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Autonomia differenziata: l’Italia non si taglia

L’autonomia regionale differenziata a prosegue il suo iter e nelle prossime settimane arriverà al voto del Parlamento. Intanto nessuno ne parla, nè le istituzioni, nè la stragrande maggior parte dei media e nemmeno molte realtà della società civile, che pure ne sono a conoscenza, in una sorta di inspiegabile consegna del silenzio, interrotto solo da qualche drappello di risoluti e instancabili volenterosi, purtroppo con scarsa visibilità e, finora, scarso ascolto da parte della politica di ogni schieramento, ad eccezione di un gruppetto di parlamentari di varie appartenenze che si impegna da tempo. Così i cittadini si accorgeranno delle conseguenze solo dopo il punto di non ritorno dell’approvazione: regioni ricche del nord che potranno trattenere fino a nove decimi del proprio gettito fiscale per spenderlo nei propri territori, e che avranno competenze, come già per la sanità, per altre materie importantissime finora esclusiva dello Stato: Scuola, Tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; Tutela della salute; Istruzione; Tutela del lavoro; Rapporti internazionali e con l’Unione europea e molto altro. Un provvedimento che confligge con il patto di solidarietà della nostra Costituzione e che accrescerà ulteriormente le disuguaglianze. E tutto questo senza nessun dibattito pubblico, che sarebbe il minimo indispensabile di fronte a scelte così impattanti. Perchè l’autonomia differenziata non sarà solo un piccolo ulteriore scivolamento di un sistema già profondamente disuguale, sarà l’inizio di una valanga che spingerà le classi politiche e dirigenti di ogni pezzo grande o piccolo di Italia a cercare di arraffare qualcosa per il proprio elettorato e per i propri interessi, distruggendo quel patto nazionale che fino a oggi era chiamato a rispondere alle disuguaglianze sociali, a vigilare sul nostro patrimonio collettivo – i beni culturali e l’ambiente – a garantire i diritti dei cittadini, gli stessi, per tutti. (AMBM)

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Vai a Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali

Il video del webinar: Autonomia differenziata, cosa succede al Governo del Territorio e alla Protezione civile 27 giugno 2022

10 maggio 2022 L’Italia non si taglia – Autonomia Differenziata: cosa succede alla tutela dei Beni culturali e del Paesaggio (> vai alla pagina)

22 febbraio 2022 L’Italia non si taglia- Autonomia Differenziata: cosa succede alla sanità a cura di Carteinregola e ANPI San Lorenzo ( > vai alla presentazione)

Il video del Webinar: L’Italia non si taglia – Autonomia Differenziata, cosa succede alla scuola -26 Gennaio 2022 Continua#

25 ottobre 2021 Autonomia regionale differenziata, la fine dell’uguaglianza e della solidarietà nazionale? partecipano Gianfranco Viesti (autore del libro Verso la secessione dei ricchi – Autonomie Regionali e Unità Nazionale),   Vincenzo Smaldore di openpolis (autore delle inchieste  Il calcolo disuguale) Giancarlo Storto (curatore del libro Territorio senza governo – tra Stato e regioni: a 50 anni dall’istituzione delle regioni), Anna Falcone, avvocata e attivista, sen. Gregorio De Falco (Gruppo misto), Marina Boscaino portavoce nazionale Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti.

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