Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

RomaCittàMetropolitana

mappasito romacittàmetropolitana da sito(ultimo aggiornamento 6 dicembre  2016 )

La città metropolitana è uno degli enti locali territoriali previsti nella Costituzione italiana, all’articolo 114.   La legge del 7 aprile 2014 n. 56 recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” ne disciplina l’istituzione come ente di area vasta, nelle regioni a statuto ordinario.

> vai alla LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069) (GU n.81 del 7-4-2014 )

CRONOLOGIA E MATERIALI*

a cura di Anna Maria Bianchi Missaglia

La città metropolitana è uno degli enti locali territoriali previsti nella Costituzione italiana, all’articolo 114 (1) La legge del 7 aprile 2014 n. 56 recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” ne disciplina l’istituzione come ente di area vasta, nelle regioni a statuto ordinario.

  • 1966 31 marzo 1966, il Consiglio Comunale «delibera la suddivisione del territorio comunale in 12 zone, denominate “Circoscrizioni“. Nel 1972, con la deliberazione 693 dell’11 febbraio, il Consiglio Comunale «delibera, per i motivi di cui in narrativa, di suddividere il territorio comunale in 20 Circoscrizioni”
  • 1990 La Città Metropolitana è un ente locale previsto per la prima volta dalla legge  sulla riforma dell’ordinamento degli Enti locali (2), con due livelli di amministrazione locale, la città metropolitana e i comuni, e si individuano come organi della città metropolitana il consiglio, la giunta e il sindaco metropolitano. La riforma istituzionale però viene man mano posticipata.
  • Con legge regionale n.25 del 6 marzo 1992, la Circoscrizione XIV, comprendente le seguenti zone dell’Agro Romano: Isola Sacra, Fiumicino, Fregene, Castel di Guido (parte), Ponte Galeria (parte), Maccarese Sud,Maccarese Nord (parte), Z.  Torrimpietra e Palidoro, si costituisce nel comune di Fiumicino.
  •  1999 Con la legge n. 265 del 1999, accolta successivamente nel Testo Unico degli Enti Locali, si tenta di accelerare il processo di costituzione delle città metropolitane
  • 1999 Con delibera del Consiglio Comunale n. 10 del 18 gennaio e 8 febbraio 1999 viene approvato il “Regolamento del decentramento amministrativo” che disciplina l’organizzazione le funzioni delle Circoscrizioni
  • 2000 Lo Statuto comunale, approvato dal Consiglio Comunale n. 122 del 17 luglio 2000, detta una disciplina specifica in tema di decentramento circoscrizionale (capo IV)
  • 2001 il Consiglio Comunale, con delibera n. 22 del 19 gennaio 2001 istituisce i Municipi in luogo delle previgenti circoscrizioni. La riforma è propiziata dalla previsione del TUEL, laddove dispone che i comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti, lo statuto può prevedere particolari e più accentuate forme di decentramento di funzioni e di autonomia organizzativa e funzionale (art. 17, comma 5). La costituzione delle nuove unità amministrative è poi favorita dal fatto che il Testo Unico chiama “municipi” le articolazioni dei comuni istituiti mediante fusione di più comuni contigui (art. 16): appare perciò coerente “adottare la medesima denominazione per le Circoscrizioni del Comune di Roma che, nel quadro della costituenda città metropolitana, avrebbero potuto giungere ad uno status di autonomia comunale”.
  • 2001 Con la riforma del titolo V della Costituzione (legge costituzionale 3/2001) la riforma metropolitana acquista  dignità costituzionale con la modifica dell’art. 114, che inserisce le città metropolitane di diritto tra gli enti locali che costituiscono la Repubblica Italiana (3) Lo stesso articolo prevede che una legge dello stato disciplini l’ordinamento di Roma, in quanto Capitale della Repubblica, legge che non verrà mai varata.
  • 2007 il Governo Prodi II approva un disegno di legge-delega che prevede  che possano   far parte della CM le Circoscrizioni del Comune capoluogo, trasformate in Municipi, nonché i Comuni contermini strettamente integrati al capoluogo. Si prevedeva anche una consultazione dei cittadini tramite refendum.  Ma anche questo DDL finisce nel nulla e passano altri anni.
  • 2008 – 2009 Il presidente della provincia Nicola Zingaretti propone  di costituire la “Città Metropolitana”, nel 2008 e nel dicembre 2009,  al  sindaco della città Gianni Alemanno,  ma l’esito del percorso sarà negativo (4)
  • 2009 6 maggio approvata la Legge  n. 42  “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” che all’articolo 24 tratta l’ Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell’articolo 114, terzo comma, della Costituzione(5) che dota la capitale di una speciale autonomia
  • 2010 Il 7 luglio 2010 si svolge  a Roma il convegno Capitale Metropolitana: un nuovo assetto istituzionale per garantire sviluppo sostenibile, competitività e qualità della vita: nell’occasione, Nicola Zingaretti propone  di far coincidere la nascita della Città Metropolitana di Roma Capitale con la scadenza dei consigli comunale e provinciale, nel 2013. Zingaretti propone inoltre la creazione di una Conferenza metropolitana che definisca i caratteri e la delimitazione della città metropolitana (6)
  • 2010 10 settembre il Comune di Roma diventa Roma Capitale( 7)
  • 2012  Il Governo Monti emana un decreto legge sulla revisione della spesa pubblica,  poi convertito in  legge  n.135/2012 (8) in cui all’articolo 18 è inserita  la previsione dell’istituzione, entro il 1º gennaio 2014, delle città metropolitane di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria e la contestuale soppressione delle rispettive province. La scadenza viene poi rimandata di un anno da un maxiemendamento del Governo alla Legge di stabilità 2013
  • 2013 Nel febbraio  il  percorso previsto dalla legge Monti viene  dichiarato incostituzionale dalla Corte (9) in quanto il  decreto-legge è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una tale riforma organica, che avrebbe richiesto una legge o un decreto legislativo
  • 2013 l’Assemblea Capitolina con delibera n.11 dell’11 marzo 2013 municipi scendono a 15 in virtù dell’accorpamento dei municipi I e XVII, II e III, VI e VII e IX e X.
  • 2013 il 26 luglio  il Governo Letta, approva  un nuovo disegno di legge “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e sulle fusioni di comuni che affronta un iter parlamentare in cui subisce diverse modifiche
  • 2014 6 febbraio Confindustria, Convegno Le Città Metropolitane: una riforma per il rilancio del Paese, Firenze, in cui il Presidente della Confindustria esprime perplessità sulla legge sper la modestia delle competenze delegate. (> Vai al Manifesto delle Città Metropolitane italiane della rete delleassociaioni industriali italiane)
  • 2014 21 febbraio Regione Lazio deliberazione di Giunta n.77 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi a Roma Capitale e ai Comuni del Lazio
  • 2014 il Governo Renzi, approva la legge n. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.” (detta anche “legge Delrio”), pubblicata sulla  Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2014. La prevede  nelle regioni a statuto ordinario l’istituzione di 10 (10) città metropolitane, identificando la loro delimitazione territoriale con quella della relativa provincia contestualmente soppressa. In attesa della riforma del titolo V della Costituzione, che abroghi definitivamente le province, queste  diventano “enti territoriali di area vasta”, con il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia (11)
  • 2014 il 14 maggio si insedia, presso il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, il tavolo del confronto istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni
  • 2014 Alcuni punti della legge vengono  modificati  in alcuni punti dal decreto- legge 24 aprile 2014 n.66 e dal decreto-legge 24 giugno 2014 n.90. Precisazioni e chiarimenti tecnici sulla fase di avvio delle città metropolitane e delle nuove province sono state fornite con la nota del 23 ottobre 2014 del Ministro per gli affari regionali e le autonomie.
  • 2014 11 luglio incontro in Campidoglio  tra il Sindaco Marino e i sindaci dei Comuni della Provincia di Roma per l’avvio del processo di attivazione della Città Metropolitana
  • 2014 5 ottobre Si svolgono le elezioni del Consiglio Metropolitano, costituito da rappresentanti eletti tra e dai consiglieri capitolini e dei Comuni della Provincia, renderanno parte i sindaci e i consiglieri comunali in carica dei 121 comuni della Città Metropolitana che avranno il compito di scegliere i 24 rappresentanti della nuova assemblea”. E’ quanto rende noto l’ufficio stampa di Roma Capitale. “Sono eleggibili all’incarico di consigliere i sindaci e i consiglieri dei Comuni della città metropolitana di Roma Capitale. I candidati saranno suddivisi in liste concorrenti, composte da un numero di candidati non inferiore alla metà del numero dei consiglieri da eleggere e comunque non superiore a tale numero.
  • 2014 7 ottobre Deliberazione della giunta regionale  n. 647 istituzione Osservatorio regionale per l’attuazione della legge 7 aprile 2014 n. 56 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province sulle unioni e fusioni dei comuni” (i membri:Piero Barrera, Noemi Rossi, Mario Sette, Federica Fabrizzi. Un altro membro, Angela Colucci, nel gennaio 2015 viene sostituita da Francesco Colacicco.
  • 2014 16 dicembre I senatori PD Roberto Morassut e Raffaele Ranucci presentano una proposta di legge costituzionale sulla riforma del regionalismo, che porterebbe da 20 a 12 le amministrazioni regionali.
  • 2014  22 dicembre, la Conferenza metropolitana della Città metropolitana di Roma Capitale approva, a larga maggioranza, la proposta di Statuto della Città Metropolitana di Roma Capitale, già approvata dal Consiglio metropolitano .
  • 2014 30 dicembre Regione Lazio Deliberazione di Giunta n. 934 “DL Norme regionali di riallocazione delle funzioni amministrative  già esercitate dalle province alla luce della legge del 7 aprile 2014 Disposizioni etc” scarica 267018 deliberazione giunta regione lazio 30 dicembre 2014
  • 2015 28 aprile il  Sindaco Marino nomina 7 delegati  alla Città metropolitana di Roma i delegati devono essere necessariamente  scelti  tra i 14  eletti della maggioranza
  • 2015 12  giugno la giunta della Regione Lazio approva la proposta di legge “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla città metropolitana di Roma Capitale, e a Roma Capitale e riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale” ,scarica PL 269 Proposta legge Lazio su Roma CM
  • 2015 29 settembre  il Consiglio Regionale della Regione Lombardia approva, con  l’astensione del centro-sinistra e con il solo voto contrario dei 5Stelle, la legge 92 che definisce le competenze attribuite alla Città Metropolitana (12)
  • 31 ottobre 2015 Si scioglie l’Assemblea Capitolina e al posto del Sindco Marino arriva il commissario Tronca. I consigli e le Giunte Municipali restano in carica fino all’inziio della campagna elettorale.
  • Secondo la legge che istituisce le città metropolitane è lo Statuto di ciascuna città a stabilire se gli organi della nuova realtà territoriale debbano essere votati dagli amministratori eletti o direttamente dai cittadini. Lo statuto di Roma  città metropolitana, stabilisce (13), che il consiglio sia composto “ da un numero di consiglieri stabilito dalla legge, eletti a suffragio universale e diretto”, che però deve essere attuato  “secondo il sistema elettorale che sarà determinato dalla legge dello stato, a seguito della costituzione delle zone omogenee ai sensi dell’art.28 e stante la ripartizione del territorio di Roma capitale in zone dotate di autonomia amministrativa, anche tenendo conto della articolazione di Roma Capitale in Municipi”. Quindi alla scadenza elettorale, se non verrà varata la legge necessaria, i cittadini non potranno votare il consiglio metropolitano. Ma qualcuno già dice che non si fa in  tempo (14)
  • Non è ancora stato chiarita la permanenza degli eletti nel consiglio metropolitano che si sono dimessi da consiglieri capitolini.
  • Nel novembre 2015 la proposta di legge della regione Lazio passa all’esame delle commissioni  I , Affari istituzionali, presieduta da Baldassarre Favara (Pd), e  IV, Bilancio, presieduta da Mauro Buschini (Pd).Il 12 novembre il commissario  Tronca in audizione alle commissioni  congiunte sul ruolo di Roma capitale riguardo la  proposta di legge regionale d’adeguamento della legislazione regionale ai dettami della cosiddetta legge Delrio (> leggi la nota sul sito del consiglio regionale) (15)
  • 30 novembre : si svolge il dibattito organizzato dal Laboratorio per la Politica Trasparente e Democratica e Carteinregola a cui partecipano Walter Tocci, Giovanni Caudo, Umberto Croppi, Riccardo Magi (nessun consigliere M5S ha accettato l’invito)
  • gennaio 2016 il Senatore PD Walter Tocci deposita in Senato una proposta di modifica della Legge Delrio per permettere ai cittadini romani di votare a giugno anche per il Consiglio Metropolitano. Secondo Tocci “Si potrebbe votare a giugno per queste nuove istituzioni con la legge elettorale utilizzata in passato per le province, basata sui collegi uninominali, in modo da evitare la lotta per le preferenze che è l’humus del malaffare. Basterebbe una modifica di poche righe della legge Delrio, che ho già depositato in Senato”. Ma la proposta resta in un cassetto e alle elezioni amministrative di Roma che si tengono a giugno, continua tutto come prima.
  • Il 5 giugno si svolgono  le consultazioni i per l’elezione del Sindaco di Roma Capitale, dell’Assemblea capitolina e dei Consigli municipali. Al ballottaggio del 19 giugno,   Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle) supera con più del 60 per cento dei voti l’avversario  Roberto Giachetti (Partito Democratico)
  • 15 giugno 2016 il Consiglio Metropolitano approva il Documento di indirizzo del Piano Strategico scarica documento_indirizzo-piano-strategico-cm-roma

citta-metropolitana-liste-2016-10-05-alle-13-22-52

  • 10 ottobre 2016 Il sindaco di Roma e della Città Metropolitana, Virginia Raggi, proclama i consiglieri metropolitani eletti con il voto di secondo livello . Per la lista del Movimento Cinque Stelle sono eletti nove consiglieri: Marcello De Vito, Paolo Ferrara, Fabio Fucci, Maria Agnese Catini, Gemma Guerrini, Maria Teresa Zotta, Carlo Colizza, Angelo Casto, Matteo Manunta. Per la lista di centrosinistra ‘Le città della Metropoli’ i consiglieri eletti sono otto: Federico Ascani, Alessio Pascucci, Valeria Baglio, Massimiliano Borelli, Flavio Gabbarini, Michela Califano, Pierluigi Sanna, Svetlana Celli. Infine per la lista di centrodestra ‘Territorio protagonista’ i seggi sono sette, assegnati a: Marco Silvestroni, Massimiliano Giordani, Giovanni Libanori, Fabrizio Ghera, Alessandro Priori, Mario Cacciotti e Andrea Volpi. Alla lista Patto civico metropolitana non spettano seggi. (omniroma.it)
  • 11 novembre  Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi,  assegna le deleghe tematiche ai consiglieri della Citta’ Metropolitana di Roma. nominando vice sindaco Fabio Fucci , Sindaco M5S di Pomezia, con deleghe allo Sviluppo della Rete e della Mobilita’, Viabilita’, Urbanistica e Lavori Pubblici, Comunicazione Istituzionale, Fondi e Progetti Europei. Al consigliere e presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito (M5S) sono state andate le deleghe al Bilancio, Patrimonio ed Edilizia scolastica. Politiche Sociali, Culturali, Giovanili, Sport e Personale invece sono andate a Maria Teresa Zotta (consigliera M5S  di Roma). A Carlo Colizza Sindaco M5S di Marino gli Enti Locali, lo Sviluppo Economico, le Attivita’ Produttive e Turistiche. Infine a Matteo Manunta, consigliere M5S di Civitavecchia, Ambiente e Polizia Locale della Citta’ metropolitana. (AGI)
  • il  6 dicembre e 7 dicembre  inizia nel Consiglio Regionale del Lazio  la discussione generale e l’inizio dell’esame dell’articolato l’iter legislativo della proposta di legge n. 317 “Disciplina e conferimento di funzioni e compiti amministrativi ai comuni, a Roma capitale e alla città metropolitana di Roma capitale. Riordino delle forme associative tra gli enti locali e superamento delle comunità montane”. . Si tratta della riforma della governance degli enti di area vasta e del sistema degli enti locali già avviato con vari interventi legislativi statali, a partire dalla legge n. 56 del 2014 (cosiddetta legge Delrio), alla quale ha fatto seguito, a livello regionale, l’articolo 7 della legge di stabilità regionale 2016, che, nel recepire la “Delrio”, ha rinviato a un successivo provvedimento il conferimento di ulteriori funzioni amministrative agli enti locali. Da qui il provvedimento illustrato oggi in Aula che appunto riordina e conferisce ulteriori funzioni a Roma Capitale, ai comuni e alla Città metropolitana. Oltre al percorso tracciato dalla legge Delrio, la proposta di legge in esame alla Pisana si occupa altresì del riordino del sistema dell’associazionismo comunale e del superamento delle comunità montane. Infine, sono previste nuove procedure per la definizione degli ambiti territoriali ottimali (Ato)

________________________________________________________________________

APPROFONDIMENTI

L’Italia da rammendare. Legge Delrio e ridisegno del sistema delle autonomie di  Giovanni Vetritto (urban@it Centro nazionale di studi per le politiche urbane) Scarica italia-da-rammendare-bp_a_vetritto

> scarica il documento Audizione carteinregola Statuto di Roma metropolitana 26 novembre 2014 a cura di Giorgio Bertini, Anna Maria Bianchi, Claudio Lombardi.  Hanno collaborato alla stesura del documento: Alessandro Giangrande, Cristina Lattanzi, Giorgio Panizzi, Alfonso Pascale, Aldo Pirone, Maria Spina. Si ringrazia il Coordinamento dei Comitati Milanesi

Vai al nostro post del dicembre 2014 Statuto Roma Città Metropolitana: contributi (di Giorgio Panizzi, Adriana Spera, CALMA, Alessandro Giangrande, Pierluigi Storti, Alfonso Pascale, Maria Spina)

________________________________________________________________________

(1)  Art. 114 

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Nota al Titolo V.
Questo titolo è stato modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), in G.U. 24 ottobre 2001, n. 248.

(2) Legge 8 giugno 1990, n. 142 (artt. 17-21) sulla riforma dell’ordinamento degli Enti locali

(3) 1 11 2008 Repubblica Roma? Città metropolitana’ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/01/roma-citta-metropolitana.html

(5) http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09042l.htm

Legge 5 maggio 2009, n. 42  “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 6 maggio 2009

Art. 24.

(Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell’articolo 114, terzo comma, della Costituzione)

1. In sede di prima applicazione, fino all’attuazione della disciplina delle città metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull’ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale.

2. Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L’ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali.
3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative:

a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali;

b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico;
c) sviluppo urbano e pianificazione territoriale;
d) edilizia pubblica e privata;
e) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità;
f) protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio;
g) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell’articolo 118, secondo comma, della Costituzione.

4. L’esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L’Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell’articolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell’articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l’ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi;

b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3.

6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri dell’Assemblea capitolina.

7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all’attuazione dell’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i princìpi generali per l’attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite;

b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto dall’articolo 19, comma 1, lettera d).

8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

9. A seguito dell’attuazione della disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall’istituzione della città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale.
10. Per la città metropolitana di Roma capitale si applica l’articolo 23 ad eccezione del comma 2, lettere b) e c), e del comma 6, lettera d). La città metropolitana di Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a svolgere le funzioni di cui al presente articolo.

(4)20 novembre 2008 Zingaretti: «Un nuovo patto per Roma»Lettera a Regione e Comune – breve rassegna stampa

(5) Capitale Metropolitana: un nuovo assetto istituzionale per garantire lo sviluppo http://www.provincia.roma.it/news/capitale-metropolitana-un-nuovo-assetto-istituzionale-garantire-lo-sviluppo
(6) dal sito del Comune  https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW151061&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Dotare Roma di una governance all’altezza del suo ruolo, necessaria per lo svolgimento del suo status di Capitale della Repubblica italiana: è questa la svolta storica e politica rappresentata dall’iter legislativo in atto su Roma Capitale.
Una strada lunga e difficile che ha avuto una svolta concreta un anno fa con l’approvazione il 29 aprile 2009, da parte del Parlamento, del disegno di legge in materia di federalismo fiscale (legge n. 42/2009) che, all’articolo 24, prevede la disciplina di Roma Capitale attribuendo a quest’ultima “speciale autonomia, statuaria, amministrativa e finanziaria”, ai sensi dell’art. 114, terzo comma, della Costituzione. Un’approvazione alla quale ha fatto seguito, il 18 giugno 2010, quella della delibera preliminare sul primo decreto legislativo Roma Capitale da parte del Consiglio dei Ministri. E successivamente, il 19 luglio 2010, l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Comunale dell’ordine del giorno n° 81, in cui viene espresso il parere favorevole in merito al decreto legislativo su Roma Capitale.
I punti salienti della legge riguardano sia struttura che poteri, innanzitutto il nuovo ente territoriale, infatti il comma 2 dell’art. 24 della legge 42 dispone che l’attuale Comune di Roma, compreso nei suoi confini, diventi Roma Capitale, sancendo la sua diversità e la sua specificità rispetto alle altre realtà locali. Proprio in virtù di questa sua peculiarità (negli altri articoli di questo numero sono evidenziate alcune caratteristiche di Roma, un colosso urbano di circa tre milioni di abitanti con gli stessi poteri amministrativi di un comune di duemila abitanti) le vengono assegnate ulteriori funzioni amministrative: concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali in accordo con il dicastero competente, sviluppo economico e sociale, sviluppo urbano e pianificazione territoriale, edilizia pubblica e privata, organizzazione e funzionamento dei servizi urbani con particolare riferimento a trasporto pubblico e mobilità, protezione civile in collaborazione con Presidenza del Consiglio e Regione Lazio e infine ulteriori funzioni conferite da Stato e Regione.
Cambia anche il Consiglio Comunale che assume la denominazione di Assemblea Capitolina, composta da Sindaco e quarantotto consiglieri. All’Assemblea spetterà il compito di disciplinare l’esercizio delle nuove funzioni amministrative con propri regolamenti e, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo approvato il 18 giugno 2010, di approvare lo statuto di Roma Capitale “che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Lo statuto disciplina, nei limiti stabiliti dalla legge, i municipi di Roma capitale, quali circoscrizioni di decentramento, in numero non superiore a dodici”.
Con un apposito decreto legislativo saranno poi assicurati i raccordi istituzionali, le modalità di coordinamento e collaborazione tra Roma Capitale, Stato, Regione Lazio e Provincia di Roma. E, con la stessa modalità, sarà disciplinato l’ordinamento transitorio di Roma Capitale secondo i seguenti criteri direttivi: specificazione delle nuove funzioni amministrative attribuite a Roma Capitale e assegnazione di ulteriori risorse tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale. Sempre con uno specifico decreto legislativo saranno stabiliti i principi generali per l’attribuzione alla città di Roma di un proprio patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite. Roma è finalmente Capitale.
(7) Dal sito di Roma capitale Roma diventa Capitale

…la nascita di nuovo ente – Roma Capitale, appunto – con speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, dotato finalmente di una governance adeguata al proprio ruolo di capitale, all’altezza della sua fama e della sua grandezza a livello nazionale e internazionale.
Dotare Roma di una governance all’altezza del suo ruolo, necessaria per lo svolgimento del suo status di Capitale della Repubblica italiana: è questa la svolta storica e politica rappresentata dall’iter legislativo in atto su Roma Capitale.
Una strada lunga e difficile che ha avuto una svolta concreta un anno fa con l’approvazione il 29 aprile 2009, da parte del Parlamento, del disegno di legge in materia di federalismo fiscale (legge n. 42/2009) che, all’articolo 24, prevede la disciplina di Roma Capitale attribuendo a quest’ultima “speciale autonomia, statuaria, amministrativa e finanziaria”, ai sensi dell’art. 114, terzo comma, della Costituzione. Un’approvazione alla quale ha fatto seguito, il 18 giugno 2010, quella della delibera preliminare sul primo decreto legislativo Roma Capitale da parte del Consiglio dei Ministri. E successivamente, il 19 luglio 2010, l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Comunale dell’ordine del giorno n° 81, in cui viene espresso il parere favorevole in merito al decreto legislativo su Roma Capitale.
I punti salienti della legge riguardano sia struttura che poteri, innanzitutto il nuovo ente territoriale, infatti il comma 2 dell’art. 24 della legge 42 dispone che l’attuale Comune di Roma, compreso nei suoi confini, diventi Roma Capitale, sancendo la sua diversità e la sua specificità rispetto alle altre realtà locali. Proprio in virtù di questa sua peculiarità (negli altri articoli di questo numero sono evidenziate alcune caratteristiche di Roma, un colosso urbano di circa tre milioni di abitanti con gli stessi poteri amministrativi di un comune di duemila abitanti) le vengono assegnate ulteriori funzioni amministrative: concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali in accordo con il dicastero competente, sviluppo economico e sociale, sviluppo urbano e pianificazione territoriale, edilizia pubblica e privata, organizzazione e funzionamento dei servizi urbani con particolare riferimento a trasporto pubblico e mobilità, protezione civile in collaborazione con Presidenza del Consiglio e Regione Lazio e infine ulteriori funzioni conferite da Stato e Regione.
Cambia anche il Consiglio Comunale che assume la denominazione di Assemblea Capitolina, composta da Sindaco e quarantotto consiglieri. All’Assemblea spetterà il compito di disciplinare l’esercizio delle nuove funzioni amministrative con propri regolamenti e, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo approvato il 18 giugno 2010, di approvare lo statuto di Roma Capitale “che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Lo statuto disciplina, nei limiti stabiliti dalla legge, i municipi di Roma capitale, quali circoscrizioni di decentramento, in numero non superiore a dodici”.
Con un apposito decreto legislativo saranno poi assicurati i raccordi istituzionali, le modalità di coordinamento e collaborazione tra Roma Capitale, Stato, Regione Lazio e Provincia di Roma. E, con la stessa modalità, sarà disciplinato l’ordinamento transitorio di Roma Capitale secondo i seguenti criteri direttivi: specificazione delle nuove funzioni amministrative attribuite a Roma Capitale e assegnazione di ulteriori risorse tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale. Sempre con uno specifico decreto legislativo saranno stabiliti i principi generali per l’attribuzione alla città di Roma di un proprio patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite.
Roma è finalmente Capitale.

(8) Decreto poi convertito in  legge  sulla revisione della spesa pubblica, convertito in legge n. 135 il 7 agosto del 2012. http://archivio.digitpa.gov.it/sites/default/files//normativa/legge_7_agosto_2012.pdf

Art. 18

All’articolo 18:

al comma 2, le parole: «il potere di iniziativa dei comuni» sonosostituite dalle seguenti: «il potere dei comuni interessati dideliberare, con atto del consiglio, l’adesione alla citta’metropolitana o, in alternativa, a una provincia limitrofa»;dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:«2-bis. Lo statuto della citta’ metropolitana puo’ prevedere, suproposta del comune capoluogo deliberata dal consiglio secondo la  procedura di cui all’articolo 6, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, una articolazione del  territorio del comune capoluogo medesimo in piu’ comuni. In tale caso  sulla proposta complessiva di statuto, previa acquisizione del pareredella regione da esprimere entro novanta giorni, e’ indetto unreferendum tra tutti i cittadini della citta’ metropolitana daeffettuare entro centottanta giorni dalla sua approvazione sulla basedelle relative leggi regionali. Il referendum e’ senza quorum divalidita’ se il parere della regione e’ favorevole o in mancanza diparere. In caso di parere regionale negativo il quorum di validita’e’ del 30 per cento degli aventi diritto. Se l’esito del referendume’ favorevole, entro i successivinovanta giorni, e in conformita’con il suo esito, le regioni provvedono con proprie leggi allarevisione delle circoscrizioni territoriali dei comuni che fannoparte della citta’ metropolitana. Nel caso dicui al presente commail capoluogo di regione diventa la citta’ metropolitana che comprendenel proprio territorio il comune capoluogo di regione»;dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:«3-bis. Alla data di entrata in vigore della legge di conversionedel presente decreto e’ istituita, senza oneri aggiuntivi per lafinanza pubblica, la Conferenza metropolitana della quale fanno partei sindaci dei comuni del territorio di cui al comma 2 nonche’ ilpresidente della provincia, con il compito di elaborare e deliberarelo statuto della citta’ metropolitana entro il novantesimo giornoantecedente alla scadenza del mandato del presidente della provinciao del commissario, ove anteriore al 2014, ovvero, nel caso discadenza del mandato del presidente successiva al 1º gennaio 2014,entro il 31 ottobre 2013. La deliberazione di cui al primo periodo e’adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Conferenzae, comunque, con il voto favorevole del sindaco del comune capoluogoe del presidente della provincia. Lo statuto di cui al presente commaresta in vigore fino all’approvazione dello statuto definitivo di cuial comma 9.3-ter. In caso di mancata approvazione dello statuto entro iltermine di cui al comma 3-bis, il sindaco metropolitano e’ di dirittoil sindaco del comune capoluogo, fino alla data di approvazione dellostatuto definitivo della citta’ metropolitana nel caso in cui lostesso preveda l’elezione del sindaco secondo le modalita’ di cui alcomma 4, lettere b) e c), e comunque, fino alla data di cessazionedel suo mandato.3-quater. La conferenza di cui al comma 3-bis cessa di esisterealla data di approvazione dello statuto della citta’ metropolitana o,in mancanza, il 1º novembre 2013»;al comma 4, alinea, le parole da: «articolo 51» fino alla finesono sostituite dalle seguenti: «articolo 51, commi 2 e 3, del citatotesto unico, lo statuto della citta’ metropolitana di cui al comma3-bis e lo statuto definitivo di cui al comma 9 possono stabilire cheil sindaco metropolitano:»;al comma 4, lettera c), sono premesse le seguenti parole: «nelcaso in cui lo statuto contenga la previsione di cui al comma2-bis,»;il comma 6 e’ sostituito dal seguente:«6. I componenti del consiglio metropolitano sono eletti tra isindaci e i consiglieri comunali dei comuni ricompresi nel territoriodella citta’ metropolitana, da un collegio formato dai medesimi.L’elezione e’ effettuata, nei casi di cui al comma 4, lettera b),secondo le modalita’ stabilite per l’elezione del consiglioprovinciale e, nei casi di cui al medesimo comma 4, lettera c),secondo il sistema previsto dall’articolo 75 del citato testo unicodi cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 nel testo vigente alladata di entrata in vigore del presente decreto. Il richiamo di cui alcomma 1 del citato articolo 75 alle disposizioni di cui alla legge 8marzo 1951, n. 122, e’ da intendersi al testo vigente alla data dientrata in vigore del presente decreto. L’elezione del consigliometropolitano ha luogo entro quarantacinque giorni dallaproclamazione del sindaco del comune capoluogo o, nel caso di cui alcomma 4, lettera b), contestualmente alla sua elezione. Entroquindici giorni dalla proclamazione dei consiglieri della citta’metropolitana, il sindaco metropolitano convoca il consigliometropolitano per il suo insediamento»;dopo il comma 7, e’ inserito il seguente:«7-bis. Restano ferme le funzioni di programmazione e dicoordinamento delle regioni, loro spettanti nelle materie di cuiall’articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, e lefunzioni esercitate ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione»;al comma 9, l’alinea e’ sostituito dal seguente: «Lo statutodefinitivo della citta’ metropolitana e’ adottato dal consigliometropolitano a maggioranza assoluta entro sei mesi dalla primaconvocazione, previo parere dei comuni da esprimere entro tre mesidalla proposta di statuto. Lo statuto di cui al comma 3-bis nonche’lo statuto definitivo della citta’ metropolitana:»;al comma 9, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:«c) disciplina i rapporti fra i comuni facenti parte della citta’metropolitana e le modalita’ di organizzazione e di esercizio dellefunzioni metropolitane, prevedendo le modalita’ con le quali lacitta’ metropolitana puo’ conferire ai comuni ricompresi nel suoterritorio o alle loro forme associative, anche in formadifferenziata per determinate aree territoriali, proprie funzioni,con il contestuale trasferimento delle risorse umane, strumentali efinanziarie necessarie per il loro svolgimento»;al comma 9, la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:«d) prevede le modalita’ con le quali i comuni facenti partedella citta’ metropolitana e le loro forme associative possonoconferire proprie funzioni alla medesima con il contestualetrasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarienecessarie per il loro svolgimento»;al comma 11, dopo le parole: «le disposizioni» sono inserite leseguenti: «relative ai comuni»;e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:«11-bis. Lo Stato e le regioni, ciascuno per le propriecompetenze, attribuiscono ulteriori funzioni alle citta’metropolitane in attuazione dei principi di sussidiarieta’,differenziazione e adeguatezza di cui al primo comma dell’articolo118 della Costituzione».

(9) La Corte dichiara incostituzionale la legge 135/2012 per violazione dell’art. 77 Cost., in relazione agli artt. 117, 2° comma lett. p) e 133, 1° comma Cost.,

(10) Il provvedimento (nelle more della riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione) disciplina le città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. La disciplina relativa si applica anche alla città metropolitana di Roma Capitale, salvo quanto previsto dai comma 102 e 103 della stessa. Inoltre, i comma 101 e 102 stabiliscono che le disposizioni dei decreti legislativi n. 156/2010, n. 61/2012 e n. 51/2013 restano comunque riferite all’ente territoriale Roma Capitale, dotato di speciale autonomia, come definito dall’art. 24, comma 2, della legge n. 42/2009.

(11) Disposizioni per la valorizzazione del ruolo istituzionale della Città metropolitana di Milano e modifiche alla legge regionale 8 luglio 2015, n. 19 (Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specificità dei Territori montani in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 ‘Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di comuni’

(12) http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_29/sindaco-marino-nomina-7-delegati-citta-metropolitana-roma-22ce87b2-ee5f-11e4-b322-fe8a05b45a01.shtml

( 13) Statuto  di Roma Città Metropolitana art. 16, “Elezione composizione e durata del consiglio” “il consiglio è composto dal Sindaco, che lo presiede, e da un numero di consiglieri stabilito dalla legge, eletti a suffragio universale e diretto, secondo il sistema elettorale che sarà determinato dalla legge dello stato, a seguito della costituzione delle zone omogenee ai sensi dell’art.28 e stante la ripartizione del territorio di Roma capitale in zone dotate di autonomia amministrativa, anche tenendo conto della articolazione di Roma Capitale in Municipi”.

(14) Il fatto Quotidiano 10 novembre 2015 Città metropolitane, il sottosegretario Bressa: “Manca la legge elettorale, il Parlamento non ha tempo per rimediare” Per rimediare alle lacune della Delrio “serve più tempo”. Lo sostiene l’esponente del governo Renzi, relatore del provvedimento. Che aggiunge: “Ci sono aspetti che non possono essere risolti rapidamente”. A cominciare dall’inedita situazione che si è creata a Roma dopo la caduta di Marino
di Giorgio Velardi |

(15) (dal sito della Regione Lazio)

Riforma Delrio, Tronca in audizione sul ruolo di Roma capitale

Da sinistra: il segretario generale di Roma capitale, Serafina Buarnè, il subcommissario Ugo Taucer, il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, il presidente della I commissione, Baldassarre Favara, il presidente della IV, Mauro Buschini, e l'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.12/11/15 – “Il vero punto nodale è il peso che s’intende dare alla peculiarità di Roma capitale”. Con queste parole il prefetto Francesco Paolo Tronca ha concluso il proprio intervento sulla proposta di legge regionale d’adeguamento della legislazione regionale ai dettami della cosiddetta legge Delrio. Il commissario straordinario di Roma capitale è giunto alla Pisana accompagnato dal sub-commissario Ugo Taucer e dal segretario generale Serafina Buarnè. Sulla proposta di legge regionale n. 269 all’esame della I commissione, Affari istituzionali, presieduta da Baldassarre Favara (Pd), e della IV, Bilancio, presieduta da Mauro Buschini (Pd), riunite in seduta congiunta, Tronca si è limitato a esprimere alcune osservazioni di carattere generale, sottolineando i limiti del proprio mandato e la titolarità della politica a entrare nel merito del provvedimento.

Premettendo che rispetto alla proposta in discussione “ci sono valutazioni prettamente politiche in cui, come organo tecnico, non posso addentrarmi”, il prefetto Tronca ha concentrato in tre punti le proprie osservazioni: il peso dato dall’articolo 3 del provvedimento a Roma capitale nei meccanismi di consultazione degli enti territoriali; la definizione degli ambiti territoriali ottimali per materie importanti come rifiuti e trasporto pubblico locale; la parte normativa riferita alle risorse a disposizione di Roma capitale (articolo 15 della pl 269). “La concertazione nell’ambito del Cal (Consiglio delle autonomie locali) – ha detto Tronca – rende di fatto, a mio parere, il peso specifico di Roma capitale equiparato al peso specifico degli altri comuni. Il perché e il per come non spetta a me. È frutto di una scelta politica, tecnica, di una prima stesura che va rivista? A voi la valutazione. È una cosa che ho rilevato, ma non entro nel merito”.

“Considerato che gli Ambiti territoriali ottimali perimetrano il territorio su cui sono organizzati i servizi pubblici integrati – ha proseguito Tronca – pensiamo a servizi importantissimi quale quello del ciclo dei rifiuti o del trasporto pubblico locale, fondamentale per il cittadino e per il livello di qualità della vita di tutti gli ambiti, forse in questo Roma capitale dovrebbe vedersi attribuito un ruolo un po’ più significativo non dal punto di vista politico ma da quello gestionale e organizzativo, perché è la cabina di regia di questi settori che sono essenziali per la vita quotidiana. Tutto questo non mi sembra che emerga in modo significativo dall’articolato della proposta di legge.”. Riguardo all’articolo 15, Tronca si è così espresso: “Non mi sembra, da tecnico, che risultino particolarmente chiare le modalità con cui vengono individuate le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie a Roma capitale a far fronte alle nuove funzioni amministrative che le vengono attribuite, ma questo vale anche per altri comuni, e non solo per Roma. Il pensiero è corso a immaginare che si potrebbe prevedere un rinvio a successivi e distinti provvedimenti attuativi di dettaglio che permettano una pesatura di queste risorse finanziarie, indispensabili per svolgere le funzioni previste in più, che sono robuste, complesse e richiedono un impianto gestionale adeguato. Le nuove funzioni, se vengono attribuite, devono funzionare a perfezione e servono risorse per farle funzionare. La mia proposta – ha concluso Tronca – è quella di immaginare di concertare in modo più analitico ogni valutazione di merito per consentire una attenta e necessaria analisi economico-organizzativa che tenga conto della complessità di Roma capitale.”.

Nel corso dell’audizione il capogruppo del Pdl, Antonello Aurigemma, si è detto d’accordo al 99% dell’intervento di Tronca, in particolare sul punto che è la politica che deve dirimere queste questioni. Secondo Aurigemma, visto che manca la politica di una parte importante del territorio interessata dal provvedimento, è necessario riflettere se è il caso di soprassedere per il momento e discutere nuovamente quando nel comune di Roma tornerà a esserci un interlocutore politico. Perché “questa norma senza Roma è nulla”, come ha sottolineato Francesco Storace (La Destra).

A ricordare le finalità della pl 269 è intervenuto l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore. La cosiddetta legge Delrio (Legge n. 56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) impone alle regioni di ridisegnare confini e competenze dell’amministrazione locale, in attesa della riforma del titolo V della Costituzione. Di qui la pl 269 d’iniziativa della Giunta regionale, concernente il “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla Città metropolitana di Roma Capitale, a Roma Capitale e riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale”.

Nel corso dell’audizione sono intervenuti anche i consiglieri Riccardo Valentini (Pd), Fabrizio Santori (Gruppo Misto), Pietro Sbardella (Gruppo Misto), Gianluca Perillli (M5s), Daniele Fichera (Psi per Zingaretti), Giancarlo Righini (FdI), Fabio Bellini (Pd).

Dopo l’audizione ci sono stati alcuni interventi sull’ordine dei lavori ed è stato stabilito di iniziare la discussione generale martedì 17 novembre, alle ore 15.

Area metropolitana di Roma https://it.wikipedia.org/wiki/Area_metropolitana_di_Roma

SITO COMUNE DI ROMA

SITO GOVERNO

SITO ROMA CITTA’ METROPOLITANA

Le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta con finalità di:
– cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano;
– promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana;
– cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima, ferma restando l’iniziativa dei comuni, ai sensi dell’art. 133 della Costituzione, per la modifica delle circoscrizioni provinciali limitrofe e per l’adesione alla città metropolitana.
Sono organi della città metropolitana:
a) il Sindaco metropolitano;
b) il Consiglio metropolitano;
c) la Conferenza metropolitana.

Link alla notizia:

– Città Metropolitana, eletto il primo Consiglio

Città metropolitana, prima riunione Consiglio

Il 22 Dicembre 2014 è stato approvato in via definitiva lo Statuto della Città Metropolitana di Roma Capitale che da Giovedì 1 gennaio 2015 subentra alla Provincia di Roma, secondo quanto sancito dall’articolo 1, comma 16, della Legge 7 aprile 2014, n. 56.
Giovedì 1 gennaio 2015 la Città metropolitana di Roma Capitale subentra alla Provincia di Roma.

Il Vice Sindaco della Città metropolitana è Mauro Alessandri, attualmente Sindaco del Comune di Monterotondo.

I Consiglieri delegati della Città metropolitana.

Cliccare per consultare l’elenco di:

- I  COMUNI DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI ROMA CAPITALE 

- LE ALTRE CITTA’ METROPOLITANE 

PER APPROFONDIMENTI:

Statuto di Roma Capitale

Statuto della Città Metropolitana di Roma Capitale

Regolamento dell’Assemblea Capitolina

Regolamento sul funzionamento e l’organizzazione del Consiglio metropolitano di Roma Capitale

Città metropolitana di Roma Capitale

Provincia di Roma – Dalla Provincia alla Città Metropolitana 

Provincia di Roma

Governo Italiano: Attuazione legge Delrio

Ministero interno – Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Attuazione Legge Delrio

– Circolare Ministero dell’Interno n. 32/2014:

Elezioni di secondo grado dei Consigli metropolitani, dei presidenti delle Province e dei consigli provinciali: Linee guida per lo svolgimento del procedimento elettorale

ANCI – Legge Delrio – Focus Città metropolitane, piccoli Comuni e gestioni associate, consulta i documenti

– Regione Lazio:

Proposta di legge regionale n. 138 del 25 febbraio 2014 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi a Roma Capitale e ai Comuni del Lazio”

Osservatorio sulle città metropolitane

PON Metro: (co)work in progress 

Parte il PON “Città Metropolitana” la Giunta definisce interventi per oltre 38 milioni

 

leggen. 56 “Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.