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Perchè il Regolamento del Verde Urbano farà la differenza

Foto Paola Loche

di Paola Loche*

Nel Regolamento, oltre ai criteri generali e specifici sulle forme di tutela, gestione e progettazione, sono stati introdotti argomenti e concetti di natura prettamente ecologica e paesaggistica che rendono il documento per molti aspetti innovativo rispetto ad altri regolamenti già approvati in altre città italiane.

L’introduzione del concetto di paesaggio, fortemente voluto sin da quando è iniziata l’elaborazione del testo, non è stata casuale.  Consapevolmente,  attraverso il Regolamento, abbiamo posato uno sguardo sull’ambiente urbano, da un punto di osservazione che ha permesso di percepire una realtà ambientale che viene indicata come paesaggio, analizzando le varie componenti: gli alberi, le alberate, i parchi e i giardini storici, il verde archeologico, le grandi aree naturali all’interno della città, il verde di quartiere, il verde di arredo, le aree residuali.

Nell’accezione semplice il paesaggio è la veduta di un di territorio da un determinato punto di visuale. In realtà il concetto è molto più complesso. Per comporre un paesaggio sono necessari più elementi, sia naturali che di origine antropica, ma non è soltanto il risultato della somma di un fatto fisico, vegetazionale e antropico, ma è una nozione intuitiva che deriva dalla varie componenti in funzione della percezione e della sensibilità dell’osservatore. Si tratta di un approccio interdisciplinare nel quale convergono conoscenze ed esperienze diverse che riguardano l’ecologia, la botanica, la pedologia, l’architettura, l’agronomia, l’urbanistica, l’analisi territoriale, la geografia antropica.

Roma è un esempio fortemente significativo di paesaggio urbano con la sua storia, i suoi quartieri, il suo patrimonio verde e la sua biodiversità.

Altro tema importante introdotto nel regolamento è la promozione della biodiversità.  Roma ha un’elevata biodiversità che va tutelata e incrementata. L’introduzione nelle norme  della tutela anche della piccola flora spontanea e la realizzazione di neo-ecosistemi attraverso interventi di riforestazione e con l’utilizzo di specie autoctone,  aumenterà la qualità ecologica della nostra città.

L’utilizzo delle specie locali, autoctone e naturalizzate, ha un valore aggiunto nella progettazione urbana.  L’inserimento conforme  alle condizioni fitoclimatiche locali  permette migliori risultati nell’attecchimento e nello sviluppo delle piante,  una maggiore resistenza ai fattori limitanti dell’ambiente urbano, una maggiore resistenza agli attacchi fitoparassitari, un incremento della biodiversità  e minore costo di gestione  e manutenzione. Inoltre, la scelta di specie locali consente di creare una trama verde in perfetta connessione con il paesaggio della campagna romana e con i suoi elementi floristici tipici. Nel Lazio abbiamo una diversità specifica notevole, suddivisa per ambienti, un patrimonio floristico rilevante a cui attingere.

Un altro aspetto importante che emerge nel testo  è la progettazione della rete ecologica, attraverso lo sviluppo di un sistema di connessioni ecologiche tra le alberate, le aree verdi,  i grandi parchi storici e le aree naturali.

La costruzione di una rete ecologica è fondamentale perchè riduce la frammentazione ambientale, il cui primo impatto evidente è la riduzione della superficie complesssiva di ambiente naturale e quindi della quantità di habitat a disposizione delle specie presenti negli ecosistemi.

Infine, come ultimo aspetto nell’esposizione, ma prioritario e fondamentale  per la messa in opera del regolamento, è la conoscenza. La conoscenza del patrimonio verde della nostra città, in particolare dei suoi alberi e di tutti gli altri aspetti della vegetazione  esistente. Solo attraverso la conoscenza  è possibile elaborare una strategia di salvaguardia e gestione della naturalità del territorio e attivare un processo di pianificazione, orientato ad uno sviluppo ecosostenibile.

7 aprile 2021

>Vai a Il lascito del Regolamento del Verde per Roma di Giorgio Osti, Coordinatore del del Coordinamento de l Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano

Vai a Il faticoso percorso dell’approvazione del Regolamento del Verde di Roma: qualche morale della favola di Anna Maria Bianchi Missaglia

Vai alla sezione Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano per Roma

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

*Paola Loche, Dottore in Scienze Naturali, esperto in ecologia vegetale, con  competenza in studi floristici, studi fitosociologici, studi sulla biomassa vegetale, studi sulla biodiversità vegetale, interpretazione di foto aeree e di immagini da satellite, cartografia della vegetazione, progettazione ambientale, conservazione e tutela dell’ambiente, valutazione dell’impatto ambientale, archiviazione ed elaborazione dei dati ambientali. E’ socio fondatore di Carteinregola e ha partecipato per l’associazione al Coordinamento del Regolamento del Verde Urbano

2 Responses to Perchè il Regolamento del Verde Urbano farà la differenza

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