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Autonomia differenziata: le risposte dei candidati europei del Partito Democratico

Unione Europea o stati (dis)uniti d’Italia? L’appello di Carteinregola

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(6 maggio 2024)

Marco Tarquinio

Care amiche e cari amici di Carteinregola L’ItaliaNonSiTaglia, confermo l’adesione alla campagna contro il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata. L’ho accompagnata con convinzione agli inizi, da cittadino e direttore di Avvenire, aderisco ora al manifesto-appello rivolto a chi partecipa alle elezioni in questa primavera 2024. Lo faccio da candidato alle Europee. Sono contro le guerre e contro gli egoismi nazionalistici e localistici, per una solidarietà efficace e davvero equa.

Marco Tarquinio, candidato indipendente nel PD circoscrizione centro

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Francesco Forte

Condivido con Carteinregola la campagna contro il ddl Calderoli. Sul tema si deve premettere che la Sinistra con la riforma del Titolo V ha introdotto l’autonomia differenziata nel 2001, estendendo ulteriori forme di autonomia per le regioni oltre a quelle a statuto speciale su 23 materie e che, in riferimento a tale riforma, la destra al governo promuove il suo progetto di autonomia con il disegno di legge di Calderoli, per il quale chi vi scrive è profondamente contrario. 

La riforma potrà procedere per nove delle ventitré materie (tra queste i Rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni, l’Organizzazione della giustizia di pace, il Commercio con l’estero, la Protezione civile e altre), quelle che non richiedono l’attesa di due anni per la definizione dei livelli essenziali di prestazioni, attivando lo schema delle pre intese per le tre Regioni che hanno già sottoscritto un accordo con il Governo.  

Le risorse per finanziare le nuove competenze delle regioni verranno reperite nel gettito fiscale di ciascun territorio, così che le regioni più ricche potranno offrire servizi migliori, mentre le regioni con meno introiti vedranno ridotte le risorse e i servizi. 

I Livelli Essenziali delle Prestazioni non sono ancora definiti o finanziati, e la Destra intende andare avanti senza di essi, in quanto la devoluzione delle materie senza una loro definizione potrà iniziare dopo l’approvazione della legge. Il Parlamento sta cercando di definire un iter per la determinazione dei LEP, ma la normativa è confusa e in continua mutazione, di dubbia conformità costituzionale e efficacia nel garantire i diritti civili e sociali. 

Per la Costituzione lo Stato (il Parlamento con legge) deve determinare i livelli essenziali delle prestazioni affinché essi possano essere garantiti su tutto il territorio nazionale e tale garanzia è un principio inderogabile scavalcato dal disegno di legge Calderoli. 

Le conseguenze negative sono rilevabili nelle altre materie in devoluzione, si pensi allo scenario della Sanità, con l’autonomia differenziata il Servizio Sanitario Nazionale sarà frammentato con l’istituzione di servizi sanitari regionali con competenze autonome, con contratti regionali per gli operatori, con divisioni e trasferimenti di personale tra regioni più ricche e più povere, cambiamenti che avranno un impatto devastante sui servizi sanitari e sulla salute. 

La riforma dell’autonomia differenziata mirata alla privatizzazione dei servizi pubblici collettivi con il pretesto del miglioramento dell’efficienza, può rivelarsi foriera del degrado del livello dei servizi. Questo processo rappresenta un tentativo di scardinamento dello Stato sociale e la mercificazione delle prestazioni essenziali, e accentuerà le disuguaglianze tra territori e cittadini. Questa tendenza neoconservatrice di stampo localistico, porterà ad un ulteriore depotenziamento dello Stato sociale e danneggerà la competitività nazionale.  

Come contrappeso politico all’Autonomia differenziata, il Governo di destra sventaglia la Zona Unica Speciale per il Meridione con il consolidamento generalizzato della decontribuzione del 30%, che invece denota solo la mancanza di un vero disegno di un progetto industriale produttivo per il Sud finalizzato al recupero del divario territoriale con il Nord. 

E’ importante l’impegno che Carteinregola sta portando avanti anche perché l’opinione pubblica italiana non viene informata sulle reali conseguenze della Autonomia differenziata. 

Francesco Forte, candidato nella Circoscrizione Meridionale nel Partito Democratico

(14 maggio)

Annalisa Corrado

Naturalmente sottoscrivo con convinzione il vostro appello.Il vostro impegno è anche il nostro e infatti stiamo portando avanti la battaglia in Parlamento e saremo anche in piazza il 2 giugno per ribadire il nostro No al Disegno di Legge Calderoli.

Annalisa Corrado, candidata alle elezioni europee per la circoscrizione Nord-Est, Segreteria Dipartimento Conversione Ecologica,Clima, Green Economy e Agenda 2030 del Partito Democratico

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

6 maggio 2024, ultimo aggiornamento 15 maggio 2024