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Vogliamo un Sindaco resiliente per una città resiliente

Marino parziale manifesto elettorale In questi tempi difficili, chiediamo al Sindaco di dimostrare  la propria resilienza (1), utilizzando  le circostanze drammatiche di Mafia Capitale come un’occasione per portare fino in fondo un vero cambiamento, che sappia  farsi riconoscere dai cittadini,  e che cominci  subito.  Carteinregola ha scritto al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri  proponendo alcuni  punti molto concreti da cui  partire.

La fiducia dei cittadini nella politica e nelle istituzioni si sta sbriciolando, e si stanno sbriciolando anche molti partiti e pezzi di istituzioni: dietro la pretesa compattezza si intuisce uno smarrimento generalizzato (2). E mentre nella società civile qualcuno comincia a subire il fascino dell’uomo della provvidenza – come se due anni di governo della città nelle mani di un solo commissario potesse essere un antidoto ai guasti di Mafia Capitale –   molti altri lanciano appelli pro o contro le dimissioni di Ignazio Marino.

Carteinregola invece chiede, ancora una volta, che una situazione così drammatica diventi l’occasione per un drastico cambiamento, l’inizio della riscossa della città che resiste. Ormai non si possono più rinnovare promesse. E’ finito il tempo dei pulmini #dilloaltuosindaco, degli incontri nei quartieri, dell’ascolto dei cittadini, come in una sorta di campagna elettorale permanente: i cittadini hanno già detto tante volte quello che c’era da dire. Adesso è il momento di dare delle risposte vere. Se il Sindaco Marino è davvero in grado di portare Roma fuori dal guado – e dalla melma – deve farlo  subito, accelerando i cambiamenti già avviati, mettendo in campo  quanto bloccato dai “capibastone tra le ruote” e soprattutto facendo scelte davvero coraggiose che dimostrino, non solo la sua buona volontà, ma anche la sua effettiva possibilità di intervento.

La malattia è grave: o si avvia subito una cura profonda ed efficace che investa tutto l’organismo, o qualunque rimedio per tamponare il male non farà che prolungare l’agonia.

Queste le nostre proposte per dimostrare a Roma che il Sindaco e i suoi assessori intendono  fare sul serio:

  • La trasparenza non basta raccontarla, bisogna attuarla. Subito la firma di Roma Capitale sotto la Carta di Avviso Pubblico, che attende di essere sottoscritta dal 2 dicembre scorso (3)  e che non è stata superata dal Piano Anticorruzione recentemente approvato in Giunta, ma lo completa.
  • Subito direttive impartite a tutti gli Uffici per rendere effettivo il diritto dei cittadini di accesso agli atti
  • Subito uno spazio web dedicato alla trasparenza di Roma Capitale, con cui portare a conoscenza dei cittadini  le decisioni, le attività, i tempi previsti ed i responsabili di ogni procedimento,   la gestione delle proprietà dell’amministrazione. In modo accessibile, semplice e comprensibile. Non solo i procedimenti conclusi ma anche quelli in corso, a partire dalle situazioni più critiche, spesso assurte alla ribalta delle cronache degli ultimi mesi: gli affidamenti degli immobili e delle concessioni a privati, appalti, proposte di project financing, opere pubbliche e private (in proposito stiamo elaborando uno specifico documento)
  • Se l’urgenza si scontrasse con l’obbligo di indire le prescritte gare di evidenza pubblica per la creazione del sito, a nostro avviso – date le circostanze – sarebbe possibile trovare la disponibilità di qualche soggetto senza fini di lucro interessato a collaborare con il Comune per offrire questo servizio ai cittadini (per l’anastilosi delle colonne del Tempio della Pace è stato trovato un mecenate uzbeko, cerchiamo un altro mecenate per l’anastilosi della trasparenza di Roma Capitale)
  • La partecipazione non basta enunciarla, bisogna applicarla. Sempre. E’ il principale strumento della democrazia, l’unico antidoto agli scambi di favori, al prevalere delle oligarchie economiche e finanziarie sull’interesse pubblico, al malaffare ed alle mafie di ogni sorta. Mafia Capitale si combatte con i cittadini: utilizziamo lo slogan di Spiazziamoli, per ribadire che quanto è accaduto   non può essere affrontato solo all’interno dello stesso habitat partitico/amministrativo da dove si è propagato il contagio. Né la sua soluzione può essere affidata all’intervento della magistratura.
  • Subito una consulta permanente con quelle forze sane della società civile che da tempo si impegnano per la tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini. Subito nuove regole che garantiscano il coinvolgimento della cittadinanza a tutti i livelli e non solo per le decisioni che riguardano trasformazioni urbanistiche, per favorire la diffusione di una cultura della partecipazione, l’ intervento attivo e consapevole dei cittadini, la liberazione  di conoscenze, esperienze e competenze presenti nella società civile.
  • L’amministrazione si cambia. Deve essere riorganizzata tutta la struttura comunale, semplificando e digitalizzando i procedimenti (come sta cominciando a fare il Dipartimento urbanistica), superando l’attuale articolazione a canne d’organo ed individuando in maniera inequivoca responsabili e tempi di realizzazione di tutti i processi, non solo quelli a rischio corruzione. Se non si ha la forza di rinnovare profondamente l’ organizzazione degli uffici, applicando la regola della rotazione a tutti i ruoli, compresi i funzionari di altissimo livello, nessun cambiamento sarà mai possibile. Nessuno deve essere inamovibile: a cominciare, per esempio, da chi ha controfirmato le 66 delibere urbanistiche di Alemanno, che solo l’ impegno di Carteinregola e di altri comitati ha impedito che fossero approvate in blocco.

L’elenco degli interventi su cui vogliamo sollecitare l’amministrazione, continua su molti percorsi che erano iniziati bene e poi si sono fermati per strada, a cominciare dalla delibera Roma verso Rifiuti Zero, o su molti fronti in cui non sono ancora avvenuti i cambiamenti promessi: il Regolamento del verde urbano, la revisione del Piano Urbano Parcheggi, il rilancio dei mercati rionali, solo per citare solo alcuni dei temi di cui da tempo si occupa Carteinregola.

E soprattutto, chiediamo che, alla luce della grave crisi sociale e politica che sta vivendo la Capitale, si affrontino con coraggio le scelte che riguardano  due eventi di fortissimo impatto sulla città:

  • Il Giubileo delle periferie. Roma è tutta Roma, è l’azzeccato slogan di un’iniziativa dell’Assessore alle Periferie. Ma perché non resti solo uno slogan, e non succeda ancora una volta che un grande evento si trasformi in un’occasione mancata per la città e in un affare per pochi, il Giubileo della Misericordia deve prendersi cura anche degli ultimi, di quelli che da anni aspettano servizi indispensabili e hanno visto calare sui loro territori solo relitti e monumenti allo spreco.
  • Roma non può candidarsi alle Olimpiadi 2024 Ribadiamo quanto già espresso nella lettera inviata al Presidente Renzi e al Sindaco Marino qualche giorno fa: l’impegno prioritario di un’amministrazione seria dovrebbe essere quello di uscire da Mafia Capitale, e non mettere in cantiere l’ennesimo evento straordinario ad alto rischio di infiltrazione criminale.. E soprattutto impegnarsi per risolvere quei problemi che la letale sequenza di manifestazioni, sportive e non,   celebrate nei decenni nella Capitale non ha mai intaccato: un traffico automobilistico fuori controllo, trasporto pubblico inadeguato, servizi, manutenzione delle strade, decoro urbano al di sotto dei livelli di qualsiasi capitale europea. In ogni caso prima di prendere una decisione così importante, come accaduto in altri Paesi, la cittadinanza deve potersi esprimere all’interno di un’ampia consultazione democratica.

Apprezziamo la fermezza con cui il Sindaco Marino ha risposto alle pressioni dichiarando la sua intenzione di continuare a governare Roma fino alla fine del mandato e oltre. E’ stato scelto dalla maggioranza dei cittadini romani ed è chiamato ad affrontare i guasti prodotti da un sistema che si è consolidato ben prima del suo arrivo in Campidoglio, e che a lungo ha continuato a boicottare attivamente qualsiasi cambiamento. Al Sindaco Marino e alla sua Giunta spetta il compito di condurre la città fuori dal pantano, insieme a tutte le forze sane che vorranno farsene carico.   Ma siamo convinti che le migliori intenzioni servano a poco se non si trasformano in fatti da subito. Di fronte a questo sfascio non ci possono più essere giustificazioni di tempi troppo stretti, di soldi mancanti, di impedimenti politici. Né si possono ipotizzare rimpasti che ripropongano ancora una volta personaggi della politica romana da anni sulla breccia.   E’ necessaria aria nuova, su tutti i fronti.

Il tempo del cambiamento è ora.

Laboratorio Carteinregola*

(1) Avevamo raccontato  pochi giorni fa il senso della parola “resiliente”, un termine  che va molto di moda,  ma che è anche davvero interessante:  in ecologia e biologia la resilienza è la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno, in psicologia, è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.  Vedi l’articolo del 10 giugno 2015: Resiliente, è ora di scoprire cosa vuol dire

(2) E’ di due giorni fa l’indiscrezione, non  smentita, dell’intenzione dell’Assessore alla Mobilità Improta di lasciare la Giunta dopo l’inaugurazione del secondo tratto della Metro C, previsto il 29 giugno Vedi Corriere della sera 20 giugno 2015 : Marino perde un assessore: lascia il renziano Improta Dopo l’incontro con Orfini.(…) di Ernesto Menicucci  Una notevole folla ha invece assistito – e applaudito –  il Sindaco  ieri sera – 21 giugno – alla festa dell’Unità. (resoconto a parte)

(3)   il Codice Etico per la buona politica,  l’aggiornamento della Carta di Pisa messa a punto dall’associazione Avviso Pubblico, (> Scarica  20141025_carta-di-avviso-pubblico ) è stato presentato nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio il 2 dicembre 2014, mentre in alcuni  uffici capitolini cominciavano le prime perquisizioni dell’Ordinanza Mondo di mezzo. Da allora non è più stato riproposto all’Assemblea per la sottoscrizione. Ma facciamo presente che ogni consigliere, comunale e municipale, può sottoscriverlo singolarmente, scrivendo a  segreteria@avvisopubblico.it 

* Le Associazione Rinascimento di Romae Delib non sono  tra i firmatari della lettera

4 Responses to Vogliamo un Sindaco resiliente per una città resiliente

  1. Pingback: Nessuno scioglimento, ma bisturi per determine e dirigenti |

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