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Partito Democratico di Roma – cronologia

pd logo(work in progress – aggiornato al 25 aprile  2017.Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocartinregola@gmail.com)

> Vai a Partito Democratico, materiali (in aggiornamento)

(a cura di Piero Filotico e Anna Maria Bianchi)

Dalla nascita alle elezioni di Roma 2016

2006 Walter Veltroni viene rieletto Sindaco di Roma, Presidente del Consiglio è Romano Prodi (che vince  con la coalizione di centro sinistra Unione), alla Regione Lazio da un anno c’è alla guida Piero Marrazzo con una giunta di centrosinista.

14 ottobre 2007: viene fondato il Partito Democratico dall’unione dei  Democratici di Sinistra e della Margherita, segretario nazionale è Walter Veltroni. Vengono  costituite, all’interno dell’assemblea, tre commissioni di cento componenti ciascuna per redigere rispettivamente lo Statuto, il Manifesto dei Valori e il Codice Etico nazionali del partito. Stante la struttura federale del PD, analoghi documenti a livello regionale vengono  redatti da parte delle Assemblee Costituenti Regionali.

La Federazione di Roma nasce insieme alle altre federazioni locali agli inizi dell’anno successivo, 2008,  a seguito del piano di radicamento del partito tramite le Assemblee convocate allo scopo. Come coordinatore-segretario romano viene nominato Riccardo Milana, che resterà in carica fino al 2010.

Nel gennaio 2008 cade il governo Prodi. Nel febbraio 2008 Veltroni si candida a leader della elezioni nazionali. A Roma il centrosinistra candida l’ex Sindaco Rutelli, che viene sconfitto dal centrodestra guidato da Alemanno. Sul fronte nazionale Silvio Berlusconi vince le elezioni politiche con il Popolo delle Libertà

Febbraio 2009. Veltroni si dimette e viene eletto segretario nazionale Franceschini. Il nuovo congresso dell’11 ottobre del 2009 e le  nuove elezioni primarie per il 25 ottobre sono vinte da Pier Luigi Bersani, che diventa segretario.

Nell’ottobre 2009 Marrazzo si dimette dalla presidenza della Regione dopo una vicenda di ricatti in cui è coinvolto. Nel marzo 2010 vincerà Renata Polverini alla guida di una coalizione di centro destra

Dicembre del 2010 è nominato  segretario della federazione romana  Marco Miccoli, presidente Eugenio Patanè. Nel novembre 2011 si dimette Silvio Berlusconi e diventa presidente del Consiglio Monti.

Nel settembre 2012 la Polverini si dimette,  dopo  gli strascichi di un’inchiesta della magistratura che porta alla luce un sistema di  fondi elargiti ai membri del Consiglio, usati spesso per finalità non concernenti l’attività politica del gruppo ma per scopi privati.

A cavallo degli anni 2012 e 2013, poco prima dell’annunciato collasso della Giunta Alemanno, una parte consistente della classe dirigente locale abbandona il livello della politica cittadina e si impegna per le elezioni regionali e nazionali. Per quelle nazionali, c’è un sistema nuovo di selezione dei candidati al Parlamento – le cosiddette “parlamentarie” – che permette con poche migliaia di preferenze – quante ne bastano per entrare in Consiglio Comunale e meno di quelle che servono per entrare in Consiglio Regionale – di  puntare all’ingresso in Parlamento. Tra fine 2012 e inizio 2014, si svolgono, oltre alle parlamentarie, due primarie “nazionali”, una primaria per il Segretario regionale, una per la scelta del candidato sindaco, un Congresso a due “turni” per l’elezione del Segretario cittadino, le primarie per la scelta dei candidati alle presidenze dei Municipi e i Congressi di circolo. Avviene anche in altre parti d’Italia, ma a Roma assume una frequenza da record.

Nel febbraio 2013 si tengono le elezioni politiche e nel marzo  le elezioni amministrative per la Regione Lazio, dove viene eletto Presidente Nicola Zingaretti. Molti ex consiglieri capitolini PD sono eletti in Consiglio regionale, come Valeriani, Zambelli, Quadrana.

La nuova Giunta Zingaretti

La nuova Giunta Zingaretti 2013

Nell’ aprile del  2013 il segretario romano Marco Miccoli, eletto alla Camera dei deputati, viene  dichiarato decaduto per incompatibilità insieme ad altri 13 membri dell’esecutivo. La Federazione romana resta così senza una guida fino al 13 novembre dello stesso anno, quando viene eletto segretario Lionello Cosentino.

Nell’aprile 2013 Bersani si dimette da segretario del partito e nel maggio gli succede  Guglielmo Epifani. Enrico Letta è il nuovo Presidente del Consiglio. Nel dicembre dello stesso anno il sindaco di Firenze Matteo Renzi vince le primarie e diventa il nuovo segretario del PD.

A Roma si tengono le elezioni primarie per il Sindaco e i Presidenti dei Municipi. Per la carica di  Sindaco corrono Ignazio Marino, Paolo Gentiloni,  David Sassoli e  Patrizia Prestipino (PD) più Gemma Azuni (SEL) e Di Tomaso.

Scarica il programma Programma_MarinoSindaco – PROGRAMMA_BREVE_MARINO

Marino - non e Roma e politicaAlle elezioni della Capitale del giugno 2013 vince Ignazio Marino, sostenuto da uno schieramento che comprende PD,  Sinistra e libertà, Lista Civica Marino e Centro democratico.

IL  SINDACO IGNAZIO MARINO

LA GIUNTA vice sindaco con delega al Patrimonio, Luigi Nieri (Sel); assessore alla Casa Daniele Ozzimo (Pd); ai Lavori Pubblici e Periferie Paolo Masini (Pd); al Turismo e Commercio Marta Leonori (Pd); alla Cultura Flavia Barca; agli Stili di vita e Sport Luca Pancalli; all’Ambiente e Rifiuti Estella Marino (Pd); alle Politiche Sociali Rita Cutini; all’Urbanistica Giovanni Caudo; agli Affari Generali e Scuola Alessandra Cattoi; ai Trasporti Guido Improta; al Bilancio e Razionalizzazione, il magistrato della Corte dei Conti, Daniela Morgante. Morgante lascerà dopo pochi mesi, il 16 aprile 2014,  in polemica con il Sindaco per le scelte riguardanti bilancio  e  metro C. Al suo posto entrerà Silvia Scozzese.

scarica le linee programmatichelineeprogrammatiche del Sndaco Marino 2013-2018

Foto dal sito di Roma Capitale dopo la nomina della Giunta nel giugno 2013

Foto dal sito di Roma Capitale dopo la nomina della Giunta nel giugno 2013

assemblea capitolina 21 ottobre

consiglieri PD e lista civica Marino nel 2015

Per l’attività svolta dalla Giunta Marino nei 2 anni e 4 mesi del suo governo della capitale  si veda la ricostruzione del sito dei suoi sostenitori TuttosuMarino.

Noi vogliamo ricordare, a fronte di numerose iniziative virtuose (e spesso osteggiate anche dalla sua stessa maggioranza) come la cancellazione della delibera degli ambiti di riserva, la chiusura della discarica di Malagrotta, il progetto Flaminio- Città della Scienza, il regolamento per i cartelloni, il piano per il recupero delle Torri dell’EUR, e molti altri, le controverse operazioni  Stadio della Roma a Tor di Valle e  approvazione della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. A cui si aggiunge l’immobilismo rispetto al Piano Urbano Parcheggi e alla Metro C, e l’archiviazione di alcune promesse elettorali come il progetto Fori.

Il 13 febbraio 2014 il premier Enrico Letta si dimette dopo  una  mozione di sfiducia di Matteo Renzi nella Direzione Nazionale del Partito Democratico.  Renzi riceve quindi l’incarico dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un nuovo “governo di larghe intese”: la sua squadra sarà  composta da esponenti di diversa provenienza politica, dal Nuovo Centrodestra a Scelta Civica, oltre che da alcuni indipendenti e da altri partiti minori.

ottobre 2014 Scoppia il caso “sondaggio Swg su Marino”, pubblicato su Repubblica,  commissionato dal capogruppo capitolino Partito Democratico,  che poi si dimetterà da capogruppo e infine da consigliere.

Corriere sito multe marino 7 novembre7 novembre 2014 Scoppia in Campidoglio il “caso multe”: per il mancato rinnovo del permesso (a cui aveva del resto diritto) di accesso alla ZTL della sua Panda rossa e il mancato pagamento di  8 multe ricevute per la mancanza del permesso, l’opposizione – ma anche pezzi della maggioranza – insorge contro il sindaco Marino, chiedendone addirittura le dimissioni. Il Sindaco  va in Aula il 17 novembre fornendo tutte le spiegazioni   (> vedi nostro articolo “Il Sindaco le Multe e l’informazione”)

Intervento dell'on. Causi alla conferenza programmatica del PD il 27 novembre 2014

Intervento dell’on. Causi alla conferenza programmatica del PD il 27 novembre 2014

27 novembre 2014 conferenza programmatica del PD romano al Teatro: intervento di apertura dell’on. Causi, tra gli interventi quello del Sindaco Marino e del procuratore Pignatone (interviene anche Carteinregola)

3 dicembre 2014 – esplode lo scandalo di Mafia Capitale,  a seguito dell’inchiesta “Mondo di mezzo” con una prima serie di perquisizioni, indagati e arresti, a cui si sommerà una seconda tranche il 4 giugno 2015. Alla fine il bilancio per il Partito democratico è pesante: vengono arrestate e indagate  decine di persone, tra cui  Daniele Ozzimo, un assessore eletto consigliere PD dal 2008,  che ha cominciato la sua carriera politica nel 2000, come segretario DS del V Municipio,  Mirko Coratti,   Presidente dell’Assemblea Capitolina (traghettato nel PD dall’ UDEUR di Mastella come Marco Di Stefano, ex consigliere regionale arrestato per altre vicende non meno pesanti), il Presidente della Commissione Patrimonio Pier Paolo Pedetti, una militanza cominciata nella Sinistra Giovanile che lo porta alla presidenza dell’ associazione che si occupa della costruzione del programma del Partito Democratico di Roma e, dal 2012, a entrare nella direzione regionale del PD. E ancora: Andrea Tassone, Presidente del Municipio X con un passato nella segreteria giovanile della Democrazia Cristiana, poi nella segreteria politica de La Margherita, e dal 2008 nella Direzione Romana del Pd. E’ indagato l’ex presidente della federazione romana PD Eugenio Patanè, oggi consigliere regionale. Tantissimi i nomi di politici PD che ricorrono nelle intercettazioni (la maggior parte non indagata): alcuni si autosospendono dal partito, come il presidente PD della Commissione bilancio Francesco Ferrari (in Campidoglio dal 2006),  il capogruppo PD in Regione Marco Vincenzi (prima consigliere e assessore alla Provincia),  e  Luca Giansanti, oggi lista civica Marino ma già consigliere della Margherita con Veltroni. Francesco D’Ausilio, ex capogruppo PD in Campidoglio, si dimette anche da consigliere. Rassegna le sue dimissioni anche Maurizio Venafro, il capogabinetto  del presidente Zingaretti (già capogabinetto di  Veltroni e  dello stesso Zingaretti alla Provincia), rinviato a giudizio (sarà  poi assolto dalle accuse nel luglio 2016)

inizio  dicembre 2014  Lionello Cosentino, segretario del PD Roma  si dimette, il segretario del Pd Renzi nomina commissario della Federazione romana Matteo Orfini, presidente del partito . Orfini   affida una verifica  sul  tesseramento dei circoli a un gruppo di Giovani Democratici e  un’indagine sui circoli romani a  Fabrizio Barca,#mappailPDA maggio Orfini promette  il  congresso prima dell’inizio del Giubileo (8 dicembre 2015).

giunta_marino_bis_d023 dicembre 2014 Cambiamenti nella Giunta capitolina: arrivano il magistrato Alfonso  Sabella (legalità), Maurizio Pucci (Lavori Pubblici)  e Francesca Danese (sociale);  Paolo Masini passa allo sport lasciato a  fine novembre da Luca Pancalli (alla cultura Giovanna Marinelli ha preso il posto di Flavia Barca dal 14 luglio 2014)

3 giugno 2015 Il PD avanza una proposta di legge a firma Guerini Lorenzo Orfini Stumpo De Maria Migliore dal titolo Disposizioni per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione in materia di democrazia interna dei partiti. Delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle norme riguardanti la disciplina dei partiti (scarica proposta-di-legge-art.-49-Guerini partiti)

Il 10 giugno la Direzione romana approva una delibera proposta dal Commissario Orfini sull’organizzazione dei circoli e sul tesseramento 2015 che ne rivoluziona l’organizzazione. scaricaPROP_Regolamento_del_tesseramento 10 giugno 2015

Barca e mappa di Roma13 giugno 2015 – Fabrizio Barca con i suoi “Luoghi Ideali” presenta i risultati della sua  Officina per l’attivismo territoriale (vai a Una proposta per il PD)

 

Il 19 giugno 2015   Barca  rende noti i risultati  dell’indagine #MappailPD nel corso della Festa dell’Unità, definendo il PD  “partito cattivo, pericoloso e clientelare” (il rapporto conclusivo divide i circoli sulla base di  6 tipologie, che vanno dai “circoli progetto” – quelli  più virtuosi, che hanno la  capacità di coinvolgere i cittadini in iniziative per il territorio,  a quelli all’estremo opposto,  denominati “potere per il potere”, dove l’interesse collettivo si è perso per strada e prevalgono gli interessi particolari) (scarica il rapporto conclusivo Mappa-Il-PD-Relazione-finale-)

Vedi anche 21 giugno 2015 Il Tempo: Ecco i 27 circoli “dannosi” del partito democratico

18 luglio 2015 nel corso dell’Assemblea nazionale viene approvato su proposta del Commissario Orfini  un pacchetto di modifiche allo Statuto, tra cui l’art.17 che disciplina il commissariamento (1)

Rimpasto nella Giunta Marino: entrano i parlamentari Marco Causi vicesindaco e assessore al bilancio, e Stefano Esposito ai Trasporti. Entrano anche Marco Rossi Doria alla Scuola e Luigina Di Liegro, nipote del fondatore della Caritas diocesana di Roma, Don Luigi Di Liegro, al Turismo.

La presentazione della nuova giunta. (Foto Omniroma)

28 luglio 2015

 

3 settembre 2015 Il PD promuove una manifestazione davanti  alla Chiesa Don Bosco, dove qualche settimana prima era andato in scena il funerale Casamonica, a cui aderiscono istituzioni comunali, municipali e regionali e anche pezzi della società civile.

Il 21 settembre un gruppo di militanti cita in giudizio la Federazione accusandola di  non aver rispettato il Regolamento (2) Lo stesso giorno Orfini chiede l’attivazione del nuovo art.17 per la Federazione romana,  e il 24 gli viene data riposta positiva con l’avallo, il giorno successivo, della Commissione di garanzia interpellata per via telematica. A seguito di ciò, il commissario pubblica una seconda delibera sull’organizzazione dei circoli e delle sezioni. scarica regolamento PD roma delibera 25 9 _2015

L’8 ottobre 2015 il Sindaco Marino, dopo essere stato tirato in ballo dall’accusa di aver effettuato spese personali con soldi pubblici (il “caso scocntrini”)  annuncia le dimissioni, formalizzate poi il 12 ottobre successivo. Il 29 ottobre, anche a seguito di un sit-in dei suoi sostenitori in Piazza del Campidoglio il 25 ottobre, ritira le dimissioni da Sindaco,  ma il 30 ottobre , a seguito delle dimissioni di 26 consiglieri comunali (del PD  e di altri partiti d’opposizione di Fratelli d’Italia, Forza Italia  e di Lista Marchini) depositate davanti a un notaio, decade l’Assemblea capitolina e quindi anche il Sindaco e la Giunta.In primo grado il Sindaco Marino sarà poi assolto da tutte le accuse (il 7 ottobre 2016 > vai all’articolo de L’Espresso sulle motivazioni della sentenza).

Il 1º  novembre 2015 viene nominato commissario di Roma il prefetto Francesco Paolo Tronca,  che governerà la città fino all’insediamento della nuova amministrazione, dopo nuove elezioni indette a giugno 2016.

Il 22 ottobre 2015 Il commissariamento di Orfini viene  definitivamente approvato dalla Direzione e quindi automaticamente prolungato di un anno, suscitando molte  polemiche per l’assenza di un dibattito tra i membri della direzione che hanno avallato al scelta con una semplice mail. In molti circoli si tengono  discussioni  infuocate.

barca orfini foto LF

fabrizio Barca e Matteo Orfini durante l’incontro organizzato da laboratorio per la Politica Trasparente

(1 dicembre 2015: incontro organizzato dal Laboratorio per una Politica trasparente e democratica con Matteo Orfini e Fabrizio Barca dal titolo: partito Democratico o feudale?)

5 novembre 2015 inizia il processo di Mafia Capitale

 1 aprile 2016 il Presidente della regione Lazio Zingaretti (PD) e il suo vice Massimiliano Smeriglio (SEL) organizzano un’iniziativa “La Regione per Roma” in cui illustrano azioni e progetti per la Capitale. Ma l’intento – affatto velato – è ricompattare il centrosinistra ricreando l’asse PD/SEL(SI). Un “aiuto” a quella parte di SEL/SI – incarnata dal vicepresidente della Regione – che da tempo rema contro alla candidatura di Stefano Fassina. Ma sia Roberto Giachetti, che Stefano Fassina, seduti in prima fila, escludono di poter procedere a una riunificazione elettorale. In prima fila di Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto di Zingaretti imputato nel processo Mafia Capitale (la Procura ne ha chiesto il rinvio a giudizio per turbativa d’asta per l’appalto Recup), secondo il Messaggero “accolto da baci e abbracci di diversi consiglieri regionali” (Venafro sarà poi assolto).

24 marzo 2016 il Commissario Orfini  sceglie il  “team”  che collaborerà alla stesura delle liste: si tratta di 8 segretari di sezione (ma anche vicepresidenti del partito regionanle ed ex assessori municipali): Letizia Gallacci, Sabrina Giuseppetti, Federica Assanti, Caterina Rijllo, Federico Gaeta, Enrico Sabri, Stefano Cavini e Fabio Salamida . Secondo Orfini sono   “Giovani e tenteranno di ridare slancio al Partito democratico”, che lavoreranno a   “liste sulla base delle specificità del territorio valorizzando innovazione, competenze e rinnovamento».

20 aprile 2016 Pubblicate  le liste a supporto del candidato del Partito Democratico: sono  7, con un elenco in cui figurano tanti ripescaggi e molti candidati civici, che  Giachetti ha subito consegnato alla Commissione Antimafia per un controllo preventivo sui carichi pendenti

20 maggio  2016 Il tribunale civile accoglie parte delle istanze  dei militanti pd  contro le scelte del commissario Orfini(ANSA) – Pd:Tribunale,sospesa riorganizzazione Roma, ok nomina Orfini. Il Tribunale civile di Roma ha sospeso in via cautelare la delibera con la quale il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini nel settembre 2015 ha riorganizzato il partito romano riformando i criteri di tesseramento e i circoli. Rigettato invece il ricorso che chiedeva la sospensione della nomina dello stesso commissario.In sostanza il Tribunale civile in un’ordinanza ha accolto le istanze di alcuni iscritti del PD romano e ha sospeso la delibera che disciplina il tesseramento 2015 e la riorganizzazione dei circoli della Federazione romana del Partito Democratico arrivata dopo l’inchiesta Mafia Capitale che ha travolto anche alcuni esponenti del PD capitolino. Il Tribunale osserva che “la delibera del Commissario appare in contrasto sotto vari aspetti con gli Statuti nazionale e regionale (del Pd, ndr), rischiando di limitare le facolta’ riconosciute agli iscritti (…).” (> leggi l’articolo del Corriere della Sera) (>leggi l’intervista a Orfini su Cinquequotidiano)

23 maggio  2016 Il candidato Sindaco del PD Roberto Giachetti  annuncia  in diretta sul social network i nomi della squadra che in caso di vittoria farebbero parte della sua giunta: sei donne e tre uomini.  A parte Livia Turco - ex deputata, ex Ministro della salute  di Prodi e attualmente funzionaria del PD – tutti gli altri potenziali assessori non provengono dalla politica. Così  li descrive Giachetti:    “romani per nascita, per adozione, per scelta”, tutti selezionati per “competenza, integrità e prestigio“, nessuno di loro è “espressione di partiti, lobbies, correnti”, tutti “amici di Roma“. Ecco i nomi:  Livia Turco ai Servizi sociali e welfare, Silvia Scozzese (responsabile Finanza locale dell’Anci, già assessore al bilancio con il Sindaco Marino e poi nominata commissario governativo per il debito di Roma Capitale),  al bilancio  Lorenza Baroncelli (architetto, ha lavorato nello studio Boeri collaborando al concept masterlan dei Expo 2015, ora   assessore all’urbanistica di Mantova), alla Rigenerazione urbana, Carla Ciavarella* (dirigente penitenziario) a Casa e Patrimonio, Claudia Servillo*, (dirigente del ministero dell’Ambiente) all’ambiente e ai Rifiuti, Stefania Di Serio* (docente di Mobilità sostenibile, lavoro con Atac e per Umbria Mobilità, già consigliera del I municipio),  ai Trasporti. Francesco Tagliente (ex Prefetto di Pisa e ex questore di Roma), alla Sicurezza della città,  tornerebbe Marco Rossi Doria (già assessore con Marino, sottosegretario all’Istruzione, membro della delegazione Onu per i diritti per l’infanzia) alla Scuola.  Marino Sinibaldi (direttore di Radio Tre, presidente del Teatro di Roma) a Cultura e Turismo. Un ruolo nello staff  è previsto anche per il magistrato ed ex membro del pool antimafia di Palermo, già  assessore alal legalità della giunta Marino,   Alfonso Sabella.  (> leggi l’articolo di Roma Today) (> leggi il testo della presentazione di Giachetti) *link a curricula istituzionali (non sempre aggiornati)

26 maggio Roberto Giachetti presenta il suo programma(> Vai al programma)

A Roma Carteinregola promuove il  Laboratorio per una Politica trasparente e democratica che, insieme a Open Polis e a Cittadinanzattiva Lazio  invita  i candidati ad aderire alla Carta della candidata e del candidato trasparente, che prevede che i candidati sindaco, consigliere comunale e municipale  si impegnino, già durante la campagna elettorale, ad adottare  la massima trasparenza sulle proprie  biografie, sugli  eventuali rapporti economici con soggetti pubblici e privati e sui finanziamenti ricevuti  e sulle spese sostenute per la  competizione elettorale, e dopo l’elezione, a sottoscrivere la Carta di Avviso Pubblico. (3)

Ponte della Musica Comizio finale di Giachetti

Ponte della Musica Comizio finale di Giachetti

Dalle elezioni amministrative di Roma del giugno 2016 alle primarie 2017

(a cura di Piero Filotico)

Le consultazioni si tengono  il 5 e il 19 giugno 2016 e coinvolgono, tra gli oltre 1300 comuni, 26 comuni capoluogo tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste e Cagliari. Nelle città metropolitane di Roma, Milano e Napoli sarebbe stata  prevista l’elezione diretta del Sindaco e degli organi metropolitani; tuttavia, in assenza della necessaria legge elettorale, si è  applicato anche ad esse il sistema ad elezione indiretta previsto per le altre città metropolitane.

Il 12 aprile era stato  intanto completato l’iter per la riforma della seconda parte della Costituzione che sanciva il superamento del cosiddetto bicameralismo paritario, con la sua approvazione, in sesta lettura, alla Camera dei deputati. Si entrava così nella campagna elettorale per le già dette elezioni amministrative cui il Pd si presentava con varie alleanze e schieramenti(4), con  risultati elettorali che vedono numerose  sconfitte dei candidato del PD  in  città  importanti  (5):

  • A Roma il candidato  PD Roberto Giachetti  al primo turno arriva secondo col 24,78%,  al Ballottaggio perde contro la candidata del M5S,Virginia Raggi,prendendo il 32,74%
  • A Milano il candidato del PD alleato con Sinistra Italiana , l’ex Commissario di Expo Beppe Sala,   vince il primo turno con il 41,7% con circa un punto di vantaggio sul candidato del Centrodestra Stefano Parisi. Al Ballottaggio Sala vince con il 51,7% dei voti;
  • A Napoli  la deputata PD Valeria Valente  (il PD è  alleato  con Area Popolare e ALA ) non riesce ad entrare al Ballottaggio, arrivando terza con il 21,13%;
  • A Torino il Sindaco uscente Piero Fassino vince il primo turno con il 41,8% ma perde il Ballottaggio contro la candidata del M5S, Chiara Appendino, prendendo solo il 45,44%;
  • A Bologna il Sindaco PD uscente Virginio Merola vince il primo turno con il 39,46% con circa venti punti di vantaggio sulla candidata del Centrodestra Lucia Borgonzoni. Al Ballottaggio Merola vince con il 54,64%;
  • A Trieste il PD alleato  con Sinistra Italiana che ha  candidato il Sindaco uscenteRoberto Cosolini,   al primo turno arriva secondo con il 29,21% e al Ballottaggio perde contro il candidato del Centrodestra, l’ex Sindaco,Roberto Dipiazza, prendendo il 47,37%.
  • A Cagliari  il Sindaco uscente Massimo Zedda sostenuto  dal PD, alleato  con Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista,   vince al primo turno con il 50,86%.

Elemento comune a tutte le consultazioni appare l’astensionismo, in crescita ovunque salvo che a Roma. Con riguardo ai risultati nella Capitale e all’affluenza, Openpolis (6) così commenta : ”Diverso l’andamento a Roma. Qui il confronto risale a maggio 2013, quando Ignazio Marino venne eletto primo cittadino con il Partito democratico. In quell’occasione l’affluenza fu del 52,81% al primo turno, e del 45,05% al secondo. Oggi invece Roma è l’unica città in controtendenza, con il dato della partecipazione in crescitaIl 5 giugno la sfida per il Campidoglio ha coinvolto il 57,60% degli elettori romani. Al ballottaggio la partecipazione è diminuita, ma è comunque rimasta su un livello più alto rispetto alla tornata del 2013: per la sfida tra Raggi e Giachetti l’affluenza è stata del 50,46%.

Va sottolineato che il trend generale dell’affluenza a Roma è in calo (solo per fare qualche esempio, negli anni ’90 superava il 78%, e ancora nel 2008 al primo turno superava il 73%), ma la crescita rispetto al 2013 è comunque degna di nota: circa 100mila elettori in più sia al primo che al secondo turno hanno partecipato all’elezione della prima sindaca di Roma.

PD campidoglio  2016-07-12 alle 10.15.32In Campidoglio approdano 7  consiglieri PD e una consigliera della lista Roma torna Roma, Svetlana Celli.Tranne  Roberto Giachetti, candidato Sindaco non eletto  e Antongiulio Pelonzi (3.599 preferenze), già consigliere comunale dal 2006 al 2013,  tutti  gli eletti facevano parte della maggioranza della precedente consiliatura (e  hanno firmato le dimissioni dal  notaio per mandare a casa il Sindaco  Marino) : Michela Di Biase, moglie del ministro Franceschini,  campionessa femminile di preferenze (5.186),  Marco Palumbo, (4.867),  Ilaria Piccolo (4.484),  Valeria Baglio (3.054),  Orlando Corsetti (3.008). A Palumbo va la presidenza della Commissione trasparenza, da sempre attribuita all’opposizione (e votata dai capi gruppo di opposizione)

> Vai alla pagina con le biografie dei consiglieri PD (in costruzione)

9 MARZO 2017: il Tar, accogliendo un ricorso proposto dal Pd di Roma, dichiara  eletta Giulia Tempesta al posto di Ignazio Cozzoli Poli (Gruppo misto, ex Lista Marchini).  Sarebbe  l’ottava consigliera del Pd e il 19° seggio di opposizione in Assemblea. Tuttavia il consigliere Cozzoli ha ottenuto la  sospensiva il 9 marzo in attesa della pronuncia del Consiglio di stato a cui si è rivolto con un ricorso.

Nel  frattempo gli schieramenti a favore e contro la riforma costituzionale hanno cominciato a confrontarsi.  le ragioni del SI (7) Le ragioni del NO (8). Anche all’interno del PD si manifesta una corrente apertamente contraria, personificata da Massimo D’Alema, che annuncia l’organizzazione di iniziative in questo senso in tutta Italia, e da Pierluigi Bersani, che continua a chiedere modifiche all’Italicum condizionando il suo voto al referendum, sostenuto in questo da Roberto Speranza.

Il 4 dicembre 2016 si tiene il Referendum costituzionale che vede una partecipazione di circa il 65% degli italiani. Il risultato è  una vittoria del NO con il 59% contro il 41% degli elettori favorevoli. Quella stessa notte Renzi conferma le proprie dimissioni da Presidente del consiglio (come aveva più volte anticipato che avrebbe fatto in caso di sconfitta) ma le formalizza, come richiestogli dal Presidente Mattarella, solo dopo l’approvazione al Senato  della legge di Bilancio. Il 7 dicembre Renzi sale al Quirinale dove rassegna le proprie dimissioni e quelle del governo. Quattro giorni dopo Paolo Gentiloni riceve l’incarico di formare il nuovo governo, dove non sono presenti Scelta civica e ALA, che ottiene la fiducia delle camere  il 13 e 14 dicembre.

sito piazza santa chiara

sito piazza santa chiara

15 gennaio  2017 Assemblea indetta da 4 presidenti di Municipio PD che raggruppa  sotto la sigla “Piazza Santa Chiara” più di 300 iscritti, consiglieri municipali, ex iscritti, candidati delle liste Pd, Sel e liste civiche Marino e Giachetti che hanno sottoscritto il documento “che ora è”, una chiamata a raccolta delle anime PD che non condividono il prolungato commissariamento e che chiedono il congresso cittadino (>  vai a http://www.piazzasantachiara.it/ leggi il documento “Che ora è“;  leggi l’intervista a Sabrina Alfonsi Presidente del I Municipio

Il 18 febbraio 2017, alla vigilia dell’assemblea nazionale, in una affollata riunione al Teatro Vittoria di  Roma organizzata dalla minoranza PD rappresentata da Vittorio Emiliano (Presidente della Regione Puglia), Enrico Rossi (Presidente della Regione Toscana) e Roberto  Speranza  vengono lanciate una serie di richieste al segretario del PD Renzi per scongiurare  la scissione (9):  una conferenza programmatica, le primarie in autunno, l’impegno a sostenere il governo Gentiloni. Ma l’assemblea del PD che si tiene il giorno dopo approva la relazione del segretario dimissionario, Renzi, con 481 voti favorevoli, dieci contrari e due astenuti. (10). La scissione diviene pertanto inevitabile,  con una sopresa rappresentata da Michele Emiliano che dichiara che non intende lasciare il  partito e che vuole candidarsi per la segreteria. Il 23 febbraio anche il  Ministro della Gustizia Andrea Orlando dichiara di volersi candidare a diventare segretario del PD.

25 febbraio 2017: nasce Art.1-MDP (Movimento Democratici e Progressisti) (11), ad opera di esponenti della sinistra PD tra cui Bersani, Speranza, Rossi, Epifani. Si registrano spostamenti anche a Roma e nel Lazio: alla Regione nasce il gruppo MDP con cinque  consiglieri provenienti da SEL (Gino De Paolis, Marta Bonafoni) e  dal Pd  (Daniela Bianchi, Riccardo Agostini e Rosa Giancola). A loro si unisce Massimiliano Smeriglio, vicepresidente regionale di SEL. Non si segnalano spostamenti al Comune, mentre tra i militanti spiccano, tra le adesioni alla nuova formazione, Pietro Latini e Giulia Urso, storica segretaria della sezione di via de’ Giubbonari.

9 marzo  2017: il Tar, accogliendo un   ricorso del Pd di Roma, dichiara  eletta Giulia Tempesta al posto di Ignazio Cozzoli Poli (Gruppo misto, ex Lista Marchini) (il consigliere Cozzoli ha ottenuto la  sospensiva il 9 marzo in attesa della pronuncia del Consiglio di stato a cui si è rivolto con un ricorso).

L’11 marzo 2017, al  Teatro Brancaccio di Roma, l’ex Sindaco di Milano Giuliano Pisapia (area SEL) presenta il suo progetto, Campo progressista, e si candida come alternativa a Matteo Renzi. (12).

Il 20 marzo 2017 viene depositata la sentenza a seguito della citazione in giudizio degli  iscritti che avevano contestato la delibera del  commissario Orfini  dell’11.6.2015 (2). La sentenza dichiara nulla  la delibera e condanna la Federazione a rinfondere le spese legali. Si prospettano pertanto problemi in ordine al futuro congresso cittadino, al momento ancora da definire…

Nel frattempo è stata avviata la macchina per le Primarie nazionali, fissate  il 30 aprile 2017.

copertina mozioni primarie pd 2017

A Roma i tre candidati alla segreteria nazionale si dividono i sostenitori tra i nomi localmente più di rilievo: Gentiloni e Madia, tra gli altri, per Renzi; il Presidente della Regione Nicola Zingaretti e il parlamentare europeo artefice del veltroniano “Modello Roma” Goffredo Bettini per Orlando.Roberto Morassut, il deputato  ex assessore velroniano guida la mozione Renzi nel Lazio, l’ex capogruppo PD in Campidoglio all’epoca Alemanno, poi deputato Umberto Marroni per Emiliano.

In aula Giulio Cesare la capogruppo Michela Di Biase (nonché moglie del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini) guida  la mozione Renzi , che vanta il sostegno  anche - secondo il quotidiano La Repubblica – dei consiglieri Giachetti, Baglio, Corsetti, Pelonzi, mentre Orlando potrebbe contare sull’appoggio di Palumbo e Piccolo, e di 13 consiglieri regionali: tra questi, il coordinatore della mozione Mario Ciarla, il capogruppo Valeriani, Manzella, Favara, Forte, Petrangolini, oltre  alle due Presidenti di Municipio ( I e II) Alfonsi e Del Bello.

Ai primi di aprile si svolgono le primarie nazionali degli iscritti. Il risultato finale evidenzia che ha votato quasi il 60%, degli iscritti, 5-6 punti in più delle due precedenti occasioni, nel 2009 (quando prevalse Bersani) e nel 2013 (con Renzi vincitore) anche se una percentuale di affluenza così elevata dipende in primo luogo da una decisa riduzione degli iscritti (nel 2009 il partito poteva contare su più di 800 mila iscritti, contro i 450mila odierni). Il risultato finale nazionale vede Renzi al 67%,  contro il 25% di Orlando e  Emiliano all’8%.

A Roma Il voto degli iscritti premia la mozione dell’ex Premier che si attesta  a quota 4868, ovvero il 62,33% Andrea Orlando prende 2644 voti, equivalenti al 33,85%. Michele Emiliano  non raggiunge il 4%. Orlando vince solo in 2 municipi su 15 (V e XI).

Il 22 maggio il commissario Orfini (il cui incarico è scaduto il 16 ottobre ma è rimasto in carica dal fino alla celebrazione del congresso romano) annuncia la data del congresso della Federazione cittadina che si terrà il 25 giugno. Agli inizi viene dato tra i più probabili candidati Luciano Nobili, già vicesegretario, ma nelle settimane seguenti emergono nuovi nomi, tra cui alcuni outsiders.

Il12 giugno viene comunicata la rosa completa delle candidature: il più rapido è stato Livio Ricciardelli, giovane consigliere del I Municipio, che ha presentato la propria candidatura lo stesso giorno dell’annuncio da parte di Orfini. Ma, in funzione delle complesse trattative tra le correnti del partito, occorrono quasi tre settimane per avere gli altri nomi: sono Valeria Baglio, consigliera comunale, Andrea Santoro, (già presidente del IX Municipio e tra i promotori del gruppo Piazza Santa Chiara) e Andrea Casu (già consigliere del I Municipio e tra i i fondatori dei Giovani Democratici).

Non è stato facile giungere a definire il quadro finale: a parte i sospetti sulle modalità di raccolta delle firme per la presentazione delle candidature, “settimane di trattative, discussioni e vertici notturni non sono bastati. E non è stato risolutivo neanche l’intervento diretto dei vertici nazionali. Il Pd romano non ha trovato l’accordo sul nome del segretario: i dem andranno divisi al congresso del 25 giugno, il primo dopo il commissariamento post Mafia Capitale.”(Corriere della Sera)

Il 28 giugno il responso delle urne sancisce la vittoria di Casu, appoggiato dai vertici del Pd. Ne dà comunicazione nella sua pagina su Facebook (sul sito ufficiale del PD Roma non ve n’è traccia) l’ex-commissario Matteo Orfini.

Matteo Orfini 29 giugno alle ore 17:05 · Ieri sera si sono concluse le operazioni di voto nei circoli del Partito Democratico di Roma. La commissione per il congresso mi ha comunicato i dati ufficiali:

Voti Casu Lista “Avanti Insieme”: 1948
Voti Casu Lista “Eccoci”: 1492
Voti totali Casu: 3440
Voti Santoro: 1493
Voti Baglio: 994
Voti Ricciardelli: 380

Tuttavia i commenti non appaiono positivi. L’Huffington Post parla di “strada in salita”per il nuovo segretario, mentre fanno discutere le analisi del voto in diversi circoli a suo tempo bollati dal rapporto Mappa il Pd di Barca, la scarsa partecipazione degli iscritti (hanno votato 6445 elettori, pari al 58,13% degli aventi diritto) e il prossimo passo dell’ex-commissario Orfini, che intenderebbe trasmettere alla Commissione di garanzia i nomi di “quelli che hanno rovinato il partito romano faticosamente rimesso in piedi dai suoi tre anni di commissariamento.”

orfini tweet congressoIl 10 luglio la nuova Assemblea proclama rispettivamente Andrea Casu segretario e presidente del Pd di Roma Sibi Mani Kumaramangalam, la cui nomina suscita però nuove polemiche all’interno della federazione romana.

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(Vedi anche Wikipedia Partito Democratico)

Art.1-MDP (Movimento Democratici e Progressisti

(1) Con le nuove regole, in pratica, il commissariamento di una qualsiasi struttura locale potrà essere deciso dal solo segretario nazionale , sentito il parere della Commissione di garanzia e con l’approvazione entro 30 giorni della Direzione, e può essere esteso agli organi esecutivi e assembleari.

(2) in particolare i militanti  contestano la delibera del 10 giugno, approvata dalla Direzione che  a loro giudizio avrebbe dovuto essere approvata dall’Assemblea, e la mancata convocazione trimestrale di quest’ultima, oltre ai cambiamenti rispetto  alla rete dei circoli, che ritengono lesivo della loro autonomia.

(3) Vai alla Carta del Candidato Trasparente

Vai alla pagina con i profili dei candidati che hanno aderito (29 del PD e di  liste collegate al candidato Giachetti, di cui 8 eletti )

Perché su queste elezione incombe soprattutto una disaffezione generalizzata per la politica che nasce dalla drammatica situazione in cui versa la nostra città, ma soprattutto   in eseguito al coinvolgimento di molti esponenti dei partiti tradizionali nelle inchieste giudiziarie. E che è anche motivata dai molti interrogativi che suscitano nell’elettorato le nuove realtà che si sono affacciate da pochi anni  sulla scena romana, che spesso non danno ai cittadini elettori sufficienti informazioni e garanzie sui propri valori  e sulle modalità  con  cui intendono farsi espressione della propria base  e dei  territori.”. ” L’ obiettivo finale è quello di riportare i cittadini a ragionare di  politica, a non lasciarsi sopraffare  dal disinteresse e dal senso di impotenza che scivola verso l’astensionismo, e  a compiere  scelte consapevoli, magari unendosi a noi nel chiedere, al di là dell’appuntamento elettorale, ai propri partiti di riferimento di  aprire una nuova stagione politica, che scelga  la centralità  dell’interesse collettivo e non, come le cronache spesso ci hanno tristemente confermato, gli  affari, la corruzione, le mafie.”

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Democratico_(Italia)

(5) In senso generale, i risultati furono considerati un insuccesso per il Pd: il 20 giugno Ilvo Diamanti (5a) commentava che “i ballottaggi confermano le indicazioni arrivate dopo il primo turno di elezioni amministrative: un Paese politicamente indefinibile. Il Pd perde anche nelle “sue” zone tradizionali e il M5S vince in maniera trasversale, ma ancora non ha vere radici nel territorio.

Alle stesse conclusioni perveniva il Presidente del consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi. (5b) “Parlando alla stampa a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi commenta i risultati dei ballottaggi per le elezioni comunali che hanno visto prevalere il Movimento 5 Stelle a Roma, Torino e in altre diciassette città. Pur sottolineando che il voto è stato influenzato da fattori territoriali diversi, Renzi riconosce un rilievo nazionale della consultazione e dice: “Ovunque ha vinto chi ha saputo interpretare l’esigenza di cambiamento.”

(5a) http://video.repubblica.it/dossier/amministrative-2016-elezioni-roma-milano-bologna-torino-napoli/comunali-diamanti-italia-senza-piu-radici-politiche-e-il-cambiamento-e-solo-all-inizio/243846/243893?ref=search

(5b) http://video.repubblica.it/dossier/amministrative-2016-elezioni-roma-milano-bologna-torino-napoli/amministrative-renzi-vittoria-netta-del-m5s-no-voto-di-protesta-ma-cambiamento/243893/243940?ref=search

(6) http://blog.openpolis.it/2016/06/21/affluenza-cala-tranne-roma/8862

(7)  Vedi la nostra pagina con le motivazioni del sì e del no http://www.carteinregola.it/index.php/carteinregola-e-il-referendum-costituzionale/

(8) 3o motivi per votare NO http://media.wix.com/ugd/14a30c_ebe4e28e29984e2aaa69a67fc0ead2b2.pdf

(9) http://www.huffingtonpost.it/2017/02/15/minoranza-pd-speranza-emiliano-rossi_n_14766660.html

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/18/news/pd_scissione_renzi_minoranza-158595459/

(10) http://www.unita.tv/focus/cosa-e-successo-allassemblea-nazionale-in-5-punti/

(11)   http://www.lastampa.it/2017/03/11/italia/politica/pisapia-lancia-campo-progressista-7uZbXrWiwDdAWIFyb5aQON/pagina.html

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/25/news/democratici_progressisti-159197225/

(12) http://www.partitodemocratico.it/document/nota-dellorganizzazione-pd-dati-congressi-dei-circoli/