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PatrimonioComune

Carta della città pubblica copertina presentazione(IN COSTRUZIONE – aggiornato al 19 marzo 2018)

La concessione di beni comunali  –  appartamenti, locali, strutture (1) – a privati – inquilini, titolari di attività a fini di lucro, organizzazioni non profit – è una questione  complessa. Bisogna intanto distinguere tra  beni “disponibili”, proprietà di enti pubblici,  e “indisponibili” (2), destinati a un pubblico servizio e al conseguimento di fini pubblici. In questa categoria  esempi virtuosi di uso per il bene collettivo si mescolano a attività puramente commerciali mascherate,   detentori di diritti a accaparratori  di privilegi, impegno e fatica a regole aggirate.  Periodicamente i  giornali  lanciano qualche nuova “affittopoli”, con il risultato che finiscano nel calderone  anche quelle realtà che da anni svolgono un servizio prezioso per la città.   Ma l’unica vera garanzia  dell’interesse pubblico,  della tutela dei soggetti virtuosi e dei destinatari di attività utili alla collettività  sono le regole uguali per tutti, messe a punto con criteri condivisi, all’insegna della totale trasparenza.  

 Carteinregola propone   questa pagina con la cronologia dei fatti principali, i documenti e una rassegna stampa ragionata come contributo a  un  dibattito che ha a che fare con l’idea stessa di città e di beni comuni. 
immobili del patrimonio capitolino gestiti in concessione al 2 febbraio 2016
REGOLE PER IL PATRIMONIO COMUNE- CRONOLOGIA E MATERIALI
Costituzione Italiana art. 118: (…) Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
1982  il Consiglio Comunale con deliberazione  n. 4182/82  approva il Regolamento delle concessioni dei beni immobili appartenenti al patrimonio demaniale ed indisponibile di Roma Capitale;
 1983  con deliberazione n. 5625 del 1983 del Consiglio Comunale  viene modificato  il regolamento del 1982 e approvato Regolamento della concessione immobili comunali ancora vigente  scarica CC_5625_83 regolamento concessione immobili comunali
1991 Legge Quadro sul volontariato n. 266/1991 (scarica http://www.lavoro.gov.it/archivio-doc-pregressi/AreaSociale_AgenziaTerzoSettore/Leqqe_266_91.pdf ) consente agli Enti locali di stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato che dimostrino attitudine e capacità operativa prevedendo forme di verifica delle prestazioni, di controllo della loro qualità;
1991 legge n. 381/1991 (scarica http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1991_0381.htm ) riconosce alle cooperative sociali lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini
1995 Delibera n. 26 del Consiglio comunale di Roma “Regolamento per la regolarizzazione e l’assegnazione ad uso sociale, assitenziale, culturale, ricreativo, sportivo di spazi e strutture di proprietà comunale ascritti al patrimonio  disponibile e indisponibile. Revoca della deliberazione  commissariale 323/1983 e revoca parziale delle deliberazioni consiliare 5625/83  e commissarial1 103/83 104/83  (scarica DCDelib. N 26 del 03.02.1995)
1996 Delibera del Cosniglio Comunale 202/96 modifica il  Regolamento per la regolarizzazione e l’assegnazione ad uso sociale, assistenziale, culturale, ricreativo, sportivo di spazi pubblici e strutture di proprietà comunale ascritti al patrimonio disponibile e indisponibile
1997 D.lgs. 460/1997 (scarica http://www.governo.it/sites/governo.it/files/8_D.LGS460_1997.pdf ) definisce  l’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore, come valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti di tali attività sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato, prevedendo, altresì, linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione dell’impatto sociale;
2000 legge n. 383/2000 (scarica http://www.csvfvg.it/download/legge-3832000-disciplina-delle-associazioni-di-promozione-sociale/) riconosce il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo
18 agosto 2002 approvazione del TUEL  Testo unico enti locali (scarica D_lgs_267_2000_agg_15gennaio2016 TUEL – all’art. 48 attribuisce alla Giunta la competenza in materia dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei critri generali stabiliti dal Consiglio
30 settembre 2005 con un contratto di appalto (Repertorio 8500), il Comune di Roma (giunta Veltroni) affida alla Società Romeo Gestioni S.p.A. i servizi di gestione amministrativa e tecnica del patrimonio immobiliare per una durata di sette anni, con scadenza in data 20 ottobre 2012. Il contratto non è consultabile ma se ne parla ampiamente nella Deliberazione di Giunta n. 46 dell’8 febbraio 2013 Approvazione degli indirizzi relativi all’affidamento dei servizi di gestione integrata amministrativa, tecnica e di valorizzazione del patrimonio immobiliare di RomaCapitale (scarica Delibera Giunta_08-02-2013).
2013 l’Assemblea Capitolina approva il nuovo Statuto di Roma Capitale che impronta l’azione amministrativa al rispetto del principio di sussidiarietà e della più ampia partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina, singoli o associati; (scarica STATUTO_ROMA_def_T_VOLUMETTO)
2014- 2016 D.l. 133/2014 detto “Sblocca_Italia” e  Dlgs 50/2016 “Nuovo Codice degli appalti” consentono ai Comuni di definire i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti o contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati; scarica D.l. 133/2014 detto “Sblocca_Italia”_definitivo scarica Codice-dei-contratti-pubblici-D.-Lgs-n.-50-del-2016 2016 Legge 106/2016  (scarica  http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/06/18/16G00118/sg) come la 460/1997) definisce  l’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore, come valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti di tali attività sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato, prevedendo, altresì, linee guida in materia di bilancio sociale e di sistemi di valutazione dell’impatto sociale;
23 luglio 2014 Delibera della Giunta Marino “Deliberazione n. 219 Il Patrimonio Pubblico di Roma Capitale “bene comune” in attuazione della deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 66/2013 per lo sviluppo della città dal centro alla periferia – Approvazione dei criteri e modalità, con procedure di bando pubblico per l’utilizzo in concessione d’uso o affitto di immobili di proprietà comunale al fine di avviare i progetti finalizzati allo sviluppo di attività culturali, sociali e di imprenditoria, rivolti in particolare ai giovani” (scarica DGCDelib. N 219 del 23.07.2014)
21 ottobre 2014 scade l’ultima proroga concessa alla Romeo Gestioni S.p.A per la gestione del patrimonio immobiliare di Roma Capitale
30 aprile 2015 Pochi mesi dopo la scoperta  di Mafia Capitale la Giunta Marino approva la Delibera 140/2015 “Linee guida per il riordino in corso del patrimonio indisponibile in concessionein base alla quale si dovrebbe rimettere mano al patrimonio comunale e  aggiornare il regolamento carica  Deliberazione-G.C.-n.-140-30-04-2015 ma dopo le note vicende successive il  riordino alla luce di nuovi criteri non vede  la luce.
“Schema di Piano sociale regionale”  che introduce la Valutazione di Impatto Sociale finalizzata alla ricostruzione, alla misurazione e alla stima degli effetti positivi o meno, attesi o inattesi, di un programma o di un progetto, rispetto ai beneficiari diretti e, in generale, alla platea dei portatori di interesse – in primo luogo rinvenibili sul territorio;(scarica http://www.socialelazio.it/prtl_socialelazio/?vw=newsdettaglio&id=528)
marzo 2015 –  i consiglieri Stefano De Vito, Raggi e Frongia avanzano la proposta n. 61/2015 regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani che viene inviata  alle Commissioni capitoline e ai Municipi per il parere scarica - RAGGI ed ALTRI -5601_13marzo_proposta-deliberazione-iniziativa-consiliare-regolamento-cura-beni-comuni-urbani_es(dal sito beppegrillo.it)
novembre 2015 – giugno 2016 Durante il governo del Commissario Tronca, subentrato alla Giunta Marino,continua il percorso per la riacquisizione degli immobili
aprile – giugno 2016 decreto legge 50/2016 Nuovo Codice dei contratti scarica Codice-dei-contratti-pubblici-D.-Lgs-n.-50-del-2016 > vai agli articoli 164 – 173vsulle Concessioni:
luglio 2016 La Sindaca Raggi presenta le linee programmatiche della nuova Giunta che  prevedono «il principio di sussidiarietà non demandando ad esso un ruolo sostitutivo del pubblico nella fornitura di servizi, quanto piuttosto la promozione dei diritti delle fasce più deboli, agendo sulla base di regole certe e del controllo puntuale del loro rispetto (scarica  raggi_linee_guida)
13 ottobre 2016 Il Municipio II di Roma presenta un regolamento municipale per la cura dei beni comuni mutuato dal prototipo dell’AssociazioneiLabsus, il Laboratorio per la sussidiarietà
14 febbraio 2017 Deliberazione di Giunta Regione Lazio approvazione  schema del nuovo Piano sociale regionale https://www.oaslazio.it/doc/2017-887.pdf
22 febbraio 2017 Delibera di Giunta Capitolina che recepisce mozione del 9/2/2017 DGCDelib. N 19 del 22.02.2017_riordino linee guida del 140

9 marzo 2017 un gruppo di Associazioni le cui capofila sono  Centro di iniziativa per la legalità democratica (CILD),  Centro servizi per il Volontariato (CESV), Osservatorio Pubblica Amministrazione (OPA), Forum terzo settore, Coordinamento Periferie,  decidono di contestare l’iniziativa comunale anche sul piano giuridico, ritenendo le richieste di rilascio dei beni  “fondate su un mutamento unilaterale dell’importo del canone con effetti retroattivi, del tutto arbitrario. Ma il gruppo di associazioni si rivolge  soprattutto alla Politica e all’Amministrazione, perchè “Non assumendo la responsabilità di proporre ed adottare le Regole per i Beni Pubblici e gli strumenti per farle rispettare la Politica, manca al suo dovere massimo“; regole che sono ritenute indispensabili, tanto che le associazioni avanzano una  proposta concreta per evitare il “fenomeno tutto italiano della mancanza di regole, in cui i migliori sono confusi con i peggiori, e i furbi vincono depredando un bene comune“,  una deliberazione dell’Assemblea capitolina che dovrebbe valutare  anche il “valore sociale” delle attività svolte dalle associazioni.  Perchè “il corrispettivo monetario costituisce solo una parte di un più ampio corrispettivo erogato attraverso le attività di servizi specialistici culturali, educativi e sociali …  che costituisce interesse pubblico generale“. Vai alla pagina con la   lettera delle associazioni al Presidente della Corte dei conti nella qualità di Presidente del Consiglio di Autogoverno della Corte dei conti, la  Lettera aperta ai dirigenti di Roma Capitale: il ruolo a servizio della comunità cittadina e l’orgoglio di appartenenza ad una istituzione democratica, la Lettera alla politica  e  all’Amministrazione capitolina e la  SINTESI DELLA DELIBERAZIONE PROPOSTA AL CONSIGLIO COMUNALE PER introduzione del Valore Sociale e  istituzione della commissione per la definizione del Valore Sociale.

Il 10 marzo 2017 manifestazione sotto il Campidoglio di varie realtà sociali vedi Repubblica 10 marzo Roma, protesta associazioni sotto sfratto, in centinaia in Campidoglio Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal vicesindaco e dagli assessori Baldassarre e Mazzillo. “Raggi mantenga le promesse fatte in campagna elettorale” di RORY CAPPELLI

 19 aprile 2017 La Corte dei Conti cancella le richieste di risarcimenti milionari:  se le sentenze saranno confermate in appello e se faranno giurisprudenza, il Comune potrebbe trovarsi con centinaia di intimazioni emesse verso le associazioni prive di ogni base legale. Le sentenze riguardano  due dei 20 casi pendenti (sui 230 complessivi)  con l’accusa di danno erariale formulata dal Procuratore  Patti  e adottata dal Campidoglio per le associazioni che avevano in concessione  immobili comunali per usi sociali e culturali. Il Procuratore contabile sosteneva  che quelle concessioni, in parte scadute, in parte mai del tutto regolarizzate, o che comunque presentavano dei vizi formali, avrebbero dovuto pagare un canone di mercato per l’intero periodo di usufrutto. (> vedi   Beni immobiliari indisponibili: la Corte dei Conti dà ragione alle Associazioni di Stefano Simoncini – Il Manifesto del 20 aprile 2017

20 maggio 2017  L’Associazione  Roma Bella  dell’ex candidato sindaco Giachetti, una serie di proposte di Delibera su vari temi, tra le quali una Proposta di adozione del regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni urbani. La porposta sarà poi portata nelle commissioni capitoline dai consiglieri PD

4 luglio 2017   Assolti anche i  dirigenti accusati dal Procuratore della Corte dei Conti per la locazione  dell’ex sede del PCI (> vedi Regolare il contratto d’affitto di via dei Giubbonari: ancora sconfitto il procuratore Patti)

4 ottobre 2017 il consigliere capitolino di opposizione Stefano Fassina (SI) avanza una proposta di  Regolamento per la gestione dei beni appartenenti al patrimonio demaniale edi indisponibile di Roma Capitale e per la partecipazione dei cittadini  alle attività di rigenerazione del patrimonio

17 novembre  2017 – 12 gennaio  2018  Nasce la Coalizione dei Beni Comuni  (> Vai al sito  http://coalizioneperibenicomuni.it/) che si definisce  “Una Rete informale di realtà di cittadinanza attiva e di cittadini romani uniti - 78 -  con l’obiettivo di far approvare anche al Comune di Roma un Regolamento per la gestione, la cura e la rigenerazione condivisa dei beni comuni” che mette a punto una Delibera di iniziativa popolare per l’adozione del Regolamento  che è sempre una versione riadattata del Regolamento di Labsus; Gregorio Arena,  Presidente di Labsus partecipa alla prima assemblea. A febbraio comincia la raccolta firme.(scarica la Delibera iniziativa popolare con regolamento raccolta firme gennaio 2018 scarica la Relazione_delibera inziiativa Roma regolamento Labsus )

16 gennaio 2018 Seduta congiunta delle commissioni capitoline Patrimonio e Bilancio per esaminare una proposta di regolamento avanzata dal Partito democratico, la maggioranza M5S  boccia la proposta.

19 marzo 2018 Carteinregola  pubblica le sue osservazioni sul Regolamento della Delibera di iniziativa popolare – scarica Regolamento BeniComuni Labsus Osservazioni Carteinregola 20180319 > Vai a Regolamento Beni Comuni – materiali

41 12/04/2018 S.G. – U.O. SUPP. GIUNTA E ASS. CAPITOLINA – INIZIATIVA CONSILIARE Approvazione del nuovo ”Regolamento per i Centri Sportivi Municipali”.
download. Deliberazione Assemblea Capitolina S.G. - U.O. SUPP. GIUNTA E ASS. CAPITOLINA - INIZIATIVA CONSILIARE numero 41 del 2018 (pdf - 290 Kb)
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(1) > Vai a Patrimonio comunale e trasparenza

(2) Fonte: I beni patrimoniali  (www.StudioCataldi.it)

I beni pubblici patrimoniali possono essere indisponibili, quelli che sono destinati a un pubblico servizio e al conseguimento di fini pubblici e quelli disponibili che hanno un carattere strumentale alla produzione dei redditi. I beni patrimoniali disponibili non sono beni pubblici ma di proprietà di enti pubblici. I beni patrimoniali indisponibili, sono beni pubblici mobili o immobili ( differenza di quelli demaniali che possono essere solo immobili) e possono appartenere a qualsiasi ente pubblico, non solo territoriale. Tra questi abbiamo le foreste, le miniere, le acque minerali e termali, le cave e le torbiere, la fauna selvatica, beni di interesse storico, archeologico, artistico, beni militari non rientranti nel demanio militare, edifici destinati a sede degli uffici pubblici, beni costituenti la dotazione del Presidente della Repubblica, aree espropriate dai Comuni nell’ambito dei piani di zona per l’edilizia economica e popolare e dei piani per gli insediamenti e i beni di interesse naturalistico e ambientale.

Il regime giuridico di questi beni è l’inalienabilità, prevista dall’art.824 in cui viene affermato che i beni patrimoniali indisponibili non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi previsti dalla legge.

Sono, a differenza dei beni demaniali, suscettibili di essere acquistati per usucapione ma solo nel caso in cui siano stati sottratti alla loro destinazione a non domino e trasferiti ad un terzo in buona fede. Sono insuscettibili di espropriazione forzata.

I beni patrimoniali disponibili, sono tutti quei beni diversi da quelli indisponibili e dai beni del demanio. Non sono propriamente beni pubblici ma appartenenti ad enti pubblici e si distinguono dai beni indisponibili per il loro carattere prevalentemente redditizio e per la mancanza di una destinazione attuale ad un pubblico servizio. Sono praticamente beni privati a tutti gli effetti e sono soggetti alle regole del codice civile. Per quanto riguarda l’alienazione, questa è possibile ma deve avvenire nei modi e nelle forme del diritto pubblico o attraverso pubblici incanti, asta pubblica o in alcuni casi attraverso la licitazione privata.

RASSEGNA STAMPA

**dall’inchiesta in due parti  di Stefano Simoncini sul Manifesto