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Impianti sportivi comunali: il M5S è per le regole o per le proroghe?

Cascianese Country Club a Villa Ada

Foto ambm

AGGIORNAMENTO:  martedì 7 febbraio ore 10 Casa della Città Via della Moletta 85 Audizione Assessore allo Sport Daniele Frongia alla Commissione Sport sul nuovo Regolamento degli impianti sportivi comunali: illustrazione bozza del testo e condivisione dei lavori tra soggetti coinvolti, mentre il 15 febbraio alle ore 15.30 si terrà la  Commissione Sport  via del Tritone 142 con ODG “Descrizione dell’iter procedimentale volto al completamento dell’istruttoria per le istanze di prolungamento della durata delle Concessioni – disposizioni organizzative del provvedimento finale di intesa“(controllare sempre sul sito del Comune che no ci siano cambiamenti di convocazione)

Nel comunicato del 23 gennaio 2017* il Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale Angelo Diario   annuncia ampie proroghe ai concessionari privati  degli Impianti Sportivi Comunali. E la bozza del nuovo Regolamento** – che il  23 dicembre scorso lo stesso Diario ha  pubblicato sul suo blog –   affida a criteri assai poco stringenti la durata delle concessioni.   Due mosse decisamente  in controtendenza rispetto alla linea  che avevano i consiglieri pentastellati prima di trovarsi  al  governo della Capitale (e anche rispetto a quella, ad esempio, dei consiglieri Cinquestelle di Genova). La bozza però  – rivela un articolo del Corriere della Sera del 29 gennaio ***- “…ha messo in allarme i potenziali concessionari, dalle federazioni alle società sportive dilettantesche”, a cui l’Assessore allo Sport Daniele Frongia ha risposto assicurando che il testo è una prima stesura, che sarà discussa in vari incontri istituzionali e considerando tutti i contributi ricevuti.  In ogni caso,  a questa  Giunta e a questa  maggioranza va riconosciuto il coraggio – inedito – di aver resa pubblica  prima del voto la bozza del Regolamento esponendosi alle  critiche delle categorie interessate e anche dei cittadini. Un cambiamento che permette – finalmente –  che su un tema così importante si svolga un dibattito pubblico nella totale trasparenza, anzichè licenziarlo con  contrattazioni nelle segrete stanze,  i cui risultati abbiamo davanti, e non solo per quanto riguarda l’affidamento degli impianti sportivi comunali. Il gruppo Patrimonio pubblico di Carteinregola, che  ha già inviato le sue osservazioni, seguirà passo passo tutto il percorso, mettendo a disposizione materiali di approfondimento, criticando gli aspetti che ritiene contrari all’interesse pubblico  e sostenendo  le scelte che vanno nella direzione del rispetto delle regole uguali per tutti e del bene collettivo.

“…La disciplina sostanzialmente paritaria e consensuale delle concessioni si converte spesso in una posizione di maggiore forza del concessionario – talora un’impresa di organizzazione e dimensioni rilevanti – nei confronti dell’amministrazione concedente, non sempre attrezzata a sufficienza a esercitare la vigilanza e i poteri di controllo sullo svolgimento delle attività del concessionario”

dalla voce “Concessione amministrativa”- Enciclopedia Treccani 

Carteinregola si batte da anni per il ripristino del rispetto delle regole, della  trasparenza e dell’interesse pubblico  in un settore che è un vero e proprio far west [a] .   Infatti gli impianti sportivi di proprietà comunale da anni sono stati  dati in concessione a privati spesso a cifre ridicole;   spesso senza gare di evidenza pubblica;  spesso con  concessioni  prorogate per anni e  anni per scontare al privato costi di ristrutturazione, di cui spesso – purtroppo-  non è mai stata verificata la reale entità da parte dell’amministrazione. Così come spesso non è mai stata verificata l’effettiva erogazione  di una serie di servizi pubblici (iniziative per le scuole, tariffe speciali per i residenti etc) che i privati dovrebbero garantire a fronte del canone di favore cosiddetto “ridotto” previsto nel Regolamento vigente (10% del totale) . E  altrettanto spesso  le concessioni scadute da anni non sono  mai state revocate, né è mai stato fatto un bando per la nuova assegnazione dell’impianto, nonostante i diversi casi di morosità accumulate [b].

Con la vittoria del Movimento Cinque Stelle, pensavamo che finalmente anche per gli impianti sportivi di Roma sarebbe entrato in vigore il nuovo Codice degli appalti [c] che dovrebbe garantire  al pubblico –  ai cittadini – le condizioni migliori per l’affidamento di servizi,  la realizzazione di lavori, l’utilizzazione di beni  pubblici [d]. Codice  che vale anche per le concessioni [e] degli impianti comunali. Anche perché, nella passata consiliatura, i consiglieri M5S all’opposizione –  tra i quali anche l’attuale Sindaca Virginia Raggi e l’attuale Assessore allo sport Daniele Frongia  – si erano impegnati non poco su questo fronte, arrivando a rendere pubblico l’elenco di tutti gli impianti con la relativa situazione [f]. Proprio Daniele Frongia,   nell’aprile 2015, in veste di Presidente della Commissione per la razionalizzazione della spesa, aveva evidenziato una gestione poco attenta del patrimonio (e in particolare degli impianti sportivi comunali in concessione) da parte di Roma Capitale (soprattutto negli ultimi 12 anni), causata anche dall’assoluta mancanza di controlli periodici e di verifiche contabili da parte degli uffici capitolini competenti. Secondo i calcoli della Commissione Frongia, era possibile parlare di un danno erariale, per Roma Capitale, di ben 40 milioni di Euro (dall’Amministrazione Veltroni in poi) [g ].

Ma, a leggere la bozza del nuovo  Regolamento, non è del tutto così, dato che il vero punto – quello che fa la differenza – riguarda la durata delle concessioni e la loro eventuale proroga.

E nonostante  la bozza del nuovo  Regolamento,  specifichi che “… La modalità di affidamento delle concessioni di gestione dei servizi e delle concessioni di lavori e gestione dei servizi è disciplinata dal D. Lgs. n. 50/2016 [nuovo Codice degli appalti NDR], a seguito dell’espletamento di procedura ad evidenza pubblica”[h], con deroghe solo “nelle more dell’espletamento della procedura ad evidenza pubblica e solo in casi eccezionali debitamente motivati e comprovati ” che peraltro prevedono il ricorso alla procedura negoziata [i], nell’Art. 16  (Durata della concessione) [l] introduce  un criterio del tutto arbitrario,  e soprattutto vago, che riteniamo non dovrebbe trovare spazio in un regolamento promosso da un’amministrazione che ha fatto del rispetto delle regole e dell’interesse pubblico il suo cavallo di battaglia,   anche  considerando la pessima e irragionevole gestione del patrimonio comunale avvenuta nel passato:  “…La durata massima della concessione non può essere superiore al periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti da parte del concessionario individuato sulla base di criteri di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale investito, tenuto conto degli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi contrattuali specifici come risultante dal piano economico-finanziario. Gli investimenti presi in considerazione ai fini del calcolo comprendono quelli effettivamente sostenuti dal concessionario, sia quelli iniziali sia quelli in corso di concessione…”

E  aggiunge il Presidente Diario, commentando il Regolamento sul suo blog “…Come sanno gli addetti ai lavori, gli impianti comunali sono tutti diversi e sarebbe un errore stabilire una durata massima uguale per tutti, così come differenziarla solo in base alla tipologia di impianto. Nei casi in cui si preveda l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione o ampliamento (praticamente tutti), la durata della concessione sarà determinata sulla base di un equilibrio economico-finanziario da valutarsi ai sensi della normativa sui contratti pubblici”. Quindi non vengono  posti limiti alla durata della concessione,  che dipenderà unicamente dal raggiungimento dell’equilibrio economico dell’investimento del privato. Anche decenni…

Intendiamoci, la durata delle concessioni in funzione degli interventi di manutenzione straordinaria di cui si fanno carico i privati, è  un tema complesso. E, come fa notare il citato articolo del Corriere, esistono situazioni di impianti storici importanti che hanno bisogno di interventi strutturali – basti pensare allo Stadio Flaminio [m] – per cui evidentemente devono essere trovati  criteri specifici e finanziariamente adeguati. Ma devono essere tenuti ben separati i grandi impianti sportivi – che peraltro possono anche portare ricavi cospicui – dalle decine di impianti  sparsi per Roma, la cui situazione abbiamo sintetizzato in apertura.    I primi  devono essere delle eccezioni ben individuate, con percorsi amministrativi trasparenti e deliberazioni di organi di alto livello. I secondi devono essere inseriti in un perimetro normativo molto stringente (con un capillare sistema di  controlli) a partire dal Regolamento.  Mettere tutto nello stesso calderone rischia di moltiplicare le possibilità di un generalizzato aggiramento delle regole ed anche della  progressiva trasformazione –  silenziosa e invisibile   –   di pezzi consistenti della città da pubblici  a  privati.

In proposito, rimandando al nostro  approfondimento su “Durata delle concessioni degli impianti sportivi: città italiane a confronto“, invitiamo  l’attuale maggioranza a leggere  l’emendamento al Regolamento del Comune di Genova, presentato proprio dal Movimento 5 Stelle circa un anno fa [n], che  propone che la concessione degli impianti abbia una   “…durata ricompresa tra 5 e 10 anni individuata sotto il profilo tecnico anche in base alla natura ed alla rilevanza degli interventi di cui l’impianto necessita secondo le risultanze di apposita perizia tecnica assunta con determina dal dirigente competente” e  che qualora il Concessionario dovesse sostenere interventi  non prevedibili  “…i cui costi non possano essere completamente ammortizzati nel tempo di durata dell’affidamento medesimo, il Concessionario potrà richiedere un prolungamento della durata del contratto…a condizione…che gli interventi siano preventivamente valutati congrui ed autorizzati dal Comune, in corso di vigenza del contratto” ,  che siano  adottati con una delibera di Consiglio Comunale, e – soprattutto –  che il contratto non potrà avere durata complessiva superiore al 50% della durata iniziale” (l’emendamento   non è  poi passato per l’opposizione dei consiglieri del partito Democratico della Giunta Doria)

Ma la vera – e  inaspettata  – inversione di marcia dei Cinquestelle si trova   nel comunicato del 23 gennaio, in cui il Presidente Diario annuncia il “prolungamento delle concessioni, sia per  le concessioni scadute, sia  per quelle in scadenza, trovando addirittura, per queste ultime, una soluzione ad hoc (da sottoporre però al vaglio dell’ANAC!) in barba all’obbligo di un bando con procedura ad evidenza pubblica.

La motivazione sarebbe che  ” I concessionari attendono da anni una risposta credibile ai loro investimenti“*: ma se  l’argomento  “degli  interventi di manutenzione già effettuati autorizzati dalle precedenti amministrazioni” può essere degno di valutazione – previa puntuale verifica –   è davvero poco comprensibile come si possa  “…prevedere la possibilità, per le concessioni in corso, di presentare entro la data di scadenza un progetto di manutenzione straordinaria“* che  “Se approvato, darà diritto al relativo prolungamento [della concessione NDR]...“*

Ora, a parte che nelle norme transitorie  della bozza di Regolamento è precisato che: “Con riferimento alle concessioni pluriennali in corso, alla data di adozione del presente Regolamento, si applicano le disposizioni dello stesso così come ai rapporti concessori scaduti”, varrebbe  la pena  di rileggere quanto scritto dal Consiglio di Stato nel 2011 [o] – non vi sono margini di tutela dell’affidamento dei precedenti concessionari, attraverso proroghe legali o amministrative, salvo casi eccezionali in cui si debba ripristinare la durata di un rapporto concessorio illegittimamente abbreviato rispetto alla sua scadenza naturale, ovvero per il tempo strettamente necessario alla definizione delle procedure per la stipula dei nuovi contratti“. 

Ci auguriamo quindi che, nel percorso che porterà all’approvazione di un nuovo Regolamento per gli impianti sportivi di Roma –  di cui c’è grande necessità e urgenza  –  venga corretto rapidamente il tiro e  che l’attuale maggioranza M5S capitolina mantenga il timone sulla stessa linea del passato, promuovendo Regolamenti  che diano la precedenza alle ragioni  dei  cittadini/utenti e delle casse pubbliche, rispetto a  quelle dei gestori privati. E fissando criteri chiari e  stringenti piuttosto che usare  le solite formule che lasciano ampi margini alla discrezionalità  rendendo assai più facile aggirare le regole.

Con l’occasione chiediamo,  ancora una volta, più  trasparenza, con la pubblicazione  on line, in apposita sezione del sito di Roma Capitale/Dipartimento dello Sport  dell’elenco dettagliato – distinto per ciascun impianto, con relativo prospetto di costo – di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria autorizzati ed eseguiti in ciascun impianto con relativo verbale di verifica/collaudo eseguito dagli Uffici competenti. Questo per consentire ai cittadini-utenti di verificare direttamente il rispetto degli obblighi da parte dei Concessionari e di fare eventuali segnalazioni.

Il gruppo Patrimonio Pubblico di Carteinregola

Per osservazioni e precisazioni scrivere a info@carteinregola.it

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE ANGELO DIARIO (30 GENNAIO 2017)

Vi scrivo per rassicurare che non é nostra intenzione prorogare all’infinito le attuali concessioni, né bandire gare per effettuare nuove concessioni di durata infinita o indefinita.  Per quanto riguarda le proroghe delle attuali concessioni, preciso che la nostra preoccupazione é dare delle risposte in tempi certi e non dare risposte necessariamente positive. Quello di Roma sarà il primo regolamento approvato dopo l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti e la regolamentazione della fase di transizione non é banale: le concessioni in essere prevedono la possibilità di proroghe senza limiti, mentre quelle future non prevederanno la possibilità di proroghe. Stiamo valutando la possibilità di concedere al massimo una proroga, a condizione che il periodo complessivo della gestione non superi i 30 anni, per evitare contenziosi e per evitare che gli impianti sportivi con concessioni in corso vadano incontro (senza investimenti) a un lento ma inesorabile deperimento. Riteniamo altresí che chi ha effettuato in passato investimenti autorizzati dal comune debba vedersi riconosciuta la rideterminazione della durata della concessione, anche perché, in caso contrario, il Comune andrà quasi certamente incontro a una serie di contenziosi dai quali uscirà sistematicamente sconfitto.
Vi ringrazio perché le vostre critiche sono motivo di riflessione e forniscono utili spunti per migliorare il lavoro sul regolamento  ed approfitto per informarvi che il 7 febbraio, ore 10, presso la casa della città, l’Assessore Frongia ed io   illustreremo in commissione il testo che sarà depositato per iniziare l’iter formale verso la sua approvazione in Aula. Quanto al tema delle inadempienze, faccio presente che aver introdotto nel Regolamento penali e sanzioni particolarmente rigide (ad esempio effettuare lavori senza autorizzazione é, per il futuro regolamento, una causa di decadenza della concessione) ci ha esposto a critiche esattamente contrarie alle vostre: siamo stati accusati di aver predisposto un Regolamento troppo punitivo nei confronti dei concessionari. Non é nostra intenzione essere accomodanti, né tantomeno essere punitivi. É, invece, per noi, un elemento irrinunciabile il pieno rispetto della legalità, da perseguire con il prezioso aiuto degli uffici capitolini come l’avvocatura, e con l’altrettanto prezioso controllo degli enti esterni come l’Anac, o delle associazioni come Carteinregola.

Commento di Carteinregola: le nostre critiche non riguardano – come precisato – gli impegni già presi dall’amministrazione –  a patto che siano il risultato di procedure  corrette e  ampiamente documentate –  ma le concessioni scadute o in  scadenza a cui si vogliono concedere proroghe, anche se si tratta di  “al massimo una proroga, a condizione che il periodo complessivo della gestione non superi i 30 anni, per evitare contenziosi“. Siccome in questi anni ci siamo fatti un’idea abbastanza precisa della situazione,  pensiamo che forse, facendo una approfondita ricognizione, alla fine si potrebbe scoprire che  i contenziosi dovrebbe avviarli  il Comune, e che non è affatto detto che “il Comune ne uscirà sconfitto”….In ogni caso, come ben espresso  dalla sentenza del  Consiglio di stato, le concessioni scadute,  in assenza di atti, non dovrebbero essere rinnovabili.

scarica l’articolo in PDF Impianti sportivi comunali- il M5S è per le regole o per le proroghe?

* Questo il testo del Comunicato Stampa: IMPIANTI SPORTIVI: MANUTENZIONE STRAORDINARIA E PROLUNGAMENTI DELLE CONCESSIONI

L’Amministrazione detta l’indirizzo politico

Roma 23.01.2017 Ecco quanto emerso nella seduta odierna della Commissione capitolina Bilancio, riunitasi nella Sala delle Bandiere in Campidoglio, alla presenza di numerosi concessionari o loro rappresentanti, del Dipartimento Sport, della Ragioneria Generale e dell’Avvocatura. L’obiettivo è quello di sciogliere il nodo dei prolungamenti delle concessioni per i privati che, negli anni passati, hanno effettuato opere di manutenzione straordinaria degli impianti sportivi comunali. I concessionari attendono da anni una risposta credibile ai loro investimenti (interventi di manutenzione già effettuati) autorizzati dalle precedenti amministrazioni, ovvero il prolungamento delle loro concessioni.

Per quanto riguarda gli interventi ancora da realizzare, la soluzione proposta dall’attuale maggioranza 5Stelle consiste nel prevedere la possibilità, per le concessioni in corso, di presentare entro la data di scadenza un progetto di manutenzione straordinaria. Se approvato, darà diritto al relativo prolungamento, calcolato sulla base di quanto stabilito dalla nuova normativa nazionale. La proposta è al vaglio degli uffici e, se necessario, sarà sottoposta  al parere dell’Anac.

Per entrambi i tipi di intervento, quelli già realizzati e quelli da realizzare, ho ribadito la volontà di fornire una risposta in tempi brevi. Se sarà necessario, la Commissione Sport è disponibile ad analizzare ogni singolo caso. A tal fine ho stabilito la data del 15 febbraio p.v. per l’individuazione dell’iter da parte degli uffici

** On line dal 26 dicembre al link:  https://angelodiario.files.wordpress.com/2016/12/regolamento-impianti-sportivi-comunali-_-bozza-del-22-12-2016.pdf

*** scarica l’articolo del Corsera del 29 1 2017 corsera art. impianti sportivi 29 1 2017

[a] Vedi anche  approfondimenti del 23 aprile 2015 (Un po’ di trasparenza sugli impianti sportivi pubblici (e qualche scoperta inquietante)   e del 3 maggio 2015 (Parliamo ancora di impianti sportivi comunali)

[b] Basta consultare proprio il data base pubblicato dalla Commissione per la razionalizzazione della spesa il 28 aprile 2015 al link: https://docs.google.com/spreadsheets/d/1ToKonqu3kr2uHy5YHNmGZMjZDwhPNAqAX-KUQwcz27I/edit#gid=0. Scarica database Vedi Nota 2 dell’articolo al link http://www.carteinregola.it/index.php/parliamo-ancora-di-impianti-sportivi-comunali/#. Vedi anche relazione attività  Commissione Sport dove è riportato testualmente: “I  canoni annuali per la concessione degli impianti sportivi comunali ammontano potenzialmente a 1.179.647,04 euro. La maggior parte dei concessionari (il 65%) è in regola con i pagamenti, le somme mancanti ammontano però a 4.417.632,67 euro. In aggiunta ci sono i mutui per la realizzazione di nuovi impianti e garantiti dal comune: su un totale di 19.912.726,94 euro, i mancati pagamenti sono già costati a Roma Capitale 4.003.931,99 euro. La Commissione si farà carico della rinegoziazione dei mutui, i cui tassi sono in alcuni casi ai limiti dell’usura, e di una verifica della redditività degli impianti: a volte, infatti, il problema è a monte, ovvero nella non redditività della gestione e, quindi, nella non sostenibilità del finanziamento delle somme corrispondenti.” Link: https://angelodiario.files.wordpress.com/2016/11/2016-10-21relazionetrimestralecommissionesport.pdf. Leggi anche verbale della Commissione del 21 settembre 2016 ( http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/ccppersonale_21092016.pdf)    in cui è riportato: “… presso il Futbol Club – secondo notizie di stampa – il concessionario ha subaffittato il ristorante a 36.000 Euro annue e paga un canone mensile di 400 Euro. Vai al link del centro sportivo: http://www.futbolclub.it/

[c]D.lgs 50/2016. Vai al link: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-04-19&atto.codiceRedazionale=16G00062

[d] In realtà, durante la Consiliatura Marino, l’allora Assessore allo Sport Masini aveva predisposto un nuovo regolamento, (Dec. G.C. del 22 luglio 2015 n. 38   scarica la delibera REGOLAMENTO GIUNTA MARINO Proposta RC 2015 19640) poi non approvato per la prematura caduta della Giunta. Tuttavia anche quel documento secondo Carteinegola presnetava alcuna criticità. Si veda il nostro post del 12 ottobre 2015 Proposta di regolamento impianti sportivi di Roma: tre carenze

[e] PARTE III, CONTRATTI DI CONCESSIONE artt 164 e ss..Vedi link Nota 2.

[f] scarica la tabella [aggiornata al 2014] Ricognizione impianti sportivi Roma Capitale

[g] Nel nostro report   della riunione della Commissione Comunale Speciale per la Riforma e la Razionalizzazione Spesa presieduta da Daniele Frongia, riunitasi il 28 aprile 2015, avevamo citato una dichiarazione  dell’asssitente dell’allora Presidente della Commissione Sport Svetlana Celli, che  aveva fatto  presente che nel bilancio di Roma Capitale non era stato  iscritto il valore immobiliare degli impianti ma solo quello del terreno occupato. Un aspetto che meriterebbe approfondimenti Cfr. nostro articolo http://www.carteinregola.it/index.php/parliamo-ancora-di-impianti-sportivi-comunali/#

h] Art. 5 – Tipologia di concessioni e modalità di affidamento

Gli impianti sportivi di proprietà capitolina possono essere oggetto di concessione di gestione di servizi o concessione di lavori e gestione di servizi, a seguito di valutazione dell’Ufficio competente, in base ai seguenti criteri: classificazione dell’impianto sportivo, stato manutentivo, possibilità di incremento della pratica sportiva.

La modalità di affidamento delle concessioni di gestione dei servizi e delle concessioni di lavori e gestione dei servizi è disciplinata dal D. Lgs. n. 50/2016, a seguito dell’espletamento di procedura ad evidenza pubblica, su impulso del Dipartimento e del Municipio per gli impianti di rispettiva competenza.

All’affidamento in concessione si procede mediante procedura ad evidenza pubblica, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di consentire una più specifica valutazione e valorizzazione del progetto sportivo da realizzare all’interno degli impianti sportivi capitolini. In questa stessa prospettiva, in tutte le procedure ad evidenza pubblica per la concessione degli impianti sportivi capitolini, all’offerta tecnica viene riconosciuto un valore preponderante rispetto all’offerta economica.

[i]http://www.codiceappalti.it/dlgs_50_2016/art__63__uso_della_procedura_negoziata_senza_previa_pubblicazione_di_un_bando_di_gara/8439

[l] Art. 16 – Durata della concessione

La durata delle concessioni è limitata ed è determinata nel bando di gara in funzione dei lavori o servizi richiesti al concessionario. La stessa è commisurata al valore della concessione, nonché alla complessità organizzativa dell’oggetto della stessa.

La durata massima della concessione non può essere superiore al periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti da parte del concessionario individuato sulla base di criteri di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale investito, tenuto conto degli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi contrattuali specifici come risultante dal piano economico-finanziario. Gli investimenti presi in considerazione ai fini del calcolo comprendono quelli effettivamente sostenuti dal concessionario, sia quelli iniziali sia quelli in corso di concessione.

Nei casi in cui l’Avviso Pubblico preveda l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, come definiti all’art. 3 del D.P.R. 380/01, la durata della concessione sarà determinata sulla base di un equilibrio economico-finanziario da valutarsi ai sensi della normativa sui contratti pubblici.

La durata della concessione decorre dalla data di formale consegna dell’impianto sportivo. È esclusa la proroga tacita della concessione.

[m]Il  citato articolo del Corriere della Sera del 29 gennaio 2017 riporta che “leggendo la bozza, ci si trova davanti a un bando di appalto pubblico in piena regola, ma lontanissimo dai criteri  per la gestione di un impianto sportivo come per esempio lo Stadio Flaminio, il Paolo Rosi, il Palazzetto dello Sport, il Nando Martellini [Terme di Caracalla] il Giannattasio di Ostia o la struttura natatoria di Pietralata

Vedi la nostra scheda sullo Stadio Flaminio nell’articolo del 12 aprile 2016 Stadio Flaminio1: può diventare lo Stadio della Lazio?Continua#

[n]

Proposta di Deliberazione N. 2016-DL-25 del 04/02/2016: “APPROVAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO PER L’AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE E DELLA CONCESSIONE DI IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI GENOVA”. scarica COMUNE GENOVA – PROP_2016_0007_EMENDAMENTI_reg impianti sportivi

Emendamento all’Articolo 8

  1. La concessione avrà una durata ricompresa tra 5 e 10 anni e sarà individuata sotto il profilo tecnico anche in base alla natura ed alla rilevanza degli interventi di cui l’impianto necessita secondo le risultanze di apposita perizia tecnica assunta con determina dal dirigente competente. L’effettiva durata della concessione messa in gara viene autorizzata dal Consiglio Comunale con apposita delibera. Allo scadere del termine, l’impianto dovrà essere restituito al Comune libero da persone e cose ed in buono stato di manutenzione.
  2. Qualora il Concessionario debba effettuare interventi non prevedibili in sede di affidamento e scaturenti da esigenze sopravvenute rispetto alla stipula del contratto i cui costi non possano essere completamente ammortizzati nel tempo di durata dell’affidamento medesimo, il Concessionario potrà richiedere un prolungamento della durata del contratto per un periodo pari a quello necessario per il completo ammortamento dei costi sostenuti, salvo quanto previsto al successivo comma 4.
  3. Il prolungamento della durata del contratto di cui al precedente comma 2, potrà essere riconosciuto, previo accertamento del permanere dei requisiti che avevano determinato l’assegnazione, mediante adozione di una delibera di Consiglio Comunale, a condizione che gli interventi di cui al precedente comma 2 siano stati preventivamente valutati congrui ed autorizzati dal Comune, in corso di vigenza del contratto, sia da un punto di vista patrimoniale, sia da un punto di vista edilizio, nonché dalla competente Soprintendenza laddove l’immobile sia sottoposto a vincolo secondo le vigenti norme in materia.
  4. In ogni caso, il contratto non potrà avere durata complessiva superiore al 50% della durata iniziale.

[o] Consiglio di Stato, Sezione V – Sentenza 31/05/2011 n. 3250,  d. lgs 163/06 Articoli 30 – Codici 30.1

Anche in caso di concessione di beni pubblici, l’ente locale è tenuto a dare corso ad una procedura competitiva per la scelta del concessionario. Infatti, la mancanza di una procedura competitiva circa l’assegnazione di un bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico, introduce una barriera all’ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità di trattamento, al principio di non discriminazione ed alla trasparenza tra gli operatori economici, in violazione dei principi comunitari di concorrenza e di libertà di stabilimento; anche dopo il Trattato di Lisbona, l’indifferenza comunitaria alla qualificazione nominale delle fattispecie consente di sottoporre al nucleo essenziale dei principi di evidenza pubblica l’affidamento di concessioni su beni pubblici, senza che a ciò vi osti la generica deduzione della occasionale partecipazione del privato all’esercizio dei pubblici poteri, dovendosi a tal fine riscontrare, con certezza, la traslazione effettiva di poteri pubblici autoritativi; non vi sono margini di tutela dell’affidamento dei precedenti concessionari, attraverso proroghe legali o amministrative, salvo casi eccezionali in cui si debba ripristinare la durata di un rapporto concessorio illegittimamente abbreviato rispetto alla sua scadenza naturale, ovvero per il tempo strettamente necessario alla definizione delle procedure per la stipula dei nuovi contratti (cfr. Corte cost., 20.5.2010, n. 180; Cons. Stato, sez. V, 7.4.2011, n. 2151, cui si rinvia a mente dell’art. 74 c.p.a.). In ogni caso, alle concessioni di servizi sono comunque applicabili i principi del Trattato dettati a tutela della concorrenza (cfr. Corte giust. Ce, 13.10.2005, C-458/03, Parking Brixen, secondo cui pur essendo le concessioni di servizi escluse dalla direttiva 92/50 e 2004/18, ad esse si applicano comunque i principi del Trattato e, dunque, non è consentita l’attribuzione di tali concessioni senza gara); pertanto, in base alla comunicazione della Commissione europea 12 aprile 2000, alla coeva giurisprudenza comunitaria (cfr. Corte giust. Ce, 7.12.2000, C-324/98), alla giurisprudenza nazionale (cfr. Cons. Stato, sez. V, 21.11.2006, n. 6796; sez. IV, 17.1.2002, n. 253), alla circolare del Dipartimento per le politiche comunitarie 1.3.2002, n. 945, l’affidamento delle concessioni di servizio non può essere sottratto ai principi ed alle norme espressi dal Trattato in tema di tutela della concorrenza, non discriminazione, parità di trattamento, pubblicità e trasparenza.http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Massimario/MassimarioGiurisprudenza/massimario109?portal:componentId=7721512&portal:type=render&portal:isSecure=false&action=visualizzaMassima&descrizioneMassima=Consiglio+di+Stato%2C+Sezione+V+-+Sentenza+31%2F05%2F2011+n.+3250&idMassima=4808

 

Si vedano inoltre  i nostri precedenti articoli:

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