoli riunisce  più di 100 comitati/associazioni, gli unici  che sono  scesi  in piazza contro le mafie prima della manifestazione indetta dal PD davanti alla Chiesa Don Bosco qualche giorno fa.
E  dopo il successo della manifestazione del 9 marzo, Spiazziamoli aveva formalmente chiesto al Comune (e a tutti i capigruppo capitolini) di organizzare un’Assemblea Capitolina aperta  per discutere  di  Mafia Capitale insieme ai cittadini. Ma non ha mai avuto risposta, e ormai sono passati 150 giorni  (in calce la lettera)
Quando il Partito Democratico (e il gruppo PD del Campidoglio) ha lanciato  la manifestazione alla Chiesa Don Bosco,  doveva ricordarselo. E  proporre  fin dall’inizio a quella società civile da tempo in prima linea, di costruire la mobilitazione insieme    Invece,  delle tante realtà che quotidianamente fanno i conti con il territorio e i suoi problemi, se n’è ricordato solo all’ultimo momento.  E una grande manifestazione contro le mafie che vada al di là delle appartenenze partitiche,  pensata per mettere tutti insieme senza “cappelli” poltici   sarebbe stata un’altra cosa.

La mafia si combatte con l’azione quotidiana, con le buone pratiche, facendo rete e aiutandosi nelle situazioni di tutti i giorni.

La mafia si combatte prendendo coscienza che quello che rubano esce dalle nostre tasche. Buche non riparate, erba non tagliata, servizi inefficenti, trasporti non funzionanti, tasse eccessive … sono tutte conseguenze dirette dell’illegalità, della corruzione, della mafia.

La mafia si combatte cercando di eliminare le fonti ecnomiche che l’alimentano: dalle attività illegali fino agli appalti truccati

La mafia si combatte insieme ai cittadini

Guido Marinelli, Presidente Comitato di Quartiere StatuarioCapannelle

Postilla: A quegli esponenti e realtà della società civile che hanno aderito (ARCI, ACLI,  sindacati e varie associazioni) sostenendo   che la manifestazione non era  più solo del PD – e quindi non più una manifestazione “partitica” – perchè era  stata successivamente aperta a tutti, domando: se fossero stati i Cinquestelle o il centrodestra a indire la manifestazione, per poi “aprirla a tutti” avreste aderito ugualmente? (AMBM)

Mafia Capitale: Spiazziamoli! chiede un’Assemblea Capitolina aperta*

 Oltre cento associazioni, comitati, gruppi e singoli cittadini chiedono l’apertura di una discussione pubblica sull’aggressione dei clan a Roma e sul sistema corruzione svelato dalle indagini e tutt’altro che risolto: “Le nostre idee per una città senza mafie”

La lettera di Spiazziamoli
Preg.ma Valeria Baglio Presidente Assemblea Capitolina

Preg.mo Ignazio Marino Sindaco  di Roma

e p.c.

Preg.ma Gemma AzuniVicepresidente Assemblea Capitolina

Pre.gmo Franco MarinoVicepresidente Assemblea Capitolina

Preg.mi Capigruppo Pd, Sel, Centro Democratico, Lista Civica Marino, M5S, Pdl, Fratelli d’Italia, Cittadini per Roma, Alfio Marchini Sindaco, Ncd, Alleanza popolare nazionale, Movimento Cantiere Italia, Lega Salvini

Preg.mi Consiglieri Comunali Roma

Preg.mi Assessori Comunali Roma

Preg.mi Presidenti di Municipio di Roma

Oggetto: Richiesta convocazione Assemblea Capitolina straordinaria aperta sulle mafie a Roma

Preg.mo Sindaco, Preg.mo Presidente

L’indagine Mondo di Mezzo, le inchieste su ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra, le sentenze e le ultime vicende che hanno riguardano il municipio di Ostia, i numerosi arresti per corruzione ci consegnano un quadro criminale e sociale grave e preoccupante per Roma di fronte al quale in città, nella regione e nel Paese è calato un inesorabile e irresponsabile, qualche volta complice, silenzio.

Le problematiche emerse dalle indagini, però, sono tutt’altro che risolte. Il radicamento delle mafie, l’inquinamento del commercio, dell’economia e del terzo settore, il sistema di corruzione generalizzato, il controllo di interi pezzi di territorio, la diffusione a macchia d’olio di sale slot, i fiumi di droga che arricchiscono i clan, il silenzio delle classi dirigenti sulle dinamiche mafiose, l’impossibilità di cittadini e associazioni di intervenire nei processi decisionali sono questioni esiziali per la democrazia in questa città.

Per queste ragioni lo scorso 6 e 7 marzo oltre 100 associazioni, comitati e gruppi hanno organizzato l’iniziativa “Spiazziamoli – 50 piazze per la democrazia e contro le mafie”, la più importante e partecipata reazione delle società civile a Mafia Capitale e all’aggressione dei clan nella nostra città. Per la prima volta un grande evento, che ha riguardato tutti i municipi e migliaia di persone, ha messo al centro la voglia dei cittadini di dire “no” alle mafie e di contribuire a costruire un futuro migliore per la nostra città che passi attraverso una presa di parola collettiva contro le mafie, la lotta alla corruzione e per la trasparenza; la centralità della costruzione di un nuovo welfare territoriale (a partire dal reddito, strumento necessario per contrastare la marginalità sociale in cui le mafie trovano terreno fertile); l’autodeterminazione dei territori; il contrasto alla speculazione edilizia; il riutilizzo per finalità sociali di beni confiscati e pubblici inutilizzati. Crediamo che questi siano temi centrali per il futuro della città e che sia indispensabile che le istituzioni se ne facciano carico fino in fondo in un processo politico e amministrativo che tenga al centro il confronto e la relazione con le forze sociali della città, con le cittadine e i cittadini di Roma.

Per questa ragione, consideriamo necessario che nella Capitale si dia finalmente avvio a una discussione pubblica, aperta e rigorosa sullo stato della città, sul radicamento delle mafie, sulle strategie da mettere in campo per affrontare e risolvere questo grave problema che rischia di pregiudicare il futuro del nostro territorio. Una discussione che deve iniziare nella casa di tutti i romani: il Campidoglio.

Chiediamo pertanto che ci sia una convocazione urgente – sempre evocata a cui però non s’è mai dato seguito – di una riunione straordinaria aperta dell’Assemblea capitolina sulle mafie a Roma. Serve infatti un atto politico formale inequivocabile e di grande forza da parte della giunta e del consiglio comunale, una presa d’atto senza più timidezze e ondeggiamenti da parte di tutti i rappresentanti istituzionali della Capitale ed è necessario che questo avvenga durante una discussione aperta con le cittadine e i cittadini di Roma.

Distinti saluti

Il coordinamento di associazioni e comitati che ha organizzato Spiazziamoli

info su www.spiazziamoli.it

spiazziamoli@gmail.com

ufficio stampa spiazziamoli

(*) il “consiglio comunale aperto” viene costantemente inteso “come seduta del Consiglio alla quale la popolazione è invitata a partecipare e ad intervenire nella discussione dell’argomento all’ordine del giorno e ad esprimere sullo stesso le proprie opinioni

 

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