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Municipio XIV: i passi da gambero della partecipazione M5S

foto da Fb Urban center 24 luglio 2017

foto da Fb Urban center 24 luglio 2017 (membri del comitato partecipativo che dovevano riunirsi  nel Municipio lo hanno trovato sbarrato)

(7 novembre 2017) L’Assessora alla Partecipazione del Municipio XIV  ha risposto al nostro articolo di qualche giorno fa – La Casa del XIV Municipio, un conflitto in stallo* – con parole che vanno  molto al di là delle stringate comunicazioni fornite. In  una situazione in cui l’attuale Presidente e maggioranza M5S del XIV Municipio non vogliono riconoscere il Comitato partecipativo eletto dai comitati e associazioni del Municipio che hanno costituito da 2 anni l’Urban center XIV  sulla base di una delibera e di regole elaborate insieme dai cittadini e dalle istituzioni municipali  durante la precedente Amministrazione, Carteinregola aveva scritto chiedendo  di ricomporre il conflitto, cercando una soluzione condivisa, vista anche la  disponibilità degli eletti della componente civica a indire nuove elezioni appena varato il  nuovo regolamento.  A tale richiesta l’Assessora alla Partecipazione Ruffa  ha risposto con una gelida informativa,  in cui assicura che  “il lavoro di audizione in commissione municipale di soggetti rilevanti per la stesura del nuovo regolamento della Casa del Municipio sta procedendo“, che si lavora “ a stretto contatto con il Campidoglio” e che l'”8 novembre  – alle 11 in via Battistini 464 – verranno auditi l’Osservatorio sugli Urban Center e la Casa della Città ”  nell’ottica di procedere “per creare delle infrastrutture partecipative che possano rendere la collaborazione con i cittadini più agevole, trasparente e soprattutto una pratica condivisa in tutti i territori“.
Queste  parole  ci sembrano confermare che è  in atto proprio quello che i cittadini dell’Urban Center, e Carteinregola, temevano: cioè  che si pensa di  (ri)costruire la Casa del Municipio come se si partisse da zero e  come se non ci fosse già un comitato partecipativo esistente (cioè senza che sia stata formalmente abrogata la delibera che lo  istituisce e il relativo regolamento ancora vigenti, che  devono essere rispettati o abrogati**) Come dei proprietari  di un appartamento che si aggirano  per le stanze parlando di buttare giù muri  o ridistribuire tramezzi passando davanti ad inquilini allibiti perchè non hanno ricevuto alcun avviso di sfratto.
E parimenti si procede a una modifica delle regole, senza accogliere la proposta dei cittadini di una stesura condivisa del regolamento (secondo la stessa modalità seguita dalla precedente amministrazione), ma  scegliendo di tornare  allo stile  – a cui siamo tristemente abituati –  della “politica politicante”, che, anzichè condividere i processi con i cittadini attivi nei territori, riserva  l’elaborazione delle forme della partecipazione  a una commissione di eletti, circoscrivendo  il coinvolgimento  delle associazioni e dei comitati del quartiere  a una audizione (se va bene) all’interno della consultazione dei “soggetti rilevanti”. Intanto  alla citata riunione di Commissione dell’8 novembre, con ODG “inerente la tematica “Casa del Municipio”,  i rappresentanti della componente civica dell’Urban center potranno presenziare solo  in qualità di  “pubblico”,  i cui interventi non sono nemmeno messi  a verbale. Tornando  così al “modello” da sempre praticato dalle vecchie amministrazioni (prima dell’istituzione dell’Urban center XIV, così diverso e partecipato,  fin dalla fase della sua progettazione !). Con buona pace della sbandierata “partecipazione”,  sarà quindi  una Commissione di eletti a cambiare le regole, tagliando fuori quei cittadini che pure si sono impegnati con entusiasmo per costruire una Casa del municipio “dal basso”, democratica e condivisa.
Scelta che, si badi,   è assolutamente legittima, dato che gli eletti rappresentano i cittadini che li hanno votati, e che hanno tutte le facoltà di cancellare quanto deciso e costruito dalla precedente Amministrazione.
Però, per rispetto delle regole, dei cittadini e della loro  dignità, dovrebbero avere il coraggio delle loro scelte e prendersi apertamente le proprie responsabilità.
Abroghino quindi la vecchia delibera (insieme al vecchio regolamento) e  procedano come meglio credono.
In assenza di questo, rischiano, oltre a  inciampare  probabilmente in qualche  irregolarità, di fare anche una brutta figura

Anna Maria Bianchi Missaglia

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

* Si veda la circostanziata ricostruzione della cronologia della vicenda Urban center XIV Municipio, cronologia e materiali

** Ricordiamo che  il Presidente Campagna ha rifiutato di ratificare  il risultato elettorale del comitato partecipativo,  che  è stato legittimamente eletto il 4 luglio scorso secondo la Delibera istitutiva dell’Urban center e il regolamento vigenti,  che prevedono che le associazioni e i comitati eleggano i propri rappresentanti della componente civica in piena autonomia,  senza che la parte istituzionale possa condizionarne le procedure e le risultanze. E questo, come il tentativo di sospendere la attività del Comitato Partecipativo,  senza che nessun atto  dal Consiglio Municipale abbia deliberato di cancellare o modificare  la  Delibera Municipale vigente (o, soluzione che sarebbe stata la più ragionevole, di proporgare il termine delle elezioni per consentire le modifiche procedurali senza strappi  e conflitti)

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