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Santa Maria della Pietà: aggiornamenti sul processo partecipativo

Dalla locandina del Comune di Roma per la consultazione

Dalla locandina del Comune di Roma per la consultazione

Pubblichiamo un contributo di Ferdinando Suraci e Gian Luca Riparbelli, che partecipano  alla Consulta DAC 40/2015 per il comprensorio di Santa Maria della Pietà come rappresentanti eletti  dalla rete dei comitati di quartiere del XIV Municipio (1).

La destinazione dei 35 padiglioni dell’ ex ospedale psichiatrico  dell’inizio del ‘900, all’interno di un parco naturalistico, è un’annosa questione, oggetto di battaglie di cittadini e comitati del territorio e non solo. L’articolo ne riassume le tappe salienti, fino all’avvio della Consulta promossa da Roma Capitale a fine 2018. Ma fin dalla prima riunione ufficiale nel marzo 2019, la Consulta è diventata il centro  di  un conflitto tra i  rappresentanti eletti dai comitati di quartiere e quelli indicati dai due primi firmatari della D.I.P 2003 (2) e della D.I.P. 2014, il Comitato Si può Fare/l’Associazione della Ex lavanderia, storici promotori delle ultime delibere di iniziativa popolare (3). Questi ultimi, pur partecipando teoricamente  alla Consulta istituzionale DAC 40/2015 , hanno promosso una Consulta parallela,   in aperta alternativa con quella  istituzionale. Intanto il processo partecipativo istituzionale  è andato avanti nella fase di consultazione preventiva, con alcuni interessanti risultati. (AMBM)

Per un valido processo partecipativo. La sfida: un Piano urbano unitario per Santa Maria della Pietà

 di Ferdinando Suraci, Gian Luca Riparbelli*

Cenni sulla vicenda storica

Un tortuoso percorso quello del comprensorio di Santa Maria della Pietà, che inizia con la sua apertura nel 1914, quando fu inaugurato come Manicomio-Villaggio a padiglioni, per attraversare le due guerre mondiali ed arrivare fino al dopoguerra, ospitando al max 3000 degenti, con ristrutturazioni ed ampliamenti all’interno di un parco naturalistico di circa 26 ettari. Poi il grande dibattito nazionale per il superamento di tutte le istituzioni manicomiali sparse sul territorio italiano, culminato con l’approvazione della Legge 180 del 1978, la Legge Basaglia. È stato un processo sostenuto da grandi idee innovative di operatori, tecnici e medici, che ha portato a chiudere l’Ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà nel finire del 1999. Ma, già a partire dal 1996, con la costituzione del Coordinamento “Città Ideale” si erano sviluppati fermenti nella Società civile organizzata, per definire un progetto sociale di riuso pubblico del comprensorio che partisse dal basso, culminato nel 2003 con la raccolta di circa 9000 firme a supporto di una prima Delibera di Iniziativa Popolare (D.I.P.) (4).

Il dibattito politico, con alti e bassi, ha permesso comunque che il SMdP rimanesse totalmente di proprietà pubblica, divenendo una Centralità Urbana con l’approvazione, nel 2008, del Nuovo Piano Regolatore Generale.

Non essendo la D.I.P.  mai andata in discussione in Consiglio Comunale per la sua approvazione, nel 2014 fu avviata dal Comitato “Si può fare” una nuova raccolta di firme a supporto di una seconda D.I.P. (4)  finalizzata alla costituzione di una “Commissione Paritetica”, composta da 6 rappresentanti istituzionali (5 comunali e 1 municipale)  e 6 rappresentanti civici  (1 per la Consulta cittadina Salute Mentale; 1 per Ex-Lavanderia ; 2  promotori D.I.P. 2014; 1 per la rete di associazioni del Municipio XIV) che, dotandosi di un suo regolamento, promuovesse e verificasse le linee e gli indirizzi sopra esposti. Vengono raccolte circa 14.000 firme.

Nel luglio 2015 (Giunta Marino) è stata approvata la Delibera Assemblea Capitolina DAC 40/2015 (5) che stabilisce l’istituzione di una Consulta composta da una componente civica maggioritaria, di 6 rappresentanti (1 promotore D.I.P.  2003; 2 promotori D.I.P. 2014; 1 Consulta cittadina Salute Mentale; 2 della rete di associazioni del Municipio XIV) ed una minoritaria istituzionale di 5 rappresentanti (2 della Regione Lazio; 2 del Comune di Roma, 1 del Municipio XIV). Una forte scelta di dare ruolo e voce alla Società civile organizzata, attribuendole la maggioranza nella Consulta. La Delibera rimarrà però inapplicata fino al 2019, sebbene superasse le proposte contenute nella DIP comunale 2014 dove era richiesta una “commissione paritetica” nei poteri con un’ uguale rappresentanza. Da segnalare che la D.I.P. 2014 richiedeva di attivare un protocollo d’Intesa tra il Comune di Roma e la Regione Lazio, richiesta recepita nella DAC 40/2015.

Nel frattempo, sempre nel 2015, veniva anche presentata in Regione Lazio, dallo stesso Comitato “Si può fare”, una nuova proposta di D.I.P., con la raccolta di 10.000 firme (6). In questa proposta veniva promossa la costituzione di una Consulta a livello regionale, alle dipendenze dell’Assessorato competente, composta maggioritariamente dei rappresentati istituzionali di 6 membri ( 2  Regione; 1 Comune di Roma; 1 Provincia di Roma; 1 Municipio XIV, 1 ASL Roma E) e minoritariamente dalla componente civica di 5 membri ( 2 Consulta regionale Salute Mentale;  2 D.I.P. regionale; 1  Rete Associativa Municipio XIV). Pur essendosi svolta nel marzo 2017 un’audizione alla Commissione regionale Patrimonio, su azione dell’Urban Center del Municipio XIV, non è stato dato alcun seguito alla proposta DIP regionale.

In Agosto 2018 è stato sottoscritto dai cinque attori istituzionali coinvolti (Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma, Roma Capitale, Municipio XIV e ASL ROMA 1) un Protocollo di Intesa sulla Centralità urbana del Santa Maria della Pietà (7)  e il 2  luglio 2019 è stato presentato un documento con l’ambizione di farne un polo di riferimento metropolitano (8).

La costituzione della Consulta

A seguito di una delibera dirigenziale del Comune di Roma dell’ottobre 2018 veniva incaricato il Dipartimento Programmazione Attuazione Urbanistica PAU di avviare la costituzione della Consulta DAC 40/2015 (9), con la indizione delle elezioni dei due rappresentanti della rete associativa del Municipio XIV (individuata nell’Albo delle libere forme Associative del Municipio) che avvenne nel Dicembre 2018 (eletti Ferdinando Suraci e Gianluca Riparbelli) e con l’invio di comunicazioni al primo firmatario della D.I.P. 2003 (E. A.) e al primo firmatario della D.I.P. 2014 ( M. T.) affinché esprimessero i loro rappresentanti (non furono effettuate elezioni ma gli stessi primi firmatari dettero loro indicazioni).

Solo il 6 marzo 2019 veniva convocata la prima riunione della Consulta, a cui hanno partecipato tutti i membri indicati nella Consulta. I tre rappresentanti delle D.I.P., sebbene la loro proposta Fosse di formazione di una Commissione paritetica avanzarono una richiesta di verifica di una loro interpretazione orientata a non concedere ai membri istituzionali la possibilità di votare. La verifica, trasmessa dal Segretariato Generale il 23 aprile 2019 inequivocabilmente chiarì che “la Consulta quale organismo partecipativo non soltanto delle associazioni operanti nello specifico settore o di particolari categorie di cittadini, ma anche di Enti Pubblici, con finalità prevalente propulsiva attraverso la formulazione di pareri sui temi di interesse … Pertanto, le modalità attraverso le quali l’organo collegiale è tenuto ad operare saranno esclusivamente quelle definite nel regolamento di cui la stessa si doterà, al pari della sua composizione che non potrà essere differente da quanto individuato con la Deliberazione n. 40/2015”.

Il 16 luglio 2019 l’assemblea della Consulta all’unanimità dei presenti (7 su 11) approvava il Regolamento interno ed eleggeva il coordinatore/referente.

La posizione dei tre rappresentati D.I.P. si è irrigidita nel non riconoscere il parere del Segretariato attraverso una diffida inviata allo stesso, al Sindaco di Roma e a tutti i membri di diritto della Consulta. Poi è venuta una serie interminabile di comunicati prima di autoconvocazione della Consulta poi di disconoscimenti degli organi eletti e dichiarazioni di non partecipazione alle Assemblee salvo garanzie inequivocabili, formali, scritte e pubbliche dal Presidente del Municipio, arrivando quindi a costituire una propria Consulta Cittadina. Nell’ultima Assemblea della CONSULTA DAC 40/2015 avendo accumulato tre assenze consecutive e non volendo essere sostituiti secondo il Regolamento, hanno   consegnato una dichiarazione scritta di non volersi dimettere da una  Consulta da loro stessi non riconosciuta. Posizioni dunque a dir poco contraddittorie.

Accettare la sfida e rilanciare la partecipazione

La Consulta ha dunque come compiti quelli stabiliti dalla delibera istitutiva che si possono così riassumere:

  • verificare tempi ed attuazione della Del. 40/2015 ed elaborare proposte da sottoporre agli Assessorati competenti;
  • elaborare proposte per agevolare la realizzazione degli obiettivi della Del. 40/2015; -di promuovere iniziative ed attività per favorire la conoscenza, la valorizzazione e la tutela del complesso del Santa. Maria della Pietà;
  • elaborare proposte per il reperimento di risorse, anche attraverso la predisposizione di progetti europei;
  • contribuire alla definizione del percorso partecipativo relativamente alla realizzazione del “Progetto Urbano”;
  • promuovere l’integrazione con altri Enti.

Altro incarico, che deriva alla Consulta dal Protocollo di Intesa firmato dai cinque enti interessati alla centralità Urbana del Santa Maria della Pietà, sarà la verifica delle varie fasi operative del cronoprogramma presentato il 2 luglio 2019.

Nelle Assemblee mensili della Consulta si è sottolineato la partecipazione della società civile organizzata agli incontri orientati ad una consultazione preventiva, svolta dal dipartimento comunale   PAU durante tutti i mercoledì di luglio 2019, con proposte e progetti che sono stati presentati al Tavolo Tecnico istituito dal Protocollo di Intesa a cui il coordinatore della Consulta è stato invitato a partecipare come osservatore. Altra occasione è stato il Bando “Call4Ideas”, per il quale c’è stata collaborazione tra Municipio XIV e ASL ROMA 1, tra settembre e ottobre hanno partecipato decine di associazioni, comitati, cooperative sociali, dando luogo nel SMdP a convegni, incontri, dibattiti, spettacoli musicali e canori e teatrali, attività varie svolte con centinaia e centinaia di partecipanti e con esperti di ogni campo per sottolineare l’interesse ad essere coinvolti nel processo partecipativo.

Nella ultima assemblea è stata affrontata la metodologia di coinvolgimento dei portatori di interesse per il processo partecipativo secondo la Delibera Comunale. n. 57/2006 (partecipazione dei cittadini agli sviluppi urbanistici del territorio) attraverso lo strumento di Laboratori Tematici che saranno attivati sulle tre vocazioni della Centralità Urbana del Santa Maria della Pietà, cioè quella “Ambientale e Agricola”, quella “Culturale e Turistica” ed infine quella del “Benessere e dei Servizi al cittadino”.

È un processo partecipativo che si dovrà svolgere con il supporto operativo di Tavoli tecnici, per focalizzare le filiere progettuali sui possibili contenuti del “Progetto urbano” da sviluppare.

Utile sarà il coinvolgimento sia degli istituti universitari e di ricerca nei vari settori che dei portatori di interesse industriali, economici/finanziari, al mondo della cultura e delle arti valutando in collaborazione con gli Assessorati dei vari livelli amministrativi, gli strumenti di partecipazione diretta mediante convegni, incontri, seminari orientati alla Centralità di SMdP. La scelta di coinvolgere come “Invitati permanenti” senza diritto di voto esperti e tecnici nei vari campi permetterà la formazione di “Gruppi di Lavoro” interni alla Consulta aperti al loro contributo, per arrivare a completare concretamente la fase preliminare di consultazione dei portatori di interesse pubblici e privati prima del lancio del Processo partecipativo.

Per la componente civica della Consulta si tratta dunque di accettare la sfida mettendo in campo tutte le grandi qualità e professionalità che si sono sedimentate sul territorio del Municipio XIV e dei Municipi limitrofi, al fine di attivare una partecipazione consapevole e condivisa alla definizione di un “Piano urbano unitario” per il Santa Maria della Pietà, senza spezzettamenti. Un Piano urbano unitario, che metta a fuoco tutte le risorse del comprensorio, per ognuno dei 37 padiglioni e per il parco naturalistico e che soprattutto si inserisca efficacemente in un contesto urbano, per ridisegnare questo quadrante di Roma Nord e della Città Metropolitana affrontando e risolvendo globalmente i problemi di mobilità, servizi collettivi, ambiente, agricoltura, sviluppo socioeconomico, occupazione e formazione.

Ferdinando Suraci, Gian Luca Riparbelli

Per osservazioni e precisazioni :  laboratoriocarteinregola@gmail.com

AGGIORNAMENTI 14 febbraio 2020: sul sito dell’Associazione Ex lavanderia l’8 febbraio è stato pubblicato un comunicato a firma di varie associazioni nel quale si afferma che sarebbe stato inviato a Carteinregola un testo che propone una versione differente dei fatti e delle posizioni del presente articolo. Rilevando che tale comunicato non ci è mai stato inviato e che ne abbiamo appreso l’esistenza per la sua diffusione sui social, facciamo presente che non concordiamo  con  l’obiezione che nel  nostro articolo ci siano “informazioni praticamente assenti ”  dato  che, come si evince dalle note inserite  qui in calce, oltre all’esplicito invito ad approfondire (nota 3) il punto di vista del Comitato Si può Fare/Associazione della Ex lavanderia con il link al relativo sito, sono citate  le delibere di iniziativa popolare, la delibera 40/2015 e  i richiami ai precedenti post di Carteinregola sulla vicenda, in particolare Santa Maria della Pietà: i consiglieri capitolini M5S hanno cambiato idea?, che riportano con dovizia di particolari la cronologia  e tutti i materiali collegati. Siamo consapevoli che gli sviluppi successivi abbiano creato conflitti anche tra realtà civiche del territorio che hanno operato scelte diverse. E in proposito pubblicheremo una risposta (e formuleremo una proposta) più circostanziata nel merito; pr ora  invitiamo i nostri lettori interessati a leggere il Comunicato della Ex Lavanderia e delle associazioni a questo link http://www.exlavanderia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1008%3Aun-piano-urbano-partecipato-per-il-santa-maria-della-pieta&catid=125%3Acomunicati&Itemid=58&fbclid=IwAR0KC-wAjtnq06-LYWch7r_c5fOQKYivJw9qUS5nYhRsVrhadwuNCvfOjiY  (AMBM)

 

*L’articolo è tratto dalla testata  Amici di Monte Mario (con alcune modifiche)

Vedi anche:

 

NOTE

(1) I due autori sono stati eletti,   con elezioni ufficiali indette dal Municipio XIV, dalla rete dei comitati di quartiere del XIV Municipio iscritte all’ALBO delle 52 libere forme associative

(2) Coordinamento Città Ideale,  storico promotore della prima D.I.P. Delibera di Iniziativa Popolare. Scarica la pubblicazione:Pag 1 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 2 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 3 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 4 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 5 santa maria della pietà mai piu manicomiopdf Pag 6 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 7 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 8 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 9 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 10 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 11 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 12 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 13 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 14 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 15 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 16 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 17 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 18 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 19 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 20 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 21 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 22 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 23 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 24 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 25 santa maria della pietà mai piu manicomio6 Pag 26 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 27 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 28 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 29 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 30 santa maria della pietà mai piu manicomio Pag 31 santa maria della pietà mai piu manicomio

(3) il Comitato Si può Fare/l’Associazione della Ex lavanderia sono i  promotori delle ultime due  delibere di iniziativa popolare,  una comunale e un’altra regionale, per la destinazione ad attività prevalentemente culturale del Padiglione 31 occupato e, in generale,  dei padiglioni non più destinati all’uso universitario. La Ex lavanderia è uno dei padiglioni dell’ex manicomio, il n.31, che nel 2005 è stato occupato  e aperto al pubblico, con varie attività rivolte al quartiere; da  gruppo è poi diventato associazione. Per le posizioni e  le motivazioni dell’associazione Ex Lavanderia si veda il sito http://www.exlavanderia.it/ e http://www.campagnasipuofare.it/index.html

(4) Vai alla PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE concernente“Disposizioni generali per l’assetto, il riuso funzionale, la gestione delle risorse delcomplesso dell’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà con sede a Roma” Delibera di iniziativa popolare regionale

(5) DACDelib. N 40 del 21.07.2015 santa maria della Pietà

(6) Vai alla pagina con la DIP del comitato sipuòfare depositata  alla Regione Lazio http://www.campagnasipuofare.it/pagweb/proposta%20regionale.html

(7) scarica  delibera di Giunta regionale santa maria pieta 10 luglio 2018 2018-4498 con il protocollo)

(8) Vai al sito del Dipartimento Urbanistica con le registrazioni e i materiali dell’incontro pubbliuco del 2 luglio 2019

scarica la  pdf  Presentazione utilizzata dai relatori a corredo degli interventi  (f.to Pdf – Mb 11,62)

(9) vai alla pagina con i materiali della Fase di consultazione (10-31 luglio 2019)

> Vai alla pagina del Dipartimento Urbanistica con la presentazione del processo partecipativo per la Centralità Urbana “Santa Maria della Pietà”

( Il complesso S. Maria della Pietà è insertito nel PRG di Roma come Centralità Urbana e Metropolitana da pianificare con destinazione d’uso a servizi di utilità pubblica (100% servizi, Direzionalità pubblica e strutture universitarie, Turismo e ricettività, M1-M3-N).L’art. 60 delle norme tecniche di attuazione prevede l’obbligatorietà di un progetto urbano (art.16 NTA) preceduto da uno schema d’assetto preliminare da sottoporre ad una consultazione preventiva di tutti i soggetti portatori di interesse. Tali consultazioni devono avvenire secondo le modalità stabilite dal Regolamento comunale sulla partecipazione attualmente in vigore – scarica delibera partecipazione del57_02032006)

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